Nuovi balzelli per i cercatori di funghi in Piemonte

NUOVI BALZELLI PER I CERCATORI DI FUNGHI IN PIEMONTE

ARRIVANO NUOVI BALZELLI PER I CERCATORI DI FUNGHI IN PIEMONTE

RACCOLTA FUNGHI PIEMONTE 2024, NOVITA’ IN ARRIVO, OVVERO NUOVI SOLDI DA SBORSARE

Evviva! Finalmente anche la Regione Piemonte si adegua all’imposizione di un balzello regionale, affiancato da un ulteriore balzello locale, con la scusa della manutenzione delle piste ciclabili montane (?)

Naturalmente “evviva” è del tutto ironico!

Davvero non si sentiva il bisogno di un balzello aggiuntivo con la scusa di voler «preservare l’ambiente e garantire la sostenibilità della pratica della raccolta dei funghi, tenendo conto delle delicate dinamiche degli ecosistemi montani (ricorda bene queste parole!)».

Peccato che la maggioranza politica che promette la tutela degli ecosistemi montani, sia la stessa maggioranza di governo che ha appena bloccato la legge europea per il ripristino/conservazione della natura.

Due pesi, due misure?

Proprio in occasione della Giornata mondiale dell’acqua, il 22 marzo scorso, il Governo Meloni ha votato contro la “Nature restoration law”, il regolamento europeo che aveva l’obiettivo di ripristinare il 20% del territorio terreste e marino del continente, entro il 2030.

Ma se il governo blocca la Nature restoration law, quindi la tutela del 20% del territorio continentale, come può al contempo tutelare i territori montani che avrebbero dovuto essere tutelati da questa legge?

Rendendo la tutela del territorio a pagamento?
Un balzello aggiuntivo mascherato da tutela?
“Se vuoi che ti tuteli il territorio, allora paga!”
Questo è quel che si può leggere tra le righe del comunicato stampa emesso dal Consiglio regionale del Piemonte.

Dati i presupposti non si può che giungere a questa conclusione!

Il bel “regalo” dell’ennesimo balzello da pagare, a carico dei contribuenti Piemontesi e non, appassionati di funghi, giunge grazie ad un emendamento voluto e presentato dal consigliere regionale (Lega) di Vercelli Angelo Dago e dal capogruppo della Lega in Regione Piemonte, Alberto Preioni.

NUOVI BALZELLI PER I CERCATORI DI FUNGHI IN PIEMONTE – PARTE 2

Secondo i promotori di questo ennesimo balzello, l’emendamento sarebbe mirato a sviluppare il turismo sostenibile e a preservare l’equilibrio dell’ecosistema forestale e del sottobosco. Esattamente ciò che avrebbe dovuto fare la “Nature restoration law” che la stessa Lega ha rimandato al mittente in Europa.

Stando alle dichiarazioni fatte dai due promotori dell’istituzione di un tesserino aggiuntivo per la raccolta funghi in aree montane del Piemonte, che andrà ad aggiungersi al tesserino regionale da 30€… «Abbiamo (avremmo) garantito alle Unioni Montane la possibilità di identificare specifiche aree di raccolta dei funghi soggette a una limitazione del numero di accessi giornalieri. Una misura che mira (mirerebbe) a preservare l’ambiente e a garantire la sostenibilità della pratica della raccolta dei funghi, tenendo conto delle delicate dinamiche degli ecosistemi montani.” (delicate dinamiche che, lo ribadiamo, avrebbero dovuto essere tutelate dalla legge europea respinta al mittente).

I Comuni, sottolineano i leghisti Dago e Preioni, saranno (sarebbero) pienamente coinvolti nella determinazione delle aree a raccolta limitata e nella destinazione dei fondi, garantendo così il pieno rispetto del potere decisionale locale”.

Vogliamo colmare il vuoto di regolamentazione della raccolta nei territori montani, (leggasi, il vuoto di regolamentazione è: l’assenza di un balzello locale, perciò di adeguare il Piemonte a ciò che già viene fatto in Liguria, Emilia Romagna ad esempio, dove i Comuni e le Unioni Montane possono richedere il pagamento di un balzello aggiuntivo per poter raccogliere funghi nei loro territori).

Secondo i due consiglieri leghisti, così facendo si fornirebbero agli amministratori locali, gli strumenti efficaci, per rendere più competitiva la raccolta in Piemonte rispetto ad altre regioni limitrofe”. (Ovvero?) (Davvero pensiamo che la raccolta funghi possa andare d’accordo con lo sfruttamento, incentivando la competitività? Ma questo cosa ha a che fare con la tutela dei territori) (???)

Attraverso gli emendamenti approvati, viene introdotta l’obbligatorietà di acquisire un titolo aggiuntivo per accedere a tali aree di raccolta, oltre a quello regionale già previsto. (Evviva, Evviva! Cari Dago e caro Preioni, grazie mille per imporci un nuovo balzello locale!).

I proventi derivanti da questo titolo saranno (sarebbero) destinati alla copertura degli interventi di manutenzione e conservazione delle infrastrutture cicloturistiche e sentieristiche pedonali, (e allora se il balzello servirebbe a mantenere efficienti le infrastrutture ciclistiche e pedonali perché non farlo pagare ai trekkers, camminatori, escursionistici, anziché ai cercatori di funghi che camminano nei boschi e non certo nei sentieri per cercar funghi?) contribuendo così al mantenimento di tali risorse ecosostenibili.” (Ma queste infrastrutture non ci era stato detto che sarebbero state mantenute efficienti grazie agli introiti del permesso regionale, i cui fondi già sarebbero destianti alle Unioni Montane?) (???) (Ma sentieri e piste non vengono già mantenute in vita GRATUITAMENTE dai volontari del CAI?)

Infine – concludono i due consiglieri – sarà possibile attivare un servizio di vigilanza più strutturato, coinvolgendo anche soggetti diversi dalle guardie ecologiche volontarie.

Questa misura è  finalizzata a garantire maggiori introiti alle comunità locali, oltre che alla regione, non certo a tutelare il territorio montano, già tutelato in mille modi dalle Unioni Montane (almeno così dovrebbe essere) ed ulteriormente tutelato dalla legge europea che gli stessi promotori del balzello in questione hanno respinto al mittente, insieme con l’Ungheria. Difficile davvero poter pensare ad altro!

Intendiamoci, nessuno vuole contestare le giuste regolamentazioni per la raccolta funghi, da sempre in Piemonte è altissimo il numero di cercatori di funghi che pagano regolamente un permesso per la raccolta funghi. Questo non bastava?

Degli emendamenti dei signori Dago e Preioni non si sentiva nessuna necessità. Ce ne ricorderemo quando andremo a votare!

Come può un partito politico che si rifiuta di firmare una legge europea per la tutela del territorio parlare poi di tutela locale del territorio, ma imponendo un balzello affinché le amministrazioni locali possano farlo?

Dove sta l’equità di questa nuova regolamentazione?
Non escludiamo di poter indire una raccolta firme per fare cancellare questo inutile e vessatorio emendamento!

Nuovi balzelli per i cercatori di funghi in Piemonte
La redazione di Funghimagazine.it

Questo articolo ha 10 commenti

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    Nadia

    Non è sicuramente una notizia che avrei voluto leggere.
    Qui, sulla serra morenica d’Ivrea, negli ultimi anni c’è stato un grosso decadimento dei sentieri e dell’integrità del suolo del sottobosco a causa di un uso indiscriminato di motociclette. Non credo proprio che pagamento di un ulteriore tassa potrà sanificare ciò.
    Cosa dire, tanta delusione e sfiducia nel sistema che cresce.

    1. Redazione FM
      Redazione FM

      Nadia, più che comprensibile il tuo scoramento, anche perché non si capisce com’è possibile che i danni li facciano bikers e motociclisti, ma il costo per la sistemazione (sempre che la si faccia effettivamente) li dabbano pagare i cercatori di funghi

      1. Avatar
        Andrea

        Notizia amara… per chi paga regolarmente il titolo per la raccolta. Riflettendo un attimo credo però che se tutti i cercatori di funghi o pseudo cercatori, aumentati in dismisura negli ultimi anni, avessero versato il pagamento per il permesso le varie unioni montane sarebbero riuscite ad accumulare notevoli somme atte alle manutenzioni sopra citate. Ormai sono rassegnato al fatto che tantissimi cercatori prendano come “sfida” Il non pagamento credendosi furbi oppure giustificandosi dicendo che il bosco è di tutti così come i funghi.
        Risultato: chi è abituato al pagamento a malincuore pagherà. Chi non è abituato non leggerà nemmeno l’articolo.

        1. Redazione FM
          Redazione FM

          Purtroppo Andrea temo tu abbia ragione. Il fatto è che tutto questo rientra nel malcostume che regna sovrano in Italia dove, i politici fanno le leggi, ma le fanno timidamente, come pecore bagnate (lasciando aperte finestre per scappatoie e astuzie, non a caso siamo la nazione degli “Azzecca-garbugli” di manzoniana memoria), per paura di venire “trombati” e non rieletti se fanno leggi impopolari, così cosa fanno? Riversano le responsabilità sui Sindaci o su “Carrozzoni Burucratici” quali sono le Unioni Montane, chiamati ad incassare i balzelli e ad assumersene la responsabilità e controlli, almeno il politico di turno si para il fondoschiena. In realtà temo che ai politici di turno, non importasse un fico secco del fatto che troppi cercatori facciano troppa pressione sui boschi, questa era una incredibile opportunità per poter dare la “paghetta” a quegli enti locali che continuano a chiedere soldi in regione. Per questo non accettiamo questo tipo di balzello ingiusto e vessatorio. Come già detto, se si vogliono mantenere efficienti sentieri e piste ciclo-motociclistiche, la manutenzione la facciano pagare a escursionisti, trekkers, bikers e motocrossisti che ne usufruiscono, anziché ai fungaioli che girano per boschi e non per mulattiere!

          1. Avatar
            Nadia

            Io temo che a questo punto andrò per i boschi munita più soltanto di fotocamera, perché durante le mie battute di”caccia” attraverso più di un comune, oltretutto non sotto la stessa comunità montana…

          2. Redazione FM
            Redazione FM

            Il rischio di passare per più comuni o unioni montane è sempre alto. Si rischia una situazione paradossale come quella ligure, davvero assurda ed insensata. Vedremo come si comporteranno gli enti locali, quanto sono “affamati” di denari facilmente introitabili.

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    marco

    Speriamo che il balzello aggiuntivo ,,,se ci sara’ …sia per comunita’ montana e non per ogni comune come in liguria ! altrimenti diventera’ davvero assurdo poter essere davvero in regola . Poi secondo me se ci saranno moltissime contestazioni sul campo , perche’ non e’ che i confini sul terreno sono individutai e men che meno segnalati con precisione.

    1. Redazione FM
      Redazione FM

      Già. staremo a vedere. Per ora nessun comune o Unione Montana si è ancora espressa in materia ma, d’altra parte la stagione dei Porcini non è ancora iniziata. Probabilmente vorrano farci la sgradita sorpresa appena la stagione entrerà nel vivo, con la scusa di regolamentare gli accessi ai boschi. Staremo a vedere. Di certo di questo emendamento non si sentiva nessunissima necessità. Ricordiamocene quando andremo a votare chi vorrebbe imporcelo!

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        marco

        ,,si ci vorranno fare la sorpresa ,,,naturalmente noi liguri ci siamo abituati ai balzelli di ogni comune ! anche se tutte le sanzioni eventualmente richieste sono contestabili perche difficile stabilire i confini e le delimitazioni territoriali nei boschi.

        1. Redazione FM
          Redazione FM

          In effetti, come potrebbe l’uomo comune sapere quali e dove stanno i confini di ogni singolo comune? Per contestare dovrebbero delimitare i confini comunali anche nei boschi. Temo però che pur di “incassare” saranno capaci di arrivare a tanto

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