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Molto polline nell’aria, previsto boom di Encefaliti da zecca

Come può un aumento esponenziale di pollini nell’aria, far aumentare i casi di Encefalite (Meningoencefalite – TBE) da zecche? Ce lo dice uno studio della Fondazione Mach che sta analizzando queste connessioni. Tutto sulle Zecche e le infezioni provocate dal morso di Zecca

Molto polline nell’aria, previsto boom di Encefaliti da zecca

Previsto boom di encefaliti da zecca

Dove? Principalmente in Trentino Alto Adige, ma attenzione anche nel resto d’Italia

PREMESSA – COSE IMPORTANTI DA SAPERE

TBE è l’acronimo di Tick-Borne-Encephalitis.

Si tratta di una malattia virale acuta che, si manifesta a seguito dell’aggressione del nostro sistema nervoso centrale.

Viene trasmessa all’uomo prevalentemente attraverso il morso di una zecca che può essere la Zecca dei boschi o Zecca rossa (Ixodes ricinus), o la Zecca della Taiga (Ixodes persiculatus). Rhipicephalus sanguineus è invece la Zecca dei cani.

Le Zecche

Le Zecche sono antropodi appartenenti all’Ordine degli Ixodidi, a loro volta compresi nella Classe degli Aracnidi (per intenderci quella degli Acari, Ragni e Scorpioni), che si stanno diffondendo sempre più, grazie anche ai Cambiamenti Climatici che, in assenza di vere e proprie ondate di freddo invernale, favoriscono il proliferare di insetti e mammiferi che, diversamente perirebbero durante il lungo inverno.

Grazie all’anidride carbonica ed al calore emessi dal corpo umano, questi parassiti possono avvertire la presenza di un possibile ospite. Non potendo volare, si posizionano sulle estremità di foglie o erbe, lasciandosi così cadere al nostro passaggio, aggrappandosi ai nostri abitie e cercando subito il punto migliore in cui conficcare il proprio rostro, attraverso il quale succhieranno il sangue di cui si nutrono.

La puntura della zecca è indolore, perché questa inocula sottopelle una piccola quantità di saliva contenente princîpi anestetici. Di solito, l’attacco all’ospite può durare tra i 2 ed i 7 giorni, dopodiché il parassita si lascia cadere spontaneamente.

Ixodes racinus previsto boom di Encefaliti da zecca
Ixodes racinus, previsto boom di Encefaliti da zecca nel Triveneto

Malattie trasmesse all’uomo dalle Zecche

Sono diverse le malattie che possono esser veicolate all’uomo dalle Zecche, attraverso agenti patogeni, responsabili per esempio della Borreliosi di Lyme (anche nota come ‘Malattia di Lyme‘); della Febbre Bottonosa del Mediterraneo o Rickettsiosi, veicolata da Rhipicephalus sanguineus, parassita abituale dei cani, che però potrebbe colpire anche l’uomo; della Ehrlichiosi, malattia infettiva che colpisce soprattutto bambini ed anziani, oltre che forestali e cacciatori, particolarmente esposti al rischio; della Tularemia, un’ulcerazione che interessa il punto di introduzione dell’agente patogeno e che ben presto può trasformarsi in tumefazione dolorosa dei linfonodi. Ci sono poi anche la Febbre Q, la Babesiosi ed infine la più diffusa: TBE o Encefalite da Zecca.

Previsto boom di encefaliti da zecca

TBE o Encefalite da Zecca

Le zecche dei boschi possono veicolare nell’uomo italiano principalmente due malattie infettive.

La prima è forse la più nota e più temuta perché ampiamente descritta in vari articoli presenti anche e soprattutto sul web (ne abbiamo parlato anche noi nel nostro articolo → Zecca – ixodida – La puntura di zecca ), è la Malattia di Lyme.

La seconda, forse meno nota ma, non per questo meno pericolosa, è la TBE o Encefalite da Zecca. É provocata da un Virus ad RNA a filamento singolo, che si trasmette da zecca a zecca, ma anche da zecca ad ospite.

Su quest’ultima vogliamo calamitare l’attenzione dei nostri lettori, poiché questa malattia virale acuta si va diffondendo dal Trentino Alto Adige forse anche al resto d’Italia, soprattutto tra coloro che frequentano i boschi e, i cercatori di funghi sono senza dubbio tra i soggetti più a rischio.

Come anticipato, la TBE viene trasmessa all’uomo dal morso di Zecche che, a loro volta si sono infettate alimentandosi con il sangue di animali portatori di patogeni, tra cui possiamo annoverare, grandi e piccoli roditori, caprioli, cervi, daini, tassi, cinghiali ma anche animali domestici quali capre o pecore.

La TBE è al momento presente in focolai endemici in vari Paesi dell’Europa centro-orientale e settentrionale ma, da un paio di anni interessa già l’intero Triveneto (focolai di Belluno, Gorizia e Trento) e non è detto che non possa aver iniziato ad espandersi anche al resto del Nord Italia, soprattutto nelle zone Alpine o Appennino Settentrionale dove, la Zecca (Ixodes ricinus) predilige habitat fresco-umidi, ben ombreggiati e mai in pieno sole, proliferando principalmente nel periodo primaverile e d’inizio estate.

Come avviene la trasmissione dell’infezione?

A seguito del morso da parte di una zecca infetta (si tratta di un morso vero e proprio e non di una semplice puntura) e l’infezione può esser tanto più grave, quanto più a lungo la zecca è rimasta attaccata alla nostra pelle, succhiando sangue e trasmettando agenti patogeni, il che ci fa comprendere che, in caso di morso, è indispensabile liberarsi del parassita il prima possibile.

Una volta che l’aracnide infetto si è attaccato alla nostra pelle, inizia un periodo d’incubazione, che può variare da 2 a 28 giorni, in cui si possono distinguere 2 distinte fasi.

La prima, quella viremica, è molto simile ad una influenza. Può provocare febbre, cefalee, mal di gola, stanchezza, nausee, dolori muscolari o articolari ed ha una durata di 2-4 giorni, cui segue la seconda fase di 8-20 giorni, in cui la febbre scompare e diminuiscono progressivamente anche altri sintomi.

I sintomi tipici della TBE possono essere:

  • Afasia, incapacità di parlare a causa di disturbi neurologici
  • Agnosia, disturbi a carico del cervello con anche incapacità di riconoscere oggetti o familiari
  • Aprassia, incapacità di eseguire movimenti volontari. In entrambi questi casi si ha spesso anche Difficoltà di concentrazione
  • Astenia, debolezza generale, affaticamento, perdita di forza muscolare, con anche Dolori vari, soprattutto a carico del collo, degli arti, dei muscoli
  • Brividi, contrazioni involontarie accompagnate da senso di freddo e pelle d’oca
  • Cacosmia, percezione di odore sgradevole
  • Capogiri, giramenti di testa
  • Cefalee, mal di testa, giramenti di testa
  • Convulsioni
  • Edema Cerebrale, liquido nel cervello
  • Febbre con anche Iperpiressia (febbre oltre i 40°C)
  • Mal di gola
  • Meningite
  • Nausea
  • Parestesia, alterazione della sensibilità con anche formicolii
  • Sonnolenza
  • Svenimento

In quasi tutti i casi è indispensabile il ricovero ospedaliero.

PREVENZIONE E CURE

La maggior parte delle malattie trasmesse dalle Zecche può esser diagnosticata esclusivamente attraverso esami clinici. Una tempestiva terapia antibiotica, già nelle fasi iniziali, è generalmente risolutiva, soprattutto in caso di infezione batterica.

In caso di infezioni virali le cose potrebbero farsi più complicate, con possibili danni permamenti al sistema nervoso.

Per questa ragione, per tutti coloro che svolgono attività all’aria aperta (principalmente nei boschi, quali: caccia, pesca, controllo dei boschi, taglio di legna, ricerca funghi, ma anche trekking o forest bathing), è raccomandato il vaccino anti TBE.

Il ciclo vaccinale è di tre dosi; la seconda dose va effettuata 1-3 mesi dopo la prima; la terza entro 5-12 mesi dalla seconda.

In Trentino Alto Adige sono stati predisposti diversi cicli vaccinali gratuiti ed in provincia di Trento, vi si può accedere anche senza bisogno dell’impegnativa da parte del proprio medico curante.

Pur non essendo ancora stati evidenziati casi di TBE al di fuori del Triveneto, è possibile richiedere al proprio medico curante, a titolo preventivo, impegnativa per poter esser vaccinati anche nel resto del Nord Italia, qualora si venga costantemente a contatto con zecche ed i loro possibili pericolosi morsi.

In caso di morso da zecca, si raccomanda di estrarre il prima possibile la Zecca, attraverso l’uso delle apposite pinzette in vendita in farmacia, cercando di non schiacciare il parassita.

Non utilizzare durante l’operazione sostanze oleose, alcool o altre sostanze irritanti che potrebbero provocare un pericoloso rigurgito nel parassita.

Solo dopo averlo estratto, disinfettare con acqua ossigenata, alcool o soluzioni iodate, non utilizzare pomate antibiotiche per non mascherare eventuali insorgenze di pericolose malattie e monitorare per almeno un mese l’insorgenza di eventuali aloni rossastri o anomali gonfiori, oltre che insoergenza di febbri o altri insoliti sintomi.

PREVISTO BOOM DI ENCEFALITI DA ZECCA – approfondimento

Come scritto in apertura, ci si domanda come può un aumento esponenziale di pollini nell’aria, far aumentare i casi di Encefalite (Meningoencefalite – TBE) da zecche?

La risposta, per cui è previsto boom di encefaliti da zecca, ce la dà uno studio della Fondazione Mach che sta analizzando queste connessioni.

Secondo gli studi effettuati nel corso degli ultimi anni, c’è una importante correlazione tra quantità di polline emesso dalle piante e picco demografico di roditori nei boschi.

I semi delle piante, che siano semi di Faggio (detti Faggine o Faggiole), delle Querce (Ghiande), del Carpino o del Castagno (Castagne), sono una importantissima fonte di cibo per i roditori selvatici.

Topi selvatici quali le Arvicole (Myodes glareolus), Topo dal collo giallo (Apodemus flavicollis), Ghiri e Scoiattoli, presentano un picco demografico significativo l’anno successivo al boom di pollini (e quindi di produzione di semi), diventando a loro volta un ottimo veicolo di diffusione di infezioni patogene, soprattutto se e quando sono stati a loro volta infettati dalle Zecche.

Le analisi in questione sono state svolte dalle Unità di Ecologia Applicata ed Unità di Botanica Ambientale del Centro Ricerca e Innovazione del Fem (Fondazione Emund Mach), che svolge attività di ricerca scientifica, sviluppando tecnologie e promuovendo innovazione nei settori dell’agricoltura, della bioeconomia, dell’ecologia, della biodiversità, dell’ambiente e dell’alimentazione. Ha sede a San Michele all’Adige (Trento).

Previsto boom di encefaliti da zecca © 2022 @funghimagazine.it

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