Aggiornamento funghi 11-04-2024
Aggiornamento funghi 11-04-2024 - Porcini precoci di inizio Maggio 2018

Morchelle, Prugnoli e ora anche i primi Porcini – Aggiornamento funghi 11-04-2024

Morchelle, Prugnoli e ora anche i primi Porcini

Aggiornamento funghi 11-04-2024 – Prima parte

Che primavera strana questa del 2024.

Prima un mare di pioggia, che non ci attendevano, con un’altrettanto inattesa montagna di neve sulle Alpi, poi il caldo anomalo, con temperature fino a 28/30°C anche al Nord e, dopo una importante sciroccata calda che ci ha coperti di pulviscolo di sabbia del Sahara, altra pioggia fredda con nuova neve sulle Alpi.

Un’alternanza meteorologica, che tutto sommato, potrebbe non dispiacere più di tanto ai funghi che, sanno adattarsi al clima assai meglio rispetto a quanto sappiamo fare noi che, se non avessimo gli strumenti tecnologici moderni, non saremmo di certo in grado di sopportare tutti questi repentini cambiamenti.

Il mese di Marzo è stato nettamente più piovoso del normale in molte zone d’Italia, fatta eccezione per diverse aree del nostro Sud ed Isole.

Scrive Nimbus di un fine inverno nettamente più mite, piovoso e nevoso del normale tra Nord Italia ed Appennino settentrionale, che di fatto ha messo la parola fine al lungo e preoccupante biennio siccitoso 2022-2023.

Dell’abbondanza di precipitazioni hanno scritto anche tutti i maggiori mezzi d’informazione nazionali.

La Stampa parla di un Marzo 2024 eccezionalmente piovoso e nevoso ma, il rovescio della medaglia è che la coda dell’inverno è stata decisamente più mite del normale, così come certificato da MeteoSvizzera, mentre Copernicus Climate Change, ci informa di un nuovo record globale di caldo marzolino con +1,58°C oltre la media 1991-2020 e con un valore ancora più elevato di ben +2,12°C per il continente europeo. Marzo 2024 è stato il decimo mese consecutivo più caldo del normale e non c’è una sola zona del nostro pianeta che si è salvata e che ha fatto registrare temperature anche di soli pochi centesimi di grado inferiori.

Un bel problema cui occorrerà trovare dei rapidi rimedi, se non vorremo finire abbrustoliti sulla graticola.

Se da una parte un caldo così anomalo con piogge insistenti può essere un bene per alcune specie fungine, non lo è di certo per molte altre.

Quest’anno l’avvio della stagione dei funghi primaverili è stato a dir poco imbarazzante nel nostro centro e sud. Sono mancate le nascite di Morchelle quasi ovunque, in particolar modo in Sicilia, Sardegna, Calabria, Puglia, Basilicata e Campania ed i Prugnoli sembrano non promettere nulla di buono anche loro.

La stagione fungina sta andando invece decisamente meglio a nord del Tevere, ancor meglio a nord dell’Appennino settentrionale. Della situazione attuale parlerò meglio tra un attimo, prima vorrei spendere due parole sull’eccezionale stagione fungina che ha vissuto la Liguria.

RIVIERA DI PONENTE UN VERO BOOM DI FUNGHI

Aggiornamento funghi 11-04-2024 – Seconda parte

Mai quanto quest’anno l’Imperiense, la Costa Azzurra e le Alpi Marittime, sia italiane che francesi, avevano avuto così tanta pioggia a fine inverno.

Quest’anno le precipitazioni intense sono inziate già a fine inverno e stanno proseguendo anche in questo avvio di primavera.

Località marittime normalmente note per esser sempre state baciate dal caldo e dal sole, anche in pieno inverno, quest’anno hanno avuto la più lunga serie di piogge, mai vista in tempi recenti.

Da Cannes-Nizza-Monaco a Sanremo, Imperia ed Alassio le piogge sono giunte puntuali ed abbondanti, al transito di qualunque perturbazione, ben protette dall’eventuale freddo artico, dalle Alpi Marittime che sono state abbondanemente coperte di neve.

Tutto questo si è tradotto in eccezionali nascite di funghi di cui in pochi hanno goduto poiché, la gran parte dei fungaioli, era convinta che in periodi tardo-invernali nei boschi non nascano funghi.

Evidentemente costoro si sbagliavano, se è vero, com’è vero, che le frequenti nevicate, pur con rapido successivo scioglimento e l’abbondanza di piogge, comunque fredde, hanno consentito nascite inimmaginabili di funghi Marzuoli-Dormienti (Hygrophorus marzuolus), avvenute con larghissimo anticipo rispetto al consueto periodo di fine marzo.

I primi esemplari si trovavano infatti già a febbraio e le nascite sono proseguite per tutto il mese di marzo e pure nalla prima settimana di aprile.

Naturalmente i Marzuoli-Dormienti ci si attendeva di poterli trovare solamente in alta quota ma così non è stato. Le prime nascite già attorno ai 700/800 mt, poi progressivamente più in alto ma sempre attorno ai 1.000/1.400 mt, nelle zone interne del Parco Regionale del Verdon e del Parc des Prealpes d’Azur in Francia sudorientale, del fiume Roja e più in generale all’interno dell’intero Parco Naturale delle Alpi Marittime, fino al Colle di Cadibona che, convenzionalmente divide le Alpi dall’Appennino.

Marzuoli sui monti e funghi Leccini in quantità nei boschi mediterranei con particolare sovrabbondanza sotto Lecci e Corbezzoli ma anche in mezzo alla macchia mediterranea.

La ciliegina sulla torta è stata però rappresentata da un’insolita sovrabbondante nascita di Morchelle in tutti i boschi marittimi, a partire già dai boschetti lungo il mare.

Funghi saprofiti in questo caso, oltretutto nati con largo anticipo rispetto alle attese.

Di solito le prime Morchelle marzoline nascono in Sicilia, Sardegna e sud Italia ma, quest’anno l’inverno e l’inizio di primavera sono stati piuttosto parchi di piogge in queste zone e, appena ha smesso di fare il piccolo cenno di freddo invernale, si è passati direttamente al caldo estivo senza vie di mezzo.

É andata invece decisamente assai meglio lungo il Mar Ligure dove l’alternzanza di abbondanti piogge con forti raffiche di vento, ha fatto sì che i terreni drenassero e si asciugassero più in fretta, non senza aver prima abbondantemente annaffiato e degradato le spesse lettiere di aghi di Pino o di foglie di Leccio o Corbezzolo.

Una curiosità, una vera e propria peculiarità, la suddetta alternanza di abbondanti piogge e forti venti, ha consentito la schiusa di milioni di spore di una specie fungina fin’ora considerata piuttosto rara, benché tipicamente mediterranea: la Morchella dunalii.

Ho parlato diffusamente di questa Morchella, postando anche diverse fotografie nel precedente articolo di Aggiornamento funghi del 14-03-2024.

Una specie fungina saprofita, che quindi si nutre non creando simbiosi micorrizica con alcune piante (ad esempio il Frassino della Morchella esculenta), ma sfruttando i nutrienti presenti nel substrato di crescita, humus e lettiera.

Ormai le nascite di queste Morchelle sono praticamente già terminate ma, chi ne è andato alla ricerca, è rimasto sbalordito da quante ne ha potute vedere in insospettabili boschi dove parrebbe non fossero mai nate prima. Potere delle abbondanti piogge.

MORCHELLE, PRUGNOLI E A BREVE ANCHE PORCINI

Aggiornamento funghi 11-04-2024 – Terza parte

Chiusa la parentesi Morchella dunalii, non si chiude però ancora la porta delle Morchelle in Liguria.

Le abbondanti piogge con clima mite, non hanno interessato solamente la Liguria di Levante e Costa Azzurra-Provenza, ma anche il resto della Liguria, l’alta Toscana ed in generale tutto il Nord Italia.

Dove le piogge sono state più copiose, è lecito attendersi nascite di Morchella elata/Conica/Slanciata, ovvero la Morchella con mitra allungata a cono gelato e soprattutto scura-nera, in boschi con lettiera molto spessa di aghi lunghi o foglie di Leccio o Corbezzolo.

Ricordo che le Morchelle possono continuare a vegetare ad oltranza, a patto che le TEMPERATURE lo consentano.

La Morchella è un fungo assai delicato, forse uno dei più delicati, non a caso vegeta proprio su terreni sabbiosi dove si presume che l’acqua non possa ristagnare ma venga drenata rapidissimamente.

Se si bagna, ammuffisce e marcisce velocemente, allo stesso modo secca rapidamente se il clima è troppo secco e/o caldo. Quale specie fungina metterebbe al mondo un carpoforo se sa che le sue spore non potranno maturare perché fa troppo freddo, perché piove continuamente o, peggio ancora, se l’aria è troppo calda/secca e “fonando” intrappola tutte le spore all’interno della mitra, non consentendone la dispersione?

La temperatura limite di sopportazione per le Morchelle è di 23°C, oltre questa temperatura i suoi carpofori seccano, proprio come se fossero poste in un essiccatore.

Volendo cercare ancora Morchelle in questo periodo e fino a tutto Maggio, occorre perciò monitorare le temperature e spostarsi verso zone ancora fresche quali quelle montane. Naturalmente in montagna sarà più facile trovare Morchelle della specie esculenta, piuttosto che non di altro tipo, rimanendo sempre su suoli sabbiosi-drenanti.

Discorso a parte invece per i funghi Prugnoli che, di solito sono attesi a partire dal 23 di Aprile, quando si festeggia San Giorgio, da cui questi funghi prendono il nome comune di Funghi di San Giorgio.

Quest’anno, l’insolito tempore, accompagnato da frequenti piogge, ha fatto sì che le prime nascite si verificassero con larghissimo anticipo, già a ridosso della Pasqua.

Anche il fungo Prugnolo teme il caldo ed il secco, non a caso è un fungo primaverile e non estivo. Per questa ragione i raccolti migliori si fanno in mezzo ai cespuglieti-arbusteti dove il vento penetra con più difficoltà, oppure in prato aperto, in zone in cui di notte si deposita abbondante rugiada notturna.

Mi domanda attraverso chat privata Telegram, Franco dall’Emilia Romagna, se esiste una spiegazione plausibile per cui alcune “prugnolaie” in alcuni anni formano cerchi delle streghe con sovrabbondanza di carpofori e in altri invece nulla, così come sia possibile che alcuni cerchi siano completamente privi di funghi a poca distanza da altri che invece ne sono ricchi.

La spiegazione è piuttosto semplice, nulla di trascendentale.

I funghi Prugnoli sono funghi saprofiti che ricavano il proprio nutrimento direttamente dal substrato di crescita, dove trovano anche piccole quantità di essudati di glucosio rilasciati dalle radici delle piante non micorrizate.
Questi sono funghi che possono raggiungere anche buone dimensioni e massa corporea, necessitano perciò di molto nutrimento che estraggono più facilmente dal substrato se e quando questo è stato precedentemente adeguatamente bagnato dalle piogge.
Se tu entri nella tua dispensa alimentare e qua mangi in un paio di giorni tutte le scorte alimentari a tua disposizione, non ti rimarrà più nulla da mangiare nei periodi a venire, a meno che tu non decida di andare a fare molti rifornimenti di cibo.
Allo stesso modo, i funghi Prugnoli che sono per così dire assai “voraci”, tendono a “consumare” rapidamente il terreno, ad impoverirlo dopo le loro fruttificazioni che richiedono moltissima energia. Non solo ma, tutta questa energia utilizzata per acquisire e consumare i nutrienti, si traduce in metabolismo a dir poco esasperato.
Un forte metabolismo significa rilascio nel terreno di molte sostanze di scarto, generate appunto dal metabolismo stesso, si chiamano CATABOLITI. Sono per così dire “le feci” di questi funghi che, rilasciate nel terreno già impoverito dallo sfruttamento, diventano anche inospitali.
Il CERCHIO DELLE STREGHE altro non è che una forma di sfruttamento sistematico quanto eccessivo del substrato, che costringe appunto il micelo ad allontanarsi dal punto in cui è stato sfruttato e sono state rilasciate le proprie feci.
Un cerchio esaurito ed “inquinato” non tornerà perciò sui propri passi se non quando il substrato si sarà arricchito di nuovi nutrienti, sali minerali rilasciati dal dilavamento dei terreni, nuove foglie morte, semi, frutti, rami caduti, a patto che molte piogge siano state precedentemente in grado di “lavare via i cataboliti rilasciati dai funghi”.

FUNGHI PORCINI GIA’ ALLE PORTE?

Aggiornamento funghi 11-04-2024 – Quarta parte

E veniamo all’argomento più discusso e controverso del periodo. I funghi Porcini, di cui sentiamo già marcata astienza.

Sui Social, uno in particolar modo, in cui chiunque può scrivere ciò che vuole, senza offrire alcuna garanzia sulla veridicità di ciò che scrive, già da qualche giorno proprongono fotografie pubblicate da veri o presunti fortunati che già si sarebbero imbattuti nei primi clamorosi ritrovamenti di funghi Porcini.

Millantatori o semplici accalappia-click (clickbait/per generare rendite pubblicitarie).

Nulla di strano, accade ogni anno. I fenomeni di turno che non si fanno scrupoli di generare notizie false/fake pur di guadagnarsi un minuto di notorietà o un forte incremento dei gudagni generati dalle pubblicità.

Fake e fenomeni a parte, in effetti è alquanto logico domandarsi se, questo caldo anomalo e la persistenza di piogge (dov’è piovuto) non siano effettivamente buon viatico per le prime nascite precoci di funghi Porcini.

Nel corso degli ultimi anni abbiamo assistito ad un continuo spostamento del periodo in cui si sono registrate le prime nascite di funghi Porcini.

  • Nel 2017 il mio primo fungo Porcino, e siamo nel Nord Italia, Nord Piemonte, in data 30 di Marzo. In realtà però, durante il mese di Aprile non nacque più nulla.
  • Nel 2018 funghi Porcini assai precoci. I primi sporadici Estatini a fine Aprile, molte nascite attorno a metà Maggio e addirittura i primi Porcini Neri/Aereus attorno al 20 di Maggio, sempre Nord Piemonte (in foto). La primavera di quell’anno fu assai ricca di nascite di Porcini.
  • Nel 2019 i primi Porcini al 10 di Aprile, questi sì assai precoci e più di uno. Maggio però fu un mese con pochissime nascite.
  • Nel 2020 il primo Porcino al 18 di Maggio.
  • Negli anni a seguire tra il 20 e 27 del mese di Maggio.
Aggiornamento funghi 11-04-2024
Aggiornamento funghi 11-04-2024 – Porcini precoci di metà Maggio 2018

Il caldo precoce può sicuramente anticipare, e pure di molto, le nascite dei primi Porcini ma, affinché le nascite possano essere effettivamente degne di nota, occorre che le piante simbionti di questi funghi, abbiano già un apparato fogliare ben costituito, che le foglie siano sufficientemente robuste, non verdino-giallognolo ma già di un bel verde intenso, poiché la produzione di glucosio/carboidrati, rimarrà estremamente contenuta se le foglie saranno ancora deboli e poco produttive in termini di fotosintesi clorofilliana.

Non basta perciò che faccia già molto caldo se le ore di luce sono ancora troppo poche e soprattutto se di notte fa ancora freddo.

Molti lettori mi domandano perché non nascono Porcini sotto gli Abeti tra l’inverno e la primavera, se questi sono dei sempreverdi che quindi sono in grado di compiere la fotosintesi.

Va subito detto che gli aghi di un Abete sono piccolissimi, la superficie esposta in pieno sole è assai limitata e per giunta solo gli aghi più esterni riescono a ricevere sufficiente insolazione. Oltretutto va anche detto che fino a primavera inoltrata le ore di luce sono ancora contenute, i raggi solari obliqui e quindi la quantità di glucosio-carboidrati che un Abete è in grado di produrre, probabilmente è appena sufficiente a soddisfare i suoi fabbisogni e, nel caso in cui possa supportare anche eventuali funghi simbionti, non è comunque sufficiente a soddisfare anche le nascite di carpofori, per cui occorrono molte più energie.

Ciò non toglie che, probabilmente qualche pianta più ben esposta in pieno sole, possa produrre carboidrati in quantità tali da riuscire a supportare i nostri beneamati Porcini.

Ciò accade soprattutto a fine inverno o a fine primavera quando, all’iterno di particolari ecosistemi si vengono a creare microclimi particolarmente favorevoli.

Ad esempio, tra Novembre e Dicembre non è insolito che si trovino funghi Porcini all’interno di parchi e giardini cittadini dove il calore urbano consente a queste piante di non soffrire troppo il freddo notturno.

Ci è capitato ad esempio di aver trovato il primo Porcino edulis lo scorso anno, esattamente a metà Maggio, proprio all’interno di un parco urbano.

Ad ogni modo, è bene ricordare che le prime piante utili per la causa porcina, che emettono le foglie sono le Querce, seguono poi i Carpini, molto dopo i Tigli e dopo ancora Faggi e a chiudere i Castagni.

Più tardi le piante emetteranno le foglie e più tardi avverranno le prime nascite di Porcini.

IL NETTARE

Non va però dimenticato anche che, più che le foglie già ben formate, a supportare le prime nascite di Porcini, sono SEMPRE le FIORITURE.

Basti pensare a qual è l’elemento base che caratterizza i fiori… Il nettare!

Fin tanto che le piante non hanno necessità di produrre il nettare ed il polline per i propri fiori, la necessità di produrre glucosio-carboidrati rimarrà ancora assai ridotta. Ne consegue perciò che una buona disponibilità di carboidrati necessaria a supportare le prime nascite di funghi simbionti, è sempre legata alle fioriture degli alberi.

Niente fiori, niente nascite di funghi.

Non è un caso infatti che le prime Morchelle si trovino sempre in corrispondenza con le fioriture dei Frassini e mai in concomitanza con la fogliazione.

Avrò modo di spiegare questi e molti altri segreti legati al magico mondo dei funghi, Sabato 13 Aprile 2024 a partire dalle ore 14:30 in quel di Varallo (Valsesia, provincia di Vercelli, alto Piemonte), in occasione della manifestazione Varallo in Fiore.

Il grazioso borgo medievale-turistico valsesiano sarà abbobbato per l’occasione con fiori esposti lungo le vie cittadine, contemporaneamente a partire dalle ore 9:30 presso Palazzo d’Adda, lato Nord (Parco d’Adda) il Gruppo Micologico Biellese (di cui faccio parte), allestirà la mostra I° MOSTRA MICOLOGICA CITTA’ DI VARALLO.

Dalle 14:30 nell’adiacente salone conferenze, terrò la conferenza dedicata a I FUNGHI PRIMAVERILI.

Palazzo d’Adda si trova in Via Scarognini, ma l’ingresso per la Mostra e per la Conferenza sarà dal Parcheggio di Parco D’Adda, Via Mario Tancredi Rossi.


Visualizza mappa ingrandita

Parlerò di Morchelle, Prugnoli, Marzuoli, Funghi Lignicoli ed ovviamente anche di Porcini, oltre che analizzare le ragioni per cui alcuni funghi nascono in determinati periodi dell’anno e in determinate zone e non in altre.

Chi abita nel nordovest italiano e lo desidera, potrà venire ad ascoltarmi e sarà l’occasione giusta per conoscerci di persona.

Conferenza I Funghi Primaverli Varallo

Aggiornamento funghi 11-04-2024@funghimagazine.it

Angelo Giovinazzo

Divulgatore scientifico, studioso di Scienze Naturali, Micologia, Geografia, Geologia. Tecnico di accoglienza turistica, ex redattore di articoli Meteo. Dal 2018 fondatore/proprietario e amministratore di funghimagazine.it

Questo articolo ha 6 commenti

  1. Avatar
    Giovanni Carmine

    Ottimo articolo…breve, succinto e compenioso…..come dovrebbe essere sempre…
    Un bravo all’autore e un invito ai giornalisti a “copiare” lo stile….

    1. Redazione FM
      Redazione FM

      Grazie mille Giovanni, sei stato fin troppo gentile. Apprezziamo molto il tuo entusiasmo. Ancora Grazie!

  2. Avatar
    Max

    Grazie x l articolo , veramente interessante. Comunque x la cronaca il giorno di pasqua appena passata, in zona di lecco è stato trovato un edulis di quasi mezzo kg. Pubblicato pure su La Provincia. Non ho ricordi di alcun ritrovamento di edulis in questa stagione. Qualcosa sta cambiando.

    1. Redazione FM
      Redazione FM

      Ciao Max. Grazie per l’apprezzamento. Eh sì, qualcosa sta cambiando, anzi oserei dire meglio: qualcosa è già cambiato. Il clima odierno non sembra neanche più parente di quello che ha caratterizzato gli anni ’80, e non si tratta di secoli fa. Per ora beneficiamo di queste insolite nascite “fuori stagione”, sperando non debbano essere le uniche dell’anno! Incrociamo le dita!

  3. Avatar
    Grazia Pistocchi

    Il tuo articolo ….l’ho letto tutto d’un fiato, è interessante ed esauriente. Fungaiola da 30 anni, ho aggiunto alle mie conoscenze delle informazioni Grazie

    1. Redazione FM
      Redazione FM

      Ciao Grazia, grazie! E scusa il gioco di parole eh eh. Felicissimo di apprendere del tuo apprezzamento!

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