Aggiornamento Porcini 09-11-2023 - Boletus aereus

Funghi Porcini? Ce n’è ancora a volontà. Ecco dove. Aggiornamento Porcini 09-11-2023

Funghi Porcini? Ce ne sono ancora e, localmente anche a volontà


In copertina: bellissimo cesto di Porcini Neri-Bronzini. Foto di Nicholas Ligori@Chat Funghimagazine Telegram.

Abbiamo immortalato in un video, una eccezionale buttata di funghi Porcini, nati in media collina termofila nel Piemonte settentrionale, in un bosco a base di Quercia canadese. Il video l’ho girato personalmente il giorno lunedì 13 novembre 2023, come da previsione. Guardalo fino in fondo sul nostro Canale YouTube, ci troverai tante gradite sorprese fino all’ultimo minuto di video.

Video YouTube Funghi Porcini Novembre 2023Scopri anche i nostri ultimi video sul canale YouTube FM: clicca sull’immagine per guardare il video! 👇👇

🎥 FUNGHI PORCINI NOVEMBRE 2023 | Ultime meraviglie nei boschi di querce e ornielli!

Funghi Porcini del 19 novembre 2023🎥 I Porcini arrivano in Città 🍄 Novembre 2023
I Porcini arrivano in Città

🔴 Canale Funghimagazine@YouTube


Aggiornamento Porcini 09-11-2023 – Prima parte – Introduzione

Tra la maggior parte dei cercatori di funghi italiani, c’era grande scetticismo circa la possibilità che a Novembre potessero ancora nascere molti funghi Porcini ma, nonostante il pessimismo e nonostante le forti piogge continue, alternate a importanti tempeste di vento, alla fine i funghi Porcini sono arrivati, quasi puntuali, là dove si sono ancora realizzate le condizioni ideali per la loro fruttificazione.

Lo scetticismo maggiore era dovuta al fatto che, il calendario, inesorabilmente ci mostrava il passare del tempo, l’approssimarsi dell’inverno e la consapevolezza che, di norma, il mese di Novembre non sarebbe uno dei mesi migliori per le nascite di funghi Porcini.

L’uso del condizionale però è d’obbligo, poiché nel corso degli ultimi decenni, ed in particolar modo degli ultimi anni, abbiamo assistito ad un progressivo dilatamento della stagione autunnale che, inizia sempre più tardi e finisce molto spesso per caratterizzare l’intera prima parte dell’inverno.

Fino all’avvio degli anni 2000, pensare di avere boschi ancora così verdi a inizio Novembre era quasi impensabile. Oggi mentre scrivo questo nuovo post, anche i boschi alpini sono ancora ben vivi e ben distanti dall’essere già in piena quiescienza, ovvero nel lungo letargo invernale.

Tanto le Querce, quanto i Castagni sono ancora ben verdeggianti, solamente i Faggi iniziano ad avere le foglie ingiallenti e, solo alle quote montane ce le hanno già aranciate-marroncine ma comunque, neppure qua sono ancora del tutto cadute a terra.

Ricordiamoci che i funghi Porcini sono funghi micorrizici, la cui vegetazione, e relativa fruttificazione, è legata mani e piedi a quella delle piante simbionti. Vero è che sono funghi che non amano il gelo, sopportano mal volentieri il freddo ma, essendo privi di clorofilla, hanno necessità di procurarsi i carboidrati, utilizzando foglie non proprie, ovvero le foglie degli alberi con cui creano una simbiosi-micorrizica e, fin tanto che sugli alberi ci sono foglie verdi, potranno ancora beneficiare di nutrienti altamente energetici, offerti loro con generosità dalle piante.

Ti consiglio di leggere in proposito le seguenti voci della nostra sezione Enciclopedia:
Abiotico

Defogliazione

Micorriza

Nutrimento

Quiescenza

Trealosio

Puoi anche consultare la categoria: Simbionte-micorrizico o i tag: Simbiosi, Simbionti, Funghi Simbionti.

Aggiornamento Porcini 09-11-2023 - Autunno Larici
Aggiornamento Porcini 09-11-2023 – Autunno nelle valli del Cuneese. PH@Rosella SV

Aggiornamento Porcini 09-11-2023

Avere boschi ancora ben verdeggianti significa dunque avere colonie fungine ben vive e tutt’altro che quiescenti, quindi ancora ben distanti dall’entrare nella fase del letargo invernale. Questo non significa però, automaticamente che, ogni colonia fungina potrà ancora andare a frutto. La fruttificazione dei funghi, la generazione dei corpi fruttiferi, è legata a condizioni ambientali che, se non propriamente ottimali, dovranno comunque essere sufficienti a garantire la completa maturazione delle spore, quindi il completamento del ciclo sessuale dei funghi.

La nascita dei carpofori (corpi fruttiferi) è perciò soggetta ai capricci meteorologici. Come sappiamo, occorrono infatti temperature ottimali, piogge frequenti, più che abbondanti, buoni tassi d’umidità dell’aria e dei suoli, rugiada notturna, venti giusti in grado di eliminare gli eccessi d’umidità e di trasportare lontano le proprie spore, oltre che il giusto irraggiamento solare, senza il quale, i carpofori rimarrebbero albini, prolifererebbero le muffe abiotiche e si avrebbero diffusi fenomeni di marcescenza.

Questo per farti capire che, ora più che mai, le colonie fungine sono ancora in grado di fruttificare ma che, la fruttificazione potrà avvenire solamente in quei luoghi ideali, in cui le condizioni, i fattori biotici (favorenti la vita), siano maggioritari rispetto ai fattori abiotici.

Fatte queste dovute puntualizzazioni, veniamo alla domanda che in queste ultime tre settimane mi viene posta quotidianamente, quasi con insistenza:

Cosa ti fa pensare che ci saranno ulteriori nascite di funghi Porcini?

Aggiornamento Porcini 09-11-2023 – Seconda parte

Ho diviso le risposte in sette punti focali che sono:

1 – Fotosintesi clorofilliana

Come appena detto, se ci sono ancora molti alberi completamente verdi o ancora ben verdeggianti, le piante svolgono ancora in piena efficienza il meccanismo della fotosintesi clorofiliana, indispensabile a fornire vitali carboidrati ai funghi simbionti.

2 – Caldo anomalo

Il clima attuale è decisamente meno freddo di quel che ci appare. É sicuramente decisamente più freddo rispetto al caldo anomalo, ancora registrato durante il mese di Ottobre, che per inciso è stato l’Ottobre più caldo da quando si registrano dati meteo, ma ancora ben più caldo del normale.

3 – Neve

La neve fino ad ora, è caduta quasi esclusivamente in alta quota ma, tra Ottobre e Novembre, ci aspetteremmo che inizi a nevicare regolarmente oltre i 2200, poi 1200 e persino 1000 mt, e non oltre i 3200 metri, com’è invece accaduto per quasi tutto il mese di Ottobre. Solamente nel primo weekend di Novembre abbiamo avuto le prime spruzzate di neve fin verso i 1500 mt o poco sotto, ma già il giorno dopo la nevicata, la neve risultava del tutto sciolta al di sotto dei 2000 mt.

Tra la fine degli anni ’70 ed i primi anni ’80 nell’ultima settimana di Ottobre, nevicava già fin sulle basse colline piemontesi e lombarde e, per Ognissanti si andava nei cimiteri pestando neve anche in Pianura Padana.

4 – Brina e nebbia

Altri due fenomeni meteorologici che vanno scomparendo dalla Pianura Padana e, in sostanza anche dalle vallate alpine ed appenniniche. Per trovare la prima brinata notturna al Nord, dobbiamo andare fino al 4 di Novembre, contro il 4 di Ottobre degli anni precedenti al 2000.

5 – Specie fungine igrofile

Dati i grandi quantitativi di pioggia caduta nel corso delle ultime settimane – in pratica sin dal 19 di Ottobre, quando si è aperta la porta Atlantica, per altro non ancora chiusa – sin dall’ultima settiman di Ottobre è stato tutto un fiorire di specie fungine igrofile (che amano gli eccessi d’umidità).

Ad oggi, da ogni parte d’Italia, ove è piovuto in quantità, ci vengono segnalate nascite massicce di funghi igrofili e, questo sarebbe anche piuttosto normale ma, quello che non è affatto normale, è che molte di queste specie, non sono tipicamente tardo autunnali o invernali, ma sono specie tipicamente estive.

6 -Funghi estivi

Senza giri di parole, passato il picco delle piogge, dopo un paio di giorni di bel sole mite, ecco che tra prati e boschi sono ritornati i primi funghi tipicamente estivi.

Per intenderci, i funghi Galletti, nella classica varietà del Cantharellus cibarius, tutto sono, tranne che funghi tipici del periodo. Sono funghi tipicamente estivi che iniziano a fruttificare dal mese di Luglio quando i boschi tornano ad esser finalmente caldi, eppure se ne trovano ancora, e spesso persino giganti, sui colli pedemontani del Nord, oltre che nel resto d’Italia. Noi ne abbiamo ancora trovati alcuni nella giornata di mercoledì 8/11/2023, e bada bene che, non si trattava di specie di Cantarelli autunnali (C. ferruginascens, C. melanoxeros, C. amethysteus o C. alborufescens).

Che dire poi delle Mazze di Tamburo, funghi che, se non fa abbastanza caldo, a fine primavera stentano a nascere, rimandando le nascite ad estate inoltrata, attendendo periodi caldi e fortemente umidi con temporali.

All’indomani delle grandi piogge senza interruzione di fine Ottobre, con le prime timide giornate soleggiate di inizio Novembre, nei boschi a Nord del Po, soprattutto di Piemonte e Lombardia, dove sono giunte prima le schiarite con miti cenni di sole, è stata una vera e propria esplosione di fruttificazioni di questi funghi che, tutto sono, tranne che funghi pre-invernali.

Nostri lettori ci hanno inviato foto e video di colonie da 20/30 o addirittura 50 Mazze di Tamburo, disposte su pochi metri quadri e, noi stessi ne abbiamo censite più di una di queste.

Aggiornamento Porcini 09-11-2023 - Mazze di Tamburo
Aggiornamento Porcini 09-11-2023 – Mazze di Tamburo PH@FM

Dove il vento di Libeccio è soffiato più forte ed insistentemente, i boschi si sono asciugati prima, è accaduto per esempio sulla Liguria di Levante, in Toscana, Lazio e Campania e quindi, qua si sono potute avere buone nascite di funghi, con l’arrivo già di poche giornate di sole e, la cosa che ha lasciato molti lettori stupiti è stata che, insieme con i Porcini Neri-Bronzini (Boletus aereus) sono tornati pure i Porcini Estivi-Estatini-Fioroni (B. reticulatus/aestivalis), funghi che non ti aspetteresti di trovare ancora nei boschi, durante la prima decade di Novembre, essendo più tipici delle primavera ed estate.

7 – Grandi assenti




Tra i funghi tipici del periodo che ancora risultano latitanti, ci sono i funghi Chiodini, apparsi qua e là, a macchia di leopardo in pochi spot umidi-ombrosi ma, non ancora comparsi a macchia d’olio in tutt’Italia, ciò dovuto all’assenza di freddo vero ed in forma continuativa.

Assenti, per ora, anche i funghi che tra Ottobre e Novembre tutti ci attenderemmo, ovvero i Rossi Porcini Pinicola (Boletus pinophilus). Apparsi a più riprese dalla primavera all’autunno, all’indomani di qualsivoglia shock termico, provocato da locali temporali freddi con grandinate o con grandine già sciolta, quindi molto fredda, ma mai veri protagonisti di importanti buttate, a parte in poche specifiche zone alpine.

Sulla coda della stagione dei funghi Porcini, in genere ci attendiamo una importante buttata finale di Porcini rossi, che quest’anno però non c’è ancora stata.

I Funghi Paonazzi o Lardaioli, sono tipicamente invernali ma, le prime fruttificazioni si registrano già con l’arrivo delle prime piogge fredde di metà Ottobre. Ad oggi, nascite di questi funghi se ne registrano ben poche e con loro mancano all’appello praticamente quasi tutti i funghi tipicamente invernali.

Leggi a tal proposito i due articoli: Quali sono i funghi tipici di fine autunno tra Ottobre e NovembreAndar per funghi in Inverno.

Dove stanno nascendo ora i funghi Porcini in Italia?

Aggiornamento Porcini 09-11-2023 – Terza parte

Fatte le dovute considerazioni relative ad un clima che, tutto fa pensare tranne che sia iniziato il mese di Novembre – semmai più facilmente quello di Ottobre – vediamo dove, nonostante la tanta pioggia caduta ed i primi cenni di freddo, i funghi Porcini già stanno nascendo.

Partiamo con le coste tirreniche, raggiunte da tutte le Perturbazioni, precedute da fortissimi venti di Libeccio e seguite da altrettanti forti venti di Maestrale.

Qua l’abbondanza di pioggia è stata mitigata dallo stesso vento, che ha spinto le Perturbazioni dal Nord Atlantico fin nel cuore del Mediterraneo. Vento che, come già accennato, ha in parte fatto evaporare gli eccessi d’umidità e quindi, ha asciugato più velocemente i boschi sferzati dalle forti raffiche.

Da giorni si trovano Porcini Neri-Bronzini (ma anche Porcini estatini e pure sporadici edulis) in Campania, dapprima solamente lungo le coste, poi anche nell’entroterra ed ora persino sui locali monti.

Sono quindi partite le prime nascite lungo le coste tirreniche di Lucania e Cosentino e, a macchia d’olio le nascite si sono estese anche al resto della Basilicata e sulla Sila occidentale, oltre che, ovviamente sulla Catena Costiera.

É stato poi il turno delle coste tirreniche di Lazio e Toscana con fulcro di nascite in Maremma e successivamente anche nelle zone interne. Al momento le nascite di Porcini si registrano in quasi tutto il Lazio, ad eccezione delle zone montane superiori, ed in Toscana, anche qua, ad eccezione delle zone appenniniche.

Man mano che le giornate di sole si susseguono, oppure là dove il vento è soffiato più insistentemente, asciugando prima i terreni, i Porcini sono iniziati a nascere anche nella Liguria di Levante, partendo dalle zone costiere ed ora espandendosi anche al primo entroterra.

Nascite non importanti ma presenti, sono segnalate nella Liguria di Ponente dove, curiosamente è possibile fare il Poker di funghi Porcini con tutte e quattro le specie porcine presenti, (B. aereus, B. edulis, B. pinophilus, B. reticulatus/aestivalis). Anche qua le nascite migliori riguardano i settori costieri, prevalentemente tra macchia mediterranea, gariga e bosco mediterraneo non fitto, con prime nascite fino in alta collina.

Quasi a sorpresa, finalmente, iniziano a nascere funghi Porcini anche in Sardegna. L’isola è stata raggiunta da piogge mai copiose ma piuttosto frequenti con nascite migliori dove le piogge sono state migliori e frequenti, ovvero sui settori Ovest dell’isola con nascite scarse o assenti man mano che ci si sposta verso Est, soprattutto nel Cagliaritano dove le piogge sono quasi del tutto mancate.

Aggiornamento Porcini 09-11-2023 -Autunno in Piemonte
Aggiornamento Porcini 09-11-2023 -Autunno in Piemonte ma con foglie ancora ben verdi

Dove nasceranno nei prossimi giorni i funghi Porcini in Italia?

Aggiornamento Porcini 09-11-2023 – Quarta parte

Più che citare specifiche regioni, province o zone, sarà il caso di parlare di ecosistemi adatti ad ulteriori fruttificazioni di funghi Porcini.

Data la stagione avanzata, qualsiasi bosco rischia di vedere un vero e proprio tracollo di nascite, anche improvviso e senza troppi preavvisi, dovuto ad improvvise irruzioni fredde foriere di nevicate, freddo, gelo, brina.

Diciamo che, la persistenza di caldo anomalo durante il mese di Ottobre, ha mantenuto ben tiepidi i substrati di vegetazione dei Porcini, tanto i suoli, quanto le lettiere. In un contesto ancora decisamente più caldo del normale, sono arrivate le prime abbondanti piogge che, di fatto, hanno permesso a milioni di spore di idratarsi, schiudersi, germinare ed iniziare a produrre nuovi miceli fertili che, col passare dei giorni sono rimasti in stand-by, in attesa che smettesse di piovere per poter fruttificare.

Purtroppo per noi, ma per fortuna per le colonie fungine, la pioggia non si è fermata dopo pochi giorni, ma è proseguita ad oltranza fino alle prime giornate di Novembre. É continuato a piovere sul bagnato e le prima nascite sono state rimandate giorno dopo giorno.

Qualcuno, soprattutto al Nord, si è un po’ spazientito da questa lunga persistenza delle piogge e, verificato che i giorni passavano, che il calandario ci mostrava un Dicembre sempre più imminente, con prime brinate notturne e primi cenni di più freddo, ha deciso di gettare le spugna e di appendere definitivamente il cesto al chiodo.

I più mi scrivono che secondo loro non ci saranno ulteriori nascite e che, passata la fase di punta delle regioni Tirreniche, tra qualche giorno non sentiremo più parlare di funghi Porcini fino al prossimo mese di Maggio ma, questa è una visione del tutto pessimistica e poco veritiera.

Nonostante il freddo incanzante, le attuali nascite potranno proseguire più a lungo rispetto ai periodi autunnali, poiché con temperature più basse, i Porcini nascono e crescono più lentamente.

Se durante i mesi di Agosto e Settembre, con oltre 30°C i Porcini Neri e gli Estatini maturano nel volgere di 2/3 giorni al massimo, e le nascite si ammucchiano le une sulle altre, durante i mesi più freddi queste avvengono più gradualmente, con maturazione dei carpofori più spalmata nel tempo. Un fungo Porcino al di sotto dei 20°C può impiegare fino a 8/10 o persino 15 giorni a maturare completamente, in funzione delle temperature massime raggiunte.

Toscana, Lazio, Campania e Liguria di Levante potranno perciò avere nascite di Porcini ancora per più giorni e ancora in discrete quantità.

Le regioni più calde quali Basilicata, Calabria e Sardegna invece potrebbero vedere le nascite esaurirsi più in fretta, anche in funzione del vento che ancora soffia a tratti moderatamente forte.

E nel resto d’Italia? Ci saranno ancora nascite di funghi Porcini?

Nel resto d’Italia le nascite di funghi Porcini, come accennato, saranno legate ai singoli ecosistemi, ovvero i Porcini potranno ancora nascere là dove si realizzano micro-climi ideali, situazioni particolarmente favorevoli.

Non attendiamoci più nascite di Porcini sui monti. Al di là del fatto che i Faggi stanno iniziando a perdere le foglie, ormai in montagna fa freddo sufficiente ad impedire ulteriori nascite.

Attendiamoci invece nascite nei boschi termofili, ovvero in quelle zone caratterizzate da querceti con Ornielli (non ancora arrossati quindi pronti a perdere le foglie), in particolar modo tra le Roverelle che, in genere fruttificano solamente in tardo autunno quando piove assai frequentemente.

Nascite di Porcini si potranno ancora avere in boschi radi, ben arieggiati, ben assolati ma necessariamente posizionati su di alture assolate, meglio se con colli o monti retrostanti che li riparano dal vento e che riflettono i raggi solari riscaldanti, quindi in quei boschi non necessariamente termofili, ma in cui si riscontrano condizioni piuttosto simili.

Le depressioni, i fondovalle bui e poco assolati ed i versanti Nord, quando arrivano i primi freddi, conservano più a lungo il freddo che ristagna nei bassi strati atmosferici perciò, con freddo conclamato, saranno i primi ambienti in cui cesseranno del tutto le nascite di funghi.

Nascite ormai ufficialmente terminate in Val d’Aosta, zone alpine tutte, Trentino Alto Adige, ad eccezione della bassa valle attorno al Garda, e tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, sferzati dai venti freddi alpini.

Nel Piemonte c’è un vasto bacino di boschi che, fino ad oggi sono stati per lo più quiescenti a causa del persistere della siccità. Parlo di tutti quei boschi a Sud del Po che, tra Colline del Po, Monferrato, Langhe e Roero, finalmente hanno avuto discrete, buone o persino ottime piogge e che quindi sono ancora in grado di regalare buone nascite sia di Porcini che di Tartufi.

Molti lettori mi scrivono che stanno già girando per questi boschi ma non si vede nascita alcuna. Pazienza amici! Pazienza! Fin l’altro ieri è ancora piovuto, come si può pretendere che nascano già Porcini dopo due o tre sole giornate di sole? Oggi è prevista altra pioggia fredda, anche la neve sui monti piemontesi, mediamente oltre i 1000 mt ma, nei prossimi giorni tornerà il sole e tornerà a fare più mite calore perciò le nascite potranno finalmente realizzarsi, salvo imprevisti dell’ultima ora.

Qualche cenno di nascita di Porcini si potrebbe avere anche sui colli ben assolati tra Piemonte e Lombardia, anche nei castagneti che fino ad ora sono stati ben poco produttivi in termini di Porcini. Qua si potrebbero avere timide nascite di Porcini Rossi-Pinicola ma, la loro nascita è soggetta al clima e quindi alla conferma dell’arrivo di giornate più assolate.

Per quanto riguarda l’Emilia Romagna vale quanto appena detto per il Nordovest, anche qua nascite ancora possibili in boschi termofili o in boschi ben assolati di collina con nascite assenti in Appennino. Le zone pianeggianti-collinari della Romagna potranno avere finalmente nascita là dove è effettivamente piovuto perché, nel corso delle ultime settimane, molto spesso è piovuto solamente in Appennino, poco o nulla scendendo verso il piano.

La Liguria è un ibrido incerto che sta a metà strada tra l’ancora caldo centro-sud ed il più freddo nord.

Aspettiamoci in Liguria ulteriori nascite in zone costiere e collinari ma riguardo alle zone montane, tentare di azzeccare se ci saranno ulteriori nascite è quasi come azzeccare un terno al lotto, date le temporanee fredde correnti provenienti dal Piemonte e dall’Emilia. Se prevarranno venti di Libeccio si potranno invece avere nuove nascite, non massicce ma di Porcini se ne potranno ancora vedere, anche perché ad oggi in zona di neve ne è caduta assai poca.

Le regioni Adriatiche, inclusa l’Umbria, saranno decisamente le più “sfigate”, qua i forti venti di Libeccio hanno dispensato fortissime raffiche di vento con rovesci di pioggia intensi ma spesso troppo brevi. Cessato il Libeccio è subentrato freddo il Maestrale, con anche qualche cenno di Tramontana o Grecale e prime nevicate sui monti Abruzzesi.

In zone collinari ben assolate, anche qua sarà possibile qualche ulteriore nascita di Porcini, purché sia comunque piovuto a sufficienza e purché il vento non abbia del tutto dissipato l’umidità giunta con i brevi temporali.

Vale anche per la Puglia e, in buona sostanza anche per la Sicilia e la Calabria meridionale che, hanno visto qualche doccia, diversi rovesci recenti ma mai piogge serie e ben organizzate, il tutto alternato a forti raffiche di secco Scirocco. Se si sono avute piogge decenti, qualcosa potrà nascere anche qua ma, al momento non ci sono condizioni ideali per nascite imminenti.

Ti ricordo che puoi sapere dove, quando e quanto è piovuto in Italia consultando le mappe delle piogge cadute, in particolar modo al momento, consultando le mappe della pioggia caduta nel mese di Novembre 2023.

Aggiornamento Porcini 09-11-2023@funghimagazine.it

Fotogallery Porcini di inizio Novembre 2023

Di seguito alcune tra le tante foto pubblicate nella nostra chat Telegram@Funghimagazine.

Aggiornamento Porcini 09-11-2023 - Boletus aereus
Aggiornamento Porcini 09-11-2023 – Boletus aereus PH@Nicholas ligori
Aggiornamento Porcini 09-11-2023 - Boletus aereus
Aggiornamento Porcini 09-11-2023 – Boletus aereus PH@Nicholas ligori
Aggiornamento Porcini 09-11-2023 - Boletus aereus
Aggiornamento Porcini 09-11-2023 – Boletus aereus PH@Alessandro-LI
Aggiornamento Porcini 09-11-2023 - Boletus aereus
Aggiornamento Porcini 09-11-2023 – Boletus aereus PH@Daniele-Versilia
Aggiornamento Porcini 09-11-2023 - Boletus aereus
Aggiornamento Porcini 09-11-2023 – Boletus aereus – PH@Manuel Arfonsetti LI
Aggiornamento Porcini 09-11-2023 - Boletus pinophilus Sila
Aggiornamento Porcini 09-11-2023 – Boletus pinophilus della Sila PH@Carmine CS

Angelo Giovinazzo

Divulgatore scientifico, studioso di Scienze Naturali, Micologia, Geografia, Geologia. Tecnico di accoglienza turistica, ex redattore di articoli Meteo. Dal 2018 fondatore/proprietario e amministratore di funghimagazine.it

Questo articolo ha 3 commenti

  1. Avatar
    massimo giachino

    Grazie per le informazioni puntuali che ci dai sempre

  2. Avatar
    massimo giachino

    Grazie per le informazioni puntuali che ci dai sempre, Io vado a funghi nei boschi di Osiglia e Calizzano sai se stanno nascendo e pensi che potrebbero ancora nascere in quelle zone? Grazie

    1. funghimagazine
      funghimagazine

      Ciao Massimo. Diciamo che i boschi dell’alto Bormida, non sono esattamente tra i più quotati per nuove nascite, data la maggior influenza fredda piemontese, rispetto a quella più mite marina, tuttavia in zona è possibile che qualcosa nasca ancora nei versanti sottovento rispetto al Piemonte, quindi non verso il Tanaro ma più verso le coste liguri. Nei boschi misti di bassa quota, al di sotto dei 900 mt, in versanti Sud oppure Ovest, che prendono il sole per buona parte della giornata, qualche nascita dovrebbe sicuramente esserci ancora, magari anche proprio nei boschi di Abeti attorno a Calizzano, più che nelle faggete che si trovano più in quota. Certamente se qualcosa nascerà ancora, sarà sicuramente in zone aperte, in boschi radi e ben soleggiate. I bei boschi di Faggio ben fitti avranno meno possibilità di regalare ancora buone emozioni, salvo un deciso cambio di rotta meteorologico con una, per ora inattesa Estate di San Martino un po’ tardiva. PS. Se ami il rischio, io ti consiglierei meglio, di esplorare piuttosto i boschi del primo entroterra dietro a Loano, Finale, Varigotti, Noli, Bergeggi, Vado, tenendo come confine interno l’autostrada, quindi fin verso Calice e Feglino, rimanendo al di sotto dei 600 mt e sempre su versanti che guardano sul Mar Ligure. Potresti fare molte inattese e ripaganti scoperte, soprattutto “Nere” scoperte

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