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I Cambiamenti Climatici, cosa sono, come si manifestano

I Cambiamenti Climatici, cosa sono e come si manifestano? Grazie ad una giovane ragazza svedese Greta thunberg, oggi parlare di Cambiamenti Climatici non è più un tabù ma, nello specifico di cosa si tratta?

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I Cambiamenti Climatici sono una realtà che non possiamo davvero più ignorare.

Chi di noi nel corso degli ultimi anni non ha sentito parlare di Cambiamenti Climatici? Ma quanti sanno davvero di cosa si tratta?

Riassumendo, ti posso dire che sono all’origine di mutamenti nei cicli della vita sul nostro Pianeta, nella distribuzione delle piogge o della siccità, del caldo o del freddo e quindi anche delle specie animali o vegetali ma, per l’uomo, anche della distribuzione della ricchezza.

Trattando il nostro sito web/blog di tematiche micologiche/fungine, non si può non citare naturalmente anche la distribuzione e diffusione dei funghi.

♥ Ultimo aggiornamento articolo: Maggio 2021

CAMBIAMENTI CLIMATICI

Per poter parlare di Cambiamenti Climatici bisogna che vengano certificate anomalie climatiche evidenti, rispetto alla norma, per almeno un trentennio.

Ma andiamo con calma e vediamo di che cosa si tratta.

COSA SONO I CAMBIAMENTI CLIMATICI?

Per poter parlare di questi famigerati Cambiamenti Climatici, occorre che si verifichino eclatanti mutamenti del clima su vaste aree del nostro pianeta, con interessamento di alcuni o di tutti i parametri ambientali o climatici di riferimento.

Questi parametri sono i valori medi di temperatura, le precipitazioni, la nuvolosità, le temperature degli oceani e delle terre emerse, nonché la distribuzione delle nevi perenni e ghiacci, il tutto con influenza diretta sulla distribuzione e salute di piante e animali.

GAS ED EFFETTO SERRA

Un fragile equilibrio che si mantiene stabile nel tempo, grazie a decine di fattori che interessano la nostra atmosfera che, può modificarsi nel tempo, col variare della quantità dei cosiddetti gas serra in essa contenuti e che, attraverso al cosiddetto effetto serra regolano il flusso di energia trattenuto dall’atmosfera terrestre.

Questi gas contribuiscono perciò a mantenere costanti tutti i parametri climatici, fin tanto che l’equilibrio degli stessi non verrà in qualche maniera modificato.

Secondo il 5° Report sui cambiamenti climatici dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) [fonte accreditata], questo fragile equilibrio si sarebbe rotto a partire dalla metà del XX secolo.




► La comunità scientifica ha infatti decretato che l’azione dell’uomo sul pianeta abbia alterato l’effetto serra

«Il recente riscaldamento del sistema climatico è inequivocabile, e, dal 1950, molti cambiamenti osservati, non trovano precedenti nei pregressi decenni e millenni.

L’atmosfera e gli oceani si sono riscaldati, la massa di neve e ghiaccio è diminuita considerevolmente e il livello del mare è aumentato, mentre le concentrazioni di gas ad effetto serra sono aumentate»

Questo in pratica è quanto scrive questo 5° Rapporto sui cambiamenti climatici dell’IPCC.

IL RISCALDAMENTO GLOBALE DEL PIANETA

Senza dubbio, il Riscaldamento Globale del Pianeta, che in inglese si chiama: Global Warming, è l’esempio più eclatante di Cambiamento Climatico tutt’ora in corso.

Al momento attuale non esistono evidenze scientifiche inconfutabili, che possano dirci con certezza a cosa sia dovuto questo anomalo quanto improvviso riscaldamento del pianeta.

Sappiamo però che la gran parte della comunità scientifica internazionale attribuisce questo anomalo riscaldamento, alle emissioni nell’atmosfera terrestre, di elevate quantità di gas serra, ad opera umana.

Vi sono poi anche altri fattori minori favorenti, ma tutti comunque imputabili all’attività umana.

Di cosa si tratta esattamente?

Che cos’è dunque il Global Warming?
►E’ un apparentemente inarrestabile fenomeno di incremento delle temperature medie della superficie terrestre. Superficie che al momento si surriscalda ad una velocità maggiore rispetto agli oceani.

Secondo la maggioranza dei componenti la comunità scientifica, il fenomeno non è riconducibile a cause naturali, si è riscontrato aver avuto inizio a partire dall’inizio del XX secolo, approssimativamente sin dal 1920.

Anche in questo caso, il 5° rapporto sul clima dell’IPCC ci parla di anomalie climatiche davvero degne di nota.

Durante il periodo 1880~2012 il rapporto indica un aumento medio delle temperature di oceani e superficie terrestre di +0,85°C ma il record di temperatura media globale lo si è raggiunto nel 2014.

Sempre nello stesso rapporto si dice che l’incremento di temperatura media risulta esser molto grave per l’Italia, che si riscalda più velocemente rispetto ad altre terre emerse del pianeta.

Sulla nostra penisola infatti l’incremento di temperatura ha toccato il livello record di +1,45°C nel 2014, rispetto al trentennio 1971~2000.

Rivoluzione industriale e primi aumenti termici

Si potrebbe dire che tutto questo cambiamento ebbe inizio a seguito della Rivoluzione Industriale che, ufficialmente è datata 1870, con l’introduzione nei cicli produttivi di elettricità, prodotti chimici e carbon fossili tra cui carbone e petrolio.

Nel 1892 Rudolf Diesel inventò il motore diesel a combustione interna a gasolio e da lì in poi, la nostra Atmosfera non fu più la stessa. L’immissione in atmosfera di gas inquinanti fu infatti esponenziale ed inarrestabile.

1900/1920 primi aumenti di temperatura media

A partire dai primi anni del 1900, la temperatura media del nostro Pianeta, passò rapidamente da anomalie negative importanti fino ad un tenue  -0,4°C e ad un ancor più lieve valore di -0,2°C.

Fino ai primi del 1920 le temperature rimasero negative, ma da lì iniziò l’inarrestabile risalita fino al valore di 0° raggiunto sul finire degli anni ’40.

Certo all’epoca non si poteva ancora parlare di caldo o di fastidio, anzi, per le popolazioni dell’epoca quel lievissimo cenno di riscaldamento non poteva che esser ben gradito dal momento che, buona parte degli abitanti dei paesi più progrediti fino ad allora faticarono, e non poco, a riscaldarsi o a mettere a frutto l’inefficiente agricoltura, soggetta a continui sbalzi termici, inondazioni, nevicate impreviste, freddo-gelo e le conseguenti carestie che prima di allora, a più riprese, interessarono vaste aree del nostro Pianeta.

Eravamo ai primordi dell’industria italiana ma, nel resto d’Europa le industrie manifatturiere nascevano come i funghi.

Nell’incessante sviluppo dell’industria si iniziarono a sfruttare al massimo le potenzialità dei Carbon Fossili, primi tra tutti i giacimenti di carbone, lignite e petrolio.

LA NASCITA DELLO SMOG




Era il lontano 1905 quando in un articolo presentato ad un convegno sulla salute pubblica si usò per la prima volta il termine inglese Smog, per identificare l‘inquinamento atmosferico dei bassi strati dell’atmosfera.

SMOG è infatti la contrazione tra le parole inglesi smoke = fumo e fog = nebbia.

A inizio secolo, il pianeta era ancora fondamentalmente freddo.

La Piccola Era Glaciale (PEG, in inglese LIA Little Ice Age) era da poco finita.

Gli ultimi anni di fine ‘800 erano stati gli ultimi anni davvero rigidi per tutto l’emisfero Boreale, in particolar modo per il Nord America ed Europa.

Fredde nebbie e strati nuvolosi

Lo smog non tardò ad originare fenomeni meteorologici inediti. I primi fumi di scarico dalle combustioni fossili, ricchi di particolato, iniziarano a favorire la condensazione dei vapori acquei che, mischiandosi alle nebbie, diedero origine ad irrespirabili, maleodoranti ed insalubri fumi neri.

Le grandi guerre mondiali rallentarono poi la produzione industriale e con essa le temperature tornarono a scendere leggermente dopo il picco di calore avvenuto durante i primi anni ’40.

RISCALDAMENTO GLOBALE MODERNO

Tra alti e bassi il clima si mantenne pressoché normalmente fresco o freddo per tutto il periodo post bellico fino agli anni ’70.

Ora la temperatura scendeva fino a -0.1°C, ora saliva a +0°C. Normalissime fluttuazioni.

Negli anni ’70 nacquero persino i primi movimenti ecologici e si iniziò a prendere atto che le continue emissioni di inquinanti nell’aria e nell’acqua avrebbero avuto ripercussioni sulla salute pubblica.

Non solo, ma si comprese anche che l’inquinamento avrebbe potuto modificare la distribuzione e sopravvivenza delle specie vegetali ed animali, uomo incluso.

L’INIZIO DEL RISCALDAMENTO CLIMATICO ATTUALE

Fu nel 1982 che il Riscaldamento Globale del pianeta subì una improvvisa, brusca e mai osservata prima, accelerazione del fenomeno stesso

Dell’inverno italiano del 1981 rimane per molti il traumatico ricordo di un freddo inverno ventoso e senza neve, soprattutto sulle Alpi dove, in alcune località sciistiche gli impianti di risalita non aprirono mai i battenti.

Lo spartiacque tra la predominanza di masse d’aria fredda su quelle calde, ed il passaggio alla predominanza opposta, avvenne proprio durante quell’infausto inverno.

I forti e tempestosi venti da Nord raggiunsero per la prima volta il valore record dei 168 kmh sul Monte Pilatus nei pressi di Lucerna in Svizzera.

Questo valore con l’avvento del Global Warming, è stato più volte superato fino a toccare l’attuale record dei 195 kmh registrato il 3 gennaio 2018 nella stessa località.

Tutto questo a certificare come, la nuova distribuzione delle grandi masse d’aria, non più lungo i Paralleli (Ovest-Est) ma bensì lungo i Meridiani (Nord-Sud), sia in grado di provocare fenomeni meteo estremi come l’appena citata Tempesta Burgling.

La preoccupazione maggiore da parte della comunità scientifica, sta proprio nell’improvvisa accelerazione delle anomalie termiche globali.

RISCALDAMENTO INARRESTABILE




Grafico dell’andamento termico Globale

Cambiamenti climatici, riscaldamento globaleSecondo il 4° Report dell’IPCC, nel XX secolo la temperatura media della superficie terrestre è aumentata di +0.74°C.

I modelli climatici elaborati dall’IPCC indicano per il XXI secolo un potenziale aumento di temperatura compreso tra +1,4 e +5,8°C.

Nel 1982 iniziò la vera impennata delle temperature globali, tutt’ora in atto, l’anomalia termica mondiale tra superfici e mari, per la prima volta arrivò a +0,1°C, già a +0,2 nell’85.

Nel 2003 l’anomalia positiva si attestava a +0,5°C e da lì continuò ad aumentare inarrestabilmente.

La totalità dei nevai presenti sugli Appennini e su gran parte delle Alpi iniziò a regredire fino a scomparire completamente.

Per la prima volta sulle Alpi fu possibile assistere ad intere giornate senza che fosse visibile una sola nube in cielo, fino ai confini dell’orizzonte.

Questa condizione di assenza di nubi, ai giovani d’oggi potrà apparire come una normalità. Prima del 1982 non lo era mai stata. Prima d’allora infatti, poche o tante, ogni pomeriggio sulle zone interne montane, comparivano le nuvole cosiddette ‘ad evoluzione diurna‘ tipiche della condensazione del vapore acqueo durante il pomeriggio.

Spesso questa anomalia, con completa assenza di nubi, si protrasse per più giornate consecutive.

Tutto ciò dovuto ad una progressiva espansione fin sulle Alpi di caldi Anticicloni Africani, a conclamata matrice Tropicale, con livelli di geopotenziale molto alti, se non persino al massimo valore dei 600 dam.

Iniziarono a fondere i ghiacciai più bassi che si ritirarono e la quota delle nevi perenni passò dai 3200~3300 mt ai 3500~3800, mentre oggi appare persino assestarsi attorno ai 4000 mt.

Nel 2018 le webcam d’alta quota del Monte Rosa ci hanno mostrato un anno senza alcuna pioggia presso il rifugio Capanna Margherita in vetta alla Punta Gnifetti. Ciò nonostante, le stesse webcam ci hanno mostrato che le nevi invernali, durante il periodo estivo, si fusero rapidamente al di sotto dei 4000 mt.

Questo nonostante le frequenti nevicate che hanno interessato la vetta più alta del Piemonte.

COME SI MANIFESTA O SI MANIFESTERÀ IL RISCALDAMENTO GLOBALE DEL NOSTRO PIANETA?




Come accennato, una delle manifestazioni più eclatanti dei recenti Cambiamenti Climatici, è la cosiddetta Meridianizzazione della circolazione atmosferica o Flussi Meridiani.

Scambi di masse d’aria calda e fredda avvengono tra Polo Nord ed Equatore con maggior frequenza e rapidità.

Come puoi osservare nella simulazione della mappa 1 di seguito, i Flussi Meridiani hanno preso il sopravvento sulle normali circolazioni tipiche delle nostre latitudini, ovvero del cosiddetto Flusso Zonale della mappa 2 successiva.

Cambiamenti climatici flusso meridiano
Mappa 1 – Simulazione di Flussi Meridiani sempre più frequenti negli anni recenti sul nostro Emisfero, a conclamare gli effettivi Cambiamenti Climatici

Anticicloni a matrice Tropicale diventeranno sempre più aggressivi con masse d’aria molto calde e particolarmente secche, oltre che valori di Geopotenziale molto alti, fino a 600 dam nel cuore di questi stessi Anticicloni [↑mappa 1].

La normalità climatica per le nostre latitudini sarebbe invece rappresentata da Correnti Oceaniche (Correnti Atlantiche) dette Flusso Zonale, così come normalmente accaduto prima degli ultimi decenni [↓mappa 2].

Cambiamenti climatici flusso zonale
Mappa 2 – Simulazione dei cosiddetti Flussi Zonali e delle relative Correnti Oceaniche o Atlantiche

Non solo ma, questi Anticicloni di tipo Tropicale si eleveranno sempre più verso Nord innescando risposte fredde o persino gelide dalle alte latitudini polari verso quelle più meridionali temperate.

La neve sul deserto del Sahara non è più un’utopia

La neve sul deserto oppure anomale ondate di gelo fin sul Nord Africa o fin sul Golfo del Messino sono solo alcuni esempi di eclatanti Cambiamenti Climatici.

Che nevicasse fin sul Sahara è già successo più volte nel corso degli ultimi anni, ed è capitato anche durante le prime giornate di Gennaio 2019, per citare uno degli episodi più eclatanti, ma ce ne sono stati molti altri, senza citare poi il gelo estremo con annesse intense bufere di neve, abbattutesi sul Texas e stati meridionali degli Stati Uniti d’America durante il gelido inverno 2020/2021.

Questo non vuol dire che il Riscaldamento Globale del pianeta è un’invenzione di alcuni scienziati pazzi che vogliono terrorizzare il mondo intero.

Significa che in inverno il Vortice Polare → insieme di Depressioni delle fredde aree nordiche, disturbato da Anticicloni caldi a matrice Tropicale, che si elevano fino in area Artica, genera risposte fredde o gelide → insolite espansioni verso Sud, che possono raggiungere latitudini molto meridionali.

► L’avvezione gelida di fine gennaio 2019 ha portato negli USA temperature glaciali conseguenti proprio ad una “rottura” → “split” del Vortice Polare. Lo stesso è accaduto anche durante l’inverno 2020/2021.

Siccome una rondine non fa primavera, ecco che subito dopo il gelo estremo, tutto torna alla normalità attuale, con la primavera, anzi con la torrida estate, che avanza sul nostro emisfero, aggressiva più che mai. Le giornate di metà febbraio 2019 hanno visto infatti un Anticiclone a matrice Tropicale affermarsi e rafforzarsi gradualmente su tutta l’Europa Occidentale, dopo un breve cenno di inverno.

Pasqua 2021 ha visto un nuovo Anticiclone a matrice Africana portare insolite temperature pre-estive con rapide precoci fioriture primaverili anche al Nord e su buona parte d’Europa, seguite però da una nuova avvezione fredda arginata in campagna, con l’ausilio di fuochi o nebulizzazioni d’acqua tra vigneti o frutteti, per scongiurare la cascola dei fiori.

In questa mappa a cura del Centro Meteo Europeo ECMWF per il giorno 24 Febbraio 2019, è possibile osservare la proiezione relativa ai geopotenziali alla quota dei 500 hpa.

Nota nel colore arancio/rosso scuro, la bolla calda Africana, con gli ANOMALI valori di geopotenziale massimi di 600 hpa, che non dovrebbero assolutamente vedersi in Europa durante il mese di Febbraio.

Cambiamenti Climatici – Mappa Ecmwf a 500 hpa Geopotenziale – 24 Febbraio 2019 in cui è possibile verificare la presenza di scambi Meridiani tra Nord e Sud, con netta contrapposizione tra masse d’aria fredda e masse d’aria calda

Nella mappa sopra↑, puoi verificare come la meridianizzazione della circolazione atmosferica è reale e ben visibile, oltre che imputabile ai cambiamenti climatici ed al Riscaldamento del Pianeta.

Il Vortice Polare [nei colori dal verde al blu/fucsia/viola], si espande da Nord a Sud fin nel cuore dell’Atlantico temperato prossimo all’Arcipelago delle Azzorre. Il caldo Anticiclone Sub-Tropicale [nei colori dal giallo all’arancio/rosso], invece si estende dall’Africa Nord Occidentale fin sulla Scandinavia, anziché estendersi verso Libia ed Egitto, come sarebbe normale che fosse, mentre una lingue fredda [di colore verde], emanazione del Vortice Polare russo, sprofonda con una Depressione fredda fin sul Mar della Sirte e Libia settentrionale.

FENOMENI METEO ESTREMI ALL’ORIZZONTE




Senza voler terrorizzare nessuno, da alcuni decenni a questa parte, la comunità scientifica internazionale ci manda precisi avvertimenti riguardo ai Cambiamenti Climatici e a tutte le conseguenze che questi comportano.

Lo scioglimento delle calotte artiche, dei ghiacciai alpini ed il concomitante progressivo rapido aumento delle temperature, produrranno non solo un innalzamento del livello dei mari ma soprattutto dell’energia presente in atmosfera.

Maggior energia significa aumento dei fenomeni meteorologici estremi, siano essi cicloni, uragani, tornados, alluvioni, siccità, ondate di caldo o ondate di gelo.

La modifica della circolazione atmosferica con alternanze di fenomeni quali El Niño o La Niña, modificherà i pattern climatici (teleconnessioni atmosferiche).

Si genererà il caos oltre che un’accelerazione del ciclo dell’acqua a livello globale ed una modifica dei regimi di piovosità a scala locale.

In pratica, alternanze tra fasi siccitose e fasi alluvionali saranno sempre più possibili se non del tutto certe.

Nel 4° rapporto dell’IPCC si evidenzia come nell’Oceano Atlantico settentrionale, a partire dal 1970, vi sia stato un vistoso incremento nell’intensità dei cicloni tropicali, correlato all’aumento delle temperature superficiali del mare.

CAMBIAMENTI CLIMATICI E FUNGHI




Puoi leggere tutto su questo argomento nell’apposito articolo che trovi su funghimagazine → CLIMA E FUNGHI, I CAMBIAMENTI CLIMATICI ED I FUNGHI.

Per ora ti anticipo solamente che i Cambiamenti Climatici hanno una influenza diretta, non solo sulla distribuzione della vegetazione, degli animali e di noi umani ma, anche e soprattutto dei funghi.

I funghi necessitano di condizioni ambientali costanti, mai estreme e soprattutto tipiche, inquadrabili in temperature tendenzialmente neutre/temperate ovvero, mai troppo calde, mai troppo fredde, con tassi d’umidità dell’aria preferibilmente elevati e piogge non concentrate in brevi ed intensi episodi saltuari ma, ben distribuite sul territorio e nel tempo.

Ondate ripetute di caldo e secco possono spingere i miceli a fruttificare compulsivamente con anche improvvise importanti buttate che, non sono mai il segnale di ricchezza e abbondanza, ma il pessimo segnale che i miceli stessi sono in sofferenza, per tanto compulsivamente e in preda al panico, fruttificano tutti insieme affinché molte spore che i nascenti carpofori distribuiranno sul suolo, potranno schiudersi e vegetare all’indomani di una eccezionale ondata di calore torrido che potrebbe far morire gran parte degli attuali miceli.

Pensaci quando entri in un bosco e ti accorgi che, nonostante il caldo ed il secco, riesci comunque a mettere buone quantità di funghi nel cesto.

► Sappi che in questi casi, il tuo raccolto, potrebbe contribuire gravemente all’estinzione della colonia fungina perché, raccogliendo i pochi o tanti funghi che i miceli saranno riusciti a far nascere, nonostante le condizioni climatiche avverse, impedirai la dispersione delle preziosissime spore, quindi sopravvivenza della specie.

NOI, NEL NOSTRO PICCOLO COSA POSSIAMO FARE?




Rimanere inermi? Certo che no!

Anche nel nostro piccolo possiamo fare qualcosa affinché i Cambiamenti Climatici non ci siano fatali.

Come scrivevano Gino & Michele, “anche le formiche nel loro piccolo s’incazzano“.

Sta a noi, nei nostri piccoli gesti quotidiani, fare qualcosa per non aumentare a dismisura le già elevate emissioni di gas serra, in particolar modo di anidride carbonica.

GRETA THUNGBERG UN ESEMPIO DA SEGUIRE

► Da Wikipedia:

Il 20 agosto 2018 Greta Thunberg, che frequentava il nono anno di una scuola di Stoccolma, ha deciso di non andare a scuola fino alle elezioni legislative del 9 settembre 2018.

La decisione di questo gesto è nata a fronte delle eccezionali ondate di calore e degli incendi boschivi senza precedenti che hanno colpito il suo paese durante l’estate.

Voleva che il governo svedese riducesse le emissioni di anidride carbonica come previsto dall’accordo di Parigi sul cambiamento climatico.

Per questo scopo, è rimasta seduta davanti al parlamento del suo Paese ogni giorno durante l’orario scolastico. Il suo slogan era Skolstrejk för klimatet (Sciopero della scuola per il clima).

COSA FARE NEL CONCRETO

Ricrodati che tutte le azioni citate di seguito hanno un pesante effetto sui Cambiamenti Climatici. Per evitare di produrre inquinanti e sprechi, e quindi che il clima cambi pesantemente a causa di nostri gesti, evitiamo per esempio:

♥ di fare una spesa consapevole, evitando di acquistare prodotti imballati con plastiche ed altri materiali difficilmente smaltibili o riciclabili

♥ il consumismo sfrenato senza alcun senso, solo per appagare i nostri istinti psicologici, magari facendo inutili acquisti compulsivi.

♥ Evitiamo anche di percorrere in auto 60 o più chilometri per andare a fare il pieno di carburante dove questo costa 20 centesimi meno che vicino a casa nostra.

Noi non siamo né grossisti e neppure grandi consumatori che hanno realmente la necessità di fare grandi scorte alimentari, che spesso finiranno poi gettate nella spazzatura perché inutilizzate e nel frattempo scadute. Il risparmio apparente, non solo andrà perso in consumo di carburante nello spostamento, ma ci tornerò indietro sotto forma di metalli pesanti, particolato ed altri inquinanti che emettiamo in atmosfera.

♥ Se possibile, evitiamo di acquistare prodotti che devono giungere dall’altro capo del mondo.

Ti sei mai reso conto di quanta energia occorra sprecare affinché il nostro acquisto possa attraversare l’intero pianeta? Acquistando per esempio in Cina, non solo sottrarrai posti di lavoro al territorio, e magari pure a te stesso perché farai chiudere le fabbriche locali, ma aumenterai anche l’inquinamento prodotto per il trasporto del bene stesso, probabilmente anche futile.

Siamo sempre consapevoli dei nostri gesti

I Cambiamenti Climatici possono esser causati anche di una lampadina lasciata inutilmente accesa per ore ed ore. Questo stupido gesto, non solo ci costa in termini di bolletta energetica, ma anche in termini di consumo di energia e di inquinamento, creato per poter alimentare questa lampadina inutilmente accesa.

♥ Riciclare il maggior quantitativo possibile dei nostri rifiuti, conferendoli in maniera corretta negli appositi contenitori, è per noi oggi un autentico dovere.

Evitare di abbandonare nei boschi rifiuti di qualsivoglia natura, ma soprattutto di gettare in mare rifiuti e plastiche che impiegheranno centinaia di anni a degradarsi.

Ci sarebbero dozzine o persino centinaia di altri buoni esempi di comportamenti, per evitare di inquinare ulteriormente il pianeta, ed aggravare progressivamente il riscaldamento del pianeta.

Uno su tutti però, mi preme di ricordartelo, prima di chiudere questo articolo.

Ricordati sempre che hai un diritto inalienabile che per fortuna nessuno ti può togliere, finché non ci troveremo in un regime totalitario.

Il diritto al voto

Il diritto di far sentire la tua voce e di imporre le tue idee.

Ricordati che possono dipendere dal tuo voto le scelte economiche, politiche ed ambientalistiche, il freno ad alcune lobbies di pensiero, politiche o economiche, ma soprattutto la lotta o meno ai Cambiamenti Climatici.

Hai nelle tue mani il diritto di incazzarti come le formiche.

Non fartelo sottrarre di mano.

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