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Aggiornamento funghi 22 Ottobre 2018

«Un mio amico mi ha detto che, un conoscente ha portato ad analizzare alcuni porcini trovati a fine Settembre, e la sorpresa è stata che erano molto più radioattivi del normale»

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Tanti funghi, ma non ovunque, molti camolati in attesa dell’aria fredda, e la nuova ossessione dei funghi radioattivi


Aggiornamento funghi 22 Ottobre 2018 
Tanta carne al fuoco anche oggi.

Sono molti gli argomenti di cui parlare in questo Aggiornamento funghi 22 Ottobre 2018, ma uno mi sta particolarmente a cuore perché, ormai sta diventando virale nelle chat di whatsapp.

É da poco più di un mese che, nel Nord Italia gira un messaggio che viene spesso copiato ed incollato nelle chat, io l’ho persino ricevuto via email.

Il messaggio incriminato dice pressappoco così:

«Un mio amico mi ha detto che, un conoscente ha portato ad analizzare alcuni porcini trovati a “vattelapesca”, e la sorpresa è stata che erano molto più radioattivi del normale»

La frase implica, o viene supportata dalla convinzione che tanta abbondanza di funghi, sia imputabile ad una oscura e segreta fuga radioattiva che le autorità ci avrebbero tenuta nascosta per non creare panico tra la gente.

Si paragona il mese di Settembre 2018 al lontano 1986, anno della fuga radioattiva dalla centrale nucleare russa di Cernobyl.

Insomma, oggi come oggi, qualunque cosa ci stupisca, o ci risulti nuova, che sia una anomala nascita di funghi, o che siano nubi di colorazione particolarmente intensa, rosse, nere o bianche che siano, ci si rifugia sempre più spesso nel complottismo.

Il bello del web è che ti da libero accesso all’informazione.
Il brutto del web è che diffonde anche molta disinformazione

É stato provato che, una notizia positiva e rassicurante o data con pacatezza ha un impatto minimo rispetto ad una notizia sbandierata attraverso titoli fuorvianti ed ingannevoli.

Non a caso, ci sono giovani blogger che grazie alle cosiddette fake news si arricchiscono rapidamente, inventandosi notizie inesistenti.

Notizie che cavalcano il malcontento generale, che incentivano la rabbia della gente o che diffondono odio e violenza.

LE FAKE NEWS

Attraverso le fake news si può denigrare, diffamare e persino smontare la carriera politica di un soggetto politico, di un atleta, di un personaggio di spicco.

Si può persino influenzare le scelte politiche, le scelte economiche, morali e l’etica delle persone.

Attraverso l’uso che fai dei Social, si può sapere se sei, per esempio, animalista, vegano, vegetariano, ecologista, tifoso, agnostico o religioso, populista, sovranista, comunista, liberale, socialista, fascista, razzista o che altro.

Appena qualcuno, attraverso vari spyware, o tramite i consensi alla privacy che approvi quando ti iscrivi ai vari Social, entra in possesso dei tuoi dati sensibili, ecco che ti arriva attraverso gli stessi Social, il messaggio incriminato che va a toccare i tuoi punti deboli.

Ecco che la scintilla accende il fuoco che dimora in te

Sei un animalista? Eccoti servito il messaggio di animali scuoiati attraverso il quale ti si chiede di diffonderlo a tutti i tuoi amici e conoscenti, affinché non possa più accadere questo scempio.

Nutri risentimento da razzista? Eccoti servito il messaggio di neri africani che violentano donne e bambine, per incrementare la tua rabbia verso il diverso e l’immigrato.

Sei un ecologista? Eccoti servite le immagini di animali uccisi dall’ingestione di plastiche o con lo stomaco stracolmo di oggetti in plastica.

Per ogni tuo stato d’animo c’è il giusto messaggio che può scatenare la tua rabbia e la tua indignazione e che ti può spingere a condividere il messaggio generando inconsapevolmente visibilità al messaggio stesso.

Tu lo condividi per generosità d’animo, e implicitamente diventi complice dell’autore che ha creato il messaggio ad hoc per colpire la sensibilità di persone buone come te che inconsapevolmente gli generano un incredibile volume d’affari.

Più indignazione = più condivisioni = più visualizzazioni = più click e più guadagni pubblicitari per l’autore del falso messaggio.

É un circolo vizioso al quale non riesci a sottrarti.

Sta accadendo qualcosa di simile anche con i funghi

Qualcuno ha fiutato il business del fungo radioattivo ed ecco che è partita la catena di S. Antonio che ti porterà a diffondere un messaggio, diventando complice di chi lo ha creato.

Per sapere se ci sono state fughe radioattive o se vi sono incrementi di radioattività nell’aria o nel terreno, esistono due agenzie ufficiali in Italia, non i messaggi whatsapp.

Una è la rete regionale ARPA, l’altra è ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.

Né Arpa e tanto meno Ispra hanno segnalato alcun aumento di radioattività in Italia ed in Europa nel corso del 2018

Nel 2017 vi era stato un significativo aumento di radioattività attorno agli Urali e Russia Sud Orientale, dovuto probabilmente ad alcuni esperimenti che erano stati fatti in una centrale nucleare russa.

É possibile che una piccolissima parte di queste radiazioni abbia raggiunto l’Europa Occidentale ma, non mi risulta che l’eventuale arrivo di radiazioni abbia portato ad incrementi di nascite di funghi lo scorso anno, anzi.

Il 2017 da molti, rimarrà ricordato come un anno senza funghi Porcini in moltissime zone d’Italia.

Nell’era dei complottismi e delle speculazioni ai danni dei creduloni, non è difficile, ma forse è da pigri, informarsi correttamente, invece di dar retta alle stupide catene di S. Antonio del web, che ti diranno che è interesse di qualcuno tenerti all’oscuro dalla corretta informazione.

aggiornamento funghi 22 ottobre 2018

I CONTROLLI SULLE ATTIVITÀ NUCLEARI O RADIOATTIVITÀ AMBIENTALE IN ITALIA

Nel nostro Paese il controllo sulle attività nucleari, nonché sulla radioattività ambientale, che possono comportare un’esposizione della popolazione alle radiazioni ionizzanti è regolamentato dalla Legge 31 dicembre 1962, n. 1860, dal Decreto legislativo del 17 marzo 1995, n. 230 e successive modifiche, dal Decreto legislativo dell’8 febbraio 2007, n. 52, dal Decreto legislativo del 4 marzo 2014, n. 45 e dal Decreto legislativo del 15 febbraio 2016, n. 28.

La legislazione nazionale vigente assegna compiti e obblighi agli esercenti delle attività che rientrano nel suo campo di applicazione, ma anche alle amministrazioni locali (Prefetture, Regioni e Province autonome) e nazionali (Enti e Ministeri).

Il controllo sulla radioattività ambientale è articolato in reti di sorveglianza regionali e reti di sorveglianza nazionali.

All’ISPRA sono affidate le funzioni di coordinamento tecnico delle reti nazionali, sulla base delle direttive dei Ministeri competenti, al fine di assicurare l’omogeneità dei criteri di rilevamento e delle modalità dei prelievi e delle misure, nonché la diffusione dei dati rilevati e la loro trasmissione alla Commissione Europea.

Nell’ultimo rapporto Ispra disponibile del 2018, al Quadro Q12, nel quadro sinottico degli indicatori, non si legge alcuna anomalia in corso.

Quanto alla presenza di radioattività in alcuni funghi, è nota la presenza di Cesio Cs-137 in alcuni funghi, come da campionamenti effettuati da Arpa Piemonte nel 2013

A tal proposito ti ricordo che ad oggi sono i funghi Rozites caperata, tra le specie note come ipercaptanti per il radiocesio.

Concentrazioni inferiori alla sensibilità strumentale sono state invece riscontrate nei due campioni di Macrolepiota Procera (Mazza di Tamburo), e nel campione di Caprinus Comatus.

Per le specie di cui sono stati analizzati più campioni si può trovare una correlazione tra la zona di
raccolta e la concentrazione di Cs-137 nel campione.

Le concentrazioni maggiori sono infatti state riscontrate nei campioni raccolti nella Valle di Ceresole, in Valsesia e nel Verbano, che sono le zone con più contaminazione di Cs-137 nel suolo.

Gli stessi campionamenti hanno poi rivelato la presenza di quantitativi di radiocesio superiori al limite consentito, in alcuni funghi Boletus badius (Imleria badius).

I campioni raccolti nel Biellese Nord Orientale in località Bocchetto Sessera di Tavigliano, hanno rilevato valori di 781 Bq/Kg superando di poco il valore massimo consentito di 600 unità.

Tutte cose già note da tempo, pubblicate a suo tempo in questo articolo e che ripubblicherò quanto prima con gli ultimi aggiornamenti disponibili.

Aggiornamento funghi 22 Ottobre 2018
NESSUN NESSO TRA FUGHE RADIOATTIVE E NASCITE DI PORCINI.
I cambiamenti climatici

I pregiudizi sono duri a morire e le fake news che spopolano in rete non fanno altro che alimentarli.

Semmai, sarebbe il caso di soffermarci maggiormente sui cambiamenti climatici in atto con un indiscutibile Riscaldamento Globale del Pianeta.

Questo sta di fatto modificando, non soltanto la distribuzione e l’intensità dei fenomeni atmosferici ma anche le nascite di funghi.

Nel corso degli ultimi 2 decenni è capitato sempre più spesso che tenaci Anticicloni Africani si siano impossessati di gran parte d’Europa.

Masse d’aria tropicali imperversano sull’Italia, così come non era mai accaduto prima del 1980

I temporali estivi sono sempre più anomali, spesso estremi, a volte latitano per lunghe settimane, altre giungono improvvisi e violenti dispensando in un brevissimo lasso di tempo grandi quantità di pioggia.

Piemonte, Liguria, Lombardia, Trentino Alto Adige e Veneto sono state le regioni che hanno avuto la maggior frequenza di brevissimi ma intensissimi temporali estivi.

Sardegna, Sicilia, Calabria e Puglia sono state invece le regioni più bersagliate dalle piogge tardo estivo-autunnali.

Nel resto d’Italia si sono avuti soltanto brevissimi e sporadici episodi temporaleschi molto forti ma di brevissima durata come in Romagna, Marche, Toscana, Lazio e Campania.

Piogge disomogenee e localizzate che non hanno prodotto una buona bagnatura del sottobosco.

Dove i temporali sono stati più frequenti ci sono state ottime nascite di funghi

Viceversa, dove i temporali sono stati più sporadici le nascite di funghi si sono ridotte al lumicino.

In molti casi, la persistenza di tenaci bolle calde africane, oltretutto anche parecchio torride, con l’arrivo di violenti temporali con piogge superiori ai 40 millimetri d’accumulo, ha quasi forzato i miceli a riprodursi.

Probabilmente c’è stata reale necessità riproduttiva, pena l’assenza di nuove spore.

Molti miceli si sono trovati in condizioni ambientali proibitive.

Sappiamo che spesso, la riproduzione dei funghi è scatenata più da un imminente pericolo di estinzione, piuttosto che da una condizione di floridità e di benessere.

Nelle poche aree baciate dalla pioggia, il caldo tropicale ha scatenato vere e proprie buttate di funghi, anche Porcini.

Dapprima Estatini, poi gli ambiti Neri-Aereus ed infine i Bianchi-Edulis.

I Rossi-Pinicola stentano invece ad apparire a causa del persistere, fino a ieri, di temperature di molto al di sopra rispetto alle aspettative del periodo.

IL FLAGELLO DITTERI E CAMOLE

Sono in molti i lettori che mi contattano per chiedermi un parere o per domandarmi perché, nonostante le temperature si siano abbassate, i Porcini rimangono ancora pesantemente camolati.

Devo farti notare che le temperature si sono sì abbassate rispetto al trimestre Luglio-Agosto-Settembre ma, l’abbassamento è davvero stato irrisorio.

Se prima avevamo temperature massime di molto oltre i 30°C, dopo ferragosto, nonostante i continui annunci della fine dell’estate, le temperature sono calate attorno ai 30°C.

Ancora a Settembre imperversavano temperature prossime ai 30 e per avere valori massimi attorno ai 25°C si è dovuto attendere Ottobre.

Le prime due decadi di Ottobre sono state caratterizzate da temperature settembrine.

Valori massimi spesso compresi tra i 21 ed i 26°C con parecchie punte ancora fino a 28/29°C.

Le temperature minime non hanno mai segnato valori degni di nota

Nonostante le forti raffiche di vento che ieri sera hanno imperversato sul Nord Italia, stamani sulla vetta del Monte Rosa la temperatura minima segnava un misero valore di -11.4°C.

Ti ricordo che dopo il 20 di Ottobre ci si attenderebbero temperature minime di -18 / -22°C.

Quanto alle nevicate della notte in Appennino, queste sono la classica rondine che non fa primavera, in questo caso, inverno.

Alle porte dell’Italia incombe infatti un tenace Anticiclone Afro-Oceanico con valori superiori ai 1040 hpa e geopotenziali da piena estate che minaccia di tornare ad avanzare verso l’Italia.

Questo Anticiclone riporterà temperature attorno ai 20°C e l’effetto favonico associato all’Anticiclone farà innalzare le temperature di molto oltre i +20°C in alcune zone del Nord Italia.

Ditteri, Zecche ed altri insetti. Sono stati il flagello dei cercatori di funghi durante l’intera stagione calda del 2018

I Ditteri sono piccole mosche che per riprodursi necessitano di un ambiente caldo ed umido.

Cosa di meglio che un caldo ed umido involucro quale il piede di un fungo Porcino, in cui depositare i suoi miliardi di microscopiche uova, che poi daranno vita ai vermetti comunemente detti camole?

Camole, aggiornamento funghi 22 Ottobre 2018

Le Zecche abbondando grazie anche alla massiccia presenza nei boschi di animali selvatici che, a loro volta abbondano là dove i boschi vengono progressivamente abbandonati da chi preferisce vivere nei centri cittadini.

Gli ambienti boschivi diventano ottimo rifugio per la gran varietà di insetti che, grazie al caldo ed all’umidità offerta anche dai funghi, possono compiere fino a due cicli riproduttivi grazie ad una interminabile estate.

Quest’anno i Ditteri hanno potuto riprodursi già in tarda primavera grazie a massicce presenze di funghi primaverili, tra cui anche i Porcini-Estatini (reticulatus / aestivalis).

Hanno poi fatto festa con l’arrivo dei bianchi-Edulis ed ancor ora abbondano nonostante il cenno di diminuzioni termiche.

Cenno che, ribadisco, non ha nulla a che fare con il freddo vero, che invece dovrebbe già regolarmente fare nell’ultima decade di Ottobre.

TENDENZA GENERALE IN VISTA DI NOVEMBRE

Che ne sarà della nostra continua voglia di andar per boschi in cerca di funghi? Ci sono ancora speranze di trovar Porcini?

Molti lettori mi hanno domandato se, il vento freddo giunto ieri da Nord Est, e previsto in accentuazione entro la fine del mese con l’arrivo di aria più fredda, bloccherà del tutto le nascite.

É vero, in molti temono il vento più di ogni altra cosa.

In effetti il vento è uno dei maggiori inibitori di nascite di funghi

Questo però è vero solo in parte.

Vento, tramonto, aggiornamento funghi 22 Ottobre 2018

L’Autunno per antonomasia la stagione del vento

Il periodo dei rapidi passaggi ed alternanze tra il caldo ed il freddo.

Il vento porta le nuvole, le Perturbazioni, le piogge ed i temporali.
Questo in condizioni climatiche normali

Ricordiamoci però che ci troviamo ad avere a che fare con condizioni climatiche tutt’altro che normali, ormai da diversi anni o decenni.

Il vento, se accompagnato da piogge e temporali è benefico, soprattutto quando, dopo il temporale asciuga lo strato più superficiale dell’humus.

Normale è che un vento umido Sciroccale addossi nubi ai rilievi provocando le normalissime piogge autunnali.

É altrettanto normale che i Porcini per poter prosperare necessitino di un suolo asciutto e non zuppo d’acqua.

Il vento può contribuire ad asciugare rapidamente lo strato superficiale dell’humus, a patto però che non sia accompagnato da aria torrida Africana che tutto asciuga e tutto secca.

Che ne sarà del proseguo di stagione non è facile da dirsi

Le nascite potrebbero proseguire nonostante gli abbassamenti termici previsti da ora a fine mese.

Le temperature più autunnali potrebbero finalmente porre fine al flagello Ditteri e Camole.

Il maggior fresco potrebbe e dovrebbe originare le prime vere nascite di Porcini pinophilus, ovvero i Rossi autunnali.

Dalle Alpi all’Appennino Settentrionale, fino a metà Novembre si potrebbero ancora raccogliere molti Rossi.

Il condizionale però è d’obbligo.

Aggiornamento funghi 22 Ottobre 2018.
Anche gli edulis potrebbero regalare ottime sorprese

Sono molte le isole di calore che preservano il pregresso calore estivo.

Vallette riparate dal vento, boschi termofili baciati dalla pioggia, versanti settentrionali umidi dove di giorno batte ancora il sole.

Naturalmente i giochi dovrebbero potersi ritenere conclusi per le Alpi ma, per l’Appennino e le isole potrebbero regalare ancora piacevoli sorprese.

Ti ricordo che tra Centro e Sud Italia stanno ancora nascendo abbondanti gli estivi Porcini aereus.

Tra Lazio-Toscana e Campania dov’è piovuto maggiormente ad inizio mese si registrano ottime nascite di Neri / Bronzini.

Le nascite di Neri e moltissimi altri funghi autunnali non si contano tra Sardegna, Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia.

Il Salento è un’esplosione di funghi nelle pinete litoranee, conseguente ai nubifragi che hanno letteralmente inondato anche la Puglia.

Ora, forse gli edulis non riusciranno a dar vita a grandi buttate ma di certo di funghi autunnali se ne raccoglieranno ancora moltissimi da qua a metà Novembre, neve permettendo.

Le ultime proiezioni dei modelli matematici indicano che ai primi di Novembre potrebbe realizzarsi una poderosa irruzione fredda Artica

Se ciò venisse confermato, sarebbe la fine dei funghi autunnali in molte zone d’Italia.

Al momento si ipotizza l’arrivo di isoterme da -2°C a 1500 mt.

Si parla persino di una isoterma da -35°C a 5500 mt tra Francia e Nord Italia.

Una simile massa d’aria fredda sarebbe in grado di generare nevicate fino a quote relativamente molto basse o addirittura di pianura.

Per ora non ci sono certezze ma solo ipotesi, pertanto rimaniamo in attesa degli sviluppi per poter capire fino a quando avremo ancora speranze di poter raccogliere funghi autunnali.

Mai come ora, tutto è legato all’andamento climatico.

ISOLE DI CALORE CITTADINE

Prima di concludere questo aggiornamento funghi 22 Ottobre 2018, vorrei fare un doveroso cenno alle isole di calore cittadine.

Sono ormai anni che puntualmente a fine stagione ti ricordo che ai funghi Porcini piacciono moltissimo gli ultimi refoli di calore che ristagnano tra giardini e parchi cittadini.

Compatibilmente con l’inquinamento atmosferico e soprattutto con una equa distanza dalle strade cittadine, dove transitano automobili con i propri gas di scarico, è facile poter raccogliere Porcini sotto a Faggi, Abeti, Tigli di giardini o parchi cittadini.

Questo è il momento ideale.

Dare un’occhiata in questi ambienti può sicuramente riservare piacevoli sorprese.

AGGIORNAMENTO FUNGHI 22 OTTOBRE 2018
Articolo scritto da: Angelo Giovi @funghimagazine.it

FUNGHI VERO O FALSO

Per non rimanere indietro, per non soccombere nell’ignoranza del non sapere, approfondisci le tue conoscenze sui funghi con tutte le domande più comuni che i lettori del web pongono più frequentemente ai motori di ricerca.

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