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Hydnum rufescens – Steccherino arancio – funghi commestibili

É un buon commestibile che richiede però una lunga cottura per poter eliminare i sentori amari che potrebbero dare leggeri disturbi intestinali. Simile allo Steccherino dorato ma dai colori più aranciati-rossicci

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Hydnum rufescens Pers. 1800

Divisione:Basidiomycota
Classe:Basidiomycetes
Ordine:Cantharellales
Famiglia:Hydnaceae
Genere:Hydnum
Specie:H. rufescens
Nomi comuni:Steccherino, Steccherino aranciato, Steccherino rosso, Carpignolo, Carpignolo rosso, Falso Galletto, Spinarolo, Spinet
Tipo nutrimento:Saprofita e Simbionte
Periodo vegetativo:Estate-Autunno fino ai primi freddi autunnali
Commestibilità o Tossicità:Buon Commestibile



Habitat – Ecologia:

L’Hydnum rufescens o Steccherino aranciato, è un fungo grosso modo simile al cugino Hydnum repandum, e che, come questo, si adatta facilmente a vivere sia come fungo saprofita, → ovvero che ricava il proprio nutrimento da organismi vegetali in decomposizione, che come fungo micorrizico, → ovvero che vive in simbiosi con alcune piante.

Il suo habitat ideale è il bosco di aghifoglie, risultando però, generalmente più abbondante vicino al muschio o comunque in ambienti molto umidi, o con lettiera di aghi molto spessa, con nascite sia solitarie che gregarie, → ovvero di molti esemplari che fruttificano gli uni accanto agli altri, ma più frequentemente con esemplari solitari sparsi o ravvicinati su di una piccola porzione di bosco.

In generale lo Steccherino aranciato condivide lo stesso habitat di aghifoglie dei Galletti (Cantharellus cibarius) o del Craterellus tubaeformis prediligendo luoghi umidi con molto humus o muschio.

Alberi con cui si associa:

Preferibilmente Abete Rosso, più sporadicamente Abete di Douglas e più raramente Abete Bianco (perché quasi privo di lettiera) a seguire altre conifere.

Come riconoscerlo:

L’Hydnum rufescens deve il suo nome al caratteristico colore rossiccio del suo cappello, dal latino → rufescens → tendente al rosso.

Lo riconosci facilmente per la sua somiglianza con i Gallinacci, ma soprattutto per il colore rossiccio ed i suoi aculei sotto al cappello, al posto delle lamelle.

La forma è pressappoco quella di un Gallinaccio/Galletto, ma un po’ più corposo e non imbutiforme, con cappello dalle tonalità rossicce, da arancio chiaro-giallognolo ad arancio scuro e persino arancio-rossastro.

Il cappello ha margine involuto, → ovvero ripiegato verso il basso, verso gli aculei, spesso gibbosoovvero con gobbe o protuberanze più o meno regolari, ma soprattutto igrofanoovvero che può cambiare colore col variare dei tassi di umdità, leggermente vellutato con pruinaleggero velo ceroso-opaco.

Possiede aculei al posto delle lamelle, questi risultano assai fragili e facilmente asportabili, corti, adnatiovvero aderenti al gambo, partono da dove finisce il gambo, ma saltuariamente possono anche essere leggermente decorrenti sulla parte terminale del gambo.

Se trovi alcuni Steccherini dal colore più chiaro, giallognolo, giallognolo-rosato-grigiastro, con cappello assai più gibboso e lobato, allora hai di fronte esemplari del cugino Hydnum repandum.

Note – Curiosità:

Non esistono funghi velenosi nel Genere Hydnum, al più potranno risultare amarognoli o del tutto amari, e più facilmente stopposi, coriacei-legnosi, perciò immangiabili.

Pur essendo considerato un ottimo commestibile, lo Steccherino aranciato va cotto a lungo, avendo avuto cura, prima di cuocerlo, di eliminare completamente gli aculei

Questi conferirebbero al fungo un sapore da poco a fortemente amaro. Una cottura breve, o comunque inadeguata, può rendere questo fungo da leggermente a fortemente indigesto con problemi intestinali che alla meglio potranno dare meteorismo o diarrea, alla peggio gastralgie di media durata.

Si presta ottimamente per la conservazione sott’olio, soprattutto nelle composte di funghi.

Nota bene:

Sarebbe buona norma e regola evitare di raccogliere gli Steccherini ponendoli in un cesto senza averli prima, preventivamente ben puliti.

Questi vanno privati della parte terminale del gambo, spesso sporca o ricoperta di terra, e soprattutto vanno privati, direttamente sul posto, degli aculei, così da evitare che questi si infilino ovunque nel cesto, andando anche a ‘sporcare’ eventuali Gallinacci o Porcini raccolti durante l’uscita.

Privare gli Steccherini dagli aculei, direttamente in habitat, ha il benefico scopo di disperdere le preziose spore nel bosco e, siccome queste vanno comunque tolte, tanto vale farlo direttamente sul posto.

Esemplari giovani sono sempre da preferire agli esemplari adulti.

I giovani risultano più carnosi, teneri e saporiti. Gli esemplari adulti diventano progressivamente più amarognoli e coriacei, oltre che indigesti.

L’Hydnum repandum può formare cerchi nei luoghi di crescita, dove raramente fruttifica del tutto isolato.

La fotogallery di Hydnum rufescens o Steccherino aranciato:

ATTENZIONE:

‼Le immagini e le informazioni riportate su funghimagazine.it sono puramente indicative e non possono sostituire l’accertamento effettuato da un professionista. 

NON AFFIDARTI MAI completamente ad una guida on-line o a libri di testo per il riconoscimento di una nuova specie fungina mai raccolta prima, a meno che tu non abbia competenze tecniche micologiche.
Guide, manuali ed articoli descrittivi hanno solo e soltanto scopo didattico.
Esistono centri specializzati presso le ASL (Ispettorati Micologici) o presso le Associazioni Micologiche che sono preposti per il riconoscimento e l’accertamento della commestibilità dei funghi. ‼
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Oppure puoi consultare il sito A.M.I.N.T Associazione Micologica Italiana Naturalistica Telematica, infine, puoi consultare il sito Nuovamicologia.eu-Associazioni Micologiche Italiane.
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Questa scheda è stata realizzata da Angelo Giovinazzo basandosi su ripetute esplorazioni sul campo effettuate nel corso degli ultimi decenni, e su segnalazioni dei lettori di funghimagazine.it

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