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Aggiornamento Meteofunghi 08-10-2020 Dove cercare i funghi Porcini

All’indomani delle piogge alluvionali che hanno devastato molte aree del Piemonte, Liguria e zone limitrofe, con ottime piogge giunte anche nel resto d’Italia, sono varie decine, i messaggi che riceviamo ogni giorno per chiederci un nostro parere sulla stagione dei funghi Porcini.

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Aggiornamento Meteofunghi 08-10-2020 Dove cercare i funghi Porcini

La domanda più ricorrente del periodo è: «Ma secondo voi la stagione dei Porcini al Nord, può essere considerata definitivamente finita?»

Calma e sangue freddo.

E’ vero che le ultime piogge hanno dato una botta davvero notevole ai nostri boschi.

Prima le grandi piogge alluvionali, la cui stima e conta dei danni non è ancora finita, e di cui puoi leggere i dettagli in questo articolo: “Piogge alluvionali in alto Piemonte. Ondate di piena come raramente viste prima”, poi l’arrivo della neve, a quote progressivamente più basse, fino a raggiungere i pascoli di media montagna sulle Alpi di confine.

Purtroppo, che ci piaccia o meno, dobbiamo metterci in testa che, da alcuni decenni a questa parte, il clima ha iniziato la sua inesorabile corsa al cambiamento (per qualcuno in meglio, ma per la natura, decisamente in peggio).

Con il recente alluvione che ha colpito durante il Nordovest italiano è stato scritto un nuovo capitolo della storia meteorologica moderna. Da ora in avanti nulla sarà più come prima.

Dovremo fare l’abitudine al transito non più di normali Perturbazioni Atlantiche, ma di pericolose profonde Depressioni Nord Atlantiche che, rapidamente attraversano la nostra Penisola ed il Mediterraneo in maniera rapida, mordi e fuggi, portando però con sé fenomeni consistenti, concentrati in macro o addirittura micro-zone, con intensità massima nel corso di un breve lasso di tempo.

Non è cosa da poco questa, e non va assolutamente ignorata, dal momento che, ormai lo sanno persino i bambini che, i funghi, ed in particolar modo i funghi Porcini, non nascono e si sviluppano in base al tipo di Luna presente in cielo, ma esclusivamente, in base all’andamento climatico.

Se vuoi approfondire l’argomento relativo all’influenza che la Luna ha sui funghi, non perderti il mio precedente articolo: “Ma la Luna fa nascere i funghi Porcini o no? E se sì, qual è la Luna giusta?”.

Dicevo che, monitorare il clima ed i suoi cambiamenti è di importanza vitale per chi cerca di seguire o di prevedere le possibili nascite di funghi, ed in particolar modo dei funghi Porcini.

Oggi che il clima è cambiato, cambiano anche le dinamiche che inducono i Miceli a fruttificare, in solitudine, sporadicamente, o come oggi avviene sempre più spesso, tutti all’unisono, in sincrono e quindi in contemporanea, dando vita alle famose ‘buttate‘ che tutti noi rincorriamo da una Provincia o Regione all’altra d’Italia.

E a proposito di rincorrere le ‘buttate‘ su e giù per l’Italia, se avevi ancora qualche ragionevole dubbio su quale influenza possa avere la Luna e le sue fasi lunari sulle nascite dei funghi, prova un po’ a ragionare e domandarti perché, con Luna crescente trovi moltissimi funghi là dov’è piovuto adeguatamente nei 20 giorni prima della ‘buttata‘ ma, non là dove non è piovuto, poi, quando le piogge si spostano più a Est o più a Sud, con il normale ritardo di una quindicina di giorni ed in piena Luna calante, ecco arrivare la grande ‘buttata‘ dove invece questa era stata assente con la Luna crescente.

Quindi? La Luna capricciosa fa nascere i funghi in fase crescente o calante a seconda che una zona gli sia più simpatica di un’altra? O magari qualcuno verrà a dirmi corbellerie del tipo che le zone dipendono dalle ‘gobbe‘ presenti sulla Luna?

La verità è che, la concentrazione dei fenomeni, umidità, nubi, piogge, temporali, grandinate, vento, avviene in maniera sempre più conclamata, in zone ristrette del nostro Pianeta, con l’accentuarsi dei forti contrasti tra le masse d’aria calda e secca sempre più ben distribuite e dominanti, e le masse d’aria fresca o fredda ed umida, sempre più rarefatte ed assiepate entro piccoli ma insidiosi Vortici Ciclonici.

Ne consegue che, dove si sono avuti fenomeni eclatanti, seguiranno poi nascite altrettanto eclatanti, salvo sconvolgimenti dei Miceli ad opera del maltempo, viceversa, dove i fenomeni sono stati minori o del tutto assenti, perché il territorio è stato appena sfiorato dal maltempo, ecco che le nascite di funghi si faranno desiderare come le belle signore di un tempo.

Appurato dunque che i funghi non nascono perché invitati, convinti o costretti a farlo dalla Luna, vediamo dove i Porcini, insieme con gli altri funghi di stagione, stanno ancora nascendo o nasceranno nel corso della prossima decade su e giù per l’Italia.

Aggiornamento Meteofunghi 08-10-2020 Dove cercare i funghi Porcini

Ti chiedo scusa se insisto ancora un’ultima volta, ma sentirmi dire da giovani lettori, che si presume siano informati ed adeguatamente istruiti, che i loro nonni gli hanno sempre detto ed insegnato che i funghi nascono con Luna nuova o calante e loro ci credono perché li hanno visti sempre tornare a casa col cesto pieno, non solo mi fa crepar dal ridere, ma mi pone anche una importantissima domanda:

«Ma se fosse vero che i funghi crescono in base alle fasi lunari, come mi spiegherebbero questi saggi nonni che mentre, per esempio in Piemonte non si trova un piffero, in Tirolo o Slovenia i funghi crescano persino sui tavoli, o mentre nel Lazio non si trovi un solo fungo, in Calabria e Sicilia i cercatori non sappiano più dove stiparli i funghi raccolti? Forse che la Luna che sta in cielo non sia uguale per tutti? Forse che la Luna abbia a cuore alcune zone ma altre assolutamente no? Non sarà forse più semplicemente che i funghi, come detto milioni di volte, ma a qualcuno non entra proprio in testa, nascano solo e soltanto dove si siano avute le giuste condizioni climatiche?»

Che ne sarà delle future nascite di funghi Porcini al Nord Italia?

Si dice che troppo spesso abbiamo la memoria corta. Ebbene mai affermazione fu più vera.

Se però la nostra memoria a volte fa cilecca, non fanno cilecca i Social o i nostri archivi fotografici che ci dicono che, lo scorso anno di questi tempi raccoglievamo funghi Porcini come se non ci fosse un domani e, anzi, continuavamo a farlo per tutto l’intero mese di Ottobre.

Sì certo, è vero che da inizio Ottobre in avanti ci eravamo abbassati di quota per poter riempire i cesti, ma non credi che tutto questo sia del tutto normale con l’arrivo delle prime nevi in montagna?

Se così è stato negli anni passati, credimi, lo sarà anche quest’anno.

Forse, anzi sulle Alpi sicuramente, dovremo abbandonare i luoghi di ricerca d’alta quota a noi tanto cari che, in estate ci hanno regalato bellissimi funghi Porcini, a volte persino in quantità.

Dalle Alpi Marittime alle Giulie la prima neve è caduta, poi anche la seconda e la terza.

La seconda per altro ha letteralmente seppellito prati e boschi dell’alta Lombardia, Svizzera-Austria e Triveneto con spruzzate di neve sulla coda della Depressione anche in Appennino settentrionale.

La terza poi, più democraticamente ha imbiancato anche i monti meno alti, arrivando addirittura a cadere fin verso i 1400/1200 tra Ossola ed Alpi di confine.




Può l’arrivo della neve bloccare definitivamente le nascite di funghi Porcini?

In teoria sì ma, anche questa non va’ intesa come una regola ferrea poiché, in era di Cambiamenti Climatici, ogni anno fa scuola a sé con effetti e reazioni sulle nascite di funghi sempre imprevedibili, per non dire persino inedite.

Ne è riprova l’enorme fioritura di funghi Porcini Rossi (Boletus pinophilus) o Pinicola che, inaspettatamente, e contro ogni ragionevole previsione, sono letteralmente esplosi in piena ondata calda africana di metà Settembre quando, nessuno si attendeva che funghi così amanti del freddo potessero addirittura diventare tappezzanti in alcune zone alpine neppure d’alta quota.

Questo per rimarcare quanto imprevedibili siano i funghi e di come sappiano adattarsi in maniera del tutto inaspettata al clima che cambia, cosa che invece non sappiamo fare altrettanto bene noi umani e molti animali.

Fatte queste dovute precisazioni, diciamo che al Nord Italia la stagione dei funghi ed in particolar modo dei Porcini non può esser ancora considerata chiusa, a patto che questo imprevedibile e pazzo nuovo clima attuale non ci riservi altre pessime e sgraditissime sorprese, tipo: venti sciroccali tempestosi con raffiche fino a 130 km orari, mai visti prima al Nord, o piogge alluvionali con accumuli di 650 mm in sole 18 ore così come accaduto in Valstrona, una piccola vallata poco distante dai laghi d’Orta e Maggiore, o che ci regali, non voluta, un’altra clamorosa piena del fiume Sesia che, in meno di 12 ore ha visto la sua onda di piena crescere a dismisura, tanto da raggiungere i 10 mt d’altezza!

Diciamo che il proseguimento della stagione è, come si sul dire, ‘nelle mani di Dio‘ e, mai come ora, questo modo di dire è stato tanto aderente alla realtà.

DOVE CERCARE I FUNGHI TRA IL WEEKEND ED I GIORNI A SEGUIRE AL NORD

Aggiornamento Meteofunghi 08-10-2020

Se il clima non torna a far pazzie e se si avranno ancora un paio di giornate di bel sole caldo, così come sembra, entro il fine settimana si potrà tornare a raccogliere funghi di molte specie, inclusi i Porcini dalle Alpi Liguri al Carso. Dall’Appennino Ligure alla Romagna.

Le prime nascite di funghi cosiddetti ‘igrofili‘ ovvero che amano terreni ben bagnati, quando non anche zuppi d’acqua, si registrano già in tutti i boschi dal piano alla media montagna.

Mazze di Tamburo per prime, poi anche Russule, Finferle, Trombette dei Morti ed alcune Amanite.

A breve arriveranno a ruota tutti gli altri funghi tipicamente autunnali, sia commestibili che non.

Non mancheranno pure i funghi lignicoli tipici del periodo quali Piopparelli, Chiodini e Pleurotus ed ovviamente i Boleti che amano i forti contrasti termici, ovvero le forti escursioni termiche accentuate tra giorno e notte, tipiche delle stagioni di mezzo.

I primi funghi autunnali non igrofili, ovvero che non amano suoli bagnati, prevedibilmente dovrebbero arrivare entro o subito dopo il primo settimana di Ottobre a partire dai boschi più assolati.

Si candidano perciò ad esser i boschi migliori quelli di pianura, meglio se leggermente rialzati rispetto al piano circostante o con qualche piccolo avvallamento, ed i boschi dei caldi balconi termofili collinari.

Naturalmente al momento il bosco termofilo puro non è ancora ben indicato per buoni ritrovamenti, poiché si tratta di un bosco con suoli troppo drenanti che non trattengono affatto l’acqua, con caldo che, durante le ore assolate, può esser ancora eccessivo per alcune specie fungine.

Meglio rivolgersi verso i boschi caldi ma non puramente termofili, magari privilegiando non tanto i boschi di castagno di collina, quanto i boschi misti di bassa montagna tra i 700 ed i 1000 mt su coste molto assolate di Alpi e Pedemontane, fin verso i 1200 mt in Appennino.




Per quanto riguarda invece i boschi di Abete o Faggio tipici delle Alpi, meglio andare ancora prudenti, poiché le ultime piogge cadute potrebbero ristagnare ancora negativamente nei boschi.

Data la natura delle ultime piogge che hanno prima flagellato il Nordovest, per poi spostarsi a Nordest, è facile attendersi le prime nascite tra Piemonte-Liguria, Lombardia e Pianura Padana occidentale, solo da metà-fine della settimana entrante anche sul Nordest.

Tieni però conto che anche al Nordovest le nascite potrebbero ritardare, come detto, a causa del persistere di una eccessiva umidità nei boschi, col risultato che magari le nascite del Triveneto potrebbero anticipare quelle delle regioni Nordoccidentali.

In Emilia Romagna regna sovrana l’incertezza dopo le incessanti nascite di Settembre. Piogge importanti si sono avute sia a fine Settembre che ad inizio Ottobre. Non è mancata la neve sulle cime di confine con la Toscana, e pure fortissime raffiche di vento, piogge fredde e grandinate.

Al momento è plausibile attendersi una certa pausa in Emilia ma una progressiva rapida ripresa delle nascite in Romagna dalle grandi foreste del Casentino e Pratomagno con sconfinamenti nelle 2 regioni confinanti, alle pinete litoranee, passando per i boschi di faggio dell’Appennino ed i caldi boschi misti di Quercia-Castagno di collina.

In Liguria situazione altrettanto incerta, come detto con grandi piogge un po’ in tutta la regione.

Alluvioni nell’Imperiense hanno fatto pari con i nubifragi ventati del Levante. Al momento è ipotizzabile attendersi buone nascite nella Liguria centrale, la meno martoriata dal maltempo, con piogge abbondanti ma non alluvionali che, finalmente hanno bagnato anche il Beigua, l’alto Orba ed il confinante alto Monferrato alessandrino con piogge che si sono finalmente riviste a Ponzone e Pareto nell’Acquese.

Entro metà mese possiamo tuttavia attenderci nascite importanti in tutta la regione.

Date le stravaganze micologico-climatiche degli ultimi tempi, io ti consiglierei di non fossilizzarti su boschi iper-battuti e stra-noti di collina o montagna, ma piuttosto di provare a tastare inedite boscaglia di pianura, magari pure vicino a centri abitati dove, il caldo micro-clima urbano ha fatto evaporare prima i ristagni d’acqua e quindi anche le prime nascite, anche di funghi Porcini.

Tieni però sempre conto che neppure funghimagazine possiede miracolose sfere di cristallo, perciò non arrabbiarti se, hai seguito pedissequamente le nostre indicazioni, eppure non hai ancora trovato nulla, o comunque nulla che interessava a te (funghi Porcini).

Il nostro ‘Semaforo dei funghi’ ed in particolar modo la nostra MAPPA CRESCITA FUNGHI IN TEMPO REALE in homepage, non fa altro che darti indicazioni di massima, non espliciti inviti a preferire un’area ad un’altra.

CENTRO E SUD ITALIA

Aggiornamento Meteofunghi 08-10-2020

Per quanto riguarda il Centro e Sud Italia, l’avvio dell’autunno è stato tutto sommato abbastanza sereno.

Tolti i fortissimi venti caldi di Ostro-Scirocco che hanno soffiato un po’ ovunque mentre al Nord cadevano piogge alluvionali, per il resto le attese piogge non si sono fatte attendere più di tanto.

Come puoi verificare di persona consultando la pagina PIOGGE ITALIA SETTEMBRE 2020, le mappe ci mostrano piogge abbastanza frequenti in molte aree del Centro Italia, in un secondo tempo anche tra Sud ed Isole.

Come sta procedendo il mese di Ottobre lo puoi verificare invece attraverso la pagina PIOGGE ITALIA OTTOBRE 2020.

In questi giorni ricevo moltissimi messaggi dal Lazio e dalla Campania, segno che c’è molto fermento e molta aspettativa fungina in queste due regioni.

A chi però mi chiede se secondo me è meglio puntare al Matese piuttosto che all’Irpinia, rispondo che solamente chi abita lì vicino o chi ha seguito in diretta via Satellite o attraverso i Radar Meteorologici l’arrivo ed il transito delle piogge, può sapere se è meglio una zona rispetto all’altra.

Domande simili sono davvero troppo specifiche, né potremmo pensare di poter dare indicazioni quotidiane a 15/30.000 lettori ogni giorno, se decidessero di contattarci tutti quanti.

Partiamo dall’argomento che interessa maggiormente tutti i cercatori di funghi d’Italia: i funghi Porcini.

Dove stanno nascendo i funghi Porcini tra Centro e Sud Italia?

Al momento le regioni più favorite e con le nascite migliori sono in assoluto la Toscana e la Calabria.

Qua abbondano sia i Porcini Neri (Boletus aereus) che gli estivi Porcini Estatini (Boletus reticulatus/aestivalis), in buona compagnia di molti altri funghi tipicamente autunnali.

In Toscana le prime migliori nascite si registrano tra i colli della Toscana centrale e la Maremma e coste tirreniche, incluse le Colline Metallifere. Nascite in aumento sono segnalate però anche nel resto della regione dove nel corso degli ultimi 20 giorni si sono avute le piogge migliori. Incerte al momento le sorti dei boschi dell’Appennino. Attendiamo riscontri dai nostri lettori per poterci esprimere in proposito dal momento che di piogge non ne sono mancate ma, qua occorre valutare gli effetti del fortissimo vento pregresso e delle piogge fredde a seguire.

In Calabria le nascite migliori sono partite dai boschi di Quercia delle zone collinari pre-Sila, quindi dai boschi costieri jonici e subito dopo anche tirrenici, al momento ottime nascite si registrano in tutta la regione, a patto che vi siano state piogge degne di nota nelle ultime 2 decadi.

Per la prima volta parlo della Puglia che finalmente si sta risvegliando insieme con Basilicata e Sicilia dal torpore estivo con prime nascite degli apprezzatissimi funghi Cardoncelli.

In Basilicata invece i funghi Porcini risultano al momento presenti principalmente nei boschi attorno al Golfo di Sapri fin verso Lauria-Lagonegro- Fiume Sinni, meno nel resto della regione ma, discrete nascite sono previste entro la fine della prossima settimana con possibile crescendo finale, soprattutto lungo la Basentana e Murge.

Restiamo al Sud con la Sicilia che sta vivendo un buon periodo fungino con ottime nascite sui settori Est e Nord dell’Isola ma, a breve qualche discreta nascita si potrebbe avere anche nel resto dell’Isola, là dov’è piovuto adeguatamente ad inizio Ottobre.

Per chi ancora non si è recato nei boschi siculi, raccomandiamo di affrettarsi perché, sappiamo che i Porcini Neri hanno la pessima abitudine di nascere tutti insieme per un lasso di tempo assai limitato, spesso non più di una manciata di giorni e basta. Non dovrebbero invece mancare ancora per diversi giorni Porcini Estatini e pure Ovoli oltre che molti altri funghi autunnali.

La Sardegna sta vivendo un periodo abbastanza positivo. Le piogge di fine Settembre ed inizio Ottobre non sono mai state particolarmente consistenti, salvo in pochi episodi e zone limitate, ma comunque sufficienti ad aver fatto partire le nascite anche di funghi Porcini su e giù per l’isola.

Al momento i ritrovamenti migliori si possono fare nei settori Nord ed Est perché più frequentemente interessati da temporali di passaggio. Il Sud dell’isola ha visto buone piogge sui settori Ovest ma meno su quelli Est mentre i settori Centroccidentali hanno avuto spesso forti venti ma piogge leggermente più contenute.

In Campania a fine Ottobre ci sono stati diversi nubifragi che hanno già innescato ottime nascite di funghi anche Porcini. Come già accennato, al momento in regione c’è forse persino imbarazzo nella scelta tra Appennino, pre-Appennino, boschi caldi mediterranei. Tolte poche zone, prima o dopo le piogge hanno innaffiato quasi tutta la regione, anche se forse meglio il Matese-Beneventano ed il Salernitano, ma meno ad esempio il Vallo di Diano ed ancor meno il Cilento. Ad Ottobre però le piogge sono giunte anche in queste ultime zone perciò è facile prevedere nascite pure queste aree, anche se forse leggermente in ritardo rispetto al resto della regione.

Umbria superstar con piogge che continuano ad imperversare sin da metà Settembre. Queste piogge però non sempre si sono tradotte in nascite massicce a causa dei forti venti o delle piogge fredde a seguire. Queste riserve riguardano maggiormente l’Appennino ma molto meno la fascia centrale Tiberina e ancor meno le zone collinari, specialmente al confine con Toscana e Lazio.

Nel Lazio per esempio le piogge non si sono tradotte automaticamente in nascite sicure. Tolta la miriade di cercatori presenti nei boschi, così come segnalatoci da molti nostri lettori, vento impetuoso con cadute di alberi e rami prima, grandinate o piogge fredde poi, hanno impedito in alcune zone di poter fare le tanto attese raccolte.

Il Viterbese per esempio è rimasto a secco non in termini di pioggia, quanto di nascite con ritrovamenti di funghi Porcini contenute e, sicuramente di gran lunga inferiori alle attese. Stesso discorso per parte del Reatino che ha avuto ottime nascite fin quasi a fine Settembre per poi vedere un lunghissimo riposo vegetativo, tutt’ora in corso.

Molto meglio le province di Roma, Latina e Frosinone con nascite che, ora più consistenti, ora più rade, continuano ormai da settimane, ovviamente solamente nei boschi meglio interessati dalle piogge. Buono anche il Litorale tirrenico Laziale. Qua buone nascite di funghi autunnali si registrano in quasi tutti i boschi caldi, con anche presenza di funghi Porcini o Ovoli.

Abruzzo invece ancora una volta penalizzato dal freddo notturno non accompagnato da piogge uniformi che spesso hanno visto le alte vette di confine col Lazio impedire alle nubi di scaricare in provincia dell’Aquila o nel Chietino. Va’ decisamente meglio nel Teramano con qualche nascita in più, soprattutto nei boschi caldi di Quercia di collina. Ottobre comunque è iniziato con abbondanti piogge al confine tra Abruzzo e Molise là dov’era piovuto meno a fine Settembre.

Quanto al Molise, non ci sono notizie di ritrovamenti, anche se di piogge non ne sono mancate. Forse il vento secco e le piogge più irregolari qua stanno facendo la differenza così come accade anche in molte zone delle Marche dove in Appennino si sono avute piogge fredde e forti venti, sui colli invece forti venti secchi di caduta. In entrambe le regioni è presumibile attendersi però discreti ritrovamenti entro la fine della prossima settimana, grazie a temporanee piogge cadute ad inizio Ottobre.

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