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Funghi Magazine - Il magazine on-line sui funghi d'Italia. Aggiornamenti funghi, articoli e notizie sui funghi, segnalazioni in tempo reale. dove nascono i funghi e la tabella sulle nascite e crescite dei funghi con il Semaforo dei Funghi

Aggiornamento funghi fine Marzo 2019

Facciamo il punto sulle nascite di funghi primaverili di questo mese di Marzo dal clima davvero singolare. Dove andare a cercare i funghi primaverili?

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Marzo 2019, è volato via in fretta sotto la spinta delle forti raffiche di vento che lo hanno contraddistinto, ed è già ora di fare il consueto aggiornamento funghi di fine mese.

Tirando le somme possiamo dire che Marzo è stato il mese della presa di coscienza.

Finalmente gli umani si sono accorti che sul nostro Pianeta c’è qualcosa che non va come dovrebbe.

Complice una ragazza sedicenne svedese di nome Greta thunberg, che ha lanciato la sfida ai politici di tutto il mondo, milioni di giovani hanno finalmente sfilato e protestato nelle piazze di grandi e piccole città.

Hanno finalmente preso atto che qua c’è in ballo il loro futuro perché, se non si farà qualcosa di concreto oggi, potrebbe non esserci per loro un domani.

Ma se l’uomo, con le sue tecnologie è in grado in qualche modo di arginare e difendersi dai cambiamenti climatici in atto, non può dirsi altrettanto degli animali, vegetali e funghi.

In questo articolo puoi leggere cosa sono e come si manifestano i cambiamenti climatici

Un problema non da poco per il nostro Pianeta che è basato su di un fragile equilibrio che vede i gas serra mediare tra il caldo ed il freddo.

Se questi gas serra sono presenti in quantità massiccia, aumentano a dismisura le temperature che si ripercuotono sui vari Regni in cui è divisa la vita sul nostro Pianeta.

Come detto, noi umani possediamo l’intelligenza e la tecnologia e, attraverso queste possiamo in qualche maniera difenderci dalle avversità climatiche.

Fino ad un certo punto però, perché di fronte a devastanti uragani, ondate di caldo o freddo estremi, non c’è molto che possiamo davvero fare.

Animali, vegetali, batteri e funghi, indifesi, non possono far altro che perire

Solo i più forti sopravviveranno.

Vi saranno selezioni naturali, gli esemplari o le specie che sapranno adattarsi più facilmente ai nuovi regimi climatici  continueranno a proliferare mentre gli altri scompariranno.

Questo non vuole essere un post di terrore e/o generatore di ansie. Vuole piuttosto essere un post che ci faccia riflettere e prendere atto che il cambiamento è già sotto gli occhi di tutti.

UN INVERNO DAVVERO SINGOLARE QUELLO APPENA CONCLUSOSI

L’Italia si è capovolta

Questa è un’espressione che abbiamo sentito molte volte nel corso degli ultimi anni.

Succede che, per ragioni legate ai nuovi cambiamenti climatici, piove, nevica e transitano ondate di freddo più spesso al Centro-Sud Italia rispetto al Nord.

Perché mai? Per quale oscura ragione?

Per colpa di un innalzamento verso Nord Ovest dell’area di influenza Tropicale.

Sappiamo che sull’Africa vi sono alcune ben distinte aree climatiche.

Al Centro, in corrispondenza dell’Equatore le foreste Equatoriali, poco più a Nord le foreste Pluviali poi più a Nord ancora I DESERTI.

Il deserto del Sahara è a tutti ben noto e non è un caso che sia presente proprio lì, appena a Nord delle grandi foreste Pluviali.

Il Sahara è la conseguenza di venti detti Alisei che da Est viaggiano verso Ovest tendendo a scaricare le piogge sulle basse zone Tropicali per poi seccare e surriscaldarsi nel proseguo verso Nord-Nord Ovest.

Quest’aria molto secca scende dalle alte quote surriscaldandosi per un noto meccanismo della fisica.

Incontrando gli Anticicloni Oceanici l’aria calda-secca tende ad espandersi all’interno di questi Anticicloni che, un tempo rimanevano bassi di Latitudine, oggi invece, grazie ai cambiamenti climatici, si espandono sempre più verso Nord Ovest.

Raggiungono la Penisola Iberica e la Francia e molto spesso anche il Centro Europa e l’Italia.

Soprattutto l’Italia Settentrionale che, in queste situazioni vede correnti Perturbate viaggiare sul bordo di questi Anticicloni ma con un imprevisto.

LE ALPI

Già, un bell’imprevisto le Alpi che, con le varie punte oltre i 4000 mt d’altezza, finiscono per fare da barriera alle Perturbazioni.

Queste si sfrangiano o deviano saltando la Pianura Padana dove giungono correnti dette favoniche da Foehn il vento di caduta dalle Alpi.

Succede perciò che le Perturbazioni non riescano a produrre precipitazioni sui versanti sud alpini dove l’aria diventa così secca da generare siccità anche nei corsi d’acqua.

UN BEL DANNO SOPRATTUTTO PER I NOSTRI BOSCHI ED I FUNGHI

Sappiamo tutti quanti che per poter prosperare la vegetazione ed i funghi hanno necessità di acqua.

Noi stessi umani senz’acqua non potremmo vivere.

Che ne sarà dunque dei nostri amati funghi?

Difficile da dirsi.

Non possiamo sapere dove e quando le varie bolle calde Africane, ovvero gli Anticicloni Tropicali in espansione verso Nord, colpiranno.

Di certo il Centro e Sud Italia fin’ora hanno subito molto meno l’influenza di questi Anticicloni, pur trovandosi in posizione più Meridionale rispetto al Nord.

Il fatto è che il cambio di circolazione iniziato soprattutto a partire dal 1982, fa si che quello che un tempo è stato un Anticiclone “amico” ovvero l’Anticiclone delle Azzorre, oggi è diventato un nostro acerrimo nemico.

Come ogni Anticiclone delle fasce Sub-Tropicali, anche l’Azzorriano tende ad immagazzinare aria calda e a distribuirla su tutto il suo raggio d’azione,

Si gonfia così d’aria calda e secca al punto da diventare una propaggine naturale degli Anticicloni delle fasce desertiche.

I FUNGHI SCOMPARIRANNO LA’ DOVE VI SARA’ MAGGIOR PERSISTENZA DELLE BOLLE CALDE AFRICANE

Non è una strampalata ipotesi ma è una incontrovertibile verità.

I funghi si sa, non vanno affatto d’accordo con la siccità, e men che meno con suoli ed aria secchi all’unisono.

Passi un periodo d’aria secca dovuto alla presenza di vento ma, con aria molto secca e suoli altrettanto secchi, non c’è micelio che tenga!

Un temporaneo cambio di rotta con transito di qualche Perturbazione, arrivo di alcune piogge e ritorno dell’umidità potrebbe dar luogo a repentine improvvise e numerose nascite ma, col tempo anche queste si esaurirebbero.

I funghi hanno bisogno di normalità, di stabilità, di cambiamenti contenuti

Continui sbalzi tra fasi secche e brevi periodi piovosi non fanno bene ai funghi.

Sono soprattutto i funghi Porcini i più delicati, quelli che risentono maggiormente di questi continui sbalzi d’umore climatico.

Forse i Boletus aereus o Neri/Bronzini potrebbero anche non risentirne più di tanto perché sono abituati a vegetare in condizioni climatiche avverse, tendenzialmente calde e secche.

Le altre boletacee invece ne risentiranno certamente e pure pesantemente.

Sono i Pinicola (Boletus pinophilus) quelli più a rischio perché per poter vegetare necessitano di un clima molto umido e fresco, se non del tutto freddo.

Anche gli Estatini (Boletus reticulatus/aestivalis) e gli stessi Boletus edulis però non amano affatto il caldo eccessivo e men che meno la siccità.

Come puoi leggere in quest’altro mio articolo: funghi e clima, i cambiamenti climatici ed i funghi, quello che è stato il classico calendario mensile delle nascite dei funghi, oggi non è più attuale.

Oggi i funghi non seguono più il calendario e le stagioni, ma seguono piuttosto l’andamento dell’umidità e delle piogge

Marzo per esempio al Nord è il mese delle Morchelle o Spugnole, eppure fin’ora tra Pianura Padana e pedemontane si trovato ben poco o nulla!

Sta andando invece diversamente tra Centro e Sud Italia dove, a parte periodi fortemente ventosi, vi sono state frequenti nevicate in Appennino e piogge tra litorali e zone interne.

FACCIAMO IL PUNTO SULLE NASCITE DEI FUNGHI IN ITALIA

I funghi di fine Marzo

Come riportato nelle tabelle delle nascite dei funghi, il cosiddetto Semaforo dei Funghi, il Nord Italia, soffre di siccità e nascite assai contenute o del tutto assenti.

Va decisamente meglio, ma non troppo, per il Centro Italia, meglio in Sardegna.

Tutto sembra andare perfettamente bene invece per il Sud Italia dove tutto sembra incastrare a dovere.

Zone pianeggianti, ambienti igrofili prossimi ai corsi d’acqua, e boschi litoranei o anche macchie mediterranee, da settimane hanno iniziato a produrre ottime quantità e qualità di funghi primaverili.

Da poco anche i boschi di bassa montagna dove la neve si è sciolta prima ed iniziano a spuntare le prime foglie, è tutto un fermento di nuove nascite.

Morchelle o Spugnole sono i funghi primaverili più ricercati e in alcune zone anche più presenti.

MORCHELLE, VERPE, MITROPHORE, HELVELLA i funghi del momento

Occorre fare però molta attenzione nel raccogliere funghi che non si conosce o che non si è mai raccolti prima.


‼ATTENZIONE: le informazioni riportate su funghimagazine.it e su qualunque altro sito web, sono puramente indicative e non possono sostituire l’accertamento effettuato da un professionista. 

NON AFFIDARTI MAI ad una guida on-line o a libri di testo per il riconoscimento di una nuova specie fungina mai raccolta prima, a meno che tu non abbia competenze tecniche micologiche.

Guide, manuali ed articoli descrittivi hanno solo e soltanto scopo didattico.

Esistono centri specializzati presso le ASL (Ispettorati Micologici) o presso le Associazioni Micologiche che sono preposti per il riconoscimento e l’accertamento della commestibilità dei funghi. ‼ 

ISPETTORATI MICOLOGICI IN ITALIA


Fatta questa doverosa precisazione, ti posso dire che in questo periodo, soprattutto nelle zone umide, meglio se si tratta di ambienti igrofili prossimi a corsi d’acqua o in boschetti planiziali (di pianura), puoi già trovare diverse varietà di funghi primaverili.

Morchella esculenta, Morchella elata, Morchella rotunda sono le tre varietà di Spugnole commestibili più comuni in questo periodo tra Centro e Sud Italia, meglio al Sud.

Anche le Verpe sono già piuttosto comuni, e le prime si possono già trovare vicino ai grandi fiumi del Nord dov’è presente un pochino di umidità indotta dai fiumi.

Non mancano però anche i sosia, molti dei quali non commestibili.

VERPA CONICA = Verpa digitaliformis

Non troppo comune al Centro-Sud.

ATTENZIONE A NON CONFONDERLA con la velenosa Gyromitra esculenta.
Le trovi nei boschetti planiziali vicino a corsi d’acqua, meglio se in ambienti igrofili.

HELVELLA MONACHELLA = HELVELLA LEUCOPUS = HELVELLA SPADICEA

Non commestibile

La trovi nelle radure, in boschetti planiziali poco fitti in primavera ma non solo, sempre su terreno sabbioso.

VERPA CONICA varietà CEREBRIFORMIS

Commestibile. Molto rara.

Non va però mai raccolta perché solo l’analisi microscopica può dire con certezza NON trattarsi delle velenose specie del genere Gyromitra .

Secondo Index Fungorum è da considerarsi una manifestazione di Verpa conica.

GYROMITRA GIGAS

Fungo Tossico o persino velenoso

MORCHELLA CONICA = Morchella esculenta (L.) Pers.

Fungo ricercato ed appetibile.

Frequante trovarlo in bosco bruciato di Conifere.

 

Di seguito immagini di funghi primaverili già reperibili nel mese di Marzo

– 1

Verpa bohemica

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Verpa bohemica, aggiornamento funghi marzo
Verpa bohemica

– 3

Mitrofora semilibera, aggiornamento funghi marzo
Mitrofora semilibera

– 4

aggiornamento funghi marzo
Morchella conica = esculenta

– 5

aggiornamento funghi marzo
Helvella pityophila, foto Vincenzo Migliozzi

– 6

aggiornamento funghi marzo
Gyrinutra gigas, foto Vincenzo Migliozzi

– 7

aggiornamento funghi marzo
Verpa conica var. cerebriformis, foto Vincenzo Migliozzi

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aggiornamento funghi marzo
Helvella monachella, foto Vincenzo Migliozzi

Questi sono alcuni dei funghi più comuni in questo periodo.

Tra gli altri sono ancora ben presenti anche i Pleurotus

Al Centro-Sud e Sardegna soprattutto nella varietà P. eryngii.

Al Nord nella varietà P. ostreatus.

Naturalmente, al Nord Italia, dato il perdurare dell’insolita siccità, è abbastanza frequente trovare funghi Pleurotus ostreatus (fungo gelone o orecchine) praticamente secchi.

Come puoi vedere nell’immagine allegata, in questo periodo i funghi Pleurotus nel Nord Italia non godono affatto di buona salute.

aggiornamento funghi fine marzo
Pleurotus ostreatus seccati dal vento

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