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Tricholoma equestre

TRICHOLOMA EQUESTRE (L.) P. Kumm., 1871

Tricholoma equestre 1200x Scheda
Tricholoma equestre scheda illustrativa

DESCRIZIONE SOMMARIA

Qual è il colore prevalente?

Banner colori Tricholoma equestreNell’Arcobaleno dei Funghi: → Giallo chiaro con sfumature ocra bruno-rossastre

Come riconoscere al volo Tricholoma equestre?

Il Tricholoma equestre è un “fungo con le lamelle”. Molto comune in Italia e in Europa, fruttifica principalmente nell’autunno ed è distinguibile dalle altre specie del suo genere per i suoi colori vivaci, giallo-ocra, e per le sue dimensioni robuste. Spesso si trova molto infossato nel terreno, con solo il cappello visibile. È considerato sospetto di tossicità e responsabile di sindrome rabdomiolitica, quindi non è consigliabile consumarlo.

Agarico equestre, Fungo del cavaliere, Monachella gialla o Cicalotto giallo

Sinonimi obsoleti:

Agaricus auratus Paulet, Traité champ. (Paris) (1793)
Agaricus aureus Schaeff., Fung. bavar. palat. nasc. (Ratisbonae) (1774)
Agaricus equestris L., Sp. pl. (1753)
Agaricus equestris var. pinastreti (Alb. & Schwein.) Rabenh., Deutschl. Krypt.-Fl. (Leipzig) (1844)
Agaricus flavovirens Pers., in Hoffmann, Naturgetr. Abbild. Beschr. Schwämme (Prague) (1793)
Agaricus flavovirens var. pinastreti Alb. & Schwein., Consp. fung. (Leipzig) (1805)
Agaricus flavovirens var. vulgaris Alb. & Schwein., Consp. fung. (Leipzig) (1805)
Amanita equestris (L.) Roussel, Fl. Calvados (1796)
Amanita punctata var. aurea (Schaeff.) Lam., Encycl. Méth. Bot. (Paris) (1783)
Glutinaster equestris (L.) Earle, Bull. New York Bot. Gard. (1909)
Gymnopus flavovirens (Pers.) Zawadzki, Enum. plant. Galic. Bucow. (Breslau) (1835)
Gyrophila aurata (Gillet) Quél., Fl. mycol. France (Paris) (1888)
Gyrophila equestris (L.) Quél., Enchir. fung. (Paris) (1886)
Gyrophila equestris var. aurata Quél., Enchir. fung. (Paris) (1886)
Hypophyllum equestre (L.) Paulet, Traité champ. (Paris) (1808) [1793]
Melanoleuca equestris (L.) Murrill, N. Amer. Fl. (New York) (1914)
Tricholoma auratum Gillet, Hyménomycètes (Alençon) (1874) [1878]
Tricholoma equestre var. albipes Peck, Bull. N.Y. St. Mus. (1912) [1911]
Tricholoma equestre var. pinastreti (Alb. & Schwein.) P. Karst., Bidr. Känn. Finl. Nat. Folk (1879)
Tricholoma flavovirens (Pers.) S. Lundell, in Lundell & Nannfeldt, Fungi Exsiccati Suecici (1942)
Tricholoma flavovirens var. albipes (Peck) H.E. Bigelow, Beih. Sydowia (1979)

Tricholoma equestre (L.) P. Kumm., 1871
Agarico equestre

Divisione:Basidiomycota
Classe:Agaricomycetes
Ordine:Agaricales
Famiglia:Tricholomataceae
Genere:Tricholoma
Specie:Tricholoma equestre
Nome italiano:Agarico equestre, Fungo del cavaliere, Monachella gialla o Cicalotto giallo.
Tipo nutrimento:Simbionte-Micorrizico 🌳🌲🌿🍃🍂
Periodo vegetativo:Autunno
Commestibilità o Tossicità:Sospetto di tossicità, non commestibile 🖐⚠️

NOMI INTERNAZIONALI

  • Inglese-English: Man on horseback, Yellow knight
  • Catalano-català: Verderol (bolet)
  • Ceo-čeština: čirůvka zelánka
  • Gallese-Cymraeg: marchog melyn
  • Tedesco-Deutsch: Grünling (Pilz)
  • Spagnolo-español: seta de los caballeros
  • Estone-eesti: Hobuheinik
  • Basco-euskara: Zaldun-ziza orrihori
  • Finlandese-suomi: kangaskeltavalmuska
  • Francese-français: tricholome équestre, tricholome chevalier
  • Ungherese-magyar: Sárgászöld pereszke
  • Lituano-lietuvių: Žalsvasis baltikas
  • Lettone-latviešu: Parastā smiltene
  • Norvegese-norsk bokmål: Riddermusserong
  • Nederlands: Gele ridderzwam
  • Polacco-polski: Gąska zielonka
  • Rumeno-română: Buretele călărețului
  • Sloveno-slovenščina: zelenkasta kolobarnica
  • Svedese-svenska: Riddarmusseron

Nomi comuni italiani

Tricholoma equestre è un fungo piuttosto comune in Italia, conosciuto e tradizionalmente apprezzato dai cercatori, dove “tradizionalmente” sta indicare che, in passato, questo fungo è stato normalmente raccolto e consumato, attribuendo eventuali malori causati dal suo regolare consumo, associati ad altre patologie. In realtà, recenti studi lo hanno implicato essere causa di avvelenamenti anche mortali, per lo più dovuti ad accumulo di tossine, contenute in questa specie fungina. Accumulo che può causare una Sindrome rabdomiolitica o Rabdomiolisi, pertanto oggi questo fungo è incluso tra le specie sconsigliate a causa di queste criticità. Ne parleremo meglio più avanti nel paragrafo dedicato alla commestibilità.

In Italia, i nomi comuni più diffusi derivano dall’epiteto equestre, dal Latino equestris (dei cavalieri, dei nobili), associato al colore della decorazione di un antico ordine cavalleresco, da cui il nome di Fungo dei Cavalieri o Agarico dei cavalieri.

Tricholoma equestre era noto al Linneo, che lo descrisse ufficialmente nel suo secondo volume dell’opera Species Plantarum del 1753, assegnandogli il nome di Agaricus equestris, ancor prima della descrizione di Agaricus flavovirens effettuata dal Persoon nel 1793. Il nome specifico attribuitogli dal Linneo e che in latino significa: “di o pertinente ai cavalli“, ha la precedenza su Tricholoma flavovirens.

Il fungo venne inserito nel genere Tricholoma dal tedesco Paul Kummer nella sua opera del 1871 “Der Führer in die Pilzkunde“.

I nomi comuni europei includono, il “cavaliere giallo” e il “tricoloma a forma di sella”.

Molto diffuso in Italia l’appellativo “Fungo del cavaliere”, “Monachella gialla” oppure più facilmente, “Cicalotto giallo“, in particolar modo, in Liguria questo fungo è detto: Murtano giano. In Toscana: Borsone, Fungo dei cavallieri. In Calabria: Monachella gialla. In Sicilia: Funciu cavalieri.

Etimologia

L’epiteto equestre nell’ambito micologico è associato esclusivamente a questa specie di Tricholoma, riferendosi in modo particolare alla sua forma e ai suoi caratteri macroscopici.

Il termine Tricholoma, invece, deriva dal greco ϑρίξ, τριχóϛ (thríx, trichόs), che significa capello, pelo, treccia, e da λῶμα (loma), che significa orlo, indicando una peluria lungo il margine.

Traduzioni in italiano dei nomi internazionali


I nomi comuni internazionali sono quasi tutti incentrati sulla traduzione nella lingua locale dell’epiteto greco equestre oppure di Trciholoma.

Questi alcuni dei nomi comuni stranieri:

  • In Inglese, il fungo è chiamato Uomo a cavallo o Il cavaliere giallo;
  • In Gallese viene chiamato Un cavaliere giallo o il Cavaliere giallo;
  • In Tedesco, si chiama Il fungo verde;
  • In Spagnolo, si chiama Fungo dei signori;
  • In Estone, il fungo è chiamato Erba equina o Pascolo dei Cavalli;
  • In Basco, il fungo è chiamato Il verme giallo dei cavalieri, Verme del cavaliere giallo o Fungo dei cavalieri;
  • In Finlandese, il fungo è chiamato Tessuto pioppo giallo;
  • In Francese, è chiamato Fungo del cavalliere, o Tricholoma dei cavallieri, o più semplicemente Cavalliere;
  • In Ungherese, è chiamato Fungo giallo-verde o Litorale giallo e verde;
  • In Lituano, è chiamato il Fungo verde baltico;
  • In Olandese, è chiamato Fungo del cavalliere giallo;
  • In Norvegese, il fungo è chiamato Topo del cavalliere;
  • In Polacco, è chiamato il Fungo dell’oca verde;
  • In Rumeno,  è chiamato Spugna del cavalliere;

DISTRIBUZIONE


Tricholoma equestre è un fungo comune sui suoli silicei, acidi e sabbiosi, presente dalla pianura all’alta montagna.

Tricholoma equestre è ampiamente diffuso nel Nord America e in Europa, ma si trova anche in alcune località dell’Asia come il Giappone, dell’America centrale come la Costa Rica, e dell’Africa. Si tratta invece di una specie rara, perciò inclusa nella Lista Rossa delle piante e dei funghi, in Polonia. È inoltre presente negli elenchi delle specie a rischio di estinzione in Germania, nei Paesi Bassi e in Slovacchia. Nei paesi in cui è considerata una specie a rischio di estinzione, la raccolta di questa specie è ovviamente vietata.

In Italia è diffusa su tutta la penisola, da nord a sud, sia nelle foreste di aghifoglie, che nelle foreste caducifoglie montane e submontane, con preferenza verso i terreni sabbiosi e ricchi di licheni. Si può trovare facilmente nei mesi autunnali, nei boschi di conifere (Pino, Peccio e Abete) o misti, sopratutto con presenza di Faggi, Querce e Castagni. In alcune zone è meno comune o completamente assente, ma fedele ai luoghi di crescita. Ama molto vegetare in ambienti assai umidi e comunque dopo abbondanti piogge.

HABITAT / ECOLOGIA

🌲🌿🍂🍁L’HABITAT del Tricholoma equestre

Tricholoma equestre
Tricholoma equestre

L’habitat ideale per il Tricholoma equestre

Si tratta di una specie sapro-micorrizica, ecotomicorrizica, il che significa che questa specie fungina è in grado di adattare il proprio metodo nutrizionale in base alle proprie esigenze del momento o del luogo in cui si trova a vegetare. Sapro-micorrizoco indica infatti la possibilità di vegetare sia come specie saprofita, ovvero nutrendosi grazie alle sostanze organiche ricavate dalla lettiera in decomposizione o direttamente dall’humus, sia come specie simbionte di alcune piante, creando ectomicorrize sulle loro radici.

L’ectomicorriza è una delle tante tipologie di micorriza, che interessa le piante d’alto fusto degli ecosistemi forestali e che, si realizza attraverso una associazione simbiotica (di simbiosi) tra radici delle piante ed ife fungine. ► Puoi approfondire questo argomento consultando la voce di Enciclopedia ectomicorriza.

Questo fungo predilige suoli prevalentemente silicei con pH acido o leggermente acido e si sviluppa in quasi tutti i tipi di boschi con fondo sabbioso, caratterizzati dalla presenza di faggio, quercia, castagno, peccio, abete e pino, con cui ne stabilisce una simbiosi, dalla pianura alla montagna, con maggiore frequenza nei boschi submontani.

È diffuso omogeneamente in tutta Italia, sebbene con minore frequenza nelle zone montuose al confine e sulle isole (come Sardegna e Sicilia), così come in alcune aree costiere della Toscana, Lazio, Campania, Marche, Abruzzo, Molise e Puglia.

💥🔥 Piccole curiosità

💥 Ancora oggi, questo fungo viene menzionato come “commestibile” in molte pubblicazioni e guide non aggiornate. Tuttavia, questo non è il primo fungo a rivelarsi tossico dopo essere stato considerato commestibile per anni. Si possono citare ad esempio i casi del Cortinarius orellanus, che causò numerosi decessi in Polonia negli anni ’50, il Tricholoma josserandii, addirittura venduto sui mercati, e la Gyromitra esculenta, la cui velenosità è ancora oggetto di studio e discussione.

⛔🖐️ Le nuove specie di funghi, che fino ad ora ci erano sconosciute, vanno raccolte solamente se si è accompagnati da cercatore esperto e vanno fatte vedere ad un Ispettore ASL o Micologo professionista, non al proprio vicino di casa!

SEGNI DISTINTIVI / CARATTERISTICHE

COME RICONOSCERE IL TRICHOLOMA EQUESTRE

Il carpoforo-corpo fruttifero di questo fungo è formato da un cappello, al di sotto del quale si trova il cosiddetto imenoforo, che a sua volta ospita delle lamelle di colore giallo, insieme con un gambo, anch’esso per lo più giallo.

Il cappello è molto carnoso, inizialmente subgloboso (a globo) convesso, infine aperto o anche leggermente depresso, con il margine profondamente involuto e disteso a maturità, talvolta lobato (anche profondamente) e irregolare. La cuticola è liscia, asciutta e vellutata, ma diventa vischiosa con il tempo umido e spesso si ricopre di terra.

💥 Si individua facilmente poiché forma un piccolo grumo di terra sabbiosa quando il suo “cappello” emerge dal terreno.💥

Il colore è giallo dorato più o meno uniforme con delle quamule o fibrille più scure, ocra bruno-rossastre, specialmente al centro con l’orlo che si presenta quasi sempre liscio. Ha un diametro medio di 5/12 cm.

💥 Può essere confuso con Tricholoma hemisulphureum, il quale ha lamelle più rade, carne di colore giallo e un tipico odore di zolfo o gas illuminante, repellente. 👃🏻💥

L’imenoforo, ossia la parte fertile del fungo, è ubicato nella parte inferiore del cappello ed è composto da lamelle di colore variabile, che va dal giallo dorato al giallocitrino o al giallo zolfo, con alcune sfumature verdi vaghe che diventano via via più scure negli esemplari più vetusti.

Queste sono smarginate o quasi libere, abbastanza fitte e intercalate da numerose lamellule.

Le spore, bianche in massa (ialine al microscopio), sono ellissoidali o amigdaliformi e presentano dimensioni medie di 6,5-7,5 per 3,5-5 µm. I basidi sono generalmente a quattro spore e misurano 25–40 × 6–10 µm, privi di fibbia basale.

Il gambo ha forma cilindrica, da corto a tozzo, con la base ingrossata a clava o più slanciata, ricoperto da fibrille sparse. Il suo colore varia dal giallo dorato del cappello al giallo chiaro, tendente al biancastro, con alcune sfumature ocra-brunastra. Spesso si presenta profondamente interrato e può raggiungere una lunghezza fino a 6-9 cm.

La carne è abbondante,di colore bianco e si presenta ocraceo-giallastra solo appena sotto la cutioladel cappello e nei margini del gambo. L’odore è gradevole, fungio, farinoso, il sapore dolce, poi un pò amaro dopo lunga masticazione.

COMMESTIBILITA’

TATTASI DI UN FUNGO SOSPETTO E NON COMMESTIBILE. INOLTRE, È SEMPRE SCONSIGLIATO RACCOGLIERLO SE NON LO SI CONOSCE PREFETTAMENTE, PER EVITARE DI METTERE NEL CESTO FUNGHI DAI CROMATISMI SIMILI GIALLO-VERDI VELENOSI MORTALI!


A partire dal 20 agosto 2002, in Italia ne è vietata la raccolta, la vendita e la conseguente commercializzazione, tramite Ordinanza Ministeriale. Tale provvedimento è stato adottato in via cautelativa, proprio in risposta ad alcuni preoccupanti casi di avvelenamento da rabdomiolisi verificatisi in Francia tra il 1992-2000, alcuni dei quali con esiti fatali.

🚨 LA SINDROME RABDOMIOLITICA
PROVOCATA DAL TRICHOLOMA EQUESTRE

Sindromi a lunga latenza


🔴 Sinonimi: Rabdomiolisi, Rabdomiolisi da Tricholoma equestre

La sindrome rabdomiolitica è una grave o persino gravissima forma di intossicazione da funghi a lunga incubazione, che di norma si manifesta tra le 24 e le 72 ore dopo che sono stati ingeriti funghi della specie Tricholoma equestre, comportando una progressiva e marcata distruzione delle cellule dei muscoli volontari e del muscolo cardiaco, ma può interessare anche i muscoli respiratori, portando in questo caso a morte quasi certa.

La tossina responsabile dell’intossicazione al momento rimane tenacemente misteriosa.
Per quanto proseguano da tempo gli studi su questa specie fungina, non è stato ancora possibile individuare una particolare molecola a cui attribuire la causa delle gravi intossicazioni.
Al momento si sa per certo che, qualunque parte del fungo, si è rivelata ugualmente tossica, sui topi in laboratorio.

💥🐁 Estratti di T. equestre furono somministrati alle cavie in proporzioni equivalenti a quelle dei pazienti, producendo risultati simili a quelli osservati negli esseri umani. Di conseguenza, i ricercatori francesi hanno concluso che ciò dimostrava in modo inequivocabile che la rabdomiolisi osservata nei pazienti umani era stata causata dall’accumulo derivante dal consumo della specie in questione.💥🐁

Per diverso tempo, Tricholoma equestre è stato considerato uno dei funghi commestibili tradizionalmente consumati in numerosi paesi europei ed extraeuropei, inclusa l’Italia. Tuttavia, nel 2002, molte persone si sono interrogate su ciò che aveva portato un fungo da sempre considerato “sicuro” a essere improvvisamente classificato come “velenoso”. Questo fungo, che era stato consumato e commercializzato legalmente secondo il DPR 376/95, è stato improvvisamente bandito dal commercio. L’Ordinanza del Ministro della Salute è stata emessa a seguito di alcuni casi documentati di intossicazione, verificatisi in Francia (coinvolgenti 12 persone, tra cui 3 decessi) e in Polonia (coinvolgenti 3 persone) nel periodo compreso tra il 1992 e il 2000.

Tali intossicazioni, si verificarono esclusivamente dopo consumo di quantitativi eccessivi di funghi in più pasti ravvicinati. La sindrome di intossicazione specifica causata dal Tricholoma equestre è stata denominata “rabdomiolitica” in virtù del fatto che gli individui intossicati manifestavano i sintomi della rabdomiolisi.

💥 L’esclusione di Tricholoma equestre dal commercio è ancora in vigore e, per motivi precauzionali, sembra essere definitiva. Tuttavia, al momento in Italia non sono stati segnalati casi di rabdomiolisi causati dall’ingestione di questo fungo.💥

⚠️ Fatte queste dovute premesse, ti invitiamo ancora una volta a leggere l’articolo completo dedicato alla ► SINDROME RABDIOMIOLITICA DA TRICHOLOMA EQUESTRE.

🖐 Come sempre ricordiamo che:

La raccolta di funghi di piccole dimensioni non va effettuata perché, raccogliendo funghi immaturi non si consente ai funghi stessi di produrre i loro preziosi semi, le spore e, al contempo, non consente ai funghi di sviluppare quei caratteri distintivi utilili ad una loro corretta identificazione.

A seguito della nostra analisi sulla commestibilità di questo fungo, vediamo cosa dicono al riguardo gli autorevoli autori Nicola Sitta, Paolo Davoli, Marco Floriani e Edoardo Suriano, nella loro importante: “Guida ragionata alla Commestibilità dei Funghi“:

La commestibilità di Tricholoma equestre è estremamente controversa, a seguito di alcuni casi di gravi intossicazioni attribuite a questa specie all’inizio degli anni 2000. Attualmente la raccolta e la commercializzazione di questa specie sono interdette in diverse nazioni europee, tra le quali l’Italia.

Continua: (FUNGHI SCONSIGLIATI)

Nei casi in cui una specie tradizionalmente consumata in Italia o che abbia altre importanti valenze a livello alimentare (per esempio se risulta commercializzabile o è diffusamente consumata in altri Paesi UE) presenti una o più criticità che non consentono di considerare il consumo alimentare “sufficientemente sicuro”, si utilizza la definizione di specie “sconsigliata”. La principale criticità è il verificarsi di reazioni avverse di tipo gastrointestinale (o comunque non gravi) in numero significativo rispetto all’entità del consumo, oppure per la presenza di una o più delle seguenti altre problematiche:

  • sospetta tossicità derivante da documentate caratteristiche biochimiche (es. Sarcosphaera coronaria);
  • accentuata confondibilità con specie tossiche rilevanti (es. Tricholoma sejunctum / Amanita phalloides, Pholiota mutabilis / Galerina marginata);
  • rarissima insorgenza di reazioni avverse gravi con presenza di rabdomiolisi, in seguito a consumo in quantità eccessive in più pasti consecutivi (Tricholoma equestre).

⚠️⛔🖐️ ATTENZIONE ⚠️ Le immagini e le informazioni riportate su funghimagazine.it sono puramente indicative e non possono sostituire l’accertamento effettuato da un professionista, Ispettore micologico di una ASL o Micologo professionista.
⚠️ NON AFFIDARTI MAI completamente ad una guida on-line o a libri di testo per il riconoscimento di una nuova specie fungina mai raccolta prima, a meno che tu non abbia competenze tecniche micologiche.
Guide, manuali ed articoli descrittivi hanno solo e soltanto scopo didattico. Esistono centri specializzati presso le ASL (Ispettorati Micologici) o presso le Associazioni Micologiche che sono preposti per il riconoscimento e l’accertamento della commestibilità dei funghi. ISPETTORATI MICOLOGICI IN ITALIA.
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SPECIE SIMILI

Tricholoma equestre è un fungo di facile identificazione. Il cercatore di funghi distratto, o poco informato, potrebbe tuttavia essere ingannato dalla presenza nei boschi di altri funghi di colore giallo-verdognolo, come ad es. la velenosissima Amanita phalloides.

Come già detto, c’è un fungo che, in realtà non somiglia granché a Tricholoma equestre ma che, se raccolto senza saper nulla di funghi, potrebbe trarre in inganno data la colorazione giallo-verde. É la pericolosissima tossica-velenosa Amanita phalloides. Quando questi due funghi sono ancora piccoli, potrebbero avere i rispettivi cappelli con colorazioni simili.

☠️⛔️ Se non sei esperto di funghi, consulta la scheda-guida al riconoscimento dell’ Amanita phalloides – Amanita falloide – Funghi velenosi.

Alcuni altri Tricholomi confondibili per la colorazione gialla del cappello, e altre specie simili includono:

  • Tricholoma hemisulphureum (velenoso e non commestibile), si distingue per via delle lamelle rade, la carne gialla (non bianca come nel T. equestre), e per il suo odore molto forte e nauseante, oltre che per il sapore piuttosto sgradevole e amaro.
  • Cortinarius splendens (velenoso e non commestibile), si distingue per via della carne uniformemente gialla e non bianca. Presenza di cortina (velo) gialla, fugace. Le lamelle assumono una colorazione marrone ruggine a maturità. Può essere presente nel medesimo habitat di T. equestre.

PHOTOGALLERY DI TRICHOLOMA EQUESTRE

AGARICO EQUESTRE, FUNGO DEL CAVALIERE, MONACHELLA GIALLA O CICALOTTO GIALLO

Tricholoma equestre
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Alfonso Conti

Alfonso Conti è il Social Media Manager di Funghimagazine. Oltre che occuparsi dei nostri Social, Alfonso è anche autore di artcoli per FM. Studioso di Funghi e Natura, è anche un ottimo informatico

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