Aggiornamento porcini 20-09-2023

È delirio porcino. Funghi porcini a volontà. Ecco dove. Aggiornamento porcini 20-09-2023

È delirio porcino. Funghi porcini a volontà. Ecco dove

É on-line il nuovo e più recente aggiornamento Porcini del 27-09-2023 ► NASCITE PORCINI. LA PACCHIA NON É ANCORA FINITA. ALTRE BUTTATE IN ARRIVO


Aggiornamento porcini 20-09-2023. Prima parte

Nei due video di seguito, Mirella ci guida attraverso un bosco misto di Faggio e Abeti del Piemonte settentrionale, dov’è ancora in atto un favolosa buttata di funghi Porcini. Tante famigliole composte da più carpofori, spesso nascosti tra cespugli di rododendri. Da guardare fino alla fine perché pieni di emozionanti sorprese. Clicca sulle immagini per vedere il video o guardali direttamente sul nostro Canale YouTubeVideo: Mirella colpisce ancoraVideo: seminati ovunque!.

Anteprima video Youtube 17-09-2023
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Video YouTube Funghimagazine 17-09-2023
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Un po’ di storia porcina

Lo avevamo annunciato con i nostri ultimi due articoli di #aggiornamento porcini (“Veri assembramenti di Porcini. Ecco dove la buttata è partita veramente” e “Sta per finire l’attesa, boschi pronti a regalarci una montagna di funghi Porcini”) e, puntualmente è accaduto che, buona parte d’Italia stia vivendo qualcosa di veramente memorabile, dal punto di vista fungino.

Qualcosa che non accadeva dal mitico anno 1986, l’anno della fuga radioattiva dalla centrale nucleare di Chernobyl in Ucraina che, con una bolla d’aria radioattiva, investì gran parte d’Europa, Italia inclusa, grazie o meglio, colpa di correnti umide da Est che portarono piogge radioattive fin sull’Italia.

Intendiamoci. Non esiste alcuna prova scientifica, che le eccezionali nascite di funghi porcini di quell’anno, furono stimolate o provocate dalle radiazioni nucleari ma, come spesso accade, quando si verifica qualche fenomeno, apparentemente ingiustificabile, si tende sempre a motivarlo con le ipotesi più strampalate e fantasiose (la classica pagliuzza negli occhi), piuttosto che aprire gli occhi e vedere quella enorme trave che ci ostiniamo a fare finta di non vedere.

La grande trave è sempre il clima, con la sua meteorologia che, a volte può risultare particolarmente avversa per i funghi ma, altre volte, risulta incredibile alleata e, propulsore per nascite di funghi a volontà.

In realtà, il 1986 fu un anno davvero strano… Ci trovavamo proprio agli esordi dell’eclatante impennata del caldo, legato al Riscaldamento Globale del Pianeta, e si chiudeva ufficialmente un breve periodo di transizione tra il fresco pre-riscaldamento ed il caldo a venire.

Gli anni a cavallo tra il 1980 ed il 1985 furono parecchio travagliati dal punto di vista meteorologico.

Tempeste di vento ricorrenti, soprattutto d’inverno con l’infausto inverno 1981/1982, che rimarrà negli annali, quale inverno privo di neve sulle Alpi.

In quell’occasione, la pervicace persistenza di tese correnti fredde e assai secche settentrionali, portò sulle Alpi tanto vento, una tempesta di vento record, ma anche tanta siccità e assenza di nevicate.

Nel 1986, di contro, la fase di transizione, si caratterizzò da caldo, molto caldo ma anche da frequenti ed insistenti piogge.

Un mix ottimale per la vegetazione di molti funghi che, insieme a muffe d’ogni sorta e genere, nacquero ovunque e, come si suol dire, persino sull’asfalto e sulle pietre.

In realtà, sulle pietre no, ma sotto alle stesse sì, così come, certamente non funghi porcini, ma furono molti i funghi in grado di bucare l’asfalto per poter fruttificare.

Una cosa mai vista prima. Il mix di caldo eccezionale e piogge più che frequenti, aveva risvegliato milioni di spore di resistenza (endospore) che, giacevano al suolo dormienti, chissà da quanti anni, decenni, centinaia o addirittura migliaia di anni.

Il 1986 fu davvero un anno memorabile, anche e soprattutto perché, all’epoca non c’era ancora l’attuale smania porcina.

Prima di allora, a funghi ci andava molta meno gente rispetto ad oggi e, molti cercatori di funghi, andavano per boschi a cercare solamente Finferli/Galletti, Chiodini, Mazze di tamburo e poche altre specie.

A molti, i funghi porcini non piacevano, per via della loro consistenza viscida-limacciosa ma soprattutto perché, non c’erano ancora Chef in TV, che ne decantavano le doti culinarie.

Probabilmente, la grande corsa ai porcini, iniziò proprio da quell’anno, dal momento che, trovare funghi porcini, era diventato particolarmente facile e quindi, attività accessibile a tutti.

1986 bis. 2023 come allora?

Aggiornamento porcini 20-09-2023. Seconda parte

Grazie all’ immediatezza dei Social, sappiamo già per certo che, sugli stessi, già iniziano a circolare strampalate voci di ipotetiche fughe radioattive dalle centrali nucleari ucraine che, nella fantasia complottistica degli utenti di queste piattaforme, “sarebbero state tenute nascoste” per non allarmare la gente e per non creare panico.

In realtà, non occorre neppure dibattere di certe sciocchezze da Social, dal momento che, oggi i dati sulla radioattività dell’aria sono pubblici, così come lo sono i dati meteorologici, e non c’è mai stata alcuna anomalia nucleare recente, dopo il disastro nucleare di Fukushima in Giappone.

Ancora una volta, benché sugli stessi Social dei tuttologi, già si imputi a sospette radiazioni nucleari, l’attuale boom di nascite di funghi porcini, in realtà non c’è nulla di anomalo se non che, per una volta tanto, la meteorologia sta incastrando a dovere per completare un puzzle di cui sospettavamo d’aver perso un importantissimo tassello: la pioggia!

Nel corso degli ultimi mesi abbiamo assistito a qualcosa di certamente frivolo o meglio: insolito… Una alternanza di alcuni giorni di pioggia/temporali, seguiti da 15/20 giorni di caldo sole.

Se a luglio però, le piogge sono state insufficienti, a fine agosto sono risultate particolarmente ingenti e a tratti, localmente persino insistenti.

Sul Nordovest italiano sono caduti dai 50 ai 350 mm di pioggia in 3 soli giorni e, tanta pioggia, raramente genera pochi frutti.

Sulla falsariga del 1986 perciò, stiamo assistendo a nascite di funghi Porcini davvero importanti, là dove si sono avute le piogge maggiori e, sono già moltissimi i lettori oltre i quarant’anni, che ci stanno domandando se il mese di settembre 2023 si stia comportando meglio o peggio del famoso autunno 1986.

In realtà, noi che il 1986 lo abbiamo vissuto, già come appassionati cercatori di funghi, possiamo affermare che, nelle zone in cui si stanno verificando le nascite maggiori, un delirio porcino come quello attuale, non ha precedenti nei decenni più recenti.

Ad esser precisi e pignoli, alcuni nostri anziani lettori che abbiamo consultato, ci hanno detto che, prima degli anni ’80 le nascite “compulsive” a famiglie o gli #assembramenti di Porcini erano cosa ordinaria e all’ordine del giorno, non fosse altro perché, essendoci pochi raccoglitori di funghi, milioni di Porcini potevano compiere il proprio ciclo vegetativo indisturbati.

Vegetavano, fruttificavano e sporulavano completamente ignorati dagli avidi umani e pure dai distruttivi cinghiali che, prima degli anni ’80 erano assolutamente inesistenti in Italia, se non in piccolissimo numero in Maremma e Sardegna. Anche i caprioli erano per lo più assenti, perciò i funghi Porcini potevano prolificare indisturbati.

Ogni capostipite porcino figliava a volontà, circondato da dozzine o persino da diverse decine di figli, figliastri, fratelli o famigliari vari. Le spore porcine abbondavano nei boschi e le nascite di questi funghi avvenivano, non solo in circoscritti boschi noti ma, ovunque vi fossero piante micorrizabili.

Un lettore mi ha raccontato di funghi Porcini che nascevano abbondanti anche a bordo strada, oltre che nei boschi, tra l’assoluta indifferenza degli abitanti del posto che, a tutto pensavano, tranne che a raccoglierli.

Detto ciò, ritengo dunque che sì, sia possibile parlare di un 1986 bis ma, certamente non di un’annata eccezionale, se paragonata alla “normalità fungina” precedente ai grandi assalti moderni dei boschi.

Famiglie di Porcini, #assembramenti, grandi nascite: ecco dove stanno nascendo

Aggiornamento porcini 20-09-2023 – Terza parte

Diversi giorni fa, alcuni lettori particolarmente pessimisti, mi scrivevano chiedendomi cosa mi facesse pensare che, nel bel mezzo di una ennesima importante vampata di caldo africano e, persino di alcune zone persistentemente interessate da forte vento, potessero esser pronte a sfornare “una montagna di funghi Porcini”.

A costoro ho risposto: il caldo stesso.

Prendi un periodo costantemente freddo, con o senza piogge, e otterrai nascite di funghi assai contenute. Prendi invece un periodo caldo in cui ad intermittenza, si verificano importanti piogge, e otterrani importanti nascite di funghi, anche e soprattutto Porcini.

Se al caldo ed alle piogge aggiungi anche che le stesse piogge sono seguite da 15 giorni di sole, che coincidono con il periodo “refrattario” in cui le colonie fungine “lavorano” per produrre ife riproduttive, che poi daranno vita ai carpofori che noi raccoglieremo, allora non si può che esser ottimisti e pensare che le nascite avverranno come da copione, e così puntualmente è stato.

Aggiornamento porcini 20-09-2023 assembramento edulis
Aggiornamento porcini 20-09-2023 assembramento Porcini edulis PH@Teoninja

Qualche lettore, spazientito perché allo scadere degli 8/10 giorni dopo l’ultima pioggia, non aveva ancora visto nascere un solo fungo, mi ha anche scritto che “la montagna di porcini” era solo nella mia testa ma, dopo altri 5/7 giorni di paziente attesa, ha dovuto ricredersi, dal momento che la montagna di funghi era realmente presente nei boschi e non nella mia testa dura di chi, analizzando i dati del passato, non può che trarre le conclusioni e somme.

Famiglie di funghi Porcini, veri e propri #assembramenti, grandi nascite di Porcini, dove prima, dove dopo, ovunque sia piovuto abbondantemente a fine agosto, sono arrivate puntuali e localmente persino sovrabbondanti.

Ecco dove le nascite di Porcini al momento sono particolarmente abbondanti

Senza citare vallate o località (per una volta tanto, non serve citarne una o alcune, perché ogni bosco è buono per fare buoni raccolti, se non precedentemente razziato), citerò solamente le province che stanno vivendo il “delirio porcino”:

Torino, Biella, Vercelli, Novara, Verbania, Varese, (Canton Ticino), Como, Lecco, Sondrio, Genova.

Queste invece le province con ottime nascite in corso, pur senza “delirio”:

Aosta, Bergamo, Brescia, Trento, Bolzano, Belluno, Treviso, Pordenone, Cuneo, Savona, La Spezia, Pavia, Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Massa Carrara, Rieti, Frosinone.

Queste le province con attuali buone o discrete nascite di funghi Porcini:

Verona, Vicenza, Udine, Imperia, Asti, Alessandria, Bologna, Lucca, Pistoia, Prato, Livorno, Grosseto, Terni, L’Aquila, Caserta.

Queste le province con nascite di Porcini scarse ma presenti:

Firenze, Arezzo, Forlì-Cesena, Pesaro, Siena, Perugia, Ancona, Teramo, Viterbo, Roma, Latina, Chieti, Avellino, Salerno, Cosenza, Messina, Catania.

Queste le province con assenza attuale di nascite ma, con possibili nascite imminenti:

Trieste, Lecce, Taranto, Catanzaro, Crotone, Vibo Valentia, Reggio Calabria, Palermo, Siracusa, Nord-Est Sardegna.

E veniamo alle note dolenti, ovvero al fine buttata che, prima o poi arriverà ovunque.

Siamo ancora in pieno “delirio porcino” e già siamo sommersi di messaggi di lettori che ci chiedono se, secondo noi, la prevista pioggia in arrivo, fermerà la buttata e/o quanto potrà ancora durare l’attuale “pacchia porcina”.

QUANDO FINIRA’ L’ATTUALE PACCHIA PORCINA?

Aggiornamento porcini 20-09-2023 – Quarta parte

Difficile dire con certezza, quando finirà l’attuale pacchia porcina, il fine buttata è sempre imprevedibile e ogni buttata fa scuola a sé.

Ci sono stati anni in cui un’ottima buttata settembrina o ottobrina è durata 15/20 o persino 30 giorni ma, negli anni recenti passati, le buttate erano sempre state “progressive” senza evidenti picchi di nascite.

Buttate che iniziavano col ritrovamento di alcune decine di Porcini piccini, poi qualcuno in più, fino a toccare un piccolo picco di nascite, appena prima del fine buttata.

Purtroppo va riportato che, le buttate più importanti, quelle con veri picchi di nascite, si esaurivano quesi sempre nel corso di una sola settimana perciò, oggi che stiamo vivendo una buttata con picco notevole di nascite, tutto farebbe pensare ad un imminente fine buttata.

D’altra parte, al momento le nascite di Porcini sono già del tutto assenti al di sotto degli 800/900 mt al Nord, perché a quelle quote la buttata si è esaurita rapidissimamente a causa delle elevate temperature che hanno stimolato un’altrettanto rapida maturazione delle spore fungine.

Più ci si alza di quota e più le nascite proseguono indisturbate mentre, già attorno ai 1000/1200 mt si iniziano a trovare funghi adulti-maturi o persino vecchiotti con poche nascite nuove.

Alcuni lettori ci hanno scritto di aver tentato la fortuna in boschi a quote prossime ai 1200/1400, ma di non aver trovato granché o addirittura nulla.

Ciò non è dovuto alla quota altimetrica errata o al fatto che è piovuto meno che in altre località circostanti ma, assolutamente alla sovrabbondanza di cercatori di funghi che, in molti casi hanno fatto vere e proprie razzie porcine.

Da più parti ci è stato riportato di debosciati cercatori di funghi che, sui Social o al bar, si vantano di aver raccolto 1 o 2 quintali di Porcini in una settimana, senza contare dei “braccianti” che si sono portati a casa decine di kg di “neonati” sottomisura, precludendo la possibilità a milioni di fungi Porcini di poter produrre i loro preziosi semi, indispensabili per la sopravvivenza della specie.

C’è poi persino chi ha avuto il coraggio di tirar fuori dal cilindro del prestigiatore, dubbi studi che dimostrerebbero che raccogliere porcini sottomisura non danneggia le future nascite perché i funghi Porcini nascono ugualmente, pur raccogliendoli tutti.

Certo, l’aria, il vento non lo puoi fermare perciò, se in una determinata località turistica si raccolgono a tappeto tutti i Porcini presenti, ci sarà sempre una costa, un versante impervio in cui neppure i camosci riescono ad arrampicarsi, dove nasceranno funghi Porcini che matureranno e disperderanno le preziose spore, andando, grazie al vento, a colmare il deficit di spore presente dove si raccoglie tutto a tappeto.

Altrettanto vero è che, dove i boschi sono recintati ed i funghi immaturi non vengono raccolti, non nasce un fungo Porcino ogni 50 metri ma, ne nascono a volontà ovunque, e non serve uno scienziato in malafede a dimostrare che, più semi sono presenti al suolo e più frutti nasceranno.

Da questa equazione non si sfugge. Di donne che sono rimaste incinta e partorito senza l’apporto del seme di un umano, ma ad opera dello Spirito Santo, ne conosciamo una sola, ma questa è un’eccezione, certo non una norma. Tutte le altre donne per poter rimanere incinta hanno bisogno del seme, così come i funghi Porcini hanno bisogno di spore giovani e sane, per poter continuare a deliziare i nostri occhi e palati.

Sul perché, nonostante i massici raccolti di Porcini degli anni moderni, quest’anno siano nati così tanti Porcini, in famiglie e #assembramenti, ho già detto quanto c’era da dire nel precedente articolo di aggiornamento porcini.

Il lettore più attento avrà compreso perfettamente che, una volta esaurite le spore giovani, cadute dai carpofori non raccolti negli anni recenti, ed esaurite pure le vetuste “endospore”, che si sono schiuse grazie al clima estremo moderno, se ci ostineremo a voler difendere le nostre indifendibili idee (difese per egoismo-ingordigia personale), di funghi Porcini ne raccoglieremo sempre meno e, vai ad aspettare che qualcuno scopra come clonare i Porcini per poter farli nascere senza l’ausio delle spore.

Detto ciò, tornando in focus, l’attuale buttata esagerata, dove presente, fa pensare che potrebbe esaurirsi entro breve e, a poco o nulla serviranno le piogge in arrivo da oggi per almeno 3 o 4 giorni al Nordovest, dove sono in corso da giorni prima rispetto al resto del Nord.

Tuttavia abbiamo un dubbio più che giustificato, dal momento che, ad oggi, anche là dove la buttata è iniziata prima e non ancora finita, si potrebbe sommare la presenza di ife riproduttive nate dalle piogge di fine agosto, con quelle nate grazie alle piogge successive al 13 di settembre.

Il 13 settembre è infatti piovuto molto tra le province di Torino Nord, Aosta Est, Biella ovest, Vercelli nordovest, VCO, Vercelli-Novara sud, Como-Lecco e Sondrio ovest e Cuneo Sud. Piogge utili per nuove nascite di Porcini, si sono avute anche il 14 a cavallo tra le vallate est aostane e l’Eporediese, sulla fascia collinare biellese-vercellese e Cusio, nelle province di Udine e Trieste, oltre che tra senese-grossetano interni.

Il 15 poi, piogge copiose tra VCO, Novara Est, Varese, Como-Lecco con apice di piogge tra Brianza e Lago di Como.

Le piogge del 14 e 15 potrebbero essere troppo recenti per consentire già nascite di Porcini ma, passati questi imminenti nuovi giorni di pioggia, dopo 2/3 giorni di sole, la buttata potrebbe riesplodere, partendo ancora una volta dal piano, dai colli, per poi portarsi anche in montagna mentre, sui monti, dove la buttata non è ancora finita, a farla terminare temporaneamente, potrebbero pensarci i milioni di lumache che, sotto la pioggia, non avranno rivali nel divorare milioni di carpofori in men che non si dica.

Emilia, Toscana e Lazio potrebbero essere le prime a sperimentare una fine precoce dell’attuale buttata, visto che non hanno avuto piogge di supporto ad inizio buttata o, se le hanno avute, queste sono state per lo più leggere, senza contare che le buttate di Porcini neri o estatini si esauriscono sempre in brevissimo tempo e, per esempio nel Lazio, già si trovano gli Ovoli (Amanita caesarea) che di regola, segnano il capolinea dei Porcini.

DOVE CERCARE FUNGHI PORCINI NEL WEEKEND

Aggiornamento porcini 20-09-2023 – Ultima parte

Compatibilmente con le piogge in arrivo, dove ora presenti, i funghi Porcini si potranno ancora trovare negli stessi posti in cui non siano già presenti i funghi spia di fine buttata (gli Ovoli) e soprattutto in cui non siano per lo più presenti funghi adulti-vecchi.

Come accennato, durante le imminenti piogge, milioni di carpofori potrebbero andare divorati dalle lumache, inoltre andar per boschi quando sono previste abbondanti piogge (frequentemente ancora temporali), non è un’idea affatto saggia.

Tutt’altro che saggia per la sicurezza ed incolumità personale ma, anche per i miceli che, se pestati con suoli morbidi e pregni d’acqua, potrebbero danneggiarsi irrimediabilmente, facendo cessare le nascite fino a data da destinarsi.

Giovedì 21 sono previste molte piogge al Nord, forse tranne che nel cuneese e imperiense e al Centro Italia.

Venerdì 22 molti temporali, anche assai forti al Nord fin sulla Toscana.

Sabato 23 piogge residue sul Nordest italiano e a tratti forti dal basso Lazio-Abruzzo al Cosentino.

Domenica 24 su tutte le regioni adriatiche dal Conero al Salento, fin sulla Sicilia.

Da Sabato dovremmo poter avere nuovamente un assaggio di Anticiclone Africano con temperature nuovamente prossime ai 30°C in Pianura Padana, poi anche sulle coste tirreniche.

Insomma, l’alternanza caldo-temporali-piogge-caldo non è ancora finta perciò, potremmo avere ulteriori cartucce a disposizione da qua a fine mese, quando si potrebbe nuovamente realizzare un ottimo picco di nascite tra Nord e Toscana, con nascite che potrebbero estenderi, seppure in forma minore, in varie altre regioni d’Italia, incluso il nostro Centro-Sud e, possibilmente anche in parte di Sardegna.

A questo punto non ci rimane che attendere gli sviluppi per avere le giuste conferme che le imminenti piogge non bloccheranno le nascite dove già presenti e che, le piogge della scorsa settimana possano finalmente far partire la prima buttata di funghi Porcini nei Castagni di collina al Nord.

Per sapere come andrà a finire, segui la mappa delle nascite funghi presente in homepage, oltre che il Semaforo dei funghi della tua regione.

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Fotogallery Porcini

Aggiornamento porcini 20-09-2023

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Questo articolo ha 2 commenti

  1. Avatar
    Giorgio

    Buonasera,

    In Appennino modenese e reggiano
    di acqua ne è scesa,pensate che da quota 1000 a 1600 esca altro a novembre?
    Grazie

    1. funghimagazine
      funghimagazine

      Ciao Giorgio.
      Eh sì, di acqua ne è scesa davvero tanta, localmente persino troppa. Riguardo alle possibili nascite, diciamo che il fatto che le piante abbiano ancora foglie verdi depone a favore di ulteriori nascite e, le temperature ancora decisamente al di sopra della media del periodo, nonostante il cenno di freddo in arrivo questo weekend, aiutano di certo. Ovviamente difficile attendersi nascite importanti sui monti, qualcosa in più probabilmente a mezza costa ed in collina, in zone con terreni sabbiosi molto drentanti che asciugano rapidamente, dove batte deciso il sole. Direi che se si vuole metter qualcosa nei cesti, da ora in avanti occorre non cercare più funghi nei boschi ma in radure, boschetti radi, gruppetti di alberi isolati, parchi, giardini, com’è d’uso a fine stagione.

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