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A caccia dei primi Porcini primaverili

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Boleti o Porcini primaverili. Boletus pinophilus, Boletus reticulatus/Boletus Aestivalis e Boletus aereus

Quando, dove e come cercare i primi Porcini Primaverili

FUNGHI PRIMAVERILI


I PORCINI PRIMAVERILI, senza alcun dubbio sono i funghi più attesi della stagione micologica perché si sa, in Italia…

Il fungo è il Porcino!

Buoni un po’ tutti i funghi intendiamoci, alcuni persino più squisiti del Porcino stesso ma…

Vuoi mettere la soddisfazione di entrare nel bosco e trovarti davanti una piccola famigliola di Porcini?

Mettila come vuoi ma, i Porcini ti riempiono e ti appagano la vista come nessun’altro fungo!

Ma, quando inizia la stagione dei funghi Porcini?

Quale strategia adottare per assediare già i primi?

Cerchiamo di capire, in base a poche evidenze scientifiche ed un po’ di esperienza, quale potrebbe essere il miglior approccio all’inizio di una nuova stagione fungina, senza dover per forza attendere il via, innescato dal solito tam-tam dei social.

Partiamo dal “quando”

Contrariamente a ciò che alcuni credono ,la stagione dei Boleti non comincia a settembre, bensì tra aprile e maggio.

Per avere indicazioni più precise però dobbiamo attenerci a svariati parametri, vediamo quali sono i più importanti:

  • Temperatura dell’aria

Possiamo nutrire qualche speranza di trovare i primi Boleti, quando le temperature minime non scendono più sotto i 5/6° se non occasionalmente, e le massime si aggirano attorno ai 20°C.

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  • Temperatura del terreno

Bisogna che anche il terreno si svegli dal torpore invernale e, pare assodato che i miceli non riescano a svilupparsi a temperature inferiori ai 6/7°,almeno nel caso del Boletus pinophilus.

Boletus aestivalisBoletus edulis e soprattutto Boletus aereus hanno bisogno di temperature decisamente superiori.

  • Umidità del terreno;

Naturalmente il terreno deve essere adeguatamente bagnato ma mai zuppo o fradicio.

Nello specifico, durante la primavera, i Boleti non necessitano di grandi accumuli di pioggia.

Si presume infatti che i funghi possano ricavare la giusta umidità dal terreno ancora sufficientemente umido dopo l’inverno.

Ovviamente a patto che la stagione invernale sia stata sufficientemente nevosa o piovosa o che nel frattempo non siano giunte inattese le bolle d’aria calda africana con relativa siccità.

Per il proliferare dei funghi sono preferibili brevi ma frequenti precipitazioni.

Queste, unite alle rugiade notturne, che ancora in questo periodo abbondano, potrebbero consentire lo sviluppo dei primi carpofori.

Piogge troppo abbondanti e prolungate potrebbero invece raffreddare di nuovo il terreno, ritardando lo sviluppo dei funghi.

Senza trascendere in tecnicismi, mi sento di poter affermare che sia il bosco stesso a darci l’indizio migliore per farci capire quando si può cominciare a cercare i primi Porcini.

Sappiamo che il nostro amato Porcino è il risultato di un’alleanza tra piante e miceli, grazie allo scambio reciproco di sostanze e nutrienti detto “simbiosi“.

Sarà dunque improbabile poter trovare funghi prima che la pianta abbia messo le foglie, e senza che sia ricominciata la fotosintesi e la messa in circolo dei nutrienti necessari sia alle piante che ai funghi stessi.

Generalmente i primi Porcini fanno la loro comparsa in Italia intorno a fine aprile o primi di maggio.

Con primavere particolarmente miti non è raro trovare il primo Porcino prima di metà aprile.

Adesso passiamo al “dove e cosa”

I primi Boleti o Porcini Primaverili a dare il via alla stagione del Porcino sono i Boletus pinophilus ed i Boletus reticulatus anche detti Boletus aestivalis.

I primi esemplari fanno la loro comparsa praticamente nello stesso periodo, anche se in habitat diametralmente opposti.


Boletus pinophilus / Boletus Pinicola

É il Boleto del freddo.

Non ama caldi eccessivi e men che meno il clima secco.

Il Boletus pinophilus (anche noto come Boletus pinicola) o Pinaiolo, ma ancor di più come Porcino Rosso, (in Piemonte “Testa Rossa”), è il Porcino del Nord Italia.

Ama indifferentemente sia boschi di Conifere che di Latifoglie ed è molto diffuso sulle Alpi.

Poco in Appennino Settentrionale, quasi assente in quello Meridionale, tranne che sulla Sila, Pollino ed Aspromonte.


I primi Boletus pinophilus, spesso fanno la loro comparsa nei boschi agli sbocchi delle vallate alpine (raramente oltre la media valle), tra i 500 e gli 800 metri sotto il castagno, meglio se in presenza di pino silvestre.

La presenza di piante di mirtillio sarà un ulteriore buon indicatore.

Nel caso in cui il mese di Aprile risultasse sufficientemente umido ma particolarmente mite e con un buon irraggiamento solare i primi esemplari potrebbero spingersi fino intorno ai 1000 metri, sotto faggio e pino.

In assenza di piogge copiose dobbiamo privilegiare boschi con esposizione verso quadranti settentrionali.

Qua dobbiamo prestare maggiore attenzione ai canaloni o alla base di rocce e ostacoli che possano aver trattenuto maggiore umidità.

Nel caso in cui invece in Aprile le piogge e la copertura nuvolosa siano stati predominanti, sarà opportuno visitare boschi più esposti a sud.

In questo caso, ci concentreremo su dossi e rilievi che possano aver drenato più rapidamente gli eccessi d’acqua.

In presenza di temperature al di sotto della media, l’uscita dei primi esemplari potrebbe essere ritardata.

Vero o Falso sul Porcino Rosso

verofalsoNel Piemonte Settentrionale, gli anziani usano dire che il Porcino rosso nasce soltanto nei boschi che hanno subito un incendio pregresso.

Difficile poter dire se sia vero o casualità, sta di fatto che molto spesso vi sono riscontri in tal senso.

Mentre nel Piemonte Meridionale questo Boleto è tipicamente primaverile, in quello Settentrionale è il Porcino che chiude la stagione dei Boleti tra Ottobre e Novembre.


Boletus reticulatus o Boletus aestivalis / Estatino

Nonostante il nome “aestivalis” che significa estivo, questo è uno dei tre Porcini Primaverili.

Possiamo trovare i primi esemplari di Boletus aestivalis nei boschi di bassa collina (al Nord anche nelle cosiddette “Baragge” – steppe semi boscose dell’alta Pianura Padana), in boschi chiari di quercia, roverella e castagno.

Raramente in questo periodo le nascite di B. aestivalis avvengono sopra i 500 metri al Nord ed oltre gli 800 al Sud.

Anche in questo caso, morfologia ed esposizione del terreno andranno scelte in base all’andamento climatico, sulla stessa base del Boletus pinophilus.

Le prime raccolte comunque, non sono mai abbondanti, si tratta di esemplari sporadici ma non sempre isolati, riservati ai “fujat“, “fungiatt” più esperti e/o più temerari.

Se si mira alla quantità non è questo il periodo di andar per funghi, per quella si dovrà necessariamente aspettare oltre la metà di maggio, quando il terreno avrà immagazzinato più energia.

Tra tutti i Porcini, il Boletus reticulatus o Estatino è il meno pregiato.

É il meno sodo tra tutti i Porcini, spesso la sua carne è inconsistente, quasi fosse piena d’aria, ed è il Porcino più soggetto alle camole (vermetti che attaccano pesantemente questo fungo, fino a renderlo immangiabile).


Boletus aereus / Porcino nero o Bronzino

É il Boleto del caldo. Il più pregiato tra tutti i Porcini presenti in Italia.

A detta di tutti è il più profumato, il più sodo-massiccio e più ambito.

Sia il Porcino nero o aereus che l’estatino o aestivalis, possono presentarsi con un gambo magro e slanciato che mal ricorda la tipica immagine paffuta del fungo Porcino

Predilige il clima Mediterraneo, la macchia mediterranea, le coste della nostra penisola ma, i recenti cambiamenti climatici hanno fatto si che il suo aerale si sia allargato a macchia d’olio in buona parte d’Italia.

Nella macchia mediterranea è comune anche in pieno inverno. É infatti l’unico Porcino rinvenibile anche durante i mesi invernali.

Non va però confuso con il Leccino, Leccinum lepidum o Porcino d’Inverno, che non è un Boleto ma appunto, un meno nobile Leccinum.


Il Porcino Nero è il più tardivo tra i Porcini precoci e giunge appena prima (più raramente anche contestualmente) del Boletus edulis o Porcino autunnale.

Se il clima primaverile risulta torrido, a causa delle ingombranti bolle calde africane, fa la sua comparsa tra maggio e giugno anche nel Nord Italia e zone appenniniche.

Tra la tarda primavera e l’estate vegeta esclusivamente nei boschi termofili con quercia e roverella o nel misto quercia-roverella-orniello (frassino da manna) magari anche con pungitopo ed erica arborea nel sottobosco.

Il bosco termofilo si sviluppa su di balconi collinari ben soleggiati e riparati dai venti da Nord.

Nel resto dell’Italia Centro-Meridionale ed isole, vegeta nei boschi di Latifoglie chiari e caldi con castagno, querce di ogni genere, ivi inclusi i lecci e le sughere, corbezzolo e alloro.

L’ambiente in cui nasce il Boletus aereus è lo stesso in cui si può trovare la ricercatissima Amanita caesarea.

Non mi resta che augurarvi buoni e fruttuosi assedi ma, ricordandovi:

Rispettiamo sempre il Bosco, e lui prima o poi ci ripagherà

Articolo scritto da:
Riccardo Spagnoli @funghimagazine.it



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