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Quiescenza

Quiescenza o riposo vegetativo/dormienza è il fenomeno naturale attraverso il quale le piante si riposano e si difendono dai rigori dell’inverno. Come funziona. La quiescenza tra i funghi

Quiescenza [quiescènza]

Definizione: in botanica, sospensione o attenuazione delle attività vitali di una pianta.

Il termine deriva dal tardo latino quĭescentĭa, quiescentiae, sostantivo femminile di I declinazione, il cui significato è: vita quieta, riposo.

La quiescenza è anche detta ‘riposo vegetativo‘ o ancora ‘dormienza‘ e, in ambito scientifico indica il periodo del ciclo biologico in cui organismi viventi, o alcune parti di essi, cessano o rallentano le proprie attività vitali, in particolar modo quelle metabiliche.

Questo fenomeno può interessare l’intera pianta oppure anche singoli organi detti appunto quiescenti ed è tipico dell’emisfero settentrionale, in particolar modo delle zone temperate in cui si alternano le stagioni con periodi caldi e periodi freddi.

La quiescenza innesca un altro fenomeno che, in ambito scientifico viene detto → Abscissione, ovvero il fenomeno della caduta delle foglie (defogliazione).

Quiescenza
Quiescenza, foglie secche di Carpino interessate dalla galaverna, in un periodo di riposo vegetativo invernale

COME FUNZIONA LA QUIESCENZA, IL RIPOSO VEGETATIVO DELLE PIANTE

Durante la stagione fredda, tra la piante dette: caducifoglia (caducifoglie o decidue), ma anche in gran parte delle: latifoglia (latifoglie), avviene la cascola-caduta delle foglie che, dapprima ingialliscono, perché non più alimentate dalla pianta, poi cadono a terra completamente secche.

Il riposo vegetativo delle piante però, in molte specie, si attiva anche in piena estate, quando le temperature dell’aria sono troppo elevate e l’evapotraspirazione potrebbe farle disidratare eccessivamente, mettendo a serio rischio la sopravvivenza della pianta stessa. In questo caso, per difendersi dall’eccesso di caldo torrido, le piante inducono la chiusura dei pori di traspirazione presenti sul fogliame.

Durante la quiescenza la pianta di certo non muore, rimane vitale ma limita l’attività dei suoi organi vegetali, si potrebbe dire che si appisoli e che diventi semi-dormiente.

In realtà si difende semplicemente dall’eccesso di gelo, dalla possibile disidratazione di tutte le sue parti e dal sicuro congelamento del fogliame e dei rami periferici, dovuto alla formazione di ghiaccio intracellulare a partire dal momento in cui le temperature scendono al disotto dello 0°C.

Il riposo vegetativo o quiescenza consiste appunto in un rallentamento del metabolismo, delle funzioni vitali della pianta, che si realizza dapprima, con un continuo pompaggio di sostanze zuccherine e sali minerali indispensabili, che vengono immessi dentro alle cellule degli organi permanenti, poi con la completa caduta del fogliame.

Man mano che le temperature si abbassano, le piante iniziano a privarsi dell’acqua.

Per farlo, riducono progressivamente, fino a sospenderlo completamente, l’assorbimento radicale. Le cellule radicali vengono rese meno permeabili e, nel caso di piante micorriziche, quali per esempio il Castagno, le Querce, il Faggio, il Carpino ecc., che creano simbiosi con i funghi simbionti (ad esempio il fungo Porcino), viene imposto loro, di smettere di assorbire acqua ma, solamente sostanze minerali indispensabili al mantenimento delle minime funzioni vitali.

Questa richiesta avviene attraverso la progressiva ma rapida interruzione dello scambio di microelementi nutritivi, in particolar modo, le piante interrompono il flusso di sostanze zuccherine ricche di carbonio, dalle foglie verso le radici, causando così la cessazione del flusso inverso di acqua, dal micelio verso le foglie.

Mentre cessa l’assorbimento dal terreno e quindi il pompaggio dell’acqua verso le foglie, vengono spalancati gli stomi del fogliame che rapidamente si disidrata ingiallendo e cambiando di colore, fino ad assumere quelli tipici del fogliame completamente secco autunnale (fenomeno oggi noto col termine inglese di ‘foliage‘).

In questa fase, microsostanze quali Sali di calcio o Silice in forma di Ione Silicato, necessari quale materiale primario delle strutture scheletriche, restano intrappolati nella foglia che va seccando mentre, attraverso il picciolo, tutte le altre sostanze presenti nella foglia, quali minerali di Azoto, Fosforo, Potassio e Magnesio, defluiranno rapidamente dalle zone periferiche della pianta, per concentrarsi ed accumularsi, insieme con le sostanze zuccherine, negli strati più profondi del legno, dalla corteccia ai raggi midollari.

Al contempo verranno anche chiuse tutte le lenticelle presenti sul tronco della pianta. Per far ciò, la pianta genera speciali cellule legnose schiacciate che, accumulandosi le une sulle altre, andranno ad ostruire i forellini d’ossigenazione, impedendo così al freddo esterno di poter penetrare al di sotto della corteccia.

Non appena anche i piccioli delle foglie si saranno completamente disidratati, inizieranno a cadere le foglie così, l’albero privo di fogliame, con cortecce ben asciutte e privo d’acqua periferica, carico di sali minerali e zuccheri indispensabili al mantenimento del metabolismo invernale, affronta il lungo ed indispensabile riposo vegetativo invernale, detto appunto della quiescenza.

LA QUIESCENZA TRA I FUNGHI

Questo processo non interessa solamente le piante superiori, ma avviene anche in alcune piante erbacee, in particolar modo tra le rizomatose e, ovviamente anche in alcuni funghi.

Tra questi, si possono ricordare le specie fungine tallofite (provviste di tallo), i funghi provvisti di sclerozi, quali per esempio la gran parte dei funghi parassiti (vedi anche la voce → parassita) ed altre specie fungine provviste di organi durevoli, oltre che i funghi detti → Pluriennali.

Funghi Parassiti – Parassitismo

Nelle piante terrestri pluriennali sono considerati organi quiescenti le gemme ibernanti subaeree degli alberi maggiori, degli arbusti, ma anche di bulbi, rizomi e tuberi.

LA QUIESCENZA DELLE PIANTE SEMPREVERDI

Discorso diverso invece per le piante cosiddette sempreverdi che, pur rimanendo semi-attive, affrontano il riposo vegetativo invernale, la quiescenza, mantenendo le proprie foglie coriacee vive, fino all’arrivo di nuove foglie.

Per far ciò, queste piante trasformano l’amido in esse contenuto, in dense sostanze zuccherine, che da una parte, le rendono più resistenti al freddo, come una sorta di sostanza anti-gelo naturale, dall’altra le difendono dal freddo attraverso la combustione del carbonio che produce calore.

Quiescenza
Quiescenza, formazioni di galaverna su rametti di Robinia pseudo-acacia in pieno inverno

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