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Funghi Magazine - Il magazine on-line sui funghi d'Italia. Aggiornamenti funghi, articoli e notizie sui funghi, segnalazioni in tempo reale. dove nascono i funghi e la tabella sulle nascite e crescite dei funghi con il Semaforo dei Funghi

Aggiornamento meteofunghi 10-09-2021 – Tanti funghi Porcini

Dopo lunghissima attesa, chiusa definitivamente la fase rovente africana, ecco che, da Nord a Sud, iniziano a nascere molti più funghi e pure gli attesissimi funghi Porcini. In alcune zone d’Italia se ne trovano già tanti. Vediamo dove

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TORNA IL MALTEMPO IN ITALIA – DOV’E’ PIOVUTO E DOVE PIOVERA’

Aggiornamento meteofunghi 10-09-2021

Si chiude finalmente una bruttissima parentesi meteorologica, che ci ha tenuto compagnia fin troppo a lungo in Italia. Parentesi caratterizzata da un clima insolitamente siccitoso, così come si conviene a tutti i periodi caratterizzati dalla persistenza di tenaci Anticicloni a matrice Africana.

Inutile rimarcare che, questa pessima parentesi meteorologica, l’estate, non è altro che il frutto di un clima che sta prendendo la classica brutta piega.

Come ho già avuto modo di dire molte volte, una maggior brillantezza del sole e, un’atmosfera particolarmente satura di gas ad effetto serra, fanno sì che l’estate mediterranea non sia più quella sana parentesi di bel caldo, piacevole e sopportabile di un tempo, ma si sia trasformata in un periodo infernale di caldo insopportabile e di secco torrido come mai visto prima.

In pratica, le identiche condizioni atmosferiche presenti sul più famoso deserto del Sahara, in estate, sono sempre più facilmente riscontrabili anche in Italia. Talvolta anche nelle stagioni transitorie, ovvero, autunno e primavera.

A pagare le conseguenze maggiori di questa nuova fase climatica avversa, è la Natura tutta, umani inclusi, ma soprattutto il regno dei Fungi che, è basato in massima parte, sulla disponibilità di caldo-umido, indispensabile per la propria sopravvivenza.

Caldo-umido che non va assolutamente d’accordo con il caldo-torrido africano che, di fatto, inibisce l’umidità e quindi rende particolarmente difficile la sopravvivenza di molte specie fungine.

Per semplificare al massimo, immagina una insopportabile giornata di caldo infernale, in cui desideri soltanto metterti a mollo in una piscina, o chiuderti in casa con un condizionatore al massimo della sua potenza, cosa debba sopportare un micelio ed una colonia fungina, i cui filamenti sono migliaia di volte più sensibili rispetto alla nostra pelle, al caldo e soprattutto al secco.

Con temperature dell’aria oltre i 35°C e peggio ancora, prossime ai +40°C le colonie fungine è come se avessero una febbre da cavallo. Entrano in gran sofferenza, si disidratano rapidamente, avvizziscono e poi muoiono.

Se, oltre all’elevata temperatura dell’aria ci si aggiunge anche il rovente calore dei raggi solari che, possono portare la superficie baciata dal sole a raggiungere i +50, +60°C o oltre, capirai facilmente che, è come se il micelio venisse bruciato da un accendino, pur in assenza di un vero incendio.

Non stupirti perciò se, così com’è accaduto in alcune regioni del Centro-Sud Italia, a lungo interessate da un eccesso di caldo-torrido, l’arrivo di un nubifragio che magari scarica al suolo anche 50 o persino 100 millimetri di pioggia, non nascerà un fico secco, neppure là dove si sono avuti gli accumuli di pioggia maggiori.

PERCHE’ IN ALCUNE ZONE NON NASCONO I FUNGHI?

Aggiornamento meteofunghi 10-09-2021

Mi ha scritto una fungaiola dalle Marche, segnalandomi che dalle sue parti, nonostante alcuni nubifragi pregressi, nei boschi non vi fosse presenza di alcuna specie fungina.

Anche dall’Umbria, esattamente da Perugia, da più lettori, mi è stato segnalato che, il Nubifragio le cui immagini hanno fatto il giro dei Social, non ha sortito alcuna nascita di funghi, anzi, già due giorni dopo la tempesta, i boschi erano nuovamente secchissimi come non avesse mai piovuto.

Dovendo giustificare una simile apparente anomalia e quindi dovendo cercare una motivazione plausibile, non ci resta che imputare le mancate nascite ad un eccesso di siccità e calore che han fatto inesorabilmente morire i miceli superficiali.

Un micelio non si costituisce così, dal giorno alla notte, alla velocità della luce, se non ci sono le condizioni ambientali ideali.

Vero è che un micelio, in ottima salute e in un ambiente super-ottimale, può svilupparSi molto rapidamente, costituendo fino ad un metro di filamenti in un’ora.

Ambiente ottimale però significa, substrato umido, non zuppo d’acqua e/o, neppure secco come la carta.

er potersi definire ospitale, un ambiente deve, come minimo, avere un terreno e lettiera friabili e facilmente colonizzabili, da cui poter facilmente estrarre nutrimento ed in cui i giusti tassi d’umidità non mandano in stress o in disidratazione i fragilissimi ed esili filamenti.

Quando, subito dopo una pioggia, ci fiondiamo nei boschi, spinti dalla smania di poter trovare quanti più funghi possibili, troppo spesso ci dimentichiamo che la nostra stessa fretta potrebbero non avercela le colonie fungine, consapevoli che una rondine non fa primavera, perciò allo stesso modo, consapevoli che un isolato nubifragio non è quasi mai l’inizio di una fase climatica ottimale.

Di norma le tempeste estive si formano quando e là, dov’è temporaneamente disponibile molta energia. Dove una massa d’aria fresco-umida d’alta quota, crea i presupposti per formazioni di più o meno estesi sistemi temporaleschi che, uniti tra di loro dalla forza del vento, finiscono per originare importanti tempeste, sempre accompagnate da impetuose raffiche di vento e talvolta anche da più o meno intense grandinate.

Ma non sono queste tempeste, ciò che occorre ai boschi ed ai nostri beneamati funghi.

Aggiornamento meteofunghi 10-09-2021
Aggiornamento meteofunghi 10-09-2021 – Funghi Porcini Neri di Toscana PH. Nicholas Ligori
Aggiornamento meteofunghi 10-09-2021
Aggiornamento meteofunghi 10-09-2021 – Porcino estatino di Toscana – PH: Jacopo Zannoni
Aggiornamento meteofunghi 10-09-2021
Aggiornamento meteofunghi 10-09-2021 – PH: Ovoli di Toscana. @Nicholas Ligori

I MICELI, UNA VERA STAZIONE METEOROLOGICA

Aggiornamento meteofunghi 10-09-2021

I miceli sono microrganismi progettati non soltanto per le normali funzioni di elaborazione ed approvvigionamento della sostanza organica o inorganica, a seconda delle specie e nel breve periodo ma, anche e soprattutto per mantenere attiva e vitale la colonia fungina, costantemente nel tempo, anche per la durata di moltissimi anni.

Un micelio in buona salute, ha anche necessità di espandersi e, per facilitare questa funzione, ha pure la necessità di procreare e di disseminare l’ambiente circostante delle sue preziose spore che, serviranno ad originare nuovi avamposti, che potranno poi esser assorbiti dallo stesso micelio padre o dar luogo a nuove colonie fungine a sé stanti.

Nella perfezione che li caratterizza, i miceli sono perciò in grado di percepire l’ambiente circostante, persino di “misurare” la Pressione Atmosferica → Leggi a tal proposito il mio articolo ► Tanti funghi? Occhio alla Pressione Atmosferica.

Così come i microscopici filamenti di un igrometro analogico reagiscono all’umidità, segnando le variazioni di umidità relativa dell’aria, anche i miceli possono discriminare tra periodi umidi, quindi favorevoli alla fruttificazione e periodi siccitosi, quindi particolarmente avversi alla riproduzione.

Quanto riportato da molti lettori, o quanto mi viene spesso domandato tramite chat Telegram o via email, riguardo all’arrivo di forti temporali, che però non sono stati seguiti da nascite di funghi, può esser facilmente spiegato, analizzando le numerose situazioni avverse che possono impedire ai funghi di nascere e comunque di fruttificare correttamente. Vediamo quali sono le più importanti.

SITUAZIONI AVVERSE CHE IMPEDISCONO AI FUNGHI DI NASCERE

Aggiornamento meteofunghi 10-09-2021 – Situazioni avverse:

  • Eccesso di siccità nell’aria
  • Eccesso di siccità nel substrato, sia lettiera che suolo
  • Piogge troppo sporadiche o troppo leggere, in contesto caldo-secco o peggio ancora torrido
  • Nubifragi mordi e fuggi, rapide tempeste estive
  • Grandinate che esfoliano le piante o creano accumuli al suolo
  • Forti raffiche di vento, prima, durante e/o dopo il temporale
  • Persistenza del vento dopo le piogge
  • Vento favonico
  • Anticicloni Africani
  • Allagamenti persistenti
  • Piogge fredde con ristagni d’acqua che permangono al suolo per molti giorni consecutivi
  • Asfissìa del micelio per mancanza di ossigenazione
  • Asfissìa del micelio per eccesso di formazione di Ozono nel sottobosco (fenomeno legato al Riscaldamento Globale del Pianeta)
  • Proliferare di muffe che competono con i miceli
  • Modifica del pH del terreno ad opera di inquinamento, eccesso di urine animali, fenomeni litologici con trasporto di sostanze inquinanti o sali minerali non adatti alla vegetazione dei funghi
  • Mancanza o persino eccesso di presenza nel substrato di Azoto e Carbonio
  • Mancanza o scarsità di nevicate invernali, ma anche piogge troppo scarse, perciò inadeguata disgregazione invernale delle lettiere di foglie, rami, semi e frutti
  • Fenomeni litologici vari quali: erosione, frane, valanghe
  • Distruzione dei miceli ad opera di fenomeni litologici, animali → leggi in propositoEmergenza Cinghiali. Addio funghi Porcini ,o umani (eccessivo calpestìo, rastrellamenti non ben pianificati, raccolta sistematica di funghi immaturi ecc)
  • Asporto della lettiera, se effettuato in maniera non controllata / adeguatamente pianificata
  • Disboscamenti, o taglio di alberi se non pianificati correttamente
  • Surriscaldamento del suolo per perdita di chiome, ad opera di insetti parassiti, forti raffiche di vento o grandinate
  • Incendi e relativo successivo proliferare di specie colonizzanti quali alte erbe coriacee, felci, eriche/brughi, Robinie pseudoacace o altre specie aliene infestanti quali ► Spirea japonica l’arbusto infestante che scaccia i funghiReynoutria Japonica o Poligono del Giappone – L’alieno che vien dall’Asia
  • In generale, qualsiasi modifica, di qualunque genere, che venga effettuata all’interno dell’ecosistema boschivo e che possa alterare il fragile equilibrio in cui le colonie fungine si creano e proliferano, ivi incluso l’invecchiamento del bosco con eccesso di ombra, assenza di luce e/o sole nel sottobosco, lettiera di foglie troppo spessa, proliferare di specie tipiche del sottobosco, inclusa l’eccessiva germinazione in massa di milioni di semi che generano tappeti di giovani piantine che sottraggono nutrimento ai miceli, ombreggiano o disidratano il substrato superficiale, soprattutto in periodi di prolungata siccità.

Come puoi capire, le avversità che possono impedire ai funghi di fruttificare sono davvero tante, quelle elencate di sopra sono soltanto le prime che mi sono venute in mente, ma potrebbero essercene ancora molte altre.

Non mai automatico l’assioma → forte temporale = nascita funghi

Il Semaforo dei funghi di Funghimagazine può essere quindi un utile strumento d’aiuto all’individuazione delle zone boschive d’Italia che, a seguito di buone piogge e clima favorevole, hanno un più elevato potenziale di nascite di funghi di qualunque tipo, non soltanto di funghi Porcini.

Purtroppo non possediamo, né noi, né nessun altro, l’ambita ‘sfera di cristallo‘, né ambiamo a poterla possedere.

Molti lettori ci hanno chiesto perché non investiamo nella creazione di perfetti algoritmi che possano dirci esattamente dove andare a cercar funghi, certi di trovarne.

La ragione è semplicissima.

► Primo, perché la cosa non ci interessa, dal momento che cercar funghi è per noi, e deve rimanere, un piacevole passatempo, non una sorta di obbligo per poter soddisfare i propri fans, followers, ego o portafogli che siano.

► Secondo, perché le variabili in gioco sono talmente tante, che non esiste e non esisterebbe algoritmo o modello matematico in grado di soddisfarle tutte quante.

La Natura è imprevedibile ed è giusto che imprevedibile lo rimanga.

Che gusto ci sarebbe ad andare nei boschi a ‘raccogliere‘ funghi, così come si raccoglierebbero patate nell’orto?

Siamo certi che ognuno di noi, prima o poi vorrebbe poter togliersi lo sfizio di entrare in un bosco e trovarsi di fronte un tappeto di funghi Porcini pronti per esser raccolti ma, quando questi stanno ovunque ci guardiamo attorno, dopo un po’ la raccolta ci verrebbe a noia perché decadrebbe il gusto dell’incerto, della sfida con la Natura, con la sorte.

Andar per funghi crea dipendenza perché nulla è mai scontato

Già solo pensare ai funghi ti fa aumentare il tasso di adrenalina nel sangue. Adrenalina che ti porta a camminare ore ed ore, a volte spingendoti proprio al limite delle tue forze pur di tornare a casa con gli ambìti funghi.

Se decade la sorpresa, se sai già che entrato nel bosco inizierai a raccogliere funghi immediatamente, a due passi dall’auto, e magari dopo un quarto d’ora avendo il cesto già pieno e non sapendo più dove mettere i funghi, deciderai di tornartene a casa, come fossi stato nell’orto a raccoglier zucchini, che gusto ci sarebbe?

Vero è che, per molti cercatori di funghi dei giorni d’oggi andar per funghi significa alzarsi ancor prima dell’alba, magari avendo dormito solamente un paio d’ore, mettersi in auto e dover affrontare ore di viaggio, costi di carburante e pedaggio autostradale, quindi tempo, fatica, soldi spesi e che perciò, è importante ammortizzare questi costi, non dico con un bottino da favola, ma per lo meno con qualcosa che non assomigli ad un pesante cappotto, ma è anche vero che ciò che ci spinge a fare queste levatacce e queste immani fatiche è sempre l’imponderabile, il gusto della sorpresa nello scoprire di aver pianificato tutto correttamente, soprattutto il posto giunto nel momento giusto.

Funghimagazine attraverso il Semaforo dei funghi, attraverso le Tabelle Crescita funghi, i grafici, o attraverso la Mappa d’Italia, con le zone boschive colorate a seconda delle probabilità che vi siano nascite, o attraverso le Mappe d’Italia della pioggia caduta, può dare grandi o piccoli aiutini, indicazioni di massima, ma mai certezze assolute perché, solamente la Natura è in grado di sapere come si comporterà o come evolverà.

Questi stessi articoli di Aggiornamento meteofunghi, vogliono essere un simpatico, valido e cortese aiuto che intendiamo offrire ai nostri lettori e, i numeri che otteniamo attraverso le certificazioni delle vostre letture, ci spingono a fare sempre di più per migliorarci nell’offerta che possiamo garantirvi.

Siamo felicissimi di scoprire che un articolo è stato letto da 250,000 persone e che la maggior parte di questi lettori, tornano nuovamente a consultare il nostro sito, nonché a leggere gli Aggiornamenti successivi.

Lo scopo del nostro portale rimane comunque sempre quello di offrire un servizio a tutto tondo, il più efficiente possibile, rimanendo però sempre con i piedi per terra (anzi sulla lettiera dei boschi ), certi che, nessuno si arrabbierà se non possediamo ancora l’ambita ‘sfera di cristallo‘.

DOVE STANNO NASCENDO O NASCERANNO I FUNGHI IN QUESTO PERIODO?

Aggiornamento meteofunghi 10-09-2021

Come spesso dico, sarebbe banale dire: dov’è piovuto! Eppure, al momento questa è l’unica certezza, o meglio speranza di certezza che abbiamo a nostra disposizione, per poter prevedere nascite di funghi.

Per facilitarti il compito di sapere dov’è piovuto e comunque dove ci sono le maggiori probabilità di nascite, ma anche di sapere dove altre persone hanno già trovato i funghi, ci accolliamo noi il gravoso compito di spulciare mappe, visionare foto e video dei nostri followers, vagliare e leggere email o comunque report dei nostri lettori.

Una volta tirate le somme, le aggreghiamo in questi articoli di Aggiornamento meteofunghi.

Aggiornamento meteofunghi 10-09-2021
Aggiornamento meteofunghi 10-09-2021 – Boletus edulis delle Alpi
Aggiornamento meteofunghi 10-09-2021
Aggiornamento meteofunghi 10-09-2021 – Boletus edulis delle Alpi
Aggiornamento meteofunghi 10-09-2021
Aggiornamento meteofunghi 10-09-2021 – Boletus edulis delle Alpi

NORD ITALIA

Aggiornamento meteofunghi 10-09-2021

Non è al momento rosea la situazione al Nord Italia, in particolar modo in alcune vaste aree del Nordovest dove la siccità sta diventando un grosso problema, non solo per i funghi, ma anche per l’agricoltura, l’allevamento e normali attività umane.

Tra basso Piemonte e Liguria si sta già razionando l’acqua. Qua ci sono zone che non vedono piovere da più di quattro mesi, addirittura tra Langhe, Roero e parte del Monferrato di confine con la Liguria, dopo le ultime nevicate invernali non si è mai visto piovere.

Un bel problema che non può che esser interpretato come conseguenza diretta dei recenti Cambiamenti Climatici. Senza se e senza ma.

La barriera alpina, ed in parte anche quella appenninica, stanno in pratica ricreando al Nordovest italiano le stesse situazioni desertiche che si verificano anche tra Nord e Sud America, là dove le barriere montuose impediscono alle piogge di giungere al di là dai monti, con veri e propri deserti ormai conclamati da qualche secolo.

Ma se fino ad ora, fenomeni di ‘ombra pluviometrica‘ al di là della barriera alpina, erano relegati al solo periodo invernale, da alcuni decenni a questa parte si verificano durante l’arco dell’intero anno.

Stando così le cose, è comprensibile la ragione per cui il basso Piemonte e buona parte della Liguria, da settimane o mesi a questa parte, sono inesorabilmente colorate di rosso sulla Mappa delle Nascite funghi nella nostra homepage.

Questo ormai in buona parte già lo si sapeva. Com’è quindi la situazione nel resto del Nord Italia?

Purtroppo al momento non troppo migliore.

Nel Torinese si registra qualche timidissima nascita solamente in alta quota, dove ci sono radure che riescono a beneficiare di un minimo di umidità notturna, ovvero della preziosissima rugiada.

Va’ leggermente meglio sulla parte settentrionale della provincia dove, al confine con la Valle d’Aosta e Piemonte si è registrata qualche pioggia in più durante la seconda metà d’Agosto. Non illuderti però, si tratta di nascite sporadiche, giusto pochi esemplari relegati alle poche aree umide al riparo dal vento e prossimi a corsi d’acqua.

Se il basso Piemonte piange, Biellese, Valsesia e Verbano Cusio Ossola di certo non ridono.

Qua i veri conoscitori del territorio sanno individuare le poche aree ‘fertili‘ con l’aiuto del monitoraggio dei Radar Meteorologici al fine di capire con esattezza se e dove è effettivamente piovuto. Occhio che il web, ed in particolar modo i Social sanno essere micidiali.

Orde di bontemponi o mitomani si divertono a metter in giro voci che nella località xy si stanno trovando zaini di funghi, e tutti a partire come pecore, salvo poi scoprire che le foto erano magari dell’anno prima o le segnalazioni prive di alcun fondamento.

In Valle d’Aosta, dopo un lungo mese di ottime nascite, dovute al ritorno della pioggia, in una regione che non vedeva piovere in estate ormai da troppo tempo, la super buttata è ormai giunta al capolinea.

Di nascite se ne registrano ancora, anche se molto sporadiche ma, al momento le riescono ad individuare solamente i veri conoscitori dei boschi della zona. Se non sei un abitudinario, lascia perdere ed evita il lungo viaggio per recarti in Valle.

Molto meglio piuttosto sconfinare e recarti in Alta Savoia dove, non si è avuto l’effetto barriera alpina, anzi qua i pochi temporali che hanno sfidato l’Anticiclone Africano, sono giunti sopravvento e non sottovento come in Piemonte.

Anche in Svizzera meridionale dopo le alluvioni a cavallo tra fine Luglio ed i primi di Agosto, la pioggia, mai come ora, può dirsi acqua passata. Passata l’acqua, sopraggiunto il vento secco da Est-Nordest i boschi si sono seccati ed i funghi hanno smesso di nascere.

Alcune sporadiche nascite si registrano ancora qua e là, in boschi molto ben riparati dal vento con corsi d’acqua che garantiscono un minimo di umidità. Peggio nel Vallese e Canton Ticino, meglio nei Grigioni.

In Lombardia è ugualmente finita la pacchia ormai da tempo. La pioggia alluvionale di fine Luglio è solo un lontano ricordo. Anche in questo caso la preziosa acqua se né scivolata a valle e attraverso i locali fiumi riversata in Adriatico.

La Pianura Padana è riarsa dalla siccità, le pedemontane e le Prealpi risentono del caldo torrido che ancora sale attraverso le vallate. Le poche nascite del periodo sono segnalate nei boschi d’alta quota, quei boschi impervi dove in pochi osano arrivare, meglio se con conche umide al riparo dal vento.

Va leggermente meglio al confine con la Svizzera ed Alto Adige.

Nel Triveneto si è invece avuto il problema opposto al Nordovest.

Qua l’arrivo di freschi sbuffi d’aria Continentale ha portato ad un repentino abbassamento delle temperature con piogge fredde che localmente hanno ristagnato al suolo per diversi giorni, suffragati poi da nuovi apporti idrici dovuti ad ulteriori temporali che hanno fatto piovere sul piovuto.

Molti nostri lettori in vacanza in Trentino Alto Adige ci hanno riferito di boschi troppo umidi, zuppi d’acqua con persino i Galletti / Finferli fradici, per quanta pioggia avevano assorbito.

Naturalmente là dove vi sono stati eccessi di pioggia fredda non è nato nulla perché si sa, in linea di massima, il “Porcino vuole il piede asciutto”.

Ma non piangiamo il morto prima che il malato muoia. Le piogge non sono state omogenee neppure nel Triveneto. In alcune zone è piovuto molto e frequentemente, in altre molto meno e meno frequentemente.

La riprova è che, i cercatori attenti, che non partono all’avventura, ma pianificano la propria uscita attentamente, dopo aver vagliato tutti i pro ed i contro, mappe meteo, pluviometri, segnalazioni, Semaforo dei funghi ecc, a casa ci tornano con i funghi nello zaino e non con le pive nel sacco.

Ci sono dunque zone ancora ben produttive, molte alte invece completamente improduttive. Così come piove a macchia di leopardo, anche le nascite stanno verificandosi solo a zone.

Nel Veneto per esempio ci sono state piogge a fine Agosto, anche bei forti temporali seguiti poi da aria più secca ma non più rovente come prima. Qua si stanno dunque realizzando le condizioni migliori per imminenti nascite.

Valpolicella, Veronese in genere, quindi Baldo, Grappa e persino colli Berici, Euganei hanno ricevuto buone piogge. Dove non è soffiato forte il vento dopo i temporali, ora si hanno le più alte probabilità di imminenti nascite.

I colli Pedemontani hanno avuto discreti temporali, molta pioggia seguita dal sole è caduta nel Trevigiano ed in provincia di Venezia. Le Dolomiti venete invece hanno avuto piogge fredde seguite poi dal forte vento che ha inibito le nascite così come accaduto nella vicina Carnia e sulle Alpi Giulie dove, a distanza dei classici 10/12 giorni dopo le ultime piogge, potrebbe riprendere la fruttificazione dei Porcini. Buone fruttificazioni a breve o già iniziate sui colli di confine con la Slovenia e pure oltre confine.

→ Vorrei tuttavia ricordare ai nostri lettori che, là dove si registrano ottime nascite di funghi igrofili quali Finferli, Finferle, Trombette dei Morti e Russule, potrebbero non esserci le condizioni ideali per la fruttificazione dei funghi Porcini, perché tutti questi funghi hanno esigenze diametralmente opposte.

I primi vogliono il bosco bagnato, i Porcini invece lo vogliono tendenzialmente asciutto, certo non arido, ma sicuramente non bagnato, men che meno pregno d’acqua.

COME ANDRA’ A FINIRE? COME EVOLVERA’ IL TEMPO SULL’ITALIA?

 

Aggiornamento meteofunghi 10-09-2021

Al momento le previsioni del tempo ci dicono che, entro metà mese potrebbe formarsi una interessante Depressione sull’Europa Occidentale, foriera di correnti umide da Sud sull’Italia.

Per ora è difficile poter dire se queste correnti meridionali saranno caldo-secche oppure caldo-umide.

Di certo inizialmente nei prossimi giorni l’instabilità potrebbe proseguire al Centro-Sud, prima sul Tirreno, poi tra Adriatico ed Jonio.

A metà mese il caldo torrido potrebbe tornare sulla Sardegna, ma è anche possibile che si tratti di caldo umido. Già verso il 17 o al massimo 18 del mese la bolla calda africana arretrerebbe nuovamente portandosi sul Canale di Sicilia mentre da Ovest o Nordest aria fresca ed instabile potrebbe giungere tra Centro e Nord.

Non si tratterà però ancora di vere e proprie Depressioni con importanti Perturbazioni al seguito, ma solamente di Linee di Instabilità che si formeranno qua e là, disordinatamente, alternate ad altrettanti rasserenamenti.

Le grandi piogge autunnali sono dunque ancora ben ben oltre l’orizzonte.

L’arrivo tuttavia di aria più umida, non più d’estrazione africana, favorirà l’instabilità atmosferica, diverse piogge, docce, temporali sparsi e dove pioverà, forti della disponibilità d’aria meno calda, visto il progressivo accorciamento delle ore di sole e luce, pochi millimetri di pioggia, se caduti con buona frequenza, potrebbero comunque dar luogo ad ottime buttate di funghi, quelle buttate che da sempre caratterizzano i mesi di Settembre ed Ottobre in Italia.

CENTRO E SUD ITALIA

Aggiornamento meteofunghi 10-09-2021

Tenendo sempre l’Emilia Romagna relegata al Centro, non tanto per latitudine, lo sappiamo che la regione si trova al Nord, quanto per omogeneità meteorologica, trovandosi a Sud del Po, potremmo stendere un velo pietoso anche sull’Emilia Romagna dato il perdurare di siccità, con pochissime isole felici.

Nel corso degli ultimi 15 giorni poche piogge, per lo più relegate alle zone montane delle province di Reggio e Modena poi anche verso la Romagna di Forlì-Cesena.

Là dove ci sono conche riparate dal vento con corsi d’acqua qualcosa si trova. I Porcini non sono un miraggio ma, non pensare di far cesto. Al più mezzo cestino se sei fortunato. Le zone collinari da Porcini Neri, Ovoli ed Estatini sono al momento completamente improduttive.

In Toscana, i più fortunati e attenti lettori, hanno invece fatto cesto nel corso degli ultimi giorni. Come spesso accade però molti cercatori sono e rimangono scettici fin tanto che non iniziano a veder circolare foto di cesti di funghi su Facebook o altri Social ma, la verità è che, quando i funghi stanno lì, orami potrebbe già esser troppo tardi perché i cercatori più scaltri le foto non le pubblicano certo nel momento in cui c’è buttata e potrebbero attirare centinaia di altri concorrenti.

Loro lasciano che la buttata giunga al termine e, quando ormai si trovano solamente funghi adulti, eccoli a spammare ovunque per poter tenere alto il proprio prestigio.

Diversi lettori mi hanno chiesto consiglio, gli ho dato indicazioni precise ma non si sono fidati. Quando finalmente hanno deciso di buttarsi nella mischia però, ormai era troppo tardi. Non ho la sfera di cristallo ma, a volte la simulo pure io!

Al momento le nascite migliori sono già giunte al capolinea. La pioggia ha sortito buoni frutti ma la buttata, come prevedibile, ha avuto una brevissima durata.

Aggiornamento meteofunghi 10-09-2021
Aggiornamento meteofunghi 10-09-2021 – Ovolo reale di Toscana @Nicholas ligori
Aggiornamento meteofunghi 10-09-2021
Aggiornamento meteofunghi 10-09-2021 – Simpatica immagine dal bosco di Toscana @Nicholas Ligori
Aggiornamento meteofunghi 10-09-2021
Aggiornamento meteofunghi 10-09-2021 – Boletus aereus di Toscana @Nicholas Ligori

Lasciate le colline toscane, ci spostiamo in Appennino dove, una vera e propria buttata non c’è mai stata, ma per lo meno, qualche buona nascita è ancora garantita. Dal Falterona al Cimone qualche temporale c’è stato, in assenza di vento e, fuori dai boschi fitti, qualcosa ancora si trova e per qualche giorno si troverà.

Tra Marche ed Umbria situazione difficile. Qua i nubifragi di fine Agosto hanno fatto più danni che bene. Piogge violente e grandinate, talvolta anche con buon accumulo, hanno devastato i boschi, appiattendo la lettiera di foglie che, compressa e poi surriscaldata, ha creato asfissìa tra i miceli, già sofferenti per eccesso di calore, siccità e lungo periodo torrido.

Come detto quindi, non sempre un isolato nubifragio, anche se con accumuli di pioggia superiori ai 50 mm può far miracoli, anzi! Trascorso un certo lasso di tempo dai nubifragi in questione e forti di nuove piogge cadute, alcuni miceli sono riusciti a ricostituirsi e dar luogo a timide nascite.

Meglio al confine tra Marche ed Umbria, meno bene al confine tra Umbria-Toscana-Lazio, ancor peggio a Sud di Perugia.

→ Una piccola chicca: forse in molti non lo sanno ma al momento in zona a risultare produttivi non sono Lecci e Querce in genere, neppure i Castagni o i Faggi, men che meno i Pini ma i boschi misti e radi in cui sono presenti per lo più Carpini, Ornielli, Corbezzolo, Tiglio, qualche Castagno ed isolate Querce. La ragione è che questi alberi di solito hanno chiome assai meno fitte rispetto a Faggi e Castagni e lasciano passare molta più acqua durante i temporali.

Anche nel Lazio ed Abruzzo ci sono state ottime nascite ma ormai le buttate sono quasi del tutto terminate. Qualche nascita si registra ancora al confine con l’Abruzzo e la Campania o tra Abruzzo e Molise.

Le zone montane superiori sarebbero ideali per le nascite di funghi perché lì è piovuto di più ma, ha anche fatto insolitamente freddo perciò, di funghi ne sono per ora nati pochi. Per esempio Maiella e Gran Sasso hanno registrato fin’ora nascite col contagocce. E’ andata meglio sui monti prossimi ai 1200/1500 metri, peggio a quote inferiori e superiori.

In zona sono però previste ulteriori piogge che non mancheranno di far ripartire a breve una nuova buttata.

Campania, Molise, Basilicata e Puglia hanno avuto buone piogge, frequenti e talvolta anche con quantitativi interessanti.

In alcune zone del Molise però in alta montagna ha persino fatto freddo. Il Sannio al momento è tra le zone favorite insieme con il Matese molisano e l’Irpinia.

Tutta la vasta zona di confine con la Basilicata, fin sulla valle del Sele, ha avuto buone o ottime piogge. Nascite ancora ottime si registrano in Basilicata occidentale e sud occidentale fin sul Sinni-Pollino. Ancora per qualche giorno dovrebbero esserci le condizioni ideali per nascite al confine tra BradanoBasilicata e Tarantino, Murge meridionali. Meno favorite le zone centrali della regione.

In Calabria si registrano ottime nascite di Porcini edulis in Sila, al momento sembrano favoriti i boschi di solo Faggio o misti Faggio-Pino, rispetto ai boschi di solo Pino ma, la persistenza di fenomeni temporaleschi negli ultimi 15 giorni, dovrebbe far partire a breve ottime buttate di Pinicola ed Edulis tra i Pini, oltre che Estatini e Porcini Neri sui contrafforti collinari che affacciano su Catanzaro e Cosenza oltre che sulla Catena Costiera, in particolar modo Orsomarso-Argentino-Lao.

Tra Serre ed Aspromonte-Reggino le piogge, buone, sono state più recenti, anche particolarmente abbondanti lungo la Costa Viola. Ottime nascite sono dunque attese entro o dopo metà mese dal Lametino-Vibonese-Poro alle porte di Villa San Giovanni. Al momento meno favoriti i boschi tra Serra San Bruno-Limina e Gerace-Bovalino.

In Sicilia finalmente si tira una boccata d’ossigeno. Piogge ottime e a volte anche ripetute si sono avute sui settori Est dell’isola, poi Nord ed infine anche Ovest e Sud. Insomma dove prima, dove dopo finalmente è piovuto quasi ovunque. Poco o tanto si è rivista la pioggia.

Ciò non vuol dire che ora nasceranno necessariamente e subito i funghi. Come detto in apertura, un micelio a lungo stressato dal caldo-torrido potrebbe anche morire completamente. La sua ri-costituzione non è garantito che avvenga nel corso di 15/20 giorni o un mese, talvolta occorrono anche molti più giorni o mesi.

Per sapere come hanno reagito i miceli, non si può far altro che spostarsi ed andare a vedere con i propri occhi. Funghimagazine tuttavia segnalerà che in tutta l’isola ci saranno condizioni ideali per le fruttificazioni, le prime delle quali sono già iniziate tra Etna, Nebrodi e Peloritani.

Infine la Sardegna che, dopo la lunghissima e stressante estate 2021 non vede l’ora di poter finalmente uscire da una situazione di grave siccità. Sull’isola timidi locali docce si sono già avute a fine Agosto, isolate irrisorie.

Con l’arrivo di Settembre, qualche doccia in più a Nord e poi a Sud. Venerdì 10-09-2021 ha segnato il ritorno dei temporali su tutta l’isola ma, le zone interne del Nuorese e Sardegna sudorientale di pioggia ne hanno per ora vista ben poca. Molte nubi, alcuni temporali secchi con tuoni ma senza pioggia. E’ andata meglio lungo le coste con nubifragio alle porte di Cagliari e piogge molto forti sul Nordest.

La pioggia è giunta anche sulla vicina Corsica e parte dell’Arcipelago Toscano.

Aggiornamento meteofunghi 10-09-2021 – Tanti funghi Porcini

Per concludere una nota. Il titolo dice: Tanti funghi Porcini.

Dopo quanto detto sembrerà strano, eppure, mai come ora, nelle poche zone in cui si registrano nascite di funghi, perché si creano le condizioni climatiche ottimali, le colonie fungine non si fanno certo pregare a fruttificare in massa.

Accade così che, in poche zone, si riesca a riempire il cesto in men che non si dica. Non sempre va così bene. A volte occorre comunque camminare diverse ore, soprattutto là dove i boschi sono più esposti al vento, tuttavia in questi ultimi giorni di ottime nascite con tanti funghi da raccogliere non sono mancate, soprattutto in Toscana e Calabria.

WEEKEND 10-12 AGOSTO, DOVE ANDARE A FUNGHI?

Presumibilmente, il secondo weekend di Agosto potrebbe riservare inattese sorprese in limitate zone del Piemonte e Valle d’Aosta.

Molto meglio in Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia.

Discretamente bene in tutta la fascia Appenninica dall’Abetone al Pollino ed Aspromonte. Meglio in limitate zone dell’Umbria e Basilicata, molto meglio tra Calabria e Sicilia.

Bollino nero per Sud Piemonte, Liguria e gran parte dell’Emilia Romagna.

Bollino rosso per parte della Toscana, quasi tutto il Lazio, Marche meridionali ed Abruzzo.

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