
Porcini: finalmente qualcosa si muove. Ecco dove cambiano i boschi e tornano i Funghi. Aggiornamento nascite funghi 07-08-2026
No, non siamo ancora davanti a una grande buttata generalizzata. Ma dopo settimane di boschi fermi e siccità, le piogge di fine luglio stanno modificando in meglio le condizioni ambientali e i primi segnali di ripresa iniziano a vedersi, soprattutto in alcune aree del Nord e lungo la dorsale appenninica dove le precipitazioni sono state più generose
DOPO SETTIMANE DI ATTESA, FINALMENTE QUALCOSA CAMBIA
Per molti cercatori di funghi italiani, questa stagione micologica è stata, finora, una delle più frustranti e deludenti degli ultimi anni.
Dopo un pessimo avvio primaverile, l’estate ha bissato, e se possibile persino peggiorato, una stagione micologica da dimenticare: Morchelle mal distribuite, Marzuoli poco presenti o assenti, Prugnoli spesso non pervenuti. Porcini grandi assenti.
Terminate le ultime piogge fredde — persino fin troppo fredde per il periodo — con suoli pregni d’acqua e quasi gelidi, di colpo si sono chiusi i rubinetti ed è iniziata la “grande evaporazione”.
La siccità ha preso subito il sopravvento, e le già timide nascite fungine sono letteralmente crollate.
Durante il mese di Luglio abbiamo assistito — quasi miracolosamente — a vere e proprie esplosioni di Porcini in alcune microzone d’Italia, dove le piogge sono risultate ancora fortunosamente presenti, pur in contesti climatici decisamente avversi, caratterizzati da Anticicloni o roba simile, con onde d’aria calda degne del Sahara.
Alcune regioni hanno potuto beneficiare di nascite quasi insperate. Calabria in primo piano, Lucania, Campania, Molise e Lazio hanno avuto oasi felici, anche se localizzate. Toscana, Abruzzo, Umbria e Liguria hanno potuto quanto meno rivedere come sono fatti i Porcini. Decisamente più sfortunate le rimanenti regioni con nascite molto, troppo localizzate e sicuramente contenute.
La siccità e il caldo torrido hanno padroneggiato. Oggi, però, il quadro d’insieme — pur in un contesto ancora estremamente caldo e secco — sembra iniziare lentamente a cambiare.
PERCHÉ OGGI LE CONDIZIONI SEMBRANO PIÙ FAVOREVOLI, ANCHE SE CONTINUA A FARE MOLTO CALDO E PROSEGUE LA SICCITA’?
Come scritto nel nostro precedente articolo: Quarta ondata di caldo africano: la siccità farà morire i miceli dei Porcini? la siccità mette a dura prova tutti gli ecosistemi boschivi ma, anche nelle condizioni peggiori, c’è sempre un piccolo margine affinché i miceli fungini possano sopravvivere, e al momento giusto tornare a riprodursi.
Luglio 2026 verrà ricordato come un mese caldo, molto caldo, ma non il più caldo di sempre. Forse più che il mese più caldo, è il caso di inquadrarlo come quello con il caldo che è durato più a lungo.
Agosto inizia sotto i peggiori auspici, con prospettive di caldo a oltranza, forse per l’intero mese. Ma c’è qualcosa, qualche piccolo cenno di cambiamento. che ci spinge ad essere meno pessimisti.
Per la prima volta dopo molte settimane, infatti, numerosi cercatori ci raccontano di aver trovato, in specifiche zone alpine, il terreno ancora umido anche il giorno successivo ai temporali. Può sembrare un dettaglio di poco conto, ma in un’estate in cui il bosco riusciva ad asciugarsi nel giro di pochi minuti dopo il temporale, rappresenta un segnale tutt’altro che trascurabile.
È proprio da qui che nasce un cauto ottimismo. Non perché stanno tornando le condizioni ambientali ottimali, ma perché, qua e là si iniziano ad intravvedere altri segnali di un’estate già oltre il giro di boa.
Le giornate si accorciano, meno ore di luce significano anche meno ore di sole rovente.
I temporali non hanno più la costante caratteristica del mordi-e-fuggi, del rovescio di tipo monsonico che si esaurisce in non più di dieci minuti, ma iniziano a durare anche un’ora o più.
Gli accumuli di pioggia non sono più dell’ordine dello zero virgola o di uno o due millimetri, ma iniziano ad avere cifre con lo zero, a volte anche con due zeri.
La ragione è che nel contesto meteorologico anomalo attuale, nonostante valori di geopotenziale in quota, a dir poco assurdi — sull’Italia si sono avuti i valori massimi in più di un’occasione tra luglio e primi giorni di agosto — la massa d’aria calda ancora ben presente, è completamente disomogenea.
Disomogenea non vu0l dire che è destinata a “implodere”, a cedere il passo alle correnti umide oceaniche, ma che, non essendo uniforme, lascia spazio a ulteriori inneschi temporaleschi potenzialmente apportatori di piogge che non durino il tempo di un battito di ciglia.
Altro segnale interessante — nella sua pur evidente negatività — è che finalmente sui nostri monti le temperature stanno progressivamente diminuendo, rasentando valori più adatti alla proliferazione fungina.
Se a luglio abbiamo avuto frequentemente isoterme da +24° o addirittura da +28°C a 850 hpa (a quote comprese tra i 1.500 e 2.000 mt), da qualche giorno le aree con ancora isoterme da +24°C sono assai contenute, microzone sparse qua e là e che fluttuano col fluttuare delle Avvezioni calde che ci stanno ancora investendo.
Sull’Italia domina l’isoterma dei +20°C, ancora elevati come valore, ma decisamente più accettabili rispetto alle termiche precedenti. Si è persino rivista l’isoterma dei +16°C, la stessa che ha accompagnato alcuni dei temporali alpini che, come ci hanno riferito molti lettori, sono stati in grado di bagnare i boschi quel tanto che basta per vederli ancora bagnati il giorno seguente.
Cosa del tutto inedita in questa estate dall’evapotraspirazione facile, anzi per meglio dire, esasperata.
Insomma, finalmente si inizia a vedere qualche spiraglio.
Spiraglio però non vuol dire che la siccità è terminata, o che non avremo più incendi innescati da strampalati temporali secchi, che apportano solamente tanto vento e poca o del tutto zero pioggia, con fulmini che scatenano incendi su ogni monte colpito da questo eccesso di carica elettrica.
Spiraglio non vuol dire neppure che la parola siccità potrà essere archiviata, anzi, ad essere franchi, non si vede ancora la luce in fondo al tunnel.
Tuttavia, aumentano le zone in cui si sono avute piogge che possiamo definire “giuste”, quanto meno più interessanti o adeguate.
Zone in cui non sono caduti 200 millimetri d’acqua, ma quelli che hanno bagnato i boschi, per quanto ancora contenuti, lo hanno fatto con più regolarità, spalmati su più ore e su più giorni consecutivi.
In definitiva, non è ancora ora di cantar vittoria, tuttavia, dove le piogge ci sono state e dove il vento non è stato protagonista indiscusso, è ora di iniziare a spolverare cesti e scarponi e incrociare le dita.
DOVE I FUNGHI STANNO GIA’ NASCENDO O NASCERANNO NEI PROSSIMI GIORNI
IL RITORNO DEI PORCINI AL NORD
Fatte le dovute premesse, non vorrei suscitare facili ottimismi, ma neppure sposare attengiamenti tragici e depressivi che quotidianamente imperversano su molti social.
La situazione micologica attuale non è assolutamente ideale, ma nemmeno ovunque drammatica.
Il ritrono dei Porcini al Nord è forse più evocativo che non un dato di fatto. La speranza che le piogge “utili” facciano il proprio dovere è l’ultima a morire.
Un dato di fatto è che le colonie fungine hanno urgente bisogno di ricostituirsi o di rafforzarsi, comunque di riprodursi prima che l’autunno sia conclamato.
Non dimentichiamoci però che, nel corso degli ultimi trent’anni, ci sono state molte annante apparentemente migliori rispetto a questa infausta estate, eppure prima di ferragosto, le nascite di Porcini, tanto al Nord, quanto nel resto d’Italia, erano spesso molto contenute, quando non addirittura assenti.
I Porcini edulis al Nord spesso comparivano nelle abetaie solamente dopo le prime tempeste di Ferragosto e fino ai primi di Settembre non nascevano quasi mai nelle faggete.
Quindi, pessimismo da siccità a parte, non siamo proprio in una palese condizione di anomalia micologica conclamata. Probabilmente le nostre attuali aspettative sono troppo alte.
I social ci spingono a sperare di poter pubblicare foto e video di funghi anche in mesi che convenzionalmente non sono così favorevoli. Forse gli anni recenti caratterizzati da caldo intenso con molte più piogge, ci avevano illusi che l’abbondanza fosse diventata norma e regola, ma così non sta andando.
Il Nord Italia da sempre, vede le prime nascite di Boletus edulis altalenare tra alti e bassi, con annate migliori e altre di gran lunga peggiori.
Quella che però sta diventando una regola affermata, è che le prime nascite di Boletus edulis arrivino sempre partendo dalle abetaie, seguite poi dalle faggete e solo a fine periodo nei castagneti e tra le querce.
► Quello che quest’anno è davvero mancato, sono i Porcini estivi di pianura e di collina, quei Boletus reticulatus o Boletus aereus che colmavano la mancanza degli edulis nei periodi precedenti alle grandi buttate autunnali. Non da meno, sono mancati persino i Porcini Rossi-Pinicola (Boletus pinophilus) tra la primavera e l’estate, dai colli alle montagne.
NORD ITALIA
Non si può parlare ancora di buttata ma, qualcosa di “bello”, qua e là sta già nascendo, nelle abetaie della Valle d’Aosta, dell’alta Lombardia, del Trentino Alto Adige e del Veneto settentrionale.
Per bello si intendono funghi Porcini non seccagnoli, non rovinati dal vento ma belli sani, sodi, lucidi e soprattutto corposi. Molti lettori ci segnalano infatti edulis sporadici ma tutti di peso, pur essendo ancora giovani.
Boleti di grossa taglia, quasi obesi, spesso conficcati nel terreno, anche fino a venti centimetri di profondità, a riprova del fatto che il micelio tenta di evitare la disidratazione garantita in superficie.
Non appena qualche ifa superficiale rileva che c’è umidità sufficiente, i miceli più profondi iniziano a fruttificare, cercando di sfruttare le brevissime finestre favorevoli.
Nascite invece molto, ma davvero localizzate, e sporadiche in Piemonte, Liguria, Prealpi lombardo-venete e Friuli Venezia Giulia, insieme con l’Emilia Romagna.
PIOGGE ABBONDANTI A FINE LUGLIO AL CENTRO-SUD
Meritano un discorso a sé, le abbondanti piogge che a fine luglio hanno interessato varie zone del Nord e Centro Italia.
Le stesse piogge che ci spingono verso un cauto ottimismo.
Il giorno 26 è stato il migliore del periodo.
Temporali intensi, rovesci duraturi. Accumuli di tutto rispetto per il periodo.
Dal Savonese allo Spezzino.
Dall’alto Appennino Pavese a quello Tosco-Emiliano-Romagnolo, passando per l’intera Toscana orientale con sconfinamenti nelle Marche montane e in Umbria — fatta eccezione per l’estremo Sud regionale — si sono avute piogge per così dire “utili”. Buone piogge. Potenzialmente favorevoli alle nascite fungine.
Come mostra la nostra mappa delle nascite di funghi, del nostro Semaforo dei Funghi, il colore rosa indica esattamente dove le pioggie di fine luglio sono state migliori, ma non solo importanti, ma anche ripetute.
Tra il 26 e il primo di agosto è ripiovuto in varie zone del Centro-Sud. A volte senza che si siano avuti accumuli importanti ma, chi ci segue costantemente, dovrebbe aver imparto che non conta tanto la pioggia di un singolo evento, quanto piuttosto la progressione, la ripetitività degli eventi piovosi.
Conta che riesca a “piovere sul bagnato”. Se e quando ciò accade, la probabilità che finalmente nascano dapprima Finferli, poi anche Porcini e altre specie fungine, aumentano di molto.
Pertanto, sin da subito, oltre alle regioni già citate come le più favorite, si potranno avere nascite in Abruzzo, Molise, Campania interna, persino Gargano e monti della Lucania superiore.
E LE PIOGGE DI FINE MESE AL NORD?
Meno abbondanti quelle del 26, seguite poi da piogge localizzate e di media-scarsa entità il 31, sono state bissate il primo agosto da nuove buone piogge, ma prevalentemente sui monti del Triveneto.
Il 2 di agosto è poi ripiovuto, e pure molto tra Insubria-Lario-Brianza e Orobie ma queste piogge diverranno utili più avanti, soprattutto se in questo fine settimana riuscirà a piovere come sembrerebbero annunciare — senza troppa convinzione — alcuni modelli matematici o per meglio dire, molte App.
Interessante notare che in Valle d’Aosta è piovuto discretamente bene, non tanto per quantitativi, quanto per frequenza. Già a fine luglio. Le recenti piogge di inizio agosto risulteranno perciò utili a mantenere il terreno umido, quel tanto che basta per spingere i miceli a tornare in supeficie e a fruttificare.
Infine una nota positiva, relativamente positiva, per la Sardegna centro-orientale che il giorno 5 di Agosto ha avuto buoni temporali. Se riuscirà a pioverci sopra, un cenno di nasciete di Porcini Neri potrebbe essere assicurato.
IN CONCLUSIONE – AGGIORNAMENTO NASCITE FUNGHI 07-08-2026
Concludendo, ribadiamo che non è il caso di cedere a un immotivato ottimismo, ma neppure a lamentare pessimismo o peggio ancora depressione, per un mese di agosto che potrebbe risultare assai più caldo e siccitoso rispetto a quanto a tratti sembrerebbero dire alcuni modelli matematici.
Purtroppo con le Avvezioni calde Africane c’è poco da aggiungere. Oltre ad essere estremamente dannose perché apportatrici di siccità, risultano anche estremamente difficili da prevedere dai computer.
Lo confermano le app dei nostri cellulari che a giorni mostrano un abbassamento di temperature o anche piogge, ma dopo qualche ora ci mostrano tutto l’opposto.
Fino a qualche giorno fa si diceva che il caldo avrebbe raggiunto il capolinea attorno al 10 del mese, ora dopo il 15, ma a ben guardare i modelli matematici a lunga scadenza, sembrerebbe che questa tendenza non cambierà fino a fine mese.
Caldo a oltranza, a tratti meno intenso, a tratti più intenso, forse diversi temporali ma, di cambio di circolazione con correnti umide oceniche ben distese sull’Italia, per ora non c’è traccia alcuna.
La discreta notizia è che, come ripetiamo ormai da settimane, là dove riesce a piovere sul bagnato, qualche discreta nascita fungina non sta mancando e non mancherà.
Naturalmente, nel caso in cui il quadro meteorologico dovesse improvvisamente mutare, ne daremo tempestiva notizia attraverso gli aggiornamenti quotidiani — quando necessari — in homepage, altrimenti con i prossimi Aggiornamenti Nascite Funghi.
Nel frattempo, per chi si sta godendo la propria vacanza al mare, ma perché no, anche in montagna o altri luoghi di villeggiatura, cosa c’è di meglio che una buona lettura, ovviamente a tema fungino?
Il consiglio di Funghimagazine è di portare sotto l’ombrellone 3 libri che potranno soddisfare curiosità e svago, che sono:
- L’arte di Cercare funghi, scritto dal sottoscritto, Angelo Giovinazzo, edito da Newton Compton.
- Lo Zen e l’arte di andare a funghi, di Matteo Righetto, edito da Feltrinelli.
- I Funghi dell’anima. Dodici incontri nel sottobosco, di Nicolò Oppicelli, edito da Aboca edizioni.
Una buona lettura può togliere la noia di torno, e quando il caldo è davvero eccessivo e l’ombrellone diventa un rifugio indispensabile, si può rimanere con la testa immersa nei boschi e nel regno dei funghi con questi tre libri protagonisti della scena editoriale micologica italiana nell’estate 2026.
In questo aggiornamento nascite funghi 07-08-2026 non abbiamo inserito fotografie di funghi del momento perché, le foto più belle che pubblicano i nostri lettori sulla nostra Chat Telegram, e alcune selezioni dai nostri Social, vengono ora pubblicate ogni mattina in homepage, nello spazio denominato: FOTO DEL GIORNO.
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Last Updated on 31/08/2026 by Redazione FM


