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Oxalis acetosella Acetosella dei boschi

Oxalis acetosella

OXALIS ACETOSELLA L., 1753

Acetosella dei Boschi

Divisione:Magnoliofita
Classe:Magnoliopsida
Sottoclasse:
Rosidae
Ordine:Geraniales
Famiglia:Oxalidaceae
Genere:Oxalis
Specie:Oxalis Acetosella
Nome italiano:Acetosella dei Boschi
Classificazione botanica:
Angiosperme
Classificazione inferiore: (Classe)
Eucotiledoni
Forma vegetativa:
Pianta erbacea perenne
Forma biologica:
Geofita rizomatosa
Sesso:Ermafrodita
Impollinazione:Entomogama, Autogama
Periodo fioritura:
tra Aprile e Giugno
Tipo di infiorescenza:
Capolini con cinque petali bianchi/rosati e con venature di colore lilla
Semi:
1 o 2 semi inseriti nelle capsule
Frutti:
Capsule ovali a cinque cavità 
Diffusione:
Autochore (consentita dai movimenti della stessa pianta)
Habitat:
Boschi, sottoboschi e zone ombrose 
Distribuzione:
Circumboreale
Protezione:
In Italia non è specie protetta

Scheda illustrativa:

Oxalis acetosella scheda illustrativa
Oxalis acetosella scheda illustrativa

ETIMOLOGIA

L’Acetosella dei boschi deve innanzitutto il suo nome comune alle principali caratteristiche per le quali è generalmente riconosciuta. Oltre ad accennare ai principali habitat apprezzati da questa pianta, il suo nome vuole infatti fare riferimento anche al sapore aspro ed acidulo che ricorda quello dell’aceto e che l’ha sempre contraddistinta, facilitandone la diffusione fin dall’antichità.

L’Acetosella dei boschi è anche diffusamente nota in Italia sotto i nomi di Pancuculo o Pane del Cuculo. Questa curiosa espressione potrebbe essere ricondotta a due differenti spiegazioni: seconda la prima, rappresenterebbe uno dei cibi prediletti dal cuculo, mentre, per la seconda, il periodo di fioritura dell’Acetosella dei boschi corrisponderebbe al periodo in cui maggiormente si sente cantare questo uccellino.

Altri nomi comuni volti ad indicare l’Acetosella dei boschi sono poi anche Agretta, Erba brusca, Lambrusca, Melagra, Pane degli angeli e Alleluja.

Il binomio scientifico Oxalis Acetosella venne invece coniato da Linneo nel 1753, ed inserito nel suo “Species Plantarum”. La parola Oxalis deriva dai termini greci oxys (ὀξύς), dal significato di “acuto”, “pungente”, e da ali (ἅλς), dal significato di “sale”, facendo quindi riferimento sia al gusto ed al sapore dell’Acetosella dei boschi che alle sue caratteristiche chimiche: l’Acetosella dei boschi sarebbe infatti ricca di acido ossalico.

Nell’idioma inglese, l’Acetosella dei boschi è conosciuto attraverso il nome comune di Wood Sorrel – dove la parola “sorrel” possiede un significato pressoché analogo a quello di “acetosella” -, talvolta sostituito da Pink Sorrel ad indicare il colore a cui possono tendere i suoi fiori.

In francese, l’Acetosella dei boschi è invece comunemente conosciuta come Oseille des Bois, Oxalide des Bois, Oxalide Petite Oseille ed altre espressioni similari, anch’esse non distanti da quelle utilizzate nella nostra lingua. Talvolta viene, anche in questo idioma, chiamata Pain-de-Coucou, ovvero “pane del cuculo”.

Anche in tedesco, oltre all’espressione Gemeine Sauerklee (Acetosella comune), l’Acetosella dei boschi è nota anche come Kuckucksblume (Fiore di cuculo).


DISTRIBUZIONE

La distribuzione dell’Acetosella dei boschi è di tipo circumboreale, ovvero rappresentata soprattutto da zone temperate e fredde quali Europa, Nord America e Siberia.

In italia, l’habitat e le temperature predilette dall’Acetosella dei boschi la rendono particolarmente diffusa nelle zone settentrionali del paese, ad altitudini che si elevano tendenzialmente dagli 0 ai 2000 metri sopra il livello del mare, raggiungendo in tal modo i piani subalpini. La presenza dell’Acetosella dei boschi, per queste stesse motivazioni, non si riscontra invece sulle isole o sulle zone costiere del nostro paese.

Come accennato, al di fuori dell’Italia l’Acetosella dei boschi è altrettanto presente anche nel resto dei paesi di Europa, Asia ed America Settentrionale, che condividono le caratteristiche sopracitate, permettendone la sopravvivenza e la diffusione.

Oxalis acetosella, Acetosella dei Boschi


HABITAT

🍂🍁🌳 Ecologia dell’Oxalis acetosella

L’habitat ideale dell’Acetosella dei boschi è, come suggerito dal suo principale nome comune, rappresentato soprattutto dagli ecosistemi dei boschi e sottoboschi di latifoglie-caducifoglie, prediligendo le zone più ombreggiate.

Meno comune nelle pinete, l’Acetosella dei boschi tende a crescere soprattutto in ambienti igrofili in compagnia di Carpini, Padi, Ontani, Frassini, Olmi, Platani, Sambuchi, Salici, oppure tra Tigli, Aceri, Querce e/o Faggi, purché questi si trovino in boschi adeguatamente scuri-ombreggiati e umidi.

La predilezione dell’Acetosella dei boschi per i terreni di crescita più ombrosi costituisce una delle sue caratteristiche principali.

L’Acetosella dei boschi rappresenta infatti la specie di pianta dell’Europa centrale più adatta a crescere all’ombra, arrivando addirittura a crescere ad un minimo di 1/160 della luce del giorno.

Se sottoposta ad una forte esposizione solare, questa pianta è, anzi, in grado di variare la posizione delle sue foglie piegandole verso il basso (anche se un loro abbassamento eccessivo potrebbe distruggerne la clorofilla e farle morire).

I tipi di terreno che l’Acetosella dei boschi va a ricercare sono infatti perlopiù freschi ed umidi, caratteristiche più diffuse negli ambienti di tipo forestale ed, in particolare, nelle aree elencate all’interno della sua distribuzione.

L’Acetosella dei boschi preferisce infine i terreni ricchi di sostanze nutritive e con pH tendente all’acido.

All’interno di ambienti igrofili bui, non è raro trovare esemplari, o vere e proprie colonie di questa pianta, a crescere su spessi strati di muschio, direttamente sopra alberi caduti, così come non è affatto raro trovarli entro piccole logge che si possono creare all’inizio delle varie diramazioni basali delle piante, oppure entro cavità di alberi vivi, fino a più di 1 metro d’altezza dal suolo.

Oxalis acetosella Acetosella dei boschi
Oxalis acetosella, Acetosella dei Boschi cresciuta sul muschio su di un albero morto
Oxalis acetosella Acetosella dei boschi
Oxalis acetosella, Acetosella dei boschi, ai piedi di un vecchio Salice
Oxalis acetosella Acetosella dei boschi
Oxalis acetosella, Acetosella dei Boschi cresciuta sul muschio su di un albero morto

Abbastanza comune è poi trovare ciuffi di queste piante tra le radici affioranti dei Carpini, oppure su ceppaie o cedui di Pado (Prunus Padus), Salice, Olmo.

Di norma la Oxalis acetosella forma fitocenosi del sottobosco buio e umido con gli Anemoni dei boschi, il Favagello, la Primula selvatica e la piccolissima felce simile ad un fiore: Chrysosplenium alternifolium, o anche con Equiseto massimo e/o Fragola selvatica.

Chrysosplenium alternifolium
Chrysosplenium alternifolium

DESCRIZIONE

Come riconoscere l’Acetosella dei boschi 

L’Acetosella dei boschi è una pianta erbacea perenne che fiorisce prevalentemente tra i mesi di Aprile e Giugno. In generale, la morfologia dell’Acetosella dei boschi si distingue per il suo essere una pianta acaule (ovvero priva di fusto), con un sottile e nodoso rizoma strisciante da cui spuntano direttamente le sue foglie ed i suoi fiori, arrivando fino ad un’altezza compresa tra i 5 ed i 15 centimetri.

É una pianta piuttosto esile e sottile, al punto che in condizioni climatiche avverse, quali pioggia e vento, tende spontaneamente a ripiegarsi su se stessa per proteggersi.

La forma biologica dell’Acetosella dei boschi è del tipo Geofita rizomatosa: si tratta, ovvero, di una pianta erbacea perenne e dotata di rizoma, che durante le stagioni avverse non presenta organi aerei ma porta le gemme nei suoi organi sotterranei (in questo caso il rizoma).

La parte ipogea (cioè sotterannea) dell’Acetosella dei boschi è costituita dal suo rizoma bulboso che risulta diviso in una serie continua di intrecci filiformi, occupato da spesse foglie basse, carnose e rossastre. La parte epigea (cioè aerea) dell’Acetosella dei boschi si contraddistingue, come accennato, dalla diretta presenza del suo scapo floreale, ovvero dalle foglie e dai fiori direttamente inseriti sulla radice.

Foglie
Oxalis acetosella, Acetosella dei boschi
Oxalis acetosella, Acetosella dei boschi con foglie dal caratteristico colore rossiccio

Le foglie dell’Oxalis acetosella sono trifogliate, risultando di fatto un vero e proprio trifoglio (per questo, come accennato, è spesso chiamata anche Trifoglio acetoso).

Queste sono basali e direttamente inserite sulla radice, sostenute da un esile picciolo di 5-8 centimetri e di colore tendente al rossiccio. I loro margini sono interi e non dentellati. Hanno un colore verde, che può risultare più o meno intenso a seconda della loro esposizione alla luce del sole.

Presentano tre lobi ripiegati l’uno sull’altro e che, una volta aperti, raggiungono anche i 2 centimetri di diametro. L’aspetto delle foglie dell’Acetosella dei boschi assume così una forma cosiddetta obcordata, ovvero la forma di un cuore con la punta rivolta verso il picciolo, la cui venatura principali è un prolungamento dello stesso.

Le foglie si contraddistinguono inoltre attraverso una loro peculiare capacità: grazie alla presenza di particolari articolazioni presenti nelle stesse, queste possono espandersi o richiudersi a seconda delle condizioni atmosferiche o della luce solare. In tal modo, ad esempio, si aprono durante il giorno e si richiudono verso sera, permettendo all’Acetosella dei boschi di ricevere la corretta quantità di luce di cui ha bisogno.

Questo processo di contrazione può avvenire anche in caso di sovraesposizione alla luce, di temperature troppo basse, di forti piogge o altre condizioni climatiche avverse, rendendola una pianta piuttosto adattabile e resistente. Il tutto avviene probabilmente grazie alla presenza delle cosiddette turgore, ovvero dei fitormoni (ormoni vegetali) che si trovano sulle cellule alla base del picciolo e che controllano in tal modo i movimenti delle piante.

Infiorescenza

L’infiorescenza dell’Oxalis acetosella è composta dai vari capolini dei suoi fiori, posti singolarmente agli apici degli steli. Questi ultimi hanno una lunghezza compresa tra i 5 e i 10 centimetri. Gli steli dipartono direttamente dal rizoma dell’Acetosella dei boschi, sollevandosi al di sopra delle sue foglie.

I suoi fiori sono ermafroditi.

Fiori

Fiori di Oxalis acetosella, Acetosella dei boschi
Fiore di Oxalis acetosella, Acetosella dei boschi
Fiori di Oxalis acetosella, Acetosella dei boschi
Fiori di Oxalis acetosella, Acetosella dei boschi
Fiori di Oxalis acetosella, Acetosella dei boschi
Fiori di Oxalis acetosella, Acetosella dei boschi

I fiori spuntano, come accennato, dagli apici degli steli, inseriti direttamente sul rizoma.

Il loro calice è formato da 5 sepali di forma lanceolata, con una lunghezza di circa 4-5 millimetri.

La corolla è invece pentamera, ovvero composta di cinque petali, dalla forma spatolata e lunghi circa 10-16 millimetri. I fiori dell’Acetosella dei boschi sono dialipetali, ovvero i petali si presentano separati tra loro, ma possono talvolta apparire leggermente uniti alla base. Gli stami racchiusi nei fiori sono dieci, di diversa lunghezza e con antere gialle.

Il colore dei fiori dell’Acetosella dei boschi è tendenzialmente bianco, virando talvolta verso tinte più rosate. Altra caratteristica distintiva per quanto riguarda il loro colore sono le tipiche venature di colore rosato-violetto che ne percorrono longitudinalmente i petali.

Allo stesso modo delle foglie, anche i fiori dell’Acetosella dei boschi presentano la peculiare capacità di aprirsi e contrarsi in base alle diverse condizioni climatiche, luminose o atmosferiche.

Quando i petali si chiudono su se stessi, per esempio di notte, il fiore assume l’aspetto di una piccola campana pendula.

Frutti

Il frutto è detto del tipo schizocarpo (un tipo di frutto secco che giunto a maturazione si divide in più parti indeiscenti detti mericarpi, ognuno dei quali deriva da un carpello e contiene uno o più semi, in questo caso i semi sono a coppia), si genera dall’ovario, ha la forma di una capsula composta da tre vani che, a semi maturi, si aprono longitudinalmente.

Semi

I frutti dell’Oxalis acetosella sono raccolti all’interno di capsule ovali e con apici a punta. Queste presentano cinque cavità e sono lunghe dai 4 ai 10 millimetri. Ogni capsula contiene uno o due semi, i quali, una volta raggiunta la maturazione, vengono sospinti attraverso una fessura elastica della capsula: ciò avviene in realtà con movimenti rapidi e forti, i quali permettono alla pianta di diffondere i propri semi anche a distanze significative.


COSA E QUANDO SI RACCOGLIE

I diversi utilizzi che si possono fare dell’Acetosella dei boschi permettono comunque di raccoglierne sia le foglie che i petali.

Le diverse parti dell’Acetosella dei boschi devono comunque essere fresche quando utilizzate, in quanto, se essiccate, perdono molte delle loro proprietà.

Le foglie possono venire raccolte in qualsiasi periodo siano reperibili. Si consiglia però di raccoglierle quando sono giovani, in modo che si prestino al meglio al loro impiego.

I fiori dell’Acetosella dei boschi vengono invece tendenzialmente raccolti quando sono appena sbocciati.

Anche le radici possono essere raccolte ed utilizzate, ma come al solito si raccomanda di raccogliere queste piante con moderazione per evitare di ostacolarne la diffusione.


Un’importante specifica relativa all’utilizzo ed al consumo dell’Acetosella dei boschi, deve però essere fatta a causa delle grandi quantità di Acido ossalico contenuto nella pianta – soprattutto nelle sue parti aeree, come per le altre specie del genere Oxalis.

L’acido ossalico tende ad accumularsi nei reni, favorendo la formazione dei cosiddetti calcoli renali. 

Questa piante è dunque assolutamente controindicata per coloro che soffrono di affezioni gastriche, calcoli renali e disturbi epatici o renali di ogni genere, oppure in casi di gravidanza. Anche in casi di salute più stabile, un consumo eccessivo di Acetosella dei boschi viene vivamente sconsigliato per evitare l’insorgere di problematiche a carico dei reni.

Le diverse controindicazioni legate ad un suo uso eccessivo, la fecero addirittura cadere in disuso nel Medioevo, sostituendola con il Romice Scudato (Rumex Scutatus) – pianta che, seppur simile, non presenta infatti simili effetti collaterali.

Seppur raramente fatale per l’uomo, se presente in grandi quantità, l’Acetosella dei boschi può risultare inoltre velenosa anche per il bestiame


USI IN CUCINA

Come accennato inizialmente e, come suggerito dai vari nomi attraverso cui l’Acetosella dei boschi è conosciuta, questa pianta si contraddistingue innanzitutto per il suo sapore acidulo ed aspro, che spesso ricorda proprio quello dell’aceto e per il quale viene largamente impiegata ed apprezzata sin dal Medioevo.

Le foglie giovani possiedono questo tipico sapore aspro che le rende adatte soprattutto per condire, crude o cotte, piatti come insalate, minestre e macedonie, arricchendone in tal modo il gusto.

Le foglie possono essere impiegate anche per aromatizzare dolci o per prepare salse, ma sempre facendone un utilizzo in piccole quantità visto il loro forte e pungente sapore. L’utilizzo in quantità moderate è in realtà sconsigliato, come già detto, anche per la presenza dell’acido ossalico, di cui bisogna evitare il consumo eccessivo.

Le foglie vengono anche utilizzate per creare delle bevande, le quali, quasi simili a delle limonate, sono apprezzate soprattutto per le loro proprietà dissetanti.<

I fiori dell’Acetosella dei boschi non vengono normalmente mangiati da soli, piuttosto si utilizzano in cucina come guarnizioni per piatti e preparazioni.


USI MEDICINALI

Nonostante gli avvertimenti dovuti alle grosse quantità di Acido ossalico presenti nell’Oxalis acetosella, questa pianta risulta però ricca anche di numerose altre sostanze chimiche e vitamine (in particolare vitamina C).

L’Acetosella dei boschi possiede proprietà soprattutto depurative, diuretiche, rinfrescanti, antipiretiche ed astringenti che la rendono spesso utilizzata all’interno di diverse branche medicinali. Tali proprietà sarebbero state studiate ed approfondite anche dall’erbologo italiano Aldo Spoletti nel suo “Fiori e piante medicinali” del 1979.

Nell’ambio dell’erboristeria, l’Acetosella dei boschi viene soprattutto utilizzata per preparare un decotto che ne sfrutti i benefici, e di cui si consiglia di berne al massimo due tazze al giorno (tale decotto verrebbe preparato immergendo 20 grammi di foglie in 1 litro di acqua, evitando un’eccessiva ebollizione ed infusione delle foglie per ovviare un’eventuale intossicazione).

Lasciando le foglie all’interno del decotto, queste possono venire masticate man mano, sfruttandone le proprietà disinfettanti a beneficio del proprio cavo orale. Il consumo dello stesso decotto può essere utile anche come rimedio contro disturbi quali dermatosi ed ascessi, oltre che come decongestionante per la febbre.

L’Acetosella dei boschi permette di preparare un decotto anche utilizzando la sua radice. Sempre consumandone due tazze al giorno (preparate con 20 grammi di radice immersi in 1 litro di acqua), il suo consumo apporterebbe benefici alla pelle, rendendola più elastica.

L’Acetosella dei boschi verrebbe inoltre utilizzata come rimedio anche contro acidità di stomaco, indigestione o disturbi del fegato.


ALTRI UTILIZZI

Non soltanto apprezzata e diffusa in ambito culinario e medicinale, l’Acetosella dei boschi si può trovare impiegata anche nell’industria per ricavarne sbiancanti, disincrostanti o lucidi.

In quanto sbiancante, questa pianta verrebbe soprattutto impiegate contro le macchie di ruggine ed inchiostro, mentre, come disincrostante, risulterebbe utile per i radiatori delle macchine, oltre che per lucidare metalli come rame e bronzo. In quanto lucido furono soprattutto i droghieri e gli artigiani di un tempo a diffonderne l’utilizzo, chiamando questo composto “sale di acetosa”.

L’Acetosella dei boschi veniva un tempo impiegata anche per lucidare i marmi e gli altri calcari, per rimuovere i depositi sulle pietre o per scolorire i legni di quercia, confermandone le proprietà sbiancanti.


SPECIE SIMILI

L’Acetosella dei boschi appartiene alla famiglia delle Oxalidaceae, piante angiosperme a loro volta appartenenti all’ordine Oxalides.

La famiglia delle Oxalidaceae racchiude al suo interno diverse tipologie di piante erbacee, arbusti e piccoli alberi, i quali, come l’Acetoella dei boschi, risultano molto diffusi nelle zone fredde, temperate, ma anche tropicali. In Italia è particolarmente presente il genere Oxalis della famiglia, che cresce spontaneamente tra la flora del nostro paese.

Il genere Oxalis (L., 1753) indica dunque quelle piante comunemente note sotto il nome di Ossalidi, a cui appartiene appunto anche l’Acetosella dei boschi. Le Ossalidi rappresentano il genere più ampio della famiglia delle Oxalidaceae: delle 600 differenti specie appartenenti alle Oxalidaceae, ben oltre 500 si riconducono proprio al genere delle Ossalidi.

Come abbiamo avuto modo di osservare con l’Acetosella dei boschi, le Ossalidi si distinguono tendenzialmente per le foglie trifogliate e per le loro capacità di movimento volte a proteggere la pianta, oltre che per i fiori a cinque petali. Le caratteristiche specifiche di questi ultimi sono in realtà tra i modi principali attraverso cui distinguere una specie dall’altra.

Le varie specie di Ossalidi presentano infatti fiori dai colori differenti, tendenti soprattutto al bianco, al giallo, al rossa ed al rosso.

Altre caratteristiche distintive e comuni sono i frutti a forma di capsula, le radici robuste ed il sapore acidulo dovuto alla costante presenza dell’acido ossalico.

Nonostante il loro amplissimo numero, alcune specie di Ossalidi maggiormente presenti nel nostro paese (al di là dell’Acetosella dei boschi, che rappresenta sicuramente una delle specie più diffuse e conosciute) sono:

  • Oxalis corniculata (L., 1753) o Acetosella dei campi, contraddistinta soprattutto dai suoi fiori gialli e dalle foglie di colore rossastro e violetto;
  • Oxalis stricta (L., 1753) o Acetosella minore, dai fusti più lunghi e dalle foglie più larghe rispetto alle sue sorelle. Possiede fiori gialli e frutti formati da capsule prismatiche ed allungate.

Altre specie comunemente note sono ad esempio l’Oxalis adenophylla (Ossalide rosa), l’Oxalis enneaphylla, l’Oxalis vulcanicola (Ossalide vulcanica) o, ancora, l’Oxalis tetraphylla. Queste diverse specie, insieme a molte altre, sono però soprattutto diffuse in paesi distanti da Italia ed Europa, in particolar modo in Centro e Sud America tra cui: Cile, Brasile e Guatemala.


FOTOGALLERY

Di seguito alcune foto di Oxalis acetosella – Acetosella dei boschi 

Oxalis acetosella Acetosella dei boschi
Oxalis acetosella, Acetosella dei boschi
Oxalis acetosella Acetosella dei boschi
Oxalis acetosella, Acetosella dei boschi, con fiore giallo di Favagello
Oxalis acetosella Acetosella dei boschi
Fiori di Oxalis acetosella Acetosella dei boschi
Oxalis acetosella Acetosella dei boschi
Oxalis acetosella, Acetosella dei boschi
Oxalis acetosella Acetosella dei boschi
Oxalis acetosella, Acetosella dei boschi