Peridioli, Peridiolo, Enciclopedia Funghimagazine

Peridioli

Peridioli

Etimologia

Peridioli è il plurale del termine Peridiolo che, a sua volta, è il diminutivo del termine Periodio.

In Enciclopedia preferiamo illustrare il termine al plurale poiché difficilmente si parlerà di un singolo peridiolo.

Il termine Peridio è formato dal greco pèri– + idion, dove pèri- [dal gr. περί, περι- «intorno»] è un semplice prefisso frequentemente presente in parole composte derivate dal greco (es: perifrasi, periodo, nel nostro caso peridìolo), oppure formate oggigiorno, nel linguaggio scientifico italiano e latino, per indicare posizione o movimento circolare intorno a qualche cosa.

Perìdio è un sostantivo maschile che deriva dal greco πηρίδιον, diminutivo di πήραil cui significato è: sacco. Approfondisci leggendo la specifica voce → Peridio.

In micologia, il perìdio è il tessuto esterno di alcuni corpi fruttiferi che si sviluppano nella forma angiocarpica, a protezione delle spore che rimarranno protette al suo interno, fino a completa maturazione. Quando le spore saranno giunte a maturazione, il tessuto si lacererà o si ritirerà, consentendo la fuoriuscita delle spore stesse.

Come sono fatti i Peridioli

I Peridioli sono dei piccoli contenitori di spore, solitamente di forma più o meno sferica, tipici dei funghi della famiglia delle Nidulariaceae (funghi che formano uno pseudo “nido” che accoglierà le spore).

L’imenoforo ed il relativo imenio dei funghi in cui sono presenti dei peridioli, è sempre interno e mai esterno al corpo fruttifero. In questo caso addirittura interno al peridio, con spore dunque contenute all’interno del peridiolo-peridioli.

Nei funghi che formano una sorta di “nido” queste piccole strutture sferiche si presentano come delle minuscole uova di colore che può variare dal bianchiccio al color perla, grigiastro, bruno o brunastro, nero, con anche sfumature azzurrognole o del tutto di colore blu.

Sono formati da ife strutturali sterili e da ife riproduttive fertili che, nell’insieme formano una gleba.

💥 NB: Al fine della corretta comprensione, è bene ribadire che, al contrario di ciò che alcuni cercatori di funghi pensano, i peridioli sono semplici contenitori di spore e non le spore stesse. Quei minuscoli corpi a forma di sfera-perla, racchiusi nei nidi pelosi di alcuni funghi, non sono quindi delle spore giganti💥

Imenoforo di Cyathus striatus con peridioli ben visibili
Imenofori di Cyathus striatus con peridioli ben visibili

Come avviene il rilascio delle spore

Ogni singolo peridiolo è dunque contenuto all’interno di un basidioma che, nel caso della famiglia delle Nidularaceae (genere Cyathus, Crucibulum), è inizialmente di forma sferica, molto simile ad un Lycoperdon echinatum (un Peto di lupo peloso).

Man mano che il fungo matura, ogni peridiolo da sterile diventa fertile e con la fertilità si formano le spore che maturano rapidamente all’interno della gleba.

A maturità quasi del tutto avvenuta, occorre che le spore vengano offerte all’aria, per favorire la riproduzione della specie. L’involucro protettivo, dall’aspetto di una sfera pelosa, si apre al suo apice assumendo ora la forma di un “nido” fatto a coppetta.

Ogni singolo peridiolo è ben separato dai peridioli adiacenti, tanto da sembrare minuscole perle affiancate, collegato alla coppetta attraverso un minuscolo cordoncino detto funicolo, che risulta arrotolato su sé stesso.

Questo funicolo è una sorta di molla che, a completa maturità delle spore contenute nel peridiolo, scatta immediatamente, non appena il nido verrà scosso, espellendo il peridiolo al di fuori della coppa di contenimento.

Il “lancio” del peridiolo avvenuto attraverso il dispiegamento del funicolo, consente lo spargimento delle spore all’aria aperta.

Per prima cosa l’umidità contenuta nell’aria o la pioggia, consentiranno la disgregazione della “tunica” protettiva del peridiolo che, disgregandosi favorisce la fuoriuscita delle spore ormai mature. Questo processo di espulsione delle spore è detto deiscenza → consulta la voce: Deiscente.

Una curiosità

💥 La deiscenza, ovvero il lancio del peridiolo e la relativa espulsione delle spore mature, può essere innescato anche e soprattutto da una pioggia che, attraverso la caduta di grossi goccioloni, scuote il nido che contiene i peridioli. L’espulsione e lancio dei peridioli non è però sempre totale. Alcuni peridioli possono rimanere alloggiati all’interno del nido anche ad avvenuta maturazione delle spore.

Se il nido non verrà in alcun modo scosso perché toccato, o bombardato dalla pioggia che rimane assente, i peridioli si lacereranno comunque, consentendo alle spore di esser disperse dal vento o ancor meglio, di esser allagate dalla prima pioggia utile, che riempirà facilmente il canestrello, consentendo il riversamento delle spore attraverso l’acqua piovana💥

 

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