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Micelio

Il micelio è un intreccio di filamenti di cellule allungate dette ife che, tecnicamente sono tubuli in cui scorre il protoplasma. Da un incontro di due o più miceli nasce una colonia fungina che potrà poi generare dei corpi fruttiferi

Micelio [micèlio]

Non ci sono certezze circa l’origine della parola micelio.
È possibile che derivi il nome da Pier Antonio Micheli, botanico del Settecento che per primo cominciò a studiarne la natura, così com’è anche possibile che il termine sia attinente alla parola greca múkes, mýkēs, che significa = fungo.

E’ uno dei termini più importanti in ambito micologico, così com’è pure uno dei più importanti caratteri morfologici dei funghi.

Il micelio è infatti il vero apparato vegetativo dei funghi, tant’è che si potrebbe persino dire che il micelio è il fungo!

Si origina a seguito della schiusa di una spora, da cui eredita e possiede la sessualità.

E’ formato da un intreccio di filamenti (cellule allungate) detti ife. Queste possono essere unicellulari o pluricellulari e tecnicamente sono dei tubuli in cui scorre il protoplasma.

Un insieme di ife costituisce il vero corpo del fungo, anche detto Tallo.
Da questo si genera il ‘frutto‘ o corpo fruttifero, che a sua volta contiene i semi, detti spore, il corpo fruttifero è tecnicamente detto carpoforo o sporoforo.

Di norma, il micelio vegeta ad una profondità prossima ai 50 cm sotto terra, se si tratta di funghi terricoli, altrimenti, nel caso di funghi lignicoli, nello strato legnoso che si trova al di sotto della corteccia o anche negli strati legnosi più profondi.

Dopo, e dalla schiusa di una spora, si forma un micelio che, come accennato sopra, possiede la sessualità della spora che l’ha originato e che è detto micelio primario.

Affinché questo micelio primario possa vivere a lungo, avrà la necessità e l’urgenza di unirsi ed accoppiarsi con un altro micelio di sesso uguale o opposto. Se il sesso di due miceli attigui è identico, ma compatibile, si avrà una fusione delle ife che li compongono, al solo scopo vegetativo. Questa fusione darà comunque origine ad un micelio secondario. Se invece si tratta dell’incontro di miceli di due sessi differenti, allora la fusione ifale potrà anche dar vita ad un processo riproduttivo.

Di norma, possono fondersi-accoppiarsi più di un micelio alla volta. Per esempio nel caso del Porcino Nero o Bronzino (Boletus aereus) si calcola che, affinché si crei una fusione a scopo riproduttivo, occorre se ne fondano diversi, di almeno 4 sessualità differenti ma, in alcune specie anche molti di più, in multipli di 4 fino ad arrivare a 16. In ogni caso, solo una fusione con scambio di patrimonio genetico completo, può dar vita alla riproduzione-fruttificazione, ovvero alla nascita di uno o più carpofori o corpi fruttiferi.

A fusione avvenuta, dopo che si è generato un incontro ed intreccio di due o più miceli secondari, inizia una nuova fase vegetativa, il cui scopo finale sarà sempre quello riproduttivo ma, prima che ciò accada, occorre che la colonia fungina possa diventare prospera e sana.

Ad una profondità ‘sicura’ in cui il micelio possa vegetare in un ambiente biotico favorevole, in cui i fattori abiotici (→ abiotico), siano essi atmosferici, climatologici o geologici, non ne inibiscano la sua attivazione e/o la sua prosperità, il micelio, con le sue complesse ramificazioni e fusioni di ife, può generare particolari strutture a partire dal cosiddetto tallo fino ad arrivare ad aggregati miceliari vari, che formeranno cordoni miceliari, rizomorfe, sclerozi o altre strutture vegetative quali il mantello o micoclena ed il reticolo di Hartig, nel caso di funghi micorrizigi, anche detti simbionti (vedi → ectomicorriza, micorriza, micorrizazione).

Nel caso di buona presenza, nella rizosfera in cui prospera il micelio, di sostanze nutritive e giusta umidità, il micelio può svilupparsi e crescere ad un ritmo medio attorno ai 6 millimetri all’ora, toccando punte anche oltre i 10 mm orari. I miceli possono espandersi da pochi metri fino a decine o persino centinaia di chilometri, la ragione di questa incredibile espansione è sicuramente quella di cercare nuove fonti di nutrienti (espansione esplorativa), in particolar modo di carbonio ed azoto, quest’ultimo però potrebbe anche inibire la formazione delle rizomorfe, se la sua concentrazione è troppo elevata.

Ad ogni caso, sempre a scopo esplorativo, il micelio non mancherà anche di far affiorare dal terreno, dalla lettiera o dal legno in cui si trova a vegetare, particolari strutture dette micelio superficiale, il cui scopo è quello di saggiare le condizioni ambientali esterne, al fine di capire se i tassi d’umidità dell’aria, le temperature o la pressione atmosferica ed il vento siano ideali per poter scatenare la riproduzione-fruttificazione.

Puoi scoprire, attraverso un racconto di facile ed immediata comprensione, presente su funghimagazine.it, «come nasce un fungo porcino» partendo proprio da un incrocio di ife che formerà un micelio primario che, accoppiato ad uno o più miceli primari, formerà un micelio secondario fertile, in grado di fruttificare-moltiplicarsi. Attraverso lo stesso racconto puoi anche comprendere la differenza tra un micelio primario ed un micelio secondario, oltre che i complessi processi che daranno vita appunto, alla nascita di un fungo Porcino.

✅ Una curiosità legata allo sviluppo di un micelio è l’articolo presente su funghimagazine.it, «quanto tempo impiega a crescere un fungo porcino».

Come nasce un fungo Porcino-Micelio superficiale
Come nasce un fungo Porcino-Micelio superficiale
Come nasce un fungo Porcino-Micelio superficiale
Come nasce un fungo Porcino-Micelio superficiale
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