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Omphalotus olearius – Fungo dell’Ulivo – funghi velenosi

É il sosia velenoso del Gallinaccio, è facile confonderlo, perciò meglio conoscerlo bene. Scopri dove vegeta, quando, e come riconoscerlo facilmente, per non mettere in pericolo la tua vita

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Omphalotus olearius (DC.) 1815 – Singer, 1946
Omphalotus olearius (De Cand. : Fayod)

Divisione:Basidiomycota
Classe:Basidiomycetes
Ordine:Agaricales
Famiglia:Omphalotaceae
Genere:Omphalotus
Specie:O. olearius
Nomi comuni:Fungo dell’Ulivo, Fungo dell’Olivo
Tipo nutrimento:Lignicolo pluriennale
Periodo vegetativo:Estate-Autunno in periodi caldi –
Ambiente Termofilo
Commestibilità o Tossicità:Fortemente Tossico-Velenoso
Provoca sindrome livida-pardinica a breve incubazione



Habitat – Ecologia:

L’Omphalotus olearius o Fungo dell’olivo, è un fungo velenoso che si può facilmente confondere con l’ottimo Galletto (Cantharellus cibarius), e che quindi andrebbe conosciuto decisamente meglio, per evitare inutili pericoli.

Vegeta e fruttifica su tronchi d’albero, perciò è detto lignicolo, → ovvero che ricava il proprio nutrimento direttamente dal legno in decomposizione, ed è proprio questa caratteristica che andrebbe tenuta bene a mente quando nel bosco ci si trova davanti questo fungo leggermente imbutiforme con lamelle, la cui forma, ed in molti casi anche il colore, appunto, ricordano quelli del Gallinaccio o Galletto.

Il suo habitat ideale è il bosco termofilo, risultando normalmente comune tra gli ulivi, ma lo si può trovare facilmente anche su tronchi di altre latifoglie, e più raramente aghifoglie, in boschi caldi termofili dove cresce cespitoso, → ovvero fruttificando a cespi, a mazzi, con i gambi riuniti alla base, più raramente solitario.

In generale l’Omphalotus olearius non condivide perciò l’habitat dei Galletti (Cantharellus cibarius) non vegeta nel muschio (a meno che questo non ricopra un ceppo d’albero, al caldo del sole, perciò piuttosto improbabile), ma direttamente sul legno e, quando lo si trova direttamente sulla terra, è perché appena sotto ci sono dei resti di tronco-ceppo, rami o comunque legno in decomposizione.

Alberi con cui si associa:

Preferibilmente legno di Ulivo, a seguire di Querce di varie specie, più marginalmente di Vite, Orniello, Corbezzolo, Cisto, Pini, o altre essenze della macchia mediterranea.

Come riconoscere l’Omphalotus olearius – Fungo dell’Olivo:

Come detto, questo fungo ha una rilevante somiglianza con i Gallinacci/Galletti, sia per forma che per il colore, anche se, nel caso dell’Omphalotus olearius le dimensioni sono sempre maggiori ed i colori tendono più all’arancio-rossiccio che non al giallo.

Giallo-zafferano è il colore più chiaro con cui si può presentare, giallo-arancio è il colore più tipico, arancio-rossastro o rossastro-bruno, ma anche marroncino-aranciato sono le forme più scure.

Le lamelle sono decorrenti, → ovvero si prolungano sul gambo, di colore giallo-oro, giallo-zafferano o giallo-arancio e sono dette bioluminescenti, → ovvero, nel buio della notte possono emettere un leggero irradiamento luminoso.

Il cappello ha forma leggermente imbutiforme, ad ombelico con depressione al centro → dal greco omfalòs.

Note – Curiosità:

Questo fungo è responsabile della maggior parte di intossicazioni/avvelenamenti dovuti al consumo di funghi, nella regione mediterranea.

É fortemente tossico-velenoso e può provocare una sindrome livida (anche detta pardinica) → da Entoloma lividum, a breve incubazione a carico dell’apparato gastrointestinale, che nei casi più gravi può essere anche violenta, con i sintomi che possono durare anche per una settimana e che, data la somiglianza con i sintomi della sindrome falloidea, può richiedere una terapia aggressiva. Il decorso è comunque benigno.

Come detto, la sua somiglianza con il Gallinaccio (Cantharellus cibarius) può risultare marcata, soprattutto quando questo, si trova a fruttificare in periodi piovosi con poco soleggiamento e minore pigmentazione bruno-rossastra.

A farti capire però che non hai di fronte un Galletto, dovrebbe essere il fatto che lo troverai sicuramente a ceppi, anche di numerosi esemplari uniti tra loro al piede, ma soprattutto che lo troverai sempre attaccato o sopra al legno, mentre il Galletto non è un fungo lignicolo.

É detto Fungo dell’Olivo (o fungo dell’Ulivo) per la sua predisposizione a vegetare a stretto contatto con il legno d’ulivo, e questa caratteristica è intrinseca anche nel suo nome scientifico dove, olearius deriva dal latino ‘attinente all’ulivo‘.

La fotogallery dell’Omphalotus olearius – Fungo dell’Olivo:

ATTENZIONE:

Le immagini e le informazioni riportate su funghimagazine.it sono puramente indicative e non possono sostituire l’accertamento effettuato da un professionista. 

NON AFFIDARTI MAI completamente ad una guida on-line o a libri di testo per il riconoscimento di una nuova specie fungina mai raccolta prima, a meno che tu non abbia competenze tecniche micologiche.
Guide, manuali ed articoli descrittivi hanno solo e soltanto scopo didattico.
Esistono centri specializzati presso le ASL (Ispettorati Micologici) o presso le Associazioni Micologiche che sono preposti per il riconoscimento e l’accertamento della commestibilità dei funghi. ‼
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Puoi cercare l’associazione Micologica più vicina a te consultando il sito A.M.B. Associazione Micologica Bresadola, la più antica d’Italia che coordina la gran parte delle Associazioni Micologiche locali.

Oppure puoi consultare il sito A.M.I.N.T Associazione Micologica Italiana Naturalistica Telematica, infine, puoi consultare il sito Nuovamicologia.eu-Associazioni Micologiche Italiane.

Se ritieni che questa guida non sia sufficientemente esaustiva, oppure se hai altre curiosità, potrai scrivermi o puoi lasciare un commento a fondo pagina.

Questa scheda è stata realizzata da Angelo Giovinazzo basandosi su ripetute esplorazioni sul campo effettuate nel corso degli ultimi decenni, e su segnalazioni dei lettori di funghimagazine.it

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