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I funghi nell’era del Coronavirus Covid-19

La Natura si risveglia dal lungo letargo invernale ma il Coronavirus Covid-19 ci costringe tutti a casa, occasione giusta questa per riflettere su tutti gli sbagli che l’uomo moderno sta facendo ai danni del nostro Pianeta

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É TEMPO IN ITALIA DI PRIME NASCITE DI FUNGHI MA ANCHE DI FARE I CONTI CON IL CORONAVIRUS COVID-19

Ammettiamolo, chi di noi non si sta disperando nell’aprire le finestre di casa e sentire il bel tepore primaverile che riscalda le ossa e gli animi, ma non può far a meno di rattristarsi non potendo uscire di casa?

Questi sono mesi cruciali per tutti noi che usciamo dal lungo letargo invernale che, nella maggior parte dei casi ci ha tenuti distanti dalla natura, o comunque dai nostri amati boschi.

Che ci piaccia o meno, consapevolmente o inconsciamente, tutti noi subiamo le influenze dirette della natura.

Veder le piante fiorite che, giorno dopo giorno si risvegliano facendo ingrossare ed aprire le proprie gemme fogliari, fa risvegliare in noi il nostro bisogno di natura, di aria aperta, di luce, di sole, di tornare a vivere.

Purtroppo però quest’anno dal torpore invernale si è risvegliato anche un pericolosissimo Virus che sta disseminando panico e morti in tutto il nostro pianeta.

Un virus che, i soliti ingenui, complottisti e creduloni, preferiscono attribuire a questo o a quello, responsabili di aver impropriamente gestito una sperimentazione, o deliberatamente creato un virus per annientare fantomatici nemici.

A noi umani piace conoscere sempre per nome e cognome il nostro nemico, così da sapere da chi doverci guardare le spalle e, quando il nemico non lo troviamo, ne costruiamo uno nella nostra mente, per sentirci più tranquilli.

La verità è che il vero nemico siamo noi stessi

Tutti noi, tutti insieme, con i nostri comportamenti ma soprattutto con i nostri stili di vita, siamo responsabili del Coronavirus e quindi implicitamente del nostro destino.

Che ci piaccia o meno, è da anni che la Società Meteorologica Internazionale, per voce dei più grandi scienziati che si occupano di Climatologia, ci mette in guardia circa gli effetti dannosi che, il procrastinarsi di stili di vita sbagliati, avranno sul nostro futuro.

L’OMM, Organizzazione Mondiale della Meteorologia in inglese IMO, esiste dal 1873. Dal 1950 è diventata un’agenzia delle Nazioni Unite (ONU) con sede a Ginevra in Svizzera. L’OMM è stata coinvolta nella creazione del Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC), oltre all’istituzione della Global Atmosphere Watch (GAW), un’agenzia che ha il compito di sorvegliare lo stato di salute della nostra Atmosfera.

Ogni grande Stato sul nostro Pianeta ha una sua Agenzia Meteorologica Nazionale, l’Europa ne ha persino una cui aderiscono la gran parte degli Stati membri del nostro Continente, ECMWF con base in Italia a Bologna presso il CNR. ECMWF significa: European Center Medium Weather Forecast, ovvero: Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a medio termine.

L’AEA Agenzia Europea dell’Ambiente è poi il centro dati dell’Unione Europea sulle emissioni di gas a effetto serra. L’Agenzia gestisce anche una banca dati relativa alle politiche e alle misure di mitigazione del cambiamento climatico.

Tutte queste Agenzie o Organizzazioni, e molte altre ancora, studiano il Clima e l’impatto che questo avrà sulla nostra vita futura.

Il Clima del nostro Pianeta, ed i Cambiamenti Climatici in atto, dovrebbero essere temi che interessano l’intera popolazione mondiale e non soltanto scienziati, lavoratori di Agenzie Meteorologiche-Climatiche, esperti o semplici meteo-appassionati.

Purtroppo però lo studio del Clima, ma soprattutto la presa d’atto che il Clima sta cambiando ad una velocità che non si era mai vista prima, non appassionano particolarmente l’uomo di strada che si sente frustrato o angosciato nel constatare come realmente stanno le cose.

Non da meno, i politici che rappresentano l’uomo di strada, sembrano per lo più ciechi di fronte agli studi, e sordi rispetto agli appelli che arrivano dalle grandi Agenzie Internazionali che studiano il Clima.

Ci sono in ballo enormi interessi economici che potranno mutare, col mutare dei Cambiamenti Climatici e delle nostre abitudini.

I grandi produttori e distributori di minerali fossili e di energia da essi derivanti, che attualmente detengono la stragrande maggioranza della ricchezza mondiale, potrebbero perdere il loro strapotere se queste fonti d’energia venissero improvvisamente abbandonate.

Ecco allora la necessità di creare dibattiti ed opinioni intese a farci credere che i Cambiamenti Climatici sono una esagerazione da parte di una certa setta di Scienziati allarmisti o al soldo di chi sta creando o sviluppando nuove fonti di energia.

Eppure non occorre essere scienziati per potersi fare una propria opinione, realistica ed inoppugnabile, circa la reale esistenza dei Cambiamenti Climatici e degli effetti che questi già hanno e continueranno ad avere in maniera sempre più esponenziale sulla natura e sulla vita umana.

La nostra Atmosfera si è surriscaldata sempre più, a partire dall’avvento della Rivoluzione Industriale sul finire dell’Ottocento, e questo riscaldamento non è stato causato da una maggior esposizione o avvicinamento del nostro Pianeta al Sole, ma da un progressivo aumento delle emissioni inquinanti ad Effetto Serra, come vapori acquei, fumi, aerosol, polveri sottili ed altri inquinanti vari, emessi in Atmosfera attraverso ciminiere, comignoli e tubi di scarico di mezzi di trasporto che, nel corso degli ultimi due secoli sono aumentati in maniera esponenziale.

Oggi è già possibile che il numero di automobili o altri mezzi di trasporto in circolazione, abbia superato il numero di animali selvatici presenti sul nostro Pianeta.

Ma torniamo ai dati di fatto, alle realtà inoppugnabili

Chi è prossimo ai cinquant’anni d’età, avrà senz’altro avuto modo prima del 1981, di constatare come gli inverni fossero più cruenti, lunghi e gelidi, e come i monti rimanessero ininterrottamente innevati da Novembre a fine Aprile. La neve cadeva anche nelle città padane ed appenniniche, e spesso vi rimaneva al suolo per lunghe settimane, se non del tutto per alcuni mesi.

Oggi anche in Italia esistono Reti Meteorologiche Regionali o Private che da almeno un lustro, se non del tutto da uno o due secoli, registrano l’andamento climatico della gran parte del nostro territorio nazionale, ed a queste si sono aggiunte anche le misurazioni satellitari, rese possibili dall’avvento dell’era dei Satelliti Meteorologici.

Le Società Meteorologiche Nazionali ed Internazionali, ed in particolar modo l’IPCC Intergovernmental Panel of Climate Change (Agenzia intergovernativa dei Cambiamenti Climatici) monitorano i dati provenienti dalle Stazioni Meteo di terra, acqua e cielo, di tutto il Pianeta, aggregandoli in gruppi trentennali, che rappresentano una base di studio sull’andamento Climatico del nostro Pianeta.

Pur ammettendo l’assurdo, che le grandi Società Meteorologiche Internazionali possano aver in qualche modo falsato alcuni dati per giustificare la presenza dei Cambiamenti Cliamtici e del Riscaldamento Globale del Pianeta, è assolutamente impensabile che tutte le Stazioni Meteorologiche di terra, pubbliche o private che siano, registrino e trasmettano quotidianamente dati irreali perché volutamente gonfiati per eccesso.

I dati delle locali Stazioni Meteo sono oggi alla portata di tutti. Ogni Stazione Meteo locale che aderisce al NOAA National Oceanic and Atmospheric Administration archivia e rende pubblici i propri report climatici mensili aggregati in un file NOAA.txt che viene generato automaticamente e che può esser letto da chiunque sappia usare internet per scopi culturali, e non per banali scopi ricreativi o di intrattenimento sessuale.

Dalla lettura dello storico di queste Stazioni Meteo, a norma OMM, WMO, NOAA, si può appurare, senza possibilità di contestazioni, come le temperature dell’aria su base mensile o annuale, si siano sempre più innalzate, anche a livello locale e questo innegabile andamento lo si può riscontrare nel grafico adattato dal UK Hadley Centre, combinando i dati di terra e degli Oceani. Grafico che ricalca l’esatto andamento registrato da ogni altro Centro Studi.

Grafico del Riscaldamento Globale del Pianeta
Il Grafico del Riscaldamento Globale del Pianeta elaborto dal UK Hadley Centre

Non c’è grande scienziato o grande politico che possa contraddire questi dati inoppugnabili, così come inoppugnabile è la constatazione che le nostre Alpi sono sempre più prive di neve, i ghiacciai si vanno ritirando anno dopo anno, e l’unico Ghiacciao/Nevaio presente in Appennino, il Ghiacciaio del Calderone del Gran Sasso d’Italia, sia inesorabilmente scomparso, sotto la spinta di Climi ad influenza sempre più Tropicale anche sul nostro Paese.

Puoi approfondire questo ed altri argomenti climatici nel mio ebook:
GLI AMBIENTI BOSCHIVI D’ITALIA – TUTTI I TIPI DI BOSCHI, PIANI VEGETAZIONALI, CLIMI & FUNGHI – UN BOSCO PER OGNI TIPO DI FUNGO, in cui puoi trovare un’ampia sezione dedicata proprio ai Climi d’Italia ed ai Cambiamenti che, soprattutto nel corso dell’ultimo trentennio, stanno subendo.

Non vuole essere questo che stai leggendo, un articolo allarmistico e tanto meno foriero di ansie e preoccupazioni.

Basterebbero già le ansie generate dal Covid-19, il Coronavirus figlio o fratello di quella SARS (Severe Acute Respiratory Sybdrome, in italiano Severa Sindrome Respiratoria Acuta) che già apparve nella provincia del Guangdong (Canton) in Cina, nel Novembre 2002, ma che fu all’epoca ampiamente sottovalutata, a gettarci nel triste sconforto.

Senza bisogno di ricorrere a fantasiose teorie complottistiche, cibo per ingenui creduloni, la prima epidemia di SARS fu causata nel 2002, da un Coronavirus (così chiamato perché al microscopio appare come una corona circolare) che sul finire del 2017 gli scienziati cinesi hanno rintracciato nei pipistrelli, comunemente noti come ferri di cavallo, con gli zibetti quali vettori intermediari.

Se funghimagazine ha potuto facilmente accedere a tutte queste informazioni attraverso brevi ricerche su Internet, senza cedere alla tentazione di dar seguito alla enorme quantità di baggianate e furfanterie che scrivono presunti esperti, pseudo-dottori-studiosi o santoni, che però non pubblicano i propri studi su Riviste Scientifiche o su Quotidiani in edicola ogni mattina, ma pubblicano fantomatici articoli sui vari Social da cui hanno ricevuto una Laurea in tuttologia e stupidità, chiunque legga questo articolo può fare altrettanto, e farsi quindi una opinione scevra da improbe influenze da parte di chi ha interesse a che circolino fake news che in qualche maniera destabilizzano l’opinione pubblica, la politica, e l’economia mondiale, per propri scopi privati o interessi.

Sono decine di migliaia i giovani, altrimenti disoccupati, messi al soldo di queste persone senza scrupoli. Giovani che scrivono idiozie o scemenze a cottimo, proprio con lo scopo di generare facili guadagni e di confondere l’opinione pubblica.

Ma torniamo agli appelli fatti dalle Società Meteorologiche Internazionali in cui, già diversi decenni fa, si diceva che i Cambiamenti Climatici avrebbero potuto alterare il ciclo di vita di molti esseri viventi, sia nel Regno Vegetale, che in quello dei Fungi, ed a maggior ragione in quello Animale e nel più microscopico mondo dei germi, virus e batteri.

Ed alterazioni dei cicli di vita degli esseri viventi, vengono quotidianamente registrati in ogni angolo del nostro Pianeta.

Organizzazioni quali il WWF Word Wildlife Found nato per lo studio e la Difesa dell’Ambiente e delle Specie a Rischio, o Legambiente Associazione Ambientalista Italiana, da decenni denunciano la scomparsa di Specie Animali o Vegetali ed il proliferare di situazioni ambientali completamente sfavorevoli alla vita umana ma non solo, e le ‘Isole di Plastica‘ Pacific Trash Wortex, presenti nei nostri Oceani, sono soltanto la punta di un Iceberg che i più non vogliono vedere.

Se per noi europei indossare una mascherina protettiva, è una cosa inedita, conseguente l’epidemia del Coronavirus Covid-19, per i cinesi è diventata ormai una consuetudine da parecchi decenni, ovvero da quando anche in Cina è esplosa la Rivoluzione Industriale, in questo caso post-comunista.

Nel corso degli ultimi decenni in Cina sono nate Metropoli da decine di milioni di abitanti che non sono neppure presenti sugli Atlanti Geografici cartacei che i più hanno in casa, e che un tempo si tramandavano di padre in figlio per poter completare i propri studi di Geografia, materia che ai più giovani oggi è addirittura sconosciuta.

Città perennemente invase da fumi tossici dovuti alla combustione di rifiuti industriali prodotti nell’Occidente industrializzato, o dovuti allo scellerato utilizzo di solventi necessari per il recupero di minerali preziosi nascosti nei meandri di prodotti tecnologici quali telefonini, computer, monitor o elettrodomestici vari, che hanno una vita media troppo breve per poter esser considerati etici.

Senza contare poi le fughe radioattive responsabili di neoplasie senza precedenti, o di degenerazioni vegetali o animali certificate, ma queste sì, spesso tenute all’oscuro da chi ha in mano un potere oscurantista e tutt’altro che democratico.

In questi contesti, non certo nei contesti complottistici di fantomatici laboratori gestiti da folli sperimentatori senza scrupoli, sono nate le comprovate degenerazioni di virus che, da decenni mutano incessantemente, favoriti da nuovi e più favorevoli regimi Climatici → Approfondisci l’argomento Cambiamenti Climatici in questo mio articolo dedicato.

I CAMBIAMENTI CLIMATICI & LE SPECIE ALIENE

Così come le Meduse hanno invaso il Mediterraneo, insieme con specie ittiche esotiche giunte dallo Stretto di Suez, anche le spore di funghi Asiatici o Australiani hanno potuto giungere in Europa e Nord America attraverso voli cargo o navi da trasporto di materi prime.

Clathrus archeri
Il fungo d’origine Australiana Clathrus archeri

Per esempio il Clathrus archeri, o fungo tentacolo, comunemente detto nei paesi a lingua inglese, “Octopus Stinkhorn” (Fungo polpo) o “devil’s fingers” (dita del diavolo), è un parente stretto del fungo lanterna ↓ Clathrus ruber, entrambi giunti in Europa, Asia e Nord America direttamente dall’Australia, attraverso le spore racchiuse nelle balle di lana importate per le locali industrie tessili.

Clathrus ruber
Il fungo Clathrus ruber

Attraverso le cortecce degli alberi giunti via nave dalla Cina, è arrivato in Europa, e quindi anche in Italia, il ↓ Cinipide Galligeno del Castagno, o vespa del castagno (Dryocosmus kuriphilus Yasumatsu, 1951).

Larve del Cinipide del Castagno
Una galla aperta con all’interno duelarve del Cinipide del Castagno

Un insetto parassita che si nutre a spese delle specie vegetali ospitanti, dell’ordine degli imenotteri detto ‘Galligeno‘ perché induce la comparsa di ingrossamenti tondeggianti detti ‘Galle’ su germogli e foglie delle piante colpite, nei quali la sua larva compie il proprio ciclo vitale.

Reynoutria o Poligono del Giappone
Cespuglio di Reynoutria o Poligono del Giappone

Dal Giappone sono giunti in Italia anche specie vegetali che, grazie ai recenti Cambiamenti Climatici hanno attecchito senza alcuna difficoltà. Il ↑ Poligono del Giappone, Bastone Giapponese, o Fallopia Giapponese, per esempio, è un arbusto particolarmente infestate che ha letteralmente invaso le golene, ma più in generale le sponde di ogni corso d’acqua del nostro Paese. Tecnicamente si chiama Reynoutria japonica, o Polygonum cuspidatum, è una grande pianta erbacea perenne della famiglia poligonale e del grano saraceno. É originaria del Giappone dov’è conosciuto col nome di itadori (虎杖, イ タ ド リ) o (虎杖). L’espressione kanji deriva dal cinese che significa “bastone tigre“, ed è oggi presente e classificata come specie parassita e specie invasiva oltre che in Italia, anche nel resto d’Europa e Nord America → Approfondisci l’argomento nella mia scheda monotematica dedicata alla Reynoutria japonica presente sul sito.

Spirea japonica
Cespuglio e fiori di Spirea japonica

Anche la Spirea japonica è un’altra specie arbustiva della famiglia delle Rosaceae, che oggi infesta letteralmente come specie invasiva, sponde fluviali, incolti e bordi di molte strade d’Italia. In Inglese è detta Japanese preadweet o Spiraea coreana i sinonimi sono: Spiraea bumalda Burv. e Spiraea japonica var. alpina Maxim, crea cespuglieti impenetrabili che diventano la casa di Serpenti di ogni tipo.

La Robinia pseuodoacacia ormai si è naturalizzata in quasi tutta Europa, l’Ailanto, l’albero dal puzzo vomitevole, si espande a macchia d’olio negli incolti a margine dei boschi, ed entrambe le specie aliene sottraggono habitat preziosi ai funghi autoctoni.

Queste specie vegetali, ma anche quelle fungine, giusto per citare le più invasive e più diffuse, oggi riescono a vegetare in nuovi Continenti grazie ai recenti Cambiamenti Climatici che stanno uniformando il Clima Globale, sottraendo vastissimi territori ai Climi Temperati, che fino a pochi decenni fa occupavano la gran parte delle terre emerse dell’Emisfero Boreale.

Insetti di vario tipo, Coleotteri, Imenotteri, Lepidotteri, Ortotteri, Dipteri, Pentatomidi, Arachnidi parassiti delle più disparate specie, oggi dalle umide foreste Tropicali invadono con sempre maggior frequenza e con un sempre più crescente numero di specie, quelle che un tempo furono le regioni a Clima Temperato, precedentemente non adatto alla loro proliferazione.

Per fare un esempio concreto, il Poligono del Giappone/Reyboutria japonica, a fine primavera emette germogli a crescita rapidissima.

Germogli di Reynoutria japonica
Giovani germogli di Reynoutria japonica

In una sola settimana, un germoglio di questo infestante, può passare dallo stato quiescente invisibile al di fuori del terreno, ad una prima forma di cespuglio alto fino ad un metro. Questi germogli sono molto sensibili al gelo che li annienta, ma più in generale al freddo al di sotto dei +5°C che ne inibisce e rallenta lo sviluppo e la crescita. Basta una sola gelata notturna a far morire tutti i germogli, impedendo così alla specie di poter proliferare ed espandersi a macchia d’olio ma, con i regimi climatici moderni in cui, già a Marzo si registrano assenze di gelate o brinate, tanto in Pianura Padana, quanto in collina ed adiacenti vallate fino in media montagna, questa infestante può espandersi senza ostacoli occupando la gran parte delle golene fluviali e più in generale, infestando gli ambienti igrofili un tempo regno di Tife (Typha), Salice bianco e Carici.

Allo stesso modo, temperature notturne sempre più calde, con gelate molto più sporadiche, fanno sì che durante l’inverno le larve di molti insetti non muoiano, col risultato che sin dai primi calori primaverili fino a fine autunno dobbiamo convivere con zanzare di ogni tipo, Ragni, Zecche, Pulci, Pidocchi, Pappataci, Tafani, Mosche esotiche che provocano dolorosissimi bubboni, senza contare il rischio di trasmissione di malaria o altre malattie infettive, dovute ad agenti patogeni trasmessi dal morso di questi insetti.

Senza contare poi le fastidiosissime invasioni da parte delle Larve dei funghi che, soprattutto tra i funghi Porcini, nel corso degli ultimi anni, li hanno letteralmente resi irraccoglibili o immangiabili. Puoi approfondire questo argomento leggendo questo mio articolo: FUNGHI CON LE LARVE, QUALI PERICOLI PER LA NOSTRA SALUTE?

Non da meno, la vegetazione subisce continui attacchi da parte di Lepidotteri, Coleotteri o Pentatomidi esotici in grado di divorare l’intero apparato fogliare di un albero di medie dimensioni, in un sol giorno.

Popilia japonica
Popilia japonica su foglie di Melanzana

L’ultima invasione registrata in Italia nel corso degli ultimi anni, è quella della ↑ Popillia japonica, un coleottero di origine giapponese che nelle stagioni calde mette a ferro e fuoco colture e vegetazione spontanea attaccando tanto tappeti erbosi, quanto piante da frutto, selvatiche o ornamentali. L’attacco da parte di questo coleottero è duplice. Da una parte, le larve che si nutrono delle radici delle piante erbose che, in concomitanza con periodi particolarmente caldi ed aridi, muoiono per stress idrico. Dall’altra gli individui adulti che si nutrono di foglie, fiori e frutti, e che hanno la pessima abitudine di effettuare attacchi di massa, in grado di lasciare una pianta completamente spoglia nel volgere di poche ore.

Processionaria
Attacco di Processionaria su albero di Olmo

La Processionaria, oltre a divorare le foglie degli alberi in men che non si dica, può provocare ustioni e ferite che ci ricorderemo per molti anni. Senza contare poi le sempre più crescenti invasioni di Cimici o Cavallette.

Dietro a tutte queste invasioni di specie aliene, non c’è la mano di alcun folle o sadico speculatore o scienziato pazzo, ma c’è la mano dell’intera umanità che, con il suo consumismo sfrenato, non si cura di tutelare più di tanto la Natura, e quindi di evitare di ‘sputare nel piatto in cui mangia‘.

Sfrutta il Pianeta al massimo delle sue possibilità, rincorrendo il massimo dei profitti che poi accantonerà senza mai goderseli, così come accade a molti magnati miliardari che, puntualmente si vedranno costretti a ripudiare dai propri testamenti figli, mogli o parenti vari, perché dopo lunghi anni trascorsi in ameni luoghi sperduti, prigionieri in case di lusso, circondati da muri impenetrabili per paura che gli vengano dilapidati i propri averi, vivono lontani dall’amore vero e dall’affetto, così come accade a vari malavitosi riconducibili a famiglie mafiose che accumulano incessantemente, quando non anche con metodi violenti, ricchezze di cui mai godranno perché costretti a vivere la gran parte della loro intera esistenza rintanati in rifugi sotterranei, braccati dalla Polizia, privati di una vita normale, ma soddisfatti di aver accumulato grandi quantità di soldi di cui mai potranno godere. Un ossimoro senza alcun senso!

In questi giorni di Coronavirus il nostro Pianeta sta letteralmente tirando una boccata d’ossigeno

La drastica diminuzione di auto circolanti, il fermo imposto anche alla quasi totalità delle imprese produttive, il quasi totale fermo di traffico aereo e la diminuzione di emissioni inquinanti da parte di caldaie delle abitazioni, favorita da temperature sempre più miti con il ritorno delle foglie sugli alberi, stanno rendendo l’aria delle nostre città sempre più respirabile e meno inquinata.

A giovarsi della quarantena in cui ci troviamo in queste settimane, non è soltanto l’aria ma anche il Regno dei Fungi tutto, che vede diminuire il tasso di inquinanti presenti nelle microscopiche particelle d’acqua che costituiscono le nubi e di conseguenza anche le cosiddette ‘Piogge Acide‘ che modificano il pH dei suoli, impedendo temporaneamente ai Miceli di potersi sviluppare, proliferare, o anche semplicemente di vegetare.

Sui Social leggiamo già di chi si dispera perché là fuori la natura si va sempre più risvegliando

Dilagano già le Morchelle, proliferano i Cardoncelli, abbondano i Funghi Dormienti e si preparano a vegetare anche i Prugnoli.

Qualcuno si domanda che ne sarà di tutti questi funghi che andranno ‘sprecati, dimenticandosi che, i funghi non nascono per deliziare i nostri occhi ed il nostro palato, e che non è un diritto inalienabile dell’uomo sfruttare il Pianeta al massimo delle possibilità ma che, sarebbe assai più etico, sfruttarlo con cognizione, dando modo alla natura di rigenerarsi prima che giunga all’estinzione.

Raccogliere funghi come se non ci fosse un domani, è una cattiva abitudine dell’uomo moderno, incivile ed ignorante, che dimentica troppo spesso che, anche i funghi non sono un bene smisurato di cui poter disporre a proprio piacimento illimitatamente.

Anche i funghi, così come tutte le specie vegetali ed animali, uomo incluso, hanno bisogno di riprodursi per poter continuare a proliferare. Hanno bisogno di produrre una gran quantità di semi, nella fattispecie di Spore, perché una gran parte di queste, facilmente non andrà a segno, verrà naturalmente distrutta o si depositerà su di superfici non adatte alla loro schiusa e vegetazione. Vento, nubi e piogge potrebbero concentrarle su di piccole superfici, ma anche disperderle su vastissimi territori dove, non incontrando altre spore simili, con cui dar luogo ad uno pseudo accoppiamento, non saranno in grado di generare i preziosissimi Miceli primari o secondari, necessari alla nascita di una nuova colonia fungina e quindi a nuove nascite di funghi.

Spesso diamo per scontato che la natura è una fonte illimitata di ricchezza e che sia in grado di porre rimedio a tutti i disastri naturali che noi umani sappiamo creare o favorire.

In questi giorni abbiamo potuto appurare come, tutto il nostro sapere e tutta la nostra ricchezza, possono diventare nulla di fronte ad una piccolissima azione messa in campo da Madre Natura. Basta un microscopico ed invisibile Virus a bloccare l’economia consumistica ed il benessere di un intero Pianeta.

Ora più che mai dobbiamo prenderne atto, e fare tesoro di tutti i nostri sbagli

Senza volerci addentrare in complicati, quanto forse inconcludenti ragionamenti sul giusto rapporto tra economia ed etica, il Coronavirus dovrebbe farci capire che, il nostro comportamento da parassiti nei confronti del Pianeta che ci ospita, potrebbe prima o poi scatenare comportamenti difensivi da parte del Pianeta stesso nei nostri confronti, ed i Cambiamenti Climatici e la proliferazione di nuovi Virus ne sono solo un piccolo esempio.

La quarantena che ci costringe a rimanere tutti a casa, dovrebbe farci riflettere su quelli che sono molti nostri comportamenti abitudinari, ma non per questo errati.

Sicuramente, quest’anno Morchelle, Cardoncelli e Funghi Dormienti, solo per citare i più noti, potranno festeggiare e virtualmente ringraziare il Coronavirus che ci costringe agli arresti domiciliari, perché finalmente, avranno modo di nascere, vegetare, maturare e sporulare senza il rischio che umani ingordi ed arraffoni, sottraggano ai propri habitat naturali ogni singolo individuo che tenterà di maturare ed andare a seme.

Questa emergenza sanitaria che ci spaventa e ci sottrae l’affetto di molti nostri cari, dovrebbe farci capire quanto siano giusti i limiti di raccolta dei funghi, da molti osteggiati, criticati, stigamatizzati se non del tutto odiati.

Funghimagazine racconta i boschi, i funghi, spiega come fare a diventare degli esperti cercatori di funghi che sanno riconoscere gli alberi, distinguere i funghi commestibili da quelli tossici o velenosi ed apprezzare la natura che li ospita.

Funghimagazine non vuole però assolutamente creare dei mostri ingordi ed arraffoni che si avvalgono di ogni mezzo pur di sottrarre ai boschi il maggior quantitativo possibile di funghi, per pura ingordigia, per potersene fare vanto, o per generare temporanee quanto effimere ricchezze, per questa ragione non intende promuovere l’utilizzo di algoritmi atti a favorire la ricerca e la distruzione degli habitat naturali da parte di ingordi quanto egoisti pseudo cercatori di funghi.

Funghimagazine spera di poter creare una coscienza naturalistica nei propri lettori e si augura che questa emergenza sanitaria, a seguito del Coronavirus, possa far aprire gli occhi a quegli individui che vivono biechi & ciechi, di fronte all’estrema cattiveria messa in atto dagli esseri umani contro Madre Natura.

Uno sfruttamento più equo e consapevole è certamente possibile

Nel nostro piccolo possiamo senz’altro dire che anche i funghi si possono sicuramente raccogliere con maggior responsabilità, consapevolezza, ed intelligenza.

Alzarsi ancor prima dell’alba per arrivare per primi nei boschi è un comportamento da arraffoni, lo è ancor di più se si mette pure a rischio la propria vita e quella di eventuali soccorritori, andando nei boschi di notte.

É un comportamento da arraffoni quando si raccoglie, come se non ci fosse un domani, perché «se non lo faccio io, lo farà senz’altro qualcun altro al posto mio».

É da ingordi-arraffoni fare a gara sui Social a ‘chi ce l’ha più lungo‘, a chi raccoglie l’impossibile pur di far accrescere il proprio ego e la propria reputazione di ‘più bravo di tutti‘, «quanto sono bello, valente, bravo, anzi braverrimo, fico… IO!» .

É invece da idioti, stupidi oltre che ignoranti, andare nei boschi a giocare a golf con i funghi, prendendo a mazzate ogni fungo non commestibile che ci capita sotto tiro, ed è da idioti vantarsi di esser più furbi degli altri perché sprovvisti di permesso di raccolta funghi e con lo zaino da 20 chili pieno fino all’orlo di funghi Porcini.

Così come Zecche, Cavallette, Cimici ed insetti vari, ci fanno saltare agli occhi come sia indesiderabile subire attacchi da parte di parassiti, ancor di più se attuati in massa, allo stesso modo, per il nostro Pianeta è assolutamente indesiderabile che il PARASSITA UMANO si impossessi di ogni bene, fino al completo sfruttamento o estinzione, perciò colui il quale arrafferà quanti più funghi possibili, senza rispettare leggi, regole o limiti, non potrà che esser considerato, al pari per esempio della Popilia japonica, un semplice PARASSITA, così come per noi, in questi lunghi e tristi giorni, lo è l’indesiderabile e malgradito Coronavirus!

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