Cerchio delle Streghe

Cerchio delle Streghe

Cerchio delle Streghe

Sinonimi

Cerchi delle Streghe, Cerchio delle Fate, Anello, Anello fatato, in inglese: Fairy ring

Descrizione

Il Cerchio delle Streghe è una formazione naturale, costituita da una particolare disposizione di miceli e relativi carpofori-frutti che si realizza quando, alcune colonie fungine, nel corso del tempo, iniziano a svilupparsi in direzione radiale, formando perciò dei veri e propri anelli, cerchi o semicerchi, ma talvolta anche formazioni lineari, sempre piuttosto ben visibili ad occhio nudo, su di alcuni prati, o più in particolar modo in alcuni boschi dove, l’accrescimento e la disposizione radiale del micelio stesso, durante le varie fruttificazoni, tende a originare carpofori fungini disposti lungo un immaginario circolo.

Per intenderci meglio, un Cerchio delle Streghe o Anello Fatato/Fairy ring, non è altro che un insieme di micelio e/o corpri fruttiferi (carpofori), che si dispongono a cerchio, lungo la parte periferica della colonia fungina, nella porzione di lettiera/prato più nutriente, ovvero lungo il terreno che non è ancora stato sfruttato/esaurito e in cui non siano ancora state riversate le sostanze metaboliche di scarto della colonia fungina stessa.

Nel caso di cerchi presenti nei prati, questi possono presentarsi come anelli in cui l’erba tende a disseccare, oppure ad essere assai più florida rispetto al circondario, a causa di un eccessivo consumo di sostanze nutritive/acqua da parte della colonia fungina (disseccamento), oppure grazie ad un generoso rilascio nel terreno di sostanze nutritive e acqua prelevati altrove e rilasciati sul posto (rinverdimento).

Nelle fotografie a seguire, tre tipologie differenti di Cerchio su prato:

Cerchio delle Streghe su prato
Cerchio delle Streghe su prato, con erba secca al centro, dove il micelio fungino ha sfruttato ed esaurito acqua e nutrienti
Cerchio delle Streghe su prato
Cerchio delle Streghe su prato, dove il micelio periferico ha depositato acqua e nitrati d’azoto che hanno stimolato la floridità anche dell’erba
Cerchio delle Streghe su prato
Ampio Cerchio delle Streghe su prato

Per far meglio comprendere il concetto di Cerchio delle Streghe, occorre immaginarsi un bruco che avanza su di una grossa foglia, mangiando voracemente. Tutta la parte di foglia dietro al bruco è stata divorata e quindi non più fisicamente presente. Rimane invece presente la parte non ancora divorata. Il Cerchio delle Streghe rappresenta dunque la lingua di foglia ancora da divorare.

In un Cercho delle Streghe, accade che il fitto intreccio di micelio sfrutta rapidamente, voracemente e intensamente il substrato di crescita, così come farebbe un fungo parassita su di un albero vivo, arrivando persino ad esaurirne tutti i nutrienti, pertanto, una volta che questi si saranno prosciugati, riprenderà ad avanzare, sfruttando il substrato periferico non ancora spolpato, lungo l’asse radiale del micelio stesso, ovvero lungo la zona più periferica della colonia fungina dove, sono ancora presenti quantità di nutrienti utili a supportare una fruttificazione/nascita di nuovi funghi/carpofori.

Nelle foto a seguire, esempi di cerchi in cui sono ben presenti e floridi diversi carpofori/corpi fruttiferi fungini disposti appunto a cerchio:

Cerchio delle Streghe su prato
Cerchio delle Streghe su prato
Cerchio delle Streghe in bosco
Cerchio delle Streghe nel bosco, formato da carpofori/corpi fruttiferi di Clotocybe nebularis
Cerchio delle Streghe su prato
Cerchio delle Streghe su prato, formato da carpofori di Calocybe gambosa

Riguardo a questo processo di sviluppo radiale della colonia fungina, diversi autori in passato hanno descritto dettagliatamente questo fenomeno, tutti convenendo sul fatto che, nel caso di specie fungine saprofite, subito dopo la schiusa-germinazione di una spora, molte ife iniziano a svilupparsi con numerose ramificazioni disposte quasi sempre radialmente. Durante i processi, sia di sviluppo delle ife/miceli, che metabolici, le ife cercano di accaparrarsi il maggior quantitativo di sostanze nutritive, in primo luogo carbonio e azoto, consumando acqua, ossigeno e altri nutrienti presenti nel substrato, al contempo, durante il processo di sfruttamento, liberano nelle aree di maggior concentrazione del micelio (al centro del cerchio) cataboliti liberati durante i processi metabolici (i cataboliti sono le sostanze di scarto).

Per poter sfuggire ai progressivi accumuli di questi cataboliti, le giovani ife avanzano in formazione ad anelli, dove avvengono anche le fruttificazioni, sfruttando il terreno privo di rifiuti e ancora ben nutriente, con fruttificazioni di carpofori disposti appunto in cerchi o semicerchi (Clark, 1902).

Secondo altri autori, il fenomeno della disposizione delle ife e dei carpofori ad anelli-cerchi-semicerchi, sarebbe dovuto a meccanismi d’attrazione chemiotropica ifale verso l’ossigeno, ovvero, nella colonia fungina si crea un movimento di curvatura o orientamento delle ife, in risposta allo stimolo chimico dell’ossigeno o delle sostanze chimiche gassose o disciolte nell’acqua. Gli apici ifali sarebbero perciò stimolati a svilupparsi verso le zone in cui è maggiore la concentrazione di ossigeno, perciò nelle zone più periferiche in cui l’ossigeno non sia ancora stato consumato, determinando la tipica struttura radiale della colonia fungina e dei suoi carpofori (Robinson, 1971).

In entrambe le ipotesi, vi è sempre un tentativo da parte della colonia fungina di accaparrarsi nutrienti o ossigeno necessari a supportare la fruttificazione/produzione degli indispensabili carpofori/corpi fruttiferi che, per queste ragioni risultano disposti in periferia alla colonia fungina stessa, ovvero lungo la periferia del cerchio, dove il cerchio rappresenta la parte di ife più giovani, attive e voraci.

I VARI TIPI DI SISTEMI NUTRIZIONALI DEI FUNGHI

I funghi, come tutti gli esseri viventi, per poter vivere, hanno necessità di nutrirsi, per farlo nel migliore dei modi, alcuni di loro sono in grado di adottare metodi nutrizionali che possono essere esclusivi o anche ibridi. Ibridi significa che non utilizzano un solo metodo, ma che si sanno adattare alle varie circostanze, a seconda del substrato di crescita, ma più in generale al gruppo cui appartengono.

I metodi nutrizionali principali sono tre così suddivisi:

  • Saprofiti
  • Simbionti → Simbionti-micorrizici, Simbionti ectomicorrizici
  • Parassiti

I funghi Saprofiti si nutrono sfruttando gli elementi presenti nel substrato di crescita, che può essere humus, lettiera in decomposizione, materiale organico sia ancora integro che in decomposizione o decomposto, roccia madre, legno morto.

I funghi Simbionti, sono funghi che creano una simbiosi, una relazione di mutuo scambio di nutrienti con le piante con cui intraprendono uno stretto rapporto di reciproca fornitura di sostanze, che l’una è in grado di produrre e l’altra no. Nella fattispecie, le piante sono in grado di produrre Carbonio-Carboidrati, grazie alle proprie foglie verdi che contengono clorofilla e che quindi sono in grado di compiere il processo di fotosintesi clorofilliana, attraverso il quale riescono a trasformare acqua e sostanze grezze in linfa zuccherina e assai energetica, da offrire ai funghi che, non possedendo clorofilla, non sono in grado di produrre da sé. Viceversa i funghi, grazie alle immense reti di miceli che posseggono, possono estrarre dai suoli sali minerali, vitamine, amminoacidi ed ovviamente grandi quantitativi di preziosissima acqua che offrono alle piante in cambio dei Carboidrati.

I funghi Parassiti invece si nutrono parassitando esseri ancora viventi, nel nostro caso piante ancora vive che, attaccano sfruttando loro debolezze, piccoli attimi di défaillance, ferite, siccità, caldo estremo, danni dovuti al maltempo o a seguito di attacchi di insetti parassiti. I funghi Parassiti attaccano queste piante indebolendole ulteriormente e spesso portandole fino alla morte.

Ci sono poi gli ibridi, ovvero funghi che possono adattarsi a formare micorrize, quindi a micorrizare alcune piante, ma che sono anche in grado di nutrirsi come saprofiti. In questo caso si adotta il termine di fungo sapro-micorrizico.

Altro ibrido è il sapro-parassita, fungo che è in grado di attaccare le piante da parassita ma poi nutrirsi da saprofita del legno della pianta che ha fatto morire.

Conclusione

Riassumendo, vagliando tutte le varie ipotesi che, nel corso del tempo sono state fatte circa il curioso fenomeno dei Cerchi delle Streghe, possiamo dire che vi sono alcune specie fungine dette saprofite, che quindi si nutrono sfruttando i nutrienti presenti nel substrato di crescita, che hanno un micelio particolarmente “aggressivo”, vorace e soprattutto tendente a formare veri e propri fitti agglomerati, che possono essere paragonati ad un grande centro urbano in cui la densità di popolazione è altissima, concentrata su poche decine di metri quadrati e, all’unisono, consumano quintali di alimenti ogni giorno.

Dove la densità di ife-miceli è più elevata, i nutrienti vengono consumati rapidissimamente, mentre in periferia rimangono ancora ben presenti. I funghi si nutrono grazie ad enzimi digestivi che producono e che rilasciano all’interno del substrato di vegetazione, al fine di digerire tutte le sostanze utili.

Gli enzimi prodotti dai funghi, passano attraverso le membrane cellulari delle ife e, attraversando la parete cellulare, entrano in contatto con il substrto da sfruttare, da digerire. Gli ensimi rilasciati digeriscono la materia organica, la scompongono e la rendono fruibili, sotto forma di molecole nutrienti e idrosolubili, sufficientemente piccole da riuscire a rientrare all’interno delle cellule che di queste sostanze si dovranno nutrire.

I funghi che normalmente sono in grado di formare Cerchi delle Streghe, amano i nitrati d’azoto, un ottimo fertilizzante per prati, orti e giardini. Tra i processi vegetativi di queste specie fungine, accade frequentemente che, i nitrati d’azoto ricavati dal terreno al centro del cerchio, vengono rilasciati in periferia, ai bordi del cerchio dove, si possono trovare fruttificazioni di funghi (carpofori-corpi fruttiferi), ma anche erbe che, beneficiando di questo ottimo fertilizzante, possono diventare particolarmente floride anche se però, in alcuni casi, un eccessivo rilascio di questi nitrati, può far seccare l’erba, si spiega così la duplice possibilità di trovare cerchi con erba florida e assai verde oppure altri con erba secca.

Nel caso in cui i miceli dei funghi saprofiti siano particolarmene efficienti-voraci di nitrati d’azoto, può accadere che tutta la parte interna del cerchio sia priva d’erba che entra in soffferenza e secca per assenza di nutrienti ed acqua, altamente sfruttati dalla colonia fungina.

QUALI SPECIE FUNGINE FORMANO I CERCHI DELLE STREGHE

Cerchio delle Streghe su prato
Cerchio delle Streghe su prato formato da Calvatia cyathiformis

Il numero preciso di specie che possono formare questi cerchi non è ancora noto.

Per anni si è ritenuto che il numero esatto si aggirasse attorno alle 60 specie ma le review più recenti ci parlano di un numero assai maggiore, che potrebbe aggiorarsi attorno alle 150. I phyla di appartenenza possono essere sia Basidiomycota (quindi Basidiomiceti) che Ascomycota (Ascomiceti).

Di seguito alcune tra le specie più note, tra quelle che formano i cerchi:

Cerchio delle Streghe@Enciclopedia Funghimagazine.it

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