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Molti Porcini a breve. Vediamo dove. Aggiornamento Meteofunghi 1 Luglio 2022

Tornano i temporali estivi sulle Alpi e su alcune zone pedemontane del Nord e Toscana, non termina, ma si attenua leggermente la siccità in Piemonte e, a breve potranno ripartire le nascite di funghi Porcini, mentre già si trovano i Finferli/Galletti. Ecco dove

Molti Porcini a breve. Vediamo dove. Aggiornamento Meteofunghi 1 Luglio 2022

Molti Porcini a breve. Vediamo dove. Aggiornamento Meteofunghi 1 Luglio 2022

LA SITUAZIONE CLIMATICA ATTUALE

Non è ancora terminato il brutto periodo, caratterizzato da una siccità al Nord, come non la si era mai vista prima in era moderna, tuttavia l’intero arco alpino sta finalmente tirando qualche boccata d’ossigeno, grazie a temporali sempre più frequenti che, dal 22 di Giugno scorso, stanno bagnando a più riprese, vari settori alpini, con anche frequenti sconfinamenti sulle alte pianure pedemontane.

Nel corso degli ultimi giorni poi, qualche forte temporale è anche giunto sulla Liguria e sulla Toscana, mentre nel resto d’Italia, continua ad infuriare senza soste, il torrido Anticiclone Africano, frutto di un esasperato effetto serra che non porta, e non porterà, nulla di buono per l’intero bacino del Mediterraneo.

Come puoi leggere nel mio precedente articolo “Siccità e Funghi, com’è la situazione al 24-06-2022”, non stiamo vivendo un buon periodo climatico, né vi sono prospettive di miglioramenti futuri, dal momento che la nostra Atmosfera è sempre più satura di gas ad effetto serra e le grandi potenze industriali non vogliono saperne di porre rimedio, almeno nel breve periodo, ipotizzando al massimo una progressiva diminusione delle immissioni più dannose, ma solo a partire dal 2030 o addirittura anche più avanti.

A farne le spese, così com’è sotto agli occhi di tutti, sono i nostri corsi d’acqua, sempre più riarsi dalla siccità, in diversi casi addirittura completamente prosciugati, con l’acqua potabile anch’essa sempre più scarsa ed in prospettiva da razionare.

Soffre l’agricoltura, soffrono i boschi e soffrono pure i nostri beneamati funghi che, in molti casi, pur tentando di mettere in atto meccanismi di difesa dal Clima che cambia, fanno davvero molta fatica ad adattarsi ai livelli di aridità in cui versano molti nostri boschi.

Come puoi leggere nell’articolo appena citato, i funghi, in particolar modo le Boletacee cui appartengono i Porcini, grazie a particolari spore dette Endospore o ‘Spore di Resistenza‘, è proprio in periodi difficili come quelli attuali, che mettono in atto meccanismi di sopravvivenza che li aiuteranno a perpetrare la specie, anche a seguito di grandi sconvolgimenti climatici.

Per fare ciò, hanno necessità di fruttificare, anche in periodi proibitivi, com’è quello attuale caratterizzato da temperature di gran lunga più calde del normale, con siccità estrema che mette a dura prova tutta la nostra vegetazione.

Per questa ragione, in molti casi, basta anche una pioggia non particolarmente copiosa, giusto una ventina o al massimo una quarantina di millimetri, preceduti e seguiti da siccità sostenuta, ad innescare ottime nascite di funghi, in particolar modo di Porcini, così com’è accaduto dalle Marche-Abruzzo-Molise alla Campania e Calabria dopo le piogge del 9/10 giugno e, successivamente tra Basilicata e Calabria, dopo le piogge del 17 giugno.

Lo scopo di queste nascite un po’ inattese è infatti proprio quello di poter produrre il maggior quantitativo possibile di Spore di Resistenza che, grazie al gran caldo ed all’estrema siccità, non germineranno, ma si cementeranno, in modo da poter superare avversità quali temperature estreme, incendi, eruzioni vulcaniche ed altre avversità.

Come detto in apertura però, al momento attuale, il rovente Anticiclone Africano non abbraccia la nostra Penisola giungendo dal Marocco e Penisola Iberica-Francia ma, fortunatamente , si espande verso l’Italia, direttamente da Sud, da Algeria-Tunisia e Libia, consentendo così a leggeri sbuffi d’aria umida oceanica, molto meno rovente rispetto a quella africana, di raggiungere le Alpe e, in molti casi anche di oltrepassarle, portando un piacevole fresco, ma soprattutto riportando rovesci e temporali che dissetano parzialmente le nostre lande assetate.

Il rovescio della medaglia di questi sbuffi d’aria fresco-umida oceanica è che, i forti contrasti tra l’aria calda-torrida africana e quella più mite oceanica, sono in grado di sprigionare moltissima energia, osservabile sottoforma di fenomeni atmosferici estremi.

Ad esempio, i temporali che nella tarda serata di Giovedì 30 Giugno 2022, sul Piemonte occidentale sono stati così intensi e ricchi di fulminazioni che, i cieli illuminati da incessanti lampi sono stati visibili anche dalla Liguria, dalla Versilia e dal Lago di Garda.

Colpa dell’effetto serra, che intrappola molto calore, sottoforma di raggi infrarossi, e del calore latente che si forma sui grandi centri urbani dove le isole di calore, possono innescare fenomeni violenti come la Supercella temporalesca che, formatasi sulla cintura ovest torinese, ha portato violente grandinate a sfiorare Torino con raffiche di vento attorno ai 100 chilometri orari su di una vasta area da Torino al Canavese.

Nubi torreggianti, il cui apice può facilmente raggiungere e superare i 10.000 metri, spingendosi eccezionalmente anche fin verso i 15-17.000 metri, perciò i lampi associati erano visibili da così grande distanza.

Purtroppo questi fenomi così estremi, oggi non sono più un’eccezione ma una normalità climatica che ci accompagnerà durante tutti i periodi caldi dell’anno, sempre, o quasi, accompagnati da nascite di funghi, per così dire un po’ ‘schizofreniche’ che si verificheranno là dove si sono registrati accumuli di pioggia maggiori, rimanendo completamente assenti là dove le fortissime raffiche di vento ascendente (in gergo dette ‘inflow‘) impediscono le precipitazioni perché, i venti risucchiati dal super-cumulo temporalesco, soffiano in senzo contrario alla caduta della pioggia, ovvero da terra verso l’apice del ‘mostro’ temporalesco.

Muri di pioggia cadono invece in corrispondenza delle violente raffiche di vento discendente (in gergo: ‘outflow‘), con pioggia più leggera lungo le nubi che precedono l’avanzata di queste imponenti strutture temporalesche.

Al netto di quanto detto, si evince che, fino all’arrivo della stagione autunnale, se vogliamo andar per funghi e tornare a casa con i Porcini, Finferli o altri funghi nel cesto, dovremo necessariamente rincorrere questi rovesci temporaleschi.

Finferli Molti Porcini a breve.DOVE STANNO NASCENDO O NASCERANNO A BREVE I FUNGHI

Molti Porcini a breve. Vediamo dove. Aggiornamento Meteofunghi 1 Luglio 2022

É ARRIVATA L’ORA DEI FINFERLI

Iniziamo questo aggiornamento nascite funghi dicendo subito che, con largo anticipo, i frequenti temporali alpini, non hanno mancato di favorire importanti nascite di funghi Galletti/Finferli.

Finferli nella varità precoce-estiva (Cantharellus pallens) (distinguibili dai Galletti tardo-estivi per la stazza più corposa e colarazioni giallo pallido-crema), si sono già diffusamente raccolti dalle Marche al Molise, dalla Campania alla Calabria nell’ultima decade di giugno. Sono invece mancati al Nord per assenza di precipitazioni.

Finferli classici, quelli di colore giallo intenso-tuorlo d’uovo, grazie alle piogge che sono tornate a bagnare le regioni alpine, stanno iniziando a tingere di giallo soprattutto i boschi montani di faggio di Piemonte, Valle d’Aosta, Canton Ticino, Lombardia, Grigioni svizzero, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia ed Austria. Le nascite dovrebbero continuare senza sosta là dove le piogge non cesseranno sul breve periodo, ma continueranno a più riprese.

Risultano invece poco presenti nei boschi di Abete rosso a causa della grave infestazione di Bostrico tipografo (Ips typographus) o Bostrico dell’Abete rosso, il coleottero killer che sta uccidendo milioni di Abeti.

Finferli Molti Porcini a breve.BOSTRICO TIPOGRAFO = FORESTE ABBATTUTE E ASSENZA DI FUNGHI

Al momento attuale, si registra una grave infestazione, da parte di questo coleottero che fa morire gli abeti rossi, soprattutto in Trentino Alto Adige ma, sin dallo scorso anno, abeti morti o morenti sono ben visibili anche in Friuli Venezia Giulia, Lombardia e Piemonte.

Per i cercatori di funghi che solitamente si recavano a raccoglier funghi in queste abetaie, non ci sono buone notizie, dal momento che gli abeti morti o morenti, cessano immediatamente di supportare i funghi simbionti, nel nostro caso i Porcini, a fruttificare.

Là dove sono poi iniziati anche i tagli e rimozione degli alberi malati, morenti, morti, o già riversi al suolo (al momento attuale, principale metodo utilizzato per contrastare la diffuzione di questo coleottero killer), lo sconvolgimento dell’habitat-dell’ecosistema boschivo, impedirà le nascite di funghi per molti anni a venire, a causa della morìa di miceli.

Oltre che in Trentino Alto Adige, sono iniziati i lavori di rimozione di Abeti rossi anche nella foresta lungo la Strada Panoramica Zegna, dell’Oasi Zegna nel Biellese nordoccidentale. Qua la rimozione di piante morenti o già morte riguarda dal 50 al 70% delle piante esistenti. A riprova della gravità dell’infestazione, i report dei nostri lettori che ci hanno segnalato già lo scorso anno la quasi totale assenza di nascite di Porcini e Galletti in questa foresta.

Osservati speciali, i boschi di Abete rosso del Mottarone (Lago d’Orta e Maggiore) e del Campo dei Fiori nel Varesotto, anche qua i Cambiamenti Climatici, con il relativo rapido innalzamento delle temperature, stanno mettendo in sofferenza gli Abeti che risultano perciò più vulnerabili, quindi pià facilmente attaccabili da questo temibile aggressore.

NORD-OVEST ITALIANO

Molti Porcini a breve. Vediamo dove. Aggiornamento Meteofunghi 1 Luglio 2022

Inutile ricordare le bruttissime immagini che ci hanno mostrato nei giorni scorsi i telegiornali, in cui erano ben visibili gli effetti della siccità che, qua si protrae ormai dal mese di dicembre scorso (nel basso Piemonte anche da molto prima).

A partire dal 21 giugno scorso, per fortuna la musica è cambiata. Al suono prodotto dai voli di zanzare, insetti vari, o al cicalìo delle cicale, si è sostituito il più ben gradito suono di tuoni e fulmini.

Il giorno 21 i primi sporadici temporali sul Cuneese occidentale, Canavese, Val d’Aosta centro-orientale, Valsesia, alto Ossola ed alta Lombardia di confine. Poca cosa ma già un buon inizio.

É andata meglio il giorno 22 ma, a ragion del vero, va detto che questi temporali non hanno ancora prodotto nulla in termini di nascite di funghi Porcini. Sono stati invece i buoni prodromi per le attuali nascite di Finferli/Galletti.

I temporali migliori da Caselle Torinese al Cusio, passando per Canavese, Eporediese, Biellese, bassa Val d’Aosta-Valle orientale, Valsesia, Vergante, Cusio. Temporali diffusi, ma con piogge meno imporanti, nel resto di Piemonte e Valle d’Aosta, qualche doccia tra Imperiense e Savonese e attorno a La Spezia e Lunigiana-Garfagnana.

Ottimi accumuli di pioggia anche in Canton Ticino e zona dello Spluga, non oltre i 5 mm in Lombardia occidentale e settentrionale.

Il 23 giugno i temporali concentrati soprattutto tra Canton Ticino e Sottoceneri, oltre che attorno al Lario e Bergamo. Rovesci localmente buoni anche sul Cuneese occidentale, Santhiatese-Lago di Viverone, Valsesia, Verbano, Orobie.

Il 24 giugno nuova passata temporalesca con rovesci intensi dall’Eporediese-Biellese al Canton Ticino passando per Valsesia, VCO, Sottoceneri, arrivando anche al Lario ed Orobie occidentali ed orientali. Qualche buon rovescio anche in aree interne del Genovesato con docce più blande nella Liguria interna e nel resto di Piemonte, Lombardia e qualche accumulo in più in Val d’Aosta.

Quattro giorni con piogge a macchia di leopardo che però non sono state utili alla causa, ovvero alla nascita di funghi, a causa della drammatica siccità che ha interessato queste zone nei giorni precedenti.

Tutta la pioggia caduta, che non è evaporata a causa del calore latente al suolo, è infatti stata assorbita rapidamente dai suoli inariditi dal mix di vento secco favonico e caldo-torrido africano. Senza contare che, là dove si sono verificati i rovesci più intensi, l’aridità e compattezza del suolo hanno di fatto impermeabilizzato le superfici prive di vegetazione, costringendo l’acqua a dilavare rapidissimamente a valle.

Molti Porcini a breve. Vediamo dove. Aggiornamento Meteofunghi 1 Luglio 2022

VALLE D’AOSTA

Le piogge utili alla causa sono quelle che sono cadute in Val d’Aosta il 26, 27 ma soprattutto il 28, poi nuovamente il 30 di giugno.

Accumuli interessanti, quando non anche importanti, stanno facendo nascere in quantità Finferli/Galletti in regione. Qua le nascite di funghi Porcini ed altri, dovrebbero, teoricamente, iniziare già a partire dal 4/6 di Luglio, soprattutto sui settori Est, così come riportato nella Tabella Nascite Funghi della Valle d’Aosta.

PIEMONTE

Anche per il Piemonte, come per la Val d’Aosta, apice temporalesco il giorno 28 con accumuli di pioggia importanti sui settori occidentali, fin sulle pedemontane. Buco precipitativo sulle pianure orientali con piogge per lo più irrisorie.

Il giorno 30 grandissima gaffe dei Modelli Meteorologici di Previsione che indicavano potenziali temporali violenti ed accumuli di pioggia importanti su quasi tutto il Piemonte ma, alla fine, la montagna ha partorito un topolino con docce e poco più nel Torinese e piogge attorno ai 20/40 mm in poche aree del Nord Piemonte e Val d’Aosta orientale.

Le piogge pregresse hanno ri-bagnato il suolo, queste ultime lo hanno ammorbidito, ora ci si può attendere nuove nascite a partire dai settori alto collinari del Saluzzese-Pinerolese per cominciare, seguiti poi da alcuni spot di Estatini ed Aereus nelle poche località del basso Piemonte interessate dai temporali del 28, con nascite meno ‘flash’ e più diffuse sul territorio, tra Valli di Lanzo, Canavese, in particolar modo vallate di Orco e Chiusella, Biellese montano occidentale, soprattutto tra valli Elvo e ancor meglio Cervo, Valsesia e tutto il VCO fin nei fondovalle.

Dettagli di previsione nascite nella Tabella Nascite Funghi del Piemonte.

Dati meteo sulla regione disponibili sul sito web: DatimeteoAsti

LIGURIA

Non ci sono state piogge generalizzate importanti in Liguria nell’ultima decade di giugno, ma qualche rovescio localizzato in più lo si è avuto soprattutto il giorno 28.

Provincia di Imperia con ottimi rovesci temporaleschi. Locali spot con nubifragio sul Tigullio, giusto un flash anche su Capo Noli e Genova, meglio attorno a La Spezia.

Queste docce potrebbero generare discrete nascite di Estatini ed Aereus dopo il 6/8 di luglio, anche in virtù del fatto che ulteriori leggeri sbuffi oceanici potrebbero portare altre nubi o qualche altra leggera doccia.

Per quanto riguarda invece i boschi montani, nascite discrete si dovrebbero avere solo su Alpi Marittime-Liguri, non in Appennino, qua possibili nascite ma contenute, come riportato nella Tabella Nascite Funghi della Liguria.

Molti Porcini a breve. Vediamo dove. Aggiornamento Meteofunghi 1 Luglio 2022

LOMBARDIA

Non ci sono state piogge importanti, come nel Piemonte, in Lombardia tranne che al confine con la Svizzera, tra Luinese-Sottoceneri e Lario-Spluga.

Diversi episodi lievemente perturbati con docce o rovesci leggermente più consistenti sono stati per lo più localizzati e relegati alle province di Varese, Como, Lecco, Bergamo e Sondrio, meno nel Bresciano e Milanese, quasi nulla nel Pavese, ancor meno altrove.

Anche qua la siccità è stata sostenuta ma su alcuni settori Orobici meno drammatica rispetto al resto del Nord, pertanto le piogge cadute su tutte le Orobie, per quanto non importanti, potrebbero avere buoni effetti già a partire dal 5/7 di luglio.

Forse un brevissimo flash si potrebbe avere nell’Oltrepo’ orientale collinare ma qua la siccità pregressa è stata davvero sostenuta perciò, se di Porcini ne nasceranno, i ritrovamenti non dovrebbero eccedere i 3 o 4 giorni al massimo poi tutto tornerà a tacere.

In pole-position per le prossime imminenti nascite il Sottoceneri-Lario, localmente, ma inferiori in Valtellina. Dettagli nella Tabella Nascite Funghi della Lombardia e Svizzera.

TRIVENETO

Non vi sono state piogge importanti nel Triveneto se non tra il 21 e 24 di giugno, molto localizzate, non ovunque e non sempre importanti. Più favorito il Trentino Alto Adige, meno il Friuli, ancor meno il Veneto.

Il giorno 28 poi i temporali hanno interessato quasi esclusivamente i settori di confine con la Lombardia ed Austria del Trentino Alto Adige, poco o nulla i settori più ad Est mentre nel Veneto non si è andati oltre i 5 mm sul Pasubio e tra Vicentino e Veronese.

Grandi piogge il giorno 29, con ottimi accumuli in Carnia, quindi sui settori di confine tra Alto Adige nordorientale, alto Veneto e Friuli nordoccidentale. In generale è ben piovuto sui settori alpini del Friuli ma anche sul Grappa-alto Vicentino. Tirolo non baciato da grandi piogge ma ha comunque avuto frequenti brevi docce.

In questi settori nascite di Porcini si potrebbero avere non prima del 7/9 di Luglio, compatibilmente con il caldo-secco africano ma soprattutto con il Bostrico tipografo e le distruzioni che sta operando nelle foreste di Abete rosso del Triveneto. Dettagli nelle Tabelle Nascite Funghi del Trentino Alto Adige, del Veneto e del Friuli Venezia Giulia.

EMILIA ROMAGNA E TOSCANA

Non si sono avute diffuse ed importanti piogge nell’ultima decade di Giugno su questi settori, pertanto le prossime future nascite di funghi saranno molto localizzate e di breve durata.

Il 29 giugno rovesi intensi ma brevi dalla Versilia alla Garfagnana, dai piani di Fucecchio a Montecatini-Abetone, con relativi sconfinamenti in territori Emiliani, solo brevi docce nel resto dell’alta Toscana ed Emilia centrale.

Il 28 invece l’apice delle piogge, soprattutto tra Lunigiana e Garfagnana, meno nel Livornese fin sull’Elba e nel resto dell’alta Toscana. In Emilia docce non importanti ma buone solo sui settori più occidentali della regione. Per il resto da segnalare solo una leggera passata temporalesca ma con piogge sotto i 5 mm nelle solite Lunigiana e Garfagnana.

Nel resto dei settori persiste il rovente e torrido caldo africano con siccità ad oltranza. Dettagli dalle zone nelle Tabelle Nascite Funghi di Emilia Romagna e di Toscana.

Molti Porcini a breve. Vediamo dove. Aggiornamento Meteofunghi 1 Luglio 2022

CALABRIA

La sola altra regione d’Italia che, nonostante l’Anticiclone Africano registra ancora nascite di funghi, inclusi bellissimi Porcini, è la Calabria.

In regione non vi sono state piogge recenti ma, leggeri sbuffi d’aria meno rovente da Nordest o Est hanno tenuto a bada lo strapotere dell’Africano. Sulla Sila i fitti boschi hanno preservato buona umidità, favorita anche dalla condensazione dei vapori acquei provenienti dal mare.

Le nascite, ancora ottime in boschi al riparo dal vento, benché ormai piuttosto prossime al capolinea, potranno proseguire ancora un paio di giorni nelle Faggete e Pinete mentre sono già terminate alle quote più basse tra Castagni e Querce. Se non tornerà a piovere non sono previste ulteriori nascite a seguire. Dettagli nella Tabella Nascite funghi della Calabria.

In foto, alcuni tra i più begli esemplari di funghi Porcini dell’ultima settimana in Sila. Foto: Carmine Donnici

Molti Porcini a breve.Molti Porcini a breve.RESTO D’ITALIA

Non c’è molto da dire sul resto d’Italia. L’Anticiclone Africano sta mordendo come non mai, con un caldo davvero anomalo per il mese di Giugno.

Punte di 40°C dalla Sicilia alla Sardegna e dalla Puglia al Lazio, non mancheranno di arroventare le giornate del Sud Italia, con vampate di calore in arrivo a più riprese anche fin sul Valdarno e sulla Romagna passando per il Centro Italia.

Non sono previste nascite di funghi in queste zone, salvo che nei prossimi giorni non si verifichi qualche infiltrazione umida in quota, al momento improbabile.

Forse, dopo una prima settimana di Luglio rovente, dalla seconda settimana del nuovo mese si potrebbe avere qualche tentativo di cedimento dell’Alta Pressione con occasioni per temporali sparsi a più riprese, da confermare.

Puoi seguire le PREVISIONI METEO suddivise per Nord, Centro e Sud Italia, attraverso gli articoli di Naturalmeteo.

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