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Nuovo boom di Porcini ma, quanti giorni dopo la pioggia bisogna iniziare a cercarli?

Com’era nelle aspettative, dopo le ottime piogge d’Agosto, nonostante la siccità pregressa, in molte zone d’Italia si stanno registrando grandi nascite di funghi Porcini ma, quando bisogna iniziare a muoversi per non arrivare nei boschi per ultimi? Quanti giorni dopo la pioggia si può sperare di iniziare a trovare i primi Porcini?

Nuovo boom di Porcini ma, quanti giorni dopo la pioggia bisogna iniziare a cercarli?

Nuovo boom di Porcini – Aggiornamento funghi 26-08-2022

Che strani che sono i funghi, e che strani che sono sopratutto i funghi Porcini!

Cerchi di studiarli, cerchi di capirne il comportamento, ti affanni a consultare decine di siti web di stazioni meteo locali per avere un miglior polso della situazione ma, puntualmente scopri che, o sei arrivato nei boschi troppo presto, oppure ci sei arrivato troppo tardi, quando i tuoi concorrenti hanno già raccolto tutto il raccoglibile.

Eppure sei tra coloro che ogni giorno si flagellano, perdendo ore ed ore a consultare tutti i gruppi social dedicati ai funghi, anche quelli con pochissimi iscritti, pur di sapere prima degli altri dove i funghi stanno nascendo.

Per non rimanere in crisi d’astinenza da funghi, non ti limiti soltanto a consultare i gruppi della tua regione ma, sconfini anche nelle altre regioni perché, su e giù per l’Italia, dove da inizio Agosto si sono verificati più episodi temporaleschi, è in atto un nuovo boom di Porcini, come non accadeva da tempo, val la pena perciò di rifarsi la vista.

DOVE STANNO NASCENDO I FUNGHI PORCINI ORA

Nuovo boom di Porcini – 26-08-2022

Come avrai notato consultando la mappa delle nascite del Semaforo dei funghi che trovi in homepage, l’Italia non è più orrendamente colorata di rosso ma, prevalgono i colori dal giallo al verde.

I recenti temporali o nubifragi hanno finalmente re-idratato i nostri boschi riarsi da mesi di siccità e, di tutta risposta, dove le piogge sono state più frequenti (non più abbondanti), così come si usa dire nelle varie chat, ora i funghistanno nascendo anche sull’asfalto”.

Naturalmente è un modo di dire per significare che in alcune zone le nascite sono davvero sovrabbondanti, come non accadeva da anni.

LA CLASSIFICA DELLE MIGLIORI NASCITE

Nuovo boom di Porcini – Ecco dove

1) In pole-position, per nascite di funghi Porcini, possiamo senz’altro dire che c’è, ben arroccata al primo posto la CALABRIA che, ormai da un paio di mesi a questa parte, vede nascere funghi in gran quantità e quasi ininterrottamente.

La Sila sta regalando un’emozione dietro l’altra. Dapprima i ricercatissimi Porcini Rossi (Boletus pinophilus), quando in quota faceva ancora freddo, poi i diffusissimi Porcini Estatini (Boletus reticulatus/aestivalis), quindi i pregiatissimi e profumatissimi Porcini Neri (Boletus aereus), nati abbondanti ma, in zone più limitate rispetto agli Estatini perché molti episodi piovosi hanno interessato ripetutamente i monti ma non le zone collinari-pianeggianti o costiere.

Infine con l’arrivo di piogge estive più fredde, con anche grandinate non rovinose/nocive, sono arrivati anche i bellissimi Porcini chiari autunnali, i pregiati Boletus edulis che, inizialmente sono apparsi solamente in Sila ma, nel corso degli ultimi giorni sono spuntati abbondanti anche sul Pollino ed Orsomarso, Catena Costiera, Serre ed Aspromonte, limitatamente ai boschi di Faggio d’alta quota.

É obbligo specificare però (per evitare inutili assembramenti nei soliti posti noti, in cui si riversano migliaia di cercatori che si dovranno spartire un bottino non illimitato, col risultato che molti rimarranno a mani vuote), che al momento sono ben presenti in tutta la regione sia i Porcini Estatini che i Porcini Neri e Porcini edulis.

Gli ultimi due, ben presenti anche nei boschi di Quercia e Castagno o misti dei litorali, soprattutto del Tirreno dove, a seguito di importanti piogge, decine di migliaia di Porcini Neri stanno andando a piena maturazione completamente ignorati perché i cercatori di funghi sono tutti letteralmente ammucchiati come sardine nei soliti boschi della Sila.

2) La CAMPANIA sta finalmente vivendo una stagione fungina come non si ricordava da tempo.

Agosto si sta rivelando un mese decisamente più piovoso delle aspettative e, anche le ondate di caldo africano sono state tutto sommato più brevi rispetto a varie altre regioni del centro-nord Italia.

Ripetuti temporali hanno infatti interessato tutte le zone interne e, a più riprese persino i litorali dai Campi Flegrei al Cilento, fino a Sapri.

Dopo il Matese ma soprattutto l’Irpina e tutte le zone di confine con la Basilicata, sono state a più riprese innaffiate anche le zone montane del Taburno-Partenio, i Monti Lattari e pure i Picentini fin sul Bosco Grande, ovviamente incluso anche il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.

Ancora una volta però, incomprensibilmente, ci sono stati segnalati assembramenti d’auto e cercatori di funghi come mai visto prima, nella piccola Roccamonfina e nel vicino Matese quando la maggior parte dei Porcini sono nati ben distanti da quei boschi che sono stati letteralmente invasi da truppe di cercatori di funghi assatanati.

Da giorni si stanno raccogliendo Porcini Estatini ma soprattutto Porcini Neri, anche in piccoli boschetti isolati e prossimi ai centri abitati. Bastano 2 o 4 querce, un piccolo boschetto di Castagni che i Porcini nascono ‘come funghi’.

Date le abbondanti nascite, val dunque la pena di farsi qualche fruttuosa passeggiata vicino a casa, senza bisogno di percorrere decine di chilometri per andare ad ammucchiarsi là dove c’è gran ressa di cercatori.

3) In terza posizione la BASILICATA.

Con gran sorpresa di tutti, in terza posizione non ci sono ancora le regioni alpine o comunque del Nord Italia ma l’emergente Basilicata che, dopo una lunga crisi d’astinenza da funghi Porcini sta finalmente riscattandosi alla grande.

Anche qua, come nel resto del Sud Italia, il mese di Agosto ha portato piogge ripetute (più che abbondanti) con boschi costantemente innaffiati tra una mini ondata di calore e l’altra e, caldo folle che a Luglio è durato meno rispetto alle regioni del centro-nord.

Da giorni si stanno raccogliendo funghi Porcini di qualità ed in quantità.

Dapprima i Porcini Neri (B. aereus) delle basse quote, tra pianori vallivi e colli interni, successivamente Porcini Neri e Porcini Estatini degli alti colli e monti, decisamente più rari i Porcini edulis, soprattutto sul Pollino, Sirino e quote montane più elevate.

Nascite importanti si sono registrate e, localmente sono ancora in atto sulle Dolomiti Lucane, nel Vulture e boschi prossimi al Bosco Grande-confine Campano ma soprattutto all’interno del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano-Val d’Agri-Lagonegrese, inclusi gli alti monti del Sinni e Pollino con ottime nascite in particolar modo tra Lauria e Golfo di Maratea.

Meno favorite dalle piogge e dalle nascite i settori orientali della regione, in particolar modo la provincia di Matera e Metapontino.

Seguono in ordine di abbondanza di nascite:

4) TRENTINO ALTO ADIGE,
5) LAZIO e ABRUZZO,
6) VENETO, LOMBARDIA, PIEMONTE e FRIULI VENEZIA GIULIA,
7) EMILIA ROMAGNA, LIGURIA e PUGLIA, limitatamente al Gargano e Daunia,
8) TOSCANA e MARCHE.

Fanalino di coda Val d’Aosta, baciata da piogge sempre troppo brevi, irrisorie e spesso seguite da vento secco, l’Umbria, la Sicilia che però sta ricevendo continui nubifragi post-ferragosto e in ultima posizione la Sardegna che quest’anno paga una siccità come non la si viveva da decenni, al contrario della vicina Corsica che, da poco prima di metà mese sta registrando continui temporali o anche forti nubifragi (notevole l’episodio recente con venti da uragano fino a 230 km/h).

Ma torniamo alla domanda d’apertura…

«Quanti giorni dopo la pioggia bisogna iniziare a cercare i funghi Porcini?»

Nuovo boom di Porcini – DIDATTICA 1° PARTE

Nella nostra chat nazionale Telegram curiosa la domanda di Rosanna Bernardi che si domandava come mai, pur leggendo su Funghimagazine o altre fonti che, abbondanti piogge che sopraggiungono su di una buttata già in corso, possono bloccare le nascite, eppure, dopo l’abbondante pioggia del Giovedì che ha bagnato buona parte del Veneto, Venerdì si sono raccolti funghi in gran quantità, addirittura “a vagonate”.

Naturalmente, va anzitutto detto che le nascite di funghi Porcini non vengono innescate dai miceli dall’oggi al domani ma, molto più progressivamente e, solitamente a cicli di circa 15/20 giorni, in quantità direttamente proporzionali alla frequenza ed abbondanza delle piogge cadute durante il ciclo di 15/20 giorni precedente.

⛔ Come spesso ricordo, la ciclicità delle nascite in 15/20 giorni, frequentemente coincide con un ciclo lunare, per questa ragione molti cercatori di funghi ritengono erroneamente che i funghi nascono seguendo i cicli lunari. Leggi a proposito il mio articolo FUNGHI E LUNA-LA LUNA FA NASCERE I FUNGHI PORCINI O NO?.

Vento, gelo e piogge abbondanti possono sì bloccare le nascite, ma questi blocchi non avvengono mai dall’oggi al domani, non a caso, per esempio in caso di vento forte e/o secco, si trovano funghi screpolati o addirittura rotti-spezzati dal vento per ancora un paio di giorni dopo l’ingresso del vento, così come dopo 2 giorni di pioggia continua che sopraggiungono a buttata già iniziata, i Porcini già nati risultano inzuppati d’acqua perché, la loro ‘spugna’ fa ciò che ci si aspetta da una spugna, ovvero si inzuppa.

In apertura di articolo, diverse domande riguardo la relazione tra piogge e nascite di funghi:

«Dopo le ottime piogge d’Agosto, nonostante la siccità pregressa, in molte zone d’Italia si stanno registrando grandi nascite di funghi Porcini ma, quando bisogna iniziare a muoversi per non arrivare nei boschi per ultimi?

Quanti giorni dopo la pioggia si può sperare di iniziare a trovare i primi funghi Porcini

Va subito detto che, purtroppo, o per fortuna, non esiste una regola fissa riguardo ai giorni che devono trascorrere prima delle prime nascite di funghi. Se così fosse, la ricerca dei funghi non avrebbe tutto il fascino che ha, perché diverrebbe una sorta di lavoro: non più cercatori di funghi ma, semplici raccoglitori di funghi.

Le variabili che innescano le nascite dei funghi sono davvero tantissime.

Perché nascano molti funghi bisogna che ci siano i giusti tassi d’umidità, abbinati a giuste temperature, che devono rimanere all’interno di un fragile equilibrio che non va assolutamente spezzato dal subentro del vento caldo e secco, accettabile invece un vento sciroccale o di libeccio, purché caldo ma molto umido.

Le colonie fungine non sono in grado di mantenere costantemente attivi apparati riproduttivi per lunghi periodi.

Solo in caso di abbondanza di umidità (rugiada notturna e umidità lantente nella rizosfera, non abbondanza di pioggia) e sovrabbondanza di sostanze nutritive, la colonia fungina potrà mantenere attivi i propri apparati riproduttivi per un lasso di tempo che raramente può superare la durata di un mese.

Perché si formino nuovi apparati riproduttivi (in grado di generare nuove nascite), occorre che i vecchi miceli vengano affiancati da nuovi e forti miceli nati dalla schiusa di spore che hanno generato miceli primari che, incontrando altri miceli primari con carica sessuale uguale, opposta o mista, potranno dar luogo a nuovi miceli secondari in grado di generare apparati riproduttivi freschi e virgulti.

Forse non tutti sanno però che, un equilibrio ideale-ottimale non è sempre garanzia di buone nascite di funghi.

Sì perché, come nella vita reale di noi umani, quando c’è abbondanza di risorse (soldi) si tende a generare meno figli affinché le risorse non vadano sprecate o divise tra troppe bocche da sfamare, anche nelle colonie fungine, se cé costante abbondanza di risorse, i miceli tenderanno a rafforzarsi ed espandersi, generando molte più ife strutturali rispetto alle ife riproduttive.

In pratica, in soldoni, se c’è abbondanza di nutrienti i miceli si espandono il più possibile alla ricerca di acqua e cibo, piuttosto che pensae a riprodursi.

Essendo funghi simbionti, ovvero che vivono in simbiosi con le proprie piante micorrizate, i funghi Porcini devono anzitutto provvedere a “nutrire” i propri partner (le piante da loro micorrizate) che, di tutta risposta, restituiranno ai funghi “nutrienti” arricchiti di carbonio, quindi di sostanze zuccherine generate attraverso i processi di fotosintesi clorofilliana.

Un micelio in ottima salute può vivere centinaia di anni e si può espandere per decine o persino centinaia di chilometri.

Non pensare però mai ad un micelio come ad una singola entità a sé stante, ma sempre ad un fitto intreccio di ife che incontrano e si fondono con ife di altri miceli o colonie fungine fino a formare una fitta rete sotterranea che ingloba decine, centinaia o migliaia di figli, cugini o altri parenti vari.

Di solito, queste grandi famiglie si limitano però semplicemente a rafforzare l’intera colonia fungina, limitandosi ad assorbire la maggior quantità di nutrienti possibili, anziché continuare a figliare.

É un po’ come pensare ai nostri nonni, bisnonni e trisavoli che, all’interno della famiglia, si limitano a portare i soldi della propria pensione, anziché fare figli.

I figli li faranno i miceli più giovani, quelli specializzati e preposti proprio alla riproduzione, perché più efficienti, pieni d’energie e bisognosi di rafforzarsi mediante la figliazione.

SICCITA’ E FUNGHI – LA RIPRODUZIONE AI FINI DELLA SOPRAVVIVENZA

Nuovo boom di Porcini – DIDATTICA 2° PARTE

Un’altra cosa che in pochi sanno, a proposito delle nascite di funghi, è che, molto spesso, le migliori buttate di funghi avvengono porprio all’indomani di una importante fase climatica caratterizzata da forte siccità.

É credenza comune che le lunghe fasi di assenza di piogge e caldo estremo facciano morire i miceli o rendano il terrreno troppo duro ed inospitale.

In parte è vero, ma solo nella misura in cui in superficie si trovino essenzialmente miceli primari che non hanno ancora avuto modo e tempo di incontrare altri miceli per formare miceli secondari, le cui ramificazioni abbiano già incontrato miceli adulti ed appartenenti a colonie fungine ‘storiche’ ben consolidate nella rizosfera.

Se da una parte è vero che la siccità estrema tende a rassodare troppo il terreno, impoverendolo d’acqua, di nutrienti e cementificandolo, dall’altra è pur vero che, nonostante il clima spesso inospitale ed al limite del desertico di regioni quali la Sicilia, la Sardegna, la Tunisia o la Spagna meridionale, puntualmente, ogni anno, al ritorno delle grandi piogge autunnali-invernali, le terre tornano ad idratarsi e, quasi per magia, ed i funghi tornano a fruttificare.

Ciò accade perché i miceli ben strutturati e “antichi” sono in grado di spingersi molto più in profondità rispetto alla comune rizosfera in cui normalmente si trova la maggior quantità di radici micorrizate.

Miceli adulti o antichi possono tranquillamente colonizzare la lettiera ed humus superficiali (anche se di solito questa fascia di suolo è destinata ai miceli più giovani), ma anche il sottostante suolo di superficie (rizosfera vera e propria), spingendosi anche all’interno del sottostane sottosuolo e rocce sgretolate (strato o substrato minerale), fermandosi a contatto con la roccia madre (substrato roccioso), là dove l’impermeabilità delle rocce vive, favorisce il deposito di umidità, o di vera e propria acqua.

Di seguito uno schema di come è composto il suolo terrestre partendo dalla lettiera di foglie, o altro materiale che si deposita sul suolo del bosco, fino ad arrivare alla roccia madre dove, di norma si trovano anche piccoli o grandi filoni d’acqua o vere e proprie falde acquifere:

Gli strati del suolo
Nuovo boom di Porcini – Gli strati del suolo

Di norma il nostro suolo terrestre è infatti formato da un 50% di solidi, un 25% di acqua ed un 25% di aria e il 50% di solidi è a sua volta costituito da un 45% di sostanze minerali e da un 5% di sostanza organica.

Non è quindi esclusivamente il solo humus (o lettiera) a poter ospitare i miceli fungini, anzi, i funghi hanno necessità di raggiungere il substrato minerale, idratarsi attraverso l’acqua e respirare-ossigenarsi attraverso l’aria contenuta nel suolo, sfruttando pure la sostanza organica intrappolata, non solo nell’humus ma anche negli strati inferiori del suolo.

É provato scientificamente (sia attraverso esperimenti di laboratorio che attraverso osservazioni in situ), che la privazione di nutrienti ed in particolar modo di acqua, stimola i miceli a produrre molti più apparati riproduttivi (ife ripruduttive), rispetto alle ife scheletriche.

Durante queste più o meno lunghe o lunghissime fasi di privazione, i miceli “anziani-antichi” assolvono al solo compito di procurarsi l’acqua, che assorbono grazie a processi di osmosi passiva, pompandola e distribuendola all’intera colonia fungina e soprattutto alle radici micorrizate delle proprie piante simbionti.

Si tratta di una sorta di letargo, uno stand-by che fa rallentare o blocca i processi metabolici, mantenendo attivi solamente quelli essenziali della respirazione e bloccando quelli della costituzione di nuove ife (ife scheletriche).

Non appena vi saranno condizioni ambienti migliori, ovvero quando sopraggiungeranno le prime piogge in grado di re-idratare gli strati superficiali del terreno, i miceli adulti riattiveranno i processi metabolici, torneranno a pompare anche nutrienti oltre che acqua, mentre in superficie, le spore di resistenza si schiuderanno, dando luogo a spasmodiche formazioni di decine o centinaia di miceli primari che, a contatto con altri miceli primari adiacenti, produrranno esclusivamente apparati riproduttivi, repentinamente rafforzati dal pompaggio di acqua-nutrienti che giungeranno dai miceli anziani che nel frattempo li avranno raggiunti.

Questa fase di risveglio e riproduzione delle colonie fungine può avvenire ad una velocità a noi impercettibile, perché avviene al di sotto della superficie del terreno ma, davvero spasmodica e rapidissima.

Basti dire che un micelio primario può arrivare ad espandersi fino alla lunghezza di 1 metro e mezzo in un’ora. Velocità davvero notevole, che non trova uguali negli animali o nella gran parte dei vegetali.

Tutto questo per poter garantire alla colonia fungina…

LA SOPRAVVIVENZA DELLA SPECIE

Nuovo boom di Porcini – DIDATTICA 3° PARTE

Quando una colonia fungina si trova in pericolo di sopravvivenza, come avrai capito, tutti i processi metabolici vengono temporaneamente bloccati per poi riprendere repentinamente al ritorno di condizioni più ‘normali’.

Tutte le energie vengono concentrate nei processi di tenuta in vita degli alberi simbionti (senza i quali i funghi Porcini non esisterebbero), quindi dell’intera colonia fungina ed immediatamente anche della riproduzione.

Come ti ho già accennato, durante le lunghe fasi climatiche avverse, le poche piogge cadute, innescheranno nascite di pochi carpofori (i Porcini che raccogliamo) ma questi sono destinati a produrre appunto le cosiddette “spore di resistenza” o “Endospore”, speciali spore il cui involucro si cementerà al punto da poter resistere a lunghissimi periodi di avversità inclusi incendi, eruzioni vulcaniche, caldi estremi climatici, siccità e/o gelo estremo.

Quando poi riprenderanno a cadere più regolarmente le piogge stagionali, Endospore più o meno vecchie, e normali spore giovani, generate da nascite di funghi relativamente recenti, si schiuderanno all’unisono, dando luogo, entro 12/18 giorni a spasmodiche nascite di funghi che di solito avvengono attorno al ventesimo giorno dopo l’ultima pioggia che chiude la fase piovosa spalmata su più giorni.

Ricordati però che: la schiusa spasmodica di spore o Endospore e le successive compulsive nascite di funghi all’unisono (gran buttata di Porcini) tra una fase climatica siccitosa e l’altra, non è mai sinonimo di salute per le colonie fungine ma, piuttosto, è un campanello d’allarme che dovrebbe farci capire che:

1°) sarebbe opportuno prendere atto che boschi e colonie fungine sono in grave sofferenza.
2°) sarebbe opportuno EVITARE di recarsi in massa nei boschi a fare incetta di funghi oggi, perché così facendo non ci sarà né l’uovo, né la gallina domani.

Raccogliere sistematicamente ogni fungo nato durante queste buttate, equivale ad impedire ai funghi di generare spore di resistenza e quindi futuri miceli giovani e quindi altri fungi Porcini da raccogliere in futuro.

PENSA! NON FARE TU LA GALLINA OGGI (PRIVA DI CERVELLO)

PIOGGE RIPETUTE O NUBIFRAGI, COS’E’ MEGLIO PER LE NASCITE DI FUNGHI?

Nuovo boom di Porcini – DIDATTICA ULTIMA PARTE

Ovviamente, senza ombra di dubbio, piogge ripetute.

Quando andrai a consultare le mappe delle piogge cadute (vedi mappe pioggia caduta nel 2022, nell’apposita pagina di funghimagazine) o le stazioni meteo locali, ricorda che non occorre che tu vada a cercare necessariamente i nubifragi da 60/80/100 o più millimetri, gioiendo e scalpitando perché non vedi l’ora che passino i successivi 12/15 giorni.

Talvolta (anzi, quasi sempre) un nubifragio/alluvione lampo, non riuscirà a dare modo al suolo di re-idratarsi perché la pioggia che cade al suolo fuoriosamente, tenderà sempre a dilavare rapidamente a valle creando ruscellamento anche sui prati.

Una pioggia che fa toccata e fuga, per quanto intensa ed abbondante, non giova a nessuno. Non giova al terreno, non giova ai miceli fungini, agli apparati radicali dei vegetali e non giova neppure alle falde acquifere, che non saranno neppure sfiorate da questi eventi meteo esagerati, salvo che nel terreno non si siano formate profonde crepe o voragini in grado di riempirsi d’acqua che però, presto, riempirà il buco ed inizierà ad esondare senza idratare più di tanto il terreno circostante.

Per re-idratare il suolo e risvegliare il metabolismo dei miceli, sono di gran lunga più asuspicabili piogge di scarsa entità ma ripetute nel corso della giornata o della settimana.

Una serie di piogge da 1, 2, 10, 12, 20, 5 millimetri spalmate su 3/6 giorni risulteranno più efficaci rispetto ad una singola pioggia da 50 mm preceduti e seguiti da secco e vento.

Per quanto pochi possano sembrare, 3 millimetri di pioggia caduti con tutta calma, riescono a poggiarsi sulle fronde degli alberi, sui fili d’erba, sui cespugli e formare goccioloni in grado di scendere lentamente al suolo, idratandolo lentamente, partendo proprio dalla superficie, per poi penetrare progressivamente più a fondo con le piogge a seguire.

Una volta che il terreno si sarà re-idratato ed i miceli avranno riattivato il proprio metabilismo, per poter veder nascere i primi funghi Porcini occorrerà che passi un lasso di tempo necessario allo sviluppo di ife scheletriche, ife riproduttive, insomma nuovi miceli primari che dovranno incontrare altri miceli primari che a loro volta daranno luogo a miceli secondari che, unendosi ad altri miceli anziani, innescheranno un più o meno importante processo riproduttivo.

Come già detto, servono almeno 12/20 giorni affinché un ciclo riproduttivo possa iniziare e raggiungere l’apice e non è detto che questo ciclo non possa interrompersi nel caso in cui sopraggiungano piogge troppo abbondanti-insistenti, repentini cali di temperature con shock temici continuativi, insorgenza di venti secchi.

Cosa accade se arrivano queste inauspicabili avversità?

Nessuno può saperlo.

Non esiste nessun esperto di funghi che sia in grado di dirti con precisione cosa accadrà quando la buttata già pronta a partire venga disturbata da questi contrattempi.

In questi casi la sola possibilità che ti rimane è di provare a più riprese, giorno dopo giorno, testando i boschi per capire come questi reagiscono ai fenomeni meteorologici inattesi.

Ricordati però sempre che, c’è un grosso luogo comune da sfatare:

NON E’ VERO CHE I FUNGHI NASCONO SOLO SE IL BOSCO E’ BEN BAGNATO!

Nuovo boom di Porcini – 26-08-2022

Funghi quali i Porcini (Boletus nelle 4 specie note in Italia) di norma non amano avere il piede bagnato (perché sarebbe soggetto a marcescenza o attacchi da parte di lumache che, in estate abbondano dopo ogni pioggia).

I Porcini Estatini tollerano un giorno di piede bagnato, ma non certo un bosco troppo bagnato perché, le alte temperature estive fanno proliferare muffe d’ogni sorta, in grado di attaccare anche e soprattutto i carpofori fungini.

I Porcini Neri tollerano un paio di giorni di piede bagnato perché è piovuto a buttata già iniziata, ma non nascono se il terreno non si era prima privato dell’acqua in eccesso. A differenza degli Estatini, i Porcini Bronzini hanno una ‘scorza’ più dura, perciò il proprio gambo resiste leggermente meglio agli attacchi fungini.

I Porcini edulis tollerano un bosco leggermente bagnato ma preferiscono di gran lunga un bosco idratato-umido ma non zuppo d’acqua, benché possano continuare a fruttificare per alcuni giorni, anche se sopraggiungono piogge importanti a nascite già avvenute, purché le temperature diurne non superino mai i 20/22°C.

I Porcini Rossi-Pinicola sono forse i più resistenti all’acqua per una semplice ragione: non amano il caldo ma preferiscono il fresco perciò, pur in presenza d’acqua non marciscono se le temperature si mantengono correttamente al di sotto dei 20°C, meglio se attorno ai 15°C.

In definitiva, ricordati che, tanto più alte sono le temperature diurne e nottune, maggiori saranno le probabilità che i funghi marciscano rapidamente in presenza di troppa umidità, sia del suolo che dell’aria.

Per questa ragione in estate, o comunque in periodi climatici molto caldi, le nascite di funghi Porcini interessano un lasso di tempo rapidissimo, mordi-e-fuggi, giusto un paio di giorni, 2/3, massimo 4 giorni e di funghi non se ne trovano più. Il caldo favorisce infatti anche una precoce maturazione dei carpofori.

Con temperature più contenute i carpofori nati possono impiegare anche 8/10 e persino 12/14 giorni per arrivare a completa maturazione, proporzionalmente alle temperature medie che si realizzano nel periodo.

Più basse sono le temperature e più i funghi non igrofili (Porcini ad esempio) possono sopportare l’umidità e l’acqua.

FOTOGALLERY FUNGHI DI FINE AGOSTO 2022

Di seguito alcune tra le più belle immagini di funghi raccolti dai nostri lettori e postate attraverso le chat Telegram (trovi il link in homepage e nella pagina Contatti)

Nuovo boom di Porcini
Foto: Rosella/Savona
Nuovo boom di Porcini
Foto: Bruno Cerri/Biella
Nuovo boom di Porcini
Foto: Roberto Schiavone/Roma

Nuovo boom di Porcini
Foto: Roberto Schiavone/Roma
Nuovo boom di Porcini
Foto: Lorenzo/Lago Maggiore
Nuovo boom di Porcini
Foto: Riccardo Spagnoli/Torino
Nuovo boom di Porcini
Foto: Giuseppe Giamblanco e Riccardo Spagnoli/Torino
Nuovo boom di Porcini
Foto: Carmine Donnici/Cosenza
Nuovo boom di Porcini
Foto: Donatella/Salerno
Nuovo boom di Porcini
Foto: Stefano/Cremona
Nuovo boom di Porcini
Foto: Valerio/Latina
Nuovo boom di Porcini
Foto: Giuseppe/Frosinone
Nuovo boom di Porcini
Foto: Giuseppe “Evangeo”/Roma
Nuovo boom di Porcini
Foto: Simone/Modena
Nuovo boom di Porcini
Nuovo boom di Porcini – Foto: Ronald/Torino

Nuovo boom di Porcini ©funghimagazine.it

2 Commenti
  1. Silvia Bonfiglio dice

    Molto interessante, grazie!!

    1. funghimagazine dice

      Prego! Grazie per l’apprezzamento

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