funghimagazine.it
Funghi Magazine - Il magazine on-line sui funghi d'Italia. Aggiornamenti funghi, articoli e notizie sui funghi, segnalazioni in tempo reale. dove nascono i funghi e la tabella sulle nascite e crescite dei funghi con il Semaforo dei Funghi

Amanita muscaria – Ovolo malefico

Amanita Muscaria o Ovolo malefico. Da molti considerato fungo spia dei Porcini, bello da vedersi ma pericoloso perché spesso cresce tra i funghi Porcini ingannando il raccoglitore. L’Amanita muscaria è il sosia tossico dell’Ovolo buono.

0 5.878

Get real time updates directly on you device, subscribe now.

Amanita muscaria – Falso ovolo

Ultima revisione scheda: Maggio 2021

Amanita muscaria (L.) Lam., 1783

Divisione:Basidiomycota
Classe:Basidiomycetes
Ordine:Agaricales
Famiglia:Amanitaceae
Genere:Amanita
Specie:A. muscaria
Nome comune:Cocco matto, Cocco velenoso, Falso Ovolo, Fungo allucinogeno, Fungo dei Puffi, Ovolo malefico, Ovolaccio. Tradotto da altre lingue suona: Agarico delle mosche, Fungo delle mosche, Fungo velenoso rosso, Scacciamosche, Agaruco dipinto, Falso ovolo
Nomi obsoleti:Da sempre chiamato A. muscaria
Tipo nutrimento:Simbionte-micorrizico
Periodo vegetativo:Da Maggio a Novembre, ma, in assenza di gelo e neve, sotto conifere in luoghi caldi e ben soleggiati, può vegetare fino a Dicembre inoltrato
Commestibilità o Tossicità:Tossico – Velenoso – Allucinogeno
Muscarina, Muscimolo e Acido ibotenico, presenti nel fungo provocano intossicazioni e sindrome panterinica a breve incubazione.

AMANITA MUSCARIA

E’ un fungo tossico-velenoso responsabile di un gran numero di intossicazioni-avvelenamenti, sia per superficialità di cercatori che, allo stadio di ovolo chiuso lo scambiano per un micro-porcino, sia per ignoranza, per aver dato retta a fake news che girano sul web, in cui si dice, erroneamente, che c’è chi lo mangia senza aver mai avuto alcuna conseguenza.

NOMI INTERNAZIONALI

HABITAT ED ECOLOGIA

L’Amanita muscaria è un fungo assai comune e ben presente in tutta Italia, oltre che nel resto del nostro pianeta.

Originaria delle sole regioni temperate dell’Emisfero Boreale (Emisfero Settentrionale), nel corso dell’ultimo secolo la sua distribuzione si è involontariamente estesa anche all’Emisfero Australe, attraverso l’esportazione soprattutto di Betulle ed Abeti micorrizati.

Vegeta indifferentemente sotto una gran varietà di piante, siano esse latifoglie o conifere.

Nell’Emisfero Boreale di solito crea simbiosi con le Betulle, Abete Rosso, Abete Bianco ed alcune specie di Pino (Pinus).

In Italia, oltre a Betulla ed Abeti, si rinviene spesso sotto Quercia, Castagno, Faggio, Tiglio, bosco misto di latifoglie, Ginepro, Pino mugo, Pino strobo, Pino di Douglas, cespugli di Mirtillo, Rododendro, Uva ursina, Salice alpino ed altri cespuglietti dell’Orizzonte nivale.

Nella Macchia Mediterranea (oltre che nelle Penisola Iberica) può associarsi anche all’Eucalipto, oltre che a diversi arbusti di Macchia quali il Cisto e l’Erica Arborea.

Oggi è diffusamente presente nell’Emifero Australe soprattutto in Australia dove sta iniziando a spiazzare le specie autoctone in tutte le piantagioni di alberi introdotti; la Specie più facilmente micorrizabile risulta essere la Betulla argentata (Betula pendula) [Fonte Wikipedia UK].

Amanita muscaria risulta essere particolarmente abbondante nei luoghi di crescita, tanto da formare veri e propri agglomerati di esemplari concresciuti l’uno accanto all’altro.

Di solito in Italia, con la comparsa dei primi Boletus edulis, arrivano in contemporanea anche timide nascite di questo fungo che, dopo una prima contenuta buttata, risulta più abbondante con l’arrivo dei primi freddi.

Inizialmente appare tra le fresche e piovose abetaie di montagna, poi in quantità maggiore in collina ed infine anche in zone litoranee tra la macchia mediterranea, in particolar modo tra cespugli di Cisto (Cistus) o tra Eucalipti; tra agosto e settembre lo si può trovare anche nel piano montano e nel piano alpino, pure nell’Orizzonte sub-nivale, ben oltre il limite superiore della vegetazione arborea, tra cespuglietti di Uva ursina e salice montano; in pieno inverno lo si trova facilmente nei boschi di Pino, su terrazzi caldi e soleggiati o in pinete litoranee, fino alla comparsa delle prime gelate e nevicate.

Come riconoscerlo:

L’Amanita muscaria la riconosci dal suo inconfondibile aspetto da fungo delle fiabe.

Il colore del suo cappello è inconfondibile, anche se spesso si rivela essere la trappola degli stolti, di coloro che ignorano, ma ciò nonostante raccolgono e consumano ugualmente funghi con allarmante leggerezza senza aver una vera coscienza di ciò che stanno facendo.

Il cappello dell’Amanita muscaria si presenta sempre con tonalità accese di un colore rosso cardinale, fragola, fuoco, mattone, veneziano o pompeiano, rosso-arancio o arancio scuro e quasi mai arancio chiaro, anche quando si presenta glabro-liscio, ovvero completamente privo delle caratteristiche verruche piramidali che lo ricoprono, ma soprattutto con lamelle ed anello bianchi e non giallo.

Molti cercatori privi di conoscenza sui funghi, incontrando una Amanita muscaria privata dalla pioggia delle sue caratteristiche verruche bianche, credono di aver trovato delle Amanite cæsarea e, senza portare i funghi ad analizzare da un esperto presso l’ASL o Associazione Micologica, lo consumano finendo dritti all’ospedale, se non direttamente in obitorio.

Va detto che gli habitat delle due specie A. muscaria ed A. cæsarea sono spesso diametralmente differenti, eppure c’è ancora chi li raccoglie all’acqua di rose mettendo a serio rischio la propria vita.

Il gambo bianco è cavo vicino al cappello ma pieno alla base dove ha un grosso bulbo che da giovane è coperto da evidenti verruche concentriche.

Cresce sia su lettiera che tra i muschi o in mezzo all’erba, talvolta anche su terreni spogli con radici capillari affioranti, soprattutto in presenza di Betulle cresciute su sabbioni granitici molto acidi ed inospitali.

É raro trovare un solo esemplare di A. muscaria isolato. Di solito fruttifica invece in colonie di più esemplari, e sempre associato alle medesime piante.

Note e curiosità:

Il nome scientifico ‘muscaria‘ → dal latino ‘riguardante le mosche‘ ci ricorda che questo fungo in passato è stato utilizzato per attirare ed uccidere le mosche. Ancor oggi in alcuni luoghi si usa cospargere di latte questo fungo, così da attirare le mosche che bevendolo moriranno avvelenate.

Nel corso del tempo Amanita muscaria si è guadagnata l’appellativo di ‘fungo spia dei Porcini’ tanto che nel Triveneto è anche detto ‘Segnabrise‘ (le Brise sono i Porcini).

In effetti questo fungo ha la caratteristica di micorrizare radici di alberi già micorrizati dai funghi Porcini. Ciò nonostante non è automatico che dove c’è questo fungo ci sia anche il Porcino, anche perché le due specie, se micorrizano uno stesso albero, tendono a sfruttarlo in tempi diversi. In un primo tempo avviene una ‘buttata’ di fungi Porcini giovani. Dopo alcuni giorni cessano le nascite di questi giovani esemplari che iniziano a diventare adulti più rapidamente.

Non appena nascite di Porcini giovani si fanno più rade, iniziano le prime nascite di A. muscaria. Quando queste diventano adulte è da ritenersi iniziata la fase di riposo vegetativo dei Boleti che, di norma, attendono almeno altri 15/20 giorni prima del prossimo ciclo vegetativo.

La presenza di A. muscaria adulte deve perciò farci capire che avremo poche possibilità di trovare funghi Porcini, a meno che questi non siano stati dimenticati/non visti da altri cercatori o che siano nati in luoghi non frequentati.

⚠️ Prestare molta attenzione nel caso in cui giovani esemplari di A. muscaria siano cresciuti tra giovani esemplari di Boleti perché potrebbero risultare piuttosto simili e trarci in inganno.

⚠️ L’Amanita muscaria è un fungo velenoso la cui tossicità si presenta con forme e manifestazioni differenti da luogo a luogo e da persona a persona.

Se ne deduce perciò che un esemplare ingerito potrebbe risultare velenoso-mortale su alcuni soggetti, ma poco più che fonte di medi disturbi gastrointestinali su di altri.

⚠️ Sul web si leggono molte fake news riguardanti questo fungo. Spesso prive di fonte o di riscontri scientifici. Diffidate da chiunque vi dica che se ne può far qualsivoglia uso anche solo sporadico. La legge italiana dice che questo fungo è velenoso e ne è vietato il consumo, perciò non citerò alcun uso improprio che alcuni soggetti fanno di questo fungo.

⚠️ ATTENZIONE ⚠️

Per quanto accurate possano essere le schede sui funghi di funghimagazine, ti ricordiamo che:

Le immagini e le informazioni riportate su funghimagazine.it sono puramente indicative e non possono sostituire l’accertamento effettuato da un professionista.

⚠️ NON AFFIDARTI MAI completamente ad una guida on-line o a libri di testo per il riconoscimento di una nuova specie fungina mai raccolta prima, a meno che tu non abbia competenze tecniche micologiche.

Guide, manuali ed articoli descrittivi hanno solo e soltanto scopo didattico.

Esistono centri specializzati presso le ASL (Ispettorati Micologici) o presso le Associazioni Micologiche che sono preposti per il riconoscimento e l’accertamento della commestibilità dei funghi.

ISPETTORATI MICOLOGICI IN ITALIA

⚠️ PRIMA DI CONSUMARE UN FUNGO A TE SCONOSCIUTO, TI RACCOMANDIAMO DI RIVOLGERTI PER IL RICONOSCIMENTO, SOLO E SOLTANTO AD UNA ASL O AD UNA DELLE TANTE ASSOCIAZIONI MICOLOGICHE PRESENTI SUL TERRITORIO.

⚠️ Puoi cercare l’associazione Micologica più vicina a te consultando il sito Nuovamicologia.eu-Associazioni Micologiche Italiane. Oppure: UMI Unione Micologica Italiana ASP.

NB: tutte le schede dei funghi presenti su funghimagazine.it sono il frutto di attento studio, osservazioni, raccolta e fotografia degli stessi, fatta direttamente sul campo e poi integrata a casa, e non il classico copia-incolla da testi o altre recensioni trovate sul web.

Man mano che nuovi funghi vengono studiati, seguono le pubblicazioni di nuove schede che potrai trovare nell’ATLANTE DEI FUNGHI di funghimagazine.

Puoi trovare molte altre foto sul nostro profilo INSTAGRAM. Non dimenticare di taggare le tue foto con l’hastag #funghimagazine o di taggarci tramite @funghimagazine

FOTOGALLERY

Amanita muscaria

Amanita muscaria avvelenamento
Esemplari di Amanita muscaria
Amanita muscaria Ovolo malefico
Giovani esemplari di Amanita muscaria quasi prive di verruche
Amanita muscaria Ovolo malefico
Amanita muscaria in habitat di Abete
Amanita muscaria Ovolo malefico
Primo piano sulle caratteristiche verruche dell’Amanita muscaria
Amanita muscaria Ovolo malefico
Amanite muscaria aggregate in bosco misto di Abete e Quercia
famiglia di porcini
Bella famigliola di funghi Porcini con Amanita muscaria. Foto Gabriele MI
Amanita muscaria Ovolo malefico
Amanite muscaria in habtitat tra le Betulle
Amanita muscaria Ovolo malefico
Amanite muscaria in boschetto di Betulle
Amanita muscaria Ovolo malefico
Amanite muscaria in habitat
Meteofunghi 30-10-2020
Meteofunghi 30-10-2020 – Fungo Porcino cresciuto circondato da Amanita muscaria – foto: A. Giovinazzo

Get real time updates directly on you device, subscribe now.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: