Aggiornamento funghi 12-01-2024

Finferli, Finferle e molti altri funghi. Aggiornamento funghi 12-01-2024

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🎥 Funghi Finferli, Cantharellus cibarius al 7 Gennaio al Nord

Funghi Finferli 7 Gennaio 2024🔴 Canale Funghimagazine@YouTube

I Funghi in tempo reale di metà gennaio 2024

Aggiornamento funghi 12-01-2024 – la quiescenza

Per l’aggiornamento funghi 12-01-2024 iniziamo subito col dire che, parte con la marcia ben ingranata la stagione fungina 2024 e, a quanto pare non soltanto con i tipici funghi lignicoli invernali ma anche con diverse specie terricole, specie fungine che, normalmente durante la stagione fredda, smettono di fruttificare ed entrano nella fase della quiescenza, il lungo riposo vegetativo dei periodi più freddi dell’anno.

La quiescenza o dormienza (come puoi leggere nell’apposita voce della nostra EnciclopediaQuiescenza su Funghimagazine), è un fenomeno naturale, attraverso il quale le piante (ma anche i funghi) si riposano e si difendono dai rigori dell’inverno.

Dopo che è avvenuta l’abscissione, ovvero il fenomeno della defogliazione, della completa caduta delle foglie dagli alberi, piante e funghi micorrizici entrano nella fase del riposo vegetativo.

Il metabolismo di piante e funghi rallenta, mantenendo attive solamente le funzioni vitali indispensabili e, per tutto il periodo di dormienza si fa affidamento sulle scorte di nutrienti accumulate durante l’autunno quando, acqua, sali minerali , zuccheri e altri nutrienti sono stati accumulati nel cuore dei tronchi degli alberi o, tra i funghi, nei talli (→ tallo), negli sclerozi ( → sclerozio) nei vacuoli e/o negli arbuscoli, otre che all’interno delle fitta rete sotterranea di ife-micelio.

Tutte strutture specializzante nell’immagazzinaggio delle sostanze nutritive tra i funghi.

Ma cosa accade se viene a mancare il freddo vero, il ghiaccio, il gelo?

Aggiornamento funghi 12-01-2024 – il clima invernale

Così come sta succedendo da alcuni decenni a questa parte, le foglie cadono dagli alberi sempre più tardi, non più a partire da fine settembre, ma frequentemente a partire da fine novembre.

Le piante sono in grado di fare grandi scorte di nutrienti che, a volte risultano presenti quasi in eccesso rispetto alle reali necessità.

Parte di questi nutrienti zuccherini, pur in assenza di fotosintesi clorofilliana per assenza di foglie verdi, viene ceduta ai funghi micorrizici che, in assenza di freddo vero, possono persino decidere di fruttificare, tardivamente e fuori tempo massimo, grazie a queste sostanze zuccherine necessarie a mantenere attivo il metabolismo e anche a supportare eventuali fruttificazioni.

Non solo ma, l’assenza di ghiaccio e gelo favorisce anche i funghi saprofiti, sia di lettiera che quelli lignicoli che, senza l’impedimento del ghiaccio, possono continuare a fruttificare indisturbati, certo sempre con il rischio reale che un’improvvisa ondata di gelo possa mandare in fumo la fruttificazione ma, a volte tentar non nuoce, ed ecco allora che girando per boschi, si possono ancora trovare diverse specie fungine che hanno fruttificato, nonostante il calendario ci ricordi che siamo già a metà gennaio!

Durante la stagione invernale, il soleggiamento si fa sempre più tenue, i raggi solari diventano meno perpendicolari e decisamente più obliqui, quindi meno caldi mentre, le coperture nuvolose impediscono un buon irraggiamento.

Se però il clima ci offre giornate costantemente serene, con cieli azzurri, limpidi e tersi e, masse d’aria d’origine tropicale, dal nord Africa o dall’Atlantico tropicale si mettono in moto verso il Mediterraneo e l’Europa, ecco che anche i raggi solari più obliqui diventano decisamente più caldi e le tante ore di soleggiamento non possono che favorire la fotosintesi clorofilliana in quelle piante che, anche durante l’inverno non perdono aghi e foglie, ovvero Conifere e Sempreverdi.

Se il sole tiepido o caldo dell’inverno è in grado di alimentare pannelli fotovoltaici, a maggior ragione, questo sarà in grado di alimentare anche le strutture di captazione del sole dei vegetali, appunto aghi e foglie.

Nel corso degli ultimi decenni, inverni sempre meno freddi e più soleggiati, hanno di fatto favorito la piena vegetazione delle piante che non perdono le foglie e, di conseguenza anche i funghi micorrizici che con queste piante creano un rapporto di simbiosi.

Quali sono le piante micorrizabili che d’inverno non perdono le foglie?

Aggiornamento funghi 12-01-2024 – Piante micorrizabili

Ovviamente sono micorrizabili tutte le Conifere, anche se in realtà vi sono alcune specie di aghifoglie che sono più facilmente micorrizabili rispetto ad altre, così come alcune conifere con aghi più piccini, non sono adatte a compiere una fotosintesi clorofilliana soddisfacente, soprattutto quando le loro chiome si trovano costantemente in piena ombra, oppure all’interno di un ecosistema scuro, ombroso, con chiome fitte, attraverso le quali non passano i raggi solari.

In linea di massima le piante più adatte sono i Pini che crescono in ambienti aperti, ben soleggiati, in piena esposizione soleggiata per gran parte del giorno e soprattutto con aghi lunghi.

Queste alcune tra le conifere più facilmente micorrizabili e che potrebbero supportare fruttificazioni di funghi anche durante l’inverno:

► Pino Nero
► Pino Silvestre
► Pino Laricio (Loricato)
► Pino Strobo
► Pino Domestico
► Pino Marittimo

Decisamente più pigri tutti gli Abeti, Cipressi, Tassi, Cedri e altre conifere.

Discorso a parte per i Ginepri che, pur possedendo aghi piccini, in genere vegetano in spazi aperti e ben soleggiati, raramente in boschi scuri-ombrosi e che inoltre, durante l’inverno vedono maturare i propri frutti, le proprie bacche, cosicché risultano ben attivi e ricchi di nutrienti sostanze zuccherine, destinate alla maturazione dei frutti.

Riguardo invece alle Latifoglie sempreverdi, queste sono le piante che meglio supportano eventuali fruttificazioni di funghi durante l’inverno:

Leccio
Quercia da Sughero (Sughera)
► Altre Querce sempreverdi
Corbezzolo
► Piante/Arbusti della Macchia Mediterranea → Cisto, Mirto, Erica Arborea, Ginestre, Rosmarino, Alloro, Olivastro, Carrubo, Lentisco e altri

Quali sono i funghi più facilmente rinvenibili in questo periodo?

Aggiornamento funghi 12-01-2024 – Funghi invernali

Diciamo che su Funghimagazine non mancano assolutamente articoli da cui poter trarre queste informazioni.

L’articolo più letto durante la stagione invernale è sicuramente questo:
Andar per funghi in Inverno – I funghi invernali

In questo articolo trovi descritti tutti gli ecosistemi ideali per la ricerca dei funghi durante l’inverno, così come tutte le specie fungine tipiche del periodo.

Un altro interessante articolo che non dovresti perderti è questo:
I funghi di Gennaio – Pochi ma ce ne sono ancora

Anche in questo articolo trovi descritte tutte le specie fungine tipiche del periodo.

Volendo stilare una classifica dei funghi più facilmente rinvenibili ora in Italia, potremmo compilarla come segue (riferita solamente a specie commestibili):

Le sigle tra parentesi indicano la distribuzione in Italia, N=Nord, C=Centro, S=Sud.

Pleurotus ostreatus (N.C.S.) – P. eryngii (C.S.)
Fungo dell’Olmo – Flammulina velutipes (N.)
Orecchie di Giuda – Auricularia auricula-judae (N.C.)
Lepista nuda o altre specie simili (N.C.S.)
Finferle – Craterellus lutescens (N.C.S.)
Infundibulicybe geotropa o L. gibba (C.S.)
Paralepista flaccida (N.C.)
Finferli/Galletti varie specie (N.C.S.)
Pioppini/Piopparelli (N.C.S.)
Leccinellum lepidum / L. corsicum (C.S. + Liguria)
Steccherini dorati e rossiHydnum repandum e H. rufescens (C.S.)
Trombette da morto (C.S.)
Pinaroli (Suilli e Xerocomus) (S.)
CopriniCoprinus comatus (C.S.)
Tricolomi – Morette-Cicalotti (C.S. Non sui monti)
Hygrophorus russula o H. penarius (in conche riparate – C. S.)
Lattari (C. S.)
Lycoperdon varie specie (C.S. Rari al Nord)

Clitocybe nebularis è ancora ben presente ovunque, tranne sulle montagne, ma essendo considerata specie non commestibile, non rientra nell’elenco appena citato.

Qua e là si possono ancora trovare saltuariamene funghi Chiodini/Famigliole, che però sconsigliamo di raccogliere in questo periodo dell’anno perché potrebbero aver facilmente preso freddo e risultare resistenti alla bollitura, rimanendo potenzialmente tossici.

Le specie reperibili anche al Nord, si itendono presenti tra piano e colli, boschi termofili o mesofili ben soleggiati, ovviamente non sui monti.

Dove andare per funghi in questo periodo in Italia?

Aggiornamento funghi 12-01-2024 – Meteofunghi

Nonostante le ultime giornate all’insegna del maltempo e quindi, nonostante la presenza sul Mediterraneo di una profonda Depressione, con annessi fronti perturbati e relative correnti caldo-umide pre-frontali e fredde-secche post-frontali, il mese di Gennaio 2024, fino ad oggi, tutto è stato tranne che freddo.

Confrontato con i decenni ’60 – ’70 – ’80 e inizio ’90, Gennaio 2024 tutto può sembrare tranne che il cuore dell’inverno, se poi torniamo indietro di qualche settimana fino a metà Dicembre scorso, ci accorgiamo che, ad oggi d’inverno ne abbiamo avuto ben poco.

Pochissima neve sui monti, qualcosa in più su quelli di confine, molta meno o del tutto assente su Prealpi ed Appennino.

Appena prima di Natale, complice anche il Favonio caldo, abbiamo avuto giornate da oltre +20°C anche al Nord. Un clima tutt’altro che proibitivo in cui è mancato il ghiaccio con relativo gelo. Scarse le brinate notturne e, se togliamo il vento, che bene non fa alla lettiera e ai funghi lignicoli, per insetti e funghi, questo primo scorcio d’inverno è stato un’autentica pacchia.

Se togliamo i monti e le zone collinari in ombra (i versanti che durante il pomeriggio non ricevono raggi solari a causa delle ombre lunghe prodotte dai colli circostanti), sono ancora molte le zone che potenzialmente potrebbero regalare buoni raccolti di funghi.

Dopo la fase calda e siccitosa della seconda quindicina di Dicembre, da Capodanno in poi il clima è stato decisamente più umido, spesso anche assai piovoso ma certamente non freddo o comunque tutt’altro che gelido.

Dati i presupposti, col ritorno delle piogge, potremo attenderci buone o persino ottime nascite di funghi e, data la distribuzione delle ultime precipitazioni, potremmo stilare una classifica delle macroaree potenzialmente più favorevoli per nuove buone nascite di funghi, come segue:

► Sardegna (finalmente con piogge ripetute e meno vento)
► Lazio costiero e del primo entroterra o basso collinare
► Liguria di Ponente (riccamente bagnata dalle ultime piogge)
► Calabria costiera e del primo entroterra
► Costiera Amalfitana+Cilento e Monti Picentini
► Toscana Tirrenica fino ai bassi colli interni
► Puglia (tutta dov’è piovuto durante gli ultimi 15 giorni)
► Boschi termofili di tutt’Italia, incluso il Nord Italia
► Basso Piemonte, colline vitivinicole
► Pianura Padana, Valdarno, Val Tiberina e in forma minore altre valli fluviali (per Pleurotus e altri Lignicoli)

Al di là delle aree di appartenenza, ti ricordo che in questo periodo, se vuoi ancora andare per prati e boschi alla ricerca di funghi, devi ricordare quanto detto in apertura riguardo alle piante sempreverdi, ancora in grado di supportare fruttificazioni fungine, perciò se ci sono boschi sempreverdi, ci possono essere ancora nascite fungine, a meno che queste non si trovino proprio in una specifica area soggetta a venti gelidi o in costante ombra, ma a parte i Pini, difficile si possano trovare Latifoglie Sempreverdi in questi luoghi.

Un bosco che riceve il sole dal mattino al tardo pomeriggio, quindi esposto perfettamente rispetto ai raggi solari, potrà dare ottime sorprese fungine anche in pieno inverno.

Naturalmente nel caso di funghi lignicoli invernali quali i Pleurotus o le Flammuline Velutipes, queste sono specie fungine del freddo ma soprattutto del freddo-umido perciò, queste andranno cercate in ambienti igrofili prossimi a corsi d’acqua o in zone pianeggianti assai ombrose, con boschi fitti che non siano esposti ai quattro venti, quindi costantemente deumidificati dal vento.

Detto ciò, ti ricordo che questi habitat particolari non sono difficili da trovare, in Italia ce ne sono molti più di quel che si pensi, non citiamo queste zone nel nostro Semaforo dei Funghi (che al momento è pure lui in quiescenza, in riposo vegetativo, in attesa del ritorno dei primi funghi primaverili), per non danneggiare quei pochi cercatori di funghi che normalmente durante l’inverno, approfittano dell’assenza della miriade di “porcinari”, per poter raccoglier funghi in santa pace.

Continueremo però ad aggiornare i nostri lettori, con questi articoli di Aggiornamento Funghi in cui analizziamo l’andamento stagionale e le eventuali nascite di funghi.

Aggiornamento funghi 12-01-2024@funghimagazine.it

Fotogallery

Funghi di metà Gennaio 2024

Angelo Giovinazzo

Divulgatore scientifico, studioso di Scienze Naturali, Micologia, Geografia, Geologia. Tecnico di accoglienza turistica, ex redattore di articoli Meteo. Dal 2018 fondatore/proprietario e amministratore di funghimagazine.it

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