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Funghi Magazine - Il magazine on-line sui funghi d'Italia. Aggiornamenti funghi, articoli e notizie sui funghi, segnalazioni in tempo reale. dove nascono i funghi e la tabella sulle nascite e crescite dei funghi con il Semaforo dei Funghi

Aggiornamento funghi fine Febbraio 2019

Cosa sta succedendo al clima Italiano? Nord Italia al secco e Sud Italia piovoso. Quali rischi per i funghi?

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Ed eccoci arrivati all’aggiornamento funghi di fine Febbraio 2019.

L’inverno sta scivolando via alla stessa velocità dei venti tempestosi che, in più occasioni ci hanno interessato in questo strano inverno 2019.

Inverno non privo di sorprese con un Nord Italia tutto sommato siccitoso e spesso più caldo del normale, ed un Sud Italia più spesso interessato da nevicate e freddo.

MA COSA STA SUCCEDENDO AL CLIMA ITALIANO? FUNGHI A RISCHIO?

Sta succedendo ciò che ho ampiamente spiegato in questo articolo:

Funghi & Clima. Quando i Cambiamenti Climatici modificano il calendario delle nascite di Funghi.

O anche in quest’altro articolo:

I Cambiamenti Climatici, cosa sono e come si manifestano.

Un vero problema non da poco, quello dei Cambiamenti Climatici che, sull’immediato non spaventano più di tanto l’uomo che pare non volersene interessare ma che avrebbe gli strumenti utili per farlo.

Problema davvero grave invece per la vegetazione, animali e funghi, che non hanno mezzi e strumenti per combattere situazioni climatiche nuove, avverse o a cui non sanno adattarsi.

Le cronache ci riportano già dei primi animali estinti a causa del nuovo clima.

In Australia, il governo di Canberra ha confermato le conclusioni di uno studio del 2016Melomys rubicola, un piccolo roditore che abitava su una sola isola, è scomparso in seguito all’innalzamento del livello del mare.

Così come riportato dalla prestigiosa rivista National Geograpic.

Se le specie vegetali commestibili potranno godere della tutela dell’uomo, che le coltiverà in ambienti riparati dalle avversità climatiche, lo stesso non si può dire per quelle selvatiche e per i funghi.




Già i funghi… Che ne sarà delle nascite dei funghi primaverili?

Tutto dipenderà dall’andamento climatico in essere ed a seguire.

Nel corso delle ultime settimane abbiamo assistito ad un rapido declino della stagione invernale.

Sulle Alpi, continue correnti miti favoniche, hanno fatto sciogliere del tutto le nevi invernali, con buon innevamento che regge soltanto oltre i 2500.

Sta andando meglio al Centro-Sud dove la neve caduta durante l’inverno è stata più abbondante perciò, nonostante l’avanzata del caldo sui monti l’innevamento regge meglio alla primavera.

Un caldo Anticiclone Africano ha addirittura fatto sbocciare i primi fiori degli alberi da frutto sui balconi collinari pedemontani al Nord.

Come riportato in questo articolo, Caldo anomalo, primavera in anticipo al Nord Ovest italiano, la giornata di Venerdì 22 ha fatto segnare molti record di caldo in Piemonte dove si sono toccati anche i +25°C.

Tutto questo non aiuta certo le nascite di funghi. Perché?

Perché ai funghi non piacciono i continui passaggi tra situazioni meteorologiche opposte.

Ai funghi piacciono le condizioni meteorologiche quiete, prive di venti tempestosi e di siccità che spesso accompagnano i venti troppo tesi e le bolle calde africane che stanno diventando lo spauracchio dei funghi.

Se da una parte il caldo precoce può aiutare ad anticipare nascite di funghi…

dall’altro può esaurire troppo rapidamente i miceli che possono andare in sofferenza a causa del caldo eccessivo e soprattutto della siccità.

Ma vediamo come si comporterà il passaggio dall’inverno alla primavera, perché solo da questo, dipenderà la data d’inizio delle nascite 2019 di funghi.

Aggiornamento funghi fine Febbraio 2019

Se non hai più visitato funghimagazine durante i quieti mesi invernali, forse ti sarai perso le modifiche apportate al Semaforo dei funghi.

Non più una unica e lunghissima pagina ma tre distinte pagine dedicate ad una macro-area d’Italia così come segue:

Il Semaforo dei funghi del Nord Italia
Semaforo dei funghi del Centro Italia e Sardegna
Il Semaforo dei funghi del Sud Italia

Le nascite di funghi invernali e Primaverili




Al Nord Italia il clima sta riservando non poche sorprese in tema di Cambiamenti Climatici.

L’inverno, tenue e tutto sommato sottotono è giunto in sordina e assai rapidamente ha ceduto il passo alla primavera.

Febbraio è iniziato sotto buoni auspici, con freddo e gelo e nevicate annunciate come copiose e persino pericolose, tanto da allertare la Protezione Civile ma, di neve se n’è vista ben poca.

Peccato perché i boschi hanno davvero grande bisogno della neve

La neve aiuta a far degradare più rapidamente la sostanza organica.

Foglie e rami che si disgregano, si trasformano in sostanze nutrienti per alberi e funghi.

Se non avviene la corretta disgregazione della sostanza organica, ne possono beneficiare alcuni funghi saprofiti, che ricavano il proprio nutrimento dalla sostanza organica in decomposizione.

Non ne beneficiano invece i funghi simbionti (che vivono in simbiosi con le radici degli alberi) perché non trovano nutrimento sufficiente nello scarso humus.

Dove durante l’inverno è nevicato a sufficienza e, dove ora la neve si sta rapidamente sciogliendo, in presenza soprattutto di Abeti bianchi (Abies alba), ecco che arrivano i primi funghi.

Il Marzuolo o Dormiente (Hygrophorus marzuolus) ama i ristagni d’acqua che si formano dove si scioglie la neve.

Amano il freddo ma amano anche lo spesso strato di humus/materia organica da cui trarre nutrimento.

Nell’ultimo aggiornamento delle tabelle dei funghi/Semaforo dei funghi ho scritto, dove riportate le eventuali nascite di Marzuoli, «rischio siccità e nascite contenute».

Il problema è che il molte zone d’Italia, dove vi sono boschi di Abete bianco potenzialmente produttivi in termini di nascite di Marzuoli, la neve si è già sciolta da tempo ed il suolo troppo secco potrebbe impedire buone nascite.

Non solo buone nascite, ma potrebbe impedirne qualunque nascita, se presto non verrà a piovere o nuovamente a nevicare.

Febbraio è però anche tempo per le prime Verpe e Morchelle.

Le cronache settimanali ci hanno riportato di un grave episodio di cronaca.

In Spagna in un ristorante stellato, c’è stato una grave forma di avvelenamento dovuto forse al consumo di funghi velenosi scambiati per Verpe o Morchelle.

«Mangia funghi al ristorante stellato: muore una donna, 11 persone intossicate»

Chissà cosa avranno mangiato queste persone al posto delle Morchelle.

Meglio esser sempre ben informati sul consumo dei funghi e comunque ricordati che è sempre buona regola non consumare mai funghi che hai raccolto prima se non li hai fatti riconoscere ad un micologo professionista o un ispettore micologico di una ASL.

Ad ogni modo, se già le conosci le Verpe e le Morchelle ma non sai dove andare a cercarle le nostre guide mono-tematiche potrebbero tornarti utili.

Dove, e quando cercare le prime Verpe e Morchelle nel 2019

I primi report dalla Sicilia ci dicono che le Morchelle nella varietà elata sono già ben presenti nell’isola.

Questi funghi necessitano di suoli sabbiosi, ambienti igrofili quindi golenali-fluviali privi però di ristagni d’acqua anche se, un vicino stagno non guasta mai.

Sabbie calcaree o ceneri vulcaniche sono l’ideale ma è risaputo che le Morchelle non disdegnano neppure o soprattutto uno spesso strato di humus.

Molto meglio se quest’humus è formato da spessi strati di aghi di pino domestico-silvestre o comunque ad ago lungo.

Meglio ancora se si tratta di uno spesso strato di segatura

Le moderne coltivazioni di Morchelle, diffuse soprattutto in Asia Orientale tra Cina e Giappone, utilizzano proprio cenere-aghi e segatura per questo tipo di coltivazione.

Oltre alle prime nascite, già presenti in Sicilia, a breve Verpe e Morchelle arriveranno anche nel resto della penisola.

Inizialmente nelle valli fluviali del Sud e Sardegna poi anche del Centro e Nord Italia.




Le nascite saranno tanto più anticipate, quanto in anticipo gli alberi emetteranno le prime foglioline

Al Nord Italia le nascite delle Morchelle di solito sono concomitanti con la fioritura dei Frassini.

Non solo funghi primaverili ma ancora anche funghi invernali

Potrebbe sembrare un paradosso ma, nonostante non piova da settimane, in Pianura Padana non mancano le buone nascite di funghi invernali.

Si tratta per lo più di funghi dell’Olmo, Pleurotus ostreatus ma anche di Piopparelli.

Le nascite di questi funghi sono per lo più favorite dalla buona presenza di acqua residua entro alberi morti.

Le basse temperature invernali ed il gelo hanno intrappolato l’acqua nei tronchi e, fin tanto che non interverranno continui venti troppo secchi e caldo eccessivo, ben oltre i 22°C, l’umidità pregressa sarà sufficiente a generare discrete nascite.

Al Centro-Sud ed isole invece, al riparo dai gelidi venti di Tramontana, che negli ultimi giorni hanno sferzato monti e pianori, continuano le nascite di funghi invernali.

Leccini di cerro-sughera sono i più comuni (Leccinum lepidum) ma sono molti altri i funghi invernali che si possono trovare in questo periodo di transizione tra inverno e primavera.

Se non lo hai ancora letto ti consiglio di dare una lettura a questo articolo:

ANDAR PER FUNGHI IN INVERNO
Puoi approfondire la conoscenza degli ambienti in cui crescono i funghi leggendo questi nostri due articoli:

Il bosco termofilo

Ambiente igrofilo / il bosco igrofilo

Fine febbraio si annuncia dunque un periodo più favorevole per le prime gite nei boschi.

A fine mese e sui primi di Marzo potrebbero tornare le piogge al Nord e Toscana.

Potrebbe anche tornare la neve fino in media montagna.

Dobbiamo soltanto augurarci che le piante non si affrettino troppo ad emettere le prime foglioline e fiori perché, l’arrivo del normale gelo di inizio marzo, potrebbe dare un duro colpo di grazia alla vegetazione.

Continua a seguire funghimagazine perché entro la fine del mese arriverà il prossimo aggiornamento funghi ed un ulteriore aggiornamento della tabella/semaforo dei funghi.

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