Aggiornamento funghi 17-02-2024 Marzuoli

Un Febbraio assai “fungino”. Aggiornamento funghi 17-02-2024

Un mese di Febbraio particolarmente generoso di funghi

Apro, in maniera alquanto insolita, questo lungo articolo di Aggiornamento funghi, con una doverosa dedica che vorrei fare ad un preziosissimo membro della community di Funghimagazine, Philip Rogosky che dal 29 di Gennaio scorso risulta scoparso da casa.

Non sappiamo cosa possa essere successo all’amico Phil, ma sappiamo che non smettermo mai un solo attimo di sperare che non gli sia successo nulla di grave, e che potrà tornare presto a deliziarci con le sue preziosissime pillole di saggezza.

Aggiornamento funghi 17-02-2024 – Prima parte

Ultimamente se ne parla sempre più spesso e, tra gli appassionati di funghi si discute frequentemente, se sia ancora appropriato parlare di un ipotetico “calendario delle nascite dei funghi” oppure se, anche questo, sia stato del tutto surclassato dall’era moderna con tutte le sue implicazioni.

Il concetto di “calendario dei funghi”, da sempre, come direbbe l’amico Philip Rogosky, è stato particolarmente aleatorio, vago, fuggevole, indefinito ma, mai come oggi lo è ancor di più, un concetto astratto che, serve più che altro a noi umani per normalizzare ed inquadrare, imbrigliare tutto quanto, in un preciso schema che non generi in noi confusione.

Schema che però, non appartiene al Regno dei funghi dove, di certo, di sicuro e, soprattutto di ripetitivo, c’è ben poco. Un Regno dove non regna sovrana la confusione ma, in cui nulla è predestinato, nulla risulta esser stato scritto preventivamente o in cui possa esistere un concetto di “calendario”.

Il Regno dei funghi, con tutte le specie fungine che lo abitano, semplicemente si adatta alle imprevedibili condizioni che non dipendono dalle sue-proprie volontà, che nell’insieme, costituiscono i fattori inorganici che determinano il proliferare o anche la morte dei funghi.

Il fattore abiotico è di fatto un componente non vivente che interviene nell’ambiente in cui si trovano gli organismi viventi, nel nostro caso i funghi. Puoi leggere e approfondire questo concetto consultando l’apposita voce della nostra Encyclopedia alla voce ► Abiotico.

É assai importante comprendere questo concetto per capire come, le nascite dei funghi, non dipendano da un pre-confezionato calendario, scritto dalle stelle, dagli astri, dal fato o dal sottoscritto, ma dipendono esclusivamente dal fragile equilibrio che si viene a creare, tra fattori abiotici e fattori biotici, dove biotico è ciò che favorisce la vita, mentre abiotico o antibiotico è ciò che la nega.

Non è un caso che, in caso di particolari malattie di origine batterica, ci venga prescritto un antibiotico per poterci curare e sconfiggere l’infezione in corso.

All’interno del Regno dei Funghi dunque, a determinare il proliferare delle colonie fungine, e di conseguenza anche, le eventuali fruttificazioni, produzioni dei carpofori, non sono i nostri schematici calendari, ma sono i fattori biotici, che regolano l’equilibrio di un ecosistema.

Un ecosistema in buon equilibrio, fornisce nutrienti in quantità, floridità e condizioni ideali per le riproduzioni-fruttificazioni.

Viceversa, un ecosistema disequilibrato, genera fitocenosi problematiche, dove una fitocenosi, altro non è che l’insieme degli organismi vegetali che coabitano un determinato ambiente (ecosistema), interagendo tra di loro.

Concetti questi apparentemente difficili da comprendere ma che, possono esser spiegati e compresi assai più facilmente di quel che si possa pensare e che, vanno assolutamente compresi per poter comprendere i meccanismi che regolano la floridità e la riproduzione dei funghi che, di certo non dipendono dalla presenza in cielo della luna piena, vuota o a metà, né dal nostro calendario gregoriano, ma che dipendono esclusivamente dalla presenza e dall’eventuale abbondanza di fattori abiotici.

Il CLIMA, quindi la presenza di piogge, neve, ghiaccio, grandine o siccità, è il primo e più importante fattore biotico ed abiotico al tempo stesso. Un buon clima, adeguatamente umido, giustamente piovoso e freddo-gelido quando serve (durante la quiescenza delle specie vegetali), sarà certamente biotico (favorente la vita). Viceversa, un clima pazzo, troppo mutevole, siccitoso, costantemente ventoso, alternato a brevi ma intensi episodi di maltempo estremo con alluvioni-allagamenti, distruzioni, neve-ghiaccio in un periodo sbagliato, fuori stagione, sono invece fattori abiotici che impediscono la vita, oltre ad ostacolare e rendere difficoltosa pure quella di noi umani.

Fattore abiotico è anche l’eccessivo sfruttamento dei suoli, l’inquinamento che su di essi si deposita modificandone i valori di pH, l’erosione conseguente al maltempo, o all’avanzare della cementificazione, ultimo ma non ultimo, la distruzione degli ecosistemi con il cambio di destinazione d’uso dei suoli ed il relativo disboscamento-deforestazione a favore dell’agricoltura o della costruzione di edifici-strade infrastrutture varie.

Tornando al fulcro della questione, ovvero dell’inesistenza di un reale “calendario delle nascite dei funghi”, possiamo senz’altro affermare che:

«I funghi proliferano e nascono quando il clima ed i nutrienti glielo consentono»

«Nulla quindi di predestinato, nulla di scritto negli astri o nei libri di testo, ma qualcosa che può variare nel tempo, a seconda che i fragili equilibri tra fattori biotici ed abiotici glielo consentano».

Aggiornamento funghi 17-02-2024 – Meteofunghi

Febbraio 2024, un mese tutto sommato biotico, fin’ora piovoso

Volendo tirare le somme sulla prima metà del mese di febbraio ancora in corso, potremmo dire che, questa prima quindicina di giorni è stata decisamente migliore rispetto al resto dell’inverno.

Finalmente è piovuto in gran parte d’Italia.

Si è rivisita la pioggia in zone in cui si era già palesata una pesantissima siccità. Nulla di eclatante ma, di questi tempi, anche poche gocce di pioggia sono meglio del nulla più assoluto.

É perciò ripiovuto in Sardegna, in gran parte della Sicilia ma, ancor più sorprendentemente su di un assetato basso Piemonte che, ormai da alcuni anni a questa parte anela, brama l’acqua più di ogni altra cosa, poiché la costante permanenza di correnti secche che, solo temporaneamente sono più umide ma, in questo caso, dovendo fare i conti con una impietosa barriera alpina che impedisce alle nubi di poter scaricare acque su queste lande (tecnicamente si parla di “ombra pluviometrica”), determina un continuo ed estenuante protrarsi della siccità che, potrebbe un giorno culminare con un cenno di desertificazione, peraltro già ipotizzato dagli scienziati.

Il giorno 9 di Febbraio 2024 è finalmente ripiovuto sul Nord Italia, ben poco nel basso Piemonte-cuneese ma, adeguatamente sul Piemonte nordorientale, Lombardia settentrionale, Trentino, Veneto occidentale, Friuli orientale, Liguria tutta, alta Toscana e parzialmente nel resto del Nord, in Toscana, quasi nulla in Emilia Romagna tra colli e piano. Qualche primo cenno di piogge anche nel Potentino ed estremo Salento.

É andata meglio il 10 di Febbraio quando le piogge sono state decisamente più generose e democratiche, è ben piovuto su tutto il Nord, sempre con una marcata “ombra pluviometrica” e piogge non oltre i 5 millimetri sulle pianure emiliane-romagnole.

É tornato a piovere anche nel Cuneese, Astigiano ed Alessandrino, è piovuto abbondantemente in Liguria con oasi felici che hanno avuto ben più di 120 mm di pioggia e tanta acqua, finalmente anche nell’Imperiense e non più solamente sul levante ligure.

Tanta pioggia anche sul Piemonte settentrionale dov’è nevicato abbondantemente sulle riarse Alpi, private della poca neve presente, anche dal pregresso forte vento. Molta pioggia anche in alta Toscana, sulle Colline Metallifere, nel basso Lazio, in Campania ma in generale è ben piovuto ovunque sui settori tirrenici da Ventimiglia al Golfo di Maratea con pioggia inferiore nelle zone interne e decisamente scarsa sui settori adriatici sottovento.

Pioggia benedetta si è avuta in Sardegna, con piogge decisamente inferiori e ancora scarse sui settori orientali, pioggia anche in Sicilia, anche se un po’ a macchia di leopardo, maggiormente tra Etna e Nebrodi, nel Nisseno fino a Palermo, poco altrove.

Il giorno 11 di Febbraio è spiovuto al Nordovest ma è ancora piovuto sul Nordest tra Veneto e Friuli, ancora in Toscana centrale, nel basso Lazio con sconfinamenti fin nell’Abruzzo, sui monti Molisani, in tutta la Campania, nella Basilicata tirrenica e più in generale occidentale, nella Calabria occidentale fino a Cosenza e Sila occidentale, nel Vibonese e ancora in Sicilia e Sardegna, anche se in queste 2 ultime regioni con piogge attorno ai 2/5 mm soltanto, ma meglio di nulla. Ancora una volta poca pioggia è caduta sugli assetati settori adriatici.

Il giorno 12 di Febbraio ultime piogge in Veneto orientale, Friuli, Toscana orientale-Umbria (poca in realtà), in Cilento, Cosentino tirrenico e qua e là, in Italia Centrale, tranne che sui settori adriatici. Piccole docce incosistenti in Sardegna e Sicilia, non in zone interne.

Infine il giorno 13 di Febbraio ultime residue piogge sul Gargano, Puglia, Calabria inferiore, Costiera Amalfitana, Casertano, Reggino e Trapanese, poca pioggia tra Peloritani e Nebrodi e nell’Oristanese.

Non saranno 15 giorni di pioggia a scongiurare la siccità e la desertificazione ma, come già detto, ogni singola goccia di pioggia è benedetta e, benedette sono pure le nascite di funghi conseguenti al ritorno delle piogge.

Aggiornamento funghi 17-02-2024 – Terza parte

Insolite ed inattese nascite di funghi

Piove (finalmente, lo ribadiamo), cessa il forte secco vento, manca il gelo tipico di stagione e così fioriscono le mimose, i mandorli sono in pieno fiore al Sud, rinascono le erbe nei campi, riprende la fotosintesi clorofilliana per tutte quelle specie vegetali che già stanno emettendo le prime foglie.

Non solo ma, a tornare a vegetare, a risvegliarsi dalla quiescenza invernale, sono anche diverse specie fungine che non patiscono il freddo.

In questi giorni stiamo ricevendo report da diversi nostri corrispondenti da tutta Italia che ci informano che, come già scritto nel precedente articolo: “Funghi a Febbraio? Andiamoli pure a cercare perché ce ne sono ancora”, i funghi stanno effettivamente nascendo.

E’ ORA DI ANDARE A CERCARE I MARZUOLI-DORMIENTI

Aggiornamento funghi 17-02-2024 Marzuoli
Aggiornamento funghi 17-02-2024 Marzuoli della Liguria
Aggiornamento funghi 17-02-2024 Marzuoli
Aggiornamento funghi 17-02-2024 Marzuoli della Liguria

Molti nostri lettori ci hanno domandato se secondo noi fosse stato possibile trovare i funghi Marzuoli nonostante sia nevicato ben poco o nulla. La risposta se la sono data da sé andando pazientemente a verificare nei boschi.

Il timore di molti nostri lettori era che, in assenza di uno strato di neve rimasto al suolo a lungo, questi ottimi funghi non avessero avuto modo di ben vegetare e quindi anche di fruttificare.

La realtà è che, favoriti dall’assenza di gelo, o costretti per non morire, i funghi Marzuoli anche quest’anno sono nati, frequentemente anche con largo anticipo rispetto all’ipotetico “calendario dei funghi”, anticipando le previsioni di nascite immaginate per il mese di Marzo.

In particolar modo, possiamo segnalare che, quei pochi “coraggiosi” che hanno deciso di sfidare la pigrizia che ci pervade durante il periodo invernale, recandosi nei boschi di montagna, sono stati già premiati.

Molti cercatori di funghi ritengono che i propri boschi di riferimento non siano adatti per le nascite di funghi.

Vista la nostra esperienza acquisita nel corso degli anni, possiamo sicuramente dire, certi di non essere smentiti, che «se non vai, non sai».

Come puoi affermare che in questo periodo non ci sono nascite di funghi se non vai a vedere con i tuoi occhi? Senza voler sembrare un rivoluzionario, un Don Quijote (Don Chisciotte) che lotta contro i mulini a vento (le radicate convinzioni), posso facilmente affermare che, se è cambiato il clima (volenti o nolenti) sono cambiate anche le abitudini di vita delle specie vegetali e fungine.

Molti libri di testo, e di conseguenza anche molti siti web che basano le proprie pubblicazioni su di questi libri, sono rimasti fermi all’era pre-cambiamenti climatici, pre-Global Warming. Non sono perciò al passo con i tempi, non sono aggiornati, non sono perciò più, completamente affidabili.

Cambia il clima, cambiano le abitudini di vita dei vegetali e dei funghi. Per esempio, i funghi Marzuoli che non vogliono morire, o si adattano alla scarsità di neve o si estinguono. Quale specie vivente sarebbe disposta ad estinguersi senza provare a lottare e a controvèrtere un destino non scritto?

Nel corso degli ultimi decenni, nel nostro paese si sono realizzate situazioni ambientali del tutto nuove, del tutto inedite, mai viste prima. Gli Ornielli ormai colonizzano le zone pedemontane delle Alpi, gli Ulivi vegetano floridamente anche al Nord Italia, le viti beneficiano di un clima mai visto in epoche recenti, che consente loro di vivere rigogliosamente nel Centro e Nord Europa.

Nuove specie fungine tropicali si muovono e iniziano a fruttificare anche in area mediterranea (vedi per esempio i casi della Mazza di Tamburo che arriva dai Tropici, la Chlorophyllum molybdites o l’Amanita dei Tropici, l’Amanita erythrocephala). I porcini neri (Boletus aereus) iniziano a proliferare anche ai piedi delle Alpi mentre, i Porcini Chiari Autunnali (Boletus edulis) diventano sempre più una specie tardo-autunnale-invernale, quasi del tutto assente in estate.

In tutto questo, possiamo affermare che, se non andiamo a vedere con i nostri occhi come si comportano i boschi, i prati, i vegetali ed i funghi, a seguito dei cambiamenti cliamtici, non potremo mai sapere se, come, quando e quali specie fungine subiscono maggiormente questi cambiamenti.

FUNGHI MARZUOLI GIA’ ABBONDANTI IN LIGURIA-CALABRIA E ALTRE ZONE

Ovunque attorno al 10/13 di Febbraio sia piovuto adeguatamente, si registrano già ottime nascite di Funghi Marzuoli-Dormienti (Hygrophorus marzuolus).

In Liguria se ne trovano già a cesti pieni. Vale la stessa cosa per la Sila, non fosse altro perché qua esiste una consolidata abitudine a frequentare i boschi anche in periodi invernali.

Se i funghi Marzuoli sono già presenti in queste regioni, niente e nulla può togliere che lo siano anche in altre zone d’Italia dove questi funghi sono di casa, parliamo perciò dell’Appennino Ligure-Emiliano-Toscano, delle zone prealpine Lombarde e quindi anche dell’Appennino Umbro-Marchigiano-Abruzzese-Laziale.

C’è chi dice che i funghi Marzuoli non nascano in Piemonte ed in Valle d’Aosta ma, c’è anche da dire che l’ultima volta che qualcuno è andato a verificare con i propri occhi se questi sono di casa in questi boschi è passato mezzo secolo. Siccome sui libri di testo o sul web c’è scritto che in queste regioni i Marzuoli non nascono, non c’è nessuno che voglia provare a smentire queste affermazioni e tentare la sorte.

Giusto per fare un esempio, sui testi scritti si dice che il Marzuolo è un fungo che vegeta quasi esclusivamente nei boschi di Abete Bianco. La tradizione vuole che questi funghi abbondino tra gli Abeti bianchi delle Foreste Casentinesi o Pratomagno ma, pochi forse si sono mai sognati di andare a cercarli nelle faggete del Piemonte o del Trentino Alto Adige dove nel frattempo potrebbero esser diventati una specie presente o persino tipica.

Riceviamo in questi giorni report di ottime nascite di funghi Marzuoli-Dormienti tra i Pini della Liguria e della Sila, eppure ovunque cerchiamo informazioni, leggiamo (in Italia) di Abeti bianchi quale specie elettiva, raramente di Faggi, ma quasi da nessuna parte si parla di Pini del genere Pinus (Pino Silvestre o Pino Nero ad esempio o Pino Laricio) e di Abete argentato (Pino blu-Abete Argentato, Picea pungens Blue Diamond o Pinus monticola) o dell’Abete coreano (Abies koreana), quest’ultime specie non autoctone, spesso introdotte in rimboschimenti o in parchi e giardini.

Sempre sui testi leggiamo di preferenza per i suoli acidi o leggermente acidi ma, sappiamo per certo che questi funghi nascono anche in zone con suoli calcarei, se questi sono coperti da una adeguata e spessa lettiera di foglie ed humus.

Fermarsi a pensare che il sottostante suolo possa in qualche modo determinare l’esclusione di una specie fungina, che vegeta prevalentemente entro i primi 40 cm di suolo (rizosfera), caratterizzati e costitutiti da rocce calcaree, è un modo di pensare schematico e preconcetto che non si addice alla scienza.

Suolo calcareo non significa necessariamente, suolo privo di copertura di humus e lettiera, quindi per forza suolo basico o necessariamente alcalino. Il giusto grado di acidità può esser fornito dall’acqua e dalla sostanza organica che si è depositata sui suoli.

Aggiornamento funghi 17-02-2024 – Quarta parte

FUNGHI LECCINI INVERNALI

Aggiornamento funghi 17-02-2024 Leccinellum lepidum
Aggiornamento funghi 17-02-2024 Leccinellum lepidum della Liguria

Altra specie che molto troppo spesso viene snobbata, è quella dei Leccinellun lepidum, in buona compagnia dei Leccinellun corsicum.

Come tutti i funghi Leccini, anche queste due specie vengono spesso descritte come commestibili ma di scarso pregio e valore, specie dal poco sapore e odore, e soprattutto di scarsa resa poiché il gambo va gettato perché indigesto.

Ora, siamo in costante contatto con lettori che ci inviano regolarmente le foto dei propri ritrovamenti/raccolti e che ci confermano di esserne dei veri e propri estimatori di questi funghi che, se cucinati correttamente, sono buoni tanto quanto o persino più di molte altre specie fungine.

Anche in questo caso ci troviamo di fronte a continui “copia-incolla” che vangono fatti da vecchi e spesso obsoleti libri di testo, su di articoli pubblicati forfettariamente e superficialmente sul web.

Funghi che hanno una propria dignità ma che vengono bistrattati perché sui soliti vecchi testi venivano descritti come nullaggini, come specie che lasciano il tempo che trovano.

Noi consumiamo regolarmente i funghi Leccini, cui va dato il giusto valore, nel giusto contesto, pure i tanto bistrattati Leccini grigi (Leccinellum pseudoscabrum ex Leccinellun carpinii) che, al di là del fatto che anneriscono, hanno una loro indiscutibile dignità e non hanno nulla da invidiare a specie fungine invece esaltate (ingiustamente), che molti lettori hanno trovato a dir poco disgustose (vedi per esempio Auricularia auricula-judae o Fistulina hepatica, giusto per non far nomi, alcuni non amano o non tollerano neppure il sapore delle Morchelle, tanto amate e decantate).

«Troppo spesso lasciamo che siano giudizi esterni, giudizi che ci vengono inculcati come rilevanti-autorevoli-significativi, ad influenzare le nostre scelte, autoconvincendoci che questi giudizi preconcetti siano corretti», così ripete giustamente e frequentemente l’amico Philip.

Un mio amico, ad esempio, era convinto che i Boletus edulis nati in bosco di Abete rosso, avessero un sapore acidulo, resinoso, aspro, cattivo, lasciandosi influenzare dall’ecosistema in cui li aveva raccolti, osannando invece come superlativi i Boletus edulis raccolti tra i Castagni. Fattigli mangiare esemplari raccolti tra gli Abeti rossi, ma descrivendoglieli come funghi Porcini di Castagno, questo li aveva trovati superlativi, quindi?

Quindi, i boschi di Corbezzolo, Leccio e Sughere, le Macchie Mediterranee, i Cisti, Eriche arboree-Scope e altri arbusti, in questo periodo abbondano di funghi Leccini invernali che in pochi cercano e raccolgono, proprio perché manca una corretta cultura micologica.

In questi giorni abbiamo appena aiutato il direttivo del Gruppo Micologico Biellese, ad adeguarsi di un moderno sito web, da poter utilizzare per fare sana e reale informazione scientifica, informazione fungina, informazione micologica e ambientale, volta anche e soprattuto al rispetto dell’ambiente.

Funghimagazine si fa paladino della sana e corretta informazione, a dispetto dei grandi numeri, dei titoli acchiappa-click privi però di contenuti e delle informazioni usa e getta o peggio ancora fake.

Al momento i Leccini invernali si possono facilmente trovare ovunque sia adeguatamente piovuto durante la prima decade di febbraio. In particolar modo in Liguria, in Toscana non interna-non Appenninica, nel Lazio litoraneo, in Campania, in quasi tutta la Calabria ad eccezione delle zone montane. A giorni arriveranno anche in Sardegna e Sicilia dov’è recentemente finalmente piovuto.

ALTRI FUNGHI

Naturalmente le recenti piogge faranno certamente tornare sul legno i pregiatissimi Funghi Pioppini-Piopparelli, gli atrettanto pregiati Pleurotus ostreatus, sia nelle varietà classiche da legno, che nelle varietà da arbusti di Eringio o di Ferula.

Forse in Puglia e Basilicata le nascite potrebbero risultare ridotte, a causa di piogge recenti non particolarmente adeguate ma, là dov’è piovuto qualcosa nascerà certamente.

Altre specie fungine tipicamente invernali potranno ancora nascere grazie al clima più umido e tutt’altro che freddo ma, ora siamo tutti concentrati sul conto alla rovescia per l’arrivo delle prime specie primaverili, prima di tutte Verpe e Spugnole/Morchelle.

Naturalmente il consiglio che ci sentiamo di dare ai nostri lettori è di iniziare a cercare le prime Morchelle di stagione in Sicilia e Sardegna, esclusivamente nei boschi di Pino che, non quiescenti, quindi non a riposo vegetativo, grazie alla fotosintesi clorofilliana, sono già in grado di sostenere le prime nascite di funghi primaverili quali le Morchelle Nere (Morchella elata o Spugnola slanciata).

Abbiamo già ricevuto le primissime notizie di primi ritrovamenti in Catalogna in Spagna perciò, se questi funghi iniziano a nascere a due passi da casa, in ambienti mediterranei, crediamo sia il caso di iniziare a muoversi anche nelle nostre isole maggiori, più calde rispetto al resto della penisola e, chissà, magari anche lungo i litorali tirrenici italiani.

Se non interverrano costanti venti secchi a rompere le uova nel paniere, abbiamo buone ragioni per credere che il 2024 potrebbe essere una buona annata per le Morchelle.

FOTOGALLERY

Aggiornamento funghi 17-02-2024 Leccinellum lepidum della Liguria
Aggiornamento funghi 17-02-2024 Leccinellum lepidum della Liguria
Aggiornamento funghi 17-02-2024 Marzuoli della Liguria
Aggiornamento funghi 17-02-2024 Marzuoli della Liguria
Aggiornamento funghi 17-02-2024 Marzuoli della Liguria
Aggiornamento funghi 17-02-2024 Marzuoli della Liguria
Aggiornamento funghi 17-02-2024 Marzuoli della Liguria
Aggiornamento funghi 17-02-2024 Marzuoli della Liguria
Aggiornamento funghi 17-02-2024 Marzuoli della Liguria
Aggiornamento funghi 17-02-2024 Marzuoli della Liguria
Aggiornamento funghi 17-02-2024 Leccinellum lepidum della Liguria
Aggiornamento funghi 17-02-2024 Leccinellum lepidum della Liguria
Aggiornamento funghi 17-02-2024 Leccinellum lepidum della Liguria
Aggiornamento funghi 17-02-2024 Leccinellum lepidum della Liguria

Aggiornamento funghi 17-02-2024@funghimagazine.it – Torna a casa Zio Philip!

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