Psilocybe semilanceata - Il fungo magico
Psilocybe semilanceata in habitat. Autore: Dr. Hans-Günter Wagner CC BY-SA 2.0, Link

Psilocybe semilanceata – Il fungo magico

PSILOCYBE SEMILANCEATA (Fr.) P. Kumm (1871)

Psilocybe semilanceata - Il fungo magico
Psilocybe semilanceata scheda illustrativa

DESCRIZIONE SOMMARIA

Qual è il colore prevalente?

Banner arcobaleno dei funghi PsilocybeNell’Arcobaleno dei Funghi: → Giallo paglierino, Marroncino chiaro-Beige che può variare a seconda del tasso di umidità.

Come riconoscere Psilocybe semilanceata?

Il Funghetto magico o Fungo Magico è un fungo con le lamelle di piccole dimensioni. Vegeta principalmente nei pascoli, fruttifica solitario o in gruppi di più individui, preferibilmente in zone umide e assolate ricche di humus e ben fertilizzate. La sua quota di vegetazione è solitamente più elevata rispetto ai comuni funghi mangerecci, ma è possibile trovarlo anche alle medesime quote a seconda del periodo di ricerca. Contiene psilocibina e psilocina, due potenti alcaloidi che gli conferiscono spiccate proprietà psichedeliche-allucinogene.

Il Fungo magico, Funghetto, Fungo Sacro, Magic Mushroom

Sinonimi obsoleti:

Agaricus callosus var. semilanceatus (Fr.) Weinm., Hym. à Gast. Imp. Ross. Obs. (Petropoli) (1836)
Agaricus semilanceatus Fr., Observ. mycol. (Havniae) 2: 178 (1818)
Coprinarius semilanceatus (Fr.) J. Schröt., in Cohn, Krypt.-Fl. Schlesien (Breslau) (1889)
Geophila semilanceata (Fr.) Quél., Enchir. fung. (Paris) (1886)
Panaeolus semilanceatus (Fr.) J.E. Lange, Fl. Agaric. Danic. (1939)
Panaeolus semilanceatus (Fr.) J.E. Lange, Dansk bot. Ark. (1936)
Psilocybe semilanceata f. sterile E. Ludw., Pilzkompendium (Eching) (2001)
Psilocybe semilanceata var. microspora Singer, Beih. Nova Hedwigia (1969)
Psilocybe semilanceata var. obtusata Bon, Docums Mycol. (1985)
Stropharia semilanceata (Fr.) P. Karst., Bidr. Känn. Finl. Nat. Folk (1879)

Psilocybe semilanceata (Fr.) P. Kumm (1871)
Funghetto o Fungo magico

Divisione:Basidiomycota
Classe:Agaricomycetes
Ordine:Agaricales
Famiglia:Hymenogastraceae ex Strophariaceae
Genere:Psilocybe
Specie:Psilocybe semilanceata
Nome italiano:Fungo Magico, Funghetto, Fungo Sacro
Tipo nutrimento:Saprotrofo
Periodo vegetativo:Fine Estate-Autunno 🍂
Commestibilità o Tossicità:Fungo tossico, provoca sindrome allucinogena 💀😵‍💫

NOMI INTERNAZIONALI

  • Inglese-English: liberty cap
  • Catalano-català: Bruixa aguda
  • Ceo-čeština: lysohlávka kopinatá
  • Gallese-Cymraeg: cap hud
  • Dansk-Danese: Spids nøgenhat
  • Tedesco-Deutsch: Spitzkegeliger Kahlkopf
  • Estone-eesti: Terav paljak
  • Basco-euskara:  Sorgin zorrotz
  • Finlandese-suomi: suippumadonlakki
  • Francese-français: Psilocybe lancéolé
  • Ungherese-magyar: Hegyes badargomba
  • Giapponese-日本語: リバティーキャップ
  • Lituano-lietuvių: Smailiakepurė glotniagalvė
  • Norvegese-norsk bokmål: Spiss fleinsopp
  • Nederlands: Puntig kaalkopje
  • Polacco-polski: Łysiczka lancetowata
  • Sloveno-slovenščina: Holohlavec končistý
  • Svedese-Svenska: Toppslätskivling
  • Ucraino-українська: Псилоциба напівланцетовидна
  • Rumeno-walon: Silocibe des flates

Nomi comuni italiani

Fino a qualche anno fa questo fungo era praticamente sconosciuto in Italia, classficato tra i funghi “strani” o comunque tra quelli di nessuna o poca importanza, perciò privo di un suo specifico nome comune. A partire dagli anni ’90, a seguito dei primi ritrovamenti con relativi studi, si è scoperto di cosa si trattasse realmente, ovvero che corrispondeva al fungo che in lingua inglese era detto “Liberty cap” o “Magic mushroom”. Oggi in Italia, Psilocybe semilanceata è nota cme “Funghetto” o Fungo Magico, a causa della sua fama a livello mondiale dovuta alle sue spiccate proprietà allucinogene. Nonostante sia diffuso in Italia e anche oltre i confini nazionali, questo fungo è ancora poco conosciuto tra gli appassionati dei funghi commestibili più comuni.

⛔️ Nonostante la recente diffusione di questo fungo anche nel nostro paese, la normativa vigente vieta la coltivazione, la vendita e il consumo delle specie appartenenti al genere Psilocybe, quindi anche a questa specie, equiparandone l’uso a quello di qualunque altra sostanza stupefacente come la cannabis o l’LSD, con le relative implicazioni penali.

Etimologia

L’epiteto semilanceata non è particolarmente diffuso in ambito micologico ed è attribuito principalmente al genere Psilocybe, come nel caso di P. semilanceata e delle sue varianti. Tuttavia, va menzionata un’eccezione per il genere Galerina, come nel caso di G. semilanceata.

Il termine semilanceata deriva dal latino ‘semi-lanceata’, che significa “a forma di mezza lancia”, in riferimento al tipico aspetto delle fruttificazioni.

Psilocybe, dal greco ‘psilò-cybe’, sta per ψιλός psilós, calvo, liscio, e da κύβη cýbe, testa (cappello), quindi significa “dalla testa scoperta”, poiché in questo genere il cappello è privo di ornamentazioni.

Traduzioni in italiano dei nomi internazionali

I nomi comuni internazionali sono quasi tutti basati sulla traduzione nella lingua locale dell’epiteto latino ‘semilanceata‘, oppure su ‘Psilocybe‘, ma più generalmente si fa riferimento al suo tipico aspetto a forma di lancia o al suo nome vernacolare, che sottolinea le sue proprietà psicotrope.

Questi alcuni dei nomi comuni stranieri:

  • In Inglese è detto Berretto della libertà;
  • In Catalano è detto Strega acuta oppure Strega tagliente;
  • In Gallese è detto Berretto magico o Cappello magico;
  • In Danese è detto Cappello dal cilindro a punta o più semplicemente Cappello a punta;
  • In Tedesco è detto Testa calva conica appuntita;
  • In Estone è Un punto acuto;
  • In Francese è detto Punta di diamante,
  • In Ungherese è il Fungo ostrica appuntito o più semplicmente Fungo ostrica;
  • In Lituano è detto Testa liscia con cappuccio appuntito;
  • In Olandese è detto Testa calva a punta;
  • In Polacco è la Locusta lanceolata o Cicacea lanceolata.

DISTRIBUZIONE

Psilocybe semilanceata predilige le regioni temperate dell’emisfero del nord, con preferenza per terreni ricchi di materia organica e ben fertilizzati.

Questo fungo è ampiamente diffuso in molte parti del mondo, soprattutto nelle regioni temperate dell’emisfero nord.
É tra i più comuni funghi del genere Psilocybe e la sua presenza è stata riscontrata in numerosi paesi tra cui, Nord America (Canada e Stati Uniti), in Sud America (Cile), in Europa, in Australia (Tasmania) e probabilmente anche nella Repubblica del Sudafrica. In Europa è stata ritrovata in Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Regno Unito, Italia, Norvegia, Paesi Bassi, Russia occidentale, Svezia e Svizzera. Nella maggior parte di queste nazioni, si è diffusa la pratica del suo impiego come droga psicoattiva.

Psilocybe semilanceata in Italia

► Tratto dal testo di Giorgio Samorini (Gruppo Micologico Castellano): Sullo stato attuale della conoscenza dei Basidiomiceti psicotropi italiani.

La presenza della Psilocybe semilanceata (Fr.) Quél. venne inizialmente segnalata da Bresadola nella provincia di Trento nel 1927; successivamente è stata raccolta nel torinese (Fiusell0 & Ceruti Scurti, 1972), e più recentemente ne è stata registrata la presenza nelle province di Brescia, Bergamo e Sondrio (Gitti et al., 1983; Samorini, 1988). Inoltre, qui è registrata per la prima volta la notizia del rinvenimento di sue stazioni in vari luoghi del crinale appenninico tosco-emiliano (province di Modena, Bologna, Firenze).

Mappa della distribuzione di Psilocybe semilanceata in Italia
Di seguito mostriamo una mappa preparata dall’etnobotanico ed etnomicologo Giorgio Samorini, tratta dal testo: ELUSIS – Piante e composti psicoattivi.
mappa distribuzione psilocybe semilanceata italia

Distribuzione di Psilocybe semilanceata nelle regioni italiane

 

🖐⛔️ ATTENZIONE: Le indicazioni fornite in questo articolo sono puramente didattiche e micologiche. È importante ricordare che la detenzione di questa specie o di altri funghi appartenenti al medesimo genere, così come dei funghi psicotropi in generale, costituisce una violazione di legge. La psilocibina, il principio attivo presente in questi funghi, è considerata una sostanza stupefacente ai sensi della legge italiana, e il suo possesso, la coltivazione e la vendita sono vietati. Funghimagazine non si assume nessuna responsabilità per eventuali usi impropri che i lettori potranno fare di questo articolo che ribadiamolo, ha puro scopo micologico.
FUNGHIMAGAZINE non conosce chi vende questi prodotti su internet, né vorrà mai saperlo, siete pertanto invitati a non scriverci DM per avere informazioni che non abbiamo.

HABITAT / ECOLOGIA

🌲🌿🍂🍁L’HABITAT della Psilocybe semilanceata

L’habitat ideale per la Psilocybe semilanceata

Si tratta di una specie saprofita, il che significa che completa il proprio ciclo vitale assumendo materia organica morta in decomposizione e nutrendosi degli elementi di cui ha bisogno.

Può crescere singolarmente o in gruppi di numerose unità (cespitosa), colonizzando pascoli, prati, parchi e terreni erbosi, preferibilmente su terreno ricco di materia organica in decomposizione, come detriti di radici erbacee, letti di cavalli o mucche, ma mai direttamente su sterco animale, a differenza di altri suoi congeneri detti fimicoli.

Psilocybe semilanceata predilige prati e pascoli di alta montagna, approssimativamente tra i 1000 e i 2300 metri di altitudine, in luoghi umidi e con un’elevata esposizione al sole, su terreno acido e preferibilmente smosso. È spesso osservabile lungo i bordi dei sentieri, preferibilmente sul lato a valle poiché maggiormente soggetto a microsmottamenti del terreno, o lungo canaloni e piste erbose non eccessivamente pendenti, dove dà origine a fruttificazioni lunghe e continue quasi cespite, spesso tra ciuffi della graminacea Deschampsia caespitosa.

💥 L‘associazione con Deschampsia caespitosa, sebbene non costante, sembra favorire in modo particolare la formazione di fruttificazioni di tipo fungo cespitoso.

Il periodo di vegetazione di questa specie è tipicamente autunnale, seguendo le prime piogge, ma può manifestarsi occasionalmente anche durante i mesi primaverili, tra maggio e giugno, tuttavia, a causa dei cambiamenti climatici, la sua comparsa può variare a seconda del luogo e dell’altitudine. È stato osservato che alcune fruttificazioni della specie iniziano già alla fine di luglio, proseguendo per tutto il periodo autunnale. Inoltre, questo fungo può crescere abbondantemente nelle aree in cui è diffuso.

💥🔥 Piccole curiosità

💥 La maggior parte dei funghi psilocibinici sono soggetti ad un fenomeno di bluificazione di parti del carpoforo (più frequentemente la zona inferiore del gambo) al tocco o con l’invecchiamento. Il motivo sembra risiedere in un processo enzimatico al quale viene sottoposta la psilocina, con la conseguente trasformazione in un prodotto di color blu (Levine, 1967). Tuttavia alcuni casi di fruttificazione restano del tutto privi di questo fenomeno.

💥 In Italia sono presenti almeno 20 specie di funghi psilocibinici accanto ai noti funghi isossazolici Amanita muscaria e A. pantherina. Diverse specie, in particolar modo nel genere Panaeolus, vengono considerate “psilocibinico-latenti”, ovvero producono psilocibina e composti affini in maniera incostante.

💥  Nello stesso habitat è frequente trovare Psilocybe strictipes, una specie simile che spesso viene confusa dai raccoglitori. Questa può essere distinta per l’assenza di una papilla e per il cappello, che va da convesso a subumbonato. Come nel caso di P. semilanceata, anche questa specie non cresce direttamente sul letame animale.

💥  Come per altre specie di funghi allucinogeni, P. semilanceata sviluppa talvolta una fase sclerotica, ossia una forma dormiente del fungo che lo protegge dagli incendi e da altre calamità naturali. Il micologo tedesco Jochen Gartz ha riprodotto con successo la fase sclerotica in agar con estratto di malto.

💥  La presenza di una grande quantità di composti alcaloidi psilocibinici è stata rilevata attraverso analisi chimiche. In diversi casi, si è registrata una concentrazione che ha raggiunto valori compresi tra l’1.0% e il 2.0%.

💥  Negli anni sessanta in America, questo fungo ha acquisito notorietà a causa dell’ampio utilizzo che ne fecero gli Hippies in quel periodo.

⛔🖐️ Se nel bosco noti un fungo che potrebbe somigliare a P. semilanceata, limitati ad osservarlo senza raccoglierlo. È importante ricordare che possedere specie del genere Psilocybe e affini potrebbe comportare conseguenze legali. In Italia, la coltivazione e la detenzione di funghi allucinogeni sono severamente vietate e punibili per legge. 👮‍♂️🚨

⛔🖐️ Le nuove specie di funghi, che fino ad ora ci erano sconosciute, vanno raccolte solamente se si è accompagnati da cercatore esperto e vanno fatte vedere ad un Ispettore ASL o Micologo professionista, non al proprio vicino di casa! ⛔

SEGNI DISTINTIVI / CARATTERISTICHE

Psilocybe semilanceata - Il fungo magico
Gruppo di Psilocybe semilanceata. (Belgio) – Autore: DimiVeBE

COME RICONOSCERE LA PSILOCYBE SEMILANCEATA

Il carpoforo-corpo fruttifero di questo fungo è formato da un cappello, al di sotto del quale si trova il cosiddetto imenoforo, che a sua volta ospita delle lamelle inzialmente di colore oliva brunastro, infine porpora-nerestro, insieme con un gambo, che può variare in tonalità da ocra a bruno.

Il cappello è conico-campanulato, spesso papillato-cuspidato, con colorazione giallo paglierino dorato in ambienti secchi e grigio verdastro in luoghi umidi. Rimane sempre con una forma conica, senza appiattirsi nemmeno a maturità e presenta un chiaro restringimento subapicale che evidenzia un umbone ottuso e molto prominente. Le lamelle sono visibili attraverso la superficie trasparente del cappello, specialmente quando è umido, conferendogli un aspetto striato fino alla sommità. Ha un diametro medio di circa 1,2/1,9 cm e un’altezza di circa 1,3/2 cm.

💥 La forma tipica del suo cappello, che ricorda un “capezzolo”, rappresenta un segno distintivo importante per riconoscere questa specie fungina 💥

L’imenoforo, ossia la parte fertile del fungo, si trova nella parte inferiore del cappello ed è composto da lamelle più o meno adnate, piuttosto fitte e intervallate da lamellule. Queste lamelle sono inizialmente di colore oliva brunastro nei giovani esemplari, ma virano al porpora-nerastro con la maturazione, presentando un margine biancastro.

Le spore sono ellittico-allungate, lisce e dotate di un poro germinativo, di colore bruno nerastro, e misurano 12-14 per 7-8,5 mm.

Il gambo è lungo e gracile, flessuoso e quasi sempre molto ondulato, fibrilloso striato in senso longitudinale, glabro, fistoloso-midolloso, pruinoso all’apice e varia dal colore ocra pallido al bruno. Spesso si colora di azzurro quando viene rotto, soprattutto alla base, una caratteristica comune a numerose altre specie che sintetizzano psilocibina/psilocina. A volte si possono notare tracce di un anello dovuto a una cortina fugace. La lunghezza del gambo può variare da 4 a 12 centimetri, con un diametro compreso tra 1,5 e 3 millimetri.

La carne è inconsistente, con un odore praticamente nullo e un sapore leggermente fungino.

Psilocybe semilanceata - Il fungo magico
Tipica colorazione dei carpofori di Psilocybe semilanceata in ambiente umido. (Germania) Autore: Ki7sun3

COMMESTIBILITA’

TRATTASI DI UN FUNGO NON COMMESTIBILE, IN QUANTO CONTIENE SOTANZE TOSSICHE  😵‍💫🍄

Riguardo alla commestibilità di questo fungo, non ci sono dubbi che si tratti di un fungo vivamente sconsigliato, per via degli effetti psichedelici provocati da due sostanze presenti nel fungo, ovvero la Psilocibina e la Psilocina. Non si può che ribadire, una volta in più, che questo fungo va raccolto solamente a titolo di studio, comprovando l’utilizzo che se ne vuole fare, appunto per scopi micologici. Ribadiamo che è illegale la detenzione di funghi appartenenti al genere Psilocybe e congeneri perché dannosi per la salute.

Fatte queste dovute premesse, vediamo cosa dicono al riguardo gli autorevoli autori Nicola Sitta, Paolo Davoli, Marco Floriani e Edoardo Suriano, nella loro importante: “Guida ragionata alla Commestibilità dei Funghi“: Psilocybe (incluso Deconica) ► Deconica è un è un genere di funghi della famiglia delle Strophariaceae, un tempo considerato sinonimo di Psilocybe.

Quasi tutte le specie del genere Psilocybe s. str. contengono quantità più o meno rilevanti di alcaloidi triptamminici ad attività psicotropa (principalmente psilocibina e psiloci- na). Per questo motivo diverse di esse vengono utilizzate come droga psicoattiva (allucinogena), anche tentando la coltivazione di specie esotiche in quanto ritenute “più potenti” (per es. P. cubensis s. l., P. mexicana e altre). Fra le Psilocybe presenti sul territorio italiano, si segnalano per contenuti rilevanti di psilocibina e psilocina le specie P. cyanescens, P. bohemica, P. fimetaria e P. semilanceata.
Quest’ultima, di ampia diffusione geografica, è di gran lunga la più utilizzata come droga psicoattiva (Samorini 1993). Si fa presente che la legge italiana sulle sostanze stupefacenti vieta la detenzione e il commercio dei funghi di questo genere, tuttavia l’interpretazione della norma non è univoca per quanto riguarda gli sclerozi, che non sono esplicitamente menzionati. Il micelio di alcune specie di Psilocybe fra cui P. tampanensis e P. mexicana, in determinate condizioni è in grado si produrre degli sclerozi, che vengono chiamati “magic truffles” e commercializzati in “Smart Shops” o via internet per il loro contenuto di psilocibina (Pellegrini & al. 2012). La quantità di principi attivi in questi sclerozi sembra essere modesta, nettamente inferiore rispetto agli sporofori, anche se è possibile che si tratti di contenuti abbastanza variabili e, nel caso delle analisi svolte su mate-riale sequestrato dalle forze dell’ordine, in parte influenzati dalle modalità di conservazione degli sclerozi stessi (Pellegrini & al. 2012) che possono comportare una degradazione di parte del contenuto di alcaloidi psicoattivi. Recenti studi hanno definitivamente chiarito la biosintesi di questi alcaloidi psicotropi nel genere Psilocybe (Lenz & al. 2021), nonchè il meccanismo chimico alla base della bluificazione degli sporofori in seguito a manipolazione / rottura, con formazione di oligomeri colorati a partire dalla stessa psilocibina (Lenz & al. 2020). La biosintesi parte dall’amminoacido triptofano e giunge alla psilocibina (4-fosforilossi-N,N-dimetiltriptammina) attraverso una sequenza che vede come intermedi la norbeocistina e la beocistina, ma non la psilocina. La psilocina, che in realtà rappresenta il vero principio attivo, si forma in vivo nell’uomo per idrolisi della psilocibina, che pertanto deve essere considerata un vero e proprio “profarmaco” (prodrug).
Sebbene la psilocina venga spesso rinvenuta analiticamente negli sporofori di Psilocybe, essa rappresenta piuttosto un artefatto che si forma per defosforilazione della psilocibina durante le procedure di essiccamento e di estrazione (Lenz & al. 2017; Fricke & al. 2019). La psilocina tuttavia può formarsi anche per defosforilazione intracellulare nel fungo, dove però tende sempre ad essere subito “riparata”, cioè riconvertita in psilocibina (che è infatti l’estere fosforico della psilocina), per proteggerla da fenomeni di degradazione ossidativa a cui andrebbe facilmente incontro (Fricke & al. 2019). Altre ricerche hanno inoltre descritto la presenza simultanea di alcaloidi β-carbolinici a potenziale attività inibitoria delle monoammino ossidasi (MAO) in diverse specie di Psilocybe psicoattive (Blei & al. 2020). Ciò potrebbe potenziare l’effetto di psilocibina e psilocina, prevenendone la degradazione ad opera delle MAO, ma non é chiaro se le quantità di queste β-carboline presenti negli sporofori siano sufficienti a sortire tale effetto inibitore in vivo nell’uomo. Le Psilocybe, indipendentemente dalla presenza e dalla quantità del loro contenuto in composti psicoattivi, sono da considerare funghi tossici con sindrome allucinogena. Le specie non bluescenti, che oggi sono perlopiù collocate nel genere Deconica, sebbene te- oricamente innocue in quanto non contengono sostanze psicoattive, sono chiaramente da considerare non commestibili“.


LA SINDROME  PSILOCIBINICA O ALLUCINOGENA CAUSATA DA PSILOCYBE SEMILANCEATA

La sindrome psilocibinica ha la sua origine principalmente dall’assunzione di funghi del Genere Psilocybe, specialmente quando vengono ingeriti crudi o sottoposti ad essiccazione per l’infusione. Dai tempi antichi, gli effetti dei funghi allucinogeni sono stati riconosciuti, e reperti archeologici rinvenuti attestano la loro conoscenza diffusa in tutto il mondo, soprattutto tra le popolazioni precolombiane del Messico.

Le principali tossine coinvolte sono la psilocibina e la psilocina, entrambe derivati dell’indolo, noti come alcaloidi indolici. Queste sostanze presentano una struttura chimica simile a quella dell’LSD, un potente allucinogeno, di cui imitano gli effetti. Non arrecano danni permanenti al sistema nervoso centrale e non creano dipendenza, a differenza degli oppiacei. Al contrario, inducono tolleranza, quindi nel caso di consumatori abituali, si rendono necessarie dosi sempre più elevate nel corso del tempo per raggiungere gli stessi effetti desiderati. Si stima che una quantità di 4-8 mg di psilocibina, presente in 20 g di funghi freschi o in 1-3 g di funghi essiccati, sia sufficiente a generare allucinazioni.

💥 La principale tossina conosciuta è la psilocibina, isolata per la prima volta nel 1958 da Psilocybe mexicana, fungo dell’America centrale. 💥

💥 A livello mondiale, sono state individuate più di 120 specie di funghi allucinogeni, di cui circa una ventina trovano habitat in Italia, appartenenti a diverse famiglie tassonomiche. Tra queste famiglie figurano Panaeolus, Inocybe, Stropharia, Conocybe, Pleurotus, Mycena e Pholiota. Oltre a queste, vi sono altre specie più diffuse come Amanita muscaria e Amanita pantherina, ma le sostanze psicoattive presenti in queste varietà differiscono dalla psilocibina. 💥

GLI EFFETTI DELLA SINDROME ALLUCINOGENA

Di seguito riportiamo sunti di studi da tempo effettuati su questa specie e facilmente rinvenibili ovunque in rete. Le informazioni in questione non sono frutto di nostri studi, esperienze personali o di nostre conclusioni.

Questo tipo di intossicazione è generalmente volontario e a scopo ricreativo. Il tempo di latenza è molto breve e i primi segni clinici compaiono da 30 minuti a 1 ora, per prolungarsi dalle 2/4 ore mediamente, anche a seconda del soggetto, per poi regredire spontaneamente in 12-48 ore. I principali effetti sull’organismo sono sia fisici che psichici.
I primi sintomi possono comprendere, cefalea, stordimento, vertigini, disturbi dell’equilibrio, miastenia, bradicardia con ipotensione, talvota accompagnati da nausea e vomito anche se in forma lieve. I sintomi psichici possono essere vissuti, a seconda dello stato danimo e dall’aspettativa di chi ha consumato funghi, dalla sua personalità o dalle precedenti esperienze fatte, sia in modo positivo che altresì in negativo, ovvero in gergo ‘Bad Trip’.
Tra gli effetti possono comparire, senso di felicità euforia o diseuforia, ansia, estroversione alternata a episodi di mutismo, allucinazioni visive, uditive, olfattive, gustative, sensazioni di depersonalizzazione e alterazione della percezione del tempo e dello spazio o delirio. La sfrenatezza può manifestarsi con agitazioni di tipo psicomotorio con aggressività o sensazioni erotiche.

Non solo effetti ricreativi ma anche gravi conseguenze!

Tra le complicazioni gravi, sono stati riportati casi di colvusioni, coma, infarti e decessi, sempre legati ad una consumazione massiccia dei funghi. Inoltre, un consumo prolungato di funghi allucinogeni, come nel caso di Psilocybe semilanceata, può provocare gravi danni di tipo cronico al sistema nervoso centrale (attacchi di panico, psicosi e allucinazioni croniche).

Tra gli altri casi di fatalità, vi sono molti ricercatori e raccoglitori inesperti che confondono per funghi allucinogeni tutte quelle specie fungine di piccole dimensioni che, a causa di alcune somiglianze macroscopiche e/o dell’habitat, o semplicemente perché crescono su sterco, vengono scambiate con le più pericolose Galerina e Conocybe, responsabili di avvelenamenti con effetti ben più catastrofici (sindrome falloidea).


LA PSILOCIBINA

La psilocibina è un composto profarmaco psichedelico naturale prodotto da più di 200 specie di funghi. I membri più potenti appartengono al genere Psilocybe, come P. azurescens, P. semilanceata e P. cyanescens, ma la psilocibina è stata isolata anche da circa una dozzina di altri generi. Biologicamente, la psilocibina è inattiva, ma viene rapidamente convertita dal corpo in psilocina, che ha effetti di alterazione della mente, simili, per alcuni aspetti, a quelli della dietilamide dell’acido lisergico (LSD), della mescalina e della dimetiltriptamina (DMT).

UTILIZZO DI PSILOCIBINA NEL CAMPO MEDICO

La psilocibina mostra prospettive promettenti nel campo medico, soprattutto per il trattamento del dolore cronico e dei disturbi psichiatrici, tuttavia, a causa delle severe restrizioni legali e burocratiche che limitano la ricerca su di essa, gli studi condotti finora hanno coinvolto principalmente campioni ridotti di pazienti. Questa limitazione continua a ostacolare la raccolta di dati conclusivi sull’effettiva efficacia terapeutica della sostanza. A partire dagli anni 2000, la psilocibina è stata oggetto di studio per il suo potenziale nel trattamento di diverse dipendenze e disturbi, inclusi la dipendenza da nicotina e alcol, il disturbo ossessivo-compulsivo (DOC), la cefalea a grappolo, il disagio esistenziale correlato al cancro, i disturbi d’ansia e alcuni disturbi dell’umore.

💥 Altri studi hanno rilevato che l’uso della psilocibina come sostanza farmaceutica è associato a una ridotta intensità dei sintomi della depressione. È attualmente in fase di esame anche il ruolo della psilocibina come possibile psicoplastogeno. 💥

Gli psicoplastogeni sono una classe di sostanze psicoattive che agiscono sul cervello in modi che promuovono la plasticità neurale e la crescita delle sinapsi. Questo termine è stato coniato recentemente per descrivere sostanze psichedeliche come la psilocibina e l’LSD che, oltre ai loro effetti sullo stato mentale e sulla coscienza, sembrano anche avere effetti positivi sulla neuroplasticità. Si ipotizza che gli psicoplastogeni possano avere potenziali applicazioni terapeutiche nel trattamento di disturbi mentali come depressione, ansia e disturbo da stress post-traumatico, poiché possono favorire il cambiamento e l’adattamento dei circuiti neurali nel cervello. Tuttavia, è importante sottolineare che la ricerca su questo argomento è ancora in fase preliminare e che sono necessarie ulteriori indagini per comprendere appieno il loro potenziale e i loro rischi.


Ispettorati micologici

SPECIE SIMILI

Prima di descrivere le specie fungine simili o quasi identiche a questa specie, è bene ribadire una volta per tutte che, in natura vi sono centinaia di FUNGHETTI di piccola taglia con cappello conico, misconosciuti o anche noti, la cui tossicità può essere anche mortale. Pensare di aver riconosciuto la Psilocybe semilanceata dopo aver guardato alcune foto viste sulla rete, o anche allegate a questo articolo, è assolutamente da idioti!

Psilocybe semilanceata non è un fungo di facile identificazione. Il cercatore di funghi distratto o poco informato, potrebbe essere ingannato dalla presenza nei boschi di altri funghi di piccola taglia potenzialmente simili, velenosi o addirittura mortali. ⛔️☠️

💥 A causa del fenomeno dell’igrofania, il colore e la consistenza di questo fungo possono variare dal bianco-crema, compatto, al marrone-grigio-verde oliva gelatinoso-traslucido, il che può disorientare non poco l’aspirante cercatore che voglia ricavare dalle varie immagini disponibili un riferimento sufficientemente preciso. 💥

RICORDIAMO AI NOSTRI LETTORI CHE, LA RACCOLTA DI QUESTO FUNGO A SCOPO DI STUDIO VA COMPROVATA, PREVIA AUTORIZZAZIONE DA RICHIEDERE ALLE AUTORITA’ COMPETENTI CHE, SOLO SE ADEGUATAMENTE INFORMATE SUGLI USI CHE SE NE VORRA’ FARE, POTRANNO RILASCIARE UNA AUTORIZZAZIONE SCRITTA ALLA RACCOLTA. DIVERSAMENTE, CHIUNQUE VERRA’ TROVATO IN POSSESSO DI QUESTI FUNGHI “MAGICI” POTRA’ ESSERE PUNIBILE AI SENSI DI LEGGE.

Psilocybe semilanceata - Il fungo magico
Primo piano di Psilocybe semilanceata. Autore: Dr. Hans-Günter Wagner

Specie fungine che possono essere confuse e scambiate con Psilocybe semilanceata:

  • Panaolus papilonaceus (Galeropsidaceae/fimicolo/sconsigliato 😵‍💫) ,cresce direttamente su sterco, ma non neccessariamente. Di taglia superiore a P. semilanceata.
  • Panaeolus subbalteatus (Galeropsidaceae/sconsigliato 😵‍💫)
  • Prostropharia semiglobata (Strophariaceae/sconsigliato 😵‍💫),
  • Psilocybe cubensis (Hymenogastraceae/sconsigliato 😵‍💫) colori più intensi, carnosità del cappello differente e lamelle attaccate al gambo,
  • Psilocybe strictipes (Hymenogastraceae/sconsigliato 😵‍💫),
  • Galerina marginata (Hymenogasraceae/velenoso mortale ☠️).

PHOTOGALLERY DI PSILOCYBE SEMILANCEATA

FUNGHETTO, FUNGO MAGICO

Psilocybe semilanceata - Il fungo magico
Particolare delle lamelle negli esemplari maturi. Autore: Jon Mortin
Psilocybe semilanceata - Il fungo magico
Esemplari cresciuti in forma cespitosa. Autore: Argomenti correlati a Psilocybe semilanceata

Psilocybe semilanceata@funghimagazine.it

Alfonso Conti

Alfonso Conti è il Social Media Manager di Funghimagazine. Oltre che occuparsi dei nostri Social, Alfonso è anche autore di artcoli per FM. Studioso di Funghi e Natura, è anche un ottimo informatico

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