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Pleurotus ostreatus – Orecchione – Ottimo commestibile

FUNGO ORECCHIONE O FUNGO OSTRICA - PLEUROTUS OSTREATUS

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FUNGO ORECCHIONE O FUNGO OSTRICA – PLEUROTUS OSTREATUS

Dall’autunno alla primavera, uno dei migliori funghi invernali. Saporito, privo di tossine, anti colesterolo, facile da riconoscere

Descrizioni, caratteristiche morfologiche, habitat ed immagini del fungo Ostrica, Gelone o Orecchione – Pleurotus Ostreatus – Oyster Mushroom

FUNGHI PRIMAVERILI


Il suo nome scientifico è Pleurotus ostreatus (Jacq.) P. Kumm., Führer Pilzk. (Zwickau) ma, certamente questo fungo invernale lo avrai sentito nominare col più comune nome di Fungo Orecchione, Fungo Ostrica, Sbrise o Gelone.

Si tratta di uno dei più comuni funghi al mondo, noto anche per essere uno dei funghi più facilmente coltivabili e per le sue indiscusse qualità organolettiche o per le proprietà terapeutiche.

Eccoti l’indice di questa pagina:

Forse a te personalmente non interesserà molto conoscere i numerosissimi nomi dialettali che ha questo strano fungo che ama il freddo, tuttavia, mi sembra giusto citarli perché, forse, leggendo il nome dialettale dalle tue parti in uso, potrebbe venirti subito in mente di quale fungo si tratta.

I NOMI DIALETTALI DEL NORD ITALIA:

  • Piemonte: qua il Pleurotus Ostreatus è detto: Orcilleties, Cresta d’ gal, Urgêla, Auriun
  • Lombardia: Bortolàn, Carnetta, Ciaccer, Orgel, Founs de nebia, Fons de nebbia, Perùna, Ciaciar, Orège, Peerune, Peerune de albera, Minine, Mignine, Garganèle, 
  • Trentino: Reccia de Morar
  • Veneto: Bertolana, Melina, Recia de Morar, Fongo del Consegio, Recia, Sbrisa
  • Emilia Romagna: Bartulana, Urciòun, Mlèina, M’leina negra, Sfiandrèna

DENOMINAZIONI DIALETTALI DEL CENTRO ITALIA:

  • Toscana: Cardela, Cardella, Gerone, Caldarella, Caldarello, Orcella
  • Marche: Gradarelle
  • Umbria: è la regione che vanta la più vasta quantità di nomi dialettali per il Pleurotus Ostreatus, ad indicarne la sua maggior diffusione.
  • Questi i nomi più diffusi in Umbria:
  • Arcello, Brumajo d’albero, Caldarella, Cardarella nera de pioppo, Cardarella de pioppo, Cresta del gallo, Cardarello da ceppo, Cardarella d’oppio, Cardarello, Cardarello di pioppo, Faldella, Fungo d’albero, Fungo del ceppo, Fungo del cerro, Fungo del faggio, Fungo d’oppio, Fungo de pioppo, Fungo de pioppo nero, Grifa, Lingua, Lenguetta, Linguetta, Margherita de pioppo, Nazza, Orcello, Orecchietta, Orecchiola, Orecchia del lepre, Orechiella, Paletta, Recchia, Recchiozza, Recchiozza de pioppo,  Recchiola d’arbuccio,  Recchia de prete,
  • LazioColombìnus, Orécchie, Pleròtues, Plètos, Pleuròtos, Plèurus, Plèus, Pleutòrus, 

NOMI DIALETTALI DEL SUD ITALIA e ISOLE:

  • Campania: Aurecchia di cierro, Ricchione, Fungio de noce, Frenga de noce
  • BasilicataPennella
  • PugliaPleur cultvet, Fungu ti fica
  • CalabriaFungiu da pastuzzu, Fungio pastaccio, Lardarico, Latteru, Pinella, Pinnella ‘e chiuppu
  • SardegnaCardolinu ‘e matta
  • SiciliaFungi d’a codda, Fungi da nipitedda, Funcia di nipitedda, Funciu di traversa, Funcia di olivella, Funcia di traversa

DESCRIZIONE E RICONOSCIMENTO DEL PLEUROTUS OSTREATUS

Se stai leggendo questa guida, probabilmente non hai ancora mai visto e raccolto il fungo Pleurotus Ostreatus. Occorre perciò darti delle buone dritte.

Pleurotus Ostreatus-Funghi Invernali-Gelone-Max Vivaldi
Pleurotus Ostreatus-Funghi Invernali-Gelone-Max Vivaldi

Se camminando in un bosco di pianura, meglio se in un bosco vicino ad un corso d’acqua, ti imbatti – su di un tronco, albero o ceppo – in uno strano fungo a forma d’orecchie di colore dal nocciola all’antracite, con evidenti lamelle chiare ed un ottimo profumo dolciastro di farina, mandorla, nocciola, forse ti sei imbattuto in una colonia di Pleurotus Ostreatus.

Questo fungo ama crescere aggregato in piccoli gruppetti con “orecchie” che crescono appiccicate l’una alle altre. A volte crescono in colonie fittissime o anche isolati, ma sempre ben aggregati tra loro.

HABITAT E DIFFUSIONE

alberoAnzitutto, il Pleurotus Ostreatus, è un fungo lignicolo, ovvero non vegeta sulla terra ma sul legno.
In secondo luogo, è un fungo saprofita, ovvero è un fungo che concorre alla decomposizione degli alberi morti o abbattuti dal vento, perciò non attacca gli alberi ancora in vita.

É curiosamente un fungo carnivoro. Il suo micelio può attaccare, uccidere e digerire alcuni vermi microscopici detti nematodi, spesso presenti sotto le cortecce in disgregazione.

L’habitat di questo fungo è davvero eterogeneo. Cresce in tutto il pianeta, ad eccezione delle coste del Pacifico del Nord America, nei climi Temperati e Sub-Tropicali, ed è associato esclusivamente alle Latifoglie, non alle Conifere.

💡 In Grecia-Egeo e nei paesi Jonici adiacenti (poche colonie sono presenti anche in Calabria), esiste l’unica Conifera in grado di esser colonizzata dal Pleurotus Ostreatus, si tratta un endemismo di Abete bianco detto Abies cephalonica o Abete di Cefalonia.

Trattandosi di fungo lignicolo-saprofita, per andare a colpo sicuro, devi individuare nei boschi gli alberi che sono morti da poco o che sono rovinati a terra a seguito di temporali, fulmini o colpi di vento.

Pleurotus Ostreatus-Funghi Invernali-Gelone-Max Vivaldi
Pleurotus Ostreatus-Funghi Invernali-Gelone-Max Vivaldi

Devi però dargli del tempo, prima di visionare gli alberi abbattuti, perché l’attacco inizia solo 1 o 2 anni dopo la morte dell’albero ospitante. Entro 2 o al massimo 3 anni l’attacco termina e la colonia si estingue.

💡 Non tutti sanno che il Pleurotus Ostreatus cresce anche sugli spessi strati di segatura a seguito del taglio di un bosco, a patto che il bosco non sia stato completamente disboscato.

GLI AMBIENTI PREFERITI DAL PLEUROTUS OSTREATUS

Nel Nord America e nei paesi nordici europei è noto per esser quasi sempre associato al Faggio. In Italia è poco comune nei boschi di faggio delle Alpi, più comune in quelli della Liguria e dell’Appennino interno.

Nella nostra penisola, è più comune nei boschi planiziali e fluviali, in ambiente umido, anche detto igrofilo, di transizione o mesofilo; xerofilo-secco ed eliofilo-arioso ma solo dopo ottime piogge. Meno comune in ambienti Mediterranei e di alta montagna.

In questa pagina la descrizione dei principali ambienti boschivi d’Italia.

Gli alberi preferiti dal Pleurotus Ostreatus sono il Pioppo selvatico, il Pioppo bianco o coltivato, il Pioppo tremulo o Nero, Salici, Olmi e più raramente Querce, Aceri, Platani.

Negli orti e nei giardini attacca anche gli alberi da frutta, primi tra tutti Gelsi, Pruni, Susini, Meli, Peri e Noci ormai morenti. Nelle grandi coltivazioni attacca anche gli sfalci del Kiwi.

Pleurotus Ostreatus-Funghi Invernali-Gelone-Max Vivaldi
Pleurotus Ostreatus-Funghi Invernali-Gelone-Max Vivaldi

Nel Centro Italia ed in Campania però abbonda sul Cerro. In Umbria è detto “Fungo del cerro”, in Campania “Aurecchia di cierro”.

Sempre in Campania, dove vi sono vaste coltivazioni di Noci di Sorrento, è detto “Fungio de noce” o “Frenga de noce”, proprio perché attacca i noci morti.

Non disdegna neppure il Fico (in Puglia è infatti detto “Fungu ti fica”) e l’ulivo (in Sicilia è detto “Funcia di olivella”).

DOVE E QUANDO RACCOGLIERE IL PLEUROTUS OSTREATUS IN ITALIA

Il nome volgare di questo fungo “GELONE” suggerisce che si tratta di un insolito fungo che ama il freddo, persino il gelo, purché non estremo.

Quando cercarlo e raccoglierlo?

Dalla fine dell’autunno con l’arrivo dei primi freddi, fino all’inizio della primavera con l’arrivo dei primi caldi.

Si tratta quindi di un fungo tipicamente invernale.

Quando in pieno inverno il clima si addolcisce leggermente, le nebbie si infittiscono producendo leggerissime e fitte pioviggini nebulizzate che non gelano, quando arrivano piogge corpose o si sono da poco sciolte le nevi, questi sono i momenti più giusti per cercare i geloni, non a caso, anche detti funghi delle nebbie.

Se fa molto freddo, cerca là dove grosse cortecce si sono già staccate dall’albero offrendo un buon riparo dai venti gelidi o comunque, dal lato opposto rispetto ai freddi venti dominanti. Se fa Scirocco, cercali sul lato più esposto all’umido vento di mare.

Il Pleurotus Ostreatus, Cardarella o Orecchia, ha la sua massima diffusione in Umbria dove abbondano maggiormente gli ambienti freddi-umidi adatti a questo fungo. Non a caso qua c’è la massima diffusione di nomi dialettali.

La valle Tiberina, ma anche la val d’Arno, sono ottimi habitat per questo gustoso fungo invernale che ama tutti gli ambienti boschivi prossimi a fiumi o corsi d’acqua.

Non perdere tempo a cercarlo se l’inverno si presenta secco, privo di nebbie, di piogge e di neve, anche se le temperature restano costantemente bassine, perché forte umidità e pioggia sono condizioni essenziali per la vegetazione di questo fungo.

CURIOSITÀ, QUALITÀ TERAPEUTICHE E COLTIVAZIONE

Il fungo Pleurotus Ostreatus e gli altri simili appartenenti alla stessa famiglia, godono a livello planetario di ottima reputazione perché, universalmente considerati ottimi commestibili, completamente privi di tossine e, ricchi di importanti proprietà nutrizionali e terapeutiche.

Quelli che trovi in vendita al supermercato sono simili. Quasi identici ma di colore più chiaro, tendente al crema-beige-nocciola. Quelli che trovi in natura risentono maggiormente dei fenomeni ambientali ed atmosferici che ne cambiano leggermente aspetto e colore.

Più pigmenti colorati all’aria aperta e meno nelle serre di coltivazione. Più teneri quelli coltivati e, talvolta più sodi, carnosi o leggermente elastici quelli selvatici, soprattutto a seguito di improvvisi colpi di vento che seccano il fungo ed il legno.

PROPRIETÀ TERAPEUTICHE DEL PLEUROTUS OSTREATUS. IL FUNGO CHE COMBATTE IL COLESTEROLO

disegnoSicuramente avrai già sentito parlare delle qualità terapeutiche di questo ottimo fungo. Tutte vere e non le solite “fake” news che girano in rete.

A renderlo un fungo dalle mille qualità sono soprattutto i β-glucani (o beta-glucani) – normalmente presenti nel 60% delle pareti cellulari dei funghi ma presenti in quantità assai maggiore nel Pleurotus Ostreatus – queste sostanze portano grandi benefici alla digestione ed alle corrette attività intestinali.

I Pleurotus Ostreatus contengono le maggiori quantità di lovastatina, una sostanza naturale prodotta soprattutto da questo fungo e dal Riso rosso, dalle benefiche qualità anti-colesterolo. Statine usate dalle case farmaceutiche per produrre medicinali adatti per la riduzione dell’ipercolesterolemia.

Non solo, studi recenti hanno dimostrato che alcune sostanze contenute nel Pleurotus Ostreatus aiutano a rafforzare il sistema immunitario, hanno azione antinfiammatoria, favoriscono l’anti-aggregazione delle piastrine ed hanno effetti antiossidanti.

Un toccasana per la salute ma, attenzione: le informazioni riportate in questo articolo, non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico.

SCOPERTE RIVOLUZIONARIE SUI PLEUROTUS OSTREATUS

Sono numerosissimi gli studi che si stanno effettuando nel mondo intero legati a questo fungo dalle mille qualità e proprietà.


disegnoGli studi legati ai beta-glucani ed alla lovostatina ormai sono affermati e di largo utilizzo nell’industria farmaceutica.

Tra i più recenti ed innovativi forse la scoperta più interessante è che, alcuni ricercatori Messicani, hanno dimostrato che il micelio del Pleurotus Ostreatus è in grado di abbattere e disintegrare completamente i pannolini usa e getta.

Una scoperta non da poco viste le difficoltà attuali nello smaltimento di questo ingombrante rifiuto prodotto in quantità sempre maggiori.

Problemi di smaltimento degli imballaggi di polistirene espanso derivati dal petrolio?

Ora non più. Dagli Stati Uniti d’America (stato del Vermount) arriva la notizia che il Micelio del Pleurotus Ostreatus coltivato, è stato efficacemente usato per produrre un isolante naturale alternativo alle plastiche. 

Questo nuovo isolante si chiama Greensulateè naturalmente ignifugo e non ha bisogno di essere trattato chimicamente. La natura colonizzatrice e parassitaria delle spore di funghi, in particolar modo del Pleurotus Ostreatus, trasforma facilmente le materie prime di Greensulate in un isolante schiumoso.

Quando la natura ci aiuta a produrre nuove sostanze naturali che difendono la natura stessa dall’invadenza della chimica.

 

 




Bibliografia:
  • Rodriguez N. “Insulation Made From Mushrooms?”. This Old House Magazine, Time Inc.
  • Stamets, Paul (2000). “Chapter 2+Chapter 21: The Role of Mushrooms in Nature”. Growing gourmet and medicinal mushrooms = [Shokuyo oyobi yakuyo kinoko no sabai] (3rd ed.). Berkeley, California, USA: Ten Speed Press. pp. 10–11. ISBN 978-1-58008-175-7.

ATTENZIONE: Le immagini e le informazioni riportate su funghimagazine.it sono puramente indicative e non possono sostituire l’accertamento effettuato da un professionista. 

NON AFFIDARTI MAI completamente ad una guida on-line o a libri di testo per il riconoscimento di una nuova specie fungina mai raccolta prima, a meno che tu non abbia competenze tecniche micologiche.

Guide, manuali ed articoli descrittivi hanno solo e soltanto scopo didattico.

Esistono centri specializzati presso le ASL (Ispettorati Micologici) o presso le Associazioni Micologiche che sono preposti per il riconoscimento e l’accertamento della commestibilità dei funghi. ‼          ISPETTORATI MICOLOGICI IN ITALIA


ASSOCIAZIONI MICOLOGICHE

Puoi cercare l’associazione Micologica più vicina a te consultando il sito A.M.B. Associazione Micologica Bresadola, la più antica d’Italia che coordina la gran parte delle Associazioni Micologiche locali.

Oppure puoi consultare il sito A.M.I.N.T Associazione Micologica Italiana Naturalistica Telematica, infine, puoi consultare il sito Nuovamicologia.eu-Associazioni Micologiche Italiane.

Se ritieni che questa guida non sia sufficientemente esaustiva, oppure se hai altre curiosità, potrai scrivermi o lasciare un commento a fondo pagina.

Articolo scritto da: Angelo Giovi @funghimagazine.it


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