Lycoperdon perlatum
Primo piano su giovani esemplari di L. perlatum. Autore: Stu's Images, via Wikimedia Commons

Lycoperdon perlatum

LYCOPERDON PERLATUM Pers., (1976)

Lycoperdon perlatum scheda illustrativa
Lycoperdon perlatum scheda illustrativa

DESCRIZIONE SOMMARIA

Qual è il colore prevalente?

I colori di Lycoperdon perlatumNell’arcobaleno dei funghi: → Da Bianco a Crema, Bianco-Giallastro, Marrone-Olivastro a maturità.

Come riconoscere al volo Lycoperdon perlatum?

Lycoperdon perlatum, noto anche come “Vescia” o “Loffa“, è composto da un corpo fruttifero detto “basidioma“, solitamente ornato da aculei conici ben evidenti, e un gambo o “pseudostipite“, solitamente ben differenziato, anch’esso con piccolissime e fragili spine, ma talvolta assenti. È una specie molto comune e cosmopolita dall’areale molto ampio; cresce infatti dalla zona subartica fino a quella tropicale ed è possibile trovarlo sia nei boschi di conifere che di latifoglie. Si sviluppa come terricolo, non di rado però anche su detriti legnosi in decomposizione, più raramente anche su pigne. Cresce dalla primavera all’autunno, dalla pianura alla montagna, fino a quote elevate, sino al limite della vegetazione. Si tratta di un fungo commestibile, purché la gleba (parte superiore globosa) sia perfettamente bianca.

Vescia, Loffa bianca, Fungo Lampadina

Sinonimi obsoleti:

Lycoperdon bonordenii Massee, J. Roy. Microscop. Soc. (1887)
Lycoperdon excipuliforme var. perlatum (Pers.) J. Kickx f., in Kickx, Fl. Crypt. Flandres (Paris) (1867)
Lycoperdon gemmatum Batsch, Elench. fung. (Halle) (1783)
Lycoperdon gemmatum var. perlatum (Pers.) Fr., Syst. mycol. (Lundae) (1829)
Lycoperdon lacunosum Bull., Herb. Fr. (Paris) (1782) [1781-82]
Lycoperdon perlatum var. albidum Alb. & Schwein., Consp. fung. (Leipzig) (1805)
Lycoperdon perlatum var. bonordenii (Massee) Perdeck, Blumea (1950)
Lycoperdon perlatum var. dobremezianum Kreisel, Feddes Repert. Spec. Nov., Beih. (1976)
Lycoperdon perlatum var. lacunosum Pers., Syn. meth. fung. (Göttingen) (1801)
Lycoperdon perlatum var. lacunosum (Bull.) Rea, Brit. basidiomyc. (Cambridge) (1922)

Lycopedon pelatum Pers., (1976)
Loffa bianca, Fungo Lampadina

Divisione:Basidiomycota
Classe:Agaricomycetes
Ordine:Agaricales
Famiglia:Lycoperdaceae
Genere:Lycoperdon
Specie:Lycoperdon perlatum
Nome italiano:Vescia, Loffa, Fungo lamapadina
Tipo nutrimento:SAPROFITA
Periodo vegetativo:Dalla Primavera all’Autunno
Commestibilità o Tossicità:COMMESTIBILE ⚪️

NOMI INTERNAZIONALI

  • Inglese: devil’s snuff-box, common puffball, warted puffball, gem-studded puffball, common puffball, gem-studded puffball, devil’s snuff-box
  • Catalano: pet de llop, pet de vella, pet de moro, bufa del dimoni, xilla de bou, fum a terra
  • Ceco: pýchavka obecná
  • Gallese: coden fwg gyffredin
  • Danese: Krystal-Støvbold
  • Tedesco: Flaschen-Stäubling, Flaschenbovist
  • Greco: Λυκόπερδο το μαργαριταρένιο (Lycoperdo il perlato)
  • Spagnolo: cuesco de lobo, pedo de lobo, pedo de lobo, cuesco de lobo, bejín perlado
  • Estone: harilik murumuna
  • Basco: otsoputza, astaputza, astoputza
  • Finlandese: Känsätuhkelo, känsätuhkelo
  • Francese: Vesse-de-loup perlée
  • Croato: tikvasta puhara
  • Ungherese: Bimbós pöfeteg
  • Giapponese: ホコリタケ (Fungo della polvere)
  • Lituano: Karpotasis pumpotaukšlis
  • Norvegese: vorterøyksopp
  • Olandese: Parelstuifzwam
  • Polacco: purchawka chropowata
  • Slovacco: prášnica bradavičnatá
  • Sloveno: Betičasta prašnica
  • Svedese: Vårtig röksvamp
  • Ucraino: Дощовик їстівний
  • Cinese: 網紋馬勃

Nomi comuni italiani

Lycoperdon perlatum, più comunemente conosciuto come ‘vescia perlata‘, ‘vescia comune‘, ‘fungo lampadina‘, è un fungo molto noto, sia in Italia che all’estero, grazie alla sua capacità di adattarsi a diversi tipi di clima e ambienti. È facilmente riconoscibile per il suo aspetto a forma di lampadina, ricoperto da piccole spine o verruche che cadono con il tempo, lasciando una superficie liscia. Essendo molto comune, dall’aspetto inconfondibile e facilmente rinvenibile, grazie anche al suo periodo di fruttificazione che spazia dalla primavera fino all’autunno e alla sua presenza in buona parte del nostro paese, vanta un gran numero di nomi comuni e locali-dialettali.

Molti di questi nomi utilizzano il più comune epiteto di ‘vescia‘ con tutte le varianti regionali. È anche molto noto con il nome di ‘loffa‘ per via del suo tipico modo di dispersione delle spore, o più tecnicamente deiescenza, che avviene a maturazione, tramite un foro solitamente centrale apicale. Questi nomi vengono spesso utilizzati in modo generico per definire alcune specie simili appartenenti al genere Lycoperdon.

ALTRI NOMI DIALETTALI O LOCALI USATI PER IL RICONOSCIMENTO DI LYCOPERDON PERLATUM

In italia esistono svariati nomi dialettali o locali utilizzati per questa specie. Il nome generico di Loffa di lupo, Peto di lupo e simili non tipico solamente di questa specie ma di tutte le specie (pulverulenti) simili di forma sferica che, se schiacciati a maturità rilasciano una evidente polvere sporale per lo più scura. Di seguito, alcuni nomi suddivisi per regione:

In Lombardia viene chiamata Vescia gemmata, in Toscana Vescia spinosa o Vescia minore, in Umbria Puzzolina, Pallina, Bessina o Loffeta, in Campania Per-t-e-lup, in Puglia Vschedd, in Calabria Piritu ‘e lupu perlinatu (dialetto Cosentino), Piditu ‘e dupu (dialetto della Sila Grega) e ancora in Sicialiano con Piritu di lupo. 

Etimologia

L’epitetoperlatum” è comunemente conosciuto in ambito micologico ed è di norma attribuito al genere Lycoperdon. È molto noto per il riconoscimento di questa specie, poiché è stato attribuito per via delle sue distintive caratteristiche, caratterizzate da aculei conici ben evidenti. Infatti, “perlatum” deriva dal latino “perlato”, per la presenza delle verruche sullo strato esterno del basidioma.

Lycoperdon,” invece, deriva dal greco λύκος (lýkos) che significa lupo, e πέρδον (perdon) che significa peto, da qui il termine “loffa di lupo” o “peto di lupo“, per la particolarità del fungo di emettere, quando matura, silenziosi sbuffi di spore se colpito o schiacciato.

Traduzioni in italiano dei nomi internazionali di Lycoperdon perlatum

I nomi comuni internazionali sono principalmente basati sulla traduzione nella lingua locale dell’epiteto latino “perlatum” o di “Lycoperdon“, ma generalmente fanno riferimento alla sua forma tondeggiante che ricorda una palla o alla caratteristica emissione sporale, chiamata appunto “deiscenza“. Questo processo avviene quando il corpo fruttifero del fungo, chiamato peridio, raggiunge la maturità e si rompe, rilasciando le spore nell’ambiente circostante.

Vediamo di seguito alcune altre varianti dei nomi comuni stranieri menzionati in precedenza:

  • In inglese è  detto Palloncino comune, Palloncino verrucoso, Palloncino tempestato di gemme o Tabacchiera del diavolo.
  • In catalano è detto Scorreggia di lupo o Scoreggia di mucca.
  • In ceco viene chiamato Palloncino comune o Pesce palla comune.
  • In gallese è detto Il puffball comune ovvero Palloncino comune e ancora, Ciminiera comune oppure Bacello di fumo comune.
  • In tedesco viene tradotto come Spolvera bottiglie o Strofina bottiglie.
  • In greco è detto Lycoperdo il perlato.
  • In spagnolo è detto Vesciola, Veglia o Vescicola perlata.
  • In estone è Una sporcizia comune oppure Triglia comune.
  • In finlandese è Ferita alla testa, che fa riferimento al suo tipico foro apicale a maturazione, deiscente.
  • In francese viene chiamato Palloncino con le perline o Palloncino di perle.
  • In croato è Il fungo zucca.
  • In ungherese è detto Pesce Palla o Puffer con boccioli.
  • In giapponese è detto Fungo della polvere.
  • In lituano è chiamato Pompa con verruche oppure Pumperan verrucoso.
  • In olandese è detto Palloncino di perle o Fungo palla di perla.
  • In polacco è Palloncino ruvido e/o Vesciola ruvida.
  • In slovacco è detto Verruca di mughetto o Verruca del tordo.
  • In svedese è detto Fungo del fumo verrucoso o Fungo affumicato verrucoso.
  • In ucraino è detto Impermeabile commestibile o Goccia di pioggia commestibile.
  • In cinese viene chiamato Palloncino reticolato, Palloncino verrucoso, Palloncino ingioiellato o Tabacchiera del diavolo.

DISTRIBUZIONE

Lycoperdon perlatum è una specie comune e cosmopolita con un areale molto ampio, un fungo in grado di adattarsi a diversi tipi di ambienti e climi

Lycoperdon perlatum, più comunemente conosciuto come vescia comune, è una specie diffusa che gode di una distribuzione molto ampia. È stato segnalato in Africa (Kenya, Ruanda, Tanzania), Asia (Cina, Himalaya, Giappone, India, Iran), Australia, Europa, Nuova Zelanda e Sud America (Brasile). È stato raccolto nelle aree subartiche della Groenlandia e nelle regioni subalpine dell’Islanda.

Nel Nord America, dove è considerata la specie di vescia più comune, si estende dall’Alaska al Messico, anche se è meno comune nell’America Centrale. Può essere trovato in un’ampia varietà di habitat, dalle foreste di latifoglie e aghifoglie, nei prati e nei campi aperti ai margini dei boschi. Questo fungo tende a crescere sia singolarmente sia in gruppi sul terreno, preferendo suoli ricchi e umidi.

Il suo periodo di fruttificazione va dalla primavera all’autunno, con una maggiore concentrazione di carpofori che si osserva dalla fine dell’estate e per tutto l’autunno, quando le condizioni ambientali favoriscono maggiormente la sua crescita. In caso di inverni poco rigidi, con assenza di freddo vero, gelo e neve, le ultime fruttificazioni possono protrarsi fin nel cuore dell’inverno.

Nel nostro paese è ampiamente distribuito in diverse regioni. Questo fungo prospera nelle foreste decidue e conifere, mesofile, particolarmente in aree umide e ombreggiate, ed è presente anche in prati, pascoli, giardini e parchi. Nelle regioni montuose, si trova nelle zone alpine e subalpine, spesso sotto il manto degli alberi ma anche in radure erbose. Inoltre è presente nelle regioni mediterranee, comprese le aree costiere e le regioni interne con vegetazioni di tipo mediterraneo. Lycoperdon perlatum è noto per il suo aspetto distintivo, con una superficie esterna “spinosa” e una forma tondeggiante, ed è comune in tutta Italia, dalle Alpi alle regioni meridionali e alle isole.

HABITAT / ECOLOGIA

L’HABITAT di Lycoperdon perlatum

Lycoperdon perlatum
Lycoperdon perlatum

L’habitat ideale per Lycoperdon perlatum

Il Lycoperdon perlatum, o vescia comune, è un fungo saprofita, il che significa che completa il proprio ciclo vitale nutrendosi di materia organica morta in decomposizione.

Si sviluppa sul terreno, crescendo direttamente sul suolo e frequentemente anche su legno morto in decomposizione. Talvolta, anche se più raramente, è stato trovato su pigne. Può crescere singolarmente o in gruppi numerosi dalla primavera fino all’autunno inoltrato. È in grado di adattarsi a diverse tipologie di habitat, rendendolo quindi un fungo comune e facilmente reperibile. È possibile trovarlo dalla pianura alla montagna, fino a 2200 metri di quota.

Ha un habitat piuttosto eterogeneo, in quanto questa specie è in grado di adattarsi a diversi tipi di foreste e condizioni climatiche. Di seguito vi mostriamo una panoramica del suo habitat preferenziale:

  • FORESTE: Questo fungo si trova comunemente nelle foreste di latifoglie e di conifere, dove cresce sul terreno tra la lettiera di foglie, il muschio o l’erba. Si trova spesso sia nelle foreste mature che nelle aree boschive giovani.
  • PRATI E PASCOLI: Lycoperdon perlatum può essere trovato anche nei prati, pascoli e altre aree erbose, in particolare quelle con terreno ricco di materia organica.
  • ZONE BOSCHIVE: Cresce spesso in aree boschive, inclusi sentieri e radure. Prospera in luoghi dove c’è legno in decomposizione o ricca materia organica.
  • RADURE: Non è insolito trovare questo fungo nelle radure erbose o anche sabbiose, persino in prossimità di rovi o ginestre, sia in presenza di lettiera di foglie, che direttamente sul terreno nudo, purché il terreno a base sabbiosa sia ricco di humus.

Predilige terreni ricchi di humus, dove la decomposizione di materiale organico fornisce nutrienti essenziali.

Alcune curiosità

Questa specie è polimorfa, il che significa che il carpoforo può assumere vari aspetti. Tuttavia, è molto costante nel presentare aculei conici, una caratteristica fondamentale per una corretta identificazione. Anche negli esemplari adulti, laddove gli aculei siano caduti, è possibile osservare le cicatrici circolari.
  Sebbene non sia considerato un fungo tossico dal punto di vista alimentare, è opportuno menzionare un’allergia documentata nella letteratura medica, nota come lycoperdonosi. Questa condizione è una polmonite allergica causata dall’inalazione, accidentale o intenzionale, di grandi quantità delle sue spore mature. Si raccomanda perciò di evitare di fare esplodere intenzionalmente il suo basidioma, al fine di osservare (e respirare) il “fumo” che fuoriesce dal suo peridio.
⛔️ Il Lycoperdon perlatum potrebbe talvolta essere confuso con altre specie di Lycoperdaceae, che però non presentano mai aculei conici. Tra queste, alcune come L. nigrescens Pers e il sosia L. norvegicum Demoulin, possiedono aculei più scuri e piramidali. 

⛔️ Le nuove specie di funghi, che fino ad ora ci erano sconosciute, vanno raccolte solamente se si è accompagnati da cercatore esperto e vanno fatte vedere ad un Ispettore ASL o Micologo professionista, non al proprio vicino di casa!

SEGNI DISTINTIVI / CARATTERISTICHE

Lycoperdon perlatum
Dettaglio degli aculei presenti in Lycoperdon perlatum. Autore: Marco Pap (profilo facebook)

COME RICONOSCERE LYCOPERDON PERLATUM

Il carpoforo, o corpo fruttifero, di questo fungo è composto da un esoperidio, al cui interno si trova la gleba, ovvero la polpa del fungo, insieme a un gambo solitamente ben distinto. A seconda della forma che assume (polimorfo), questo dettaglio è sempre più o meno evidente, ma comunque sempre presente.

Il basidioma, appunto polimorfo, è solitamente piriforme (a forma di pera capovolta), ma può anche assumere forma di pestello e più raramente globosa. Misura da 2 a 4 cm di diametro per 3 a 8 cm di altezza. Di colore bianco-crema, assume tonalità marroni a maturità. Nella parte apicale, l’esoperidio è ornato da aculei conici che possono raggiungere dimensioni di circa 2 mm; questi sono contornati alla base da piccole verruche, le quali permangono anche dopo la loro caduta, donando al fungo una caratteristica areolatura a maglie pseudopoligonali-circolari. Nella parte inferiore, invece, sono presenti solo delle piccolissime e fragili spine, talvolta assenti in alcuni esemplari. La deiscenza, ovvero il rilascio delle spore, avviene sempre attraverso un foro che si apre a livello centrale-apicale.

Il gambo è rappresentato da uno pseudostipite, solitamente ben differenziato dal basidioma.

La carne o gleba, ovvero la parte superiore globosa, si presenta inizialmente compatta, di colore bianco, che raggiunge poi colorazioni con toni marroni olivastri e consistanza polverosa. La subgleba occupa interamente lo pseudostipite e rimane per tempo bianco-giallastra prima di scurirsi in maturità. La distinzione tra gleba e subgleba è evidente nei basidiomi più maturi, dove la differenza cromatica tra le due risulta distinguibile. Il suo odore è leggero come fenolico con sapore dolciastro.

Le spore sono di forma globosa e hanno un diametro medio di 3-4 µm. Sono ricoperte da aculei e verruche.

Lycoperdon perlatum
Particolare del foro apicale (sporale) in esemplare adulto di L. perlatum. Autore: Michael (inski), via Wikimedia Commons

COMMESTIBILITA’

SI TRATTA DI UN FUNGO COMMESTIBILE CON RISERVA

Il Lycoperdon perlatum, comunemente noto come Vescia comune, è considerato commestibile quando è giovane e ancora bianco all’interno (gleba).

È importante raccoglierlo solo quando è giovane e non mostra segni di maturità. Quando il fungo invecchia, la carne interna diventa di colore marrone scuro e sviluppa uno spesso strato di spore all’interno, rendendolo non commestibile e potenzialmente indigesto. Si consiglia di raccogliere e consumare il Lycoperdon perlatum solo se si è sicuri della propria identificazione e, ribadiamolo, solamente se è in condizioni giovani e fresche.

Di seguito vediamo cosa dicono al riguardo gli autorevoli autori Nicola Sitta, Paolo Davoli, Marco Floriani e Edoardo Suriano, nella loro importante: “Guida ragionata alla Commestibilità dei Funghi“:

I generi che nella sistematica tradizionale appartenevano a questa famiglia oggi vengono assegnati alle Agaricaceae. I più rappresentativi, anche ai fini dell’utilizzo alimentare, sono Lycoperdon, Apioperdon, Calvatia (incluso Langermannia), Bovista, Bovistella e Vascellum. Anche la specie Mycenastrum corium, sebbene poco comune, è localmente consumata. Tutte le specie di Lycoperdaceae, indipendentemente dal genere di appartenenza, sono da ritenere commestibili finché la gleba rimane bianca e soda. Poiché la maturazione di questi funghi è piuttosto veloce, il colore della gleba deve essere verificato prima del consumo. Calvatia (= Langermannia) gigantea è la specie più nota e ricercata, soprattutto per le dimensioni imponenti; è inserita nella lista positiva delle specie commercializzabili in Valle d’Aosta ed è ammessa alla vendita in Austria (2006), Belgio (2017), Francia (2017), Svizzera (2020) e Ungheria (2019). In Svizzera (2020) anche Lycoperdon perlatum, L. (= Apioperdon) pyriforme e L. utriforme (= Bovistella utriformis) possono essere poste in vendita. Per le Lycoperdaceae tondeggianti e di piccole dimensioni, in particolare genere Bovista, occorre la massima attenzione nel controllo di tutti gli esemplari delle raccolte, a causa della confondibilità con le specie potenzialmente mortali di Amanita in stadio di ovolo chiuso.

Può essere cucinato in vari modi. Il metodo più classico prevede l’impanatura. Il fungo tagliato a fette non troppo fini, può essere cucinato a mo’ di cotoletta.

In alcune zone del Piemonte, resiste la tradizione di utilizzarlo come ingrediente principale per uno squisito riso al latte, inserito durante la cottura del riso al latte a cubetti o anche come insaporitore in forma di crema, dopo averlo frullato col minipimer.

Ispettorati micologici

SPECIE SIMILI

Lycoperdon perlatum è un fungo di facile identificazione; le sue caratteristiche macroscopiche, se analizzate nel dettaglio, non dovrebbero trarre in inganno nemmeno il fungaiolo meno esperto. Tuttavia, come ogni fungo presente in natura, e considerando anche la sua caratteristica polimorfia, potrebbe creare confusione anche tra gli esperti. Anche L. perlatum potrebbe essere confuso con alcuni funghi simili, tra cui molti appartenenti allo stesso genere. Vediamone alcuni nel dettaglio, oltre a quelli già menzionati.

Di seguito elenchiamo alcune di queste specie facilmente confuse dandovi alcune dritte su come poterli distinguere.

Lycoperdon perlatum sosia
Alcune possibili confusioni con Lycoperdon perlatum. Autori: L. nigriscens (Strobilomyces), L. molle (Garrett Taylor), L. mammiforme (Gerard Koller), A. piriforme (Alok Mahendroo), via Wikimedia Commons

Vediamo nel dettaglio le specie citate e altri potenziali sosia.

Lycoperdon perlatum potrebbe essere confuso con:

Lycoperdon nigrescens e il sosia L. norvegicum (commestibili), che possiedono entrambi aculei più scuri e piramidali.

► Lycoperdon umbrinum / Lycoperdon molle  e relativo gruppo (commestibile), non presenta mai aculei ben formati, ma piccoli e detersili. Il corpo fruttifero è spesso molle sin dalla giovane età. 

Lycoperdon mammiforme (commestibile), è ben distinto per possedere un velo generale che si dissocia in placche monto ampie.

Lycoperdon pyriforme (commestibile), potrebbe somigliare in casi in cui L. perlatum si presenti come fungo lignicolo. Apioperdon pyriforme ad esempio (ex L. pyriforme var. betulinum) cresce su residui legnosi di betulla.

Lycoperdon echinatum/Bovistella utriformis (non commestibile, indigesto), forma sferica, talvolta piriforme, colore per lo più marroncino, da avorio a marrone scuro negli esemplari adulti. Anch’esso produce una polvere sporale in grado di provocare serie allergie, da evitare. Predilige suoli calcarei, vegeta preferibilmente sotto i faggi dove lo si può trovare in forma singola o anche gregario in piccoli gruppi.

Lycoperdon excipuliforme (commestibile se la gleba è bianca), molto simile al perlatum, si differenzia per un corpo fruttifero a forma di lampadina assai allungata, per le sue dimensioni decisamente maggiori, questo generalmente può raggiungere i 10-30 cm d’altezza, assumendo la forma di un pestello da mortaio. Ha un colore inizialmente bianco che con l’età passa al beige, ocra, marroncino-brunastro. La superficie superiore, o anche del gambo, può essere liscia o coperta da granulazioni e piccoli aculei concolori. É specie estiva-autunnale, si trova soprattutto in terreni incolti, brughiere, pascoli, radure erbose, anche sotto ginestre. Cresce sia singolarmente che a gruppetti.

Simili anche alcune specie del genere Calvatia.

⛔⚠✋ I meno esperti, cercatori di funghi decisamente distratti, potrebbero facilmente confondere Lycoperdon perlatum con qualunque altro fungo a forma sferica o di “lampadina”. Si raccomanda particolare attenzione nei confronti di quella che, in Italia è considerata la specie tipo “loffa di lupo”, “peto di lupo”, ovvero Scleroderma citrinus, e più in generale tutti i funghi del genere Scleroderma.
⛔⚠✋ S. citrinum è un fungo a forma sferica, più o meno tondo o ovale, dal colore variabile tra il bianco ed il beige-giallo-marroncino con l’avanzare dell’età. Decisamente comune nei boschi di tutta Italia, è una specie tipicamente estiva-autunnale, con corpo fruttifero che frequentemente presenta segni di screpolatura sulla superficie del suo globo. É uno dei funghi più comuni dei nostri castagneti, dove talvolta cresce in colonie numerosissime, ma lo si può trovare anche nei nostri parchi cittadini. Attenzione perché si tratta di fungo tossico che, se ingerito in quantità può risultare velenoso.

Aggiornamento funghi 17-05-2024 Scleroderma citrinum
Aggiornamento funghi 17-05-2024 Scleroderma citrinum

PHOTOGALLERY DI LYCOPERDON PERLATUM

VESCIA BIANCA, FUNGO LAMPADINA

Aggiornamento funghi 22-12-2023 Lycoperdon
Aggiornamento funghi 22-12-2023 Lycoperdon sp. Si noti la strana-insolita forma e colore
Dizionario Micologico Glossario dei termini micologici Parte 4 Lettera D
Deiscente – Termine (si noti la “deiscenza” su esemplari di Lycoperdon perlatum ormai senescenti)
Funghi Porcini Novembre 2021
Lycoperdon perlatum
I funghi di Settembre
I funghi di Settembre – Lycoperdon perlatum PH Angelo Giovinazzo
Lycoperdon perlatum
Lycoperdon perlatum
Lycoperdon umbrinum Lycoperdon molle
► Lycoperdon umbrinum o Lycoperdon molle
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Sporulata su esemplari di Lycoperdon perlatum
Lycoperdon umbrinum Lycoperdon molle
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Lycoperdon perlatum
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► Lycoperdon excipuliformis
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Assembramento di Lycoperdon perlatum in bosco di Abete rosso
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Alfonso Conti

Alfonso Conti è il Social Media Manager di Funghimagazine. Oltre che occuparsi dei nostri Social, Alfonso è anche autore di artcoli per FM. Studioso di Funghi e Natura, è anche un ottimo informatico

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