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I cinque sensi per connettersi al Regno Fungi

Attraverso i cinque sensi l'uomo percepisce molte sensazioni

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In questo articolo “i cinque sensi per connettersi al regno dei funghi” ti spiego come ci si prepara ad una immersione nei boschi alla ricerca dei funghi.

Quando si decide di andar per funghi, già dal momento in cui lo si pensa, il nostro cervello si prepara a farlo.

Si connette al Regno Fungi

Se l’uscita è prevista per il giorno dopo, la notte prima, i nostri sensi si placano.

L’olfatto, la vista, il gusto, l’udito e il tatto si riuniscono e discutono tra di loro sperando in una raccolta abbondante, gustosa, profumata e sognano.

L’alba è vicina e ci si sveglia di soprassalto proprio come succede quando dobbiamo alzarci presto per un impegno preso con qualcuno che ci piace, che ci dà emozione, fremito, pace.

Ci si veste, ci si copre e si esce di tutta fretta.

Il freddo della notte sta scivolando nell’ombra del sole che riscalda e illumina ogni organismo vivente e non, di questo e di tutti gli altri mondi che bacia e brucia.

La macchina è accesa, il cesto già pronto nel baule, come quel bastone che hai trovato un giorno della tua vita, che ti aspettava vicino ad una quercia, forse lasciato lì da qualcuno, apposta… per te.

La radio diffonde nell’auto la canzone “vento nel vento” di Lucio Battisti, quasi lo sapesse, note che si accompagnano all’ipnotica strada che corre verso la meta.

Il bosco è vicino e ci aspetta

Sei arrivato.

Il sole è all’orizzonte pronto per il suo continuo percorso illusorio…

La terra gira intorno al sole mentre la luna la rincorre o la precede, non si sa, mentre ancora ci illudiamo che tutto giri intorno a noi.

Entriamo nel Bosco e torniamo bambini.

La caccia al tesoro ha inizio, senza mappa ma solo con un mare di speranza ed un cestino che ci segue.

Un occhio al sole, per non rischiare di finire nella casa di Hansel e Gretel.

Senza poter ritrovare la strada di casa, un occhio alla terra per non scivolare nella tana del bianconiglio.

Attenti a non far rumore, a lasciare i vizi in auto sul sedile anteriore, attenti al lupo che non si sa mai si svegli, e al cinghiale e ai suoi preziosi cuccioli…

Attenti al cacciatore che vuole uccidere…

Vigili ad ogni passo come Lemuel Gulliver a Lilliput.

La vista è la prima a percepire ogni leggero rigonfiamento delle foglie, ogni diversa colorazione che si presenta.

Attenta ma si distrae appena il tatto raccoglie il piccolo tesoro che gli è apparso dal nulla.

L’olfatto vuole partecipare da subito a quella ricerca sognata la notte prima.

Annusa un profumo conosciuto che non trova, se non nel suo ricordo, mentre si risveglia l’olfatto animale.

Anche l’udito vuole partecipare e si concentra sul ritorno a casa, ai rumori del corpo, ai suoni e melodie degli uccelli o al sordo boato di un fucile.

Il gusto è l’ultimo a godere di quella ricerca.

Lui sa che sarà premiato e sarà il primo a saperlo, e ridendo degli altri sensi aspetta il suo momento.

L’universo sotterraneo è ovunque e si sente all’istante, nel bosco, in un prato, sulla sabbia che accarezza il mare

Si sviluppa infinito e spontaneo e come una fitta rete cablata che collega il mondo al microchip “naturae” comandato da un Dio che si diverte ad hackerare il mondo.

Questo microprocessore è inserito in ogni organismo vivente, nell’angolo più oscuro della materia celebrale e vive e si connette cablato.

Sotto i piedi o le zampe, o i corpi striscianti, e attraverso quello che i filosofi chiamano il pensiero, come una connessione wifi.

Nel suo senso micologico, la raccolta genera un senso di riflessione benevola per il mondo naturale che ci circonda in quel momento.

Non siamo più avvoltoi in un mondo di plastiche, metallo e sentimenti sintetici, siamo nel Regno Plantae, porta d’accesso al Regno Fungi, noi padroni arroganti del Regno Animalia.

Dovremmo guardare i funghi come si guarda un’opera d’arte e non come si guarda un piatto gourmet.

Questo ci aiuterebbe ad apprezzarne la forza è l’unicità di queste innumerevoli creature, il loro senso, il loro scopo.

Guardarli li, mentre hanno la loro vita, ripetendo silenziosi sempre lo stesso processo di sviluppo, crescita e morte

Perfetti come è perfetto il software che li gestisce, come l’algoritmo che, grazie a loro, genera vita da sempre su questo nostro mondo.

Questo Regno, accogliendomi, mi da la stessa grazia di quando vedo una ballerina volteggiare.

Quando guardo il risultato di un gesto, un gesto naturale, una carezza, una stretta di mano.

Di un artista quando impugna una matita e su un foglio bianco, due oggetti comuni crea un mondo di pistole e frecce, di giustizia sociale e di speranza.

Penso ad un musicista che sfiorando le corde o pigiando tasti o colpendo pelli di tamburo crea la colonna sonora che decido entrerà a far da sfondo alla mia vita.

Come quando scrivo o come quando leggo.

Quando scrivo e poi rileggendomi, mi accorgo di aver fermato il mio pensiero.

In un cestino pieno di funghi prima, pieno di amore adesso.

«I cinque sensi per connettersi al regno Fungi»

di Marcello Palmisano Micologo @funghimagazine.it
albo nazionale micologi n. 2240

Pagina Facebook Associazione Micologica Valle d’Itria

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A spasso tra le cellule che daranno vita ai funghi

MicoZen, il giusto approccio alla Micologia

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