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Helvella crispa

Helvella crispa è un ascomicete caratterizzato da una sottile lamina dalla consistenza elastica detto mitra. Molto diffuso nel suo genere e ampiamente distribuito in Italia ed Europa, è una specie tipicamente autunnale, ma può essere rinvenuto più raramente anche in primavera. Scoprila in questo dettagliato articolo

HELVELLA CRISPA (Scop.) Fr. (1822)

Helvella crispa, scheda illustrativa
Helvella crispa, scheda illustrativa

DESCRIZIONE SOMMARIA

Qual è il colore prevalente?

Banner arcobaleno funghi helvella crispaNell’Arcobaleno dei Funghi: → Bianco con sfumature ocra pallido, giallo e avorio

Come riconoscere al volo Helvella crispa?

Helvella crispa è un “ascomicete” caratterizzato da una sottile lamina dalla consistenza elastica, comunemente detto mitra. Molto diffuso nel suo genere e ampiamente distribuito in Italia ed Europa, è una specie tipicamente autunnale, ma può essere rinvenuto più raramente anche in primavera. È importante notare che potrebbe essere confuso con diverse specie del suo genere e alcune Gyromitra.

Questo fungo contiene acido elvellico, un acido dibasico termolabile (contenuto in alcune specie fungine, in particolar modo nella Gyromitra esculenta ed Helvella infula), a cui per molto tempo sono stati attribuiti casi di intossicazione emolitica. Studi recenti hanno dimostrato però che, i casi di intossicazione in questione non erano dovuti a questa sostanza ma bensì alla gyromitrina, una tossina aldeidica contente, azoto che non è presente in questa specie.

Helvella crispa, Helvella increspata

Sinonimi obsoleti:

Costapeda crispa (Scop.) Falck, Śluzowce monogr., Suppl. (Paryz) (1923)
Helvella atra Oeder, Fl. Danic. (1770)
Helvella barlae Boud. & Pat., J. Bot., Paris (1888)
Helvella cinerascens Secr., Mycogr. Suisse (1833)
Helvella crispa f. grevillei (J. Kickx f.) Massee, Brit. Fung.-Fl. (London) (1895)
Helvella crispa var. alba Fr., Syst. mycol. (Lundae) (1822)
Helvella crispa var. barlae (Boud. & Pat.) Boud., Hist. Class. Discom. Eur. (Paris) (1907)
Helvella crispa var. fulva Bull., Hist. Champ. Fr. (Paris) (1791)
Helvella crispa var. fusca Bull., Hist. Champ. Fr. (Paris) (1791)
Helvella crispa var. grevillei J. Kickx f., Fl. Crypt. Flandres (Paris) (1867)
Helvella crispa var. lutescens Fr., Syst. mycol. (Lundae) (1822)
Helvella crispa var. pityophila (Boud.) Donadini [as ‘pithyophila‘], Bull. Soc. linn. Provence (1975)

Helvella mitra var. crispa (Scop.) F.H. Wigg. [as ‘crispus‘], Prim. fl. holsat. (Kiliae) (1780)
Helvella nigricans Schaeff. [as ‘Elvela‘], Fung. bavar. palat. nasc. (Ratisbonae) (1774)
Helvella nigricans var. atra Pers., Syn. meth. fung. (Göttingen) (1801)
Helvella pallida var. nigricans (Schaeff.) Quél., Enchir. fung. (Paris) (1886)
Helvella pityophila Boud. [as ‘Helvella pithyophila‘], J. Bot., Paris (1887)
Merulius undulatus var. fulvus (Bull.) Mérat, Nouv. Fl. Environs Paris (1821)
Merulius undulatus var. fuscus (Bull.) Mérat, Nouv. Fl. Environs Paris (1821)
Phallus costatus Batsch, Elench. fung. (Halle) (1783)
Phallus crispus Scop., Fl. carniol., Edn 2 (Wien) (1772)

Helvella crispa (Scop.) Fr. (1822)
Helvella increspata

Divisione: Ascomycota
Classe: Pezizomycetes
Ordine: Pezizales
Famiglia: Helvellaceae
Genere: Helvella
Specie: Helvella crispa
Nome italiano: Helvella increspata
Tipo nutrimento: Saprofita
Periodo vegetativo: Tipicamente autunnale 🍂
Commestibilità o Tossicità: Commestibile con riserva ⚠️

NOMI INTERNAZIONALI

  • Inglese-English: white saddle, elfin saddle, common helvel
  • Catalano-català: Orella de gat, Orella de llebre blanca
  • Ceo-čeština: chřapáč kadeřavý
  • Tedesco-Deutsch: Herbst-Lorchel, Krause Lorchel
  • Estone-eesti: Valge helvell
  • Finlandese-suomi: valkomörsky
  • Francese-français: Helvelle crépue
  • Ungherese-magyar: Fodros papsapkagomba
  • Lituano-lietuvių: Krokainais rumpucis
  • Olandese-Nederlands: Witte kluifzwam
  • Polacco-polski: Piestrzyca kędzierzawa
  • Rumeno-română: Mitră tomnatică
  • Sloveno-slovenščina: Jesenski loputar
  • Serbo-српски/srpski: Јесењи хрчак
  • Svedese-svenska: Vit hattmurkla
  • Slovacco-ślůnski: Vit hattmurkla

Nomi comuni italiani

Helvella crispa, talvolta nota come Helvella increspata, per via dell’aspetto increspato o arricciato dell’ascocarpo/mitra, talvolta è anche chiamata Spugnola d’autunno, poiché la sua forma ricorda vagamente una Spugnola (Morchella) o addirittura una Gyromitra, o ancora, nei diversi dialetti, viene denominata anche con il termine di “cappello del prete” o “orecchia“. Quest’ultima, sempre per via della sua mitra che, suddivisa in lobi arricciati, ricorda la forma riconducibile a quella di un orecchio umano o animale.

Nonostante sia una specie apparentemente poco conosciuta o poco ricercata, in realtà questa specie fungina vanta un gran numero di nomi locali, segno di una antica popolarità. Di seguito riportiamo infatti, alcuni dei nomi dialettali più comuni in Italia:

In Piemonte: Caplet, Fratin, Sponziello a capel de vescov. In Lombardia: Oregina, Capèi de pret, Oricina. In trentino: Sponziola d’autun. Nel Veneto: Bareta da prete, Muneghetta. In Emilia Romagna: Urcêli, Capèl da prit. In Liguria: Auriglietta bianca. In Toscana: Pasta siringa, Pasta sciringa terreste, Spungignola, Monacella. In Umbria: Orecchio di lepre, Orecchiella del lepre, Orecchiella, Recchia del lepre, Spagnolina, Frate, Fungo dei cani, Recchione, Orecchia del lepre, Orecchia de lepre, Orecchia di lepre. In Campania: Sponzola falsa, Fungella, Monacella. In Puglia: Recchia ti puercu. Infine in Calabria: Cappello di prete.

Etimologia

L’epitetocrispa è particolarmente diffuso in ambito micologico e, com’è ovvio che sia, di norma è stato attribuito a specie fungine dalle forme increspate, crespe, arriciate o comunque ricce dei carpofori, o degli ascocarpi, come in questo caso.

Crispa, deriva dal latino crispus, increspato e fa riferimento alla forma del suo Ascoma o pseudo cappello. Helvella è invece un termine antico che indicava originariamente un’erba aromatica.

Traduzioni in italiano dei nomi internazionali




I nomi comuni internazionali sono per lo più basati sulla traduzione nella lingua locale dell’epiteto latino “crispa” o, in alternativa, si riferiscono a diverse traduzioni degli aggettivi italiani comuni per “orecchio”.

Questi alcuni dei nomi comuni stranieri:

  • In Inglese è chiamato Sella bianca, Sella elfica o Helvella comune;
  • In Catalano è chiamato Orecchio di gatto, Orecchio di gatto bianco, Orecchio di lepre bianca, Orecchio di ratto bianco o Helvella croccante;
  • In Ceo è chiamato Beccacciono riccio o Russatore riccio;
  • In Gallese è Gambo rigato bianco o Gambo costolato bianco;
  • In Tedesco è chiamato Alloro autunnale o Lorchel autunnale e/o arricciato;
  • In Estone è chiamato il Fiocco bianco;
  • In Basco è chiamato la Mitra Bianca;
  • In Finlandese è chiamato Tempesta bianca;
  • In Francese è chiamato semplicemente Helvella crespa o Helvella riccia;
  • In Ungherese è chiamato Fungo dal cappello riccio o Fungo con cappuccio da prete;
  • In Georgiano è chiamato il Gobbo o Fungo dai capelli ricci;
  • In Lituano è chiamato Chiurlo o Torso riccio;
  • In Olandese è chiamato Fungo osseo bianco, Fungo dal cappello bianco o Fungo del chiodo di garofano;
  • In Polacco è chiamato Farfalla riccia o semplicemente Il Fungo riccio;
  • In Rumeno è chiamato Ricciolo o Riccio;
  • In Sloveno è chiamato Picchio autunnale;
  • In Ucraino è chiamato Helvella riccia.

DISTRIBUZIONE



Helvella crispa è un fungo che predilige i substrati umidi o sabbiosi

Questa Helvella è originaria dell’Europa, ma la si trova anche in Cina, Giappone e Nord America orientale, dove è sostituita da Helvella lacunosa nella parte occidentale.
In Svizzera, è molto comune a nord delle Alpi, dalla pianura del Lago di Ginevra al Lago di Costanza, mentre è stata rinvenuta solo sporadicamente nell’arco alpino stesso e sul versante meridionale delle Alpi. È presente anche in Romania, Bessarabia e Bucovina settentrionale, non è raro in Ungheria e in Russia.

In Italia è abbastanza diffusa sia nelle pianure che in montagna. Essendo un fungo saprofita, non predilige un habitat specifico e non richiede la presenza di particolari specie arboree o arbusti. Questa specie ama fruttificare al margine nei fossati e talvolta all’interno dei boschi umidi di latifoglia o anche misti, lungo i margini dei boschi, nei prati e comunque su substrati umidi e sabbiosi, in colonie generalmente numerose, è fedele ai luoghi di crescita.

È un fungo tipicamente autunnale, ma è possibile trovarlo già dalla fine dell’estate a quote più elevate nei boschi montani, fino all’autunno inoltrato spostandosi nei boschi collinari e di pianura, più raramente anche in primavera.

HABITAT / ECOLOGIA

🌲🌿🍂🍁L’HABITAT della Helvella crispa

Helvella crispa
Helvella crispa. Foto: Pilzwetten.de

L’habitat ideale per l’Helvella crispa

Si tratta di una specie saprofita, il che significa che compie il proprio ciclo vitale nutrendosi e assimilando materia organica morta in decomposizione. Assorbe gli elementi di cui ha bisogno direttamente dai detriti della lettiera in decomposizione e in misura minore direttamente dal suolo.

Questo fungo non predilige nessuna tipologia di bosco in particolare, quindi è sia eterogeneo che ubiquitario. L’importante è che sia presente un grande quantitativo di nutrimento. Lo si può trovare in qualsiasi luogo in cui l’ecosistema sia ricco di materia organica, nutrimento, humus e lettiera, specialmente nelle zone più umide.

Helvella crispa ama vegetare nelle radure e al margine dei boschi, ma non è raro trovarla all’interno di aree boschive in cui siano però presenti suoli sabbiosi. Di conseguenza, la sua distribuzione in Italia si concentra principalmente là dove vi siano pianure fluviali sabbiose ed umide, perciò anche negli stessi ecosistemi/habitat che sono quelli tipici delle Morchelle/Spugnole.

Helvella crispa è diffusa principalmente nella Pianura Padana e nelle sue vallate laterali, specialmente lungo le valli fluviali di sponda sinistra. È meno comune nelle valli di sponda destra, dove gli habitat non sono adatti perché poco igrofili. Si trova anche sporadicamente in altre regioni italiane come Liguria, Lazio, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Abruzzo, Molise, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna.

 

💥🔥 Piccole curiosità

💥 L’aspetto arricciato della mitra (pseudocappello) ne ha determinato il nome.

💥 Le continue ricerche e sperimentazioni hanno rivelato che alcuni funghi, precedentemente considerati sicuri da consumare, contengono effettivamente sostanze velenose, cancerogene o dannose per l’organismo umano. Il consumo di funghi va quindi sempre effettuato se si è sicuri di conoscere la specie in questione e se si ha effettiva conferma di consumo tradizionale e ripetuto nel tempo della specie in oggetto.

⛔🖐️ La confusione tra le diverse specie di funghi è sempre un rischio presente. È fondamentale astenersi dal consumare funghi sconosciuti senza prima averli mostrati a un Ispettore ASL o a un Micologo professionista che possa esaminarli di persona, evitando di basarsi unicamente su fotografie. L’opinione di vicini di casa o “esperti” che si basano su foto sui social media per giudicarne l’edibilità è estremamente pericolosa e deve essere condannata e segnalata senza esitazione.

⛔🖐️ Le nuove specie di funghi, che fino ad ora ci erano sconosciute, vanno raccolte solamente se si è accompagnati da cercatore esperto e vanno fatte vedere ad un Ispettore ASL o Micologo professionista, non al proprio vicino di casa! ⛔

SEGNI DISTINTIVI / CARATTERISTICHE

COME RICONOSCERE LA HELVELLA CRISPA

Questo ascocarpo presenta una sottile lamina di consistenza elastica, che forma uno pseudocappello, noto tecnicamente come mitra.

Questa ha un’altezza di 2,5-4/5 cm e mostra un aspetto lobato, con i margini inizialmente aderenti al gambo e successivamente rivolti verso l’alto. Presenta due o più lobi irregolari, alcuni parzialmente eretti e altri ricadenti; talvolta questi lobi danno all’ascocarpo un aspetto simile a una sella con bordi rialzati. La superficie esterna della mitra varia dal biancastro all’ocra pallido, mentre la parte interna è fioccosa e di colore più chiaro, bianco-avorio.

💥 Il caratteristico aspetto arricciato della mitra, la superficie interna fioccosa e le sue colorazioni bianco-avorio o biancastre costituiscono un buon segno distintivo per riconoscere questa specie fungina 💥

L’imenoforo, la parte fertile del fungo, è posizionato sulla superficie esterna, che si presenta levigata ma leggermente pruinosa e con leggere ondulazioni.

Le spore sono elittiche e bianche in massa, con una dimensione media di 16-20 x 9-13 µm, mentre gli aschi sono cilindrici e ottosporici.

Il gambo presenta una forma cilindrica, leggermente ingrossata alla base, e inizialmente è di colore biancastro, tendente al giallo con l’invecchiamento. È caratterizzato da profonde costolature longitudinali, che sono appressate e saldate tra loro. All’interno del fungo si trovano delle cavità che seguono spesso l’andamento delle costolature sulla superficie esterna. In media, il gambo può raggiungere una lunghezza di 4-10(12) cm.

La carne è consistente ed elastica, di colore bianco, priva di odore e sapore significativi.

COMMESTIBILITA’

Tutte le specie principali del genere Helvella sono da considerare commestibili con riserva ovvero SOLO dopo lunga ed adeguata cottura!

Riguardo alla commestibilità di questo fungo, non vi sono dubbi: si tratta di specie edibile, quindi commestibile, a patto che la si faccia cuocere a lungo e che durante la cottura si eviti di respirarne i vapori, cuocendo il fungo in pentola o padella scoperta, quindi priva di coperchio. Si consiglia in caso di pre-bollitura, di cambiare e quindi gettare l’acqua di cottura e soprattutto si consiglia di non cucinare questo fungo in un piccolo ambiente chiuso non aerato.

💥 Tutte queste precauzioni sono dovute al fatto che, Helvella crispa contiene una tossina, acido elvellico che è temolabile, ovvero che si degrada, evapora e si disintegra durante la cottura ad alta temperatura. Si consiglia quindi di evitare di respirare i vapori della cottura proprio perché questi possono contenere l’acido elvellico che evapora insieme con il vapore acqueo durante la cottura 💥

Non risulta esserci una consolidata tradizione di consumo di questo fungo in Italia, pur fermo restando che in passato, deve essere stata una specie comunemente consumata, dato il gran numero di nomi tradizionali-locali per questa specie fungina. Abbiamo certezza di lettori che ci hanno confermato di consumarla saltuariamente in Piemonte, Lombardia, Liguria e Molise.

All’estero, ad esempio in Spagna, le specie di funghi del genere Helvella sono disponibili sul mercato, ma vengono vendute esponendo il cartello in cui si ricorda che la specie va consumata solo dopo un adeguato trattamento che elimina le tossine presenti nel fungo fresco. Solitamente utilizzate a piccole manciate, come condimento per le minestre.

⚠️ Il consumo crudo può causare disturbi gastrointestinali e, come per altri tipi di funghi, sono possibili anche varie intolleranze individuali ⚠️

⚠️ È importante non confondere Helvella crispa con Gyromitra esculenta, una specie altamente tossica che, a differenza di Helvella crispa, contiene giromitrina, una tossina idrosolubile e solo parzialmente termolabile, costituita da un mix di molecole corrosive, tossiche e cancerogene, note come idrazine, responsabili della cosiddetta “Sindrome Giromitrica“. Queste tossine rimangono presenti nel fungo anche dopo un’adeguata cottura, pertanto è bene prestare molta attenzione alle possibili confusioni ⚠️

Considerate queste premesse, riportiamo di seguito estratti riguardanti la commestibilità di Helvella spp., tratti dalla monumentale pubblicazione “Guida ragionata alla Commestibilità dei Funghi“, a cura degli autori Nicola Sitta, Paolo Davoli, Marco Floriani e Edoardo Suriano:

Il genere Helvella comprende alcune specie tradizionalmente consumate in varie re- gioni italiane, in particolare nei territori di pianura / collina e aree costiere. Le più consumate in assoluto sono le specie del gruppo di H. crispa e le specie primaverili prevalentemente di zone costiere o sabbiose facenti capo a H. monachella (= H. leucopus). La casistica di intos- sicazioni gastrointestinali è irrilevante rispetto all’entità del consumo alimentare.

In Spagna (2009) le specie di Helvella sono elencate fra i funghi commercializzabili ma la vendita al consumatore finale può avvenire solo dopo l’effettuazione di un “trattamento adeguato” che elimini la pericolosità dei funghi allo stato fresco. L’utilizzo alimentare di questi funghi negli ultimi decenni è stato progressivamente sconsigliato e una delle ragioni può essere ricondotta a una confusione “storica” con la casistica di intossicazioni anche mortali da Gyromitra esculenta, che in passato era denominata Helvella esculenta (!). In secondo luogo, ad aumentare la confusione, l’annosa vicenda della sostanza denominata “acido elvellico”, isolata nel 1885 da Gyromitra (Helvella) esculenta e all’epoca ritenuta responsabile della tossicità del fungo (Boehm & Kuelz 1885). Già negli anni ’40 erano però sorti dubbi sulla validità della pubblicazione ottocentesca e nel 1968 i tedeschi List & Luft giunsero alla caratterizzazione della vera sostanza responsabile della tossicità di G. esculenta, ossia l’acetaldeide N-metil-N-formilidrazone, che fu chiamata “giromitrina” (List & Luft 1968; Bresinsky & Besl 1990).

Nel corso delle indagini essi ripercorsero anche le stesse procedure di Boehm & Kuelz (1885), ottenendo l’epossido dell’acido fumarico, che ovviamente non poteva essere responsabile della tossicità di G. esculenta. List e collaboratori al proposito scrissero esplicitamente che il presunto acido elvellico di fatto non esisteva, in quanto ciò che era stato descritto nel 1885 non doveva essere altro che una miscela impura di acidi, principalmente acido fumarico. In conclusione, quindi, l’acido elvellico è una sostanza che non esiste come entità chimica, che in partenza non ha nulla a che vedere con l’attuale genere Helvella e in ogni caso, se proprio lo si volesse far coincidere con l’epossido dell’acido fumarico, esso non sarebbe affatto una sostanza tossica. La presenza di giromitrina in Helvella (soprattutto H. crispa) è invece un argomento più di recente dibattuto: il rilevamento di monometilidrazina (MMH), prodotto finale dell’i- drolisi di giromitrina e omologhi, anche se in quantitativi tossicologicamente irrilevanti, è segnalato da Andary & al. (1985) per H. crispa e H. lacunosa, mentre alcuni anni prima in H. crispa, H. lacunosa e H. elastica Stijve (1978) non aveva rilevato alcuna presenza di giromitrina, né libera né legata ad altri composti chimici.

In ogni caso l’inserimento di Helvella spp. fra i funghi potenzialmente causa di sindrome giromitrica, oltre a non trovare un chiaro appoggio a livello biochimico (visto il disaccordo fra diversi autori e le quantità di giromitrina comunque irrilevanti anche se probabilmente variabili) non può essere giustificato in assenza di una casistica di intossicazioni. La segnalazione di Milanesi (2015) si riferisce ad un fatto accaduto ad Asti che non ha neppure richiesto il ricorso a cure mediche: H. crispa cotta in minestrone con verdure in pentola a pressione, pietanza consumata da 4 persone in unico pasto, 3 consumatori su 4 dopo poche ore accusano nausea e giramenti di testa, il tutto risoltosi in poche ore spontaneamente (M. Filippa com. pers.).

Esso, per quanto interessante, per la modalità di cottura che non ha consentito l’allontanamento dei vapori, molto probabilmente non è da considerare un caso di sindrome giromitrica“.


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SPECIE SIMILI

Helvella crispa è un fungo di facile identificazione. Il cercatore di funghi distratto, o poco informato, potrebbe tuttavia essere ingannato dalla presenza nei boschi di altri funghi dalla forma piuttosto simile.

In genere potrebbe essere confusa con altri funghi dalla mitra selliforme (a forma di sella) o a lobi ondulati:

  • Ex Gyromitra, ora Discina fastigiata (commestibilità dubbia), una Gyromitra dalla forma poco “cerebrale” più ad orecchie, colore mitria marroncino, gambo bianco.
  • Gyromitra infula (commestibile dopo adeguata cottura), forma da Helvella, mitria color nocciola, gambo bianchiccio-grigiastro.
  • Helvella acetabulum (commestibile dopo adeguata cottura), Helvella con mitra a forma di simil-coppa color nocciola-camoscio e gambo color crema.
  • Helvella ephippium (non commestibile), curiosa Helvella bilobata, selliforme, la mitra è costituita da due lobi color nocciola chiaro e gambo beige-crema.
  • Helvella elastica  (commestibile dopo adeguata cottura), Helvella con mitra di colore beige-grigiastro-crema, gambo bianchiccio-grigiastro chiaro.
  • Helvella lacunosa (commestibile dopo adeguata cottura), Helvella scura con mitra e gambo color marroncino-grigiastro, tortora scuro.
  • Helvella leucopus (velenosa potenzialmente mortale!), difficilmente confondibile per via del colore della mitra molto scuro, nero corvino, grigio scuro. Gambo beige, grigiastro, talvolta il colore nero-bluastro con colore scuro che può espandersi anche sulla parte alta del gambo. Primaverile, raramente autunnale, specie igrofila generalmente associata al Pioppo tremulo o altri Pioppi su terreni sabbiosi.
  • Helvella pityophila ► oggi ritenuta non più specie separata, ma H. crispa (commestibile dopo adeguata cottura), Helvella con mitra plurilobata con molti piccoli lobi di varie forme, colore beige-cappuccino, gambo bianco-beige.
  • Helvella spadicea (non commestibile), Mitra marrone con lobi bislunghi. Gambo color crema.

PHOTOGALLERY DI HELVELLA CRISPA

HELVELLA INCRESPATA

Helvella crispa
Helvella crispa
Helvella crispa
Helvella crispa. Foto: Andrea Sardu
Helvella crispa
Helvella crispa. Foto: Marcello Boragine
Helvella crispa
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