Aggiornamento funghi 14-06-2024
Aggiornamento funghi 14-06-2024 - Porcini rossi-Pinicola

Porcini sì, Porcini no. Dove stanno nascendo – Aggiornamento funghi 14-06-2024

Porcini sì, Porcini no. Dove stanno nascendo – Aggiornamento funghi 14-06-2024

Italia divisa in due tra forte e continuo maltempo al Nord, temporali di passaggio tra centro e Sud e brevi ma insidiose ondate di vento caldo al Sud. Dove stanno nascendo i funghi e dove sono già presenti i Porcini in questo fine settimana

Porcini sì, Porcini no, Porcini gnamme, se famo du spaghi

Aggiornamento funghi 14-06-2024 – Prima parte

Più facile che in questo periodo i du spaghi ci se li possa fare con i Finferli o con le Russule, piuttosto che non con i Porcini ma, mica tutta l’Italia è flagellata dal maltempo con assenza di nascite porcine, così come non tutta è già in balìa del caldo-secco.

Clima davvero strano, per non dire quasi singolare, quello di questo 2024 che inizia e continua con una lunghissima serie di Depressioni Atlantiche che, una dopo l’altra, imboccano l’autostrada per la penisola italiana dove, a più riprese dispensano fresco, o del tutto freddo, fuori stagione, piogge copiose, temporali con anche grandinate e persino frequenti nubifragi.

Purtroppo il nostro clima attuale ha perso ogni freno inibitore. Si è fatto via-via sempre più privo di mediazioni. O piove troppo, o non piove affatto.

L’eccesso di vapore acqueo in atmosfera, dovuto all’eccessiva evapotraspirazione, indotta dal Riscaldamento Globale del Pianeta, provoca concentrazioni assai localizzate, tra una cellula anticiclonica e l’altra, con la conseguenza che, dove e quando piove, lo fa senza mezzi termini.

Il cambio di stagione, dati i presupposti, diventa sempre più il perido in cui il braccio di ferro tra la stagione che termina e quella che inizia si fa più vivace, più acuto e talvolta persino estremo.

Ne consegue che, dove il caldo avanza, lo fa con correnti sostenute, persino roventi mentre, dove il freddo avanza, si vengono a creare fronti Perturbati degni di film di fantascienza, con formazione di cellule temporalesche, tecnicamente dette “Supercelle”, in grado di scatenare nubifragi-alluvioni, grandinate e persino vortici tornadici.

In tutto questo a rimetterci non sono solamente le nostre automobili bersagliate dalle grandinate, i nostri orti-giardini, bersagliati da grandine o da piogge a tratti persistenti, ma lo sono pure i nostri boschi, continuamente bersagliati dai 4 venti, a tratti persino furiosi, caldi o freddi che siano, insieme con i nostri beneamati funghi, i quali non sanno più che pesci pigliare per poter riprodursi in santa pace e sopravvivere.

Ribadiamo che, anche in passato, i mesi di Maggio e di Giugno, sono sempre stati i 2 mesi più piovosi dell’anno ma, già allora, quando pioveva lo faceva con grande frequenza, ma quasi mai con così tanto vapore acqueo a disposizione e dunque con tanta e tale abbondanza di precipitazioni. Precipitazioni che, ricordiamolo pure, in alcune aree del Nord, soprattutto tra Lombardia e Veneto, stanno dispensando allagamenti ad ogni passaggio perturbato.

C’è chi vede tutta quest’abbondanza di pioggia come un toccasana per le nascite di funghi ma, forse dimentica che ai funghi piace l’umidità, ma certo non il dover rimanere a mollo nell’acqua per giorni e giorni o persino per intere settimane.

Tra i fungaioli del Nord c’è già chi ha perso la pazienza e la speranza di poter rivedere qualche bella giornata di sole, non rovente, tra il transito di un treno perturbato e l’altro ma, siamo certi che il momento prima o poi arriverà.

Per confutare queste nostre certezze, siamo andati a spulciare quelle che sono le previsioni meteo stagionali, giusto per capire quale potrebbe essere la tendenza meteo per la prossima estate e, dobbiamo dire che, parrebbe che, la stagione calda, che dal punto di vista meteorologico sarebbe già iniziata dal 1° di Giugno, potrebbe rivelarsi insolitamente meno rovente rispetto alle precenti e soprattutto frequentemente più perturbata.

Frequentemente più pertubata significa che potrebbe dispensare spesso e volentieri ulteriori temporali, soprattutto tra Nord e Cento Italia, il che vuol dire che, dovremo fare l’abitudine a ulteriori passaggi perturbati con annessi temporali.

Non mancheranno ovviamente ondate di caldo, a tratti anche estremo, soprattutto tra Centro e Sud Italia, ma la durata di queste vampate roventi, dovrebbe essere decisamente più breve rispetto a quelle sperimentate nel corso degli ultimi anni.

Naturalmente, occorre sottolineare che, al momento le previsioni meteo stagionali hanno un’affidabilità piuttosto limitata, prendiamola come una linea di tendenza, più che come una consolidata certezza.

CHE NE SARA’ DELLE NASCITE DI FUNGHI?

Aggiornamento funghi 14-06-2024 – Seconda parte

Dati i presupposti, di fatto, ci troviamo ad un bivio. Da un lato della strada, l’utilitaria con le piogge che avanzano, dunque che continuano e che non cessano, dall’altro lato, il bolide sportivo con il caldo-secco-rovente che vorrebbe avere la precedenza all’incrocio. Chi la spunterà? Difficile dirlo, anche se verrebbe spontaneo pensare che, un’utilitaria difficilmente potrà competere contro un bolide sportivo.

Il bolide sportivo ovviamente è il sempre più forte e ben presente Riscaldamento Globale del Pianeta.

E pensare che, la stragrande maggioranza dei funghi, adorerebbe il caldo-umido, alcuni funghi a noi cari (vedi Porcini Neri-Aereus e/o Porcini edulis) adorerebbero pure gli shock termici (repentini passaggi dal caldo al freddo e viceversa) ma, poche sono le specie (per lo più quelle dette igrofile) che amano gli eccessi di pioggia.

► Molti lettori mi domandano perché, date le temperature tutt’altro che estive, che interessano da settimane il Nord Italia, e pure parte del Centro, non stanno generando nascite di Porcini Rossi/Pinicola che, nell’iconografia micologica vengono descritti come “i Porcini del freddo”, funghi che normalmente si riproducono solamente in primavera e tardo autunno quando praticamente fa freddo.

La risposta è semplicissima: per colpa degli eccessivi accumuli d’acqua. OK il freddo, OK la sopportazione di frequenti piogge ma, come si suol dire, “il troppo stroppia” perciò, una eccessiva bagnatura delle lettiere e dell’humus non possono che inibire le tanto attese nascite.

Zone notoriamente vocate alle nascite di Porcini Rossi/Pinicola quali ad esempio la Val d’Ossola e Valsesia in Piemonte, la Val d’Aosta meridionale, le Orobie in Lombardia e l’Appennino settentrionale, stanno registrando nascite di Porcini rossi tutt’altro che degne di nota, addirittura del tutto assenti. La ragione va ricercata appunto non nelle temperature, quanto negli eccessi di pioggia con terreni zuppi d’acqua. Paradossalemente, in queste stesse zone, si stanno registrando timidissime, sporadiche nascite di Porcini edulis e nessuna di Porcini rossi.

Non tutto il Nord Italia però risente di piogge continue. Alcune zone del Torinese-Cuneese-Liguria di Ponente ed in parte dell’Emilia Romagna, tra un temporale e l’altro risentono di temperature decisamente meno fredde, grazie a più ore di soleggiamento ma soprattutto risentono di una maggior protezione rispetto alle umide correnti occidentali o sudoccidentali, protezione offerta dalla disposizione dei monti. Qua spesso soffia forte vento, decisamente meno umido rispetto alle zone sopravvento dell’alto Piemonte e dalla Lombardia al Triveneto.

In questo caso è il tanto temuto vento a favorire buone, ottime o persino copiose nascite di Porcini rossi, perché il vento contribuisce al drenaggio delle piogge, con rapido essiccamento della lettiera superficiale dove vegetano i Porcini che non amano “avere il piede bagnato”.

Dunque, ci sono piogge e piogge, c’è vento e vento. Tutto dipende dalla locale orografia e quindi anche dal tipo di suoli (dreanti o argillosi, perciò favorevoli ai ristagni d’acqua), perciò dalla locale geologia.

Discorso diverso invece per il Centro-Sud Italia dove, a tratti le piogge arrivano anche ma, a rendere le buttate sempre più mordi e fuggi è il solito vento caldo Sciroccale o di Libeccio che, spesso è accompagnato da sabbia del deserto e quindi anche da masse d’aria rovente.

Non a caso in alcune aree della Sicilia, soprattutto orientale, da settimane o mesi, la siccità si fa sempre più pesante e le poche piogge in transito, non aiutano le nascite di funghi.

In mezzo ci sono regioni quali la Campania ed il Lazio che ora vedono frequenti passaggi perturbati con annessi temporali, ora risentono del caldo-secco africano mentre le regioni Adriatiche, perennemente interessate dal “Ponentino”, ricevono le briciole in termini di piogge, ma al contrario sovrabbondanza di aria secca.

Detto questo, diciamo che, l’ansia e la frenesia di noi fungaioli incalliti è ormai proverbiale, se i funghi (Porcini) non nascono come e quando vorremmo noi, o per lo meno, quando ci aspettiamo che lo facciano, ci prende subito lo scoramento, lo sconforto ed il pessimismo.

Di certo, il fatto che la sovrabbondanza di piogge degli ultimi mesi, abbia rimpinguato le falde acquifere, con anche evidenti affioramenti d’acqua dalle falde freatiche, di certo male non farà ai funghi, purché le loro colonie fungine non si vengano a trovare perennemente a mollo nell’acqua.

In questo caso, con allagamenti, allora sì un po’ d’ansia potrebbe anche essere giustificata.

DOVE STANNO NASCENDO E NASCERANNO I PORCINI E ALTRI FUNGHI

Aggiornamento funghi 14-06-2024 – Terza parte

Fatte le dovute premesse, vediamo dunque dove i funghi stanno nascendo, nonostante le avversità meteorologiche, e dove nasceranno durante il fine settimana e nella settimana a venire.

NORD ITALIA

LIGURIA, PIEMONTE E VALLE D’AOSTA

Partiamo subito dalle 2 regioni che, nel bene e nel male, stanno ricevendo più piogge ma al contempo registrano anche le migliori nascite di funghi.

Porcini Rossi/Pinicola risultano particolarmente abbondanti sui monti a cavallo tra Liguria e Piemonte. Non ovunque. Qua in alcune zone è piovuto tantissimo, in altre molto meno. In alcune soffia costante il vento, in altre non si muove un filo d’aria, salvo durante i temporali.

Un nostro corrispondente locale, ci informa che qua i funghi sovrabbondanti ci sono ma, le raccolte vanno conquistate. I boschi vanno compresi-capiti-interpretati. Occorre conoscere la locale orografia e geologia, ragionare e solo dopo essere ricompensati. Per intenderci, il fungaiolo della domenica o il fungaiolo “infoiato” che cerca fungaie da parassitare in ogni dove, pur di poter fare il fenomeno sul web, qua avrebbe vita davvero difficile. I funghi qua occorre sudarseli in tutti i sensi! A buon intenditor…

Purtroppo per i liguri, in alcune zone piove ogni giorno, e spesso pure troppo, ristagna la nebbia e l’umidità, le lettiere sono fradice d’acqua e i funghi non nascono. In questo caso, non serve consultare i Social per vedere dove si stanno trovando i funghi, perché solo chi conosce bene i territori può beneficiare di questo pazzo clima.

Le zone più sfavorite rimangono il Savonese, Genovesato e Spezzino. Al solito favorito invece l’Imperiense e tutta la fascia collinare che si inoltra da Ventimiglia e Costa Azzurra verso la Provenza. A questo punto varrebbe la pena informarsi su come ottenere un permesso per la raccolta di funghi in Francia.

Anche il basso Piemonte sta beneficiando di buone o persino ottime nascite di funghi, Finferli e Russule in primo luogo. Non dappertutto però. Non ovunque si realizzano condizioni ideali.

Con piogge a macchia di leopardo accade sempre che qua nascono là invece no, non nascono affatto. Ma chi conosce bene i meccanismi che regolano le nascite dei funghi e che abbiamo riassunto in apertura d’articolo, non mancheranno di trovara ancora Finferli e pure Porcini anche la prossima settimana.

Qualcuno mi ha scritto che abita nelle Langhe, ma che non sta trovando assolutamente nulla. Quanto appena detto non corrisponde a ciò che mi segnalano altri lettori. Di sicuro i boschi di roverella sono i più pigri, i più difficili da interpretare. Farnie, Roveri e pure Cerri, insieme con Ornielli e Carpini sono in buona buttata dov’è piovuto e non si sono avuti ristagni d’acqua con alcune giornate di sole. Anche in questo caso vale la regola che occorre conoscere i boschi e i meccanismi che regolano le nascite dei funghi.

Val la pena ricordare che, su Amazon è presente il mio e-book dedicato a questi argomenti dal titolo:
GLI AMBIENTI BOSCHIVI D’ITALIA Tutti i tipi di boschi, piani vegetazionali, Climi & Funghi.

Per quanto riguarda il resto della regione, ancora buoni ritrovamenti nel solito territorio Torinese particolarmente vocato alla nascita di Porcini rossi. Qua ricordiamolo che val la pena farlo, il territorio è vocato principalmente perché vi sono i boschi con le piante giuste (boschi misti con Pini e Faggi o Pini e Castagni), nei boschi locali c’è molto muschio, molto humus scuro e poca lettiera di foglie spesse che invece si riscontrano altrove, i suoli sono sabbiosi e non argillosi e le piogge drenano più rapidamente rispetto ad altre zone. Infine, l’orografia. Qua le correnti da Ovest dispensano piogge-temporali-grandiante copiose soprattuto dai primi pianori pedemontani verso Est e non già sui monti dove piove ma senza esagerazioni, consentendo perciò simpatici ritrovamenti fungini.

Tutto l’opposto rispetto a ciò che accade nel Nord Piemonte dove Eporediese, Valsesia, Valli Biellesi, Verbano-Cusio-Ossola sono continuamente bersagliati da temporali insistenti e a tratti persino con piogge copiose. Basti dire che molte località da Ivrea-Biella-Verbania hanno già registrato-totalizzato in soli 6 mesi gli accumuli di pioggia che normalmente si registrano in un intero anno.

Riguardo invece alla Valle d’Aosta, ci vengono segnalate alcune sporadiche nascite di Porcini Rossi/Pinicola e ancor più sporadiche nascite di Porcini edulis. Per lo più in boschi misti a base di Pino o Abete con Faggi o Castagni e quasi esclusivamente in zone assolate della VdA meridionale dove si sono avute piogge frequenti ma sempre in forma minore rispetto ai versanti sopravvento a Nord della Dora Baltea.

Qua si potrebbe avere qualche nascita in più nei prossimi giorni, freddo e ulteriore maltempo permettendo.

LOMBARDIA

Discorso a parte per la Lombardia che fa scuola a sé, dal momento che, pur essendo al centro dei continui episodi di forte maltempo, con anche frequenti allagamenti e pure generose grandinate, gode stranamente di qualche nascita in più rispetto al resto del Nord Italia.

La ragione delle inattese nascite sta nella ventilazione che, in regione è sempre assai più sostenuta rispetto al Piemonte. Qua i venti da Nord risentono meno dell’effetto barriera alpina, si incuneano nella valle del Ticino e dal Lago Maggiore giungono franchi in Pianura Padan, così come accade anche con i venti che si formano in Valtellina e che, dopo aver sorvolato il Lago di Como si sfogano nel Milanese.

Ancor più forti i venti di Libeccio o di Scirocco e pure senza ostacoli anche i venti da Est. Comunque vada, subito dopo i temporali non è infrequente che soffi forte il vento che tende per lo meno ad asciugare gli strati più superficiali dei sottoboschi e quindi, lettiere subito più asciutte, significa nascite di funghi più possibili o anche più favorite.

Non è un caso che in alcune zone fortunate, si stiano trovando comunque Porcini Rossi/Pinicola, più sporadici Porcini Estivi e pure qualche Porcino edulis. Nascite purtroppo assai contenute in Pianura Padana, dove continuano a ripetersi allagamenti o straripamenti dei corsi d’acqua. Giusto qualche sporadicissimo Porcino si trova invece in collina, in versanti sopravvento ben soleggiati. In assenza di allagamenti, ottime invece le nascite di funghi igrofili, che amano il grande umido, quali anche Russule e Finferli.

Situazione del tutto particolare invece per la Valtellina, dove i temporali in arrivo dal Piemonte giungono sempre più attenuati o respinti da venti contrari, con piogge presenti ma mai copiose come tra Brianza, Milanese e bassa padana. Dove batte meglio il sole si può trovare qualche Porcino Rosso/Pinicola e anche qualche sporadicissimo edulis. Naturalmente in zona i Finferli risultano presenti solamente in versanti sottovento meno soleggiati.

Non è ancora prevista la chiusura della porta Atlantica e del suo carico di sistemi Perturbati, ne consegue che Parco Ticino, Parco Agricolo milanese e Pianura Padana in genere dovranno ancora fare i conti con temporali a ripetizione e quindi con scarse nascite o assenti di Porcini, ben presenti invece Russule e Galletti.

TRIVENETO

Si erano iniziati a registrare buoni ritrovamenti di Porcini Rossi/Pinicola in Trentino, questo dopo una breve pausa tra i temporali e grazie ad un cenno di aumentate temperature. Molte segnalazioni di discreti ritrovamenti di Pinicola tra le quote 700/1200 mt dei boschi del Trentino ma, il repentino ritorno di forti temporali ha bloccato ogni velleità porcina.

Dov’è ripreso a piovere non si trova più nulla o quasi, in termini di Porcini, si iniziano o continuano invece a trovere Russule, Finferli, Gambesecche e pure Coprini nei prati, in buona compagnia con funghi Prataioli. Qualche nascita di Finferli ci viene segnalata anche in Alto Adige, molto meglio in Veneto e Friuli Venezia Giulia ma, anche qua localmente la pioggia sta diventando troppo frequente e abbondante e anche i poveri Finferli/Galletti, avvezzi come sono a sopportare l’acqua, iniziano a risentire dalla troppa pioggia.

Colpa delle piogge fredde che, se utili per i boschi, risultano troppo fredde per i miceli e quindi per le nascite di funghi. Suoli con temperature al di sotto dei 17°C diventano poco appetibili per la riproduzione dei funghi.

In Veneto ci sarebbero comunque le condizioni ideali per ottime nascite di funghi, inclusi Porcini in tutta la fascia collinare pre-montana ma tutta questa lunga fascia un tempo boschiva, è stata nel corso degli anni devastata dall’avazare del Prosecco con disboscamenti continui e a ripetizione, con perdita quasi totale di ecosistemi boschivi collinari termofili, oggi quasi del tutto assenti in Veneto, senza contare l’uso smodato di pesticidi e antimicotici che stanno letteralmente inquinando le falde acquifere mentre l’uso smodato di azoto, sta di fatto uccidendo i miceli di tutta l’area pianeggiante.

Tempi duri per i fungaioli veneti, costretti a ripiegare sulle Abetaie non inquinate e non iper-azotate, ma comunque devastate dal Bostrico Tipografo che le sta annientando progressivamente in tutta l’area Dolomitica e non.

Discorso simile anche in Friuli Venezia Giulia. Anche qua tra pianure e colli si registrano livelli di azoto troppo alti per la sopravvivenza dei funghi.

Ricordiamo che l’azoto è un elemento essenziale per i funghi ma, un suo eccesso fa l’effetto contrario, di inibitore non solo delle nascite ma anche della vita dei miceli stessi. Affinché i funghi possano prosperare occorre un perfetto equilibrio tra Azoto, Carbonio ed Ossigeno.

Grazie al vento di Bora, o ai venti in arrivo dalla Pianura Padana, e grazie anche ai suoli carsici assai drenanti, il Carso si ritrova con qualche nascita in più rispetto al resto del Triveneto, in alcuni casi deve persino fare i conti con suoli troppo secchi. Al momento ci vengono segnate sporadiche nascite di Porcini, localmente qualche nascita in più di Russule e Finferli.

EMILIA ROMAGNA

Finalmente è il suo turno. Le abbondanti piogge pregresse e il maggior numero di giornate calde e soleggiate, rispetto al resto del Nord, hanno consentito finalmente i primi ritrovamenti di Porcini e ottime nascite di Finferli.

Chiariamo subito che Finferli e Porcini non vanno molto d’accordo. I primi amano avere il piede bagnato, i secondi invece odiano questa condizione, ne consegue che se ci sono gli uni, difficile ci siano anche gli altri.

Nascite localmente anche abbondanti di Finferli si registrano in tutta la fascia collinare e basso montana dall’Emilia alla Romagna. Alle quote inferiori, sotto i 600 mt si trovano per lo più Cantharellus pallens, i Finferli/Galletti leggermente più chiari, quasi sbiaditi, più massicci, caratterizzati dalla presenza di una specie di “farina” bianca sul cappello. Tra i 500 e 900 mt si trovano invece già i classici Cantharellus cibarius la specie tipo di Cantarello italiano.

I primi abbondano maggiormente tra le Querce, i secondi sia tra i Castagni che tra le Conifere. I primi sopportano meglio le lettiere spesse, i secondo amano maggiormente il muschio e i suoli con molto humus, ma non l’eccesso di foglia.

Finferli e Russule vanno invece d’amore e d’accordo poiché entrambe le specie sono igrofile e facilmente amanti dell’acqua. Unico problema legato a piogge troppo continue è che, le Russule tendono a venire attaccate dalle larve, che ne devastano e colonizzano la carne, mentre i Finferli venono divorati dalle lumache che di norma preferiscono banchettare con altri funghi ma, in assenza di meglio, si accontentano anche dei Finferli.

La ragione per cui le lumache amano poco i Finfeli è che questi tendono ad assorbire più micro-elementi dal suolo, più metalli pesanti e persino piccole quantità di Cesio-137, l’isotopo radioattivo giunto in Italia dopo il disastro di Chernobyl del 1986, e ancora ben presente nei bostri boschi. Questi animali morirebbero se dovessero ingerire questi elementi in quantità.

Sul fronte Porcini, ci vengono segnalati ritrovamenti sporadici di Pinicola in Emilia, qualche fortunato ha anche trovato rari edulis, ci sono invece più Estatini nei boschi del Piacentino e vicino Pavese in collina.

Rari i Pinicola anche al confine con la Toscana ma se ne iniziano a trovare alcuni, insieme con anche sporadici edulis, con più nascite di Estatini in collina. Spostandosi verso la Romana è piovuto assai meno che in Emilia, qua diminuiscono i ritrovamenti di Finferli, aumentano invece quelle di Porcini.

CENTRO ITALIA

Stesso discorso dell’Emilia Romagna anche per la Toscana. Se si trovano Finferli non si trovano Porcini e viceversa.

Al momento ci vengono segnate ancora nascite tra Lunigiana-Garfagnana-Lucchesia. Porcini per lo più Estatini in boschi misti, o anche di solo Cerro. Meglio in zone collinari non in piano, dove drena più rapidamente l’acqua piovana, sui pianori si potrebbero avere ristagni leggermente più lunghi e con più ristagni e piogge ripetute, risultano inibite nuove nascite di Porcini.

In generale ci vengono segnalate nascite dall’Abetone al Fumarolo e Falterona, passando per Mugello, Foreste Casentinesi e Pratomagno, zone solitamente vocate per le nascite di Porcini. Porcini presenti, pur senza vere buttate importanti, sui versanti ben caldi-soleggiati, Finferli invece in boschi mesofili fresco-umidi dei versanti esposti a Nord o a Est. Nascite localmente buone nei Faggi, ma non ovunque, più facile si realizzino tra i Cerri.

C’è stata buona buttata sul monte Amiata ma oramai è acqua passata, così com’è acqua passata in buona parte della Toscana centrale. Qualche nascita sporadica si registra su quella costiera, poche anche sulle Colline Metallifere. Negli ultimi 15 giorni si sono avute locali piogge che potrebbero innescare ulteriori nascite localizzate, dopo metà mese.

Anche in Umbria si è già dato. Al momento si trovano ancora Porcini ma, per lo più adulti ed ora a quote più elevate, non più collinari ma montane, mentre tra piano e colli si registrano nascite di Russule, Finferli, Gambesecche dov’è da poco piovuto.

Marche prive di segnalazioni. Quando tutto tace è perché si trova ben poco. In effetti sia tra le Marche che in Abruzzo, soffia spesso il secco Ponentino che porta aria secca, calda e ben poche piogge.

Qualche nascita si potrebbe realizzare sui monti di confine con Umbria e Lazio ma per ora, assenza di segnalazioni possiamo solo ipotizzare che qualcosa nasca in zone sottovento prossime ai confini, dove si sono avute più piogge.

SUD ITALIA

Se Marche e Abruzzo piangono, il Lazio certamente non ride. In regione si sono trovati Porcini Estivi a inizio mese, poi il caldo eccessivo giunto di colpo, ha seccato tutti i boschi ed i pochi funghi già nati.

Al momento non si segnalano nascite degne di nota in tutta la regione, forse qualcosa può nascere ancora sui monti di confine con l’Abruzzo. Qualche recente doccia potrebbe far ripartire timide nascite dopo metà mese, caldo-secco permettendo.

Anche in Campania, Molise e Basilicata stessa situazione, vento frequente, spesso assai caldo e boschi che hanno già dato quel poco che potevano. Si trovano ancora sporadici funghi adulti in montagna ma nulla di che. Anche i Finferli sono spariti sotto l’incalzare del gran caldo.

In realtà in Campania qualche recente pioggia si è avuta e infatti qua, dov’è piovuto tra inizio mese e lo scorso weekend, qualcosa potrebbe nascere dopo metà mese. I bei raccolti della Basilicata sono oramai terminati da diversi giorni, resiste qualcosa tra Sirino e Pollino.

In Puglia si sono avute diverse piogge-temporali tra Gargano, Foggiano, Murge, meno nel Tarantino e Salento. Qualche nascita di funghi ci viene segnalata dalla provincia di Foggia, nulla nelle altre province, pur tuttavia essendoci buone probabilità di discreti ritrovamenti da metà mese in poi.

In Calabria peggiora la situazione sulla Catana Costiera dove ormai si trovano solo pochi Porcini adulti, migliora invece in Sila occidentale, peggiora con assenza di nascite tra Sila orientale e colli jonici. L’assenza di piogge recenti e il caldo, inibiscono le nascite sui settori orientali della Calabria superiore. Qualche pioggia in più si è avuta tra Serre Vibonesi e Reggino. In realtà docce e alcuni temporali sono transitati anche nel corso degli ultimi giorni, ieri stesso, qua si potrebbero avere nascite imminenti soprattutto sull’Aspromonte e Serre Reggine.

Meno su quelle Vibonesi tra Serra San Bruno-Mongiana e boschi collinari jonici dove tuttavia qualche doccia recente si è avuta e, in assenza di ritorno di Scirocco secco o gran caldo, qualcosina potrebbe nascere a breve.

In Sicilia permane la siccità sui settori occidentali, piogge recenti sono tornate, sebbene in forma contenuta, sui settori orientali, soprattutto meridionali. Negli ultimi giorni è piovuto qua e là, dal mare alle zone interne, perciò le recenti piogge potrebbero consentire nuovi ritrovamenti di Porcini Neri-Aereus e qualche Finferlo a precederli, dopo metà mese. Segnalate sporadiche nascite in Sicilia orientale, anche di Porcini, però spesso già screpolati o spaccati dall’aria secca.

Infine in Sardegna, continua la fase a tratti fortemente ventosa, alternata a transiti di brevi temporali. Nel corso dell’ultima settimana, qualche doccia o rovescio si è avuto quasi ovunque, più sui settori occidentali e meridionali, rispetto a quelli nordorientali.

Al momento non si registrano nascite degne di nota sull’isola, sporadici Leccini, qualche Finferlo nelle Giare, sporadicissimi Porcini ad occidente. Nascite interessanti si potrebbero realizzare dopo metà mese, caldo-secco permettendo. A tratti i modelli matematici ipotizzano addirittura brevi vampate di caldo africano degno delle peggiori estati ma poi sembra che da Ovest giunga sempre qualcosina di perturbato ad attenuare le infauste previsioni. Se non giungeranno temperature proibitive dopo metà mese qualcuno potrebbe divertirsi anche se per un solo paio di giorni.

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Aggiornamento funghi 14-06-2024 – Porcini rossi-Pinicola del basso Piemonte
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