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Aggiornamento funghi 16 Giugno 2018

Buttate imminenti grazie all'Anticiclone Africano?

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I funghi di metà Giugno. Aggiornamento funghi 16 Giugno 2018

Ottimi raccolti di funghi in alcune zone ma molto scarse in altre limitrofe. Come mai? E perché così tanti funghi autunnali già presenti nei boschi?

AGGIORNAMENTO FUNGHI


Aggiornamento funghi 16 Giugno – Aggiornata in data 14 Giugno la tabella crescita funghi / Semaforo dei funghi. In questo articolo approfondimento sulla tabella crescita funghi.

Buongiorno fungaioli d’Italia!

Funghi autunnali ben presenti con larghissimo anticipo.

Zone d’Italia con grande abbondanza di funghi, soprattutto Porcini, ma altre completamente prive di nascite. Come mai?

Oggi apro il periodico aggiornamento funghi 16 Giugno con questa riflessione che da più parti mi viene sottoposta.

Ci sono zone d’Italia che in questi giorni sono risultate baciate dalla Dea bendata.

Altre assai sfortunate sono ferme al palo e restano a guardare o meglio, ad invidiare le aree fungine più fortunate.

«Perché tanta disparità? 💦⛈💦 Eppure di pioggia ne è caduta a volontà»

Questa è la domanda che un lettore mi ha posto proprio ieri via chat privata e a cui do volentieri una risposta.

Diciamo subito che il binomio pioggia-funghi ⛈🍄 non funziona sempre, o comunque non sempre perfettamente bene.

Ci sono funghi, tra cui alcuni Porcini, che odiano i ristagni d’acqua o la troppa umidità.

Gli amarissimi felleus o funghi del fiele invece adorano l’umido, la pioggia e persino i ristagni d’acqua.

Gli autunnali edulis sono avvezzi ad alcuni surplus di umidità e freddo.

I pinicola o pinophilus vegetano sia in primavera che in autunno perché odiano il caldo e non si curano della persistenza delle piogge.

Bastano pochi giorni di sole perché nascano, spesso anche tutti insieme.

Gli estivi estatini o reticulatus invece sono i meno schizzinosi.

Si adattano a molte situazioni climatiche intermedie tra il caldo ed il freddo e tra l’umido ed il secco. Al contrario gli estivi aereus odiano sia il freddo che la pioggia.

Ma non completamente.

Un periodo ben caldo e soleggiato piace al micelio degli aereus ma perché la buttata esploda improvvisa, occorre che arrivi un bel temporalone estivo, breve ma intenso.

Maggio e Giugno 2018 un clima molto singolare

Singolare non in senso stretto della parola ma in senso lato.

Cioè, è del tutto normale che a Maggio possa piovere con gran frequenza. A volte accade anche nel mese di Giugno.

La primavera è una stagione davvero volubile ed imprevedibile.

Un anno è assai piovosa. Un’altro quasi siccitosa.

Può capitare che sia calda ma anche ancora molto fredda.

Quest’anno la Primavera ed il primo mese di Estate meteorologica (inizia il primo Giugno), si sono rivelati, spesso piovosi e frequentemente caldi ma non dappertutto.


Come puoi leggere in questo articolo di recentissima pubblicazione, Maggio 2018 ha chiuso con un surplus pluviometrico, a livello nazionale del +63% mentre la temperatura media è stata di +1.76°C più calda del normale.


C’è stata una bolla d’aria calda Africana che ha fatto salire la temperatura media mensile ma, durante il rimanente periodo, le piogge sono state spesso accompagnate da piogge fredde ed ultime nevicate sui monti.

Sulle Alpi si sono dovuti accendere i riscaldamenti fino a fondovalle ancora a Maggio inoltrato poi l’arrivo improvviso della bolla calda Africana ed il passaggio repentino dal freddo al caldo.

Dai giubbini alle mezze maniche o persino ai costumi da bagno lungo i fiumi ed al mare.

Giugno sta ancora facendo le bizze

Passata la bolla calda Africana è tornata l’instabilità atmosferica favorita dalla ostinata presenza di Anticicloni (anomali) in sede Russo-Scandinava con vampate di calore dalla Gran Bretagna a Mosca, Oslo e Stoccolma.

Record di caldo nella Norvegia e Svezia meridionali con temperature salite fino a 33°C.

Rovescio della medaglia (e termine mai fu più appropriato) i rovesci temporaleschi continui con temperature per altro tutt’altro che calde nelle zone montane, con fresco anche al piano durante le piogge o rovesci.

Insomma, ci sono state diverse zone, per così dire, baciate da rovesci anche insistenti, dove ha fatto tutt’altro che caldo e, sappiamo che in generale, a parte le zone costiere e le mattinate soleggiate, spesso ha fatto forti temporali con temperature in caduta libera, soprattutto se grandinigeni.

Pioggia fredda e funghi estivi non vanno molto d’accordo!

Torniamo quindi al nostro binomio pioggia-funghi, che in questo caso non ha funzionato e continuerà a non funzionare, fin tanto che non ci sarà un po’ più di caldo.

Triveneto ed Appennino al palo

Sul Nord Est italiano i temporali sono stati spesso frequenti e freddi.

Masse d’aria in arrivo da Est hanno provocato spesso temporali pomeridiani anche insistenti e forti.

Temporali con pioggia fredda che non ha favorito affatto le nascite di funghi.

Anche lungo la dorsale appenninica non è andata meglio.

Sbuffi d’aria fresca o del tutto fredda in arrivo dalla ex Jugoslavia, e caricata di ulteriore umidità sorvolando l’Adriatico.

In molte zone Appenniniche ha fatto tutt’altro che caldo e le nascite di funghi sono avvenute solo in bassa collina nei boschi termofili a prevalenza di Quercia Farnia, Cerro o Leccio.

Nascite relegate alle sole zone termofile, perciò calde e soleggiate, lontano dal centro del bosco, a margine del bosco stesso, meglio se a bordo strada o sentiero dove batte il sole.


Se non sai come riconoscere un bosco termofilo ti consiglio di leggere questo articolo che te lo farà conoscere meglio.


Boletus edulis - funghimagazine - aggiornamento funghi 16 giugno
Boletus edulis – photo: Omar Nicolello 2018

FUNGHI AUTUNNALI NATI CON LARGO ANTICIPO

Sono diverse le specie fungine tipiche di fine Estate o addirittura dell’Autunno che hanno fatto la propria comparsa qua e là da Nord a Sud.

Capostipite dell’anomalia di Giugno il Porcino edulis.

Tra Alpi ed Appennino Settentrionale, sono stati diversi i ritrovamenti di Porcini autunnali.

Mica troppo sporadici.

La scorsa settimana, luna o non luna, c’è chi nei boschi di media montagna, tra i 700 ed i 1200 mt, ma sull’Appennino Tosco-Romagnolo anche fin verso i 1400 mt, si è imbattuto in splendidi esemplari di Boletus edulis.

A volte capita che se ne trovino già dopo metà Luglio ma mai già ad inizio Giugno.

Porcini edulis in buona compagnia…

Boletus queletii, B. Dupainii, B. regius insieme ai rossi Leccini autunnali di tipo aurantiacum.

Non sono mancate raccolte eccezionali di Galletti (Cantharellus cibarius) che di norma in montagna, oltre gli 800 mt raramente si trovano prima di fine Luglio.

E che dire poi, delle Trombette dei Morti già trovate in quantità nei boschi di Castagno e persino di Faggio subito dopo le abbondanti piogge?

Perché funghi autunnali così presto?

La risposta è già in parte data di sopra.

Piogge spesso ancora fredde.

Correnti instabili in arrivo da Est-Nord Est che di caldo hanno ben poco perché sono il risultato di lontane avvezioni fredde Artiche.

Tolta la sola anomala avvezione Africana di Maggio, per il resto il clima è stato spesso freddo-umido, assai più simile all’inizio dell’Autunno che non alla fine della Primavera-inizio Estate.

Ecco spiegato perché nei boschi sono già presenti così tanti funghi autunnali.

Quest’anno va così. I prossimi si vedrà.

TANTI FUNGHI MA NON DAPPERTUTTO

La tabella del Semaforo dei funghi va interpretata correttamente.

Boletus reticulatus pngAnzitutto va sottolineato ancora una volta che anche dove c’è il semaforo verde e c’è scritto che c’è buona buttata, buone nascite o ottimi ritrovamenti, occorre sempre tenere presente che siamo ancora ad inizio Estate.

Tutto è relativo. Relativo ovviamente al periodo attuale.

Tutto proporzionale dunque al periodo stagionale attuale.

Ovviamente una ottima buttata di inizio Estate non sarà mai paragonabile per ritrovamenti fatti, ad una buttata di fine Estate o d’Autunno.

La norma è che in questo periodo, dove ci sono buone nascite si possono trovare anche una dozzina di Porcini o più. Dove le nascite stentano giusto un paio.

Ci sono però zone buone, zone dove il semaforo è verde, che non danno assolutamente nulla

Non è una scusante o un tirare ad indovinare.

E’ piuttosto questione di esposizione, terreno, lettiera, calore del sottobosco e mille altre variabili che possono fare la differenza.

Ci sono posti buoni che non sono pronti a dare Porcini, (magari altri funghi sì) perché temperature, umidità, piogge sono incostanti o non adatte per le nascite.

Per esempio:

In questo periodo, in gran parte d’Italia si stanno trovando funghi Porcini ed altri commestibili per lo più in posti “strani”, inusuali.

C’è chi si ostina ad andare a cercar funghi Porcini dove li ha sempre trovati in Autunno convinto di far il botto prima e meglio degli altri.

Sbagliato!

Se una pianta, Faggio, Castagno o altro albero che sia, ha sempre dato Porcini edulis, vuol dire che è stata micorrizzata dal Micelio di un Boletus edulis che ovviamente darà Porcini autunnali edulis e non per esempio Estatini o Pinicola.

I semi di pisello non possono far nascere fagioli anche se si tratta sempre di leguminacee.

Le spore ed il Micelio di un Pinicola, daranno soltanto Pinicola anche se le temperature si manterranno fredde con ottima umidità.

Pensare che, siccome ora fa freddino e piove parecchio, potrebbero nascere Boletus edulis sotto un Cerro dove si sono sempre trovati aereus o Estatini è davvero impensabile.

Chi desidera tornare a casa con i funghi nel cesto, in questo periodo, farebbe bene a tenere a mente il verbo “sperimentare”.

Mai come ora, è il momento di sperimentare.

In questo strano periodo di clima volubile, è facile imbattersi in anomale nascite di funghi, anche Porcini, in posti inediti.


Dove batte il sole, dove ci sono ostacoli che fermano la pioggia che dilava e si accumulano le spore.

Posti dove il bosco risulta poco fitto, anzi, ancor meglio, dove non c’è più il bosco ma soltanto arbusti e radure con piante rade.

Oppure, di contro, boschi cupi e scuri come la notte.

Dove le chiome fogliari sono così fitte da far da scudo alle piogge e soprattutto al freddo e si viene a creare un insolito effetto serra.

Ricordiamoci che i funghi Porcini per esempio, micorrizzano piante sane che possono offrirgli nutrimento e che hanno libero accesso alla luce solare attraverso la quale poter effettuare la fotosintesi clorofilliana.

Piante troppo adulte spesso hanno radici profonde dove il Micelio fatica ad arrivare.

Molto meglio le giovani piantine con radici superficiali.

Vanno benissimo persino i cespugli di Mirtillo che in questo periodo stanno regalando ottime nascite di funghi Porcini ma, a patto che questi si trovino a quote basso collinari dove fa già decisamente più caldo rispetto ai monti.

Mirtilli - aggiornamento funghi 16 giugno 2018 L’accoppiata frutti del Mirtillo maturi ed il fungo Porcino Estatino è spesso garantita.

Mirtilli maturi e fungi Porcini

Attenzione però.

Occorre sempre tener presente che per le buone nascite di funghi Porcini occorrono condizioni climatiche ottimali.

Tolto che in questo periodo in montagna, oltre i 700 mt difficilmente i Mirtilli possono esser già maturi, sarebbe sciocco pensare di andare a cercar Porcini tra i Mirtilli a 1400 mt perché si tornerebbe a casa a mani vuote.

«… Eppure io i Porcini li ho sempre trovati tra i Mirtilli»

Certo! Ma in Estate avanzata o meglio ancora in Autunno, non certo ora che in montagna fa ancora decisamente freddino.

Bordi strade, sentieri, alberi isolati ma soprattutto boschi termofili (caldi) magari dove nessuno guarda mai perché preferisce andare a colpo sicuro dove ci sono tanti sentieri, dove si ammucchiano dozzine di cercatori, dove i funghi non hanno neppure il tempo di crescere.

LIGURIA PROTAGONISTA.
TANTI FUNGHI IN LIGURIA

Un altro mito da sfatare.

Ormai è sulla bocca di tutti, e d’altra parte anche la nostra tabella/samaforo lo dice:

la Liguria è baciata dalla Dea bendata!

Piogge copiose, frequenti, di molto al di sopra delle medie mensili e persino stagionali.

Giornate piovose e temporalesche alternate a giornate calde e soleggiate.

Un ottimo mix climatico ideale per i funghi. Anche in questo caso però ci sono da fare vari distinguo.

I funghi si trovano. In montagna si trovano i Pinicola (Boletus pinophilus) localmente detti Bertoni.

Se ne trovano ma per poterne trovare in quantità discreta, occorre conoscere a menadito i boschi e le piante giuste.

Non basta andare alla cieca al Sassello o al Monte Beigua per poter tornare a casa con i funghi nel cesto, semmai con le pive nel sacco!

Estatini se ne trovano in gran quantità, ma non dappertutto

Sui Social abbondano le foto di cassette di Estatini trovati in Liguria.

Sei davvero sicuro di sapere dove andare a cercarli gli Estatini? Davvero credi di conoscere l’habitat ideale per poter tornare a casa col cesto pieno?

Questi sono i periodi in cui qua trovi molti funghi ma là non trovi nulla.

Esposizione, caldo, vento, umidità, terreno, lettiera e molto altro, possono fare una differenza non da poco.

Il semaforo verde non è quindi garanzia di cesto pieno, questo è bene sottolinearlo, persino nella fortunata Liguria.

Anche qua comunque, vale la regola del bosco poco fitto, caldo e ben soleggiato ma che ha avuto ottime piogge pregresse.


Ideali i versanti che guardano verso il mare o al più che guardano verso Ponente.

LE ATTUALI NASCITE DI FUNGHI/PORCINI NELLE REGIONI D’ITALIA – Aggiornamento funghi 16 Giugno

cartina italia mutaCampania protagonista anche se ora con buttate in esaurimento in attesa della nuova imminente buttata che potrebbe esser ancor più massiccia.

Buttate però che hanno interessato soprattutto i boschi misti di bassa quota e non già i freschi boschi di alta montagna.

Sicilia favorita in aree di montagna tra Etna, Nebrodi e Peloritani sui versanti esposti verso il Tirreno.

Calabria un po’ sacrificata rispetto al suo potenziale. Ci si attendeva molto di più, ma sbuffi freddi da Nord est l’hanno penalizzata.

Basilicata ferma al palo.

Puglia insolitamente ferma anche se, la macchia mediterranea e le poche radure con Querce potrebbero dare qualche timida sorpresa mentre la Foresta Umbra sembra poltrire.

Sardegna sempre protagonista con nascite ora non più soltanto nella macchia ma ora anche nei boschi di collina e montagna.

Qua è piovuto davvero tantissimo nelle ultime settimane.

I bacini artificiali sono pieni d’acqua piovana e dall’isola arrivano report di insoliti ritrovamenti di Galletti dove li si trova soltanto in autunno inoltrato o degli amarissimi felleus o funghi del fiele, che nascono solo dopo abbondanti piogge.

Molise ed Abruzzo fermi al palo per via del freddo o del vento di Levante-Tramontana con poche nascite relegate ai boschi costieri o comunque termofili.

Lazio protagonista a metà con buone nascite nelle faggete di bassa quota ma nulla o quasi in quelle dell’Appennino con la macchia sempre mediamente protagonista ma con buone nascite anche nei boschetti termofili di Quercia, Cerro o Leccio.

Toscana divisa a metà tra zone in cui è piovuto moltissimo e zone dove non piove da giorni e giorni.

Zone dove le nascite sono buone ed altre dove non nasce nulla.

Per esempio, molti cercatori che si ostinano ad andare sull’Amiata convinti di trovare i ricercatissimi edulis perché sui Social sono state pubblicate foto di edulis di Toscana ma, avrebbero fatto meglio a fermarsi ai piedi dell’Amiata nei boschi misti termofili ben caldi e soleggiati.

Umbria ugualmente divisa a metà tra zone iper-produttive di bassa quota tra Querce e boschi termofili o anche faggete che sfornano Estatini in quantità ma null’altro e zone della stessa regione dov’è piovuto troppo, ha fatto freddo e non nasce nulla.

Emilia Romagna da incognita.

Qua tutto va interpretato. Ci sono zone buone che hanno avuto piogge buone ma nascite molto scarse. Altre inaspettatamente producono in quantità.

Come detto, il discrimine tra cesto pieno e cesto vuoto è la sperimentazione.

Chi osa porta a casa i funghi. Chi non osa (chi va a colpo sicuro nelle classiche zone più rinomate per i funghi autunnali) torna a casa a mani vuote!

Triveneto già detto, fermo al palo per troppe piogge o per aria spesso fredda. Nel corso degli ultimi giorni qualcosa si è mosso.

Nei boschi caldi si trovano gli Estatini ma nei boschi freddi non mancano timidissime prime nascite di edulis e pinicola. Poca roba per ora.

Lombardia e Canton Ticino protagonisti a metà.

Continue sorprese in aree urbane, nei parchi e nei giardini con effetto serra-microclima urbano, discrete nascite sulle basse colline ai piedi delle Prealpi ma quasi nulla in montagna, tranne nelle vallate orizzontali anziché verticali perché più calde e più soleggiate.

Piemonte infine, con nascite a macchia di leopardo. Collina protagonista.

Buone nascite in poche zone buone in cui spesso si trovano i Pinicola.

Cuneese-Torinese-Vco ma in zone circoscritte.

Per il resto buone nascite di Estatini in bassa collina. Pianura ferma al palo in attesa che si asciughino le piogge cadute. Monti fermi al palo.

Sporadiche nascite di edulis in montana ma nulla che possa giustificare una escursione in montagna. Molti galletti nelle faggete di collina o bassissima montagna.

Timide nascite di funghi autunnali.

In alta montagna, dove si è da poco sciolta la neve, addirittura, ancora protagoniste le Morchelle.


Valle d’Aosta invece ferma al palo. Timide nascite di funghi autunnali ma Porcini praticamente assenti.

Questo il quadro delle nascite attuali

Va detto che nel corso dell’ultima settimana ed anche degli ultimissimi giorni, molte piogge e temporali hanno attraversato la nostra penisola da Nord a Sud.

Piogge benefiche che non mancheranno di dare i propri frutti ora che, le previsioni del tempo indicano l’arrivo di una nuova bolla d’aria calda Afro-Azzorriana.

Diamo ai boschi il tempo di riprendersi dopo le piogge.

Almeno altri 2/4 giorni di tregua. Diamo tempo al sole di scaldare nuovamente il sottobosco e poi sicuramente la nuova buttata di fine Giugno sarà servita.

Molti parlano già di una buttata potenzialmente di spessore.

Ci si aspetta una esplosione di nascite come accadde nel 2013 o nella piovosa Estate del 2014.

Non c’è ovviamente nessuna certezza che ciò possa accadere ma, visti i presupposti, credo non sia affatto sbagliato attendersi ora una piacevole fase di buoni ritrovamenti.

Come sempre accade, il tutto partirà dalla bassissime quote, ovvero dal piano per poi portarsi in collina dove la buttata stazionerà per più giorni per poi portarsi a fine buttata verso i monti con prima vera buttata di montagna entro fine periodo vegetativo.

Ricordo che solitamente le nascite dei funghi, in particolar modo dei Porcini, hanno un ciclo quindicinale che può arrivare fino a 20 giorni circa con clima non caldo, ma che può durare anche non più di 10 giorni in caso di gran caldo e secco.

In conclusione – Aggiornamento funghi 16 Giugno

Non mi resta che augurarti buoni raccolti e tante piacevoli sorprese ricordandoti che, viste le ultime piogge cadute, il momento più ideale per andar nei boschi non è durante questo weekend ma subito dopo la metà della settimana entrante.

In caso di buoni ritrovamenti, qualora non lo avessi ancora fatto, potresti iscriverti al nostro gruppo Facebook funghimagazine.it per poter condividere con centinaia di altri cercatori i tuoi bei raccolti.

chat telegramAggiornamento funghi 16 Giugno 2018 – Articolo scritto da:
Angelo Giovinazzo (alias Angelo Giovi) @funghimagazine.it

 

Contatta l’autore via email oppure via Whatsapp o Telegram: 3336850975.




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