Caloboletus calopus
Caloboletus calopus

Caloboletus calopus

CALOBOLETUS CALOPUS (Pers.) Vizzini

Caloboletus calopus scheda illustrativa
Scheda illustrativa di Caloboletus calopus

DESCRIZIONE SOMMARIA

Qual è il colore prevalente?

Arcobaleno dei funghi colori marroni-rossi caloboletus calopusNell’Arcobaleno dei Funghi: → Grigio-beige/olivastro, Ocra-brunastro, Giallo-rosso Imbluente alla manipolazione

Come riconoscere al volo Caloboletus calopus?

Il Boleto dal bel piede è un “fungo con i tubuli” (fungo con la spugna), appartenente alla famiglia delle Boletaceae. È una specie abbastanza diffusa, sebbene non si trovi ovunque, e fruttifica dall’estate all’autunno. È facilmente riconoscibile grazie ai suoi cromatismi eccentrici: il gambo presenta sfumature gialle e rosse che diventano bluastre al tocco, mentre la cuticola del cappello è grigio-ocra, spesso screpolata in condizioni di clima asciutto. Questo fungo non è commestibile a causa del suo forte sapore amaro e del netto odore sgradevole. Inoltre, è responsabile di alcuni casi di intossicazione, quindi è importante evitarne il suo consumo.

Boleto dal bel piede, Porcino a gambo rosso

Sinonimi obsoleti:

Boletus calopus Pers., Syn. meth. fung. (Göttingen) (1801)
Boletus calopus var. ruforubriporus Bertéa & Estadès [as ‘ruforubraporus’], Docums Mycol. (2001)
Boletus lapidum J.F. Gmel., Syst. Nat., Edn (1792)
Boletus olivaceus Schaeff., Fung. bavar. palat. nasc. (Ratisbonae) (1774)
Boletus pachypus var. olivaceus (Schaeff.) Pers., Mycol. eur. (Erlanga) (1825)
Boletus subtomentosus subsp. calopus (Pers.) Pers., Mycol. eur. (Erlanga) (1825)
Boletus subtomentosus var. calopus (Pers.) Duby, Bot. Gall., Edn 2 (Paris) (1830)
Caloboletus calopus var. ruforubriporus (Bertéa & Estadès) Blanco-Dios [as ‘ruforubraporus’], Index Fungorum (2015)
Dictyopus calopus (Pers.) Quél., Enchir. fung. (Paris) (1886)
Dictyopus olivaceus (Schaeff.) Quél., Enchir. fung. (Paris) (1886)
Suillus calopus (Pers.) Poiret, in Lamarck, Encycl. Méth. Bot. (Paris) (1806)
Suillus olivaceus (Schaeff.) Kuntze, Revis. gen. pl. (Leipzig) (1898)
Tubiporus calopus (Pers.) Maire, Publ. Inst. Bot. Barcelona (1937)
Tubiporus olivaceus (Schaeff.) Ricken, Vadem. Pilzfr. (1918)

Caloletus calopus (Pers.) Vizzini
Ex Boletus calopus

Divisione:Basidiomycota
Classe:Agaricomycetes
Ordine:Boletales
Famiglia:Boletaceae
Genere:Caloboletus
Specie:C. calopus
Nome italiano:Porcino dal bel piede, Porcino a gambo rosso
Tipo nutrimento:Micorrizico
Periodo vegetativo:dall’estate all’autunno
Commestibilità o Tossicità:Non commestibile – Tossico ✋⛔️ 

NOMI INTERNAZIONALI

  • Inglese-English: bitter beech bolete, scarlet-stemmed bolete
  • Bulgaro-български: Красива манатарка
  • Catalano-català: Hřib kříšť
  • Spagnolo-español: pie rojo amargo
  • Ceo-čeština: holubinka nazelenalá
  • Tedesco-Deutsch: Schönfuß-Röhrling, Dickfuß-Röhrling
  • Basco-euskara: Onddo hankaeder
  • Finlandese-suomi: Kaunojalkatatti
  • Francese-français: Bolet à beau pied
  • Ungherese-magyar: Farkastinóru
  • Giapponese-日本語: アシベニイグチ
  • Lituano-lietuvių: Gražiakotis baravykas
  • Lettone-latviešu: Resnkāta beka
  • Olandese-Nederlands: Pronksteelboleet
  • Polacco-polski: Borowik żółtopory
  • Rumeno-română: Hrib frumos, hrib cu picior frumos
  • Sloveno-slovenščina: Leponogi goban
  • Svedese-svenska: Bittersopp

Nomi comuni italiani

Essendo un Boleto abbastanza diffuso in tutta Italia, è accomunato ai suoi familiari per diversi caratteri simil-uguali; è facilmente riconoscibile o comunque distintivo per il suo aspetto e le colorazioni eccentriche del gambo (giallo-rosse) e delle carni che diventano bluastre dopo la manipolazione. Questa specie fungina è comunemente nota come boleto dal bel piede o Porcino dal gambo rosso, proprio a causa di questi dettagli macroscopici che la contraddistinguono.

Questi ultimi sono anche i nomi più comunemente diffusi per questa specie di fungo. Generalmente viene anche chiamato “malefico” per via del suo aspetto poco invitante che fa pensare molto velocemente che si ha a che fare con un fungo tossico o comunque pericoloso dal punto di vista della commestibilità.

Di seguito, gli altri nomi dialettali comunemente utilizzati in Italia: malefico (Senese); Firin, Feren, Fron, Dotto (Provincia di Massa e Carrara); Ferrone (Livornese); Sillu amaru (Cosentino); Fungiu i petra (Reggino).

Etimologia

L’epiteto specifico “calopus” deriva dalla combinazione delle parole greche “Kalòs“, che significa bello, e “poùs“, che si traduce come piede. Questo termine descrive in modo accurato la colorazione giallo-rossa graduata del gambo reticolato di questo fungo.

Traduzioni in italiano dei nomi internazionali

I nomi comuni internazionali sono per lo più basati sulla traduzione locale dell’epiteto latino “calopus“, oppure fanno riferimento alla sua non commestibilità e al sapore amarognolo della carne, spesso associato a connotazioni negative. Ecco alcuni dei nomi comuni stranieri:

  • In Inglese il fungo è detto Boleto di faggio amaro o Boleto dal gambo scarlatto;
  • In Bulgaro è Un bellissimo fungo;
  • In Catalano è detto il killer amaro o Astore amaro;
  • In Ceco è detto Battesimo dei funghi;
  • In Tedesco sono Porcini dai piedi belli, Porcini dai piedi grossi o Boleti dai piedi graziosi;
  • In Spagnolo è Piede rosso amaro;
  • In Finlandese è detto Bellissimo piede di gatto;
  • In Francese come in Italiano è Boleto dal bel piede;
  • In Olandese è detto Porcino dal gambo bello o Porcino scarlatto;
  • In Polacco sono Boleti dalle zampe gialle;
  • In Rumeno è detto Bel fungo o fungo con un bel piede;
  • In Norvegese è Fungo tubo amaro, Fungo pipa amaro o semplicemente Fungo porcino amaro;

DISTRIBUZIONE


Caloboletus calopus è un fungo ectomicorrizico che predilige suoli calcarei

Si tratta di una specie fungina che apparentemente è originaria dell’Europa, ma che è diffusa anche in Nord America (USA, Canada) e Asia (Giappone).
Tra i paesi europei dove è segnalata la sua presenza ci sono: Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Francia, Gibilterra, Croazia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Ungheria, Germania, Norvegia, Polonia, Portogallo, Austria, Slovacchia, Slovenia, Regno Unito (con l’Isola di Man), Spagna, Svezia e Svizzera.

Boletus calopus è stato registrato anche nella regione del Mar Nero in Turchia, sotto Populus ciliata e Abies pindrow a Rawalpindi e Nathia Gali in Pakistan, nella provincia dello Yunnan in Cina, in Corea e a Taiwan.

Questo fungo può essere abbondante in alcune zone e più raro in altre. Predilige vegetare soprattutto nelle zone temperate, nel bosco mesofilo, e si sviluppa in modo particolare nelle zone montane, formando simbiosi ectomicorriziche con Abete rosso e Faggio.
Il periodo di crescita va da luglio a dicembre, con una preferenza per suoli calcarei. I corpi fruttiferi si presentano sia singolarmente che in grandi gruppi.

HABITAT / ECOLOGIA

🌲🌿🍂🍁L’HABITAT del Caloboletus calopus

Caloboletus calopus
Caloboletus calopus ex Boletus calopus

L’habitat ideale per il Caloboletus calopus

Si tratta di una specie ecotomicorrizica, il che significa che vegeta nutrendosi grazie al rapporto di simbiosi che crea con le piante ospiti.

Si tratta di una delle tante tipologie di micorriza, che interessa le piante d’alto fusto degli ecosistemi forestali e che, si realizza attraverso una associazione simbiotica (di simbiosi) tra radici delle piante ed ife fungine. ► Puoi approfondire questo argomento consultando la voce di Enciclopedia ectomicorriza.

Questo fungo prospera su suoli calcarei e può essere rinvenuto da luglio a ottobre, prevalentemente nei boschi misti di conifere come Abete rosso e Abete bianco, nonché nelle latifoglie come Faggio e Castagno. La sua crescita avviene spesso in gruppi di diversi esemplari. Nonostante sia un fungo abbastanza comune, la sua diffusione non è uniforme su tutto il territorio nazionale.

La sua predilezione per suoli con pH alcalino o basico, orienta la sua distribuzione principalmente in diverse regioni italiane, concentrandosi soprattutto nelle zone montane e prealpine.

Ad esempio, nelle aree calcaree delle Alpi italiane, è possibile osservare boschi misti di conifere (come l’Abete rosso) e latifoglie (come il Faggio), accompagnati da una varietà di piante adattate alle condizioni alcaline del suolo.

In Italia, i terreni calcarei sono presenti in diverse regioni, ma sono particolarmente diffusi nelle zone montane e prealpine, che includono le Alpi orientali, gli Appennini lungo la dorsale della penisola, le regioni carsiche come l’Altopiano del Carso lungo il confine con la Slovenia e alcune zone prealpine. Anche alcune isole italiane, come la Sardegna, possono ospitare suoli calcarei, soprattutto nelle aree montuose.

💥🔥 Piccole curiosità

💥 Insieme al Butyriboletus radicans, fa parte della Sez. Calopodes, che comprende boleti caratterizzati da pori gialli e carne estremamente amara.

💥 Il termine “bel piede” sottolinea la particolarità e la bellezza dei cromatismi tipici di questa specie. Gli esemplari presentano una fiammatura rosso carminio sul gambo, in netto contrasto con il giallo vivace dei pori, conferendo al fungo un aspetto esclusivamente decorativo, ideale per essere ammirato e fotografato. Tuttavia, è importante notare che cuocere erroneamente anche un solo esemplare in un mix di ingredienti rende l’intero piatto immangiabile a causa del suo forte sapore amaro.

⛔🖐️ La confusione tra le diverse specie di funghi è sempre un rischio presente. È fondamentale astenersi dal consumare funghi sconosciuti senza prima averli mostrati a un Ispettore ASL o a un Micologo professionista che possa esaminarli di persona, evitando di basarsi unicamente su fotografie. L’opinione di vicini di casa o “esperti” che si basano su foto sui social media per giudicarne l’edibilità è estremamente pericolosa e deve essere condannata e segnalata senza esitazione.

⛔🖐️ Le nuove specie di funghi, che fino ad ora ci erano sconosciute, vanno raccolte solamente se si è accompagnati da cercatore esperto e vanno fatte vedere ad un Ispettore ASL o Micologo professionista, non al proprio vicino di casa!

SEGNI DISTINTIVI / CARATTERISTICHE

COME RICONOSCERE IL CALOBOLETUS CALOPUS 🔬🔍

Il carpoforo-corpo fruttifero di questo fungo è formato da un cappello, al di sotto del quale si trova una “spugna” formata da tubuli e pori.

Il cappello è compatto e carnoso, inizialmente di forma emisferica, successivamente convesso e infine appiattito, con un margine sporgente.
La cuticola è asciutta e presenta una superficie vellutata-feltrata, con colorazioni che variano da grigio-beige a grigio-olivastro, talvolta con sfumature ocra-brunastre.
Spesso, a causa delle condizioni climatiche secche, la cuticola può presentare screpolature.
Il diametro medio del cappello è di 10/25 (30) cm.

💥 I pori sono di colore giallo, la distintiva fiammatura rosso carminio alla base del gambo, il gusto della carne e l’odore inconfondibile facilitano l’identificazione 💥

La carne è soda e compatta nei giovani esemplari, per poi diventare molle in quelli maturi. Presenta una colorazione crema-biancastra o giallo pallido, con tonalità rossastre alla base del gambo e una transizione verso un verde bluastro intenso alla sezione. L’odore è caratterizzato da una nota acidula, simile a quella della colla vinavil, mentre il sapore è nettamente amaro.

L’imenoforo, cioè la parte fertile del fungo, si trova nella parte inferiore del cappello ed è composto da tubuli lunghi, adnati e quasi liberi verso il gambo. Questi tubuli sono inizialmente di colore giallo, per poi assumere tonalità olivastre e virare all’azzurro bluastro alla sezione.

I pori sono di dimensioni ridotte, arrotondati e presentano lo stesso colore dei tubuli, virando rapidamente al blu alla pressione.

Le spore sono lisce, subfusiformi, gialle al microscopio, bruno-olivastre in massa. Misurano 10–16 per 4,5–5,5 µm.

Il gambo, estremamente variabile nella sua forma, è bulboso-ventricoso nei giovani esemplari, assumendo poi una forma cilindracea o clavata, talvolta con una base allargata, obeso o anche ricurvo.
La parte superiore del gambo è di colore giallo, mentre la parte inferiore presenta una tonalità rosso carminio.

Il gambo è attraversato da un reticolo a maglie allungate di colore giallo chiaro-biancastro nella parte superiore, che gradualmente si scurisce verso la base, risultando concolore al fondo; manifesta una tendenza a virare al blu alla manipolazione. Le dimensioni del gambo possono raggiungere gli 8/15 cm di lunghezza e 4/5 cm di diametro.

COMMESTIBILITA’

TRATTASI DI UN FUNGO TOSSICO RESPONSABILE DI SINDROME GASTROINTESTINALE! 😖😵‍💫

Per quanto riguarda la commestibilità di questo fungo, sebbene presenti un aspetto visivamente gradevole, risulta completamente inadatto al consumo a causa del suo odore sgradevole e del sapore amaro della carne. La sua ingestione può causare casi di intossicazione, manifestando una sindrome gastrointestinale costante. È fondamentale ribadire con enfasi che la raccolta di questo fungo dovrebbe avvenire solo da parte di individui esperti e informati, consapevoli della specie fungina in questione e delle sue proprietà, al solo scopo di studio.

Senza voler demonizzare nulla e senza voler creare inutili allarmismi, non possiamo che rilevare come, ogni anno, diverse persone, talvolta anche intere famiglie, com’è il caso di Napoli-maggio 2023, finiscono intossicate o direttamente al cimitero per un consumo non consapevole di funghi raccolti all’acqua di rose, avendo scambiato funghi tossici-velenosi per specie commestibili.

La raccolta di funghi di piccole dimensioni non va effettuata perché, raccogliendo funghi immaturi non si consente ai funghi stessi di produrre i loro preziosi semi, le spore e, al contempo, non consente ai funghi di sviluppare quei caratteri distintivi utilili ad una loro corretta identificazione.

Fatte queste dovute premesse, vediamo cosa dicono al riguardo gli autorevoli autori Nicola Sitta, Paolo Davoli, Marco Floriani e Edoardo Suriano, nella loro importante: “Guida ragionata alla Commestibilità dei Funghi“:

Caloboletus (=Boletus sez. Calopodes)

“Le specie di questo genere hanno caratteristico sapore amaro, più o meno avvertibile da parte dei singoli soggetti. Caloboletus radicans è responsabile di casi di intossicazione con sindrome gastrointestinale, in numero modesto ma comunque abbastanza significativo rispetto a un consumo alimentare praticamente inesistente. Tomasi (1972) afferma di avere fatto prove di consumo di questa specie dopo cottura “in intingolo” e “senza risentirne la minima conseguenza”; tuttavia, non essendo un fungo consumato tradizionalmente, i dati a disposizione sono troppo pochi, per cui può essere classificato come tossico gastrointestinale incostante. C. calopus è tradizionalmente consumato in alcune zone dell’Italia meridionale, in particolare nella Calabria Jonica, dopo trattamenti di risciacquo e prebollitura con eliminazione dell’acqua. Si sono registrate occasionali lievi intossicazioni gastrointestinali che, soprattutto in territori ove la specie non è conosciuta, possono essere dovute almeno in parte alla componente psicologica (paura derivante dall’avvertire inaspettatamente il sapore amaro). Diverse prove di consumo effettuate da Tomasi (1972), con varie modalità di cottura, hanno consentito di confutare alcune segnalazioni di tossicità, già considerate poco affidabili, nella letteratura precedente. Al di là del sapore, tuttavia, occorre considerare la confondibilità di C. calopus con altri boleti viranti e in particolare con B. satanas, inoltre i trattamenti effettuati nelle zone di consumo tradizionale sono abbastanza complessi. Pertanto, si tratta di una specie da considerare sconsigliata“.


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⚠️ NON AFFIDARTI MAI completamente ad una guida on-line o a libri di testo per il riconoscimento di una nuova specie fungina mai raccolta prima, a meno che tu non abbia competenze tecniche micologiche.
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SPECIE SIMILI

Caloboletus calopus è un fungo di non facile identificazione, a causa dei suoi cromatismi che potrebbero confondere il cercatore di funghi distratto o poco informato. Tuttavia, come già ribadito, esistono alcuni caratteri macroscopici utili a differenziare C. calopus da altre specie simili.

💥 La vivace colorazione del gambo, in contrasto con il grigio scialbo del cappello, rende più agevole l’identificazione 💥

Tra similitudini e alcune diversità, ecco alcuni funghi facilmente confondibili con Caloboletus calopus:

Caloboletus radicans, velenoso e responsabile di intossicazioni con sindrome gastrointestinale; ha cuticola biancastra-latte-grigiastra; Tubuli giallo-verdognolo che virano all’azzurro al taglio con pori gialli che virano rapidamente al blu. Gambo tozzo cilindrico allargato alla base, radicante, biancastro con sfumature giallo-chiaro e più scuro alla base. Non ha colori rossi sul gambo. Vira al verde-azzurrognolo. Ha un fine reticolo che può però risultare anche assente o invisibile a occhio nudo.

► Rubroboletus satanas, dalle elevate proprietà tossiche, è caratterizzato da tubuli giallognoli, gialloverdastro che virano al blu, pori arancio-rosso sangue, arancione verso il margine viranti al verdastro alla pressione; il cappello è bianco-verdastro, bianco-grigiastro glabro e liscio con piccole screpolature al centro, vira al bruno-bluastro se manipolato. Il gambo è ovale, tozzo, compatto, ingrossato alla base giallognolo o giallo-arancio, giallo-rosso, ricoperto da fine reticolo a maglie piccole rosso vivo. La parte centrale e inferiore è rossa, mentre la zona più inferiore e prossima al suolo è giallino-biancastra. Il Rubroboletus satanas è cadidato ad essere il boleto più simile e quindi più facilmente confondibile con questa specie fungina.

► Rubroboletus rhodoxanthus, tossico anche se incostante, l’intensità della sua tossicità può variare infatti in base al substrato di crescita. Molto simile al R. satanas così come al C. calopus dai quali si differenzia per pochi particolari, ha cuticola biancastra con sfumature rossastre più marcate al margine, vira alla pressione al giallo-bruno. Ha tubuli giallo-verdi poi blu-verdi al tocco con pori giallastri o rosso-arancione, rosso-sangue che virano al blu-verdastro al tocco. Il gambo ingrossato alla base è di color giallo vivo all’apice, rossastro alla base, ricoperto da sottile reticolo rosso. Si macchia di blu al tocco.

Butyriboletus fechtneri, è un buon commestibile dopo adeguata cottura; presenta tonalità grigio-bruno nocciola nel cappello, carne non amara e di solito una zona anulare rosato-rossastra sul gambo. Ha tubuli di colore giallo che virano al verde-azzurro al tocco con pori gialli che tendono al giallo-verde-oliva a maturità. Ha gambo giallo scuro con sfumature rosa verso la base, ornato da un reticolo poco evidente.

► Neoboletus erythropus-Neoboletus luridiformis, è un fungo abbastanza simile al Caloboletus calopus, spesso confuso, nonostante i suoi colori del cappello decisamente meno sbiaditi. Presenta un cappello che soprattutto negli esemplari più giovani risulta ben feltrato, marrone più o meno scuro, più chiaro verso il margine. Ha tubuli giallo-verde che diventano rapidamente blu al tocco con pori rosso-arancio che diventano color ruggine con l’età. Ha un gambo praticamente identico ai Porcini ma di colore rosso-punteggiato e non reticolato. Ribadiamo punteggiato. Privo di un reticolo. La sua carne si macchia rapidissimamente al taglio passando dal blu al grigio e poi all’antracite.

PHOTOGALLERY CALOBOLETUS CALOPUS

BOLETO DAL BEL PIEDE, EX BOLETUS CALOPUS

Caloboletus calopus
Caloboletus calopus ex Boletus calopus
Caloboletus calopus
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Alfonso Conti

Alfonso Conti è il Social Media Manager di Funghimagazine. Oltre che occuparsi dei nostri Social, Alfonso è anche autore di artcoli per FM. Studioso di Funghi e Natura, è anche un ottimo informatico

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