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Amanita muscaria – Ovolo malefico – funghi tossici

Da molti considerato fungo spia dei Porcini, bello da vedersi ma pericoloso perché spesso cresce tra i funghi Porcini ingannando il raccoglitore. L’Amanita muscaria è il sosia tossico dell’Ovolo buono.

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Amanita muscaria (L. : Fr.) Lam. 1783

Divisione:Basidiomycota
Classe:Basidiomycetes
Ordine:Agaricales
Famiglia:Amanitaceae
Genere:Amanita 
Specie:A. muscaria
Nome comune:Amanita muscaria / Ovolo malefico
Tipo nutrimento:Simbionte – micorrizico
Periodo vegetativo:Da maggio a novembre, ma sotto conifere anche a dicembre ed oltre in presenza di inverni poco gelidi e privi di neve
Commestibilità o Tossicità: Tossico-Velenoso
Provoca sindrome panterinica a breve incubazione

Habitat – Ecologia:

É un fungo assai comune e ben presente in tutta Italia. Vegeta indifferentemente sotto una gran varietà di piante, siano esse latifoglie che conifere.
Risulta particolarmente abbondante nei luoghi di crescita, tanto da formare veri e propri agglomerati di esemplari concresciuti l’uno accanto all’altro. Con la comparsa dei primi Boletus edulis arrivano anche le prime nascite di questo fungo che, inizialmente appare tra le fresche e piovose abetaie di montagna, poi in collina ed infine anche in zone litoranee tra la macchia mediterranea, in particolar modo tra cespugli di Cisto o tra Eucalipti. Tra agosto e settembre lo si può trovare anche nel piano montano e nel piano alpino, pure nell’Orizzonte sub-nivale, ben oltre il limite superiore della vegetazione arborea, tra cespuglietti di Uva ursina e salice montano. In pieno inverno lo si trova facilmente nei boschi di Pino, su terrazzi caldi e soleggiati o in pinete litoranee, fino alla comparsa di gelate ripetute e di nevicate non occasionali.

Alberi simbionti:

Latifoglie e Conifere di qualunque specie. Alberi simbionti preferiti: Abete rosso, Abete bianco, Ginepro, Pino mugo, Pino strobo, Pino di douglas, Pini di altro genere, montani o mediterranei, Faggio, Betulla, Castagno, cespugli di Mirtillo, Rododendro, Uva ursina, Salice alpino ed altri cespuglietti dell’Orizzonte nivale, Macchia Mediterranea e bosco mediterraneo, in particolar modo tra Cisto ed Eucalipto.

Come riconoscerlo:

L’Amanita muscaria la riconosci dal suo inconfondibile aspetto da fungo delle fiabe. Il colore del suo cappello è inconfondibile, anche se spesso si rivela essere la trappola degli stolti, degli ignoranti che raccolgono e consumano funghi con allarmante leggerezza senza aver una vera coscienza di ciò che stanno facendo.

Il cappello dell’Amanita muscaria si presenta sempre con tonalità accese di un colore rosso cardinale, fragola, fuoco, mattone, veneziano o pompeiano, rosso-arancio o arancio scuro e quasi mai arancio chiaro, anche quando si presenta glabro-liscio, ovvero completamente privo delle caratteristiche verruche piramidali che lo ricoprono, ma soprattutto con lamelle ed anello bianchi e non giallo.

Molti cercatori privi di conoscenza sui funghi, incontrando una Amanita muscaria privata dalla pioggia delle sue caratteristiche verruche bianche, credono di aver trovato delle Amanite cæsarea e, senza portare i funghi ad analizzare da un esperto presso l’ASL o Associazione Micologica, lo consumano finendo dritti all’ospedale, se non direttamente in obitorio.

Va detto che gli habitat delle due specie A. muscaria ed A. cæsarea sono spesso diametralmente differenti, eppure c’è ancora chi li raccoglie all’acqua di rose mettendo a serio rischio la propria vita.

Il gambo bianco è cavo vicino al cappello ma pieno alla base dove ha un grosso bulbo che da giovane è coperto da evidenti verruche concentriche.

Cresce sia su lettiera che tra i muschi o in mezzo all’erba, talvolta anche su terreni spogli con radici capillari affioranti, soprattutto in presenza di Betulle cresciute su sabbioni granitici molto acidi ed inospitali.

É raro trovare un solo esemplare di A. muscaria isolato. Di solito fruttifica invece in colonie di più esemplari, e sempre associato alle medesime piante.

Note e curiosità:

Il nome scientifico ‘muscaria‘ → dal latino ‘riguardante le mosche‘ ci ricorda che questo fungo in passato è stato utilizzato per attirare ed uccidere le mosche. Ancor oggi in alcuni luoghi si usa cospargere di latte questo fungo, così da attirare le mosche che bevendo questo latte avvelenato moriranno.

Nel corso del tempo si è guadagnato l’appellativo di ‘fungo spia dei Porcini’ tanto che nel Triveneto è anche detto ‘Segnabrise‘ (le Brise sono i Porcini).

In effetti questo fungo ha la caratteristica di micorrizare radici di alberi già micorrizati dai funghi Porcini. Ciò nonostante non è automatico che dove c’è questo fungo ci sia anche il Porcino, anche perché le due specie, se micorrizano uno stesso albero, tendono a sfruttarlo in tempi diversi. In un primo tempo avviene una ‘buttata’ di fungi Porcini giovani. Dopo alcuni giorni cessano le nascite di questi giovani esemplari che iniziano a diventare adulti più rapidamente.

Non appena nascite di Porcini giovani si fanno più rade, iniziano le prime nascite di A. muscaria. Quando queste diventano adulte è da ritenersi iniziata la fase di riposo vegetativo dei Boleti che, di norma, attendono almeno altri 15/20 giorni prima del prossimo ciclo vegetativo.

La presenza di A. muscaria adulte deve perciò farci capire che avremo poche possibilità di trovare funghi Porcini, a meno che questi non siano stati dimenticati/non visti da altri cercatori o che siano nati in luoghi non frequentati.

Prestare molta attenzione nel caso in cui giovani esemplari di A. muscaria siano cresciuti tra giovani esemplari di Boleti perché potrebbero risultare piuttosto simili e trarci in inganno.

L’Amanita muscaria è un fungo velenoso la cui tossicità si presenta con forme e manifestazioni differenti da luogo a luogo e da persona a persona.

Se ne deduce perciò che un esemplare ingerito potrebbe risultare velenoso-mortale su alcuni soggetti, ma poco più che fonte di medi disturbi gastrointestinali su di altri. 

Sul web si leggono molte fake news riguardanti questo fungo.

Spesso prive di fonte o di riscontri scientifici. Diffidate da chiunque vi dica che se ne può far qualsivoglia uso anche solo sporadico. La legge italiana dice che questo fungo è velenoso e ne è vietato il consumo, perciò non citerò alcun uso improprio che alcuni soggetti fanno di questo fungo.

A fine articolo trovi l’elenco completo delle Specie di funghi già presenti nel nostro:

ATLANTE DEI FUNGHI

Fotogallery di Amanita muscaria:

ATTENZIONE

Le immagini e le informazioni riportate su funghimagazine.it sono puramente indicative e non possono sostituire l’accertamento effettuato da un professionista. 

NON AFFIDARTI MAI completamente ad una guida on-line o a libri di testo per il riconoscimento di una nuova specie fungina mai raccolta prima, a meno che tu non abbia competenze tecniche micologiche.
Guide, manuali ed articoli descrittivi hanno solo e soltanto scopo didattico.
Esistono centri specializzati presso le ASL (Ispettorati Micologici) o presso le Associazioni Micologiche che sono preposti per il riconoscimento e l’accertamento della commestibilità dei funghi. ‼
ISPETTORATI MICOLOGICI IN ITALIA


PRIMA DI CONSUMARE FUNGHI A TE SCONOSCIUTI, TI RACCOMANDO DI RIVOLGERTI PER IL RICONOSCIMENTO AD UNA ASL, OPPURE AD UNA DELLE TANTE ASSOCIAZIONI MICOLOGICHE

Puoi cercare l’associazione Micologica più vicina a te consultando il sito A.M.B. Associazione Micologica Bresadola, la più antica d’Italia che coordina la gran parte delle Associazioni Micologiche locali.

Oppure puoi consultare il sito A.M.I.N.T Associazione Micologica Italiana Naturalistica Telematica, infine, puoi consultare il sito Nuovamicologia.eu-Associazioni Micologiche Italiane.

Se ritieni che questa guida non sia sufficientemente esaustiva, oppure se hai altre curiosità, potrai scrivermi o puoi lasciare un commento a fondo pagina.

Questa scheda è stata realizzata da Angelo Giovinazzo basandosi su ripetute esplorazioni sul campo effettuate nel corso degli ultimi decenni, e su segnalazioni dei lettori di funghimagazine.it

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