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Didattica funghi 04. Lo sapevi che?

Una pianta può essere micorrizata da più specie in contemporanea? Il post di Didattica Funghi 04, riguarda una tra le domande che ci vengono fatte con maggior frequenza. In questo post diversi “lo sapevi che?” sui funghi

Didattica funghi 04. Lo sapevi che? Le domande sui funghi dei nostri lettori

UNA PIANTA PUO’ ESSERE MICORRIZATA DA PIU’ SPECIE IN CONTEMPORANEA?

Didattica funghi 04 – La posta dei lettori, parte 1

La domanda cui diamo risposte oggi è una delle più comuni che riceviamo sin da quando le rubriche sui funghi erano ancora ospitate su di un piccolo sito web locale.

In tanti si sono domandati, e ancora si domandano, se una pianta simbionte sia in grado di esser micorrizata da più specie fungine in contemporanea e quindi, più terra-terra, se ad esempio una pianta che ospita micelio di boletacee minori quali per esempio Leccini, Luridi, Pinaroli/Castagnini ma anche Galletti, Amanite o altri, possa ospitare anche il micelio dei Porcini.

La risposta è “dipende”, in moltissimi casi indubbiamente sì, ma con i dovuti distinguo.

Le piante tendono a non fare troppe distinzioni. Sono altamente ‘democratiche’ e, normalmente sono poco selettive e ancor più, assai opportuniste.

Ho detto però poc’anzi, «con i dovuti distinguo» e infatti va specificato che vi sono alcune piante che invece si legano selettivamente solamente al micelio di una singola Specie fungina o di poche Specie spefiche.

In questo caso si parlerà di simbiosi/micorrizazione esclusiva o selettiva, anche se il termine esatto per definire questo tipo di simbosi è:

  • simbiosi obbligata, a sua volta suddivisa in:

Ma andiamo con calma e iniziamo col ricordare che, prima di affrontare questo argomento è indispensabile conoscere il significato di alcuni termini micologici essenziali/indispensabili che sono:

  1. Simbiosi
  2. Simbionte
  3. Micelio
  4. Micorriza

Nell’Enciclopedia di Funghimagazine consultando le voci sopra elencate, troverai scritto ad esempio che:

«Quando la simbiosi avviene tra una specie fungina ed una determinata e ben precisa specie vegetale, si può parlare di simbiosi obbligata, a sua volta poi, si potrà parlare di simbiosi obbligata in senso stretto, se la specie fungina si lega esclusivamente ad una determinata ed unica specie vegetale, ad esempio Suillus ploransPinus cembra.

Si parlerà invece di simbiosi obbligata in senzo lato, se la specie fungina si lega a diverse specie vegetali appartenenti allo stesso unico Genere, ad esempio il generePinus (genericamente i Pini). Puoi approfondire l’argomento, con relativi esempi alla vocesimbionte.

A questo punto è superfluo che ora ti elenchi quali sono gli alberi che normalmente creano micorriza con i funghi Porcini e pure, quelle che sono le simbiosi micorriziche più comuni in ambito micologico, perché questi argomenti sono stati già trattanti, come appena accennato, in Enciclopedia alla voce → simbionte.

Unico argomento trattato al di fuori dell’Enciclopedia è quello relativo agli alberi simbionti dei funghi Porcini, che troverai ben descritto e dettagliato nel nostro articolo: Tutti gli alberi dei funghi porcini.

SPECIE VEGETALI OPPORTUNISTE




Didattica funghi 04 – La posta dei lettori, parte 2

Lo scopo della micorrizazione, della simbiosi, è dunque quello di garantire un reciproco beneficio a funghi e specie vegetali associate.

Attraverso questa ‘rivoluzionaria’ forma evolutiva, basata sull’altruismo e quindi sullo scambio, si cerca di far sì che, sia le specie vegetali che quelle fungine, possano trarre uguale beneficio dalla condivisione di nutrienti.

Le piante superiori non posseggono radici capillari particolarmente efficienti.

Sono sì in grado di assorbire acqua e nutrienti dal terreno ma, non lo sanno fare efficacemente quanto lo fanno i microscopici filamenti dei miceli fungini che, viceversa possono sfruttare appieno la propria capacità di inglobare anche particelle di sali minerali infinitamente piccole e persino semplice umidità presente nel terreno, e non necessariamente acqua allo stato liquido.

Nel corso delle fasi evolutive, le piante sono diventate sempre più opportuniste, hanno iniziato a privilegiare la simbiosi micorrizica con i funghi e, grazie a questa incredibile opportunità, hanno migliorato la propria efficienza, ad esempio avvantaggiandosi con chiome assai più folte grazie ad un maggior assorbimento di Azoto, reso possibile attraverso la rete miceliare dei fungi.

Oggi sappiamo con certezza che le piante micorrizate godono di maggior salute, efficienza e floridità rispetto alle piante che non lo sono. Si stima che ben il 99% delle piante superiori possa essere colonizzato dalle micorrize e che queste abbiano favorito l’espansione e la colonizzazione delle Specie vegetali in tutti i continenti.

Esistono 5 sole famiglie di angiosperme che non sono in grado di esser micorrizate, queste sono: il 50% delle Caryophillaceae, il 61% delle Chenopodiaceae, l’87% delle Cruciferae, il 74% delle Cyperaceae ed il 56% delle Juncaceae.

Attraverso la micorriza avviene lo scambio di carbonio organico dalle piante superiori verso i fungi. Viceversa, sostanze preziose quali Azoto, Fosforo, Rame e Zinco vengono fornite dai fungi alle piante.

La simbiosi micorrizica consente indiscutibili vantaggi che possiamo riepilogare come segue:

  • miglioramento nell’acquisizione dei nutrienti che normalmente non sarebbero disponibili per le piante, grazie all’efficientissima rete capillare di miceli che, di fatto costituiscono vere e proprie reti nutrizionali, oltre che idriche;
  • abbattimento-protezione dello stress idrico, dal momento che i fungi sono in grado di assorbire anche micro-particelle d’umidità che, normalmente non sarebbero fruibili tramite le inefficienti radici delle specie vegetali;
  • l’estesa rete miceliare può raggiungere le falde acquifere profonde o anche fonti d’acqua assai distanti, irraggiungibili dalle piante, con una capacità di assorbimento della pianta, fino al 60% in più di acqua;
  • protezione da stress ossidativi e protezione contro alcune malattie, parassiti, nematodi, attraverso la produzione di fitormoni e antibiotici;
  • miglioramento e salute delle popolazioni microbiche della rizosfera, con anche abbattimento di agenti patogeni, composti fenolici e sottrazione di metalli pesanti;
  • le micorrize sono in grado di migliorare la qualità del terreno, rendendolo più fertile ed al contempo migliorarne la struttura.
Didattica funghi 04 Micelio
Didattica funghi 04 – Foglie di castagno ricoperte da Micelio di colore scuro-bluastro

In selvicoltura si applica la micorrizazione controllata al fine di ridurre la mortalità conseguente alla ‘crisi da trapianto’, oltre che per ottenere un incremento della crescita iniziale con sviluppo rapido della vegetazione ed una anticipazione dei primi interventi di diradamento, con conseguente riduzione dei tempi di coltivazione.

In pratica si ottengono minori costi del legname, maggiore produzione di frutti e produzione di carpofori edibili utilizzabili anche come fonte di reddito aggiuntivo.

Con una buona micorrizazione le piante possono aumentare la propria crescita fino al 30% mentre, per esempio nel caso dei Castagni, si può aumentare fino al 20% la produzione di frutti.

Uno studio effettuato in Spagna, indica che un appezzamento di un ettaro di terreno con Pini del genere Pinus adulti, ben micorrizati ed in buone condizioni, consente la produzione di 300 kg per ettaro di funghi del tipo: Boletus pinophilus o edulis, Cantharellus cibarius, Craterellus tubaeformis o lutescens, Lactarius deliciosus e Tricholoma portentosum.

La micorrizazione è oggi utilizzata anche per migliorare le produzioni orticole perché, le reti miceliari rafforzano le piante ed aumentano la resistenza e la resilienza complessiva dell’intera fitocenosi.

MICORRIZAZIONE MULTIPLA

Didattica funghi 04 – La posta dei lettori, parte 3 – Lo sapevi che?

Di Micorrizazione multipla si potrà parlare, tornando alla domanda iniziale, ovvero: se una pianta può esser micorrizata da più specie fungine in contemporanea.

Lo sapevi che un albero adulto, che abbia già superato i trent’anni di vita e che sia in buona salute, può esser micorrizato contemporaneamente anche da un centinaio di specie fungine differenti?

I funghi Porcini dunque, non hanno alcuna priorità nei confronti delle piante bersaglio, ovvero di quelle piante simbionti preferenziali che di solito sono: Castagni, Faggi, Querce, diverse Conifere, Tigli, Betulle, Ornielli ed altre specie vegetali di minor importanza.

Nessun diritto di prelazione dunque tra funghi Porcini ed alberi simbionti prioritari.

L’opportunismo delle piante superiori, le porta a concedere a quasi tutte le specie fungine che desiderino farlo, l’opportunità di micorrizarle.

Nessun buttafuori o buttadentro, nessuna selezione all’ingresso degli apparati radicali degli alberi. Nelle ‘discoteche degli alberi’ ci entra chiunque abbia qualcosa da offrire.

Lo sapevi che l’Amanita muscaria o Ovolo malefico (Fungo dei puffi), che nel Triveneto si è guadagnata l’appellativo di ‘segnabrise’ perché considerata ‘spia dei Porcini’, ha l’abitudine di micorrizare prioritariamente e precedentemente, piante già micorrizate dai Porcini?

E’ possibile che vi sia un rapporto preferenziale tra micelio muscarino, a svantaggio di quello porcino, che fa sì che l’Amanita muscaria si avvantaggi maggiormente nell’assorbimento di nutrienti se, poggiato al di sopra o al posto di un micelio porcino.

Didattica funghi 04 - Amanita muscaria
Didattica funghi 04 – Amanita muscaria

Lo sapevi che il micelio di Amanita muscaria può essere così aggressivo ed invasivo da impedire la nascita di funghi Porcini?

Didattica funghi 04 – La posta dei lettori, parte 4 – Lo sapevi che?

Il meccanismo è noto in micologia.

La muscaria sfrutta così tanto, e con elevata ingordigia, i nutrienti energetici messi a disposizione dalle piante micorrizate, che finisce per sottrarli ai Porcini o altre specie fungine che, conseguentemente avranno minori energie per poter fruttificare.

Per questa ragione la ricca presenza di carpofori di Amanita muscaria dovrebbe farci capire che avremo poche probabilità di fare buoni ritrovamenti di funghi Porcini sotto le nostre piante preferite.

Solo a fruttificazione muscarina terminata, potranno riprendere le nascite di funghi Porcini.

Questo meccanismo di sfruttamento alternato delle piante simbionti, da parte di più specie micorriziche, ci deve far capire che, quelli che molti cercatori di funghi chiamano ‘segnali‘, in realtà altro non sono che un tentativo da parte delle piante superiori di non far torto a nessuno, senza dare la priorità a questa o quella specie fungina.

Discorso diverso invece riguardo allo strano rapporto tra funghi Porcini e funghi Spia per eccellenza, i Prugnoli bastardi (Clitopilus prunulus).

In questo caso la micorrizazione da parte delle due specie fungine, avviene sempre in coppia, probabilmente perché attraverso una micorrizazione sincrona, si ottengono maggiori benefici in termini nutrizionali.

I sali minerali-sostanze organiche/inorganiche raccolti dai miceli di queste due specie fungine, vengono offerti alle piante simbionti, che poi le restituiranno elaborate ed arricchite, in ugual misura, senza alcun diritto di prelazione, consentendo una contemporanea fruttificazione.

Non è dato di sapere se sia il micelio porcino a legarsi a quello del Prugnolo bastardo o viceversa ma, quel che è certo, è che i due miceli se agiscono in coppia, legati l’un l’altro, diventano efficientissimi, pertanto si potrà parlare di una simbiosi a tre, non più tra singola specie fungina ed albero simbionte ma, tra 2 specie fungine ed una specie micorrizata.

Lo sapevi che, quando il bosco è pieno di ‘fungarattole‘, ‘funghi matti‘, ‘fungacci‘, significa che le piante superiori stanno alimentando-supportando specie fungine alternative ai Porcini?

Didattica funghi 04 – La posta dei lettori, ultima parte – Lo sapevi che?

A chi non è capitato, entrando nel bosco, di notare subito la presenza di tappeti di specie fungine strane, alternative ai Porcini?

Molto spesso ricevo messaggi da parte di cercatori di funghi curiosi, che mi domandano perché nel bosco c’erano così tanti fungi strani, ma pochissimi Porcini.

Di norma i funghi più comuni durante la ricerca dei Porcini, sono alcune specie di Amanita e molte boletacee alternative che in molti, troppi cercatori conoscono appena, o non conoscono affatto, e che, troppo spesso, finiscono per esser divelti o distrutti da cercatori ignoranti, ovvero privi anche della più basilare cultura micologica.

Comunissime anche le Russule che, in modi e tempi differenti, a seconda della loro predilezione per i boschi bagnati/asciutti, possono precedere, seguire o nascere in contemporanea con i Porcini.

Didattica funghi 04 russula
Didattica funghi 04 – Russula cyanoxantha con alla base micelio ben visibile
Didattica funghi 04 russule
Didattica funghi 04 – Russule solaris con alla base micelio ben evidente

I funghi ferrandi o Porcini dal Piede Rosso, con le varietà cosiddette luride (Luridiformis) sono tra le boletacee più comuni durante le fruttificazioni porcine. A volte questi appaiono appena prima delle fruttificazioni porcine, altre volte sono contemporanee.

Anche gli Xerocomuns, Xerocomellus, Imleria e simili, quei funghi che normalmente vengono definiti genericamente come Castagnini/Pinaioli/Badius possono essere contemporanei o alternativi ai Porcini.

Ci sono poi le boletacee termofile, specie di funghi spesso ai più sconosciuti e guardati con gran sospetto per via del loro viraggio al blu, al verde, al nero, sia al tocco che e/o al taglio, che in alcune regioni vengono consumati regolarmente, nonostante le raccomandazioni da parte dei micologi ad avitarne il consumo (vedi ad esempio i Boletus satanas che al Sud Italia continuano a venir consumati dopo lunghissima cottura).

Questi boleti, spesso di colore rosso, rossiccio, bianco-crema, grigio, che nella maggior parte dei casi diventano commestibili dopo adeguata cottura, appaiono spessissimo negli stessi habitat ed identiche fitocenosi dei Porcini, tanto da venir molto spesso scambiati per funghi Porcini, perciò destinati ad esser divelti per poter controllare il colore della spugna.

Ci sono infine anche i Porcinelli che appartengono al genere Leccinum, Leccinellum o simili che sono così apprezzati nel Nord Italia ma spesso ignorati al Centro-Sud, non fosse perché, alcune specie che si legano prioritariamente o esclusivamente alle Betulle, non possono esser rinvenuti là dove non vi siano habitat adatti a questa specie arborea, tipica dei boschi freschi alpini o del Nord Europa.

La presenza di queste specie fungine con la ‘spugna‘, quindi simili ai Porcini, non esclude la presenza contemporanea o alternata di più specie affini ma, piuttosto dovrebbe farci capire che, ogni specie fungina ha le proprie esigenze nutrizionali, abitative e d’umidità.

Una non è detto che sia alternativa o complementare all’altra. Si possono trovare in contemporanea, alcune o tutte quante, così come una potrebbe escludere la presenza dell’altra.

Questo non significa che le piante superiori privilegino determinate specie fungine a danno di altre ma che consentono, opportunisticamente, a tutte le varie specie affini di micorrizarle ma, le nutrono e le supportano nella fruttificazione, in tempi non necessariamente identici, contemporanei, possibilmente alternati.

Concludendo, alla domanda: UNA PIANTA PUO’ ESSERE MICORRIZATA DA PIU’ SPECIE FUNGINE IN CONTEMPORANEA? La risposta è indubbiamente sì, ma con i dovuti distinguo, così come hai potuto leggere sopra.

Didattica funghi 04 – La posta dei lettori – Lo sapevi che?

I POST DI DIDATTICA FUNGHI PRECEDENTI

POST DIDATTICA FUNGHI GIA’ PUBBLICATI

  1. 📚 Nel primo post, Didattica Funghi 01: «Perché in alcuni boschi si trovano molti funghi e in altri invece no?»
  2. 📚 Nel secondo post, Didattica Funghi 02: «Perché alcuni alberi da funghi, a volte smettono improvvisamente di produrne?»
  3. 📚 Nel terzo post, Didattica Funghi 03: «In autunno si accorciano o si allungano i tempi di nascita dei funghi dopo le piogge?»

 NEI PROSSIMI POST

Didattica Funghi 04 – La posta dei nostri lettori@Funghimagazine.it

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