Gyromitra esculenta
Gyromitra esculenta

Gyromitra esculenta

GYROMITRA ESCULENTA Pers. ex Fr. (1849)

Gyromitra esculenta scheda
Gyromitra esculenta scheda illustrativa

DESCRIZIONE SOMMARIA

Qual è il colore prevalente?

Banner arcobaleno dei funghi gyromitra esculentaNell’Arcobaleno dei Funghi: → Bianco / Beige / Marrone/Bruno-scuro

Come riconoscere al volo Gyromitra esculenta?

Gyromitra esculenta è un “fungo con la mitra” ovvero un cappello cerebriforme che assomiglia a quella del cervello umano con i suoi solchi, è  nota in Italia come Falsa Spugnola. É un fungo dalla commestibilità controversa, attualmente considerato non commestibile-Tossico, talvolta mortale. É uno dei funghi meno comuni, fruttifica dalla primavere a inizio della stagione estiva, spesso la si ritrova sopra un tappeto erboso di muschio.

Falsa spugnola

Sinonimi obsoleti:

Gyromitra esculenta Pers. ex Fr. (1849)
Gyromitra esculenta f. rubiformis Klofac (2021)
Gyromitra esculenta var. alba Pilát (1951)
Gyromitra esculenta var. aurantiaca Benedix (1969)
Gyromitra esculenta var. bubakii (Velen.) J. Moravec (1986)
Gyromitra esculenta var. crispa Peck 1898
Gyromitra esculenta var. esculenta Pers. ex Fr. (1849)
Gyromitra esculenta var. fragilis A. Marchand (1971)
Gyromitra esculenta var. fragilis A. Marchand ex Réaudin (2008)
Gyromitra esculenta var. fulva J. Moravec (1986)                                                                                                                                                                    Helvella esculenta Pers., Comm. Schaeff. Icon. Pict.: 64 (1800)
Physomitra esculenta (Pers.) Boud., (1907)

Gyromitra esculenta Pers. ex Fr. 1849 

Falsa spugnola

Divisione:Ascomycota
Classe:Pezyzomycetes
Ordine:Pezizales
Famiglia:Discinaceae
Genere:Gyromitra
Specie:Gyromitra esculenta
Nome italiano:Falsa spugnola
Tipo nutrimento:Saprofita (raramente micorriza con conifere)
Periodo vegetativo:dalla primavera fino all’inizio della stagione estiva
Commestibilità o Tossicità:Non commestibile – Tossico – Mortale

NOMI INTERNAZIONALI

  • Inglese: False more, Brain mushroom
  • Tedesco: Frühjahrs-Giftlorchel, Frühjahrslorchel o Lorchel
  • Finlandese: Korvasieni
  • Francese: Morchelle de la morte o Morchelle de l’écume
  • Olandese: Voorjaarskluifzwam
  • Polacco: Piestrzenica kasztanowata
  • Rumeno: Zbârciog gras
  • Russo: Строчок обыкновенный 
  • Danese: Ægte stenmorkel

Nomi comuni italiani

Questo fungo è conosciuto in Italia con svariati nomi comuni, i più noti sono: “Falsa Spugnola“, “Spugnola Bastarda“, “Spongino“, “Marugola“, “Falsa morchella“, “Giromitra“.

I nomi dialettali-regionali di questa specie fungina spesso sono piuttosto simili per regioni o macro-aree, con piccole varianti dialettali. Il nome italiano più diffuso è comunque quello di Falsa Spugnola.

Etimologia

L’eptiteto “esculenta” deriva dal latino “esculentus” che significa commestibile, mangereccio, edule commestibile perchè inizialmente veniva consumata dopo aver fatto numerosi adeguati trattamenti, come bollitura prolungata, sostituendo l’acqua ed essiccazione al sole o al forno, al fine di far evaporare la tossina gyromitrina, congelamento e scongelamento, così da spaccare le membrane ifali del fungo, marinature con ingredienti acidi come l’aceto, o salamoie per modificare il pH del fungo. Una serie di pratiche che potevano essere giustificate in “tempi di fame”, quando non c’era nulla da mangiare, ma che oggi apparirebbero come anacronistiche e fuori luogo.

Il nome del genere Gyromitra, dal greco γῦρος gýros = giro, cerchio e da μίτρα mítra = copricapo: per lo sporoforo che ricorda una mitra rotonda. La mitra è la parte superiore del fungo, il “cappello”, questo è cavo e rotondo, sulla superficie presenta diverse costolature irregolari, queste vanno a formare solchi e lobi, proprio come quelli di un cervello, per questo si dice che la mitra, abbia una forma cerebriforme.

Traduzioni in italiano dei nomi internazionali

Queste alcune altre varianti dei nomi comuni stranieri:

  • Nei paesi di lingua inglese viene chiamata come in Italia: Falsa morchella o fungo cervello, per la geometria della mitra (ascoma-cappello).
  • Nei paesi di lingua tedesca, lorchel può essere tradotto come Helvella, questo perchè la Gyromitra esculenta assomiglia ad alcune specie del genere Helvella, come Helvella crispa ed Helvella esculenta. Sempre in tedesco viene chiamata anche Frühjahrs-Giftlorchel, Frühjahrslorchel ovvero alloro velenoso primaverile-alloro velenoso.
  • In finlandese, Korvasieni viene tradotto come fungo cervello.
  • in Olandese è pietra di primavera, per il suo periodo vegetativo.
  • Nei paesi di lingua francese, viene detta morchella della morte, morchella come già detto, per la sua somiglianza con alcune specie commestibili , appunto del genere Morchella, come la più comune e consumata Morchella esculenta; della morte per ricordare, la sua eleveta tossicità, e la possibilità di provocare a sindrome giromitrica. Traducendo dalla terminologia francese, è chiamata anche morchella della schiuma, perchè questa specie cresce in ambienti nel quale la materia organica morta che viene  gradualmente decomposta, a volte può formare una schiuma di colore biancastro.
  • in Polacco e Rumeno il suo nome significa, pietra castagna, per la forma irregolare che può assumere e per il colore dell’ascoma.
  • in Russo e Danese è chiamata, pietra.

DISTRIBUZIONE

Gyromitra esculenta è una specie che predilige foreste di conifere ricche di humus, è infrequente nel territorio italiano; è difficilmente rinvenibile in boschi di latifoglie, ma non è impossibile trovarlo anche in questi.

La falsa spugnola (Gyromitra esculenta) non è una specie autoctona, la si può ritrovare in diverse aree del mondo, è diffuso in tutta Europa, in particolar modo nei peasi nordici come Finlandia, Svezia, Norvegia, Danimarca, ma anche nell’Europa centrale come in Germania, Polonia, Repubblica Ceca, e Romania dove sono presenti le grandi foreste di conifere, fredde. Nell’europa meridionale è meno reperibile, a causa del clima più caldo. Cresce in tutte le zone dell’America (nord-centro-sud), soprattutto in Canada, Alaska, Oregon e Michigan. Si trova anche in Asia, Russia, in alcuni stati asiatici, come Cina, Giappone.

In Italia è piuttosto rara, ha una nicchia ecologica particolare, predilige i boschi di conifere con la presenza di muschio e detriti legnosi, ricchi di humus. Come già detto, questa specie fruttifica sporadicamente in boschi di latifoglie.

HABITAT / ECOLOGIA

🌲🌿🍂🍁L’HABITAT della Falsa spugnola

Gyromitra esculenta
Gyromitra esculenta

L’habitat ideale per la Gyromitra esculenta

Si tratta di una specie prevalentemente saprofita, il che significa che completa il suo ciclo vitale, tramite la digestione enzimatica esterna, assume perciò gli elementi nutrizionali dalla materia organica morta in decomposizione. Preferisce assumere nutrienti della lettiera in decomposizione e in misura minore anche dal suolo. Ama vegetare nelle zone del bosco che trattengono un maggior quantitativo di umidità, come il muschio.

Cresce prevalentmente nelle foreste di conifere settentrionali di montagna, composte da specie di alberi appartenenti al genere: Pinus spp., (pini), Abies spp., (Abete).

Con la parola detriti, in questo caso, si intendono: legni, rami caduti a terra, foglie secche, o meglio ancora umide, ceppaie.

Nonostante sia una specie che preferisce le foreste formate da alberi resinosi come le pinofite, pignaceae, la si può ricercare anche nei boschi di latifoglie o boschi misti, è importante ribadire che predilige ambienti ricchi di residui organici morti; alcuni alberi del gruppo delle latifoglie che possono ospitare la falsa morchella, possono essere quelli di nocciolo, castagno e pioppo tremulo, tuttavia ci sono casi segnalati di fruttificazione di questa specie addirittura nei frutteti.

Il micelio della falsa spugnola, (Gyromitra esculenta) raramente forma delle micorrize.

Questo fungo predilige boschi freddi o comunque dei climi temperati fresco-umidi, la sua presenza è favorita da una temperatura tipicamente primaverile che va dai 15 ai 25 gradi.

La spugnola bastarda-falsa morchella, (Gyromitra esculenta) per quanto riguarda la preferenza del terreno, ama i suoli con un pH acido e sabbiosi.

🔥 Piccola curiosità, un nome ingannevole

💥 possiamo usare questa specie, per parlare di un importante problema che si riscontra molto spesso in ambito micologico, legato alla commestibilità. Questo fungo in particolar modo, Gyromitra esculenta, è stato oggetto di molteplici discussioni riguardo la sua reale commestibilità. Il suo nome, o per meglio dire, il suo “cognome”, esculenta, tradotto dal latino significa commestibile. Tuttavia dopo numerosi studi, e soprattutto dopo documentati casi di intossicazione con Sindrome giromitrica, è stato vietato il suo consumo, in quasi tutti gli stati del mondo, anche se ancora oggi viene consumata regolarmente da alcune popolazioni, e venduta in alcuni mercati del Nord Europa. Ad esempio in Finlandia, viene regolarmente venduta, la si può comprare fresca direttamente nelle bancarelle dei mercati tipici del posto, oppure nei supermercati la si può comprare essiccata o in scatola. In paesi come Svezia e Norvegia invece, la vendita della falsa spugnola è stata vietata. Solo poche persone che vivono nelle zone campestri, continuano a raccoglierla e mangiarla.

⛔🖐️ La confusione tra le varie specie fungine è sempre un pericolo. Non consumare mai funghi che ancora non conosci, se prima non li hai mostrati, in presenza ad un Ispettore ASL o a un Micologo professionista che possa visionarli di persona (e non attraverso a fotografie). Il parere del vicino di casa o di “esperti” che hanno visto le foto su qualche Social e si sono espressi sulla commestibilità, è pericolosissimo e va assolutamente biasimato e/o denunciato.

⛔🖐️ Le nuove specie di funghi, che fino ad ora ci erano sconosciute, vanno raccolte solamente se si è accompagnati da cercatore esperto e vanno fatte vedere ad un Ispettore ASL o Micologo professionista, non al proprio vicino di casa!

SEGNI DISTINTIVI / CARATTERISTICHE

COME RICONOSCERE LA FALSA SPUGNOLA

Lo sporoforo-carpoforo (corpo fruttifero) della Gyromitra esculenta è formato da un ascoma (cappello) di piccole dimensioni, generalemente tondeggiante ma con forma molto irregolare con diverse costolature-pieghe che talvolta, divengono molto accentuate negli esemplari più scuri. In generale l’ascoma è più grande e contorto in ambienti più umidi e ombrosi, e più piccolo e regolare in ambienti secchi e soleggiati.

Il diametro medio, di norma è compreso tra i 2  ed i 7 cm, in casi rari può raggiungere i 15 cm. Questo risulta opaco, con un colore che varia dal rosso-ruggine al bruno-castano scuro.

l’ascoma, mitra, presenta una forma normalemente irregolare, cerebriforme con diverse anse e gobbe, la particolarità è di essere un ascoma vuoto che racchiude il gambo cavo al suo interno.

Ha un margine aderente all’ascoma (ovvero che si richiude verso l’interno), con geometria molto variabile.

💥 Questo fungo può essere facilmente confuso con altre specie fungine simili, come descritto più avanti. Alcune di queste sono commestibili, altre tossiche. Fare perciò molta attenzione al momento della raccolta. 💥

► Se sull’ascoma, quindi sul cappello, sono presenti degli alveoli che ricordano le cellette della api, è probaile che non si tratti della gyromitra esculenta, ma di un’ altra specie di ascomicota che gli somiglia.

► Se trovi funghi, che apparentemente possono sembrare la gyromitra esculenta, non affidarti a guide on-line o a vecchi libri, a maggior ragione se su questi c’è scritto essere commestibile, decidendo autonomamente di consumarla a tuo rischio e pericolo. Ricordati sempre che le specie fungine che ancora non conosci non puoi farle identificare a utenti di Facebook o altri Social o al vicino di casa ma, solamente ad un Ispettore Micologico presso un’ASL o Micologo professionista che abbia visto i funghi di persona. Nel caso in cui avessi trovato questo fungo, in ogni caso, il micologo informato te lo farebbe buttare perché oggi ritenuto non commestibile.

Limenoforo, ovvero la parte fertile del fungo, è ubicata sulla superficie esterna del cappello (ascoma) ed è formato da diversi aschi contenenti le ascospore.

Le spore di questa specie sono di colore giallo-chiaro in massa, sono di forma elissoidale e lisce e biguttulate, cioè hanno due piccole propaggini a lato.

Il gambo è tozzo, pieno, spongioso, cavernoso, irregolare e cavo con l’età, corto e con base allargata, ha un colore diverso rispetto al cappello, biancastro, con carne bianca. Può essere alto tra i 4 e 15 cm di altezza con un diametro medio di 1-4 cm. .

La carne è soda, ma fragile e tenera ed elastica nell’ascoma, talvolta gessosa nel gambo e soprattutto biancastra. Ha un odore tenue, leggermente spermatico con sapore dolciastro poco gradevole.

💥 Il sapore assai poco gradevole di questo fungo, non giustifica la passione che diversi cercatori di funghi nord-europei hanno per questa specie. Sono infatti ancora molti i cercatori di funghi di tutto il nord Europa che si ostinano a raccoglierla e consumarla, pur essendo considerata quasi ovunque specie non commestibile e vivamente sconsigliabile perché responsabile di Sindrome giromitrica 💥

COMMESTIBILITA’

TRATTASI DI FUNGO POTENZIALMENTE GRAVEMENTE TOSSICO, PROVOCA SINDROME GIROMITRICA

Riguardo alla commestibilità della Gyromitra esculenta, esiste una comprovata documentazione di casi di intossicamento, anche serio, dovuto all’ingestione di questo fungo, le cui tossine potrebbero resistere anche ai numerosi trattamenti cui questo fungo è stato spesso sottoposto in passato, tentando di renderlo commestibile.

🔴 Questa specie fungina è notoriamente responsabile di intossicazione chiamata Sindrome giromitrica Scopri tutto sulla Sindrome Giromitrica leggendo l’apposito articolo dell’Enciclopedia Funghimagazine.

Riguardo alla sua commestibilità ti rimandiamo a quanto scrivono i micologi Nicola Sitta, Paolo Davoli, Marco Floriani e Edoardo Suriano nell’eccellente “Guida ragionata alla commestibilità dei funghi“:

«🍴🔴 Un tempo, i funghi del genere Gyromitra erano consumati tradizionalmente sia in Italia che in numerosi altri Paesi europei. Tuttavia, nel corso del secolo scorso è stato accertato che alcune specie possono provocare, in determinate circostanze e in modo poco prevedibile, intossicazioni anche molto gravi e potenzialmente mortali. Le tossine di G.esculenta appartengono alla classe degli N-metil-N-formilidrazoni, principalmente l’N-metil-N-formilidrazone dell’acetaldeide, denominato “giromitrina” e i suoi omologhi superiori: si tratta di sostanze volatili, idrosolubili, termolabili e in generale piuttosto instabili. La loro tossicità è dovuta in ultima analisi alla N-metilidrazina (MMH = monometilidrazina) che si libera per idrolisi acida in ambiente gastrico ed è presente in G. esculenta tipicamente a livelli di 50-300 mg /kg in peso fresco (Andary & al. 1985). Sia in G. esculenta, sia nelle altre specie del genere Gyromitra le tossine sono presenti in modo variabile per quantità e tipologia, come dimostrato dallo studio di Andary & al. (1985) che riporta anche dati della letteratura precedente. Purtroppo mancano dati analitici recenti che siano associati alla determinazione delle singole specie basata sull’analisi molecolare. La medesima quantità di tossine può avere un impatto molto diverso a seconda del metabolismo individuale, per esempio in funzione della diversa capacità di acetilazione delle idrazine, che  produce una detossificazione delle stesse.
Nella casistica di intossicazioni si riscontra una grande variabilità nella sintomatologia: in prevalenza solo sintomi gastrointestinali, talvolta con danno epatico, raramente anche renale, in alcuni casi effetti neurologici anche seri, fino a convulsioni e coma. Anche per il periodo di latenza sono state segnalate differenze notevoli, dalle 6 fino alle 48 ore (Michelot & Toth 1991; Andersson & al. 1995; Benjamin 2020a). 

Oggi, nell’Europa mediterranea e anche nell’Europa centrale, G. esculenta è considerata velenosa, per cui l’uso alimentare è stato progressivamente abbandonato. Raitviir (1986) testimoniava che all’epoca la commercializzazione di G. esculenta era già stata bandita dalla due Repubbliche della Germania (DDR e Repubblica Federale Tedesca) e dalla Svizzera; in altri Paesi, come la Francia (1991) e la Spagna (2009) il divieto di commercio è giunto con disposizioni di legge emanate in periodi successivi. In alcuni territori europei tuttavia esiste ancora un consumo tradizionale, anche nell’ambito dei Paesi del sud.
Per quanto riguarda l’Italia, la specie viene consumata soprattutto in Trentino, in Calabria e localmente anche altrove.
Diversa è, invece, la situazione nel nord Europa, ove il consumo di Gyromitra è ancora molto diffuso, con epicentro fra Scandinavia, Repubbliche Baltiche e Russia, ove localmente è ancora ammessa anche la commercializzazione. In Finlandia la tradizione di consumo di G. esculenta (in finlandese korvasieni) è tuttora consolidata e significativa. Alcuni importanti autori finlandesi (Salo & al. 2006) esprimono contemporaneamente due giudizi contrapposti per G. esculenta: fungo commestibile di eccezionale qualità se opportunamente trattato, altrimenti velenoso mortale! Essendo funghi legalmente commercializzati, la vendita deve essere accompagnata da un opuscolo di istruzioni realizzato dall’Autorità finlandese per la sicurezza alimentare (EVIRA, oggi Ruokavirasto), che ha pubblicato linee guida dettagliate 143 sui metodi di preparazione di G. esculenta ai fini di renderla sicura per il consumo (Finlandia 2007). Anche nella vicina Estonia il consumo è tuttora diffuso e il giudizio di commestibilità è analogo: le Gyromitra sono considerati funghi tossici da crudi e commestibili dopo opportuno trattamento (Kalamees & Liiv 2005; Raitviir & Liiv 2013). In Svezia G. esculenta è stata considerata al tempo stesso specie velenosa, ma commestibile e gustosa se prima essiccata e opportunamente cotta, con eliminazione dell’acqua di cottura (Ryman & Holmåsen 1992), tuttavia negli ultimi anni la sua commestibilità è stata messa in discussione e il consumo sconsigliato (Svanberg & Lindh 2019; Holmberg & Marklund 2014). La situazione in Nordamerica vede da un lato l’approccio ufficiale della Food and Drug Administration (FDA) che considera le Gyromitra funghi velenosi, e la documentazione di un discreto numero di casi di intossicazione, in particolare da G. esculenta (Beug & al. 2006), con un quadro perlopiù gastrointestinale ma talvolta più complesso e più grave. In contrapposizione, da alcuni anni si sta diffondendo un approccio che sminuisce la pericolosità delle cosiddette “false morels” e considera “tranquillamente” commestibili dopo cottura tutte le specie non appartenenti al gruppo di G. esculenta. Tale tendenza, che sta portando ad un aumento del consumo di questi funghi, è stata in qualche modo inaugurata da un autore prestigioso (Beug 2014), che ha definito G. montana e G. korfii commestibili dopo cottura “nonostante possano contenere tracce di idrazine” e addirittura G. caroliniana e G. brunnea “non più pericolose da consumare rispetto al genere Morchella”. Queste ultime due specie sono molto vicine a G. fastigiata e alla astipitata G. parma, mentre G. montana e G. korfii fanno parte del gruppo di G. gigas (Van Vooren & Moreau 2009). L’approccio più prudente di Benjamin (2020a), che raccomanda di evitare il consumo di tutte le Gyromitra, in termini di sicurezza alimentare è certamente più appropriato, sia per tutte le informazioni che a tutt’oggi mancano sulla biochimica e la tossicologia di questi funghi, sia per due problematiche a nostro avviso importanti: la confondibilità fra le diverse specie di Gyromitra e le difficoltà che possono esserci nel raggiungere la cottura completa. A titolo di esempio, uno di noi (NS) nell’aprile 2021 ha assistito su Facebook alla “cronaca diretta” dell’intossicazione di una donna per il consumo di esemplari di G. caroliniana fritti, con i cappelli croccanti e i gambi che invece risultavano ancora mollicci. Nonostante le intossicazioni siano complessivamente rare (sia nei Paesi attualmente consumatori di Gyromitra, sia nei Paesi dell’Europa meridionale quando il consumo era più diffuso), a causa della potenziale gravità e della relativa imprevedibilità della sindrome giromitrica, riteniamo che il rischio sia da considerare elevato e che questi funghi non debbano essere destinati all’alimentazione. G. esculenta s.l., G. infula e G. ambigua devono quindi essere considerate tossiche mentre per G. fastigiata, le specie del gruppo di G. gigas e in generale per le altre Gyromitra stipitate per le quali non vi siano riscontri di elevato contenuto di tossine (Viernstein & al. 1980; Andersson & al. 1995; Beug 2014), per ragioni di confondibilità devono essere sconsigliate (ove fossero localmente consumate) o considerate non commestibili nei rimanenti territori; il loro commercio non dovrebbe essere consentito nell’ambito dell’Unione Europea. Gli sporomi appiattiti e astipitati di G. perlata s.l. vengono accomunati a molte specie di Pezizaceae s.l., raccolti e consumati dopo cottura, senza che siano segnalati problemi per i consumatori; sub Discina perlata, la specie è ammessa alla vendita in Repubblica Ceca (2013). In G. perlata, che è molto vicina al gruppo di G.gigas (Van Vooren & Moreau2009), è stata riscontrata l’assenza di monometilidrazina (Andary & al. 1985) per cui può essere considerata commestibile dopo completa cottura, anche perché morfologicamente inconfondibile rispetto a G. esculenta..

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SPECIE SIMILI ALLA GYROMITRA ESCULENTA

Gyromitra esculenta è un fungo facilmente confondibile con altre specie simili, tra cui diverse commestibili, abbondantemente consumate, che vegetano nel medesimo periodo primaverile

Di seguito un elenco di alcune altre specie fungine che potrebbero essere confuse con la falsa spugnola:

Morchella esculenta o spugnola comune, si può distinguere facilmente dalla falsa spugnola, grazie alle alveolature aperte sul proprio ascoma (cappello). La G. esculentapresenta invece, pieghe e solchi CHIUSI, inoltre il cappello è solitamente di un colore più scuro, tendente al bruno-castano. Sezionando la M. esculenta vedremo che il gambo è completamente cavo ed in continuità con l’ascoma, anch’esso vuoto → Scopri tutto sulla Morchella esculenta in questo articolo: Morchella esculenta. Scopri tutto sulle Morchelle in questo articolo: Morchelle o Spugnole, i primi funghi primaverili.

Morchella elata o conica, ha dei caratteri differenti dalla Giromitra esculenta, la conica come la M. esculenta presenta sul cappello delle alveolature e non pieghe sul cappello, oltre ad essere più allungato e appuntito. Il colore però può essere simile a quello della G. esculenta → Scopri tutto sulla Morchella conica in questo articolo: Morchella elata o conica o Spugnola slanciata.

Morchella rotunda, ha anche lei gli alveoli e non pieghe e costolature, come quelle sull’ascoma della G. esculenta

Mitrophora semilibera o spugnla minorecommestiblie dopo cottura di 15-20 minuti, M.semilibera diversamente dall’esculenta, ha il cappello separato dal gambo, ed un colore dell’ascoma giallo-ocra negli esemplari giovani, diventando marrone-grigiastra a maturazione.

Gyromitra infulatossica provoca sindrome giromitrica

Gyromitra gigastossica, provoca sindrome giromitrica

Gyromitra fastigiatatossica provoca sindrome giromitrica

Gyromitra carolinianatossica provoca sindrome giromitrica, è molto similare, quesi identica come geometria alla falsa spugnola; presenta però un colore del cappello più marrone e meno tendente al rosso-ruggine, un gambo più lungo e sottile; la G. californiana può fruttificare maggiormente in boschi di latifoglie, con la presenza di querce.

Verpa bohemicacommestibile dopo lunga cottura. Questa specie è più difficile da distinguere rispetto alle altre precedenti, perchè sul cappello presenta sempre delle pieghe-costolature, rughe come la G. esculenta, infatti per farlo, bisogna osservare attentamente l’ascoma (cappello), e valutarne la sua forma, che deve essere più campana e regolare, inoltre la V. bohemica ha un colore più chiaro, beige.

► Scopri in questo articolo: come distinguere Morchelle, Mitrophora, Verpa e Gyromitra.

► Morchelle in giardino? Scopri in questo articolo: come coltivare le Morchelle.

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LA FALSA SPUGNOLA

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Andrea Martinetti

Andrea Martinetti, studente universitario presso facoltà di Scienze Biologiche di Vercelli. Studioso di Micologia. Dal 2024 collabora con Funghimagazine quale autore di articoli sui funghi

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