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Amanita citrina – Tignosa paglierina – Funghi non Commestibili

Ha un odore di rafano tutt’altro che appetibile ed è facilmente confondibile con amanite mortali, se ne sconsiglia perciò il consumo. Come riconoscerla, habitat curiosità e note

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Amanita citrina Pers. 1797

INDICE

Divisione:Basidiomycota
Classe:Basidiomycetes
Ordine:Agaricales
Famiglia:Amanitaceae
Genere:Amanita 
Specie:A. citrina
Nome comune:Amanita citrina, Tignosa paglierina
Tipo nutrimento:Simbionte – micorrizico
Periodo vegetativo:Dall’estate al tardo autunno-inizio inverno
Commestibilità o Tossicità:Non Commestibile

Habitat – Ecologia:

É un fungo assai comune e ben presente in tutta Italia. Vegeta preferibilmente in boschi caldi e poco fitti con suoli acidi, sabbiosi, senza ristagni d’acqua.
Ha scarse esigenze e si presta a fruttificare in simbiosi con una gran varietà di alberi, persino su suoli fortemente acidi in presenza di Betulle e sabbioni granitici dove possono vivere poche altre specie fungine.

Alberi simbionti:

Castagno, Betulla, molte altre latifoglie, e varie Conifere.

Come riconoscerlo:

Il suo nome scientifico ‘citrina‘ → dal latino ‘citrus‘, dovrebbe suggerirci che dobbiamo aspettarci un fungo dal colore del limone, perciò tendenzialmente giallognolo-verdastro.
Il cappello dell’Amanita citrina può presentarsi in colore giallo paglierino o giallo limone chiaro, ma la sua cromìa può variare dal giallo limone al giallo paglierino, giallo pastello, kacki chiaro ma può presentarsi anche con un blando e slavato color bianchiccio-verdognolo e persino completamente bianco negli esemplari albini, con verruche bianche disposte per lo più in circoli concentrici più fitti al centro del cappello, diradandosi in periferia, o persino assenti dopo piogge fitte. Frequentemente le verruche sul cappello si presentano raggruppate in ciuffetti concentrici.
Il gambo e l’anello sono di colore bianchiccio-giallino.
Lo si può riconoscere anche dal suo caratteristico odore che ricorda quello del rafano o di radici troncate, talmente invadente da risultare sgradevole e renderlo praticamente non edibile, anche se non tossico ma con sospetto perché in alcuni soggetti può provocare disturbi gastro-intestinali.

Note:

Si sconsiglia di raccoglierlo e consumarlo anche perché facilmente confondibile con altre amanite tossiche o velenose mortali.

Fotogallery di Amanita citrina:

A fine articolo trovi l’elenco completo di tutte le Specie di funghi già presenti nel nostro:

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Le immagini e le informazioni riportate su funghimagazine.it sono puramente indicative e non possono sostituire l’accertamento effettuato da un professionista. 

NON AFFIDARTI MAI completamente ad una guida on-line o a libri di testo per il riconoscimento di una nuova specie fungina mai raccolta prima, a meno che tu non abbia competenze tecniche micologiche.
Guide, manuali ed articoli descrittivi hanno solo e soltanto scopo didattico.
Esistono centri specializzati presso le ASL (Ispettorati Micologici) o presso le Associazioni Micologiche che sono preposti per il riconoscimento e l’accertamento della commestibilità dei funghi. ‼
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Puoi cercare l’associazione Micologica più vicina a te consultando il sito A.M.B. Associazione Micologica Bresadola, la più antica d’Italia che coordina la gran parte delle Associazioni Micologiche locali.

Oppure puoi consultare il sito A.M.I.N.T Associazione Micologica Italiana Naturalistica Telematica, infine, puoi consultare il sito Nuovamicologia.eu-Associazioni Micologiche Italiane.

Se ritieni che questa guida non sia sufficientemente esaustiva, oppure se hai altre curiosità, potrai scrivermi o puoi lasciare un commento a fondo pagina.

Questa scheda è stata realizzata da Angelo Giovinazzo basandosi su ripetute esplorazioni sul campo effettuate nel corso degli ultimi decenni, e su segnalazioni dei lettori di funghimagazine.it

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