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Pirofilo

Pirofilo è un aggettivo che in ambito micologico indica specie fungine che amano vegetare in luoghi che hanno subito incendi. Di seguito esempi e descrizioni di funghi Pirofili

Pirofilo [piròfilo]

(Fungo pirofilo, Funghi pirofili)

Definizione

Pirofilo è un aggettivo che si riferisce ad una sostanza o materiale che resiste al fuoco senza alterarsi.
Il termine deriva dal greco ed è composto dalle parole pyròs e phìlos, col significato di amante-amico del fuoco.

Descrizione in → Micologia

🍄 Ovviamente, fungo amante del fuoco.

Sì perché, nonostante in molti pensino che funghi e fuoco non vadano d’accordo, ci sono alcuni funghi che hanno spore (dette endospora) che si attivano solamente a seguito di un incendio, così come ce ne sono alcuni che amano vegetare solo sulla cenere o comunque su sostanza vegetale bruciata.

Attenzione però a non commettere l’errore di pensare che, così come vogliono molti luoghi comuni e la solita non saggezza popolare, sia necessario incendiare i boschi per rigenerarli e quindi stimolare la nascita di molti funghi.

CONNESSIONE TRA INCENDIO E FUNGO NON PIROFILO

Questa ignoranza riguarda soprattutto i funghi Porcini, notoriamente funghi che amano l’umido e non certo la desolazione ed il caldo di un bosco spoglio perché incendiato.

Tra molti cercatori di funghi, così come tra molti pastori, vige ancora la convinzione, errata, che se dai fuoco ad un bosco, questo si rinnoverà ed, entro i primi 5 anni dopo l’incendio, crescerenno funghi a volontà “anche sulle pietre“. Nulla di più falso, sbagliato, irresponsabile e privo di fondatezze scientifiche.

I funghi Porcini NON sono funghi pirofili, non amano gli incendi e quindi non amano l’eccesso di cenere perché, questo eccesso sconvolge il fragile equilibrio azoto-potassio-zolfo, che sta alla base della buona vegetazione dei miceli di questi funghi.

Oltretutto in tempi di Cambiamenti Climatici, un bosco che ha subito un incendio doloso, faticherà moltissimo a riprendersi e tornare a vegetare correttamente.

Primo perché l’attuale crisi climatica ha modificato il regime pluviometrico dell’intera nazione. Le piogge sono oggi sempre più concentrate in episodi di breve ma intensissima durata; piogge che dilavano i suoli e, un suolo metamorfosato dall’eccesso di calore di un forte incendio, difficilmente sarà in grado di trattenere piogge consistenti, perché diventa tendenzialmente completamente impermeabile, quindi idrorepellente.

Secondo perché la presenza di cenere e carbone, contestuale alla presenza di temperature dell’aria troppo elevate con siccità prolungata, favorirà un accumulo di calore che impedirà ai miceli di potersi riattivare o ricrearsi-rigenerarsi.

Non basteranno quindi i paventati o promessi 4 o 5 anni dopo l’incendio, come vuole la leggenda metropolitana, affinché i boschi tornino a produrre funghi in quantità industriale.

Alcuni boschi potrebbero addirittura non tornare mai più a produrre funghi (soprattutto funghi Porcini, che sono i più esigenti in termini di elementi minerali presenti nel suolo), salvo che il clima non torni quello che era un tempo, con piogge generose e ripetute per almeno 6-8 mesi all’anno.

Queste evidenze, le abbiamo potute verificare direttamente sul campo, in boschi del Nord-ovest italiano (gli stessi di cui parlo nell’articolo a seguire) che, dopo aver subito un forte incendio, a 4 anni dall’evento doloso, non hanno ancora prodotto che una sparuta manciata di funghi Porcini, contro raccolti da favola dei decenni passati, di cui raccontano abitualmente gli anziani abitanti del luogo.

► Non solo, ma i fumi tossici prodotti da tre giorni di combustione di erbe e legno, mischiati alle nuvole sopraggiunte con le piogge, hanno prodotto piogge acide che, tutt’attorno, ovunque sia caduta questa pioggia acida, stanno ancora impedendo pure la vegetazione dei funghi Prugnoli a causa di una evidente alterazione dei livelli di pH dei suoli basici che si sono inaciditi.

Puoi approfondire questo argomento leggendo il mio articolo: Incendi e funghi. Quali effetti sull’ecosistema .

Incendi e funghi. Quali effetti sull’ecosistema


QUALI SONO I FUNGHI PIROFILI

Tornando al punto focale dell’argomento ‘funghi pirofili’, vediamo quali sono i funghi pirofili più noti o più sconosciuti.

Tra i funghi condiserati pirofili (pirofilo), il più noto ed apprezzato è senza dubbio la Morchella o Spugnola.

Sui Social abbondano fotografie e report di cercatori di funghi, soprattutto della regione Catalogna (Spagna), che riportano di raccolti eccezionali di Morchelle in boschi di Pino, all’indomani di vasti incendi.

Le Morchelle, sia per quanto riguarda Morchella esculenta e relative varietà, sia per quanto riguarda Morchella conica e varie subspecie, non sono funghi esclusivamente pirofili, ma sanno adattarsi perfettamente a vegetare su di un substrato di cenere, così come su uno di sola segatura in decomposizione.

Note sono per esempio le Morchelle var. conica delle sabbie cineree dell’Etna o del Vesuvio.

I funghi simbionti che amano formare micorriza-micorrizazione con alcuni alberi (ad esempio funghi Porcini, Galletti, Pinaroli, Boleti dal Piede Rosso, Porcinelli o altri), non amano la cenere e men che meno gli incendi.

PIROFILO è anche sinonimo di ANTRACOFILO o CARBONICOLO

EPITETI CHE RICORDANO LA PASSIONE di alcuni funghi PER IL FUOCO

Carbonaria, Carbonarius, Pyromena, sono gli epiteti più comuni che ci dicono che i funghi in questione, sono amanti del fuoco.

Ecco un elenco di funghi che portano gli epiteti Carbonaria o Carbonarius:

  • Agaricus carbonarius → ora Panaeolus acuminatus o Pholiota carbonaria (anche Pholiota higlandensis),
  • Ascobolus carbonarius,
  • Aspergillus carbonarius,
  • Ciboria carbonaria,
  • Faerberia carbonaria,
  • Geopixis carbonaria,
  • Gloephyllum carbonarium,
  • Hygrocybe conica (H. conica f. carbonaria),
  • Jungulospora carbonaria,
  • Merilius carbonarius → ora Serpula lacrymans,
  • Monilia carbonaria,
  • Morchella carbonaria,
  • Panus carbonarius → ora Hohenbuehelia petatoides,
  • Pholiota carbonaria,
  • Pleurotus petatoides f. carbonarius → ora Hohenbuehelia petatoides,
  • Plicaria carbonaria,
  • Polyporus carbonarius e Tyromyces carbonarius → ora Amaropostia stiptica,
  • Psathyrella carbonaria,
  • Pulvinula carbonaria,
  • Russula carbonaria,
  • Sarcodon carbonarius,
  • Tephrocybe anthracophila,
  • Tomentella carbonaria,
  • Xenodochus carbonarius,
  • Yunnania carbonaria,

Geopyxis carbonaria
Geopyxis carbonaria
Geopyxis e morchella carbonaria
Geopyxis carbonaria e Morchella carbonaria
Pirofilo morchella carbonaria
Morchella carbonaria, fungo pirofilo

Ecco invece un elenco di funghi che potano l’epiteto Pyronema:

  • Pyronema alborosella,
  • Pyronema amaniense,
  • Pyronema canina,
  • Pyronema chartaceum,
  • Pyronema dispersum,
  • Pyronema domesticum,
  • Pyronema glaucum,
  • Pyronema megalopotamicum,
  • Pyronema omphaloides,
  • Pyronema piggotii,
  • Pyronema praelatum.

Infine ecco alcuni funghi che portano l’epiteto Anthracophila (Antracofilo):

  • Carbonicola anthracophila,
  • Conocybe anthracophila,
  • Morchella anthracophila,
  • Phloeomana spirea ex Mycena alcalina f. anthracophila,
  • Tephrocybe anthracophila ex Collybia anthracophila.

 

 

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