Clathrus archeri

Clathrus archeri

CLATHRUS ARCHERI (Berg.) Dring 1980

Clathrus archeri Scheda illustrativa

Clathrus archeri, scheda illustrativa

DESCRIZIONE SOMMARIA

Qual è il colore prevalente?

Banner funghi colore rosso ClathrusNell’Arcobaleno dei Funghi: → Bianco / arancione / rosso / rosso-scarlatto/ grigio / nero

Come riconoscere al volo Clathrus archeri?

Clathrus archeri è un fungo assai particolare, con una struttura e caratteristiche molto diverse dai funghi più comunemente conosciuti. Infatti il suo basidioma è privo di gambo e cappello, ma ha una forma che assomiglia e ricorda  quella di un uovo negli esemplari giovani dal quale fuoriescono dei ” tentacoli “, ovvero ramificazioni, braccia di colore tra il rosso scarlatto intenso e il magenta. É un fungo non commestibile, a causa della sua consistenza gelatinosa e l’odore marcescente, cadaverico. Essendo un fungo non europeo, in Italia non è un fungo molto presente, è raro, ma quando si presentano le condizioni ottimali, può fruttificare in gruppi numerosi. In particolare questa specie la si può ritrovare in boschi di latifoglie in estate e autunno, nel mezzo delle foglie degli alberi caduti che costituiscono un habitat ricco di nutrienti e protetto.

FUNGO STELLA ROSSA

Sinonimi obsoleti:

Clathrus archeri var. albus C. Mohanan 2011;
Clathrus archeri var. archeri (Berk.) Dring 1980;
Lysurus archeri Berk. (1859)
Anthurus archeri E.Fisch. (1886)
Aserophallus archeri Kuntze (1891)
Pseudocolus archeri Lloyd (1913)
Schizmaturus archeri Locq. (1977)

Clathrus archeri (Berg.) Dring 1980

Fungo Stella rossa o fungo tentacolo, polpo o anche dita del diavolo

Divisione:Basidiomycota
Classe:Agaricomycetes
Ordine:Phallales
Famiglia:Phallaceae
Genere:Clathrus
Specie:Clathrus archeri
Nome italiano:Fungo Stella rossa, dita del diavolo, fungo polpo-tentacolo
Tipo nutrimento:Saprofita
Periodo vegetativo:dalla primavera fino all’inizio della stagione estiva
Commestibilità o Tossicità:NON COMMESTIBILE – Edibili ovoli immaturi

NOMI INTERNAZIONALI del Clathurs archeri

  • Inglese: Octopus stinkhorn
  • Tedesco: Tintenfischpilz
  • Francese: Anthurus d’Archer
  • Olandese: inktviszwam
  • Polacco: Okratek australijski
  • Spagnolo: dedos del diablo​, seta calamar o estrella roja
  • Sloveno: Lovkasta mrežnica ali veliki lovkar
  • Svedese: Bläckfisksvamp

Nomi comuni italiani

Questo fungo è conosciuto in Italia con diversi nomi comuni, che fanno riferimento alla sua strana morfologia, i più noti sono: Fungo Stella rossa, Fungo tentacolo, Fungo polpo, Dita del diavolo.
Questi nomi vengono utilizzati in tutte le regioni d’Italia, ma soprattutto in altri stati europei, come vedrai nella traduzione dei nomi internazionali.

Etimologia del nome

Il termine “archeri” deriva dal nome proprio, Wlliam Richard Archer, botanico e naturalista irlandese, che ha scoperto questa specie; nato il 6 maggio del 1827 e deceduto  a Dublino il 14 agosto del 1897.

Il nome del genere  ” Clathrus “, deriva dal greco ” Klèithron “ che significa cancello o inferriata, questo nome è stato scelto perchè la forma dei funghi di questo genere ricorda quella reticolata e intricata di un cancello.

Traduzioni in italiano dei nomi internazionali

Queste alcune altre varianti dei nomi comuni stranieri:

  • Nei paesi di lingua inglese viene chiamato con un nome simpatico: il polpo puzzolente.
  • Nei paesi di lingua tedesca, è il fungo calamaro
  • In francese, Anthurus d’Archer viene tradotto come Anthurus di Archer, dove Anthurus, il suo antico nome di specie, significa coda fiorita.
  • in Olandese è fungo calamaro.
  • in Polacco è la traduzione letterale è molto particolare, cioè striscie australiane, questo perchè è una specie autoctona  dell’Australia, questo aspetto verrà approfondito nella sezione curiosità.
  • in spagnolo gli appellativi utilizzati per riconoscere e identificare questa specie sono molto simili a queli italiani, ovvero, stella rossa, dita del diavolo e fungo polpo.
  • Anche in svedese come quasi tutte le lingue citate viene chiamato fungo polpo 
  • Invece, per quanto riguarda lo sloveno è chiamato : retina del cacciatore o grande cacciatore, quindi il Clathrus archeri può essere considerato un fungo cacciatore, perchè raggiunto un certo grado di maturazione emana un odore marcescente, cadaverico, con però un ruolo funzionale molto importante, quello di attirare gli insetti, tra cui ad esempio le mosche, che adagiondosi sul suo basidioma e poi spostandosi nell’ambiente circostante, permettono una migliore diffusione delle spore, al fine di garantire la propagazione della specie.

DISTRIBUZIONE della specie Clathrus archeri

Clathrus archeri, il Fungo polpo-Stella rossa, è una specie che predilige foreste di latifoglie ricche di humus, è abbastanza presente nel territorio italiano; non è stato particolarmente comune in boschi di conifere, ma oggi risulta ben presente anche in diversi habitat con Abete rosso.

Il fungo polpo, Clathrus archeri non è una specie autoctona, la si può ritrovare in moltissime regioni del mondo, è una specie globale. Questo fungo, è originario dell’emisfero australe, in particolare dell’Australia e della Nuova Zelanda. In questi paesi vegeta spesso nelle aree costriere montuose, nei boschi di Eucalipto e Nothofagus, ovvero il faggio australe autoctono.

Al giorno d’oggi, può essere considerata una specie naturalizzata in Europa e Nord America. In Europa è stato scoperto per la prima volta nel 1914 nel Regno Unito, a seguito di importazione di merci dalle colonie oceaniche. Attualmente è in espansione negli stati dell’Europa centrale, soprattutto in prossimità di città industriali dove si importano merci provenienti da Australia e Nuova Zelanda, come in Polonia dove sono presenti ambienti ricchi di materiale vegetale in decomposizione. In Germania fu ritrovato e segnalato per la prima volta nel 1934.

Segnalazioni di questo fungo, arrivano anche dalla Spagna e Francia. Recentemente in India, nei GHATI o Gati, catena montuosa situata  a sud-ovest della penisola indiana, è stata segnalata la presenza di una varietà della specie Clathrus archeri, la varietà alba, che differisce per il colore dei tentacoli, che sono di un colore bianco.

In Italia, è ampiamente diffuso, si adatta molto facilmente agli habitat presenti nella penisola, fruttifica nel mezzo della lettiera di foglie e pacciame, ma anche nelle praterie ricche di sostanza organica.

Purtroppo a causa dei cambiamenti climatici, e il riscaldamento globale, essendo una specie alloctona, grazie alla sua elevata plasticità ambientale e assenza di competitori naturali, potrebbe divenire invasiva, quindi espandersi molto velocemente e manifestarsi in popolazioni molto numerose, colonizzando diversi habitat nella loro totalità, togliendo spazio e nutrienti per altre specie fungine autoctone.

Nonostante queste ipotesi, ad oggi l’effetto negativo che questa specie ha potenzialmente sugli ecosistemi, non è ancora stato dimostrato in modo empirico. Tutt’ora quindi è considerata una specie potenzialmente invasiva.

HABITAT / ECOLOGIA

🌲🌿🍂🍁L’HABITAT ideale del fungo polpo, Clathrus archeri

Clathrus archeri
↑ Clathrus archeri in habitat di Carpino

L’habitat ideale per il Clathrus archeri, Stella rossa

Si tratta di una specie saprofitica, ovvero che si sviluppa grazie ai nutrienti che sono presenti nella materia organica in decomposizione, spesso composta da detriti legnosi. Per questo predilige ambienti ricchi di vegetazione ed elveata umidità e ossigeno.

Cresce prevalentemente nei boschi di latifoglie composte da specie di alberi di querce, tra cui (Quercus rober), lecci (Quercus ilex) o carpini bianchi (Carpinus betulus) e Carpino nero, raramente lo si ritrova nelle foreste di aghifoglie ma nel corso degli ultimi anni, sta diventando assai comune anche nei boschi d’abete rosso di bassa quota del Nord Italia, oltre che in prati umidi. Talvolta anche in parchi, giardini e cimiteri.

Con la parola detriti, in questo caso, si intendono: legni, rami caduti a terra, foglie secche, o meglio ancora umide, ceppaie. Per questi motivi è molto probabile trovarlo anche in aree boschive o praterie dove non sono presenti alberi, ma punti più protetti, dove si accumulano e depositano  foglie e detriti di legno, che vanno ad arricchire la lettiera di nutrienti.

Questo fungo riesce ad assimilare gli elementi minerali dal terreno, grazie ad un abbondante produzione e secrezione di acido ossalico, che è in grado di chelare i cationi metallici e aumentare la biodisponibilità di alcuni minerali. Inoltre il suo micelio riesce ad accumulare il calcio, modificando così il pH del suolo a suo favore, quindi a preferire a fruttificare su suoli acidi o substrati acidi come legno marcescente.

Questo fungo predilige boschi con temperature medio-basse.

Clathrus archeri, per quanto riguarda la tipologia di terreno, ama i suoli con un pH leggermente acido 6,5, ma si adatta molto bene anche ad un suolo con pH neutro 7, e tollera anche suoli con pH leggermente basico a 7,4. Tende ad evitare i suoli basici, soprattutto calcarei. Riassumendo si può dire che preferisce fruttificare su substrati acidi, spesso su legni marcescenti o vicino ad essi.

Riassumendo essendo una specie di fungo saprofita, e possedendo una elevata plasticità ecologica, potenzialmente può vegetare ovunque, purchè il substrato sia ricco di humus e nutrienti.

🔥 Piccole curiosità, un fungo alloctono

💥  Questa specie, può essere considerata come una specie alloctona naturalizzata in gran parte dell’Europa, compresa l’Italia, e Nord America, talvolta colonizza gli ambienti in modo invasivo.
Si ritiene che la specie sia endemica dell’Africa meridionale, della Nuova Zelanda e dell’Australia, inclusa la Tasmania, dell’arcipelago malese, e forse della Cina.
L’espansione di Clathrus archeri in Europa ha intessato anche due nuove aree della Romania a partire dal mese di luglio 2013.
Secondo alcune ipotesi, i cambiamenti climateci provocheranno la perdita di habitat in Australia, minacciando direttamente il Clathrus archeri; questo però verrà bilanciato dalla sua espansione in Europa nordorientale.

L’introduzione del Clathrus archeri in Europa è ancora un mistero, o meglio ci sono molte ipotesi o voci: è stato ritrovato per la prima volta a Bordeaux, con le importazioni di bestiame ovino da Sydney.
La seconda ipotesi
vuole che questo fungo sia stato accidentalmente introdotto in Europa, attraverso la lavorazione di lane australiane o di tessuto di lana presente nelle forniture per la prima guerra mondiale.
La terza ipotesi, si riferisce al fatto che solamente nel 1914, le spore arrivarono in Lorena-Francia, attraverso il pelo dei cavalli dei soldati australiani che combatterono sul fronte occidentale.
In Europa è probabie che la sua diffusione sia stata facilitata dagli uccelli che che hanno mangiato insetti portatori delle spore.
In Germania è stato ritrovato per la prima volta nel 1934 nei pressi di Karlshuge, in Svizzera nel 1942 nel canton Argovia, Austria nel 1948. Nel Regno unito è stato scoperto per la prima volta più di cento anni fa, nel 1914, mentre in America nel 1980. Inoltre, nel 2013, Clathrus archeri in Polonia è stato ritrovato in 90 siti differenti, il 65% dei quali si trova nelle foreste.
Alcuni studi scientifici condotti in Polonia ipotizzano che le specie aliene o esotiche,  siano maggiormente presenti in aree montane con un deficit idrico minore, grazie alla presenza della neve.

💥  Non si ha purtroppo alcuna certezza circa la data d’arrivo in Italia di questo fungo, le cui prime colonie sono state osservate tutte attorno agli stabilimenti dei poli tessili di Biella, Prato, Carpi e Vicenza, dove si lavorava la lana merino proveniente dall’Oceania.
A tal proposito è curioso notare come, la massiccia importazione di lane australiane e neozelandesi, da parte dello stabilimento tessile Ermenegildo Zegna di Valdilana-Biella, abbia consentito a questo fungo di colonizzare massicciamente, anche le abetaie che circondano lo stabilimento della località Trivero, arrivando a vegetare fin verso i 1.000 mt d’altezza, andando così a creare un precedente, sia per tipo di habitat, precedentemente considerato avverso, che di quota altimetrica, in precedenza in Italia lo si era rinvenuto solamente in zone pianeggianti o di bassa collina.

Clathrus archeri, un fungo furbo

💥 Come ho già accennato in precedenza, questa specie è considerata una cacciatrice, anche se sarebbe meglio dire furba perchè, il suo basidioma, raggiunto un certa maturazione, comincia a produrre alcune sostanze e composti chimici, tra cui soprattutto l’ idrogeno solforato e il metilmercaptano, che conferiscono allo sporoforo e alla gleba un odore molto forte, fetido e penetrante, che a seconda dei casi può ricordare la carne marcia, in decomposizione o simili.
Anche il colore rosso acceso potrebbe ricordare quello del sangue e della carne. Questo aspetto è molto importante, e garantisce l’espansione dell’areale del fungo, e il continuo della specie nel tempo, infatti il fetore ha la funzione di attirare insetti che possono volare, come moscerini, mosche e altri, che si muovono a terra. Gli insetti, come le mosche carnarie, verranno attirati dall’odore putrido, si appoggeranno sopra la gleba, colma di spore mature, residui della gleba quindi rimarranno appiccicate alle zampe e/o al corpo e saranno trasportare in altre aree dell’ambiente circostante, più o meno lontane a seconda della capacità di spostarsi dell’organismo su cui sono presenti.

⛔🖐️ La confusione tra le varie specie fungine è sempre un pericolo. Non consumare mai funghi che ancora non conosci, se prima non li hai mostrati, in presenza ad un Ispettore ASL o a un Micologo professionista che possa visionarli di persona (e non attraverso a fotografie). Il parere del vicino di casa o di “esperti” che hanno visto le foto su qualche Social e si sono espressi sulla commestibilità, è pericolosissimo e va assolutamente biasimato e/o denunciato.

⛔🖐️ Le nuove specie di funghi, che fino ad ora ci erano sconosciute, vanno raccolte solamente se si è accompagnati da cercatore esperto e vanno fatte vedere ad un Ispettore ASL o Micologo professionista, non al proprio vicino di casa!

SEGNI DISTINTIVI / CARATTERISTICHE

COME RICONOSCERE la Stella rossa, Clathrus archeri

Questo fungo, ha uno sporoforo di una forma molto particolare, e abbastanza caratteristica, differente dalla maggioranza delle altre specie fungine presenti in Italia e nel mondo.

Possiamo dire che è un fungo con un basidioma dimorfico, cioè che nel corso della sua vita, ha due fasi con forme differenti, dapprima racchiuso all’interno di un ovolo, successivamente esterno all’uovo ma con “tentatocoli” uniti, quindi infine, con “dita” ben distese e separate tra loro.

Clathrus archeri è una specie semipogea, il suo corpo cresce leggermente infossato nel terreno o nel substrato.

Negli esemplari giovani assume una forma di un ovolo, cioè una specie di uovo di dimensioni variabili, 4-6 cm x 3-4 cm. Solitamente è abastanza interrato, e il suo peridio (la membrana protettiva del fungo, che racchiude la massa di spore, la GLEBA), è precocemente di colore biancastro, ma in breve tempo si macchia  di color bruno chiaro.

Quando le spore raggiungono una determinato grado di maturazione l’ovolo si ” schiude “, quindi si rompe, così lo sporoforo può svilupparsi. Si presenta con 4-7 braccia alveolate, cavernose e friabili di un colore inizialmente rosa chiaro, poi rosso acceso. Inizialmente negli esemplari giovani le braccia sono unite alle sommità ed erette. Passati alcuni giorni e a seconda delle condizioni ambientali, come gli eventi atmosferici, le braccia si distaccano e si aprono, distendendosi, facendo assumere al basidioma un aspetto a stella. Questi tentacoli possono avere una lunghezza diversa che va dai 10 ai 12 cm, verso l’apice le braccia si assottigliano, assumendo una morfologia conica, che sembra un vero e proprio tentacolo di un polpo.

💥 La carne di questo fungo è friabile, e raggiunta una certa maturazione il basidioma emette un odore nauseabondo che ricorda la carne in decomposizione, o andata a male. Questa caratteristica del Clathurs archeri ha una funzione molto importante e sarà più approfondita nella sezione curiosità 💥

La gleba di questo fungo, ovvero la parte del basidioma dove si accumulano in massa le spore, solitamente è presente nelle specie che fanno parte del gruppo dei funghi chiamato, Gasteromiceti.  Nel fungo polpo ha una colore oliva scuro. La gleba può essere polverosa o appiccicosa e gelatinosa. Nel Clathrus archeri e altre specie della famiglia della Phallaceae è di tipo gelatinoso, quindi ha una consistenza mucillaginosa, inoltre quando raggiunge un certo grado di maturazione, emana un odore fetido di marcio e cadaverico.

Le spore di questa specie sono molto piccoli e considerando la diffusione globale della specie, sono molto resistenti anche a grandi variazioni delle condizioni ambientali. Sono di un colore marrone verdastro, hanno una forma prima cilindrica e poi ellissoidale, sono lisce, con una dimensione che può variare da di 5-7 × 1,5-3 µm, possono essere guttulate, ovvero che assomigliano ad una goccia oleosa.

COMMESTIBILITA’ della specie Clathrus archeri, Stella rossa.

TRATTASI DI FUNGO PROBABILMENTE NON COMMESTIBILE, PER IL SUO ODORE MARCESCENTE E FORTE

Questo fungo, quasi certamente, non contiene sostanze tossiche, ma è comunque da ritenersi non commestibile, per via della sua consistenza gelatinosa e viscida, e soprattutto per il suo forte odore di carne in decomposizione. Nonostante questa caratteristica però, questa specie ed altre affini, vengano comunemente consumate in alcune regioni del Nord Europa ed Asia (soprattutto Cina), ma esclusivamente allo stadio di ovulo.

Riguardo alla sua commestibilità ti rimandiamo a quanto scrivono i micologi Nicola Sitta, Paolo Davoli, Marco Floriani e Edoardo Suriano nell’eccellente “Guida ragionata alla commestibilità dei funghi“:

«🍴🔴 Phallaceae
I funghi dei generi Phallus (= Dictyophora) e Mutinus non sono tossici ma nessuna specie viene consumata in Italia.
In altri Paesi extraeuropei, al contrario, esiste una tradizione per il consumo sia degli ovoli che degli sporofori adulti, freschi o essiccati. Il consumo e il commercio dei Phallus (detti commercialmente “bamboo mushrooms”) è molto importante
soprattutto in Asia, ove sono ritenuti afrodisiaci e da decenni vengono anche coltivati (Chang & Miles 2004).
Poiché in Italia non esiste alcuna tradizione di consumo, le Phallaceae sono da considerare funghi innocui ma allo stesso tempo del tutto privi di valore alimentare.

Ispettorati micologici

SPECIE SIMILI ALLA CLATHRUS ARCHERI

Essendo un fungo molto particolare, il suo basidioma infatti ha una morfologia quasi unica e caratteristiche distintive, le specie che gli somigliano sono pochissime, quest’ultime però sono molto somiglianti e facilmente confuse. Di seguito saranno elencate le specie, con le rispettive caratteristiche utili al riconoscimento e la differenziazione.

  • Aseroe rubra; noto come satirone o fungo attinia, differisce dal Clathrus archeri per il numero di braccia che può variare da 6 a 8, ma soprattutto per la presenza di biforcazioni delle braccia e la presenza massiva e maggiore di gleba nera e mucillaginosa interna ai tentacoli.
  • Colus hiridinosus è abbastanza simile e difficile da distinguere, tuttavia presenta alcune caratteristiche distintive abbastanza marcate e totalmenti differenti dal C. archeri. Il Colus ha un colore delle braccia che tende all’arancione chiaro vicino al ” gambo “, inoltre gli apici dei tentacoli sono uniti ed eretti durante tutto il suo ciclo vitale e formano una specie di scacchiera, con un numero variabile di cellette con il margine rossiccio, ma che contengono la gleba di colore scuro. 
  • Clathrus ruber è chiamato anche fungo lanterna, differisce dal Clathrus archeri sotto diversi aspetti. Il ruber spesso fruttifica su detriti vegetali a base di bambù, durante i periodi piovosi dell’anno. Ha un imenoforo posto completamente all’interno del suo basidioma che ha una forma a graticcio. Al taglio la carne ha un colore arancione.
  • Clathrus chrysomycelinus, il suo basidioma forma un ampio reticolo geometrico, che differisce dal C.archeri, perchè ha un colore biancastro e non rosso.
  • Clathrus crispus, somiglia maggiormente al fungo lanterna, perchè non presenta braccia, ma uno spesso reticolo di colore rosso accesso esternamente
  • Clathrus colomnatus
  • Laternea triscapa
  • Phallus impudicus, differisce ampiamente dal fungo tentaacolo, il Phallus impudicus infatti ha un gambo molto lungo e un colore verde e bianco.
  • Phallus hadriani, è molto simile alla Phallus impudicus, quest’ultime due specie sono dello stesso colore, differiscono bene dal Clathrus archeri perchè hanno una forma a fallo, con un gambo bianco molto allungato ed eretto e un cappello piccolo che avvolge il gambo nella sua sommità, il cappello è di colore verdaceo olivastro, che nell’hadriani forma un reticolo, con diverse cellette.
  • Pseudocolus fusiformis, presenta una morfologia similare a quella del C.archeri, tuttavia il fusiformis ha un numero di braccia che varia da 2 a 5, inoltre queste sono di un colore tendente all’arancione, il colore dell’ovulo negli esemplari giovani non è bianca-grigia come nel fungo polpo, ma tende ad essere marroncino chiaro.
  • Ileodicton cybarium, fungo che è stato trovato solo una volta , nel 2013 a sud del Ticino, è somigliante al fungo lanterna e al fungo polpo, ma differisce per il suo colore bianco acceso. 

PHOTOGALLERY DI CLATHRUS ARCHERI

Il fungo Stella rossa

Ovoli di Clathrus archeri
↑ Ovoli di Clathrus archeri
Clathrus archeri
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Clathrus archeri@funghimagazine.it

Andrea Martinetti

Andrea Martinetti, studente universitario presso facoltà di Scienze Biologiche di Vercelli. Studioso di Micologia. Dal 2024 collabora con Funghimagazine quale autore di articoli sui funghi

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