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Funghi Magazine - Il magazine on-line sui funghi d'Italia. Aggiornamenti funghi, articoli e notizie sui funghi, segnalazioni in tempo reale. dove nascono i funghi e la tabella sulle nascite e crescite dei funghi con il Semaforo dei Funghi

Meteofunghi 23-10-2020 Funghi Porcini? Cercali dove non te li aspetti

Avanza il freddo e la stagione invernale è sempre più prossima, ma i nostri boschi sono ancora in piena attività vegetativa. Finché sugli alberi ci saranno foglie verdi, i funghi simbionti, tra cui i funghi Porcini, continueranno a deliziare le nostre viste e palati. Ma fino a quando potremo attenderci nascite di funghi? E dove cercarli in questo periodo dell’anno, apparentemente troppo freddo al Nord?

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Meteofunghi 23-10-2020 Funghi Porcini? Cercali dove non te li aspetti

Se abiti al Nord Italia o in Appennino, e stai già pensando che è ora di rassegnarti al freddo che avanza, seriamente intenzionato ad appendere il cesto dei funghi al chiodo, sappi che in realtà non c’è ancora tutta questa fretta di farlo.

Forse ancora non lo sai, ma l’autunno è la stagione che vede vegetare la maggior parte dei funghi d’Italia, molti dei quali ottimamente commestibili e, tra questi ci sono anche i funghi Porcini.

L’autunno è la stagione dell’anno che dispensa il miglior clima per i funghi

Piogge più frequenti, talvolta fresche o fredde ma in un contesto climatico spesso ottimale, senza eccessi di calore e con primi freddi pungenti solamente in montagna, con qualche prima sporadica brinata notturna anche al piano ma, con escursioni termiche meno pronunciate.

Ci potranno essere anche giornate ventose, che di solo sono assai poco gradite ai funghi perché li disidratano ma, l’incidenza del caldo solare si fa già meno aggressiva giacché i raggi solari giungono al suolo non più perpendicolari, come in piena estate, ma sempre più obliqui, perciò molto meno caldi.

L’evapotraspirazione si attenua progressivamente fino a fermarsi nelle conche più riparate dal sole e dal vento.

EVAPOTRASPIRAZIONE

Cos’è l’evapotraspirazione (ET)?

Anzitutto, è il fenomeno inverso alla precipitazione, ovvero quel fenomeno che fa sì che l’acqua piovana si disperda nell’aria.

In termini linguistici, si tratta della contrazione tra le parole evaporazione & traspirazione, usate in agrometeorologia per misurare quanta acqua si disperde nell’aria per effetto di evaporazione e traspirazione.

Due fenomeni naturali che provocano evaporazione, cioè perdita di umidità dal terreno, dai vegetali e persino dai tronchi degli alberi o dai funghi (anche se però in questi ultimi casi di parla non di evaporazione ma bensì di ‘traspirazione‘).

L’acqua piovana evapora per effetto del caldo solare, sotto forma di vapore acqueo, mentre l’acqua assorbita dai vegetali, ma anche dai funghi, evapora o meglio traspira attraverso i pori che ne regolano lo scambio con l’esterno.

Chiunque pratichi l’agricoltura, ha la necessità di conoscere il quantitativo d’acqua che viene dispersa nell’ambiente attraverso l’evapotraspirazione, per poter poi quantificare quanta acqua occorre integrare attraverso l’irrigazione.

L’unita di misura che si utilizza per quantificare l’evapotraspirazione è espressa in millimetri e si applica in m³/ha ovvero in metri cubi per ettaro.

Chiunque desideri andare a cercar funghi senza correre il rischio di rimanere a mani vuote, dovrebbe poter disporre del dato di evapotraspirazione di un determinato bosco.

Non potendo sistemare stazioni meteo in ogni bosco e quindi, non disponendo abitualmente di questi dati, salvo dove sono presenti Stazioni Meteo Agrometeorologiche amatoriali (di solito in prossimità di vigneti o frutteti), diventa indispensabile supporre quanta acqua è evapotraspirata monitorando i quantitativi di pioggia caduta, le temperature dell’aria, e possibilmente anche la Radiazione Solare, oltre che l’intensità e la costanza del vento.

Quando, come detto in apertura, l’autunno entra nel vivo della stagione, il clima si fa meno secco-rovente con piogge e coperture nuvolose più persisenti.

Va da sé perciò che l’evapotraspirazione si abbassa progressivamente, attenuandosi fino a cessare nelle giornate nuvolose, in cui l’umidità ristagna nell’aria, dai bassi strati atmosferici prossimi al suolo, fino alla base delle nuvole con saturazione dell’aria che diventa così umida da permettere persino la formazione di spesse foschie e, in presenza di inversioni termiche, anche di nebbie.

Situazioni climatiche queste che piacciono molto ai funghi che, si sa, soffrono terribilmente la presenza di aria secca-ventosa ma, viceversa, amano l’aria ristagnante e costantemente umida.

UNA VERA STAZIONE METEO PRESENTE ALL’INTERNO DI OGNI COLONIA FUNGINA

Meteofunghi 23-10-2020

Sembrerebbe una fantasiosa interpretazione della natura, eppure, e certamente anche questo ti sfugge, ogni colonia fungina possiede una naturale Stazione Meteo preposta proprio allo scopo di misurare gli effetti dell’evapotraspirazione.

Pensaci… Quante volte ti sarà capitato di dire: «nel bosco c’è molto micelio. Sicuramente la ‘buttata’ sta per partire».

Quello che hai espresso attraverso il concetto della presenza del micelio superficiale, a sua volta associato alla partenza della ‘buttata’, altro non è che la constatazione che le colonie fungine, per poter programmare le imminenti o future nascite, hanno a loro volta bisogno di conoscere i dati di evapotraspirazione, e lo fanno attraverso il loro sensore preposto: IL MICELIO.

Il micelio non è solamente un insieme di IFE che poi attraverso particolari noduli darà luogo a nascite di CARPOFORI (i contenitori delle spore, i semi dei funghi, che noi chiamiamo volgarmente ‘fungo’) ma è anche un sofisticato sistema di monitoraggio del clima.

GLI STRATI DEL SUOLO

Devi sapere che la gran parte, la maggior quantità di Micelio, si trova nel substrato ad una profondità che varia tra pochi centimetri fino ai 40/60 centimetri con possibilità di arrivare normalmente, ma meno frequentemente fin verso il metro di profondità.

Questo perché la maggior parte dei nutrienti è concentrata all’interno della cosiddetta ‘lettiera‘, anche detta ‘pedosfera‘, che a sua volta fa parte della ‘litosfera‘, la parte più superficiale del terreno.

E’ qua che avviene la maggior parte dei processi formativi della colonia fungina che, in pratica fa di questo strato superficiale, normalmente ricco di humus, la propria abitazione.

Qua si concentrano infatti aria ed acqua (che apportano ossigenazione), rispettivamente in una percentuale prossima al 25% dell’intero substrato. Sostanze inorganiche, con più o meno ricca presenza di Sali Minerali, per lo più disciolti in soluzione acquosa, all’incirca in una percentuale del 45% del totale, ed infine, le Sostanze Organiche che formano l’humus, nella rimanente percentuale del 5% circa.

Al di sotto della lettiera, e comunque della pedosfera, si trova il Substrato roccioso, anche detto Roccia Madre.

In quest’ultimo strato si ancorano gli alberi, attraverso grandi radici, spesso fittonanti, ovvero a forma di fittone o imbuto, che hanno il compito di dare all’albero stabilità e resistenza ai fenomeni meteorologici.

Tutto l’apparato radicale più capillare degli alberi si concentra invece entro lo strato di terra più friabile e superficiale, ed è proprio qua, tra i pochi centimetri ed il metro di profondità che abita, vegeta e si riproduce il Micelio.

Forse ignori anche il fatto che però, al di sotto dei 30/40 cm dalla superficie, lo strato di terreno diventa sempre più stabile in termini di temperature ed umidità, con sbalzi evidenti solamente in presenza di clima estremo come in inverno e durante l’estate.

Tra la primavere e l’autunno invece i tassi di umidità e le temperature si mantengono pressappoco costanti.

Come fare allora a sapere se ‘sopra’, al di fuori dello strato di lettiera, il clima è favorevole o meno alla fruttificazione/riproduzione?

Semplice: attraverso l’esplorazione della superficie terrestre tramite apposite porzioni di Micelio superficiale, munito di particolari ‘sensori‘ che possono ‘saggiare‘ l’aria e quindi rilevare le variazioni di Pressione Atmosferica, tassi di umidità del suolo e dell’aria e soprattutto delle temperature.

Meteofunghi 23-10-2020 Micelio superficiale
Micelio superficiale immortalato in foto da: Barbara Festa

Una vera e propria Stazione Meteo, in tutto e per tutto simile nei sensori, a quelli utilizzati da noi umani per misurare l’umidità, attraverso un ‘igrometro‘ o l’evapotraspirazione (ET), attraverso un ‘evaporimetro‘ o ‘lisimetro‘.

Come avrai perciò intuito, con la progressiva diminuzione dell’evapotraspirazione, aumenterà in maniera direttamente proporzionale alla minore dispersione di umidità, la disponibilità di acqua/ossigeno/nutrienti facilmente disponibili perché disciolti nella più fruibile soluzione acquosa ricca di queste sostanze.

AUTUNNO: PRIMI FREDDI IN MONTAGNA MA CLIMA ANCORA IDEALE TRA COLLI, PIANURE E LITORALI

Meteofunghi 23-10-2020

Durante l’intera stagione autunnale, non soltanto diminuisce l’evapotraspirazione ed aumenta la disponibilità di sostanze nutritive nel suolo, ma aumenta anche la distribuzione dei cosiddetti ‘microclimi‘ ideali per la vegetazione dei funghi.

MICROCLIMA

Che cos’è un microclima?

Si tratta di un clima che si viene a realizzare esclusivamente su scala locale, in base alla presenza o meno, di particolari fattori scatenanti.

Anzitutto un microclima si può realizzare dove vi sono particolari ostacoli orografici che possono essere rilievi di qualsiasi tipo, anche grattacieli, condomini o semplicemente case, che possono deviare le correnti d’aria o trattenere calore che poi verrà rilasciato lentamente quando l’aria si raffredderà, soprattutto dopo il tramonto e fino all’alba.

Un centro abitato può in toto dar luogo ad un microclima urbano che si viene a realizzare grazie al calore immagazzinato dall’asfalto, dal cemento e più in generale da tutti quei materiali scuri che possono attirare e trattenere i raggi solari.

Una conca più o meno piccola o anche una depressione del terreno o dolina, possono dar luogo ad altrettanti microclimi, generalmente freddi, per effetto della compressione degli strati d’aria o ancor di più per effetto della perdita di calore notturna (irraggiamento notturno), non integrata dallo scarso irraggiamento solare diurno (ombra persistente).

Anche un terrazzamento esposto a Sud o ad Ovest può dar luogo ad un microclima, in questo caso mite o del tutto caldo, che a sua volta può generare un ambiente termofilo.

AMBIENTE TERMOFILO

Cos’è un ambiente termofilo?




Si tratta in genere di un ambiente vegetazionale, bosco o radura che sia, ben esposto ai raggi solari pomeridiani (quindi generalmente esposto a Sud o ad Ovest) ma più in generale ai raggi solari dall’alba al tramonto, con alle spalle un rilievo o terrazzamento che consente a questa porzione di terreno di rimanere riparato dai venti generalmente freddi dei quadranti settentrionali ed orientali.

In un ambiente termofilo si sviluppano specie vegetali che amano temperature prevalentemente calde e che, nelle fasce pedemontane del Nord Italia, corrispondono pressappoco alla fascia vegetazionale delle vigne.

In questo ambiente si sviluppano e vegetano particolari tipi di funghi, detti ‘termofili tra cui alcuni dei funghi più ricercati d’Italia, ovvero i Porcini Neri o Bronzini (Boletus aereus), Porcini Estatini (Boletus aestivalis/reticulatus) ma anche gli Ovoli reali (Amanita cæsarea).

Se non ancora non conosci questo particolare ambiente boschivo, ti sei perso la conoscenza di uno degli ambienti boschivi più belli e particolari d’Italia.

Questo spesso (ma non necessariamente) si associa al Clima Mediterraneo, alla Foresta Mediterranea o alla Macchia Mediterranea, dalla Liguria e dal rilievo marchigiano del Conero fin sulle estremità Sud della Sicilia, mentre a Nord dell’Appennino, si associa sempre alle fasce pedemontane, risultando ovviamente assente nella Pianura Padana.

Non ti ti sto ora a raccontare questo complesso ambiente perché puoi comodamente scoprirlo attraverso l’apposito articolo presente su questo sito: ► BOSCO TERMOFILO, AMBIENTI BOSCHIVI.

Se invece desideri approfondire il concetto di AMBIENTE BOSCHIVO ed AMBIENTI VEGETAZIONALI poi leggere il mio ebook:

GLI AMBIENTI BOSCHIVI D’ITALIATutti i tipi di boschi, piani vegetazionali Climi & Funghi. UN BOSCO PER OGNI TIPO DI FUNGO

Questo ebook ti aiuterà a comprendere tutti gli ambienti boschivi d’Italia, ma soprattutto a scoprire che i boschi, e comunque tutte le aree con presenza di vegetazione, si dispongono in base a determinati PIANI VEGETAZIONALI a loro volta distribuiti in base a CLIMI E MICROCLIMI.

Se vuoi girar per boschi con scienza e conoscenza, non potrai esimerti dal conoscere questi argomenti, altrimenti ti ridurrai a diventare come molti cercatori d’altri tempi che, giravano per boschi basandosi esclusivamente su infondate credenze, luoghi comuni ed assoluta mancanza di consapevolezza.

Oggi per diventare dei veri e buoni cercatori di funghi, occorre non solo far uso delle moderne tecnologie che ti aiutano a non perderti nei boschi → leggi: COME ORIENTARSI NEI BOSCHI, VERSANTI ED ESPOSIZIONI, oppure: → LE MIGLIORI APP PER ORIENTARSI NEI BOSCHI, ma anche avere la piena consapevolezza che la raccolta funghi è regolata/regolamentata da leggi (seppur spesso contestate da cercatori troppo polemici) studiate apposta per tutelare il bosco, i funghi, e gli ambienti vegetazionali che li ospitano.

Giusto per farti un esempio pratico, molti cercatori affatto virtuosi, contestano la regola che vuole che, in quasi tutte le regioni d’Italia, sia vietato raccogliere funghi Porcini, Ovoli o altri che siano, ancora allo stato di ‘cuccioli’ perciò chiusi e non ancora sessualmente maturi, ovvero non ancora in grado di produrre spore.

Questi contestano il fatto che «se il ‘cucciolotto immaturo‘ non lo raccolgo ora io, lo raccoglierà qualcun altro dopo di me».

Orbene, chi fa questo ragionamento, ignora in toto il fatto che, sottraendo al bosco i produttori di spore, diminuirà drasticamente la disponibilità di semi presenti nel bosco, necessari a perpetrare, ovvero a garantire le future nascite di altri funghi.

Per fare un paragone in termini pratici ed a tutti comprensibile, è come se, io seminassi nel mio quadretto d’orto l’insalata ma poi arrivasse uno stormo di merli pronto a divorarsi dal primo all’ultimo seme depositato sul terreno.

Vale lo stesso per coloro che nel bosco hanno l’abitudine di ‘rastrellare’ la lettiera, spostando spasmodicamente ogni singola foglia alla ricerca del fungo perduto, anche del più piccolo cucciolotto da sottrarre agli altri cercatori, per far incetta di quanti più funghi possibili, quasi che si trovassero in piena preda a crisi d’astinenza.

La giusta consapevolezza del proprio agire, suggerirebbe a costoro che, così facendo, non solo raccoglieranno funghi immaturi che non potranno dispensare e depositare sul terreno i preziosissimi ed indispensabili semi, ma anche che DISTRUGGERANNO IRRIMEDIABILMENTE IL MICELIO E L’ABITAZIONE DELLE COLONIE FUNGINE.

LA DOMANDA PIU’ COMUNE AL MOMENTO, DI MOLTI DEI NOSTRI LETTORI:

«PERCHE’ IL BOSCO E’ BUONO MA NON NASCONO FUNGHI?»

Forse perché qualche irresponsabile prima di te ha fatto incetta di funghi, o provocato danni al sottobosco, che neppure immaginava?

Oggi viviamo in un’era in cui l’ignoranza non è più tollerabile. Tanto più se questa ignoranza altrui viene a ledere i nostri diritti individuali o collettivi.

Se un cercatore di funghi, ignaro delle proprie azioni, raccoglie funghi immaturi o distrugge la lettiera tramite rastrellamento, non solo va denunciato ma, se possibile, educatamente rimproverato, così come va rimproverato chi getta nei boschi i resti del proprio spuntino, che siano lattine o bottiglie vuote, involucri di plastica, carta o altro materiale non biodegradabile che sia.

Molti boschi che nel corso degli anni hanno subìto eccessivo afflusso di cercatori di funghi, facilmente oggi rimarranno improduttivi per un certo numero di anni necessari a ripristinare quel fragile equilibrio che si è rotto attraverso un uso dissennato delle risorse boschive, che siano funghi prelevati o alberi tagliati senza un filo logico.

Molti boschi noti e stra-noti oggi rischiano di non produrre più nulla, proprio perché eccessivamente sfruttati, proprio come accade con i pesci in mare dove, una pesca eccessiva, senza una adeguata riproduzione, fa sì che molte specie ittiche quali tonni e pesci spada, per fare un esempio pratico, diventino ogni anno più rare o si estinguano nel tempo.

Pochi giorni fa, in un bosco della Pianura Padana, noto per i suoi bellissimi Porcini Neri ed Ovoli reali, un tempo assai comuni, ho incontrato una signora trafelata ed intenta a spostare minuziosamente foglie con il suo superfluo bastone, quando incontrandola le ho domandato se avesse trovato qualcosa, mi ha risposto: «ma va’, qua sono anni che non si trova più nulla!». Allora le ho domandato perché si ostinasse a smuovere la lettiera col suo inutile bastone e lei ingenuamente ed ovviamente con l’ignoranza di chi ignora le cose, mi ha risposto: «eh ma qua i funghi li cercano tutti così».

Naturalmente la signora in questione non si è resa conto, e continua a farlo, che:

ad ogni azione corrisponde una adeguata reazione

Ovvero:

  • distruggo la lettiera = distruggo la casa dei funghi
  • distruggo il micelio = distruggo l’apparato che genera i funghi
  • modifico l’habitat dei funghi = modifico le condizioni che fanno sì che possano nascere i funghi
  • pesto il micelio superficiale = metto a rischio le future nascite
  • prelevo tutti i frutti dei funghi = sottraggo al bosco i semi
  • prelevo funghi immaturi = sottraggo semi al bosco

Troppo spesso siamo portati a credere che i funghi nascano o siano meno presenti SOLO in base all’andamento climatico, ovvero alla quantità di pioggia che è caduta o meno, dimenticandoci però, che la gran parte dei danni il bosco non li subisce ad opera del clima, ma del troppo carico di cercatori presenti nel bosco e soprattutto al loro comportamento, più o meno virtuoso che sia.

I FUNGHI LA’ DOME MENO TE LI ASPETTI

Meteofunghi 23-10-2020 Funghi Porcini? Cercali dove non te li aspetti

Accade sempre in periodi tardo autunnali che, le colonie fungine che hanno subìto pesanti shock dovuti ad un eccessivo afflusso di cercatori durante l’intero periodo estivo ed inizio autunno, diventino improvvisamente completamente improduttivi, pur in presenza di clima apparentemente ideale.

Boschi che hanno patito prelevamenti di funghi eccessivi, raccolte indiscriminate di funghi Porcini, Ovoli o altri, come se non ci fosse un domani, riempiendo non solo i cesti, ma anche le tasche dei giubbotti e qualunque altro pertugio che possa contenerli, improvvisamente smettono di produrre, vanno in riposo riproduttivo e smettono di far nascere funghi tutti all’unisono, come o forse innescati da segnali che il bosco dà all’intero ambiente vegetativo.

Come detto in apertura, grazie a particolari condizioni ambientali, ovvero ai microclimi, che si realizzano prettamente su scala locale, soprattutto in primavera ed in autunno, in questo periodo dell’anno non è insolito poter trovare funghi, anche Porcini, a due passi da casa, nel bel mezzo o a bordo giardino, in un Parco giochi o in un Parco cittadino o periferico, così come in circoscritti boschetti o filari d’alberi che segnano il confine tra varie proprietà agricole.




FUNGHI AUTUNNALI E FUNGHI PORCINI AL NORD

Meteofunghi 23-10-2020

Mentre centinaia di cercatori di funghi si accalcano ogni giorno in talune aree boschive rinomate per i loro funghi (quasi) sempre disponibili, c’è chi senza fatica alcuna, e senza il fiato sul collo di altri cercatori imbruttiti da lunghissime e snervanti camminate infruttuose, si porta a casa profumatissimi funghi Porcini dispensatori di soddisfazioni doppie o triple perché a chilometri zero o perché raccolti senza snervanti o faticose ed interminabili camminate su e giù per pericolose pareti scoscese.

Al momento i ritrovamenti migliori di funghi in luoghi insoliti, non ordinari, li si sta facendo soprattutto al Nord Italia, per ora maggiormente interessato dal raffreddamento autunnale.

Tolte le zone alpine, ormai in pieno riposo vegetativo quasi ovunque oltre i 1000/1200 mt, tra la bassa montagna, i colli ed il piano, ottime nascite di funghi si registrano qua e là, quasi senza un filo logico, indipendentemente da quanta pioggia sia caduta ad inizio mese di ottobre, ma piuttosto in base all’integrità ambientale.

Nascite ‘on-shot‘, ovvero del tutto circoscritte, assolutamente temporanee oltre che di breve durata, si registrano principalmente nei boschi di Castagno, di Castagno misto Quercia o anche di sola Quercia ma anche Quercia/Orniello o Quercia/Orniello/Sorbo, quando non anche Castagno/Quercia/Orniello/Sorbo.

Assai più pigro il Tiglio che, solitamente produce funghi Porcini Estatini tra maggio e giugno e poi Porcini edulis a fine autunno. Finora risultano pochissimi e sporadici i ritrovamenti fatti sotto questo tipo di albero e, in realtà non ne conosciamo neppure le ragioni.

I Faggi sono già pressoché in letargo, pur avendo ancora foglie insolitamente verdi o comunque ben presenti nelle chiome. Qualche timido ritrovamento lo si sta ancora facendo nei pochi esemplari presenti a quote molto basse. Pochi perché si tratta di albero che ama versanti freschi ed umidi di montagna e mal si adatta ai bassi colli e piano.

Le sorprese migliori si stanno invece facendo tra le Conifere, in particolar modo gli Abeti, anche non naturali in rimboschimenti o in giardini, tra i bassi colli ed il piano.

Se sai di un gruppetto di 2/3 Abeti presenti in qualche Parco o giardino, non perderti l’occasione di darci un’occhiata: potresti trovarci interessantissime sorprese.

Come già accennato nell’aggiornamento Meteofunghi precedente: Meteofunghi 15-10-2020, in Pianura Padana si continuano a fare ritrovamenti di molte varietà di funghi autunnali tra cui Mazze di Tamburo, Coprini, Prataioli tra i funghi di prato o di radura erbosa, Russule, Amanite, Tricolomi, Lattari, Cantharellecei, Leccini e varie Boletacee tra alberi isolati o boschi-boschetti. Chiodini o Famigliole Buone, Pioppini o Piopparelli e Pleurotus tra i funghi lignicoli.

Ribadisco poi il concetto che non occorre la presenza di un vero e proprio bosco esteso e fitto per poter trovare funghi Porcini in Pianura Padana.

Al contrario, in questa stagione, i funghi Porcini amano maggiormente vegetare tra alte erbe coriacee, meglio se miste a Brugo/Brughiera/Erica, dove si trovano ben distribuite radici capillari e superficiali di vicini alberi di Quercia, Orniello, Betulla o anche Pioppo Tremulo e perché no, pure qualche Conifera.

I FUNGHI AUTUNNALI E FUNGHI PORCINI NEL RESTO D’ITALIA

Meteofunghi 23-10-2020 Funghi Porcini? Cercali dove non te li aspetti

Tolta la singolare anomalia rappresentata dalla Liguria che, nonostante i frequenti temporali recenti non vede finalmente partire la tanto attesa grande buttata d’autunno, nel resto d’Italia abbondano un po’ ovunque sia i funghi autunnali che i funghi Porcini.

Molti lettori ci hanno chiesto un nostro parere riguardo all’assenza di funghi in varie zone liguri. La risposta che ci rimane più logica è l’eccessiva costante presenza del vento che, ora da Libeccio, ora da Scirocco o Maestrale e Tramontana, sembra non voler dar tregua ai boschi, soprattutto se ben esposti ai quattro venti.

E a poco è servita la temporanea presente della Macaia o Maccaja, la tipica atmosfera uggiosa che si viene a creare quando in Liguria costiera si accalcano umide nubi basse sospinte dal vento di mare, soprattutto Scirocco, verso i colli interni.

TOSCANA

Meteofunghi 23-10-2020 Funghi Porcini
Mix di funghi autunnali di metà Ottobre 2020 immortalato in foto da Luca di Grosseto

Sta vivendo un lungo periodo fertile la Toscana, con ottimi ritrovamenti di funghi Porcini, sia Neri che Estatini ma, in zone ben umide anche di Edulis.

I ritrovamenti migliori, da settimane ormai, si stanno facendo tra la Maremma e coste Livornesi fin verso le Colline Metallifere e Toscana Centro-Meridionale. Meno presenti i funghi in zone a Nord dell’Arno e ancor meno sull’Appennino con qualche nascita in più sui settori Est dell’Appennino Tosco-Romagnolo, molto meno su quello Tosco-Emiliano. Presenti in zona comunque, moltissimi altri funghi autunnali.

UMBRIA-MARCHE-LAZIO-ABRUZZO

Prosegue il momento di grazia per l’Umbria con discreta presenza anche nel Lazio, meno nelle Marche, salvo in zone collinari con versanti umidi esposti ad Est.

Nel Lazio la buttata di Porcini Neri si sta esaurendo o è già del tutto esaurita, ma potrebbe riprendere a breve, in settimana, grazie ad alcune recenti piogge, ma soprattutto grazie al sufficiente lasso di tempo trascorso come riposo vegetativo dopo l’ultima buona buttata.

→ Unico neo per questa regione, come detto precedentemente, è che in moltissimi casi, l’eccesso di cercatori su zone boschive non troppo vaste, ha causato la perdita di molte fungaie, ad opera di cercatori che hanno rovistato ovunque, spostando le foglie, calpestando eccessivamente i miceli che hanno sofferto al punto che, probabilmente fino al prossimo anno rimarranno ora del tutto improduttivi.

Abruzzo invece battuto dal vento con alternanze di periodi freschi o freddi con altri caldo-secchi-ventosi.

Già in riposo vegetativo i boschi di montagna, soprattutto quelli di Faggio o Conifere, si registrano piccoli cenni di nascite tra i Castagni, meno tra le Querce spesso sferzate da forti venti.

CAMPANIA-PUGLIA-BASILICATA

Meteofunghi 23-10-2020

Prosegue invece in periodo florido per la Campania che ha avuto molte piogge tra la fine di Settembre e la prima metà di Ottobre.

Qua sono ben presenti Porcini Neri, Porcini Estatini e tra Castagni e Faggi di montagna, anche Porcini edulis, sebbene non particolarmente abbondanti dato l’aerale non ottimale.

Anche i boschi di Quercia sono discretamente produttivi ma, in questo caso, occorre verificare prima dove e quanto è piovuto per aver certezze di nascite → puoi verificare dove e quanta pioggia è caduta in regione attraverso la pagina: PIOGGIA ITALIA OTTOBRE 2020.

La Basilicata vede buone o ottime nascite di funghi, soprattutto Porcini, nei settori Ovest e Sud della regione, soprattutto al confine con la Campania e la Calabria.

Discreti ritrovamenti di funghi autunnali, presenti anche Porcini ma soprattutto Cardoncelli e altri autunnali, nella Basentana e nei settori di confine con le Murge.

E a proposito di Murge, qua risultano sempre più ben presenti i funghi Cardoncelli e, tra le querce, anche isolate, là dove si mantiene l’umidità al riparo dal vento, anche funghi Porcini.

Stesso discorso per il Foggiano, con maggior presenza di funghi autunnali in Gargano, rispetto al Sub-Appennino Dauno. Salento spesso sferzato dal vento, con nascite ridotte al lumicino e per lo più presenti al riparo dal vento.

CALABRIA-SICILIA E SARDEGNA

Ancora ottimi i ritrovamenti di funghi in Calabria.

Qua grazie all’ottimo clima ed a suoli granitici sui rilievi, ma anche calcarei lungo la costa jonica, sono al momento presenti tutte e quattro le varietà di funghi Porcini:

Porcini Estatini, Porcini Neri, Porcini edulis e pure i rari al Sud, Porcini Rossi o Pinicola.

Buoni o ottimi ritrovamenti si possono fare sia sui monti che sui colli e persino lungo le ripide scarpate tirreniche, tanto tra i Castagni che tra le Querce con ottime nascite anche nei boschi di Conifere, forse con nascite più contenute tra i Faggi, ormai in progressivo avvicinamento alla caduta delle foglie ed al riposo vegetativo.

In Sicilia ancora una volta protagonisti i settori Est e Nord dell’isola con ottimi ritrovamenti là dove il frequente caldo vento di Scirocco non ha letteralmente seccato i boschi precedentemente ben bagnate da diversi temporali.

Molto meglio in questo periodo puntare ai boschi dell’Alcantara, spesso in ombra al pomeriggio e quelli dei versanti Ovest e Nord dell’Etna. Per quanto riguarda invece i monti a Nord dell’isola, meglio privilegiare versanti sottovento dove non è soffiato lo Scirocco. Sud ed Ovest dell’isola continuamente sferzati dal vento e con piogge più contenute, registrano nascite del tutto sporadiche o persino localmente assenti.

Infine in Sardegna si continuano a registrare giornate calde ma anche assai ventose, il che non si abbina bene con le nascite di funghi.

Buone nascite si sono avute nelle prime due settimane di ottobre ma, con fungaie presenti solamente in luoghi ben riparati dal vento. Questo trend dovrebbe proseguire anche nella settimana entrante con funghi autunnali, inclusi Leccini e Porcini, rinvenibili ancora in buon numero, ma quasi esclusivamente in boschi fitti di Quercia-Leccio-Corbezzolo presenti in conche ben riparate dal vento e meglio se in presenza di grandi o piccoli corsi d’acqua.

Infine ti ricordo che se te li sei persi puoi consultare i precedenti aggiornamenti Meteofunghi con sì gli aggiornamenti del momento ma anche molti consigli su come e dove cercare funghi Porcini:

Non dimenticarti anche di consultare la pagina PIOGGIA ITALIA OTTOBRE 2020 per sapere dove e quanto è piovuto in Italia e, come avrai notato se sei un attento lettore, nel banner pubblicitario laterale, se ti occorrono lavori di grafica, immagine coordinata, web-multimedia, ti consigliamo lo Studio grafico con cui abbiamo stretto ottimi rapporti commerciali.

Meteofunghi 23-10-2020 Funghi Porcini? Cercali dove non te li aspetti

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