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I funghi di Ottobre, Boom di Porcini e molti altri funghi

Funghi di Ottobre. Dopo le prime buone nascite di Settembre, di norma, il mese di Ottobre è in assoluto il mese delle grandi nascite di funghi Porcini ed il miglior periodo vegetativo per decine di altri funghi commestibili

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I FUNGHI DI OTTOBRE – Calendario dei funghi

I funghi di Ottobre @funghimagazine.it

I funghi di OttobreIl mese di Ottobre, da sempre, è considerato in Italia, il mese dei funghi per eccellenza. Funghi che amano umidità e pioggia; funghi che amano terreni leggermente umidi e senza ristagni d’acqua; funghi che quasi miracolosamente nascono tra prati e cespuglietti, persino sul legno.

Ce n’è per tutti i gusti. I funghi che già avevano iniziato a vegetare in estate, diventano meno abbondanti, ma ancora in buona parte rinvenibili. Quelli invece tipicamente autunnali si fanno sempre più abbondanti, naturalmente però, clima permettendo.

Già, perché in epoca di Cambiamenti Climatici, non bisogna dar nulla per scontato riguardo al clima e quindi anche riguardo alle nascite dei funghi.

L’ANDAMENTO CLIMATICO DI OTTOBRE

I funghi di Ottobre

Ottobre di norma è il primo mese freddo dopo l’estate. In località montane e alto collinari del Nord Italia si accende già il riscaldamento in casa ed entro la fine del mese, si accendono i termosifoni anche in Pianura Padana.

Quella che è stata una consuetudine per diversi decenni però, oggi potrebbe non esser più valida.

Gli Anticicloni d’origine Africana possono ancora influenzare pesantemente il clima di questo mese di transizione tra gli ultimi caldi ed i primi freddi.

Esiste un termine specifico per definire gli ultimi sbuffi caldi d’Ottobre, preso a prestito dal vocabolario, anche se per un utilizzo un po’ improprio. Le Ottobrate romane erano le gite fuori Roma che si svolgevano durante il mese d’Ottobre, quando le condizioni atmosferiche si rivelavano particolarmente favorevoli.

Oggi, per estensione, si usa definire Ottobrata qualunque vampata di calore fuori stagione, nella fattispecie, gli Anticicloni che hanno ancora carattere caldo, e non quello tipico del periodo, quando i primi freddi notturni dovrebbero favorire la formazione di freddi strati nebbiosi e conseguenti progressive diminuzioni termiche anche diurne.

Va’ da sé perciò che, in base all’andamento climatico mensile, potranno prevalere i funghi estivi su quelli autunnali, se il caldo si attarda oltre tempo. Viceversa con freschi o freddi prevalenti, diventeranno prevalenti i funghi autunnali e persino i primissimi funghi invernali.

I FUNGHI DI OTTOBRE – BOOM DI FUNGHI PORCINI

I funghi di Ottobre – I funghi PORCINI

Ottobre di solito è il mese del RE dei funghi. Il Porcino.

Non si capisce come e perché ma, in Italia i cercatori di funghi sembrano tutti ammaliati, se non del tutto persino ossessionati, dai funghi Porcini.

A causa di “posti buoni da funghi Porcini” tenuti nascosti ai propri amici, o a causa di ritrovamenti tenuti segreti, si sono viste rompere amicizie pluriennali. Succede anche questo.

Grazie al ritorno delle piogge dopo la lunga fase estiva che, di norma di piogge al Centro-Sud dovrebbe dispensarne ben poche, gli attesissimi funghi Porcini si fanno sempre più frequenti e democraticamente distribuiti su tutto il territorio nazionale.

Un tempo le nascite dei funghi Porcini rispettavano modalità e tempi facilmente prevedibili → vedi Il Calendario dei funghi Porcini primavera-estate o Il Calendario dei funghi Porcini autunno-inverno.

Oggi non ci si capisce più molto. Prima dell’attuale crisi climatica, i Porcini rispettavano cicli riproduttivi piuttosto ripetitivi…

I Porcini edulis iniziavano a vegetare nelle Abetaie del Trentino e Valle d’Aosta sin dal mese di Agosto. Diventavano più comuni e abbondanti durante il mese di Settembre quando, oltre alle Abetaie, iniziavano ad abbondare anche nelle Faggete alpine, per poi iniziare a vegetare anche in collina e piano durante il mese di Ottobre quando, cessavano di nascere nelle Faggete e comunque in qualunque bosco posto al di sopra dei 1200/1300 metri, tranne che in Calabria e Sicilia settentrionale dove, in montagna continuavano a vegetare fino ai primi freddi di Novembre.

I Porcini estivi (Boletus reticulatus o Estatini) continuavano a nascere sulla coda degli ultimi calori estivi in Pianura Padana, divenendo più rari in collina e assenti in montagna al Nord, con ancora buone nascite al Centro-Sud, tranne che alle quote più elevate.

I Porcini Neri (Boletus aereus) a Ottobre diventavano quasi introvabili al Nord, nelle poche aree termofile adatte, per lo più in prossimità di vigneti, diventando invece più abbondanti al Centro-Sud a seguito di importanti piogge.

Infine i Porcini Rossi (Boletus pinophilus), dopo le fioriture in alta montagna durante i mesi estivi, si abbassavano di quota, regalando un boom di nascite nelle colline del Nord, sull’Appennino Settentrionale ed in Sila.

Questa era pressappoco la consuetudine passata. Ma oggi?

I FUNGHI PORCINI NELL’ERA CLIMATICA ATTUALE

I Funghi di Ottobre

I funghi di Ottobre
I funghi di Ottobre – Bel quadretto di funghi Porcini di Ottobre – PH@Nichilas Ligori

Come dice il titolo di questo articolo, il mese di Ottobre può ancora regalare veri e propri boom di funghi Porcini anche se, attualmente, è facile che nascite massicce si verifichino in aree ristrette-circoscritte e non più estese come avveniva un tempo.

Come ho ampiamente spiegato in alcuni articoli presenti sul sito → leggi per esempio Aggiornamento meteofunghi 30-09-2021 – Funghi Porcini sì oppure no? piogge troppo intense/violente, possono dilavare i suoli, asportando intere porzioni di lettiera, azoto-carbonio, spore, micelio che poi si vanno ad accumulare nei pressi di ostacoli quali bastoni, rami, tronchi, radici, pietre, massi, sentieri o strade.

Ne consegue perciò che, soprattutto nei canaloni, su pendii molto ripidi dove l’acqua dilava maggiormente, o dove piccoli o grandi corsi d’acqua esondano, si creino questi ‘spot‘ in cui i funghi nascono in gran quantità, come da foto, per un limitato periodo di tempo.

Chi ha la fortuna di imbattersi in questi ‘punti anomali‘ può davvero pensare di trovarsi nel bel mezzo di un boom di nascite.

Viceversa, chi si ostina a cercar funghi in posti in cui l’acqua piovana caduta con troppa veemenza ha letteralmente ‘lavato‘ il suolo, non potrà che constatare che non nasce un bel nulla.

Questo perché l’acqua che ‘lava’ il suolo, asporta spore e soprattutto nutrienti indispensabili, quali azoto e carbonio, oltre che diversi altri sali minerali superficiali.

Non dimentichiamoci poi che una pioggia copiosa caduta nel volgere di poco tempo, ancor peggio se accompagnata anche da grandine, anziché penetrare nel suolo, schiaccia la lettiera, la comprime e crea asfissia a contatto col suolo rendendo la vita difficile ai miceli che in quelle porzioni di lettiera dovrebbero essere più prolifici.

A soffrire maggiormente per queste avversità sono i classici Porcini di montagna, ovvero i Porcini edulis, quindi i Porcini di Faggeta.

Leggermente più resistenti i Porcini rossi, i Porcini estivi e ancor di più i Porcini Neri.

Tra l’altro questi ultimi due, in caso di necessità, sono persino in grado di fruttificare in zone che hanno subito un pregresso allagamento.

Se un tempo si cercava i boschi in cui era piovuto molto, oggi si deve andare a scovare quelli in cui è piovuto sì, ma possibilmente non esageratamente, senza tempeste simil-tropicali e grandinate, con piogge contenute e spalmate in più episodi su diversi giorni

I FUNGHI TIPICI DEL MESE DI OTTOBRE

I funghi di Ottobre

Al di là dei funghi Porcini, i funghi che durante il mese di Ottobre possono deliziare la nostra vista e palato sono davvero tanti. Ancor più numerosi se si considerano anche i funghi tossici o non commestibili.

Tolti i Tartufi che fanno scuola a sé, a Ottobre è possibile trovare la gran parte dei funghi commestibili noti.

FUNGHI LIGNICOLI TIPICI DI OTTOBRE

I funghi di Ottobre

Su legno, sia vivo che morto, abbondano dopo adeguate piogge, sia le Lingue di Bue (Fistulina epatica) [che, a detta di alcuni è un ottimo fungo da mangiare crudo in insalata, ricchissimo di Vitamina C], che le ottime e sempre rigogliose Grifole o Fungo Reale (Grifola frondosa) che, a ragione o torto, è oggi considerato, oltre che un ottimo fungo da conservare sott’aceto o sott’olio, anche un fungo curativo.

Altri funghi liginicoli commestibili tipici del periodo sono poi il Chiodino estivo o Chiodino senza anello (Armillaria tabescens) che però dall’arrivo dei primi freschi o freddi, sparisce gradualmente per lasciar posto al Chiodino invernale o Famigliola buona (Armillaria mellea), arrivano prepotenti e sempre più abbondanti, con l’aumentare delle piogge, anche i primi ottimi Piopparelli o funghi Pioppini (Cyclocybe cylindracea).

Dalle indubbie proprietà farmacologiche, considerato in Cina un vero e proprio toccasana, panacea per tutti i mali, anche Ganoderma lucidum vegeta sia su detriti legnosi che su legno morto o vivo. In questo periodo dell’anno lo si può trovare facilmente in boschi planiziali, meglio in ambienti igrofili.

Lignicolo pure il fungo Orecchione o Gelone (Pleurotus ostreatus) che ora diventa assai più comune e abbondante a seguito di ripetute piogge, le cui proprietà anti-colesterolo sono note da tempo. Se poi alle ripetute piogge si aggiunge anche un po’ di freddo, allora nelle campagne del Centro-Sud, in presenza di cespuglietti di Ferula o Eryngium ecco arrivare il gemello ‘diverso’ del Gelone, ovvero il fungo Cardoncello (Pleurotus eryngii e simili).

Il Fungo orecchia di Giuda (Auricularia auricula-judae) da Settembre diventa più comune, poi a Ottobre facilmente rinvenibile fino ai primi geli invernali, preferibilmente su Sambuco e Pioppo, ma anche su Robinia pseuodo-acacia e altre latifoglie, è uno strano fungo che in molti pensano di non aver mai assaggiato ma, chi frequenta ristoranti cino-giapponesi, l’avrà inconsapevolmente mangiato in molti piatti insaporiti con questo fungo.

Infine un altro fungo lignicolo che genera grande apprezzamento all’estero, meno in Italia, è il fungo “Gallo dei Boschi” [tradotto dall’Inglese Cicken of the woods] laetiporus sulphureus . In Italia molto apprezzato in Sicilia dove, soprattutto nel Siracusano e Ragusano ha una tradizione culinaria millenaria perché fungo tipico del Carrubo (Ceratonia siliqua), abbastanza raccolto e apprezzato, anche in Calabria, Basilicata e Puglia dove il Carrubo è comunque ugualmente ben presente. Nel resto d’Italia si associa facilmente a quasi tutte le latifoglie.

ALTRI FUNGHI TIPICI DEL PERIODO

I funghi di Ottobre

Tra i tanti, i vari tipi di Sarcodon, tra cui il Sarcodon imbricatus che è abbastanza simile al più noto Piede di Capra (Albatrellus pes-caprae, ora Scutiger pes-caprae), tipico di questo periodo in boschi di Castagno, Pino o misti Pino-Castagno, poi verso fine mese anche di Quercia, ed Albatrellus ovinus. Tutti e tre buoni o ottimi commestibili.

Ci sono poi i funghi adnati, ovvero provvisti di aculei al posto delle lamelle, tra cui Hydnum repandum o Steccherino dorato e Hydnum rufescens o Steccherino rosso.

Numerosissimi i funghi provvisti di lamelle, nei boschi del Triveneto sono frequenti i rari (nel resto d’Italia) Gomphus clavatus, abbondano dove c’è moltissima umidità-acqua le ottime Trombette dei Morti (Craterellus cornucopioides) mentre, a partire dal più fresco Triveneto, per poi diventare comuni anche nel resto dei monti alpini e solo verso fine mese nel resto d’Italia, le profumatissime Finferle (Craterellus lutescens), spesso anticipate dal gemello ‘diverso’ un po’ meno profumato ma comunque apprezzabile Craterellus tubaeformis.

I funghi Galletti-Gallinacci-Finferli diventano sempre più rari al Nord, salvo in ultime sacche miti, proseguendo la loro fruttificazione al Centro-Sud, soprattutto lontano dai monti.

Ci sono poi le Ramarie o Ditule ma, data la complessità dell’argomento, essendo che molte di queste varietà sono non commestibili o persino altamente tossiche, eviterò di parlarne dal momento che sto descrivendo i funghi commestibili più tipici del periodo.

Le Russule sono ancora abbondanti, tanto in montagna, quanto al piano ma se le Russule estive iniziano a destare minor interesse, diventano particolarmente apprezzate al Centro-Sud le Russule del genere Hygrophorus, in particolar modo Hygrophorus penarius (Lardaiolo bianco) e Hygrophorus russula (Lardaiolo vinato). Funghi questi che diverranno più abbondanti con i primi rigori invernali → leggi “Andar per funghi in Inverno” per approfondire.

Da molti apprezzati e normalmente consumati anche gli Imbutini (Clytocibe gibba) ed i simili ma più voluminosi Infundibulicybe geotropa.

Dai colori violacei e particolarmente visibili (e/o poco invitanti) le Laccarie (Laccaria amethistina) o fungo delle Vigne sono commestibili con qualche sospetto di disturbi gastro-intestinali. Ugualmente viola il Cortinario viola la cui commestibilità è certificata ma ritenuto di scarsissimo valore per via della sua consistenza. Qualcuno dice sia ottimo per colorare di viola il risotto cui dona un sapore particolare.

A Ottobre diventano poi comuni anche i Tricholomi e, Morette (Tricholoma terrreum) e Cicalotti (Tricholoma portentosum) sono decisamente i più apprezzati.

Sempre più comuni, sin da quando le piogge si fanno più frequenti con primi freddi notturni, anche i funghi di Santa Caterina (Lepista nuda). Tossico da crudo, va consumato solo dopo adeguata-lunga cottura.

Non segnalati nella tavola illustrativa ma comuni in questo periodo anche le Gambesecche (Marasmius oreades), particolarmente comuni nei prati dove si presentano spesso a mezzaluna, cerchi, zig-zag, fila indiana. Diventano particolarmente frequenti dopo piogge fredde.

Mazze di Tamburo. In questo periodo ce n’è in sovrabbondanza. Evito però di parlartene fin tanto che non avrò avuto modo di pubblicare un apposito articolo in cui ti spiegherò che sono i funghi più pericolosi delle radure boschive perché responsabili del maggior numero di intossicazioni o avvelenamento da funghi, dal momento che spessissimo vengono confuse e scambiate per funghi tossici o velenosi che gli somigliano. Tra Macrolepiota, Lepiota, Leucoagaricus, Chlorophyllum e Agaricus c’è da sbizzarrirsi nel fare confusione e rischiare la lavanda gastrica o peggio.

Anche i citati funghi del genere Agaricus sono ora comuni, soprattutto nei prati dopo la pioggia, inutile dire però che non vanno raccolti se non li si conosce perfettamente. Così come le Mazze di Tamburo (e tutti gli altri) prima di metterli a tavola si raccomanda rigorosamente di farli vedere ad un Ispettore Micologico ASL o Micologo.

Sempre nei prati, ma solo dove c’è molto concime naturale, legno o segatura in decomposizione, sterco-letame e ottima umidità potresti imbatterti in tappeti di funghi bianchi molto delicati perché si deteriorano rapidissimamente. Non durano che un paio di giorni poi diventano liquefatti producono un liquido nero. Sono i funghi Coprini (Coprinus comatus). Da raccogliere e consumare solo e soltanto se completamente bianchi.

AMANITE & BOLETI

I Funghi di Ottobre – Amanite e Boletacee

Le Amanite rimangono funghi comunissimi anche ad Ottobre. Le note ed apprezzate Amanita caesarea o Ovolo reale diventano sempre più comuni e come puoi leggere nel mio articolo → Le Spie dei Porcini, il fungo Spia, sono pure un ottimo indicatore per le ‘buttate‘ / ‘bollate‘ di funghi Porcini. Quando gli Ovoli Reali fanno la loro comparsa, i funghi Porcini sono già adulti e in via di esaurimento. Se nel bosco ci sono molti di questi funghi, allora i Porcini saranno sicuramente più rari o già non più presenti.

I Lattari sono poi i funghi che da ora fino ai primi rigori dell’inverno saranno sempre presenti e pure abbondanti, soprattutto nelle varie Conifere.

In zona Boleti, oltre ai funghi Porcini, da segnalare nel mese di Ottobre i profumatissimi Boleti Lanmaoa fragrans, non da tutti conosciuti ma impareggiabili per profumo, soprattutto una volta essiccati.

Ancor sempre comuni anche i vari Pinaioli-Pinaroli-Castagnini-Laricini dei generi Xerocomus, Xerocomellus, Suillus, Suillellus (Suillus grevillei), poi i Pinaioli del genere Imleria (Imleria badia), i Boleti dal piede rosso (Neoboletus erythropus e N. luridiformis), vari Butyriboletus (B. fechtneri e B. regius), infine ti segnalo gli affini funghi Porcinelli o Leccini / Leccinum / Leccinellum che si distinguono per il colore prevalente del loro cappello in Leccini rossi, Leccini grigi o Leccini neri con menzione a parte per il Leccinum lepidum / Leccino Invernale tipico dei caldi boschi mediterranei.

Per chiudere, un fungo che a detta di molti è eccellente nel risotto, cui non conferisce alcun colore essendo di colore bianco candido e da raccogliere e consumare solamente se la sua carne rimane rigorosamente bianca, il Lycoperdon (L. perlatum, L. pyriforme, L. utriforme).

Simili al Lycoperdon utriforme, nei prati ancora rinvenibili i funghi globosi-sferici Calvatia gigantea → Langermannia gigantea, Calvatia excipuliformis e C. candida.

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