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Il Carpino Bianco-Carpinus Betulus – Gli alberi di Funghimagazine.it

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Il Carpino Bianco (Carpinus betulus – European hornbeam), il Carpino dei boschi freschi ed umidi

Un ottimo albero da funghi

Il Carpino bianco-Carpinus betulus è un alberello di media altezza abbastanza longevo, spontaneo e molto più comune al Nord Italia, rispetto al resto della penisola. Assente nelle isole.

Ha un portamento dritto e slanciato con chioma raccolta, molto utilizzato per bordure e nei parchi.

Prima di descrivertelo e raccontartelo, devo fare una dovuta precisazione:

Il suo nome si pronuncia «Kàrpino» con la C dura e l’accento sulla A (sono in molti a non saperlo pronciare e dire erroneamente Carpìno, come stessero unendo le parole car+pino)

COME RICONOSCERE UN CARPINO

É altamente probabile che, durante i tuoi giri per boschi di pianura o collina, tu lo abbia visto ma ne abbia ignorato il suo nome, se non del tutto la sua esistenza.

Magari hai pure credoto si trattasse di una varietà minuta di Faggio, per quanto gli somigli.

Si tratta di un alberello che raramente diventa molto alto, di solito non arriva oltre i 15-20 mt d’altezza pur raggiungendo i 150-200 anni d’età.

Nei boschi occupa quasi sempre il piano inferiore compreso tra i 3 ed i 15 metri e per questa ragione può essere considerato una specie relativamente Sciafila.

Questo significa che è una specie ombrofila, ovvero che non disdegna di crescere all’ombra.

Se isolato, forma alberi di dimensioni medio-grandi a forma vagamente triangolare o quadrata.

Molto spesso, vecchi esemplari di Carpino sono il risultato di antichi tagli a ceduo, con tronchi multipli che possono persino incrociarsi tra di loro.

In genere forma fitte boscaglie planiziali pure, ma più spesso, in associazione con la Quercia Farnia (Quercus robur), forma il cosiddetto Querco-Carpineto.

Il Carpino bianco-Carpinus betulus

Il Querco-Carpineto

Quanto sto per narrarti, non è il frutto di scopiazzamenti o di copia-incolla di vecchi articoli di libri o articoli presenti sul web, ma è il frutto di mie attente osservazioni effettuate dirattamente nel bosco.

In particolar modo, di osservazioni effettuate nel Parco, Riserva Naturale Orientata delle Baragge, in alto Piemonte.

Nello specifico, di rari boschi puri, dove il Carpino bianco è a tratti esclusivo, o in associazione con la Quercia Farnia, formando formazioni planiziali del tutto simili, ma certamente non le stesse di cui scriveva Polibio nel 151 a.C.

Le formazioni esclusive di Carpino bianco si possono trovare dove, i suoli argillosi delle Baragge fanno ristagnare le acque piovane, o le acque di esondazione delle vicine risaie.

Qua la Quercia Farnia, che non è specie idrofila, faticherebbe a vegetare per eccesso di umidità nei mesi freddi, mentre per esempio, gli idrofili Olmo ed Ontano nero non riscono a vegetare perché durante i mesi estivi i suoli seccano e l’argilla impedisce una buona bagnatura degli strati inferiori del terreno.

Il Bosco Planiziale

Te ne parlerò più approfonditamente presto in un articolo a lui interamente dedicato.

Si tratta del bosco di pianura che oggi sopravvive a stento all’urbanizzazione ed all’agricoltura ma che, prima della centuriazione romana, prima del processo razionale di acquisizione all’agricoltura delle terre padane, occupava la quasi totalità della pianura stessa.

Si tratta di un bosco, con varie forme di vegatazione, disposte lungo un ideale gradiente progressivo di abbondanza d’acqua nel suolo.

bosco di carpino di Rovasenda - Baraggia

Qua le sequenze forestali variano per quantità e qualità formando boschi tanto più diversi quanto più distanti tra loro

Si parte dalla formazione fondamentale e tipica dei suoli profondi ed evoluti, identificabili nella Farnia e nell’associazone Farnia e Carpino bianco, nel cosiddetto Querco-Carpineto.

Si passa poi alla formazione più igrofila con Farnia ed Olmo (Querco-Ulmeti) a quella decisamente igrofila di Farnia e Pioppo bianco.

Nelle zone ancor più bagnate, l’umidità diventa insopportabile per la Farnia che cede il passo all’Ontano nero ed al Salice con vegetazione che diventa poi prevalentemente erbacea-elofita (canneti, tife, carici).

Salendo invece verso i colli pedemontani, sui pianori più elevati, la progressiva diminuzione di umidità del suolo favorisce l’affermazione di forme di vegetazione arbustiva.

Gli alberi hanno taglia ridotta, le Farnie ancora presenti si sviluppano più in larghezza che non in altezza.

Accanto alla Farnia compaiono il Cerro e la Roverella che sono meno esigenti in acqua.

L’ulteriore inaridimento del suolo favorisce le formazioni di Brugo o Brughiera.

Alcuni alberi tipici di questo ambiente sono la Betulla, il Pioppo Tremulo ed il Pino Silvestre.

Piccoli boschetti si alternano a grandi praterie a graminacee della serie xerofila che, tra basso Biellese, alto Vercellese ed alto Novarese formano vere e proprie Steppe erbose con formazioni arboree isolate.

La Brughiera è presente in Piemonte soprattutto nella Vauda di Caselle Torinese, nelle Baragge e nella regione Insubrica dei grandi laghi lombardi.

Nel Querco-Carpineto planiziale il Carpino bianco si associa con il Nocciolo e la Quercia Farnia

Nel corso degli ultimi decenni, in molte zone di pianura il Querco-Carpineto è stato invaso da specie aliene tra cui l’invadente Robinia o Pseuodo-Acacia.

Nei pochi boschi puri sopravvissuti all’urbanizzazione, all’abbandono, a pessime gestioni forestali o all’invasione delle Robinie, il Carpino bianco offre una copertura fogliare attorno al 40-60%.

Le Querce offrono invece una copertura fogliare fino al 70%.

La presenza contemporanea di Querce e Carpini può generare, nei boschi più fitti, una copertura fogliare fino al 100%.

Alcuni piccoli relitti di boschi planiziali della Pianura Padana centro-occidentale, accolgono boschi di tipo Querco-Carpineto molto scuri.

Qua si ha mancanza di specie arbustive basse a causa dell’assenza di irraggiamento solare nel sottobosco e copertura fogliare al 100%.

foglie di carpino in autunno

 

Il Carpino bianco-Carpinus betulus

Caratteristiche del Carpino

foglie di Carpino
Foglie di Carpino

Il Carpino, sia esso bianco che nero, ha le foglie che ricordano molto quelle del Faggio.

Nel Carpino bianco sono leggermente arrotondate, mentre nel Carpino nero risultano più allungate.

Sono alterne e distiche, che significa che sono disposte su di uno stesso piano, e di tipo oblungo-ovate con margine leggermente seghettato ed inizialmente leggermente pubescenti (pelose).

Carattesistica tipica di questo alberello è la permanenza delle folglie secche sull’albero per tutto l’inverno. Queste spesso cadranno soltanto a Primavera con l’arrivo dei nuovi germogli.

Il tronco è liscio e molto simile a quello del Faggio, ma con frequenti scanalature-contorsioni che sono molto tipiche di questa specie.

tronco e corteccia di Carpino
Tronco e corteccia di Carpino

La sua corteccia, di colore cenere, è molto fine con striature di colori che vanno dal grigio chiaro-biancastro al grigio scuro.

I tronchi del Carpino sono tendenzialmente dritti, ma non è raro trovare esemplari con tronchi fortemente contorti o con polloni.

Il Carpino ha una curiosa capacità pollonifera

Nuovi rami si possono formare rapidamente dalle cicatrici di un taglio o di un danno dovuto al maltempo.

Se tagliato a ceduo al piede, il Carpino crea numerosi polloni che generano poi altrettanti nuovi alberelli che, in condizioni particolari, possono persino unirsi tra di loro formando un nuovo unico tronco.

Il Carpino infatti, oltre ad avere ottime capacità pollonifere, può persino avvinghiarsi, circondare ed inglobare altri giovani alberi.

Nella foto di seguito, un curioso esemplare di Carpino con molti ramificazioni, due delle quali si sono unite “abbracciando” ed “inglobando” una vicina Quercia.

Il Carpino bianco-Carpinus betulus

Il Carpino bianco-Carpinus betulus
Carpino Bianco disegno
Infiorescenza e infruttescenza di Carpino

Infiorescenze e frutti

É grazie alle infiorescenze e frutti che si può facilmente distinguere un Carpino bianco da uno nero.

Le prime infiorescenze del Carpino bianco compaiono poco prima dell’arrivo delle giovani foglie.

La piena fioritura però avviene in contemporanea con lo sviluppo fogliare.

Dal momento che questo albero appartiene alla famiglia delle Betulacee, l’infiorescenza è assai simile a quella della Betulla.

Frutto del Carpino
Alchenio – Frutto di Carpino

Fiori unisessuali riuniti in infiorescenze pendule, tozze quelle maschili e corte e all’apice dei rami, quelle femminili.

Dopo i primi tepori primaverili, dall’infiorescenza nascono frutti, detti acheni, che contengono un seme non alato ma racchiuso in una brattea, che si propagherà attraverso il vento.

Nel Carpino bianco, l’infruttescenza è l’insieme degli acheni a tre punte, 2 corte ed una centrale assai più lunga.

Nel Carpino nero invece, l’infruttescenza ha forma rotondeggiante e molto simile al frutto del Luppolo.


Il Carpino bianco-Carpinus betulus
Distribuzione del Carpino in Italia
Mappa della distribuzione del Carpino in Italia

DOVE SI TROVA IL CARPINO BIANCO IN ITALIA – DISTRIBUZIONE

Nel nostro paese il Carpino bianco è ben distribuito e diffuso al Nord, ma quasi assente sulle Alpi, un po’ meno al Centro, più raro al Sud, manca nelle isole.

In Puglia e provincia di Matera è assente, tranne che sul Gargano.

In Calabria è invece presente essenzialmente sul Pollino e valle del fiume Lao, in Sila, valle del Crati e sull’Aspromonte.

Il suo aerale va dalle pianure fluviali alla bassa montagna con sporadica frequenza anche nell’orizzonte montano fin verso i 900/1000 mt come per il Castagno.

I boschi di Carpino bianco più importanti sono comunque presenti in Pianura Padana.

Tra colline e basse montagne è un costituente del bosco mesofilo.

La vegetazione del bosco mesofilo comprende specie che hanno bisogno di un medio fabbisogno idrico a metà tra l’ambiente igrofilo palustre, allagato o alluvionale, ed il più secco ambiente xerofilo dove domina la siccità.

Il bosco mesofilo necessita oltre ad umidità anche di condizioni climatiche fresche.

Scopri i principali ambienti boschivi in questo articolo che presto sarà rinnovato e pubblicato su funghimagazine.it.

BOSCHI DI CARPINO IN ITALIA

REGIONESuperficie in ettari (ha) di Ostrieti-Carpineti in boschi radi e boscaglieSuperficie in ettari (ha) di Ostrieti-Carpineti in boschi altiNumero di alberi stimati in boschi di Ostrieto-Carpineto
Superficie in ettari (ha) di Ostrieti-Carpineti in boschi radi e boscaglieSuperficie in ettari (ha) di Ostrieti-Carpineti in boschi altiNumero di alberi stimati in boschi di Ostrieto-Carpineto
PIEMONTE85517 77743 139 679
VALLE D'AOSTA000
LOMBARDIA4 62881 180150 232 679
ALTO ADIGE08 82519 336 797
TRENTINO1 44140 841120 664 258
VENETO1 08682 687225 524 970
FRIULI VENEZIA GIULIA1 85845 80795 500 591
LIGURIA73344 79875 967 274
EMILIA ROMAGNA2 942104 809226 226 986
TOSCANA1 80462 507129 669 086
UMBRIA36959 255128 365 328
MARCHE37276 908188 469 049
LAZIO1 81796 167217 178 397
ABRUZZO1 75746 14577 472 867
MOLISE7819 37027 613 833
CAMPANIA1 84153 766119 034 936
PUGLIA1 1655 0505 990 612
BASILICATA3737 83019 853 285
CALABRIA1 1195 5975 620 333
SICILIA3792 8843 889 881
SARDEGNA000
ITALIA - TOTALE:25 320852 2021 879 750 839
Estensione totale in ettari e numero di alberi di Carpino, bianco, nero ed Orniello (Ostrieti, Carpineti) in Italia e nelle varie regioni italiane

Nella tabella puoi verificare l’estensione dei boschi di Carpino presenti in Italia.

Le statistiche del 2005, a cura dell’I.N.F.C. Inventario Nazionale delle Foreste e dei Serbatoi Forestali di Carbonio a cura di sian.it, ci dicono che la massima estensione di Ostrieti-Carpineti in Italia si trova in Emilia Romagna, per quanto riguarda i boschi alti ed in Lombardia per i boschi radi e boscaglie.

L‘Ostrieto-Carpineto è composto da Orniello, Carpino bianco e Carpino nero

La superficie totale di Ostrieto-Carpineto in Italia è di 852.202 ettari in bosco alto e 25.320 in boschi radi.

Curioso il numero di Ornielli-Carpini censiti in Italia e che ammonta alla cifra di: 1.879.750.839 esemplari stimati.

Tasto Torna su funghimagazineCome si può vedere dalla tabella, gli Ostrieti-Carpineti mancano in Sardegna e Valle d’Aosta.
Radi in Alto Adige e Sicilia.


Il Carpino bianco-Carpinus betulus

I più bei boschi di Carpino d’Italia –
Gli ultimi boschi veri

Partendo dal Nord Ovest italiano ti segnalo:

logo parco partecipanza Trino Parco del Bosco della Partecipanza di Trino Vercellese

Fa parte dell’ente Aree Protette del Po Vercellese-Alessandrino. Qua puoi osservare il Querco-Carpineto in uno dei più rari e preziosi relitti di Foresta Planiziale di alta pianura e bassa collina.

Accompagnano il Querco-Carpineto anche specie igrofile tra cui l’Ontano nero e termoxerofile tra cui la Roverella.

logo parco la MandriaParco Naturale La Mandria di Venaria (Torino)

A pochi chilometri da Torino, presso Venaria Reale, uno degli ultimi esempi di bosco planiziale della provincia di Torino.

Assai diffuso il Querco-Carpineto. Il bosco non rientra pienamente nelle formazioni planiziali in senso stretto, perché rappresenta meglio il bosco di transizione tra il planiziale e quello collinare pedemontano.

Logo Baragge

Le Baragge (Biellesi, Vercellesi, Novaresi)

Note soprattutto per esser considerate le steppe del Piemonte, le Baragge sono aree naturali protette che si snodano lungo le alte pianure a margine delle aree collinari delle province di Biella, Vercelli e Novara.

Qua i boschi regalano gli ultimi veri relitti di bosco planiziale a prevalenza di solo Carpino, di Carpino e Betulla, di sola Quercia Farnia o il più frequente Querco-Carpineto.

Verso Candelo-Biella non mancano i boschi a solo Cerro e Roverella o misti con anche Betulle e Carpino bianco. Rari gli esemplari di Carpino isolati.

Scopri la Baraggia di Candelo-Biellese, la Baraggia di Rovasenda-Vercellese, la Baraggia dell’alto Novarese Sesia-Ticino.

Logo Parco Ticino

Il Parco Fluviale Valle del Ticino

Uno dei più vasti e bei Parchi Fluviali d’Italia, si sviluppa lungo il fiume Ticino.

Qua domina il Querco-Ulmeto e più in generale il bosco igrofilo.

Non mancano però anche boschi di sola Quercia Farnia o Farnia e Carpino bianco e boschi misti con Conifere di rimboschimento.

Nell’ambito del Parco Fluviale del Ticino ti segnalo: i Lagoni di Mercurago, un bellissimo bosco igrofilo in cui è ben presente il Carpino bianco.

Riserva Naturale di Bosco Solivo, tra alto Vergante e basso Verbano, una preziosa riserva a prevalenza di Querco-Carpineto.

Logo parco groane

Parco delle Groane (Milano)

In provincia di Milano, un grazioso parco dove dominano le Quercete con Farnia e Roveri, bosco igrofilo e chiazze con Carpino bianco o Frassino.

logo parco mincio

Parco del Mincio (Mantova)

Nella Lombardia Orientale, tra i fiumi Mincio e Po. Tanti boschi planiziali a prevalenza di Quercia Farnia ma anche molte chiazze con Carpino bianco e Frassino.

Riserva Naturale Statale Bosco della Fontana (Mantova)

Nel comune di Marmirolo in provincia di Mantova, una riserva biogenetica di 233 ettari dove è possibile ammirare gli antichi boschi planiziali con il Querco-Carpineto ma anche con boschetti di solo Carpino bianco.

Nonostante la forte presenza di Carpino bianco, l’appartenenza ai Querco-Carpineti è piuttosto dubbia. Qua domina infatti la formazione Querco-Ulmeto con Farnia ed Olmo misti al Carpino.

Parco Bosco del Rugareto (Varese)

Tra i fiumi Lambro, Olona e Seveso, in provincia di Varese, un bosco caratterizzato principalmente dal Querco-Carpineto dove si è ricostruito un vero e proprio bosco planiziale che, vicino ai fiumi diventa di tipo igrofilo.

logo scardavilla

Riserva Regionale Bosco di Scardavilla (Forlì)

Nel comune di Meldola, oggi si limita a soli 28 ettari di bosco, un tempo ricopriva la gran parte della provincia di Forlì.

Qua è possibile osservare formazioni boschive con Quercia Rovere e Cerro e Carpino bianco.

Nella stessa Riserva Naturale anche il Bosco di Carrega nel Parmense ed il Bosco della Frattona nell’Imolese.

Miseri relitti di bosco planiziale con buona presenza di Carpino bianco sono i boschi planiziali fluviali dell’Adda e dell’Oglio, di Cusago e Vanzago in provincia di Milano, di Cessalto presso Venezia, di Basalghelle di Musinè in provincia di Treviso ed infine di Muzzana del Turgnano in provincia di Udine.

logo gubbioZona Speciale di Conservazione Boschi del Bacino di Gubbio (Perugia)

Uno degli ultimi lembi di bosco planiziale acidofilo dell’Umbria e dell’Italia Centrale. In questo S.I.C si può osservare il Querco-Carpineto così come poteva essere presente in un lontano passato in tutta la valle del Tevere.

logo parco tevereParco Fluviale del Tevere

Più di 400 km di Parco dall’Umbria alla foce.

Notevole il patrimonio vegetativo presente con aree boscate miste, sia calde che fredde. Ben presente il Querco-Carpineto, anche se qua il Carpino bianco è spesso associato a Leccio, Cerro e Roverella in formazioni mesofile.

Nel Carpino nero invece, l’infruttescenza ha forma rotondeggiante e molto simile al frutto del Luppolo.

Il Carpino bianco-Carpinus betulus

I FUNGHI DEL CARPINO BIANCO

Dovendo descriverti i funghi che di solito si possono trovare nei pressi di un Carpino bianco, non posso non farti cenno ad un fungo che, proprio da questo albero ha preso il nome.

IL LECCINO CARPINI o LECCINUM PSEUDOSCABRUM
leccinum carpini o pseudoscabrum
leccinum carpini o pseudoscabrum

Si tratta del Leccinum carpini (Schulz) M.M. Moser ex D.A. Reid 1965, oggi noto con il sinomino di Leccinum pseudoscabrum (Kallenb.) Šutara 1989.

Dal latino càrpinus, in italiano = del Carpino (Carpinus spp.).

Questo è in assoluto il fungo che meglio rappresenta l’ambiente boschivo di Carpino.

É un fungo che appartiene alla famiglia delle Boletaceae, genere Leccinum che nel Nord Italia vanta decine di nomi dialettali.

Si riconosce facilmente per via del suo gambo leggermente clavato e snello ricoperto da fini squamule grigiastre.

Il cappello è di colore marrone-bruno-grigiastro, subsferico poi emisferico-campanulato, parabolico, in genere appianato solo negli esemplari molto maturi.

Si distingue facilmente da tutte le altre specie di Leccinum per il suo cappello non liscio, ma con superficie che sembra martellata, grinzosa e corrugata.



IL PORCINO ESTATINO O BOLETUS RETICULATUS/AESTIVALIS e
GLI OVULI BUONI O AMANITA CAESAREA

Porcino estatino o Boletus reticulatus
Porcino estatino o Boletus reticulatus

Al contrario di ciò che diffusamente si crede, sia il Porcino estatino che l’Ovulo buono non crescono soltanto sotto Quercia, Castagno e Faggio ma, anche e sotto il buon Carpino bianco.

Se trovi un bosco esclusivo di Carpino bianco trovi un autentico tesoro!

Sin dai primi tepori primaverili qua ci trovi infatti, dapprima soltanto i Leccini, poi, con l’aumentare del caldo, Leccini+Russule, poi Leccini+Russule+Porcini estatini ed infine, in piena estate, appena asciuga la pioggia dell’ultimo temporale, Leccini+Russule+Porcini estatini + gli ambitissimi Ovuli o Cucchi (Amanita caesarea).

Non ti svelerò quale sia l’ambiente ideale in cui cercare il Porcino estatino e l’Ovulo buono perché se lo facessi mi farei nemico ¾ di web.

Chi conosce l’habitat giusto in cui cercare questi ottimi funghi, custodisce i suoi segreti gelosamente, così come custodirebbe il pin del proprio bancomat.

Olio di gomito e tanta pazienza ti indicheranno quale sia il luogo migliore in cui cercare questi funghi.

RUSSULE E ALTRI FUNGHI MINORI

In Pianura Padana, sin dai primi tepori primaverili, nel Querco-Carpineto puoi fare ottime raccolte di Russule.

La prima a comparire sotto al Carpino prima e poi anche nel misto Carpino-Farnia è la ottima Russula cyanoxantha, una Russula di colore cangiante tra il violetto-fucsia-rosa-bluasto-verdognolo.

Più avanti ci trovi anche la ottima Russula vesca dai colori abbastanza simili alla cyanoxantha ma con cappello meno arrotondato-convesso ma più piatto.

Russula virescens in bosco di carpino
Russula virescens in bosco di carpino

In Estate non manca l’altrettanto ottima Russula virescens dall’inconfondibile colore verdognolo ramato con sfumature marmorizzate negli esemplari adulti.

Più rara ma presente anche la buona Russula aurea dai colori variabili tra il giallo-oro-rosso-rosa.

Meno comuni per fortuna le Russule non commestibili o tossiche, la R. foetens è la più comune di tutte.

Subito dopo le piogge abbondano poi le Mazze di Tamburo.

Tra i Lattari è sempre ben presente il Lactatius volemus, un buon commestibile dal colore aranciato vellutato e dalle inconfondibili goccioline di lattice bianchissimo.

lactarius volemus

Meno frequente poter trovare a inizio Primavera le Verpe o le Morchelle/Spugnole sotto ai Carpini, a meno che questi non si trovino associati al Frassino o all’Olmo.

Da inizio Estate si possono rinvenire molte varietà di Amanita

Oltre alla preziosa Caesarea non mancano le A. rubescens, commestibili con cautela perchè richiedono lunghissima cottura e facilmente confondibili con l’Amanita pantherina, tossica e spesso presente.

In Estate non mancano le non commestibili A. excelsa, e gemmata ma soprattutto le tossiche A. muscarie (anche se non sono particolarmente tipiche di questo ambiente).

Infine attenzione massima alle velenose mortali A. virosa e A. verna non tipiche di questo ambiente ma talvolta presenti.

La più temuta tra tutte le Amanite, ovvero l’Amanita phalloides, ha come suo habitat prediletto proprio il bosco di Carpino o misto Carpino+Nocciolo+Cerro+Leccio+Castagno, o i singoli alberi anche senza il Carpino.

L’Amanita phalloide infatti ama particolarmente il Querco-Carpineto o più in generale il bosco mesofilo.

Il Carpino bianco-Carpinus betulus
Scritto e pubblicato da Angelo Giovinazzo@funghimagazine.it

Tasto Torna su funghimagazinePuoi scoprire tutti i funghi cui ci siamo già occupati con una scheda illustrativa, nella pagina ATLANTE DEI FUNGHI.

Il bosco in cui è ben presente il Carpino bianco, è l’ambiente adatto in cui poter andare a caccia dei primi porcini primaverili.


Puoi scoprire un altro interessante ambiente boschivo tipico della nostra penisola:

Bosco Termofilo – Ambienti boschivi

Approfondisci la tua consoceza degli alberi da funghi con la nostra pagina:

Gli alberi dei funghi di funghimagazine


Nella sezione “gli alberi dei funghi” trovi già questi alberi:



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