Aleuria aurantia
Aleuria aurantia

Aleuria aurantia – il fungo arancia

ALEURIA AURANTIA (Pers.) Fuckel 1870

DESCRIZIONE SOMMARIA

Aleuria aurantia scheda illustrativa
Aleuria aurantia scheda illustrativa

Qual è il colore prevalente?

Aleuria aurantiaNell’Arcobaleno dei Funghi: → arancio chiaro, arancione, arancio giallognolo

Come riconoscere al volo l’Aleuria aurantia?

L’Aleuria aurantia è un ascomicete saprofita, cosmopolita, ovvero ben diffuso, che spesso fruttifica in gruppi numerosi formando delle file. Fa parte dell’ordine Pezizales, ha un ascocarpo a forma di coppa, di colore arancione brillante, che ricorda quello della buccia d’arancia, cresce sparsa sul terreno. Essendo di un colore arancione vivace e suggestivo, è una specie facile da identificare, poichè esistono poche specie fungine di questa tonalità. Sebbene sia un ascomicete commestibile, ha poco sapore, è sciapido, quindi poco consumato, soprattutto in Italia, nonostante ciò l’Aleuria arantia viene utilizzata in medicina e biochimica. Essendo saprotrofo può vegetare in diversi ambienti, come  boschi ma anche parchi, giardini etc.

Aleuria aurantia (Pers.) Fuckel 1870

Sinonimi obsoleti:

Aleuria aurantia (Pers.) Fuckel 1870;
Aleuria aurantia var. aurantia (Pers.) Fuckel 1870;
Aleuria aurantia var. splendens Gillet 1879;
Helvella coccinea Bolton 1798;
Peziza aurantia Pers. 1800;
Peziza aurantia var. stipitata W. Phillips 1887;
Peziza coccinea Huds., Florida. Inglese 1778;
Sdellina aurantia (Pers.) Grigia 1821;
Peziza aurantia f.minore Cooke (1879 )
Otidea aurantia (Pers.) Massee (1895)

ALEURIA AURANTIA (Pers.) Fuckel 1870

Divisione:Ascomycota
Classe:Pezizomycetes
Ordine:Pezizales
Famiglia:Pyronemataceae
Genere:Aleuria
Specie:Aleuria aurantia
Nome italiano:NON PRESENTE
Tipo nutrimento:SAPROTROFA
Periodo vegetativo:tipicamente primaverile
Commestibilità o Tossicità:COMMESTIBILE

NOMI INTERNAZIONALI

  • inglese: Orange peel fungus
  • francese: Pézize orangée
  • tedesco: Orangeroter Becherling
  • polacco: Dzieżka pomarańczowa
  • svedese: Mönjeskål
  • ceco: mísenka oranžová
  • olandese: Oranje bekerzwam, Grote oranje
  • sloveno: tanierovka oranžová
  • russo: Алеврия оранжевая

Nomi comuni italiani

Sebbene questa specie sia abbastanza presente, quando cominica la stagione in cui si attivano i più esperti fungaioli, esistono pochi nomi tradizionali italiani consolidati e alcuni dialettali utilizzati per il riconoscimento, nei paesi locali. Tra gli appellativi maggiormente usati ci sono, Orecchiette arancio, Peziza aranciata, Scodellina arancio, nel dialetto piemontese viene detta Oriè giaune (orecchie gialle), in Emilia Romagna Scudlèina, scodellina per la sua forma a coppetta; secondo alcune fonti, nell‘alto Valdarno, verrebbe detto “fungo belgio” non abbiamo tuttavia riscontri di questo nome, nessun membro fiorentino e aretino della nostra chat Telegram ce lo ha mai confermato. Non avendo conferme di nomi comuni affermati, può valer la pena di chiamarla confidenzialmente ed inconfondibilmente: “coppetta arancione“, per il suo aspetto caratteristico e facilmente riconoscibile.

Pur in assenza di consolidati nomi comuni in Italia, va detto che questa specie fungina è decisamente ben comune, oltretutto è anche considerata come uno dei funghi spia delle amate e deliziose Morchelle, ma anche dei Porcini estivi.

Cosa sono i funghi spia? sono alcune specie fungine che condividono lo stesso habitat di altre; entrando più nello specifico, sono specie che condividono la medesima nicchia ecologica, quindi che si sono evolute e adattate a vivere nelle medesime condizioni abiotiche (chimico-fisiche) e biotiche (interazioni con altri organismi viventi). Questi organismi spia, vanno quindi a segnalare la possibile presenza di altre specie nelle circostanze, facilitando la ricerca ad esempio delle Morchelle o dei porcini, (Boletus).

Tassonomia e Etimologia della Specie Aleuria aurantia

William Hudson (1730-1793), nel 1778 fece la prima descrizione di questo fungo, fatta però in maniera piuttosto imprecisa, basandosi sui testi antichi e non sul moderno modello di classificazione di Linneo, quindi gli diede il nome di Peziza coccinea, come si può leggere nel secondo volume della sua opera principale, Flora Anglica exhibens plantas per Regnum Britanniae spontes crescentes. 

Successivamente nel 1800 il micologo inglese da Christiaan Hendrik Persoon cambiò il nome di questa specie, in Peziza aurantia, nel volume 2 della sua opera Observationes mycologicae Seu descriptiones tam novorum, quam notabilium. Infine Karl Wilhelm Gottlieb Leopold Fuckel lo classificò nel genere Aleuria nel 1870, dandole il nome odierno Aleuria aurantia, appellativo presente nella sua pubblicazione Symbolae mycologicae – Beiträge zur Kenntnis der Rheinischen Pilze in: Jahrbücher des Nassauischen Vereins für Naturkunde del 1870.

Tutti gli altri tentativi di ridenominazione sono accettati come sinonimi, ma, non essendo utilizzati da nessuna parte, possono essere trascurati.

Traduzioni in italiano dei nomi internazionali

Queste le traduzioni dei nomi comuni stranieri:

  • inglese: fungo della buccia d’arancia
  • francese: pezize arancione
  • tedesco: coppa rosso-arancione
  • polacco: ciotola arancione
  • ceco: ciotola arancione
  • svedese: ciotola del monaco
  • olandese: fungo coppa arancione
  • sloveno: coppetta arancione

Leggendo le traduzioni dei nomi stranieri di questa specie, (A. aurantia ) possiamo notare con facilità che la maggioranza di esse si riferisce ad una precisa caratteristica distintiva, ovvero il colore arancione scuro, pieno, brillante e acceso, che ricorda proprio le tonalità di una buccia d’arancia. Queste colorazioni particolari e distintive di alcuni funghi, possono essere dovute a sostanze chimiche differenti. In questo caso la tonalità aranciata è dovuta alla presenza di carotenoidi, in particolare dal β-carotene, γ-carotene e dall’aleuriaxantina. Nome curioso, è quello svedese, ” coppa del monaco “, terminologia forse associata alla Kasaya, la tunica, generalmente arancione, indossata dai monaci buddhisti.

DISTRIBUZIONE

L’ascomicete Aleuria aurantia, è una specie che in occidente, si può ritrovare dalla fine della stagione autunnale fino all’inizio della primavera, mentre in Oriente, da maggio a novembre.

A. aurantia può essere considerato un fungo comune, cosmopolita, cioè ben diffuso in tutti gli ecosistemi terresti; presente in diversi paesi globali, questa specie è stata segnalata in tutti i continenti, come in Nord America, nel Sud America, in particolare nei paesi del Cile meridionale, in Asia ed infine in gran parte dell’Europa nel Nord, comprese Romania, Bessarabia, e Bucovina settentrionale; è ben presente e ampiamente distribuito in tutta la Russia, fino all’Islanda e l’arcipelago delle Svalbard.

Inoltre si può trovare anche su molte isole di tutti gli oceani, come nelle Isole Shetland meridionali (vicino alla Scozia) compresa l’Oceania, quindi l’Australia. Questo fungo non cresce in Antartide, ma lo si può ugualmente ritrovare in aree adicenti, o per meglio dire, nelle Isole Orcadi meridionali, ovvero delle isole antartiche. Fa parte delle specie elencate nel Libro rosso della Repubblica Ciuvascia, della federazione russa.

HABITAT / ECOLOGIA

🌲🌿🍂🍁L’HABITAT della Aleuria aurantia

Aleuria aurantia
Aleuria aurantia

L’habitat ideale dell’Aleuria aurantia

 A. aurantia è un micete saprotrofico terrestre, che quindi vegeta e cresce sul terreno, nutrendosi senza associazioni micorriziche con le piante, ma assimilando i nutrienti direttamente dal substrato su cui vegeta tramite gli enzimi che secerne.

Cresce in ambienti eterogenei, prevalentemente in luoghi aperti e soleggiati, spesso sui margini delle strade di montagna, forestali e sterrate, nei fossi, vicino agli argini dei fiumi, sulla superficie consumata dal passaggio dei mezzi di trasporto (anche detti “burnout”, per questo viene chiamato con l’appellativo di fungo del burnout), tra i selciati delle strade.

Si può ritrovare sia in ambienti di pianura che in zone montane, dove sono presenti foreste decidue, boschi misti, cimiteri, parchi, giardini o terreni incolti tra i cespugli, meno frequenti sono habitat forestali di conifere come le pinete e i boschi di abete. 

Cresce in modo gregario, quindi solitamente formando gruppi e/o lunghi filari, spesso costituiti da un numero molto elevato di esemplari, solo raramente la si ritrova solitaria.

A proposito del terreno di crescita, può diffondersi su quelli disturbati, ad esempio dagli incendi, evita i terreni calcarei, fruttificando prevalentemente su terreni umidi, nudi argillosi o sabbiosi o smossi, difatti Aleuria aurantia è uno degi organismi appartenenti al gruppo dei colonizzatori primari, cioè i primi organismi a comparire e colonizzare un nuovo ambiente, che in questo caso è composto dai cumuli di sabbia depositata da fiumi e torrenti dopo una piena; di tanto in tanto può vegetare sul suolo con una granulometria mista, di pietre, argilla, ghiaia e sabbia oppure terreni asciutti o umidi come quelli erbosi, dove spesso si ritrovano gli esemplari di maggiori dimensioni, raramente  su legno e rami marci. 

Stagionalità 

Questo organismo fruttifica dalla fine della stagione primaverile, fino al tardo autunno, generalmente da maggio a settembre.  Secondo alcune fonti, da giugno al tardo autunno, nei mesi di ottobre e novembre, a seconda dell’altitudine. Nonostante questo è comunque una specie preferibilmente autunnale, anche se la si può osservare nelle prime giornate primaverili molto umide o più sporadicamente nei primi inverni con elevata umidità ma senza temperature particolarmente fredde. 

🔥 Piccole curiosità
un fungo medicinale? 

💥 L’aleuria aurantia contiene un tipo speciale di lectina , la cosiddetta Aleuria Aurantia Lectin (AAL), contenuta nel micelio e nei corpi fruttiferi del fungo e ha specificità per L- fucosio.
Negli ecosistemi naturali ha un’ attività antifungina, inibendo, in particolare, la crescita della specie di muffa, Mucor racemosus.
Le proprietà antifungine e insetticide delle lectine nelle piante sono note da tempo, ma AAL è la prima lectina con attività fungicida isolata da un fungo.
La lectina AAL ha la capacità di rilevare la presenza di fucosio, questo ne rende possibile l’uso in biochimica e medicina, principalmente come marcatore nei test diagnostici e biologici. Secondo alcune ricerche e dati, questa lectina potrebbe avere un’utilità nella diagnosi di varie tipologie di cancro, infatti l’AAL permette la rilevazione delle proteine ​​fucosilate, ovvero delle macromolecole modificate post-traduzionale che possono influenzare vari processi cellulari, quali l’adesione, migrazione ed immunità, ovvero meccanismi coinvolti nello sviluppo di diversi tumori . Inoltre, la somministrazione di AAL è stato studiata ed esaminata, per cui potrebbe essere una futura “strategia promettente per l’immunoterapia orale”.

⛔🖐️ La confusione tra le varie specie fungine è sempre in agguato. Non consumare mai i funghi se non si è certi della conoscenza della specie e della commestibilità. Se li raccogli, prima di consumarli, rivolgiti ad un Ispettore ASL o a un Micologo professionista che possa visionarli di persona e non attraverso a fotografie. Il parere del vicino di casa o di “esperti” che hanno visto le foto su qualche Social e si sono espressi sulla commestibilità, è pericolosissimo e va assolutamente biasimato e/o denunciato.

⛔🖐️ Le nuove specie di funghi, che fino ad ora ci erano sconosciute, vanno raccolte solamente se si è accompagnati da cercatore esperto e vanno fatte vedere ad un Ispettore ASL o Micologo professionista, non al proprio vicino di casa!

SEGNI DISTINTIVI, CARATTERISTICHE 

RICONOSCIMENTO DELLA SPECIE ALEURIA AURANTIA  🔍 🍄 🕵️                   

ASCOCARPO o ASCOMA

L’ascocarpo o ascoma dell’Aleuria aurantia, è un apotecio sessile a forma di coppa o scodella che negli esemplari di giovane età ha una forma specifica, circolare, rotonda, quindi definita e regolare, poi durante le fasi tardive del ciclo vitale tende a diventare irregolare, assume un aspetto ovale e ricurvo.

Ha un diametro (larghezza) compreso tra 1 e 10 cm, ma in condizioni ambientali ottimali, può arrivare fino a 12 cm, e un’altezza di 2-5 cm con forma regolare a coppa o vaso. Successivamente diventa irregolare, con forma più o meno contorta, somigliando un po’ ad un orecchio con margine ondulato e con tendenza a rompersi, spesso toccando terra.

L’interno della coppa è di colore variabile, passa dal giallo-rosso, all’arancione brillante-intenso fino al rosso-arancio, mentre la superficie inferiore è più chiara, di una tonalità arancione pallido, spesso satinata e ricoperta da una leggerissima patina vellutata biancastra, costituita da piccole scaglie lucenti.

Il margine ha una linea leggermente ondulata, minutamente pruinosa. Nelle fasi iniziali del cilo vitale, l’ascoma di Aleuria aurantia è poco aderente al substrato su cui vegeta, con l’età tende a divenire lastriforme, quindi tende ad appiattirsi aderendo maggiormente alla superficie del suolo; anche il margine si modifica a maturità, assumendo una forma più irregolare e ondulata, talvolta rompendosi, formando delle fessure.

Il fungo assomiglia molto a bucce d’arancia gettate a terra. Essendo un apotecio sessile, spesso non presenta nessun gambo, anche se raramente si può oservare un piccolo stipite, peduncolo, molto ruderale e fragile, che assomiglia ad una piccola radice. 

CARNE

L’ascoma è molto sottile, di circa 1 mm, conseguentemente, dato il suo esiguo spessore e data anche la ricchezza d’acqua di cui è costituito, ha una consistenza decisamente fragile, oltre che ceracea, cassante. Se il corpo del fungo viene tagliato trasversalmente possiamo osservare meglio la sua carne, che ha un colore bianco-grigio pallido, un sapore e un odore debole e insignificante, appena dolciastro, tuttavia schiacciando l’ascocarpo, questo emette un odore gradevole, anche se non ha un profumo caratteristico e specifico; ha una superficie liscia o lievemente cerosa.

IMENOFORO

La superficie inferiore (superiore), quella fertile (cioè quella rivestita dallo strato imenale che produrrà le spore), è liscia e glabra, di un bel colore, che va dall’arancio chiaro  (quasi trasparente) al rosso-arancio brillante.

CARATTERISTICHE MICROSPOPICHE  🔬

Gli aschi sono lunghi e cilindrici, misurano 180-230 x 10-13 μm (micron) e portano una fila di 8 spore, aploidi.

Anche le parafisi (cellule sterili tra gli aschi) sono cilindriche, e filiformi, sono ramificate alla base e inspessite e arrotondate verso l’apice, parte dove si depositano e vengono incorporati, piccoli granuli di colore rosso-arancione.

Le spore presentano una forma ellissoidale, ellittica, sono oblunghe, talvolta più fusiformi e sottili, hanno una dimensione di 13-24 × 8-12 µm, sono inizialmente lisce, poi verrucose e reticolate, con la membrana ornata che ricorda una rete; internamente sono presenti due granuli, che sembrano goccioline d’olio; sono di una tonalità ialina (traslucide).

Grazie al micologo canadese Buller, che lavorò per molti anni studiando la meccanica dell’emissione delle spore, sappiamo che al momento del rilascio delle spore, quindi la rottura degli aschi, se si avvicina la coppetta all’orecchio, si può sentire un rumore, che ricorda quello sentito quando ci scrocchiamo le dita. Quando l’ascocarpo viene raccolto con le mani, viene anche stimolato dal calore corporeo, che media la contrazione della parete, questo fa scoppiare gli aschi violentemente e media il rilascio delle ascospore, che nell’insieme di possono osservare sottoforma di nuvola biancastra, così le spore vengono disperse grazie al vento, mentre quelle che ricadono all’interno della coppa, verranno poi dilavate dall’acqua. A. aurantia è una specie leucosporea, con sporata biancastra.

REAZIONI CHIMICHE: nessuna conosciuta.

COMMESTIBILITA’ DI Aleuria aurantia

TRATTASI DI FUNGO COMMESTIBILE 

Aleuria aurantia è un fungo considerato edibile, tuttavia,  a causa della sua polpa fragile e corpo sottile,  difficilmente l’ascoma si riesce a raccogliere integro, ha una consistenza gommosa; gli esemplari più giovani possono essere consumati crudi, tuttavia è considerato un fungo poco saporito o sciapido, inoltre non spicca nessun valore nutrizionale di rilievo.

IMPIEGO IN CUCINA 🍳🍽️

Gli esemplari giovani possono essere consumati crudi,  nei piatti salati, aggiunti alle insalate miste, alle quali dona colore e originalità, può essere anche bollito.

È uno dei pochissimi funghi che può essere cucinato come dessert (dolce), ad esempio in Macedonia mettendo i funghi a pezzetti su di un piattoT, cospargendoli di zucchero e irrorandoli con un po’ di liquore. Inoltre spesso viene utilizzato non come piatto principale ma solo per abbellire i piatti o per decorare, guarnire un’insalata, aggiunto nel misto funghi. Sono poche le persone ed i micologi che lo considerano erroneamente di pregio gastronomico, per questo riassumendo possiamo affermare che soprattutto in Italia viene utilizzato poche volte in cucina.                                   

In Romania L’A. aurantia viene consumata regolarmente, soprattutto dopo essere stata imbevuta di sciroppo di zucchero, oppure viene versato del liquore nella coppa del suo ascoma, essendo un fungo dai colori vistosi, viene usato sicuramente più per le sue qualità decorative che per il suo aroma dolce ma insapore, però, la sua carne ha una consistenza soda e croccante. Il Tanără viene utilizzato principalmente per i dessert: viene immerso nello sciroppo di zucchero, ad esempio, oppure riempito con un liquore o una deliziosa crema, quindi servito con cialde. Inoltre questi ascomiceti possono essere aggiunti a piatti prelibati e gourmet come il ” Rombo al forno “ o una crema o zuppa di funghi. La North American Audubon Mushroom Field Guide afferma che il fungo è consumabile, ma non raccomandato in cucina.

Esiste anche una ricetta secondo la quale il fungo viene consumato come dolce, in cui gli ascomi vengono imbevuti con il Kirschwasser , un distillato di ciliege, però, possono essere impiegate altre bevande alcoliche, poi  viene cosparso di zucchero – tuttavia, questo piatto spicca principalmente per l’originalità e per le qualità estetiche.

Qui riporto quanto dice la Guida ragionata alla commestibilità dei funghi della regione Piemonte, di Nicoloa Sitta Paolo Davoli, Marco Floriani ed Edoardo Suriano, riguardo alla specie Aleuria aurantia e specie simili:

Pezizaceae s.l. (funghi epigei a coppa o disco).
Il consumo tradizionale di questi ascomiceti, in particolare delle specie primaverili, è diffuso soprattutto in Romagna e aree limitrofe. Numerose specie di Pezizaceae s.l., incluse Discina perlata s.l. (= Gyromitra perlata) e varie specie astipitate di Helvella, vengono indistintamente raccolte e consumate dopo completa cottura, senza che siano segnalati problemi per i consumatori. Il seguente elenco è probabilmente incompleto, ma si possono citare Aleuria aurantia, numerose specie di Peziza s.l. (in particolare quelle di maggiori dimensioni come Geoscypha ampelina, P. badia, P. cerea, P. phyllogena, P. repanda, P. saniosa, P. succosa, P. varia, P. vesiculosa, P. violacea), Otidea spp., Disciotis venosa, Helvella leucomelaena (e altre astipitate, gruppo di H. acetabulum), Sarcoscypha coccinea s.l., Caloscypha fulgens, Melastiza spp., Sowerbyella spp., Humaria hemisphaerica, Tarzetta catinus, Geopora arenicola e G. sumneriana. In linea di massima le specie più raccolte sono le più comuni e quelle di maggiori dimensioni.
Il consumo delle Pezizaceae s.l. non è particolarmente diffuso nel mondo, probabilmente a causa della loro scarsa consistenza, per cui non risultano “redditizie”. Esistono tuttavia eccezioni, come l’utilizzo diffuso (in stato fresco ed essiccato) e la commercializzazione di funghi del genere Geopora in alcune regioni dell’India (Kumar & Sharma 2011). In ambito europeo alcune specie sono elencate fra quelle ammesse alla vendita: Aleuria aurantia in Belgio (2017) e Francia (2017), Disciotis venosa in Belgio (2017), Francia (2017) e Svizzera (2020), Otidea onotica in Francia (2017).
Su diverse pubblicazioni e siti internet si trova l’informazione relativa al consumo di A. aurantia allo stato crudo, oppure imbevuta di zucchero e liquore, usata anche a scopo decorativo per il suo bel colore. Recenti segnalazioni di consumo allo stato crudo si trovano su vari siti internet anche per Sarcoscypha coccinea e S. austriaca, senza che vi siano segnalazioni di problemi per i consumatori. Tuttavia ci sentiamo di sconsigliare tali pratiche in generale per tutti gli ascomiceti epigei e, sebbene la prebollitura non sia necessaria, riteniamo che tutte le Pezizaceae s.l. si possano considerare commestibili solo dopo completa cottura, che in molti casi si raggiunge in pochi minuti, vista la scarsa consistenza di questi funghi.

ALCUNE SPECIE di ASCOMICETI PRIMAVERILI SONO RESPONSABILI DELLA SINDROME MORCHELLICA e GIROMITRICA

⚠️ A volte, potrebbe capitare di aver subìto una intossicazione a causa dell’ingestione di specie simile, assai o in tutto simile, anziché la specie che si credeva di aver raccolto⚠️

Ispettorati micologici

SPECIE SIMILI All’ ALEURIA AURANTIA

In Europa questo fungo arancione brillante, A. aurantia, può essere confuso con alcune delle specie appartenenti ai generi Otidea o Caloscypha , velenose o di commestibilità sconosciuta. La sua morfologia esterna può portare a confusione con un’altra specie, Melastiza chateri .

Questo è un elenco di specie che possono essere confuse o scambiate con Aleuria aurantia.

Ricorda che per la distinzione tra specie, è molto importante non solo osservare il basidioma o ascoma e confrontare i singoli caratteri, ma anche saper riconoscere le specie arboree che si trovano nelle zone circostanti al ritrovamento, l’altitudine, il suolo, quindi l’ambiente in cui ci si trova. Tutte le specie elencate sono ascomiceti, e hanno un ascocarpo a coppa, ovvero un apotecio, per cui è facile confonderle tra di loro.

Aleuria cestrica, è una specie che si distingue facilmente dalla A. aurantia per il suo colore giallo limone candito, la dimensione minore, ioltre fruttifica durante il periodo estivo, caldo.

Scutellinia crinita, è un ascomicete spesso fruttifica in presenza di detriti bruciati o su sterco, ha u apotecio di colore rosso sbiadito, con un margine rivestito da peli appuntiti di colore grigiastro, cresce in estate e autunno.

Scutellinia crucipila, una delle specie che più assomiglia ad Auleria aurantia, tuttavia questa si differisce, poichè ha una colorazione aranciata nettamente più sbiadita e morta, e la superficie superiore del margine di colore marroncino chiaro, inoltre fruttifica spesso su pareti muscimali, o vicino a del muschio.

Caloscypha fulgens, è un ascomicete che cresce prevalentemente in foreste di abete bianco, ha un apotecio subgloboso, semichiuso inizialmente, internamente di colore arancione pallido, mentre all’esterno e sul margine leggermente involuto, con macchie, o riflessi grigio-verdastri-blu. 

Pseudopithyella minuscula, è un fungo abbastanza somigliante ad A. aurantia, però, spesso presenta una colorazione di una tonalità sul rosso pieno, ha un apotecio piatto, discioide, inoltre fruttifica in autunno e inverno, sulla lettiera formata da detriti di Juniperus o di Cupressus.

Neottiella rutilans, ha un apotecio di colore arancione, più spento rispetto ad A. aurantia. La forma è più regolare e uniforme, inoltre vegeta su o tra muschi del genere Polytrichum, dall’estate all’inverno. A differenza dell’A. aurantia, N. rutilans presenta un piccole stipite di colore bianco sporco.

Kotlababea deformis, ha un apotecio molto piccolo, di dimensioni di 5-10 mm di diametro, appena concavo è praticamente piatto, ha un orlo regolare, generalmente involuto, vegeta dalla primavera all’autunno.

Sarcoscypha coccinea, è una scodellina molti simile o quasi identica ad A. aurantia da giovane ma questo fungo cresce esclusivamente su legno in decomposione ed ha la coppetta di colore rosso coccinella.

PHOTOGALLERY DI Aleuria aurantia 📷

Aleuria aurantia 🟠 🍄

Aleuria aurantia
Aleuria aurantia
Aleuria aurantia
Aleuria aurantia
Aleuria aurantia
Aleuria aurantia
Aleuria aurantia
Aleuria aurantia
Aleuria aurantia
Aleuria aurantia a coppetta
Aleuria aurantia
Giovani esemplari di Aleuria aurantia

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Andrea Martinetti

Andrea Martinetti, studente universitario presso facoltà di Scienze Biologiche di Vercelli. Studioso di Micologia. Dal 2024 collabora con Funghimagazine quale autore di articoli sui funghi

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