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Sindrome giromitrica

Sindrome Giromitrica

Sindrome Giromitrica – parte 1

È associata a specie fungine che appartengo soprattutto al genere Gyromitra e che contengono gyromitrina, quali ad esempio Gyromitra esculenta, chiamata anche falsa spugnola, a cui si riferiscono tutti i casi documentati e G. gigas, G. fastigiata, G. ambigua, G. infula ed anche Cudonia circinians (Horowitz et al., 2022).

Di seguito alcune immagini di Gyromitra esculenta, G. gigas e G. infula.

Sindrome giromitrica - Gyromitra gigas
Sindrome giromitrica – Gyromitra gigas
Sindrome giromitrica - Gyromitra esculenta
Sindrome giromitrica – Gyromitra esculenta
Sindrome giromitrica - Gyromitra infula
Sindrome giromitrica – Gyromitra infula

Il genere Gyromitra fa parte del phylum degli Ascomiceti e contiene circa 18 specie.

La parola esculenta, deriva dal latino che vuol dire commestibile, poiché si ipotizza che il 99% di gyromitrina, può essere eliminato mediante esiccazione o cottura (Patocka et al., 2012; Horowitz et al., 2022).

La maggior parte degli avvelenamenti, si verificano in primavera nell’Europa dell’est, ma anche negli Stati Uniti, ad esempio in Canada (Horowitz et al., 2022);

 

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Sindrome Giromitrica – Meccanismo d’azione
Tossicocinetica della giromitrina

La gyromitrina è una N’-etilidene-N-metilformoidrazide; la dose letale nell’uomo è compresa tra 25 mg/kg – 50 mg/kg per gli adulti e 10 mg/kg – 30 mg/kg per i bambini (Horowitz et al, 2022).

Ciò corrisponde approssimativamente a una quantità di funghi freschi non cotti difficilmente assumibili, ovvero tra 400 grammi e 1,0 kg per un adulto e tra 0,2 kg e 0,6 kg per un bambino (Horowitz et al., 2022).

La giromitrina ha un punto di fusione di 143 C (289 F), ma il suo principale derivato metabolico la monometilidrazina (MMH) bolle alla temperatura inferiore di 87,5 C (190 F), tuttavia, la giromitrina una volta ingerita, a livello dello stomaco viene metabolizzata in monometilidrazina, ovvero la forma attiva che inibisce molti processi enzimatici, in particolare della vitamina B6 (piridossina), che rappresenta un cofattore chiave nei processi enzimatici.

La giromitrina si lega direttamente alla piridossal fosfochinasi, l’enzima responsabile della trasformazione della vitamina B6 (piridossina) in piridossal 5-fosfato.

Senza il cofattore piridossal 5-fosfato, l’enzima del SNC acido glutammico decarbossilasi (GAD), non può convertire il glutammato nel neurotrasmettitore acido gamma-aminobutirrico (GABA).

Nel momento in cui il GABA si esaurisce, l’attivazione del canale inibitorio postsinaptico CL- diminuisce, determinando uno stato eccitatorio relativo nel cervello, che porta a manifestazioni neurologiche come crisi epilettiche prolungate (Horowitz et al, 2022). La riduzione della sintesi del GABA, causa una riduzione del glutatione (White et al., 2019).

Altri processi enzimatici dipendenti dall’attivazione della vit. B6 sono la formazione di serotonina dal triptofano, e della dopamina (Horowitz et al., 2022).

Oltre alla giromitrina, da questi funghi sono stati isolati altri undici idrazoni, ma in quantità minore, che potrebbero però contribuire alla citotossicità epatica, provocando ad esempio la perossidazione lipidica, che porta a lesioni epatiche (Horowitz et al., 2022).

Alcune sostanze, probabilmente, probabilmente derivati idrazinici della giromitrina presenti in G.esculenta possono causare alterazioni renali e altri danni al SNC (Yin et al., 2019).

In vivo, la somministrazione di giromitrina aumenta la diuresi, e causa una perdita di elettroliti e se la stessa è prolungata nel tempo, si osserva lo sviluppo di tumori a fegato, polmoni e cistifellea (Horowitz et al., 2022).

I potenziali agenti cancerogeni potrebbero essere diversi radicali, formaldeide e acetaldeide che vengono generati dall’ossidazione della monometilidrazina (MMH), (Patocka et al., 2012).

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Sindrome Giromitrica – Sintomi, Terapia, Cura

I sintomi si manifestano in un intervallo di tempo compreso tra le 5 e 12 ore (Horowitz et al., 2022). I disturbi più comuni nelle intossicazioni meno gravi sono: dolore addominale e nausea, vomito, disidratazione, gonfiore addominale.

Nelle forme di avvelenamento più gravi: vertigini, sudorazione, diplopia, cefalea, disartria, scoordinazione, atassia, emolisi, ipoglicemia, danno epatico, come ad esempio ittero che si sviluppa nelle prime 48 ore, raramente si hanno convulsioni e coma.

La sindrome giromitrica, provoca soprattutto manifestazioni neurologiche, come nervosismo, vertigini, atassia, delirio, convulsioni e alterazioni mentali; solitamente queste si verificano quando è stata consumata un’ingente quantità di funghi.

La diagnosi della sindrome giromitrica avviene mediante specifici esami di laboratorio: misurando il livello totale di transaminasi, bilirubina per valutare l’epatotossicità, lattato deidrogenasi, BUN (azoto ureico nel sangue) e creatinasi per esaminare la nefrotossicità (Horowitz et al., 2022; White et al., 2019).

Quando si presentano i sintomi le cure devono cominciare più presto possibile, soprattutto nel caso di crisi epilettiche. Le cure iniziali sono di supporto e si cerca di evitare la disidratazione, ovvero lo squilibrio elettrolitico.

Per la cura delle manifestazioni neurologiche, viene somministrata per via endovenosa la vitamina B6 e sono consigliati farmaci calmanti come la benzodiazepina.

Raramente la sindrome giromitrica ha esito fatale, ma la morte può avvenire indicativamente dopo 3 giorni dal pasto (Horowitz et al., 2022).

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