Aggiornamento funghi 06-07-2023 Cesto Porcini

Tra caldo e temporali, tornano o no i funghi Porcini? Aggiornamento funghi 06-07-2023

METEO FUNGHI DI INIZIO LUGLIO 2023

Aggiornamento funghi 06-07-2023 – prima parte

Dopo la prima vampata di caldo africano dell’estate, nel corso degli ultimi 15 giorni, di piogge generose se ne sono avute, anche a più riprese, su e giù per l’Italia.

Sul finire di Giugno, l’arrivo improvviso del caldo torrido africano, subito dopo il lungo periodo piovoso, ha praticamente fatto crepare-screpolare tutti i funghi appena nati, nonché ha fatto cessare immediatamente le nascite che, contro quel caldo così torrido, sarebbero state fallimentari.

Il 22 Giugno finalmente qualche temporale è tornato a bagnare le Alpi occidentali fin sulle pedemontane. Il 23 Giugno più piogge al Nord, in alta Lombardia, Alto Adige, buona parte del Veneto e quasi tutto il Friuli Venezia Giulia, con temporali localizzati ma intensi in appennino Modenese-Bolognese. Ulteriori temporali sui monti dell’Umbria meridionale e sull’Etna.

Il 24 Giugno temporali importanti nel basso Lazio in Molise e Matese campano con piogge diffuse ma senza grandi accumuli nelle Marche, Abruzzo e in parte delle Murge. Il 25 i temporali relegati alla sola Piana di Gioia Tauro e altopiano Aspromontano con piogge non importanti nel resto della Calabria e più leggere ancora in Basilicata con replica nel Reggino e Crotonese il 26.

Il 27 Giugno nuovi temporali nel Bellunese e Alpi Giulie, qualche doccia nel Trentino e sulla pianura Modenese-Bolognese-Ferrarese. Nulla di che. Il 28 poche docce sulla pianura Veneta, nel Cuneese montano e nelle Marche, oltre che al confine tra Abruzzo e Molise. Anche il 29 ha avuto poche piogge, attorno ai Colli Albani e soprattutto una nuova Perturbazione temporalesca in arrivo da Ovest sul Piemonte occidentale.

30 Giugno di grandi piogge e forti temporali. In giornata intensi temporali hanno interessato gran parte del Piemonte e Lombardia occidentale, quasi tutta la Liguria, soprattutto i settori di Levante, alta Toscana, da Punta Ala alla Garfagnana, Amiata e Senese orientale con epicentro del maltempo in Umbria e Marche centrali fin sul Conero. Piogge meno violente in Abruzzo e nel resto del Nord.

Luglio ha esordito con generose piogge ancora sull’Umbria, nel basso Lazio, in Campania centrale e Livornese, poi docce diffuse, ma non intense, si sono avute sulla Lombardia orientale, Alto Adige, Veneto centro-settentrionale, Friuli V.G., Toscana centro-meridionale e in generale in tutto il centro-sud Italia fin sul Cosentino e Barese.

2 Luglio quasi asciutto con leggere docce su Trevigiano e Pordenonese e nel Reggino e Messinese. 3 Luglio con copiose piogge e forti temporali nel Triveneto orientale con fulcro dei forti rovesci nel Cadore-Carnia e in Friuli, oltre che nella Bergamasca e attorno a Bologna.

4 Luglio ancora temporalesco in Brianza, Veronese, Tirolo, Abruzzo e Frusinate interno.

Il 5 Luglio i temporali sono stati particolarmente insistenti ancora tra Cadore-Carnia e alto Friuli, oltre che nel Luinese-Lago di Lugano, Lario e Valtellina occidentale, oltre che tra Milano e Pavia e nella pianura Veneta.

La costante del periodo è che è quasi sempre “piovuto sul bagnato”, ovvero è quasi sempre piovuto dov’era già piovuto precedentemente, lasciando per lo più a secco le zone in cui non era ancora piovuto.

Da quel che intuiamo, dopo tutte queste piogge e temporali, ora c’è grande impazienza di poter finalmente dire che la prima grande “buttata”/”gettata” è arrivata ai nastri di partenza.

Ogni giorno ricevo decine di messaggi da parte di utenti che, privatamente mi chiedono se finalmente è arrivata l’ora. Utenti che mi descrivono piogge abbondanti, talvolta persino ripetute, ma di Porcini ancora assenti.

Persone che mi dicono: “sono stato nel bosco e l’ho trovato ben bagnato, eppure non c’era un solo Porcino, a parte qualche Russula”.

Ecco, proprio questo è il classico esempio di bosco che non può dare Porcini Estivi perché, “ben bagnato” non va proprio affatto bene per questi funghi.

Come mai la prima grande “buttata” si fa ancora attendere?

Aggiornamento funghi 06-07-2023 – seconda parte

Chiariamo e ribadiamo subito un concetto… Per quanto ci si possa sforzare e per quanti passi in avanti possa fare l’A.I., Intelligenza Artificiale, i funghi non si fanno, né mai si faranno, imbrigliare all’interno di un infallibile algoritmo.

Le variabili relative alle nascite dei funghi sono davvero infinite. Basta anche una piccola variazione di anche un solo e singolo parametro che le previsioni di nascite falliranno.

L’ultima vampata di calore torrido-africano (favonico al Nord) ha letteralmente sorpreso le colonie fungine, che erano già pronte a far partire una massiccia ondata di nascite ma che, si sono repentinamente bloccate a causa dell’eccesso di secco e caldo.

Dopo il caldo torrido è vero, sono tornati i temporali e, per chi ci crede (bontà sua) è anche arrivata la super-luna di inizio Luglio a far convincere i funghi Porcini a tornare a rinascere ma, evidentemente un paio di forti temporali e la luna nuova non sono bastati.

La ragione l’ho già in buona parte spiegata sul finire dell’ultimo paragrafo, ovvero che in quest’ultima quindicina di giorni, è sempre piovuto sul bagnato, ovvero dov’era già piovuto nei giorni precedenti, lasciando quasi a secco le zone in cui non è mai piovuto massicciamente.

Ora, se non piove, luna o non luna, i funghi non nascono. Su questo non ci piove, è proprio il caso di dirlo!

Allo stesso modo però, se piove troppo, se il sottobosco risulta troppo bagnato, i funghi Porcini non nascono ma, nasceranno solamente funghi igrofili quali Finferli/Galletti e/o Russule, più adatti a resistere anche a piccoli e del tutto temporanei ristagni d’acqua.

Sappiamo tutti quanti, quanta difficoltà stanno incontrando da mesi a questa parte i modelli matematici meteorologici a fare previsioni affidabili.

A volte capita che di prima mattina le App Meteo dei nostri cellulari ci indichino piogge consistenti o copiose in arrivo entro sera, salvo poi magari sul mezzogiorno dirci “ops! Ci eravamo sbagliati” e scoprire che al posto delle piogge copiose è stata messa l’icona del sole.

Le infiltrazioni d’aria fresca d’alta quota sono sempre altamente imprevedibili, soprattutto in una nazione come l’Italia dove, la locale orografia può fare una grande differenza.

Un ostacolo quale un colle o un monte può deviare i temporali verso altri lidi, così come può anche amplificarlo fino a degenerare in nubifragio o persino in una alluvione lampo, così com’è accaduto più volte in varie zone d’Italia e l’Emilia Romagna ne è l’esempio più lampante.

Detto questo, non è neppure facile capire i comportamenti delle colonie fungine, pur in presenza di piogge regolari, figuriamoci in presenza di piogge disordinate ed imprevedibili con alternanze di caldo-torrido e forti temporali.

Il sottoscritto, con l’aiuto di alcuni validi collaboratori, monitora l’andamento delle piogge di varie zone d’Italia ormai da decenni. Teniamo registri su fogli di calcolo degli accumuli di pioggia e al contempo registriamo i relativi ritrovamenti di funghi, così da avere una casistica, la più ampia possibile.

In decenni di annotazioni, non abbiamo rilevato alcuna incidenza da parte della Luna sulle nascite di funghi che, invece nascono pedissequamente e rigorosamente in relazione ai quantitativi di piogge cadute.

Capita però alcune volte, è capitato più spesso di quel che si possa pensare, che a seguito di importanti temporali anche ripetuti, non sia nato nulla fino allo scadere dei classici 15 giorni di pausa che normalmente intercorre tra una buttata e l’altra.

Pausa che a volte si è protatta per la durata di 20 giorni ma, saltuariamente anche fino a 30 giorni. In pochissimi casi ci è capitato di notare che la pausa si sia allungata fino a ben 45 giorni, questo nonostante nel frattempo sia piovuto, anche a più riprese.

Cosa determini la durata di queste pause non è dato di saperlo. Solamente il Regno dei Fungi può sapere chi e cosa lo governa. Noi umani possiamo solamente limitarci ad osservare e fare strampalate ipotesi.

SICCITA’ ED IFE RIPRODUTTIVE

Aggiornamento funghi 06-07-2023

Un argomento assai interessante, ma poco dibattuto, riguardo alla prevedibilità delle nascite di funghi è quello legato alla preduzione da parte delle colonie fungine di Ife riproduttive, stimolate non dalla pioggia ma dalla siccità.

Di questo argomento hanno parlato pochi autori ma, chi i funghi li ha studiati nel loro comportamento, oltre che nella loro fisionomia, ha gettato le basi per la moderna tecnica di coltivazione di molti funghi coltivabili in serra o in casa.

Gilberto Govi nel suo monumentale libro “Introduzione alla Micologia” cita per primo le ife riproduttive e intuisce che le colonie fungine vengono stimolate a produrre queste particolari ife durante i periodi siccitosi in cui le colonie fungine, anziché espandersi attraverso ife strutturali, preferiscono dar luogo a queste particolari ife, delegate a dar vita a corpi fruttiferi indispensabili per la sopravvivenza della specie, in caso di eccessivo protrarsi della siccità, quindi di condizioni ambientali particolarmente avverse.

Oggi le moderne tecniche di coltivazione delle Morchelle/Spugnole per esempio, si basano proprio sulla stimolazione della colonia fungina, affinché produca quasi esclusivamente ife riproduttive al posto di ife strutturali.

Per far ciò, i coltivatori applicano metodi brevettati, tanto statunitensi, quanto cinesi, basati sull’alternanza di brevi periodi di allagamento del substrato di coltivazione-crescita, a più lunghi periodi di mancanza d’acqua.

Sarà proprio l’assenza d’acqua a stimolare la produzione di ife riproduttive e quindi della successiva massiccia fruttificazione, necessaria per l’inseminazione del substrato con nuove spore, che potranno dar vita a nuovi miceli e successive nuove colonie fungine.

Oggi sappiamo che, di norma, i funghi in generale, quindi anche i Boleti/Porcini, per potersi garantire la sopravvivenza, hanno necessità di periodi piovosi alternati a periodi con assenza di piogge.

Sappiamo tutti quanti, perché in ogni dove c’è oggi scritto che, dopo l’ultima pioggia devono passare almeno 12/14 giorni senza piogge, questo per consentire alle spore appena schiuse, grazie ai recenti temporali, di poter generare nuovo micelio primario che, incontrando altro micelio primario di uguale o differente sesso, potrà dar vita a micelio secondario, unico ad esser fertile e quindi potenzialmente fruttifero.

Questo è senz’altro vero ma, è anche vero che non è solamente il nuovo micelio a dar vita a nascite di funghi, seguendo il ciclo di minimo 15 giorni.

Come appena detto, i corpi fruttiferi, possono nascere anche da micelio “anziano” già preesistente e persino vecchio, se questo viene adeguatamente stimolato appunto da un lungo periodo di siccità.

Quando le condizioni climatiche sono avverse, quando non piove per lungo tempo, le spore non possono e non potranno dischiudersi, non si potranno formare nuovi miceli primari e secondari e le nascite di funghi sarebbero impossibili.

Ecco che quindi entrano in gioco i miceli più anziani, quelli più temprati che resistono da più tempo a varie avversità, pronti ad immolarsi per giusta causa, quindi per garantire la sopravvivenza della specie, dando vita a nascite di carpofori necessari a spargere spore tutt’attorno, anche a seguito di consistente sostituzione dell’aria secca con aria umida e di semplici rugiade notturne, quindi non necessariamente di forti temporali.

Vorrei ricordarti che, una colonia fungina ben strutturata e in ottima salute, l’acqua necessaria per idratare le piante micorrizate, la può andare a prelevare anche in profondità, o a centinaia di metri o a chilometri di distanza dal punto in cui il micelio deve supportare il proprio albero simbionte, o i propri alberi, non necessariamente attraverso la piogga caduta.

L’entrata in azione di miceli anziani è pressappoco quanto accaduto nel basso Piemonte, reduce da un lunghissimo periodo siccitoso durato quasi 2 anni.

Quando dopo la lunghissima fase caratterizzata da assenza di piogge degne di nota, che hanno latitato per mesi e mesi, improvvisamente con l’arrivo di aria più umida, ancor prima che le piogge potessero re-idratare le spore presenti sui suoli boschivi, a generare nuovi corpi fruttiferi, probabilmente sono stati proprio i vecchi miceli dormienti e ricchi di ife riproduttive pronte a fruttificare.

Lo stesso fenomeno è accaduto in gran parte d’Italia con nascite, quasi a sorpresa di grandi quantitativi di Finferli/Galletti dov’era da anni che non se ne trovavano più, prevalentemente tra le Querce e Castagni.

Idem per quanto riguarda i Porcini Rossi-Pinicola (Boletus pinophilus) primaverili che, stimolati dal protrarsi del freddo o comunque del fresco, sono nati in grandi quantità non solo in Sila, ma anche in alta Toscana-Appennino Ligure-Tosco-Emiliano e soprattutto in Appennino Ligure occidentale ed Alpi Liguri. Spesso in luoghi in cui non v’era più memoria di nascite di Porcini Rossi già in primavera, così come accaduto in Valle d’Aosta.

DOVE STANNO GIA’ NASCENDO E DOVE NASCERANNO I PORCINI

Aggiornamento funghi 06-07-2023 – terza parte

Il succo della questione è che, non sempre tutto ciò che vediamo è realmente come noi lo vediamo e/o interpretiamo. Non sempre grandi e prolungate piogge sono l’unico e vero stimolo per le nascite di molti funghi.

Questo potrebbe esser vero ad esempio per i Porcini chiari autunnali (Boletus edulis) o i Porcini Rossi-Pinicola (B. pinophilus), ma potrebbe non esser affatto vero per i classici Porcini Estivi-Estatini (B. reticulatus) e ancor meno per i Neri-Bronzini B. aereus.

Aggiornamento funghi 06-07-2023
Aggiornamento funghi 06-07-2023-Porcini Pinicola dell’alta Lombardia @Alfonso&Chiara
Aggiornamento funghi 06-07-2023
Aggiornamento funghi 06-07-2023-Porcini Pinicola e edulis dell’alta Lombardia @Alfonso&Chiara

Il nostro Semaforo dei funghi per esempio, si basa sulle piogge cadute in Italia e, per tentare di limitare il margine d’errore previsionale, questo viene necessariamente integrato con le preziosissime segnalazioni che ci giungono dai nostri numerosissimi followers, amici segnalatori che ci seguono attraverso i Social e, ancor più attraverso le nostre Chat Telegram, Chat pubblica, Chat privata e Canale Telegram info@funghimagazine

Il concetto è quello del baratto. Io baratto una mia informazione, in cambio di un’altra informazione. Tutto basato sulla lealtà dei segnalatori perciò, come in ogni altro campo, può accadere che tra i tanti onesti, ci siano anche le pecore nere che ci danno segnalazioni voltuamente errate per dimostrare che il Semaforo dei funghi non è infallibile e quindi screditarlo.

Poco male, anche perché i nostri lettori più onesti sanno che funghimagazine non possiede nessuna sfera di cristallo e che la “pappa pronta” purtroppo non ce l’abbiamo. FM stimola i propri lettori a “ragionare con la propria testa”, per questo pubblichiamo questi articoli di Aggiornamento funghi che, ancor prima di parlare di “dove stanno nascendo”, si dilungano sempre in paragrafi di ragionamento e stimolo a riflettere e a trarre conclusioni da sé perché, nessuno più di chi abita in un determinato luogo, può conoscere le dinamiche ambientali e climatiche del suo stesso territorio.

Detto questo, possiamo dire che al momento, nonostante ci sia appena stata la “luna nuova”, di nascite di funghi Porcini “importanti” non se ne registrano in nessun luogo d’Italia.

Attraverso il nostro Semaforo dei Funghi aggiornato Domenica 2 Luglio, avevamo ipotizzato che le importanti piogge giunte dopo la fase siccitosa-torrida avrebbero potuto, in molte aree, partire già sin da oggi, in altre dal fine settimana.

Dobbiamo invece registrare un posticipo di nascite, dovuto in gran parte al protrarsi di siccità dove non è piovuto e di insistenti temporali dove invece è ben piovuto.

Questo non potevamo saperlo, dal momento che molti siti web parlavano di una importante e diffusa fase di maltempo che avrebbe interessato tutta l’Italia e non delle solite piogge a macchia di leopardo.

NORD OVEST ITALIA

Aggiornamento funghi 06-07-2023 – regioni parte 1

Al momento, stando alle segnalazioni dei lettori, i Porcini stanno ancora nascendo, ma si sono di molto ridotte le nascite, in Val d’Aosta dove, il caldo favonico ha fatto cessare le nascite di Porcini Rossi-Pinicola, sostituiti da Porcini Estivi-Estatini tra le faggete e assenza di altri Porcini tra gli Abeti.

In Piemonte le nascite si sono ridotte al lumicino anche nel generoso cuneese. Dopo una fine Giugno caratterizzata da nascite in grandi quantitativi di Porcini Rossi-Pinicola in quota, dopo l’arrivo dei primi timidi B. edulis, tutto si è però improvvisamente fermato con sporadiche nascite di Porcini Estivi-Estatini nei boschi misti con Faggi e Castagni selvatici.

Amici fungaili ci hanno segnalato ultimi ritrovamenti sempre più sporadici tra Cuneese e Torinese ma, a dirla tutta, ci sono le condizioni ideali perché a breve o brevissimo possa partire la grande buttata, iniziando dalle zona pianeggianti-collinari, a seguire sui monti, per lo meno dove ancora ieri ci venivano segnalati boschi zuppi d’acqua. Come più volte ribadito, i boschi “zuppi d’acqua” non vanno d’accordo con le nascite di Porcini perciò, prima questi si asciugheranno (possibilmente senza vampate torride africane) e prima potrà partire la grande buttata.

Andrà sicuramente meglio nell’Imperiense che ha visto finalmente ottime nascite di funghi ma, come ci hanno segnalato alcuni lettori, là dove si sono trovati dapprima Porcini Neri e subito dopo Ovoli Reali/A. caesarea, la presenza degli Ovoli non è un buon segno ma, la prova che la buttata è giunta al capolinea e, essendo che in queste zone è ancora piovuto di recente, è presumibile che la grande buttata non arrivi prima di metà mese, sempre che la prevista avvezione caldo-torrida africana non sia troppo invadente e non blocchi definitivamente ogni nascita.

Nel resto della Liguria si stanno ancora trovando sporadici Porcini qua e là, non molti ma in alcuni casi ancora in discrete quantità. Le abbondanti piogge recenti potrebbero innescare anche qua a breve la grande buttata ma, come per l’Imperiense, con l’incognita caldo-torrido-africano. Come andrà a finire proprio non lo sappiamo. L’unica via è di monitorare costantemente i boschi.

In Lombardia assistiamo a nascite di Porcini Rossi-Pinicola che si sono alla fine bloccate e spostate più in alta quota e più a Nord verso Canton Ticino e soprattutto Grigioni. L’avanzata del caldo padano ha fermato le nascite in bassa e media Valtellina e sulle Orobie, resistono poche nascite tra Varesotto e Lario. Finalmente è piovuto abbondantemente in Pianura Padana lombarda con nascite previste a brevissimo a Sud di Milano mentre a Nord del capoluogo le nascite saranno rimandate a data da destinarsi poiché è da giorni che imperversano violenti temporali tra Milanese-Brianza-basso Varesotto e Lario con coinvolgimento anche della bergamasca e Orobie.

Le abbondantissime piogge, spesso accompagnate anche da temporali grandinigeni (oggi, mentre scrivo, presenti su Legnano, Rho, Lainate, Garbagnate Milanese, Paderno Dugnano, Cinisello Balsamo), che provocano preziosi shock termici che piacciono a molti funghi, ma che di fatto rimandano le nascite di almeno un’altra settimana, sempre che non arrivi il caldo-torrido-africano a rovinare la festa.

NORD EST ITALIA

Aggiornamento funghi 06-07-2023 – regioni parte 2

Temporali importanti interessano la Lombardia centrale ormai da giorni ma, ora anche il Nord-est, con spostamento dell’epicentro perturbato verso il Veneto. Dal Bresciano al Veronese e Rodigiano temporali in serie, che a tratti interessano anche il resto del Veneto, Trentino Alto Adige e soprattutto il Friuli Venezia Giulia.

Le nascite in zona non sono eccellenti ma, da report di nostri lettori, sappiamo per certo che Porcini ne stanno nascendo sui monti del Veneto sud-occidentale, meno al confine tra Vicentino e Bellunese con il Trentino.

In Trentino Alto Adige c’è chi ci riporta immagini di boschi di Abeti completamente secchi a cauda dell’attacco del Bostrico Tipografo. Ritrovamenti di Porcini però ci vengono segnalati in boschi misti con Faggi e Abeti sani, non ancora colpiti dal parassita.

Il Friuli V. G. ha visto nascite pregresse ma ora è tutto fermo a causa del protrarsi di abbondanti e ripetute piogge. C’è da supporre che ulteriori nascite non avverranno prima di metà mese.

In Emilia Romagna le cose non vanno più bene. Nascite timide ma in rapido aumento si registravano prima dell’arrivo del caldo torrido-africano, sono poi arrivati i temporali, localmente anche forti ma, sempre a macchia di leopardo e mai diffusi. Con simili condizioni, è indispensabile seguire in diretta i Radar Meteorologici per poter sapere dove sta piovendo e dove imperversano i temporali se si vuole poi poter raccogliere qualcosa perché, in simili situzioni, qua è piovuto e nascono i funghi, là non è piovuto e non nasce nulla.

Dov’è piovuto ci sono ottimi potenziali per imminenti nascite, soprattutto in Emilia ed in particolar modo nell’Appennino Ligure-Emiliano e Tosco-Emiliano, più che in quello Tosco-Romagnolo.

CENTRO ITALIA

Aggiornamento funghi 06-07-2023 – regioni parte 3

In Toscana c’è grande fermento perché, dove prima, dove dopo, è piovuto a più riprese con alternanza piogge-caldo-umido. Le piogge più “giuste” si sono avute nel Livornese-costa centrale, da Livorno alla Lunigiana passando per la Lucchesia e Garfagnana fino alle porte di Postoia-Prato. Altre ottime piogge nella Toscana orientale al confine con il lago Trasimeno e sull’Amiata-Senese orientale. Al momento le uniche nascite degne di nota si registrano ancora una volta nell’alta Toscana ma, boschi spesso zuppi d’acqua, impediscono che la grande buttata possa essere imminente in queste zone.

Occorre avere ancora un po’ di pazienza e aspettare che i boschi tornino ad essere meno bagnati. Colline Metallifere e comunque colli costieri del Livornese-Pisano fino alle porte di Grosseto hanno avuto ottime piogge ma meno frequenti perciò, insieme con Amiata e Senese orientale potrebbero avere sin da subito o entro il weekend la grande buttata. Meno bene i boschi di faggio dell’Appennino Tosco-Romagnolo, in alcuni casi privati delle piogge dal vento secco.

Umbria superstar? Non è detto! Era già accaduto lo scorso anno. Una serie di importanti temporali con accumuli a tre cifre, anche fino a 150 mm e nessuna nascita a seguire. La logica ci suggeriva che sarebbero nati funghi Porcini anche sulle pietre, la realtà è stata ben altra, con pochissime o nessuna nascita attorno al Lago Trasimeno, poche sul Subasio e solo qualcuna in più sull’Appennino Umbro-Marchigiano.

Se non andrà di gran sfortuna, stavolta potrebbero beneficiare delle grandi piogge i boschi d’ogni sorta, dal momento che tutta l’Umbria ultimamente ha avuto piogge democratiche ben distribuite ovunque, con interessamento anche delle Marche centrali fino al Conero.

Logica vuole, ancora una volta che, ora finalmente possa partire la grande buttata. Per avere schiusa di nuove spore, produzione di nuovi miceli e relative fruttificazioni, in teoria ora occorrerebbe attendere almeno fino a metà mese. Se però i vecchi miceli riusciranno a fare il proprio dovere, le prime nascite potrebbero avvenire già a partire da questo fine settimana per poi “esplodere” a metà mese, salvo arrivo del “rompiballe” africano. Umbria e Marche dunque tenetevi pronti!

Lazio ed Abruzzo stavolta non potranno contare su piogge democratiche e diffuse, ma solamente su piogge anche importanti, ma sempre ben localizzate. Al momento si raccoglie ancora qualche Porcino in Abruzzo, molti meno nel Lazio che sta attraversando un periodo interlocutorio di pausa tra una buttata e l’altra.

Nuova buttata che però potrà avvenire solamente là dove è piovuto adeguatamente, quindi grosso modo sui colli Albani, Circeo e dintorni, basso Lazio, Frusinate interno e nulla più, forse localmente nel Reatino. L’arrivo imminente annunciato del caldo africano non promette nulla di buono per il Lazio e con buona pace anche per l’Abruzzo.

SUD ITALIA E ISOLE

Aggiornamento funghi 06-07-2023 – regioni parte 4

Riguardo al Sud Italia c’è poco da dire. Le piogge recenti hanno interessato prevalentemente la Campania, parte del Molise, la Calabria, soprattutto Tirrenica ed il Messinese.

In Campania si stanno ancora trovando funghi Porcini soprattutto sui monti alle spalle di Napoli e di Caserta. Si trovano ancora Porcini giovani ma più spesso già adulti, segno che la buttata è quasi giunta al capolinea. Nel resto della regione è piovuto assai meno anche se in alcuni casi con più di una doccia. Dati i presupposti, è ipotizzabile che non vi sarà una grande buttata in arrivo a breve, semmai sporadiche nascite qua e là dov’è piovuto ultimamente.

Nel Molise ci sono state ottime piogge recenti, ma non troppo attuali, tanto addietro da consentire nascite ora e infatti si registrano ancora locali nascite ma ormai la buttata è quasi al capolinea con funghi spesso già adulti.

Puglia e Basilicata si possono godere il mare e l’estate. Qua non sono previste nascite degne di nota per via di piogge post-caldo africano del tutto insufficienti, anche se presenti. Forse qualche timida nascita nelle Murge interne, qualcuna anche nel Lagonegrese-Sinni montano.

Migliore la situazione in Calabria che, dopo un temporaneo rallentamento delle nascite o di un vero e proprio stop nascite in Sila e Pollino-Orsomarso, ora vede addirittura ritrovamenti massicci quanto localizzati dov’è piovuto recentemente.

Ancora una volta la Sila è superstar, soprattutto sui versanti meridionali, Sila Piccola e Sila Greca, assai meno sulla Sila Grande. Ottime nascite anche lungo la Catena Costiera, soprattutto in quota e, novità del periodo, i temporali ripetuti tra Monte Poro, Piana di Gioia Tauro e Costa Viola. Qua si iniziano già a registrare le prime nascite ma prevalentemente in boschi mediterranei di Quercia-Leccio-Sughere-Corbezzolo, meno tra i Castagni e non ancora presenti tra i Faggi.

Ancora una volta le “timpe” pre-aspromontane saranno interessate da massicci ritrovamenti di Porcini Estivi sia B. reticulatus che B. aereus e sul finire di buttata da Ovoli Reali. I primi ritrovamenti ci vengono già segnalati da alcuni nostri lettori amici.

Anche in Sicilia si sono avuti timidi temporali tra Messinese ed Etna. Nebrodi, Peloritani ed alto Etna registrano già timide nascite di Porcini, nulla di eclatante ma qualcosa si muove in attesa del grande caldo africano che bloccerà ogni nascita, dal momento che le previsioni più infauste parlano di +45°C tra Sicilia e Sardegna e, a proposito di Sardegna, qua ultime timide nascite in atto tra Gennargentu e Arci, ma ormai il caldo incombe e le nascite cesseranno rapidamente.

IN CONCLUSIONE

Aggiornamento funghi 06-07-2023 – ultima parte

In assenza di una sfera di cristallo, tentiamo comunque di individuare le condizioni ideali per nuove nascite.

Là dove i funghi Porcini non sono ancora nati perché è piovuto molto e i boschi sono ancora ben bagnati, non c’è altro da fare che aspettare. Attendere che la lettiera sia più asciutta perché come diciamo sempre, ai porcini non piace avere il piede bagnato, anche perché se nei boschi c’è troppa umidità, le lumache i funghi Porcini se li divorerebbero in men che non si dica.

Temporali importanti continueranno ad imperversare in Lombardia centrale. Dal Ticino all’Adige si avranno grandi rovesci e pure grandinate. Oggi una passata temporalesca dovrebbe interessare gran parte del Nord Italia a Nord del Po, in realtà mentre scrivo le previsioni non stanno però rispettando quanto previsto con temporali al momento già in azione dove invece era previsto il sole e viceversa, il sole più ad ovest dove i temporali erano già previsti, questo a riprova delle oggettive difficoltà previsionali.

Sappiamo dell’arrivo della grande vampata calda africana e non possiamo che incrociare le dita e sperare che le previsioni siano errate. A guardare i Modelli Matematici Meteorologici però vediamo che già Sabato 9 Luglio una potente bolla calda africana con valore di geopotenziale massimo da 600 gpdam si posizionerà tra Algeria nord-orientale e Tunisia con sfioramento del Sud della Sardegna e valori fino a 596-588 dam fin sul Po e Svizzera. In soldoni, gran caldo torrido in arrivo!

Se tutto andrà per il verso giusto però, la bolla calda africana dovrebbe arretrare rapidamente con ritorno di temporali, anche violenti, al Nord fin sulla Liguria ed Emilia già Martedì 11 Luglio. Entro il 15 di Luglio il fresco Atlantico avanzerà verso Sud portandosi fin sulla Corsica e Lazio, rimarrà molto caldo all’estremo Sud.

Quanto danno potrà fare la bolla calda africana?

Difficile poterlo dire ma, 3 giorni di gran caldo potrebbero non esser sufficienti a bloccare le imminenti nascite, augurandoci però che la sostituzione delle masse calde africane con quelle fresche atlantiche non avvenga al Nord con il solito secchissimo favonio (al momento non visibile attraverso i Modelli Matematici).

Il caldo africano sicuramente bloccherà le nascite dal basso Tevere in giù. Più a Nord ci sono buone speranze che lo shock termico tra il fresco attuale ed il breve rovente caldo africano possa innescare buone nascite di fungi Porcini.

L’arrivo dell’imminente del caldo africano con temperature fino a 25/26°C a 1500 mt al Nord, potrebbe innescare però quasi certamente ottime nascite (finalmente) dei tipici Finferli di Luglio poi, dopo il 20 di Luglio, se non arriveranno altre bolle calde africane, sugli stessi monti, si potrebbero iniziare a vedere più nascite di Porcini chiari autunnai (B. edulis) e meno Porcini Estivi (B. reticulatus), questo stando alla logica delle successioni avvenute in passato.

Nel prossimo articolo di Aggiornamento funghi ci occuperemo più diffusamente dei Porcini edulis (i più attesi da tutti i fungaioli del Nord Italia), oltre a fare il punto sulla situazione con anche possibili evoluzioni delle nascite.

Nel frattempo ti ricordiamo che, oltre a poter commentare l’articolo a fondo pagina, puoi commentarlo anche tramite le Chat Telegram ed i nostri Social (#@funghimagazine), oltre che inviarci eventualmente le tue segnalazioni.

Ci trovi con i nostri video su YouTube e se non sei ancora iscritto al canale fallo subito, perché i video più belli devono ancora arrivare, con l’arrivo dei fantastici Porcini edulis. In questo periodo non pubblichiamo ancora video di repertorio ma solamente video live, in diretta dai boschi, giusto con il piccolo ritardo necessario per elaborarli.

Fotogallery

Aggiornamento funghi 06-07-2023
Aggiornamento funghi 06-07-2023-Porcini e Finferli con 1 Piede di Capra del Piemonte occidentale @GiuseppeGiamblanco-Telegram
Aggiornamento funghi 06-07-2023
Aggiornamento funghi 06-07-2023-Boletus edulis dell’Appennino Emiliano @AndreaCeschi-Telegram
Aggiornamento funghi 06-07-2023
Aggiornamento funghi 06-07-2023-Porcino estivo del Trentino A.A. @Marco-Telegram
Aggiornamento funghi 06-07-2023
Aggiornamento funghi 06-07-2023-Porcino estivo in bosco di Abete dell’alta Lombardia @Alfonso&Chiara

Aggiornamento funghi 06-07-2023@funghimagazine.it

Angelo Giovinazzo

Divulgatore scientifico, studioso di Scienze Naturali, Micologia, Geografia, Geologia. Tecnico di accoglienza turistica, ex redattore di articoli Meteo. Dal 2018 fondatore/proprietario e amministratore di funghimagazine.it

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    Luigi Fava

    Come ogni volta nei tuoi report c’è tanto cuore oltre conoscenza.
    Complimenti Angelo

    1. funghimagazine
      funghimagazine

      Grazie mille Luigi. Molto gentile ❤

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    Perazzolo Giovanni tessera CAI (VI) 1969

    dopo 8-10 giorni passati a fare il nonno-siter, con 4-5 marmocchi sulla spiaggia-pineta veneta di Cortelazzo, a far scoprire piccoli prataioli, assieme alle conchiglie e ai granchietti, sempre lasciati liberi… Ora i tuoi articoli mi portano nei silenzi del mattino, la volpe e il capriolo che mi guarda, i Boschi di Luserna, di Cima Mandriolo, assieme ai tuoi commenti, mi sono entrati nel cuore. Non è solo questione di Luna crescente, ma di amore per il creato, da divulgare. Grazie… Grazie Angelo

    1. funghimagazine
      funghimagazine

      Giovanni, grazie a te che riesci ad apprezzare il bello della natura slow-lenta e senza la frenesia della vita moderna. Grazie a te che apprezzi il bello della divulgazione, senza l’ansia della Luna

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