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Didattica funghi 03. Le domande sui funghi dei nostri lettori

Il terzo post di Didattica sui Funghi riguarda una domanda che ci viene posta regolarmente ad ogni autunno e che possiamo sintetizzare in: «in autunno si accorciano o si allungano i tempi di nascita dei funghi dopo le piogge?»

Didattica funghi 03. Le domande sui funghi dei nostri lettori

IN AUTUNNO SI ACCORCIANO O SI ALLUNGANO I TEMPI DI NASCITA DEI FUNGHI?

Didattica funghi 03 – La posta dei lettori, parte 1

Continua la pubblicazione di post dedicati alle domande che ci vengono poste dai nostri lettori.

Nel primo post, denominato Didattica Funghi 01 abbiamo risposto a Davide dalla provincia di Torino che ci domandava «Perché in alcuni boschi si trovano molti funghi e in altri invece no?».

Nel secondo post, Didattica Funghi 02 invece abbiamo risposto alla curiosità di Nicholas dalla provincia di Verbania che ci domandava: «Perché alcuni alberi da funghi, a volte smettono improvvisamente di produrne?»

Oggi dedichiamo questo post, Didattica Funghi 03 alle curiosità di Alex dalla provincia di Campobasso che, giustamente si domanda se, il cambio di stagione, quindi l’allentamento del caldo, la minor evapotraspirazione del vapore acqueo e quindi la minor dispersione di acqua possono favorire o meno le nascite dei funghi Porcini e, quindi anche se in autunno si allungano o si accorciano i tempi di nascita dei funghi dopo le piogge, nonché se le diminuite temperature non inibiscono o rallentano le nascite stesse.

Domande piuttosto complesse, cui non è possibile dare una risposta rapida e concisa perché entrano in ballo diversi fattori favorenti o inibenti.

Andiamo per gradi e iniziamo col parlare della diminuzione del caldo e della minore evapotraspirazione del vapore acqueo, quindi della minor dispersione di acqua.

AUTUNNO: DIMINUISCE L’EVAPOTRASPIRAZIONE

Didattica funghi 03 – La posta dei lettori, parte 2

Che cos’è l’evapotraspirazione lo puoi scoprire attraverso l’apposita scheda della nostra Enciclopedia dedicata a questo argomento e che ti riassumo, nel processo attraverso il quale l’acqua assorbita dalle piante (grazie anche al prezioso intervento del micelio dei funghi simbionti-micorrizici), o presente su o nel suolo, viene convertita in vapore acqueo, quindi rimossa ed emessa in atmosfera.

Durante la torrida estate 2022 i processi di evapotraspirazione sono stati davvero esasperati poiché l’aria eccessivamente calda e secca, ha innescato processi di ‘risucchio’ dell’umidità da qualunque superficie che ne contenesse.

Gli effetti dell’eccessiva evapotraspirazione si sono visti su quei poveri funghi che, nati a seguito dei locali forti temporali, nel volgere di poche ore dalla nascita hanno iniziato a disidratarsi così fortemente da iniziare a screpolarsi e poi persino a spaccarsi. Funghi ‘alieni’ dalla forme mostruose.

Quando l’evaporazione e la traspirazione sono così esasperate i suoli perdono umidità così rapidamente da bloccare ogni tentativo di nascita di funghi e, fino ai prossimi temporali non nascerà più nulla, nonostante il computo dei giorni dopo la pioggia ci suggerirebbe di provare a testare i boschi in cerca di ulteriori nascite.

Con l’arrivo dell’autunno, le giornate si accorciano, diminuiscono perciò le ore di luce e quindi di potenziale irraggiamento solare e, con un prevalere delle ore buie su quelle di piena luce, per forza di cose, diminuiscono anche le temperature, senza contare che, dalle latitudini artiche, ormai toccate da raggi solari molto obliqui e tutt’altro che caldi, con notti sempre più lunghe e primi freddi prossimi allo zero, iniziano a scendere verso Sud i primi freddi autunnali in grado di raffreddare anche l’aria della nostra penisola.

Anche sull’Italia i raggi solari diventano più obliqui e meno verticali perciò, anche i livelli di traspirazione del vapore acqueo dalle foglie si riducono sensibilmente.

In termini pratici, succede che le piante iniziano a perdere/disperdere meno acqua.

LA MINOR DISPERSIONE DI ACQUA PUO’ FAVORIRE LE NASCITE DI FUNGHI?

Didattica funghi 03 – La posta dei lettori, parte 3

Sicuramente sì, la minor dispersione di acqua può favorire le nascite di funghi perché, con meno traspirazione e minor evaporazione, l’umidità presente nella lettiera e nel suolo (Risosfera) può permanere in sede più a lungo.

L’effetto benefico però, di uno strato di vegetazione dei funghi più umido, può avere grandi benefici su alcuni funghi simbionti o saprofiti igrofili o tendenzialmente tali, ovvero su quelli che amano vegetare con buona o abbondante umidità.

Quali?

Per iniziare gli igrofili per eccellenza: Trombette dei Morti (Craterellus cornucopioides), Gallinacci/Galletti/Finferli (Cantharellus cibarius e specie affini), Russule ed alcune altre specie fungine dei generi Amanita, Agaricus, Macrolepiota, Boletacee ed altri, per citare i più noti.

Un tipico campione di funghi che difficilmente si troveranno in estate quando fa molto caldo e c’è poca umidità sono i Suillus (Pinaroli o Pinaioli) che invece abbondano in autunno quando il bosco e le radure erbose, in cui si sviluppa l’apparato radicale di Larici, Pini o Abeti, inizia a colorarsi di bianco-crema (Suillus placidus), di giallo, arancio-rossiccio o marrone (Suillus di varie altre specie).

Con molta umidità, fin tanto che il bosco è ancora bagnato o ben umido, abbondano alcuni funghi riconducibili alle boletacee tra cui i Pinaioli-Castagnini (Imleria badia, Xerocomus sp. o ex Xerocomus tra cui Xerocomellus, Hortiboletus, Reubarbariboletus ecc), Porcini dal piede rosso (Neoboletus erythropus o Luridiformis), Porcinelli (Leccini di varie specie, sia Leccini rossi che grigi/marroni) e alcuni funghi tipicamente termofili ma al contempo a comportamento igrofilo, perché amano fruttificare a ridosso delle piogge.

Anche le Mazze di Tamburo amano buoni livelli d’umidità, non a caso in estate risultano del tutto assenti se l’aria è molto secca, viceversa abbondano in periodi caldi ma assai umidi con piogge interessanti e ripetute.

Se piove spesso, se l’aria è umida e fa abbastanza freddo, i Porcini nella varietà autunnale edulis possono vegetare anche in presenza di scarsa evapotraspirazione, basta che la superficie del sottobosco non sia zuppa d’acqua perché altrimenti verrebbero attaccati da muffe e lumache che ne impedirebbero la maturazione delle spore.

Anche i Porcini Rossi var. Boletus pinophilus o Pinicola possono avvantaggiarsi della scarsa evapotraspirazione ma anche da molta umidità, a patto però che le temperature si mantengano basse e che non favoriscano il proliferare delle muffe.

Viceversa, Porcini Estivi (Boletus reticulatus/aestivalis) e Porcini Neri/Bronzini (Boletus aereus) preferiscono vegetare a seguito di ottime piogge ma, in presenza di bosco già asciutto con buona evapotraspirazione.

IN AUTUNNO, SI ACCORCIANO O SI ALLUNGANO I TEMPI DI NASCITA DEI FUNGHI DOPO LA PIOGGIA?

Didattica funghi 03 – La posta dei lettori, parte 4

Se i tempi di nascita dei funghi dopo la pioggia si accorciano o si allungano dipende dalle aree geografiche, quindi dalla latitudine e dal tipo di clima prevalente.

In montagna, sulle Alpi i tempi di nascita dopo la pioggia si accorciano, e di molto, se dopo le precipitazioni intervengono un paio di giornate di sole caldo e di vento (purché non sia troppo teso).

D’autunno non servono più piogge copiose per innescare le nascite, se l’umidità ristagna nel suolo grazie a temperature meno elevate e ad evapotraspirazione più contenuta.

Una pioggia adeguata può bagnare adeguatamente il bosco e questo rimanere umido fino alla prossima pioggia che, potrebbe anche essere di pochi millimetri per rinforzare una ‘buttata’ già pronta ad esplodere. Viceversa l’arrivo di una pioggia consistente a buttata in fase d’avvio, può bloccarla completamente.

Tra pianure, colli e litorali dalla Pianura Padana al Sud Italia ed isole la minor evapotraspirazione non può che essere benefica per le nascite dei funghi ma, ricordiamoci che le ‘buttate’ di Porcini Neri sono sempre brevissime, non durano mai più di 3 o 4 giorni e mai più di una settimana e che, perché si verifichi la prossima buttata devono sempre trascorrere i tempi tecnici necessari alla formazione di nuovi apparati riproduttivi.

Questi possono andare da 12/15 giorni a 20 o persino 30 giorni perché, trovandoci in presenza di miceli fungini che si trovano in luoghi tendenzialmente siccitosi e caldi, alcuni miceli superficiali, con il ritorno della siccità tra una pioggia importante e l’altra, possono morire, possono ritirarsi in profondità abbandonando le radici più superficiali che tendono a disidratarsi con la siccità e con evapotraspirazione esasperata.

Se però dopo una fruttificazione, abbondante o meno che sia, non torna la siccità, se le temperature sono calde ma non più roventi-torride, gli apparati radicali di superficie non si disidratano e le micorrize non muoiono.

Si accorciano perciò i tempi di costituzione di nuovi apparati riproduttivi e conseguenti nuove nascite.

Non è assolutamente facile capire poi che, la siccità favorisce la fruttificazione (anche in massa) dei funghi Porcini anziché inibirla perché, la fruttificazione stessa è di fatto la sola strategia di sopravvivenza a disposizione delle colonie fungine.

Questo è un concetto a molti difficile da capire, da metabolizzare, perché siamo erroneamente portati a pensare che, così come ci hanno sempre detto, i funghi nascono se piove molto.

In realtà se piove molto spesso, i miceli fungini ‘storici’ quelli più anziani, sono portati ad esser floridi, ad avere cibo/nutrienti in abbondanza, a non avere necessità di riprodursi.

A fruttificare saranno solamente i giovanissimi miceli frutto di schiuse di spore che, germinando grazie all’abbondanza d’acqua, daranno vita a miceli primari che, a contatto con miceli secondari o ‘anziani’, potranno scambiarsi il patrimonio genetico che sarà in grado di innescare processi riproduttivi.

In un contesto siccitoso, con l’arrivo di abbondanti piogge a seguito di forti temporali, molte spore tenderanno a schiudersi e, se faranno in tempo a diventare fertili, daranno vita a nascite compulsive poiché, in presenza di siccità, dai nuovi miceli si costituiranno più ife riproduttive a scapito di quelle strutturali preposte per l’espansione sul territorio alla ricerca di acqua e nutrienti.

Questi giovani miceli, prima di morire a causa del clima inospitale, tenteranno di riprodursi il più possibile, in modo da generare il maggior numero possibile di ‘sporofori‘ i contenitori di spore che noi chiamiamo ‘funghi’.

Non stupirti perciò se in periodi molto siccitosi, al primo temporale potrebbe capitarti di imbatterti in un tappeto di Porcini, a volte persino aggregati l’uno sull’altro, appressati o persino uniti al piede.

Questo non è però mai da confondersi con un buon segnale ma, sempre come segno che il Regno dei Fungi è in grave apprensione e a rischio di sopravvivenza!

Allo stesso modo, non stupirti se, dopo un’abbondante fruttificazione che ti ha fatto riempire i cesti fino all’orlo, nelle settimane, mesi o anni a venire, nello stesso posto non ci troverai più neppure un solo fungo!

Ricordati che a mantenere costanti le nascite fisiologiche saranno sempre i miceli anziani, quelli che vegetano correttamente e che non subiscono danni da pressione umana (masse di cercatori che pestano continuamente il micelio), animale (masse di animali selvatici che danneggiano lettiera e miceli), atmosferica (siccità, grandinate, nubifragi, alluvioni), geologica (frane, smottamenti, erosioni).

Nel precedente post, Didattica Funghi 02, trovi descritte nel dettaglio, le 10 cause abiotiche che determinano la cessazione delle nascite di funghi sotto determinate piante.

LE DIMINUITE TEMPERATURE INIBISCONO O RALLENTANO LE NASCITE?

Didattica funghi 03 – La posta dei lettori, parte 5

Anzitutto va detto che, il caldo-umido favorisce la fruttificazione di qualunque specie, animale, vegetale o fungina che sia, mentre il freddo la inibisce.

Detto questo, ti basti sapere che, in condizioni di caldo-umido con temperature piuttosto elevate, oltre i 28°C un fungo può maturare e deperire nel volgere di soli 2/3 giorni.

Con temperature massime prossime ai 22/26°C i tempi di maturazione e deperimento si allungano leggermente ma restano comunque piuttosto rapidi: non più di 3/5 giorni.

Al di sotto dei 21/22°C i tempi si allungano fino ad una settimana mentre, con temperature al di sotto dei 18°C possono allungarsi fino a 15 giorni.

Un fungo Porcino generato con contestuale arrivo di temperature improvvisamente in crollo verticale, cesserà di maturare se le temperature massime non raggiungeranno almeno i +12°C.

Al di sotto dei +12°C di massima, le spore dei Boleti non possono più maturare. Già una temperatura massima di +15°C diventa poco consona.

Se le temperature non sono consone, pur in presenza di piante sempreverdi, che non perdono dunque le foglie nella stagione fredda, i miceli smetteranno di fruttificare perché non sarebbero in grado di portare a termine la ‘gravidanza’.


I POST DIDATTICA FUNGHI

  1. 📚 Nel primo post, Didattica Funghi 01: «Perché in alcuni boschi si trovano molti funghi e in altri invece no?»
  2. 📚 Nel secondo post, Didattica Funghi 02: «Perché alcuni alberi da funghi, a volte smettono improvvisamente di produrne?»
  3. 📚 Nel terzo post, Didattica Funghi 03: «In autunno si accorciano o si allungano i tempi di nascita dei funghi dopo le piogge?»

I PROSSIMI POST

Didattica funghi 03 – La posta dei lettori, ultima parte

Nel prossimo post, ci occuperemo di un argomento altrettanto complesso, inerente alle variabili che influenzano le nascite dei funghi, ponendo particolare attenzione alla differenza che passa tra le nascite di Porcini durante la stagione estiva e quella autunnale.

Daremo risposta alla curiosità di diversi lettori, oltre che alla curiosità specifica di Dario da Torino, che ci domanda:

A seguire, risponderemo ad un’altra sua domanda che è:

  • Un porcino nasce sempre dove sotto c’è il micelio, oppure può nascere anche grazie alla schiusa delle nuove spore?


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Didattica funghi 03 ©Funghimagazine.it – Ottobre 2022

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