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Pioppino fungo – Cyclocybe cylindracea | funghimagazine.it

Pioppino, Piopparello o fungo di Pioppo. Uno dei funghi più amati dagli italiani

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Calocybe cylindracea, Pioppino, Piopparello

Ottimo fungo commestibile, tra i più apprezzati della primavera

FUNGHI PRIMAVERILI


CALOCYBE CYLINDRACEA o CYCLOCYBE AEGERITA / MA MEGLIO CONOSCIUTO COME FUNGO PIOPPINO O PIOPPARELLO  – Uno dei funghi più conosciuti ed amati dagli italiani, sin dall’antica Roma.

Il pioppino, lasciatemelo dire, è il fungo che in assoluto rappresenta più di tutti, la smania di qualche micologo di poter aver l’onore di aver dato un nuovo nome ad un fungo.

Detto così può suonare male, ma all’atto pratico è quanto sta accadendo, non solo a questo, ma anche a tanti altri funghi che, grazie ai nuovi metodi di analisi, stanno subendo continue variazioni di nome.

Il PIOPPINO O PIOPPARELLO.
MA QUAL’É IL SUO VERO NOME SCIENTIFICO?

Calocybe cylindracea oppure Cyclocybe aegerita?

Sappi che la contesa sul suo nome scientifico non è cosa d’oggi.

Nel 1837 lo si chiamava “Agaricus aegerita”, poi nel 1872 è diventato “Pholiota aegerita”.

Tra il 1951 ed il 1952 è diventato “Agrocybe aegerita” o “Agrocybe aegerita var. aegerita”.

Nel 2014 è diventato “Cyclocybe aegerita”, ma nello stesso anno, gli autori Vizzini&Angelini lo hanno fatto diventare “Calocybe cylindracea”. 

Non crucciarti del suo nome scientifico e continua pure a chiamarlo Pioppino o Piopparello e vedrai che tutti sapranno di cosa parli.

IL FUNGO DEI PIOPPI (E DEL SAMBUCO) 

Anse, meandri e lanche lungo il fiume Po
Anse, meandri e lanche in uno dei tanti tratti del fiume Po al confine tra Piemonte e Lombardia. Qua si nota anche un bosco IGROFILO. Quello sulla parte sinistra-alta della foto è attraversato da alcune lanche, quello a destra in basso invece è situato su di un’isola temporanea sul fiume Po.

Un fungo il cui habitat ideale è il bosco chiaro e ben soleggiato delle aree agro-silvo-pastorali, ma soprattutto quello igrofilo che costeggia i corsi d’acqua di pianura o fondovalle.

Agro ovviamente sta per aree agricole, silvo sta per silvicoltura o selvicoltura, ovvero aree in cui si pratica l’impianto e la conservazione di alberi e boschi, pastorali sta per aree di pascolo o allevamento di animali.

 

Il bosco igrofilo si sviluppa in zone umide prossime a fiumi, ruscelli, corsi d’acqua, ma soprattutto nei tratti golenali dei fiumi dove, anse, meandri e secche, formano isolette, isoloni, o veri e propri laghetti o stagni.

Sono dette “lanche” (ovvero meandri fluviali abbandonati dal fiume che ha preso una nuova via), questi specchi d’acqua generati da “diversione dell’alveo fluviale”.

Presto pubblicherò un apposito articolo in cui cercherò di farti conoscere meglio questo bellissimo ambiente umido ricco di biodiversità, sia vegetale che animale, ed ovviamente anche fungina.

Ma torniamo al nostro Pioppino o Piopparello.

Si tratta di fungo saprofita e/o parassita

Saprofita quando cresce su ceppi, rami, alberi morenti, già abbattuti.

Parassita quando attacca un albero ancora in vita.

albero Naturalmente, gli alberi sani e virgulti, difficilmente possono venire attaccati dai funghi parassiti.

Quando ciò accade, significa che l’albero è già debole, sofferente e con poche probabilità di diventare un adulto centenario.

Se una colonia di Pioppini o Piopparelli attacca un albero in vita, può portarlo facilmente fino alla morte.

Il Pioppino o Piopparello ama vegetare a stretto contatto con i Pioppi, che siano questi, bianchi, neri o tremuli non importa (a brevissimo on-line apposita scheda dedicata ai Pioppi ed al loro riconoscimento).

Anche il Sambuco è un albero da Pioppino. Seguono a ruota: Olmo, Salice e più sporadicamente Quercia.

Il Pioppino attacca gli alberi dolci e teneri. Non stupirti perciò di trovarli cespitosi, anche sui Fichi o su di altri alberi da frutto

IL PIOPPINO É UN FUNGO LIGNICOLO

Come appena detto, il Pioppino si sviluppa soltanto sul legno. Mai su terra o humus.

Essendo fungo lignicolo, va da se che cresca esclusivamente su ceppi, tronchi, legno in genere.

Come puoi immaginare, il legno risente in maniera minore degli sbalzi termici cui è invece soggetto il terreno.

Trattiene meglio il calore, ma soprattutto rende sempre disponibile il nutrimento e non trattiene troppa acqua.

Se il ramo o l’albero è caduto da molto tempo, è facile che questo possa invece trattenere grandi quantità d’acqua.

In questo caso né il Pioppino, né altri funghi lignicoli troverebbero giovamento da questo eccesso d’acqua che tende a far marcire ife e miceli.

Quando ti rechi in un bosco in cerca di Pioppini, cerca sempre rami o alberi morti che non ti appaiano zuppi d’acqua e che non siano morti da troppo tempo, perché nel frattempo l’attacco da parte di funghi saprofiti/parassiti potrebbe aver già fatto esaurire il nutrimento.

Funghi Pioppini o Piopparelli - Calocybe cylindracea/Cyclocybe aegerita
Funghi Pioppini o Piopparelli – Calocybe cylindracea/Cyclocybe aegerita- foto: Pietro Curti


QUANDO ANDARE A CERCARE IL PIOPPINO

Il Pioppino necessita di calore

Però senza eccessi.

UN FUNGO PRIMAVERILE-ESTIVO-AUTUNNALE

Vegeta a partire dai primi tepori primaverili fino ai primi freddi autunnali.

Desidera temperature abbastanza costanti, mai sotto gli 8°C di minima notturna e possibilmente, con temperature massime comprese tra i 25 ed i 28°C.

Può vegetare anche attorno ai 30°C se in presenza di piogge/temporali estivi frequenti con sbalzi termici continui e repentini abbassamenti di temperatura.

Difficilmente potrai trovare Pioppini con caldo africano oltre i 30°C e, i pochi esemplari nati prima della vampata di calore africano, rimarranno immobili ad attendere che l’avvezione calda cessi, senza giungere a maturità per giorni e giorni.

Se l’avvezione calda durerà troppo a lungo, potrà persino capitare che i funghi secchino rapidamente avvizzendosi senza neppure marcire.

Marciranno poi, con l’arrivo delle prime piogge post caldo.

DOVE CERCARE IL FUNGO PIOPPINO IN ITALIA
MAPPA DI DISTRIBUZIONE/AERALE DEL PIOPPINO / PIOPPARELLO o CALOCYBE CYLINDRACEA o CYCLOCYBE AEGERITA

Di seguito la mamma di distribuzione, ovvero l’aerale tipico del fungo Pioppino in Italia

Mappa di distribuzione in Italia del fungo Pioppino o Piopparello
Mappa di presumibile distribuzione in Italia del fungo Pioppino o Piopparello Calocybe Cylindracea o Cyclocybe  Aegerita


FUNGO PIOPPINO, UNA GHIOTTONERIA IN CUCINA

C’è chi dice che il Pioppino è il miglior fungo in assoluto per aroma e sapore.

Di certo non può non essere che un ottimo fungo se già gli antichi romani usavano raccoglierlo e cucinarlo.

Dalla primavera all’autunno, sin dal Medioevo, finiva in casseruola ad insaporire carni e selvaggine di clero, nobili ed abbienti.

Mentre tra i più poveri, serviva a rendere più saporite zuppe di rape, altrimenti poco saporite.

Oggi i Pioppini si trovano in commercio, tanto nei mercati e negozi rionali, quanto nei supermercati.

Quelli commercializzati nei mercati possono essere anche selvatici, mentre quelli in vendita nei supermercati sono sempre coltivati.

Spontanei o coltivati, delizie per i palati

I Pioppini hanno un buon pregio: dopo la raccolta possono durare a lungo, se conservati in frigorifero, mantenendo inalterate le proprie qualità organolettiche.

I funghi coltivati di solito sono già sufficientemente puliti, basta perciò strofinarli con uno straccetto umido prima di cucinarli, avendo cura di togliere la parte più bassa del gambo perché potrebbe risultare leggermente coriacea.

Quelli raccolti in natura non andrebbero lavati con acqua, perché potrebbero, così facendo, perdere un po’ del loro aroma e sapore.

Basta pulirli con una spugnetta umida ma meglio ancora con un pennello.

Come la maggior parte dei funghi a lamelle, i Pioppini o Piopparelli si prestano ottimamente ad esser cucinati in abbinamento con l’uovo.

Se giovani ed ancora ben chiusi, sono ottimi per esser conservati sott’olio ma la “morte loro” è nella composta di funghi lamellari che finirà anch’essa sott’olio.

Lessa i Pioppini in acqua bollente e salata, per pochi minuti, li fai quindi asciugare su di un canovaccio e appena asciugati li invasi con olio, pepe, aglio e alloro. Opzionale, al sapore mediterraneo: aggiunta di peperoncino ed origano.

Pioppini trifolati

logo-cucina-funghimagazineLa base per qualsiasi piatto a base di funghi, in questo caso di Pioppini, è la trifolatura.

Non c’è molto da inventare riguardo alla trifolatura dei funghi.

Li tagli a striscioline. Qualcuno preferisce però tagliarli a pezzi più grandi con i gambi teneri sminuzzati e i cappelli tagliati in 2 se piccoli, o in 4 se più grandicelli.

In una padella anti-aderente versi un cucchiaio d’olio extravergine d’oliva (ma va bene anche quello vergine che è meno aromatico e meno coprente).

Nel Nord Italia, all’olio d’oliva spesso si preferisce il burro o la margarina ma, questi potrebbero alterare sensibilmente il sapore dei funghi.

Aggiungi uno spicchio d’aglio che lascerai rosolare avendo avuto cura di toglierne l’anima.

idea icona-disegnoIo ti consiglio di provare, al posto dell’aglio, le foglie tenere di aglio orsino sminuzzate a pezzettini fini fini, oppure l’aglio vineale, ovvero aglietto selvatico degli incolti. Entrambi ti daranno il tipico aroma dell’aglio ma meno invadente e più naturale.

Aggiungi i funghi Pioppini che lascerai cuocere per non più di 5/6 minuti, aggiungi un pizzico di sale, una presa di pepe e se lo gradisci, appena tolti dal fuoco, aggiungi del prezzemolo tritato molto finemente.

Sono in molti a gradire sfumare del vino bianco secco ad inizio cottura dei funghi.

Qualcuno dice che il vino potrebbe alterare il sapore dei funghi ma tutto sommato, l’abbinamento funghi-vino bianco-aglio e prezzemolo è sempre vincente.


PIOPPINI TRIFOLATI, OTTIMA BASE PER MOLTE RICETTE

Una volta che avrai fatto trifolare i Pioppini, li potrai usare per preparare un ottimo risotto.

Risotto ai funghi Pioppini

Tosti il riso in una padella antiaderente con un filo d’olio, e se ti piace con cipolla tritata finemente poi, a tostatura ultimata, aggiungi i funghi Piopparelli e porti il riso a cottura bagnandolo con brodo vegetale bollente.

Pasta ai funghi Pioppini

I Pioppini trifolati li puoi usare come base-condimento per condire una pastasciutta bianca.

Se ami la pasta rossa, puoi aggiungere invece dei pomodorini ciliegini tagliati a cubetti, durante la trifolatura dei funghi.

Ottima è poi la pasta condita con funghi Pioppini trifolati con noci e speak cui aggiungerai, a cottura ultimata, un leggerissimo primosale caprino o ricotta. Opzionale la panna al posto del formaggio ed una presa di peperoncino piccante.

Con i Pioppini trifolati ci puoi fare una torta pasqualina. Userai i Pioppini al posto delle zucchine o degli asparagi e li insaporirai con dello speak a fettine.

Crostini ai funghi Pioppini

Se ami gli antipasti, prova a fare i crostini di pane con Pioppini trifolati.

In questo caso però i funghi Pioppini dovrai sminuzzarli molto finemente.

Sui crostini di pane caldo strofini uno spicchio d’aglio, versi due o tre gocce d’olio extra vergine d’oliva, meglio se Ligure o Toscano, poi spalmi un leggerissimo strato di formaggio primosale o caprino.

Per chi gradisce i sapori forti, puoi sostituire il pepe con del peperoncino.

Sul leggero strato di formaggio spalmato, poggi sopra i funghi trifolati su cui verserai un pizzico di prezzemolo tagliato molto finemente.

Con i Pioppini ci puoi pure condire crespelle, polenta, bistecche ma, per conto mio l’abbinamento carne-Pioppini è davvero vincente se i Pioppini li aggiungi durante la cottura di uno spezzatino di vitello o di un arrosto o arista di maiale.

Sformatino ai funghi Pioppini

I Pioppini si prestano benissimo per realizzare uno sformatino che realizzerai con della besciamella cui unirai: funghi tagliati minuti, minuti, uova e parmigiano grattugiato, sale e pepe.

Le quantità le puoi misurare ad occhio in base al numero di commensali. Su mezzo chilo di funghi userari 3 uova e non più di mezzo litro di besciamella.

Versi il composto in uno stampino monodose imburrato e infarinato ed inforni a 180° per circa mezz’ora.

Ravioli ai funghi Pioppini

Come tutti i funghi, puoi usare anche i Pioppini quale ingrediente base per realizzare degli ottimi ravioli.

Parti sempre dal Pioppino trifolato, aggiungi, ogni 200 grammi di funghi, circa 100 di ricotta oppure di un formaggio primosale molto leggero. Ottimo un caprino fresco.

Frulli i Pioppini trifolati con il formaggio fresco cui avrai aggiunto del pepe rosa o verde (opzionale del prezzemolo tagliato finissimo che aggiungerai al composto appena finito di frullare).

Troverai molte ricette a base di funghi Pioppini su cucinarefunghi.com


ATTENZIONE: Le immagini e le informazioni riportate su funghimagazine.it sono puramente indicative e non possono sostituire l’accertamento effettuato da un professionista. 

NON AFFIDARTI MAI completamente ad una guida on-line o a libri di testo per il riconoscimento di una nuova specie fungina mai raccolta prima, a meno che tu non abbia competenze tecniche micologiche.

Guide, manuali ed articoli descrittivi hanno solo e soltanto scopo didattico.

Esistono centri specializzati presso le ASL (Ispettorati Micologici) o presso le Associazioni Micologiche che sono preposti per il riconoscimento e l’accertamento della commestibilità dei funghi. ‼          ISPETTORATI MICOLOGICI IN ITALIA


ASSOCIAZIONI MICOLOGICHE

Puoi cercare l’associazione Micologica più vicina a te consultando il sito A.M.B. Associazione Micologica Bresadola, la più antica d’Italia che coordina la gran parte delle Associazioni Micologiche locali.

Oppure puoi consultare il sito A.M.I.N.T Associazione Micologica Italiana Naturalistica Telematica, infine, puoi consultare il sito Nuovamicologia.eu-Associazioni Micologiche Italiane.

Se ritieni che questa guida non sia sufficientemente esaustiva, oppure se hai altre curiosità, potrai scrivermi o lasciare un commento a fondo pagina.

Articolo scritto da: Angelo Giovi @funghimagazine.it
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