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Perché nascono tanti funghi tutti insieme? Aggiornamento Meteofunghi 05-09-2022

Tra le domande più ricorrenti che riceviamo da Ferragosto, c’è tanta voglia di sapere perché nascono tanti funghi tutti insieme, cosa che sta accadendo in ogni luogo in cui si stanno verificando nascite a seguito delle piogge d’Agosto – Dove stanno nascendo ora i funghi Porcini

Perché nascono tanti funghi tutti insieme? Aggiornamento Meteofunghi 05-09-2022

Perché nascono tanti funghi tutti insieme?

Nel precedente articolo di fine Agosto “Nuovo boom di Porcini ma, quanti giorni dopo la pioggia bisogna iniziare a cercarli?” ti ho spiegato come occorre regolarsi per poter iniziare a cercare i funghi, soprattutto i funghi Porcini, dopo che è piovuto.

Ti ho spiegato che, purtroppo, o per fortuna, non esiste una regola fissa per poter prevedere con esattezza, la data d’inizio di una buona buttata di funghi, tuttavia con un po’ di buon allenamento e costanza, osservando ed analizzando diversi parametri sotto gli occhi di tutti (per lo più meteorologici), si può in qualche maniera evitare qualche ‘cappotto’ di troppo.

Oggi sono tanti i raccoglitori di funghi a cui piace ‘vincere facile’, basta che si arruffianino i cercatori più abili o ingenui che, con grande orgoglio postano sui Social i propri raccolti con tanto di didascalia, in cui svelano il luogo in cui hanno fatto il prorio raccolto, per poter portare a casa bauli di funghi Porcini, contravvenendo leggi e buon senso.

Per fortuna però, i più sono cercatori onesti, che rispettano le regole del gioco, ovvero che si muniscono di regolare permesso per la raccolta dei funghi, che si dotano di ceste o zaini a norma in cui trasportare i funghi raccolti, che puliscono i funghi direttamente nel bosco e che cercano di rispettare anche il quantitivo massimo imposto per legge, oltre che, iniziando a cercar funghi con la luce del giorno, e non, ancor prima dell’alba come i disonesti fanno.

Disonesti che non si fanno alcuno scrupolo a mandarci messaggi tutt’altro che educativi in cui, letteralmente di invitano a ‘farci i cazzi nostri’ dandoci del ‘lagnosi, mugugnosi’ incapaci di far cesto, perciò invidiosi dei raccolti altrui.

Questo è ancora da dimostrare, così com’è soprattutto da dimostrare che siamo incapaci di far cesto e di scoprire chi siano questi fenomeni da baraccone che si nascondono dietro a strampalati nickname ma, facilmente individuabili attraverso il loro indirizzo IP.

Ma polemiche a parte, noi siamo orgogliosissimi dei nostri lettori che, in massa, leggono i nostri articoli (mediamente sono dai 100k ai 300k, con punte fino a 700,000), e quand’anche non li commentano a fondo articolo, lo fanno più dettagliatamente contattandomi via chat privata Telegram, oppure via chat pubblica Telegram, curiosi di sapere ancor di più rispetto a quanto già letto nei vari articoli.

Come detto, al momento la domanda più ricorrente è proprio quella che dà il titolo a questo post, ovvero “Perché nascono tanti funghi tutti insieme”.

Implicitamente la risposta era già contenuta nel precedente articolo ma volentieri rispondo, come sempre analizzando quanto osservato nel corso degli anni direttamente sul campo, confrontandolo con quanto importanti micologi hanno precedentemente scritto nei propri testi.

Perché nascono tanti funghi tutti insieme – Parte 1

Non esiste una unica risposta a questa interessante domanda perché, già lo sappiamo, i fattori che influenzano le nascite di funghi sono davvero svariati e, spesso persino apparentemente immotivati ma, a ben guardare, una ragione per tutte le cose la si trova sempre, basta osservare attentamente, analizzare e ragionare.

L’assioma/relazione ‘causa-effetto‘ che ti ricordo essere «il principio secondo cui, in una correlazione tra due fenomeni, il secondo, l’effetto, è prodotto dal primo, la causa», ovvero: «ogni evento fa parte di una catena causale e le cause di un effetto sono a loro volta effetti di altre cause» sul nostro Pianeta nulla accade per puro caso e, quand’anche la causa ci possa apparire del tutto casuale, l’effetto è sempre conseguenza e direttamente proporzionale alla causa che l’ha innescato (Casualità naturale).

Senza entrare nel merito delle leggi della fisica, o altri argomenti ostici, di difficile comprensione, se nascono tanti funghi, tutti insieme una ragione c’è, come per ogni altra cosa ma, questa non va certo cercata nell’ipotetica influenza che la luna avrebbe sulle nascite dei funghi.

Come sempre dico, i funghi si nutrono di sostanza organica, talvolta anche di sostanze inorganiche che contribuiscono a degradare ed a trasformare in sostanza organica, sali minerali, sostanze zuccherine in grando di mantenere efficiente il proprio metabilismo e, respirano, né più, né meno come tutti gli altri esseri viventi.

Le sostanze nutritive indispensabili ai funghi, vengono rese disponibili da una cosa banale quanto essenziale: la pioggia.

L’acqua piovana idrata la terra, può raggiungere gli strati inferiori del terreno (scoprili leggendo il precedente articolo), ammorbidendo la lettiera e l’humus di superficie ma, in caso di piogge ripetute, idratando anche lo strato minerale, soffermandosi sulla superficie della roccia madre impermeabile dove possono formarsi depositi d’acqua più o meno piccoli/grandi che, a loro volta possono trasformarsi anche in vere e proprie ‘falde acquifere‘.

Gli strati del suolo
Gli strati del suolo

Perché nascono tanti funghi tutti insieme

Non tutti sanno che l’acqua di superficie non raggiunge le falde acquifere in un batti baleno (in foto ↑ in colore blu).

Non basta che un forte nubifragio da 100 millimetri abbia allagato un terreno, perché l’acqua si propaghi in profondità. Perché ciò accada occorre che il ristagno d’acqua si protragga nel tempo per diverse ore, che la rizosfera non si sia indurita, giorno dopo giorno, sotto l’incessante azione disidratante di un caldo torrido, magari accompagnato pure dal vento caldo e secco.

Si calcola che una pioggia di superficie per poter raggiungere la più vicina falda acquifera possa impiegare un mese, nella migliore delle ipotesi, un anno in media, ma persino alcuni secoli nella peggiore delle ipotesi.

Un eccessivo sfruttamente da parte degli umani delle falde acquifere, impoverite e prosciugate con continui prelievi a scopi igienico-alimentari, o agricolo-industriali, impoverisce a dismisura l’intero ecosistema del suolo e sottosuolo.

In un contesto siccitoso qual è stato quello dei primi 7 mesi e rotti, del 2022, l’eccessivo sfruttamento delle falde acquifere da parte degli umani, che hanno cercato di compensare l’assenza di piogge con il prelievo di acque di profondità, ha di fatto indotto le piante ed i funghi a modificare i propri comportamenti, poiché si sono trovati anch’essi a dover sopperire all’assenza d’acqua di superficie e a scorte d’acqua di profondità sempre più ridotte.

La maggior parte delle specie vegetali concentra il proprio apparato radicale tra la lettiera di superficie e lo strato di humus.

Non tutte le specie dispongono di un adeguato apparato radicale all’interno della rizosfara inferiore, ovvero all’interno dello strato di suolo di superficie e ancor meno dello strato minerale del sottosuolo.

Per esempio le Querce, anche se vecchie di centinaia di anni, hanno un apparato radicale piuttosto contenuto a livello di profondità.

Come quasi tutte le piante adulte, soprattutto quelle dette ‘fittonanti’ (che producono una radice detta a fittone, ‘a carota’), gli alberi si ancorano al suolo grazie a poche radici in grado di raggiungere gli strati inferiori del suolo. La maggior parte delle loro radici superficiali non ha infatti funzione di ancoraggio e stabilità, ma servono per potersi nutrire.

Ne è riprova il fatto che, dopo violenti nubifragi con forti raffiche di vento di downburst-updraft-microburst (quelle che banalmente ed impropriamente, giornalisti che nulla sanno di meteorologia, definiscono trombe d’aria), è piuttosto frequente vedere Querce abbattute a terra, con al proprio piede un risicato apparato radicale tondeggiante, tutt’altro che esteso e ancor meno spesso, come tu stesso puoi vedere nella foto di seguito:

Quercia abbattuta
Una quercia abbattuta dalla furia del vento con il suo risicato apparato radicale superficiale

I funghi simbionti quali sono i Porcini ma anche i Cantarelli/Finferli/Galletti, Russule, Amanite e molti altri, servono alle piante per sopperire alla loro assenza di radici in grado di raggiungere le falde acquifere di profondità o distanti dal loro habitat vegetativo.

Come puoi vedere nello schema/foto, i miceli, fittamente intrecciati tra loro, si espandono a dismisura, fin tanto che non trovano ostacoli naturali quali pietre e rocce o strati di terreno con pH inospitale, prelevando nutrienti ed acqua dove disponibili, mettendoli quindi a disposizione delle piante simbionti che poi le restituiranno sotto forma di prelibate e nutrienti sostanze zuccherine-proteite (protoplasma).

I MICELI FUNGINI SOPPERISCONO ALL’INEFFICIENZA DEGLI APPARATI RADICALI DELLE PIANTE

Perché nascono tanti funghi tutti insieme

Non pensare che tutta questa lunga spiegazione sia fuori tema rispetto all’argomento base di questo post, ovvero: “Perché nascono tanti funghi tutti insieme?” dal momento che, una delle principali cause per cui effettivamente in molte zone d’Italia si verificano nascite sovrabbondanti ed all’unisono di funghi Porcini è proprio la siccità, che sta di fatto privando vegetali e fungi delle proprie risorse più importanti, l’acqua piovana, ovvero le piogge e le falde acquifere.

Quando la lettiera, l’humus e la sottostante rizosfera diventano sempre più siccitose, le sostanze nutritive diventano progressivamente meno disponibili.

Per fare un paragone calzante, è come se avessimo la dispensa di casa piena zeppa di pane duro, frutta secca, cibi secchi, ma non avessimo denti per poterli mangiare. Che ce ne faremmo? E ancor peggio, che ce ne faremmo se non avessimo acqua per ammollarli?

L’acqua è indispensabile per poter idrolizzare sali minerali ed altri nutrienti, attraverso il processo detto di idrolisi. Ovvero, più banalmente, l’acqua scioglie i sali minerali e li rende disponibili per i vegetali, fungi e batteri che ne hanno necessità.

I FUNGHI SI NUTRONO DI SPECIFICHE SOSTANZE ED ACQUA, NON DI RAGGI LUNARI

Se mancano i nutrienti, o meglio, se i nutrienti ci sono, ma le piante (ed i fungi) non hanno “denti” per poterli masticare, va da sé che non ci sarà abbondanza ma privazione, dieta, malnutrizione e stenti.

Quale coppia di giovani sposi si sognerebbe mai di mettere al mondo dei figli se, non solo priva di lavoro e mezzi di sostentamento, ma anche una semplice pagnotta da mettere nello stomaco, salvo che la donna rimanga involontariamente incinta?

Ecco, per quale ragione i fungi dovrebbero procreare in una fase climatica assurda in cui la siccità la fa da padrone e la rizosfera si riduce ad una dura e compatta pietra inospitale?

Forse perché in cielo c’è la Luna dritta o storta, come vorrebbero i soliti creduloni che ancora nel 2022 parlano di grande buttata perché c’è la luna giusta? → leggi a proposito il mio articolo: ma la luna fa nascere i funghi Porcini o no? E qual è la luna giusta?

Forse è ora di prender atto che, se piove, il giusto, il necessario, ci saranno nascite di funghi, altrimenti non nascerà nulla.

L’estate 2022 è stata per molte zone d’Italia davvero infausta e, qua e là, continua ancora ad esserlo, vedi per esempio vaste zone di Sardegna e Sicilia.

Come scritto nel precedente articolo, con tanto di classifica delle regioni in cui sono in atto le migliori nascite di funghi Porcini, in alcune regioni d’Italia, alla fine è piovuto adeguatamente e ripetutamente, anche se precedentemente la crisi idrica è stata davvero pesante.

Durante le fasi siccitose, come già spiegato, le colonie fungine, accumuleranno parecchi “spermatozoi” ed “ovuli” (cellule riproduttive in apparati riproduttivi) ma, non faranno arrivare loro inneschi chimici indispensabili per farli germinare.

In pratica, decine, centinaia, o migliaia di microscopici carpofori rimarranno incompiuti ed in fase embrionale, all’interno della fitta rete di miceli, in attesa di condizioni climatiche favorevoli che ne facilitano la nascita, la germinazione e la vegetazione.

Quando queste si realizzeranno, ecco che, tutti insieme, quasi si fossero messi d’accordo, centinaia, migliaia di carpofori all’unisono, accresceranno più o meno rapidamente (in base alle condizioni ambientali, quindi di temperature, umidità e vento) generando quella che noi italiani amiamo definire ‘buttata’ oppure ‘gettata’.

Perché nascono tanti funghi tutti insieme – Parte 2

Un’altra condizione che fa sì che i funghi nascano tutti insieme è anche la concentrazione di spore sul terreno.

Perché nascono tanti funghi tutti insieme
Perché nascono tanti funghi tutti insieme? Assembramento di Porcini edulis tra i rododendri

Perché i funghi possano disperdere nell’aria le proprie spore e quindi garantirsi una buona propagazione dei propri ‘semi’, è indispensabile che l’aria non sia eccessivamente umida, che ci sia una bava di vento (timida brezza) e che preferibilmente ci sia anche il sole.

Quante volte ti sarà capitato di raccogliere un fungo Porcino adulto, ed aver notato che i tubuli che racchiudono le spore, sono tutti appressati l’uno accanto all’altro, ed ostruiti perché l’eccesso di umidità/pioggia ha reso la spugna pregna d’acqua.

In questo caso le spore rimarranno intrappolate nella ‘spugna’, se questa marcisce, potranno marcire anche alcune spore.

Molto più utile per lo scopo riproduttivo, un fungo/carpoforo con tanto di spugna idratata ma non zuppa d’acqua, in cui le spore possono scendere lungo i tuboli e rimanere sul bordo del poro ad attendere uno sbuffetto d’aria che le faccia disperdere nell’ambiente circostante.

Se la spugna è eccessivamente bagnata, il fungo potrebbe afflosciarsi al suolo e le spore rimanere tutte concentrate su pochi decimetri di terreno.

Quando una successiva pioggia le farà idratare e germinare, si potrebbe avere una incredibile concentrazione di miceli primari-secondari che, alle giuste condizioni ambientali potrebbero dar luogo ad un intenso proliferare di apparati riproduttivi che daranno vita ad una colonia di funghi ravvicinati, uno vicino o accanto all’altro, quando non anche, insolitamente, uniti allo stesso piede.

Una concentrazione di molti carpofori può anche essere conseguenza del dilavamento della lettiera/suolo, a seguito di una pioggi assai intensa.

Quando un nubifragio, o comunque una forte pioggia, riesce a far giungere molta acqua nel sottobosco ed al suolo, si possono generare rivoli d’acqua piovana che prende subito a ruscellare su versanti non pianeggianti e comunque, al di sotto di zone d’accumulo quali sentieri, strade, mulattiere o pianori su cui l’acqua accumulata inizia ad esondare.

Il ruscellamento provoca inevitabile erosione, dapprima della lettiera, poi anche dell’humus ed in alcuni casi anche dello strato minerale sottostante, in base alla quantità di pioggia caduta e durata della precipitazione.

Il ruscellamento, oltre a provocare erosione di foglie e terra, provoca anche la dispersione delle spore che, assai più leggere rispetto all’acqua e terra, tendono sempre a rimanere in superficie e concentrarsi a margine del rivolo d’acqua, depositandosi là dove l’acqua piovana si ferma temporaneamente, quindi in prossimità di radici, di pietre, ciuffetti d’erba o cespugli anche non simbionti.

Non è raro in questi casi trovare i funghi Porcini proprio vicino a mirtilli, felci o rovi che hanno di fatto fermato l’acqua.

Purtroppo però, le aree di ruscellamento dell’acqua piovana non sono mai garanzia di nascite, questo perché un ruscellamento troppo esasperato potrebbe aver strappato dal suolo tutte le spore disponibili, anche quelle che giacevano al suolo da anni, in attesa del momento più opportuno in cui potersi schiudere.

Per questa ragione, un bosco in cui vi è quasi totale assenza di lettiera, potrebbe risultare inadatto per imminenti nascite, pur nonostante i funghi Porcini non siano fungi saprofiti di lettiera, ma funghi simbionti delle radici di specifiche piante → leggi a tal proposito l’articolo: “Quali sono gli alberi dei funghi Porcini”.

Riepilogando dunque, in questi casi, i pochi funghi che potenzialmente possono nascere, saranno sempre rinvenibili dove, qualche ostacolo, ha bloccato/fermato il dilavamento dell’acqua e delle spore in essa contenute.

DOVE STANNO NASCENDO I FUNGHI PORCINI ORA

Perché nascono tanti funghi tutti insieme – Parte 3

Dopo la grave siccità estiva finalmente a partire da metà Agosto in Italia sono tornate Perturbazioni e piogge.

Dove più, dove meno, la pioggia ha reidratato lettiere, humus e rizosfere, ma non avrà ancora potuto raggiungere gli strati più sotterranei della roccia madre in cui poter rimpinguare le esauste falde acquifere.

Da Nord a Sud, la fine di Agosto ha regalato favolose nascite di funghi di molte Specie, anche se a ¾ di italiani (per non dire 9 su 10) interessano solamente i funghi Porcini, e non si capisce esattamente per quale strana ragione.

La regione platealmente più fortunata continua ad essere la Calabria dove, di fatto si continuano a registrare nascite di funghi ininterrotte, con poche pause tra una buttata e l’altra di funghi Porcini, ora Rossi (Boletus pinophilus), ora Estatini (Boletus reticulatus/aestivalis), ora Neri (Boletus aereus) e persino Autunnali (Boletus edulis).

I funghi Porcini fino a metà Agosto si sono trovati prevalentemente in Sila e in sparute zone della Catena Costiera e Pollino poi, da dopo il Ferragosto hanno iniziato a nascere in massa anche sulle Serre, Aspromonte e tutte le altre aree montane con vera e propria esplosione di nascite nei boschi termofili e persino nei boschi di Castagno costieri della Costa Viola, all’indomani del nubifragio che ha interessato la zona di Scilla.

Al momento i funghi Porcini, e molti altri, ivi inclusi i primi “Rositi” (Lattari), oltre che migliaia di “Funghi di caddara” (Neoboletus erytropus o Boleti dal piede rosso) sono ben presenti in quasi tutta la regione con poche zone sfortunate sui versanti Jonici, soprattutto nel Crotonese e in alcune zona anche Vibonese e Reggino.

NORD ITALIA

IL MALCOSTUME DELLA TRANSUMANZA DEI FUNGAIOLI

Perché nascono tanti funghi tutti insieme

Non è dato di sapere che cosa frulli nella testa di quei cercatori di funghi che, come pecore di un gregge o sardine di un banco, non riescono a resistere alla tentazione di andar per funghi SOLO ED ESCLUSIVAMENTE dove sentono dire che se ne stanno trovando, senza esser disposti ad assumersi il minimo rischio.

Vero è che, il fungaiolo della domenica che parte da Milano, o da altre località distanti almeno 100/200 km dalla località fungina nota e più vicina, non ami dover fare tanti chilometri a vuoto, spendendo un sacco di soldi per poi tornare a casa con il cesto vuoto.

Vero è però anche che, se come una pecora andrà a pascolare sullo stesso prato in cui vi sono 500 fili d’erba, ma i primi due fenomeni da Social, che sono arrivati sul posto che era ancora buio, si sono riempiti zaino, cesto, sacchetti e pure orecchie (per non dir di peggio!) con 495 funghi, tutte le altre pecore che arriveranno a pascolare successivamente rimarranno a bocca e stomaco (cesti) vuoti!

Le leggi vietano che questi fenomeni raccolgano più funghi rispetto a quanto prevedono i regolamenti regionali ma, costoro di una stupida multa da poche decine di euro, si fanno un baffo, a fronte delle migliaia di euro che guadagnano mensilmente vendendo funghi illegalmente e, quand’anche i fenomeni da Social non raccogliessero funghi per venderli ma compulsivamente, comportandosi da psicopatici fungini in preda a smania d’accumulo, il risultato non cambia… boschi ugualmente depredati, e migliaia di cercatori assembrati in pochi chilometri quadrati di bosco, magari pure arrabbiati ed incattiviti dall’assenza di funghi, pronti ad insultare chiunque entri nel proprio raggio d’azione.

Davvero pensi che sia proprio il caso di andare ad ammucchiarsi tutti quanti nelle solite 3, 4, 5 località che il tam-tam innescato dai Social, vengono prese d’assalto dalla carica delle ‘locuste’?

Non è un’offesa chiarare i cercatori di funghi ‘locuste’ ma una presa d’atto che, se a muoversi per boschi sono in 100 o in 1.000 i boschi potranno reggere perfettamente l’onda d’urto ma, 100.000 cercatori che si muovono in massa verso le solite 4/5 località note, perché una fonte attendibilissima, gli ha detto che ha visto su Facebook le foto di un ingenuo che ha anche scritto la località dove i funghi li ha trovati, la transumanza di massa sortirà lo stesso effetto di un assalto di locuste!

Oggi, grazie ai Social, ma anche al proliferare di chat via whatsapp e Telegram, si creano gruppi infiniti di persone che alla velocità della luce si scambiano informazioni precise e puntuali.

Ognuno di noi avrà decine o centinaia di contatti e, se ognuno di noi inizierà a spammare foto di ritrovamenti di funghi alle decine o centinaia di contatti che ha in rubrica, è un attimo che un milione di persone si metta in auto alla volta della ‘terra promessa’.

Ma la cosa più interessante è che, mentre mille cercatori di funghi si spartiscono 500 funghi disseminati su di un’area di 10 km quadrati, in un’adiacente località fungina che non è stata spammata su Social e chat, migliaia di funghi marciscono perché nessuno ha osato rischiare di andare dove non si hanno notizie certe di ritrovamenti o non si conosce l’area boschiva.

Da anni ripeto che, la primavera e l’autunno inoltrato, quando a terra non c’è ancora la neve, sono i momenti giusti per crearsi un ‘database’ di informazioni boschive utile per evitare poi in extremis di farsi prendere dall’ansia di non saper dove andare perché nelle solite 4/5 località note ci sarà la carica dei centomila cercatori.

Quando nei boschi non c’è nulla da raccogliere, è il momento giusto per esplorare, per scoprire boschi nuovi, per memorizzare sentieri e, in assenza di fogliame sugli alberi, anche per rendersi conto di dove stiano i burroni, dove poter andare e dove no, cosa che con le fitte chiome non si riesce a capire, rischiando di finire al pronto soccorso o direttamente coricati in una bara.

Quando dico: NON COMPORTARTI DA PECORA non voglio esser cattivo, dare idea di superiorità, di arroganza ma semplicemente, aiutare le persone a ragionare, ad usare il cervello prima di agire e prendere decisioni insensate perché affrettate.

Prendere decisioni affrettate, quando si è mossi dall’adrenalina, non è mai un bene, in qualunque campo!

Detto ciò, sono sicuro che i nostri lettori più accorti, che ci seguono settimana dopo settimana, che leggono i nostri articoli e che non si lamentano perché sono troppo lunghi, quindi esaustivi, ben differenti rispetto alle inutili infarinature che si leggono sul web (non a caso i lettori ci premiano continuando a seguirci), sapranno bene dov’è piovuto perché ormai hanno imparato a trovare su Funghimagazine gli strumenti utili per poter seguire dov’è piovuto e segnalazioni varie, quindi sapranno benissimo che, al momento al Nord Italia i funghi stanno nascendo quasi ovunque!

Non è vero che i funghi si trovano solamente nelle 5/6 località sovraffollate, come detto lì i funghi sono stati già tutti spazzolati e solo dove c’è vera e continua buttata stanno ancora nascendo.

I FUNGHI CI SONO OVUNQUE VI SIANO BOSCHI ADATTI ALLA LORO NASCITA.

Dove sono questi boschi? Datti da fare, leggi gli oltre 400 articoli che trovi su Funghimagazine e lo saprai.

Se stai cercando scorciatoie per poter guidare un aereo senza prima aver letto le istruzioni, queste non le troverai certo qua. Noi gli strumenti per istruirti li abbiamo creati e messi GRATUITAMENTE a tua disposizione, ora sta a te consultarli e farti la giusta cultura.

RESTO D’ITALIA

Perché nascono tanti funghi tutti insieme

Dopo la citata Calabria, segnalo ancora una volta che è sempre il Sud Italia a fare la parte del leone in fatto di nascite di funghi.

Tolte la Sardegna e la Sicilia dov’è piovuto assai poco, dal Lazio alla Calabria, le piogge si sono ripetute in più occasioni, talvolta anche abbondantemente perciò non sono mancate e non mancano tutt’ora adeguate o persino abbondanti nascite di funghi, anche e soprattutto di Porcini.

Continuano le ottime performance della Campania ma, sottovoce, senza troppi clamori ed in piena discrezione perché pochi utenti locali sono presenti sui Social, la Basilicata sta vivendo una delle migliori stagioni fungine degli ultimi decenni.

Ora entrano in produzione i boschi caldi di collina con Estatini e Neri, ora i boschi montani con Estatini e persino Edulis, mai così abbondanti come quest’anno.

Purtroppo i settori Est della regione non hanno avuto buone piogge e infatti le nascite risultano pressoché assenti in provincia di Matera, abbondanti invece nel Potentino fin sul Tirreno.

Anche la Campania continua a rimanere saldamente al terzo posto tra le più produttive.

Anche qua ora i funghi risultano presenti o abbondanti nei boschi caldi di bassa quota, ora in quelli più freschi montani. Anche in Campania si stanno trovando Porcini Edulis come non era mai accaduto prima.

Pur senza vere e proprie buttate, alcune discrete nascite interessano anche la Sicilia settentrionale, o meglio nord-orientale ed il Gargano in Puglia.

Il Molise risulta più imprevedibile e discontinuo a causa di alternanze di caldo e piogge, per esempio, proprio mentre scrivo, in collina e piano si stanno facendo buoni ritrovamenti di Ovoli reali (A. caesarea) anche se prima, insolitamente, non vi sono state nascite degne di nota di Porcini.

I primi ritrovamenti di Porcini si stanno facendo sui monti di confine, ma ancor meglio in Abruzzo dove, sui settori Ovest e Nord, dove più, dove meno, si registrano buone o persino ottime nascite di funghi, prevalentemente nelle faggete.

Il vicino Lazio non sta registrando al momento nascite degne di nota, qua le pregresse nascite si sono quasi del tutto esaurite ma una nuova buttata è già pronta a partire in tutte le zone interne e localmente anche lungo il litorale, soprattutto dal Tevere verso Sud.

Ancora sfortunati i settori lungo il Tevere ed in generale tutto il Viterbese dove le piogge risultano sempre inferiori rispetto al resto della regione, benché ultimamente qualche pioggia in più faccia ben sperare per i primi ritrovamenti entro fine settimana.

L’Umbria non gode di buona fama in questo periodo, a causa di piogge troppo spesso violente, ma di breve durata, con bagnatura spesso assente nel sottobosco.

I settori centrali della regione, quelli prossimi al Tevere risentono ancora di temperature molto elevate dovute a ristagni di calore nei bassi strati atmosferici, favoriti dallo scarso ricambio d’aria.

Tuttavia, recenti piogge hanno interessato maggiormente, più frequentemente e con piogge più adeguate i settori appenninici dove, timide nascite sono già presenti ma diventeranno più importanti entro e dopo il 10 di Settembre, salvo ritorno di caldo africano e vento.

Le Marche fanno scuola a sé.

A quanto pare i Marchigiani hanno deciso di adottare la tattica del silenzio stampa, imitando e surclassando i Lucani. Dalle Marche non trapelano notizie di ritrovamenti anche se, piogge recenti non ne sono mancate.

In assenza di riscontri non possiamo che dire che, le nascite possono solamente esser ipotizzate e nulla più.

Ci fermiamo con la Toscana dove le nascite sono attesissime come non mai.

Riceviamo moltissime richieste di info e segnalazioni e prendiamo atto che la pagina delle Tabelle Crescite della Toscana sono sempre tra le più lette.

In più occasioni docce-piogge-temporali-nubifragi hanno interessato la Toscana anche se, ad esser più favoriti sono ancora i settori appeninici settentrionali, ma ultimamente anche quelli orientali, oltre che i colli-monti dal basso livornese al grossetano e senese, in particolar modo Amiata e Colline Metallifere.

Nubifragi hanno a più riprese interessato anche la Corsica, il Livornese, il Pisano e la Versilia oltre che la Lucchesia, qua se non è ancora nato nulla, qualcosa potrebbe iniziare a nascire a breve, sono infatti ancora presenti su tutti i Social i video del simil uragano che si è abbattuto sui mercati della Versilia ma anche ad Empoli e Toscana settentrionale, anche se la rapidità con cui la sfuriata è transitata in zona, non dovrebbe avere caratteristiche ideali per buone nascite.

Tutto fa brodo perciò, ogni millimetro di pioggia caduta è buon viatico per prossime nascite di funghi che, al momento risultano buone nelle province settentrionali, discrete tra Prato-Firenze-Arezzo, in esaurimento o già cessate sull’Amiata e Metallifere ma, in nuova ripresa in tempi non troppo lunghi, probabilmente dopo il 10 di Settembre.

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4 Commenti
  1. Massimo Gori dice

    Complimenti Bell articolo. Sono un vero appassionato della raccolta funghi. Trovo l articolo veritiero , ricco di fondamentali e riscontri importanti specie per un neofita che si affaccia a questo tipo di interesse fungino.

    1. funghimagazine dice

      Grazie mille per l’apprezzamento!

  2. marco dice

    bravissimo .sono d’accordo su ogni punto.

    1. funghimagazine dice

      Grazie mille!

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