funghimagazine.it
Funghi Magazine - Il magazine on-line sui funghi d'Italia. Aggiornamenti funghi, articoli e notizie sui funghi, segnalazioni in tempo reale. dove nascono i funghi e la tabella sulle nascite e crescite dei funghi con il Semaforo dei Funghi

Funghi Porcini a volontà, si ma dove. Aggiornamento Meteofunghi 09-10-2021

Contro ogni pronostico, Porcini Neri/Bronzini ed Estivi/Reticulatus si attardano anche al Nord, ma mentre i primi Porcini Rossi/Pinicola spuntano timidamente qua e là, gli altri Porcini del freddo, gli Edulis, si ostinano a farsi attendere. Per quanto tempo ancora? Cosa sta andando storto?

0 733.867

Get real time updates directly on you device, subscribe now.

METEOFUNGHI, COSA STA SUCCEDENDO IN ITALIA

Aggiornamento meteofunghi 09-10-2021

Sembrava la volta giusta. Una vera e propria Perturbazione Atlantica in transito sull’Italia, con piogge democraticamente dispensate quasi a tutti, anche se, ancora una volta, con vistosi eccessi in poche zone, sempre le stesse da diversi mesi a questa parte.

Tutti i cercatori di funghi del Centro e Nord Italia tenuti per giorni in fibrillazione e col fiato sospeso, nel tentativo di riuscire a capire se l’eccesso di pioggia annunciato dalle App Meteo avrebbe bloccato o meno l’imminente “buttata”, “bollata”, conseguente le piogge di metà mese di Settembre.

E’ quindi arrivata la pioggia.
In alcune zone i temporali auto-rigeneranti hanno scaricato in poche ore tutta la pioggia che non era caduta nel corso degli ultimi 4/5 o persino 6 mesi.

Si sono registrati accumuli di pioggia impressionanti, fino a 700 millimetri caduti in poco più di mezza giornata.

In Liguria si è realizzato il nuovo record nazionale di pioggia caduta in 6 ore con ben 496 millimetri registrati a Cairo Montenotte in provincia di Savona, ma non solo, secondo i dati ARPAL a Urbe, sempre nel Savonese, si è persino registrato il nuovo record nazionale di pioggia oraria con ben 181 millimetri caduti in un’ora.

Secondo un’analisi pubblicata da Giorgio Boni, Professore Associato dell’Università di Genova, i 496 millimetri cumulati a Rossiglione nell’arco di 6 ore rappresentano il record italiano per questa distanza temporale; tale dato si attesta al 59% rispetto al valore più alto mai registrato al mondo. Non solo: i 377.8 millimetri caduti in 3 ore a Urbe Vara Superiore sono il 65% della cumulata massima mondiale, sempre sulle 3 ore, così come si può leggere sul sito di Arpa Liguria.

E i funghi, come ne escono da tutto questo sovrabbondare di piogge monsoniche, che oggi i media nazionali amano definire come ‘Bombe d’acqua‘?
Sicuramente non bene.

Nelle migliori delle ipotesi, inzuppati d’acqua, nelle peggiori, marcescenti o impossibilitati a vegetare correttamente, molto spesso, se nati prima dell’arrivo delle piogge, col gambo spaccato (come si può notare dalle foto allegate).

Aggiornamento meteofunghi 09-10-2021 Boletus aereus
Aggiornamento meteofunghi 09-10-2021, Boletus aereus con gambo spaccato per eccesso di umidità. PH@Martino-Lucca
Aggiornamento meteofunghi 09-10-2021 Boletus reticulatus
Aggiornamento meteofunghi 09-10-2021 – Boleto estatino col gambo spaccato per eccesso di umidità

LE ULTIME PIOGGE CADUTE IN ITALIA

Aggiornamento meteofunghi 09-10-2021

Quanto è accaduto nel Savonese, soprattutto al confine con l’Alessandrino, non è un caso isolato, ma per fortuna in altre zone le piogge si sono esaurite entro poche ore.

Tra il 3 ed il 5 Ottobre è piovuto copiosamente al Nord-ovest, sull’alta Toscana, basso Lazio e alta Campania, con diversi temporali anche in Sicilia dove a Catania, le fortissime raffiche di vento pre-frontale, dette di “Downburst” e impropriamente definite come un Tornado, hanno provocato diversi danni e distruzione.

Giovedì 7 Ottobre poi le piogge sono risultate copiose sulla Romagna, l’intera regione Marche e Abruzzo settentrionale con temporali di media intensità anche lungo la Calabria Tirrenica superiore, mentre il giorno 8, ulteriori intensi temporali hanno interessato l’Abruzzo non interno, coste Salentine, Piana di Lamezia e Monte Poro in Calabria e Palermitano Nord-occidentale.

Se un tempo si guardava alle previsioni meteo ben speranzosi di poter veder piovere, o se si faceva la cosiddetta “danza della pioggia”, oggi bisogna sperare che la pioggia bagni l’erba del vicino e che salvaguardi la nostra!

NUOVE MODALITA’ DI NASCITE FUNGHI

Aggiornamento meteofunghi 09-10-2021

Cambiano i tempi, cambia il clima e di conseguenza, cambiano anche le modalità con cui nascono e vegetano i funghi.

Che i Cambiamenti Climatici siano una inopinabile realtà, oramai lo sanno tutti.

A parte i soliti negazionisti che, sembra vivano su di un altro Pianeta dove, “la pioggia è una rottura di balle di cui si può anche fare a meno“, “il freddo invernale e la neve, due inutili torture“; dove esistono risorse infinite da sfruttare a proprio piacimento, dove si consuma quanto più possibile fino allo sfinimento, dilapidando fortune in cose superflue, se non del tutto inutili, quali lanciarsi in orbita attorno alla Terra, solo per poter vedere che effetto fa guardare il nostro Pianeta da così lontano, o girovagare con l’aereo privato, salvo poi schiantarsi come un fesso contro un palazzo e, buona notte a tutte le favolose ricchezze accumulate e non godute.

Lo sanno soprattutto gli animali che devono affrontare ogni giorno situazioni climatiche avverse mai viste prima.

Lo sa la Natura in genere e, lo sanno benissimo anche i funghi che, in alcuni casi sanno adattarsi perfettamente ai nuovi climi, ai nuovi ambienti o a nuovi stress ambientali.

Non a caso le spore dei funghi sono state progettare per poter resistere a situazioni estreme quali incendi, eruzioni vulcaniche, gelo estremo, siccità e alluvioni.

Al momento del bisogno queste spore possono infatti trasformarsi in Endospore e da quel momento in poi, possono resistere anche diverse centinaia di anni, schiudendosi solamente a seguito di eventi estremi quali un incendio o un’eruzione vulcanica.

E allora, se i funghi sono progettati così bene, per quale strana ragione, da alcuni anni a questa parte, nascono in maniera sempre più imprevedibile con ‘bolle‘ spesso intense ma di brevissima durata, qua sì, là no, pur a parità di piogge cadute?

Cos’è che impedisce ai funghi di nascere e fruttificare per lunghi periodi, così come accadeva fino alcuni decenni fa quando, da metà Agosto a metà Novembre era tutto un continuo nascere, brulicare e raccogliere funghi, fin quasi a stufarsi?

A saperlo!

Più che avanzare ipotesi non si può fare.

I FUNGHI SANNO ADATTARSI AI CAMBIAMENTI (MA COL TEMPO)

Aggiornamento meteofunghi 09-10-2021

Una cosa però è più che certa: tutte queste stravaganze o anomalie nelle nascite dei funghi, non sono che da attribuire ai Cambiamenti Climatici ed all’inquinamento atmosferico. Da qua non si scappa!

Per quanto i funghi siano capaci di adattarsi a nuove situazioni, ogni cambiamento degno di nota, richiede altrettanti tempi degni di nota.

I funghi non si adattano dal giorno alla notte a tutte queste avversità cui le attività antropiche li sottopongono. Alcune varietà possono anche sparire nel corso di breve tempo.

Un esempio di adattamento: il taglio di alberi nei boschi

Alcuni lettori mi scrivono, lamentandosi e chiedendosi se sia normale, quando scoprono che sono stati tagliati alcuni alberi nel bosco, magari proprio quelli micorrizati dai nostri beneamati funghi Porcini.

Altri lamentano che le frasche non sono state portate via, ma sono state accumulate e lasciate sul posto, magari proprio sopra di una fungaia ben produttiva.

Aggiornamento meteofunghi 09-10-2021
Aggiornamento meteofunghi 09-10-2021, funghi Porcini nati tra cataste di legna
Aggiornamento meteofunghi 09-10-2021
Aggiornamento meteofunghi 09-10-2021, funghi Porcini nati tra cataste di legna
Aggiornamento meteofunghi 09-10-2021
Aggiornamento meteofunghi 09-10-2021, funghi Porcini nati tra cataste di legna
Aggiornamento meteofunghi 09-10-2021
Aggiornamento meteofunghi 09-10-2021, funghi Porcini nati tra cataste di legna

Ebbene, sul subito questa operazione, questa modifica dell’habitat, implica una forzatura ad un nuovo cambiamento ed adattamento da parte della fungaia e, quale conseguenza immediata, la cessazione delle nascite di funghi.

Sul lungo termine però, entro un paio di anni, non appena nell’ambiente si ristabilirà un equilibrio, ecco che là dove nel bosco entra più luce e qualche raggio solare, si disperde meglio l’Ozono che, con il Riscaldamento Globale del Pianeta, sempre più si concentra sotto l’ombrello delle chiome dei boschi; più rovesci di pioggia riusciranno a raggiungere il suolo; ma soprattutto la rugiada notturna (quando sopravvive al vento e ai Cambiamenti Climatici) può irrorare beneficamente la superficie del sottobosco ed inumidire l’aria al di sotto delle chiome, proprio come farebbe l’incriminato ‘effetto serra‘.

Timidamente riprendono le nascite di funghi e, nel caso in cui i soliti umani-predoni non sopraggiungono a prelevare ogni singolo fungo microscopico, che tenta di svilupparsi, se almeno qualcuno tra i funghi nati riuscirà a maturare e sporulare (produrre le indispensabili spore / semi) ecco che pian piano nascerà una nuova colonia fungina che, in molti casi, negli anni a venire, potrebbe regalare anche magiche emozioni, quali trovarsi di fronte una ventina, una trentina o più funghi Porcini di ogni taglia, dai più piccini ai più adulti.

UN APPELLO PER I PIU’ GIOVANI

Aggiornamento meteofunghi 09-10-2021

→ Se te che sei il lettore tipico di funghimagazine, con un’età compresa tra i 20 e 45 anni, hai uno zio/a adulto o un nonno/a che va regolarmente a funghi, tutte le Sante mattine, potresti spiegargli che:
I FUNGHI MICROSCOPICI NON SI RACCOLGONO se si vuole continuare a raccogliere funghi anche in futuro?

Esiste oltretutto un apposito divieto, incluso in quasi tutte le Leggi Regionali che regolamentano la Raccolta Funghi in Italia, che VIETA espressamente di raccogliere funghi troppo piccoli, immaturi, privi di spore, e quand’anche il divieto non esistesse, è il buon senso che dovrebbe prevalere sulla smania di raccolta.

Se tuo nonno è un po’ “de coccio”, duro a voler cambiare le proprie abitudini, prova a fargli capire che, se a te dovessero asportare i testicoli, o togliere le ovaie se sei femmina, e sei per giunta figlio/a unico, il tuo ramo famigliare si estinguerà con te, a meno che tu non decida di adottare un figlio.

Allo stesso modo, se tuo nonno “de coccio” ti ostina a raccogliere, sistematicamente, ogni microbo di Porcino che spunta dal terreno, senza lasciarne sporulare neppure uno, come può pretendere che nei boschi si possano ancora trovare molti funghi “come accadeva molti anni fa?”

Perché non ti domandi se quei tempi passati, di abbondanza di funghi, non sia passato e mutato anche grazie a raccolte massicce di ogni singolo fungo che nasce nel bosco, ancor peggio se immaturo?

Ma questo vale anche per te che nonno, zio o padre non lo sei ancora, magari figlio o nipote, con pochissima esperienza, a cui è stato erroneamente insegnato che i funghi «se non li raccogli tu, li raccoglierà qualcun altro» sappi che se non raccogli l’uovo oggi, potresti facilmente avere la gallina domani.

Domandati se sia meglio portare a casa 100 funghi per un totale di 2 etti, oppure 2 funghi per un totale di 200 grammi? E se 100 funghi pesassero 2 chili, anziché 2 etti, non sarebbe meravigliosamente meglio?

Non voglio fare la morale a nessuno

A tutti sarà capitato di raccogliere, tra i tanti, anche qualche fungo immaturo, soprattutto quando di funghi non ce n’è, e ti accontenti anche di un infante microscopico, pur di non tornare a casa col cappotto, ma altra cosa è presentarsi sistematicamente nel bosco ogni Santa mattina, perché l’ansia da raccolta non ti lascia dormire, oppure perché, con l’età vai a dormire “con le galline” e nel cuore della notte sei già sveglio, col pensiero fisso dei funghi piccini da raccogliere, prima che “te li portino via”.

Ti alzi e ti precipiti nel bosco che è ancora buio pesto, non vedi neppure i tuoi piedi e, forse per via dell’età non vedi proprio, e pesti, pesti, pesti.

Pesti micelio da poco ridestato dalle recenti piogge, pesti primordi di funghi e persino funghetti e funghi che col buio non riesci a vedere quando, se nel bosco ci fossi andato molto più tardi, con la giusta illuminazione, li avresti visti e raccolti, anziché pestarli.

Non c’è nulla da storcere il naso!

Non sono io moralista o bacchettone, non sono neppure presuntuoso. Non sono nemmeno anziano-fobico. Non ce l’ho con la categoria degli anziani, a breve lo sarò pure io.

Semplicemente mi arrabbio quando vedo rastrellare inutilmente i boschi, scavare come talpe, prendere a bastonate ogni singolo fungo, anche commestibile, ma non palesemente fungo Porcino, girar per boschi col buio, andare a funghi con una busta di plastica, gettar rifiuti nei boschi.

Semplicemente sto cercando di farti capire che ogni nostra azione provoca una adeguata reazione

Inquiniamo l’aria? Poi la stessa aria la respiriamo! Sputiamo nel piatto e poi ci mangiamo? Se a te piace farlo, ben per te, a me fa semplicemente schifo e, ribrezzo mi farebbe vedertelo fare!

Se i funghi non nascono così come accadeva un tempo, significa che ci sono stati degli stravolgimenti che hanno fatto sì che gli stessi funghi abbiano adottato nuovi comportamenti, nuove strategie, nuovi metodi di adattamento.

BOMBE D’ACQUA

Aggiornamento meteofunghi 09-10-2021

Le cosiddette “Bombe d’Acqua” altro non sono che la conseguenza, tangibile, di un cambiamento climatico che non è frutto di elucubrazioni mentali di ambientalisti buontemponi e paurosi che, non avendo di meglio di fare, si radunano al Venerdì per protestare contro l’immobilismo dei politici che preferiscono tutelare gli interessi di chi inquina, piuttosto che della popolazione mondiale tutta, ma è il risultato di un menefreghismo che per troppi anni ci ha portati a pensare che noi umani siamo perfetti e la nostra perfezione ci porterebbe a trovare sempre una soluzione a tutto, anche al Clima che cambia, ma così non è.

Peccato che per ora, la soluzione sia di perire per colpa di un allagamento / inondazione / alluvione, di una tornado o fortissime raffiche di vento, di siccità o di eccesso di calore o altre avversità simili che non sono più soltanto una ipotetica minaccia, ma una innegabile realtà.

→ Come ho già avuto modo di scrivere in precedenti articoli, e lo ribadirò finché necessario, le “Bombe d’acqua” non sono la soluzione per le nascite di funghi che, troppo spesso, anziché avvantaggiarsi di queste notevoli quantità d’acqua piovana, si trovano ad entrare in sofferenza, a dover modificare il proprio stile di vita, i propri cicli riproduttivi.

Le nascite a bolle, spot, che dir si voglia, dei funghi, sono la conseguenza di questi stravolgimenti che interessano la Natura ed il Regno dei Fungi.

DOVE ANDARE A CERCAR FUNGHI NEL PRIMO WEEKEND DI OTTOBRE

 

Aggiornamento meteofunghi 09-10-2021

Così d’istinto, mi verrebbe da dirti, là dove si realizzano queste “bolle” o “spot”, quindi dove c’è buttata o bollata, chiamala come vuoi.

E tu ti domanderai: «già, sapientone, ma le buttate o bollate, dove le vado a trovare?»

Certo non su Facebook! Questo poco ma sicuro!

In questo momento, la cosa peggiore che tu possa fare, è di seguire la massa, come un pecorone del gregge, andando anche tu a pestar micelio là dove si è riversata l’invasione di cercatori in preda alla scimmia.

Così come ti insegnano nella vita, soprattutto nell’ambiente lavorativo, che non sei fico se insegui la tendenza ma, sei fico se sei tu che la crei questa tendenza, non pensare che che inseguire le foto del pensionato incosciente che, dopo esser rientrato dal bosco alle 8 di mattina, si precipita a pubblicare su Facebook le foto del suo “fantastico bottino”, ti porterà a riempirti di funghi.

Magari altri 100/500/1.000/10.000 utenti avranno visto come te, la foto incriminata e avranno avuto la tua stessa idea, di precipitarsi prima degli altri sul posto a pestare micelio e a contendersi tre miseri funghi in croce.

Senza contare poi quei pensionati furbetti che, non si capisce per quale strano motivo, postano foto di repertorio di funghi, spacciandole per foto attuali, attirando centinaia di cercatori nei posti sbagliati al momento sbagliato.

A questo punto potresti domandarti allora, perché funghimagazine pubblica la mappa delle nascite dei funghi e le tabelle detti “Semaforo dei funghi

Semplice, per dare un onesto aiuto a chi abita in zona, o a quei fungaioli sfortunati che, pur abitando in città distanti dai boschi, hanno tutto il diritto di poter trascorrere una sana giornata nei boschi, magari premiati pure dal ritrovamento di qualche bel fungo da poter mettere subito in padella.

L’ultima cosa che funghimagazine desidera (e vorrebbe che neppure i Social facessero, anche se involontariamente) è invece di dare dritte-imbeccate a quei fenomeni tutt’altro che virtuosi che sui Social si chiamano con nomi di super-eroi o protagonisti di epiche imprese perché, non c’è nulla di epico nel depredare un bosco, portando via diversi chili di funghi, SOTTRATTI contro le disposizioni di legge, ad altri cercatori in regola con il pagamento del Permesso Raccolta funghi, e ancor meno di pubblicare video e foto di alcune centinaia di funghi, per poter accrescere il proprio prestigio d’imbecilli irresponsabili.

Ma torniamo al titolo di questo paragrafo: “dove cercare i funghi Porcini, nel primo weekend di Ottobre?”.

Certo non dove, prima di te, sono già passati Acchiappafunghi, Acchiappatutto, All-In, Ant-Man, Batman, Capitan Fungo, Fungo-Man, Fanto-mushroom, Hulk, Iron Man, Kill-mushroom, Mister fungo, Ninja, Samurai, Spazza-funghi, Superman, Super-Fungo, Wolverine ecc.

Tanto meno dove ha pascolato un gregge di 500 capi che, se tutto va bene, si è limitato a raccogliere ogni singolo fungo, pure i primordi quasi invisibili ma, se tutto va male, avrà pure distrutto il micelio camminandoci ripetutamente sopra, scavando alla ricerca dei bottoni di funghi e spostando intere porzioni di lettiera, o scivolando rovinosamente perché non aveva tempo di attendere che il bosco si asciugasse.

Certo, potrà anche aver piovuto adeguatamente, potranno anche esser passati 15 giorni dall’ultima pioggia e, per i creduloni, potrà anche esserci la luna giusta ma, andare ad ammucchiarsi tutti in un unico posto seguendo le indicazioni trovate su Facebook, non è mai stata una giusta idea, ancor più se, nel tam-tam di milioni di chat private Whatsapp, le immagini di super bottini dei super-eroi, diventano immediatamente virali.

Qualcuno mi ha domandato com’è possibile che, sui Social tutti pubblicano foto di una nota vallata o territorio e pure funghimagazine ha colorato la zona di verde, eppure nei boschi non c’era un fungo neanche a pagarlo?

Forse perché, come detto, c’era già passato prima di te il fenomeno di turno ‘acchiappatutto‘? O forse perché c’era già passato non uno, ma diversi greggi?

O forse perché, come quelli a cui piace vincere facile, hai preferito non osare, non risicare e, andare a colpo sicuro nelle solite località rinomate?

O ancora, perché non hai saputo interpretare il bosco, ed hai preferito la via facile del posto sicuro, piuttosto che andare a cercare i funghi nei piccoli canali umidi, al riparo dal vento e dall’eccesso di secco di mesi e mesi pregressi di siccità continua?

Implicitamente ti ho già risposto. Se però continui a non capire, ti dico chiaramente di continuare pure a consultare il Semaforo dei Funghi ma di OSARE!

Giorni fa un giovane lettore mi chiedeva dove poter trovare, finalmente, i tanto anelati Porcini Neri (Boletus aereus), che non aveva mai trovato, perché ogni volta che si metteva in auto per andare nei posti noti, non trovava mai un tubo.

Gli chiedevo se vicino a casa sua ci fossero dei boschi a prevalenza di Quercia e/o di Orniello, o in alternativa di Carpino, perché ai primi di Ottobre sono state queste le piante che hanno regalato le migliori nascite di funghi Porcini.

Il giovane mi rispondeva che non lo sapeva perché, non aveva mai provato ad entrare in quei boschi, perché non aveva mai sentito dire da nessuno che lì si va a far funghi (forse perché chi lo sa, se lo tiene per sé ed i ‘polli‘ li manda con foto fake e indicazioni false nei soliti posti noti?)

Sta di fatto che il giorno dopo ha ‘osato’ ed il risultato è stato un tappeto di Porcini Neri come non avrebbe mai immaginato, a relativamente pochi passi da casa. Cosa da mettersi a piangere per la gioia e dover tornarci immediatamente con la mamma e con la fidanzata, per poter raccogliere più dei 3 chili che da solo avrebbe potuto raccogliere.
Detto questo, ti posso dire che nel corso degli ultimi giorni si è raccolto relativamente bene in molte zone d’Italia.

LE NASCITE ATTUALI DI FUNGHI PORCINI

Aggiornamento meteofunghi 09-10-2021

Tolto il Triveneto e la Sardegna, il primo per ragioni che a questo punto appaiono più che misteriose, dal momento che di funghi quest’anno fin’ora ne sono nati davvero pochissimi, la seconda per il protrarsi della siccità, nel resto della Penisola, inclusa parte della Sicilia, ci sono state finalmente le prime nascite di funghi anche nei Castagneti o in Appennino.

Purtroppo le Alpi invece, si ostinano a regalare funghi a ‘spot‘ in pochissime località elette

Poche vallate felici e non ovunque. Alcuni versanti completamente privi di funghi, quasi senza una logica reale, altri con macchie soddisfacenti e persino con alcune piante e relative fungaie che hanno persino regalato ‘bolle‘ con 10/20 o persino 30 funghi trovati in contemporanea, tutt’attorno il deserto dei Tartari.

Faggete che non sono mai entrate in produzione, Abetaie che, a tutt’oggi non hanno prodotto un solo fungo Porcino. Eppure di temporali ne sono transitati ma, oltre ai temporali sono anche transitate correnti ostinatamente secche, pervicacemente settentrionali o al più meridionali, ma col tarlo dell’origine Nord-Africana, perciò oltre che secca, anche esageratamente calda.

Tutto è andato storto e l’assenza di funghi ne è il risultato

A chi dobbiamo dire grazie, se non ai Cambiamenti Climatici?

Io un’idea ce l’avrei: alle esagerazioni dei fenomeni da baraccone dei Social.

A raccoglitori tutt’altro che virtuosi che pensano di poter fare come vogliono, come hanno sempre fatto e continueranno a fare, raccogliendo microscopici funghi sotto misura, abbattendo ogni fungo incontrato lungo il percorso, gettando rifiuti a destra e manca oppure, nel caso dei pensionati ostinati, portando nel bosco, appositamente da casa, bottiglie vuote del latte, lattine, oggetti facili da trasportare, da utilizzare come way-point – segna-posto (perché non sanno usare le App dei cellulari) là dove hanno trovato un fungo.

Peccato che poi questi oggetti finiranno per esser spostati da animali o persone e diventeranno l’ennesimo rifiuto abbandonato nel bosco.

ALCUNI DUBBI SUI PORCINI DA CERCARE A OTTOBRE

Aggiornamento meteofunghi 09-10-2021

Un lettore, Pietro, dopo aver letto l’articolo “I funghi di Ottobre” si è domandato quale sia la tipologia di funghi Porcini più indicati da cercare durante il mese di Ottobre.

Dice quindi: «Considerando che le precipitazioni degli ultimi giorni sono state copiose (dai 100 ai 300 mm) nel Nord Italia, sia nelle zone dove nascono i Porcini estivi che quelli Neri, che in quelle dove nascono Porcini edulis ed i Rossi Pinicola, dove è opportuno indirizzare le prossime uscite?»

«Considerando che le temperature ad altitudini di 700 metri difficilmente supereranno i 20 gradi, che le giornate di sole saranno sempre più brevi e ridotte di numero, ero convinto che i porcini “del freddo” cioè Edulis e Pinicola fossero quelli più adatti a crescere in questo periodo anche perché sapevo che porcini estivi e neri per nascere hanno bisogno che il terreno non sia troppo bagnato se non addirittura asciutto».

«L’articolo “funghi di ottobre” ha aggiunto un altra variabile cioè le precipitazioni copiose cadute in breve tempo (100, 200 o 300 mm in un giorno credo siano copiose) che però avvantaggiano i porcini estivi e neri. Inoltre, un micelio che si stava formando in seguito alle piogge cadute 10 giorni prima, riparte da zero nel momento in cui dovessero aggiungersi, ad esempio, altri 100 mm di pioggia ? Cioè se di solito servono 14 giorni prima che nascano i porcini, se dopo 10 giorni piove a questo punto, i prossimi funghi Porcini, nasceranno dopo 24 giorni dalla prima pioggia?»

Domande complesse con risposte affatto facili da dare.

Parto con ordine: tanta pioggia caduta, dove indirizzare le prossime uscite?

Considerato che, a Ottobre i raggi solari diventano più perpendicolari e che le ore di luce diurna ed irraggiamento solare diminuiscono progressivamente, dopo una abbondante pioggia uniforme, le prime nascite inizieranno sempre dal basso, (dove normalmente fa più caldo, anche solo per il semplice effetto dell’abbassamento delle temperature salendo di quota), quindi sui caldi balconi termofili di collina e solo in seguito, non prima di 7/10 giorni, sui monti.

Questo è dovuto anche al fatto che, l’umidità presente sul terreno, diminuirà prima dove il sole sarà più caldo, ovvero al piano e zone termofile, o altamente drenanti.

Quanto alla tipologia di funghi Porcini più adatti al periodo al Nord, non stupirti di poter vedere in giro a bassa quota, ancora molti funghi Porcini del tipo B. aereus o Estatini, B. reticulatus perché, a fine stagione, per i funghi, è del tutto normale aver smania riproduttiva prima di andare in letargo. Leggilo come un “o ora, o mai più”.

Quanto invece ai Porcini del freddo, B. edulis e B. Pinophilus, fin tanto che fa e farà ancora caldo, o comunque un mite tepore superiore alla norma, è normale che nelle fungaie regni sovrana la confusione e che non si riesca a capire se sia ora o meno di andare in riproduzione prima del letargo invernale → vedi i boschi che ancora non hanno cambiato colore, con le foglie ancora ostinatamente verdi.

Ciò che potrebbe dare il segnale che è ora di riprodursi prima del letargo, non è lo shock termico – e relativo brevissimo freddo apportato da una grandinata o una brevissima doccia fredda di un quarto d’ora – ma è una gelata notturna, un paio di giorni con temperature massime inferiori ai +15°C in collina e al di sotto dei +10°C in montagna.

In mancanza di questi segnali, peggio ancora se con venti secchi ostinatamente presenti, è del tutto normale che le nascite di funghi del freddo avvengano disordinatamente, qua sì, là no, in piccoli spot circoscritti e per una durata di tempo troppo breve per potersi definire come ‘buttata‘ / ‘bollata‘.

Nel corso della prima settimana di Ottobre al Nordovest, finalmente si è potuto raccogliere i primi Porcini edulis e Pinicola tra i Castagni.
Non si è però trattato di una ‘buttata‘ degna di nota, neppure duratura, una di quelle che iniziano e non finiscono prima di 20/25 giorni. Domenica 3 Ottobre era partita, ancor sotto la pioggia, e Giovedì 7 era già quasi ovunque terminata.

Un brutto segnale, che indica che i danni meteorologici non hanno ancora finito di manifestarsi e avere conseguenze reali, nel regno dei Fungi.

Quanto invece alla pioggia, anche abbondante, che sopraggiunge a nascite già iniziate, rispondo che potrebbe non essere un vero e proprio ostacolo alle nascite, purché le piogge abbondanti non durino più di 2 giorni e che dopo la pioggia sopraggiunga il vento a far evaporare l’acqua superficiale in eccesso.

Nel 2000, anno dell’alluvione della Valle d’Aosta, in alto Piemonte si raccoglieva Porcini del freddo in quantità, sotto rovesci di pioggia continua (ma fredda), al più, come spiegato in apertura, i funghi Porcini si presentavano col piede spaccato dall’eccesso di umidità, forma di difesa per evitare un eccessivo assorbimento di acqua da parte del carpoforo.

TUTTI A FUNGHI NEL WEEKEND, SI MA DOVE?

Aggiornamento meteofunghi 09-10-2021

In molti lettori mi hanno scritto per chiedermi dove poter andare a raccogliere qualche Porcino nel weekend

Qualcuno mi ha persino riferito di note località in cui circola la voce che si è raccolto in quantità industriale

Ebbene, come ho già avuto modo di scrivere precedentemente, se si è raccolto in quantità industriale, significa che è ora di spostarsi verso altri lidi perché lì avranno già pascolato troppe greggi. Quel che c’era da raccogliere è già stato raccolto!

Spostiamoci dunque dal piano e portiamoci in collina, meglio se in bassa montagna. Quanto all’alta montagna, siamo solamente al 9 di Ottobre, tolta la cosiddetta “Goccia Fredda” che si attarda in Mediterraneo con ulteriori piogge sulle regioni Adriatiche, su gran parte dell’Europa dominano ancora gli Anticicloni a matrice Afro-Oceanica.

Aria ancora pervicacemente secca che domina dove c’è bel tempo e temperature al di sopra della media del periodo, tranne dove sta piovendo o il cielo si presenta nuvoloso.

Le previsioni meteo indicano che Ottobre potrebbe regalare altre giornate calde e ben soleggiate, comunque al di sopra della media del periodo perciò, di occasioni per nuove ‘buttate‘ non ne mancheranno, anche se a breve si potrebbe avere una irruzione d’aria fredda con prime nevicate sui monti.

Forse ciò che mancherà, sarà una nascita democraticamente distribuita su di un ampio territorio e per lungo periodo. Semmai, sulla falsa riga di quanto già accaduto, si avranno i soliti “spot”, le solite “bolle”, qua tantissimi funghi, là nulla di nulla.

Occorrerà continuare a seguire i Radar Meteorologici per capire dov’è piovuto e dove no e occorrerà consultare le Mappe della Pioggia Caduta in Italia, per sapere appunto dov’è piovuto e dove no.

Nascite degne di nota potranno ancora avvenire attorno alla metà del mese, tanto al Nord, quanto al Centro, poi, successivamente, dopo il 20 anche al Sud, freddo e vento permettendo.

FUNGHI PORCINI IN ITALIA

Aggiornamento meteofunghi 09-10-2021

Per ora, nel weekend si potrà cercar funghi sui monti della Liguria, tanto di Levante (meglio) quanto di Ponente (meglio tra qualche giorno).

In Emilia Romagna le nascite già in corso si bloccheranno improvvisamente per poi riprendere dopo il 18/20 con picco di nascite dopo il 20/22 in Romagna.

In Piemonte si potrà riprendere a pestar boschi dopo il 15/17, tra Occidente e Settentrione, al solito rimarrà a secco lo sfortunato Cuneese.

In Valle d’Aosta le nascite dopo il 15 potrebbero riguardare essenzialmente i boschi di bassa e media quota, con letargo per le fungaie al di sopra dei 1200 metri.

In Lombardia invece riprenderanno prepotentemente, anche se a spot di breve durata, le nascite al piano, poi dopo 2/5 giorni in collina e solo dopo 5/8 giorni anche in montagna, sempre al di sotto dei 1200/1000 metri.

Stendiamo invece il solito velo pietoso sul Triveneto, per cui non si riesce a trovare risposte alla perdurante assenza di funghi Porcini. Qua si sono fatte mille ipotesi ma dire quale sia quella giusta, solo la Natura la conosce. In teoria, nascite dopo il 17/18 si potrebbero avere nei fondovalle del Trentino e sui colli Veneti e Friulani ma, tra la teoria e la pratica c’è un abisso.

In Toscana riprenderanno le nascite al piano, non prima del 20 mentre sull’Appennino, potrebbero proseguire, anche se in forma assai ridotta, le nascite nelle Faggete o poche Abetaie presenti con ulteriore aumento di nascite dopo il 20. La zona meno favorita per le nascite dovrebbe essere l’Amiata ed il Senese-Aretino orientale. Una discreta buttata si potrebbe verificare in Maremma, con sconfinamento anche su quella Laziale dove le nascite potrebbero già essere in corso.

Nel resto del Lazio, sono attese nascite già in corso o imminenti, con picco di nascite a Nord di Roma-Sabina già dai primi giorni della settimana entrante, meglio a fine settimana, poi dopo il 18/20 su tutto il Litorale laziale a Sud di Civitavecchia fin sul Casertano.

Umbria a macchia di leopardo con ulteriori nascite di funghi estivi, meno di Porcini invernali. Come sempre, meglio le zone Appenniniche di confine con le Marche a Nord di Perugia.

Nelle Marche potrebbe esserci un generale boom di nascite, ovunque, democraticamente, partendo dai litorali e pianori, per poi portarsi sui colli e successivamente monti, ma non prima del 25 di Ottobre.

Idem in Abruzzo dove però potrebbero risultere forse privi di nascite i monti di confine col Lazio.

In Molise al momento sono in diminuzione le nascite già in corso. Dovrebbero cessare a breve, a partire dalle quote più basse, rimanendo poco presenti solo sui monti. Nuovo boom di nascite a fine mese.

La Puglia potrebbe finalmente veder nascere funghi Cardoncelli in quantità ma solo a fine mese e perché no, anche funghi Porcini.

In Campania si può ancora raccogliere abbastanza bene sui settori centrali e orientali della regione, ma si raccoglierà bene solamente dopo il 18/20, essenzialmente sui settori tirrenici, molto meno su quelli Appeninici.

La Basilicata invece avrà nascite contenute dopo il 18/20, poco o nulla sui settori sudorientali e Ionici.

In Calabria nuovi picchi di nascite potrebbero aversi già a breve o già in corso sui settori Tirrenici della Calabria superiore a Nord del Savuto, oltre che in Sila. Il Pollino dovrebbe proseguire con nascite sempre sottotono, e attorno al 20 si potrebbe avere un picco sulle Serre di Serra San Bruno e Monte Poro.

La Sicilia avrà nuovi spot importanti di nascite dopo il 20 ma prima ancora, dai primi giorni della settimana entrante, si potrà iniziare a raccogliere qualche cosina nel Palermitano, Sicilia centrale, Etna, Catanese e Siracusano.

Infine in Sardegna non sono attesi a breve o lungo termine incrementi di nascite degni di nota, qualche timido spot a breve nel Cagliaritano ed in Gallura, forse anche sul Gennargentu in poche conche umide-ombrose, poi anche sui settori occidentali prossimi al mare se finalmente cesserà il nefasto Maestrale. Andrà invece meglio in Corsica con più nascite però sui settori Est rispetto a quelli Ovest, sin da subito con incrementi a metà mese.

Aggiornamento meteofunghi 09-10-2021 @funghimagazine.it

Get real time updates directly on you device, subscribe now.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: